ACCOMPAGNARE IL PAZIENTE IN EMODIALISI. Dr. Fabrizio Vellani Nefrologo

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1 ACCOMPAGNARE IL PAZIENTE IN EMODIALISI Dr. Fabrizio Vellani Nefrologo

2 Composizione del corpo umano e distribuzione dei liquidi corporei Per un giovane maschio: SOLIDI 40% Proteine 18 % Grassi 15 % Minerali 7 % ACQUA 60 % liquido intracellulare 40 % liquido extracellulare (LI + LP) 20 %

3 Funzioni del rene: Regolazione del bilancio di acqua, elettroliti e ioni idrogeno; Eliminazione dei prodotti finali del metabolismo dal sangue; Eliminazione di sostanze chimiche estranee dal sangue; Regolazione della pressione arteriosa tramite il controllo dell escrezione del sodio e della secrezione di renina; Secrezione di eritropoietina; Secrezione di 1,25-diidrossivitamina D3; Gluconeogenesi.

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7 Perché siamo fatti così? La storia evolutiva delle specie terrestri parte da organismi unicellulari che si sono differenziati ed evoluti in diretto contatto con le acque del mare primordiale. Nelle acque di questo mare essi trovavano le sostanze di nutrimento e l ossigeno e vi scaricavano le scorie.

8 Perché siamo fatti così? Le cellule degli animali superiori e quelle dell uomo in particolare presentano sostanzialmente le stesse esigenze basali delle loro più remote progenitrici. Quello che è cambiato è l ambiente in cui vivono che non è più il mare ma quello che i fisiologi chiamano mezzo interno : il LIQUIDO INTERSTIZIALE.

9 Il controllo della composizione e del volume dei liquidi corporei è così importante che i reni i principali effettori di tale controllo ricevono ogni giorno circa l di plasma. E questo, a fronte di un peso di appena 150 g per ogni rene.

10 Qual è la storia del paziente che abbiamo di fronte? Ossia: le cause di nefropatia: Nefropatia vascolare (diabete, ipertensione, dislipidemia, fumo). Nefopatia ostruttiva (calcolosi, ipertrofia prostatica, sclerosi retroperitoneale ). Infezioni. Glomerulonefriti. ADPKD. Nefropatia tossica (mdc, FANS, antibiotici ).

11 La principale causa di insufficienza renale è quella vascolare, compreso il diabete. Pertanto, molto spesso, il paziente che ci sarà affidato sarà plurivasculopatico e/o diabetico quindi con labile compenso di circolo e con gravi limitazioni nei movimenti dovute ad ulcerazioni e/o amputazioni.

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14 Ma non solo: L insufficienza renale comporta anche una riduzione della produzione di eritropoietina ed un alterazione del metabolismo minerale per cui il nostro paziente sarà anche anemico ed osteoporotico.

15 Nell emodialisi: I pazienti possono arrivare a perdere 4 Kg in 4 ore e questa è un ulteriore ed importante causa di instabilità emodinamica.

16 Infine: L insufficienza renale cronica è una malattia ingravescente e spesso invalidante ad impatto quotidiano. Per questo il nostro sarà un paziente emotivamente molto provato.

17 Ricapitolando: Il paziente con malattia renale cronica in emodialisi è un paziente: vasculopatico e/o diabetico, con labile compenso cardiocircolatorio, spesso portatore di ulcerazioni, amputazioni, riduzione del visus, malattie osteoarticolari, anemico, mai normoidratato, in labile compenso emotivo.

18 La terapia dell insufficienza renale cronica: Emodialisi; Dialisi peritoneale; Trapianto di rene (da cadavere o da vivente).

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24 L emodialisi è una tecnica che permette di porre il sangue in contatto con un liquido detto dialisato attraverso una membrana semipermeabile.

25 Agendo sulla composizione del dialisato e sul suo contatto con il sangue in termini di superficie e tempo, si riesce a svolgere gran parte del lavoro dei reni concentrandolo mediamente in tre sedute di quattro ore ogni settimana.

26 L emodialisi si effettua tramite un accesso venoso ad alto flusso: Fistola artero-venosa; Catetere giugulare o femorale.

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29 Possibili emergenze durante il trasporto di un paziente emodializzato: Edema polmonare; Iperpotassiemia; Collasso cardiocircolatorio; Sanguinamento dalla FAV.

30 Edema polmonare: Nell emodializzato il collasso di circolo si tratta come in qualsiasi altro paziente; l edema polmonare NO: va portato immediatamente in un Centro Dialisi medicalizzato. Stesso comportamento in caso di aritmie cardiache di rilievo.

31 Sanguinamento dalla FAV: E un sanguinamento arterioso frequente dopo emodialisi che origina da uno dei recenti siti di puntura. Va tamponato con una pressione lieve-moderata sul punto di sanguinamento. Il paziente va riaccompagnato al Centro Dialisi.

32 Altre attenzioni in presenza di FAV: La fistola non deve essere compressa con abiti, cinture, bendaggi o altro. In particolare NON si deve provare la pressione arteriosa sul braccio della fistola.

33 Una lacerazione (traumatica o volontaria) della FAV è possibile grazie alla sua superficialità ed è rapidamente mortale. Va tamponata con ogni mezzo possibile fino all applicazione di uno sfigmomanometro, a monte della fistola stessa, portato a pressione massima (300 mmhg).

34 Il paziente nefropatico è particolare anche nel rapporto con i sanitari.

35 Grazie per l attenzione e buon lavoro a tutti.

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