UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BOLOGNA FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA MASTER DI 1 LIVELLO IN MANAGEMENT NELLA AREA INFERMIERISTICA, OSTETRICA E

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BOLOGNA FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA MASTER DI 1 LIVELLO IN MANAGEMENT NELLA AREA INFERMIERISTICA, OSTETRICA E"

Transcript

1 UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BOLOGNA FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA MASTER DI 1 LIVELLO IN MANAGEMENT NELLA AREA INFERMIERISTICA, OSTETRICA E TECNICO SANITARIA IL LABORATORIO PRECLINICO NELL APPRENDIMENTO DELLE COMPETENZE INFERMIERISTICHE DEGLI STUDENTI. PROGETTO: SVILUPPARE LE ABILITA GESTUALI COME PREPARAZIONE ALL ASSISTENZA DEI PAZIENTI RELATORE: Prof. COSTANZA MELE STUDENTI FEDERICA MAGNI 1

2 I N D I C E INTRODUZIONE PRIMA PARTE 1 LA FORMAZIONE UNIVERSITARIA pag legge n 341 pag DL n 502 pag DM n 509 pag DM n 270 pag documenti fondamentali che regolamentano il CdL pag 12 2 L APPRENDIMENTO pag I laboratori nell apprendimento pag Lo scopo del laboratorio pag Modelli di laboratorio pag Conclusione pag 24 3 I METODI E GLI STRUMENTI DI APPRENDIMENTO pag La lezione pag Mappa concettuale pag Il caso pag Lo skills lab pag Lavori in piccoli gruppi pag Il Gioco dei ruoli pag Il portfolio pag Il PBL pag I diari pag 36 2

3 4 IL TUTOR pag La storia pag Le funzioni pag Il tutor nella formazione Universitaria pag I modelli di riferimento pag La stima quantitativa dei tutor nelle aziende sanitarie pag 47 5 GLI STUDI e PROGRAMMI IN LETTERATURA pag Origine della simulazione pag caso-studio 2010 pag Studio Cuneo pag Studio pag La realtà di Rimini pag I dati relativi al volume di studenti pag 74 SECONDA PARTE 6 IL PROGETTO 6.1 Introduzione pag Strumenti e metodi pag Breve analisi del contesto pag Problema/Criticità individuate pag Possibili cause e soggetti coinvolti pag Obiettivi del progetto pag Costruzione del gruppo di lavoro pag Fasi di sviluppo del progetto pag Matrice delle responsabilità pag89 3

4 6.9 Strumenti operativi pag Risorse pag I Ruoli pag Le modalità ed i tempi pag Stima dei costi pag Tempi di realizzazione pag 100 Allegato A Diagramma di Gantt del Progetto pag 101 CONCLUSIONI pag 102 BIBLIOGRAFIA pag 104 INTRODUZIONE 4

5 L insegnamento clinico è l aspetto della formazione infermieristica attraverso il quale gli studenti, facenti parte di un gruppo e in contatto diretto con persone sia sane che malate o con una collettività, apprendono a pianificare, fornire,valutare l assistenza infermieristica globale richiesta sulla base delle conoscenze e capacità acquisite; lo studente impara non solo ad essere un membro del gruppo, ma anche guida del gruppo capace di organizzare l assistenza infermieristica globale. Gli studenti partecipano alle attività dei servizi nei limiti in cui tali attività contribuiscano alla loro formazione, permettendo loro ad imparare ad assumere le responsabilità inerenti l assistenza infermieristica (Decreto Legislativo 2/5/94 n 353 art. 6 ) ora D.Lgs 206/2007 L elaborato è la sintesi di quanto in letteratura è descritto sulle tecniche di apprendimento che si ri-producono nell ambito dei contesti di formazione infermieristica mediati dalla tecnologia. L obiettivo del lavoro è quello di interrogarsi se gli ambienti simulati possono essere considerati luogo di creazione, di sapere pratico e sensibile e, conseguentemente, descrivere come avviene il processo di creazione e circolazione del sapere pratico in un contesto mediato da operatori competenti e tecnologia. La pratica dell apprendimento tramite l utilizzo di manichini altamente sofisticati e la realtà virtuale si sta diffondendo sempre più grazie ai risultati che si sono raggiunti, all abbattimento dei costi in seguito all utilizzo dei software e al parziale superamento dello scetticismo nei riguardi delle nuove tecnologie. Queste tecniche, in molti contesti, sono una condizione indispensabile per prepararsi allo svolgimento delle normali attività lavorative. (STS Italia online paper) Lo svolgimento della professione infermieristica richiede specifiche competenze, disponibilità e sensibilità, nonché saperi pratici. Le simulazioni, grazie al supporto tecnologico, introducono direttamente lo studente in un setting simulato, che riproduce più o meno fedelmente la realtà lavorativa. Il sistema prevede l uso di simulatori provvisti di caratteristiche anatomiche altamente realistiche. Numerosi sono i vantaggi delle simulazioni, quali ad esempio, l assenza di rischi per i pazienti, la possibilità di mettere in pratica le procedure e riprovarle più volte, la possibilità di critica costruttiva grazie all esperienza personale la possibilità di commettere errori. 5

6 La formazione diviene così un momento in cui gli studenti, generalmente, suddivisi per gruppi, simulano il lavoro di equipe, apprendendo dall esperienza, prendendo decisioni, risolvendo problemi e sviluppando autonomia. Vettore (2007) Questa realtà è ormai presente in molte sedi universitarie in quanto sono forti le evidenze scientifiche che ne dimostrano l efficacia. Il background teorico che utilizzeremo per affrontare questo lavoro è quello offerto dal primo studio: Nurse Education in Pratic Jane Warland (2010) dove, l'obiettivo principale della simulazione è quello di preparare in modo sicuro studenti per un contesto di vita reale, clinica. Secondo studio: Nurse Education Today C.S. McCaugher, M.K. Traynor (2010), sembra essere il primo ad affrontare la questione della preparazione di una valutazione nel contesto di simulazione, e aggiunge così una nuova dimensione per la base concreta per simulazione. I partecipanti approvano la sua efficacia per questo prezioso scopo. Terzo studio progetto di Cuneo L obiettivo di questo studio è quello di integrare le scelte pedagogiche adottate con nuove strategie didattiche al fine di migliorare lo standard formativo e la padronanza degli studenti negli stage attraverso utilizzo dei laboratori dei gesti attraverso la costruzione di casi. Dott.ssa Sarina Lombardo Coordinatore Corso di Laurea in Infermieristica- Sede di Cuneo- Università degli Studi di Torino). Tutti e tre gli studi hanno adottato la prospettiva practice-based dove si supera la concezione classica dello studio e si adotta una visione che va oltre la concezione mentale e razionale della conoscenza e dell apprendimento Bruni et al (2007), grazie al quale si arriva a sostenere che gli studenti durante le simulazione negli skill-lab producono, riproducono ed attivano la loro realtà organizzativa, e dove imparano praticando, negli errori, nella produzione e ri-produzione quotidiana in un contesto protetto. E da queste premesse che nasce la scelta di cercare di individuare tra i vari studi sull argomento quello più efficace, più vicino alla nostra realtà. Il contesto preso in considerazione è Rimini il Polo dell Università di medicina e chirurgia di Bologna, dove attualmente è presente un laboratorio dei gesti con due postazioni contenente materiale e manichini che permettono simulazioni controllate. Si tratta di uno spazio fisico organizzato, sito in via Flaminia, in cui gli studenti possono sviluppare l apprendimento delle abilità tecnico-gestuali professionali in un ambiente d apprendimento controllato. Rappresenta un metodo preparatorio alla pratica clinica e sulla base della programmazione didattica, gli studenti sperimentano manovre e 6

7 tecniche professionali su appositi manichini; possono esercitarsi in piccoli gruppi tra studenti con la supervisione dei tutor. L obiettivo principale che ci siamo poste con questo lavoro è stato quello di elaborare un progetto che potesse garantire agli studenti del CdL un metodo preparatorio alla pratica clinica, è proprio all interno dei laboratori che gli studenti sperimentano manovre e tecniche professionali su appositi manichini; lo possono fare esercitandosi in piccoli gruppi con la supervisione dei tutori. La tesi è suddivisa in due parti. La prima parte è puramente descrittiva dove vengono approfonditi argomenti come: la formazione universitaria, l apprendimento, alcuni concetti basilari i suoi scopi, i suoi modelli, i tipi di laboratorio nell apprendimento; le teorie che ne sono alla base, le metodologie didattiche per gli adulti. il tutor: la funzione,le diverse figure, i modelli di riferimento studi e programmi in letteratura. Nella seconda parte viene descritta la realtà operativa dove verrà implementato il progetto che abbiamo costruito. La ricerca degli studi e le revisioni in letteratura sull argomento sono stati identificati attraverso una ricerca automatica in diversi data base. 7

8 PRIMA PARTE 8

9 1 LA FORMAZIONE UNIVERSITARIA DELLE PROFESSIONI SANITARIE La professione infermieristica negli anni ha sostanzialmente modificato la modalità di partecipazione al Sistema Sanitario. La formazione Universitaria e la legislazione hanno stimolato, reso visibile e percepibile questa trasformazione ai singoli professionisti, reali sostenitori del sistema, e a caduta a tutte la altre professioni che agiscono ed interagiscono con l infermiere. L Università, quale luogo di libertà di pensiero e di proposizione di tutto ciò che riguarda il sapere e la ricerca di verità, coniuga in modo organico ricerca e didattica, garantendone la completa libertà. Per realizzare i suoi fini istituzionali, che sono l insegnamento e la ricerca scientifica, l Università si avvale delle facoltà, dei corsi, dei dipartimenti, degli istituti e dei centri di servizio. Nel corso degli ultimi venti anni sono state realizzate rilevanti modifiche nella distribuzione dei poteri di governo, dell Università e oggi la sua gestione è ispirata ai principi di autonomia e responsabilità. C.Galletti, et al (2008). Infatti, la creazione nel 1989 mediante scorporo dal Ministro della Pubblica Istruzione, del Ministro dell Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica (MURST), nel quale sono state accorpate del funzioni di coordinamento dei due settori dell istruzione Universitaria e della ricerca scientifica ha permesso di separare il momento delle scelte di politica universitaria, assegnato al Ministero, da quello della gestione delle scelte, assegnato alle Università e agli enti di ricerca consentendo la operativa realizzazione dell autonomia. C.Galletti, et al (2008). Terminato tale processo di riordino il Ministero dell Università è tornato a confluire in un unico Ministero dell educazione: l attuale Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca (MIUR). Il progressivo e ampio trasferimento di poteri dal livello centrale di governo alle singole sedi Universitarie ha segnato la crescita dell autonomia complessiva delle sedi Universitarie in particolare sono cresciute l autonomia statutaria e regolamentare, l autonomia finanziaria, l autonomia didattica, l autonomia di reclutamento della docenza universitaria. Alcune delle tappe più significative del processo legislativo di riforma del sistema universitario sono: 1.1 Legge 19 novembre 1990 n 341 Riforma degli ordinamenti didattici universitari ha delineato la possibilità di inserire nelle Università italiane accanto ai tradizionali corsi di Laurea, di Specializzazione, di 9

10 Dottorato e di Perfezionamento, i Diplomi Universitari di laurea breve. Tali corsi si svolgono nelle facoltà, hanno una durata non inferiore ai due e non superiore ai tre anni e gli studi compiuti nello svolgimento dei curriculum devono essere riconosciuti dalla facoltà per proseguire gli studi e conseguire lauree e diplomi universitari affini (art 2 comma 1e2). Per attivare i corsi di Diploma Universitario l art.9 comma 1 previsto, che, entro due anni dalla data di entrata in vigore della norma, dovessero essere definiti ed aggiornati con uno o più decreti gli ordinamenti didattici dei corsi di diploma universitario, dei corsi di laurea e delle scuole di specializzazione e le rispettive tabelle. Tali decreti devono essere formulati tenendo conto della normativa comunitaria di riferimento e delle previsioni occupazionali riducendo le duplicazioni e ricomponendo gli insegnamenti secondo criteri di omogeneità disciplinare; individuando, per raggiungere definitivi obiettivi didattico-formativi, le aree disciplinari. Il merito di questa Legge n 341 (1990 ) è stato quello di avviare l allineamento dello schema formativo dell istruzione superiore italiana a quello degli altri paesi europei Tale normativa si poneva anche l intento di facilitare l introduzione nel mondo del lavoro dei giovani e di assicurare loro un adeguata conoscenza di metodi, contenuti scientifici e culturali che li rendessero capaci di rispondere a bisogni di professionalità che la società esprime. L inserimento del servizio di orientamento e della figura del tutore (la medesima normativa introduce con l art 13 ) era stato previsto per orientare e assistere gli studenti lungo tutto il percorso degli studi, per renderli attivamente partecipi al processo formativo, a rimuovere gli ostacoli ad una proficua frequenza dei corsi, anche attraverso iniziative rapportate alle necessità, alle attitudini ed alle esigenze dei singoli. Ciascuna università provvede ad istituire con regolamento il tutorato, sotto la responsabilità dei consigli delle strutture didattiche. G.Marmo et al (2008). Il tutor adeguatamente formato, ha una valenza centrale nel percorso di acquisizione di abilità pratiche perché permette di collegare il sapere disciplinare ad un sapere pratico in costante evoluzione. Un aspetto innovativo è dato anche dall art 6 comma 2 che sottolinea come l importanza scientifico formativa dell Università non si esaurisca con i corsi di studio legati a tabelle nazionali ma possa essere ampliata con l attivazione di corsi di perfezionamento e aggiornamento culturale legati a particolari ed emergenti ambiti di ricerca. Come già ricordato, per l applicazione di questa Legge di riordino e l avvio ufficiale dei corsi di Diploma Universitario si è dovuto attendere fino al 1996 con l emanazione delle nuove tabelle (XXVIII-ter). Il percorso è stato abbastanza lungo poiché il cambiamento legislativo è andato ad incidere su alcune cristallizzazioni 10

11 accademiche e le sedi universitarie hanno dovuto attuare una serie di cambiamenti di carattere strutturale e organizzativo. G.Marmo et al (2008) 1.2 Decreto Legislativo 30 dicembre del 1992 n 502 Riordino della disciplina in materia sanitaria a norma dell articolo 1 della Legge 23 ottobre 1992, n 421 dove in particolare all articolo 6 si rileva l azione del riordino delle figure professionali sanitarie e dove acquista centralità il problema della formazione. Il comma 3 delega il Ministro della Sanità ad individuare con proprio decreto le figure professionali sanitarie da formare con i relativi profili ed il MURST a definire i relativi ordinamenti didattici. La norma disponeva la cessazione entro 2 anni, dal 1 gennaio 1994, di tutti i corsi previsti dal precedente ordinamento. Veniva così sancita la formazione universitaria come unico canale formativo per le formazioni sanitarie, ai sensi della legge 341/90 (la riforma degli ordinamenti didattici universitari), e la chiusura definitiva della formazione di tipo regionale. C.Galletti, et al (2008). 1.3 Il DM n 509 del 1999 Realizza una radicale riorganizzazione dell ordinamento dei corsi di studio prevedendo, in sintesi, il passaggio dal preesistente ordinamento tabellare ad un sistema basato su pochi vincoli specificamente architettato per consentire alle singole sedi universitarie una più ampia autonomia propositiva in ordine alla progettazione dei contenuti dei corsi di studi. Questo regolamento ha segnato il passaggio da un sistema di tipo centralistico, in cui lo stesso percorso formativo veniva indistintamente offerto da un pluralità di atenei, ad un sistema nel quale sono gli stessi atenei a progettare i propri percorsi formativi nel rispetto delle proprie specificità e caratteristiche. L architettura degli studi universitari delimitata dal DM n 509 del 1999 è caratterizzato dall introduzione dei crediti formativi, come strumento sia per misurare la qualità del lavoro effettivo di apprendimento richiesto allo studente, sia per assicurare la mobilità degli studenti fra i diversi percorsi formativi all interno dell ateneo e dell intero sistema universitario italiano ed europeo. C.Galletti, et al (2008). Articolazione dei corsi di studio universitari in tre cicli (laurea, laurea specialistica, dottorato di ricerca) cui si accompagna la disciplina dei master di primo e secondo livello. In particolare: Il primo ciclo di durata triennale ( laurea equivalente ad un carico 11

12 didattico di 180 crediti) che fornisce allo studente un adeguata padronanza dei metodi e contenuti specifici generali. Il secondo ciclo di durata biennale (corrispondente ad un carico didattico di complessivi 300 crediti, comprensivi dei 180 crediti già acquisiti con il titolo di studio di primo livello) che fornisce allo studente una formazione di livello avanzato per l esercizio di attività di elevata qualificazione in ambito scientifico. G.Marmo et al (2008) Terzo ciclo di durata variabile (non necessariamente associata a crediti) a cui si accede con la laurea specialistica. Gli obiettivi perseguiti dalla riforma didattica erano diretti al raggiungimento delle seguenti finalità: Diversificazione dell offerta formativa attraverso la qualificazione dei corsi di studio ed il miglioramento della didattica. Riduzione della durata reale dei corsi e del numero degli abbandoni, anche attraverso il sostegno e potenziamento delle attività di orientamento e tutorato. Adeguamento dei corsi di studio all evoluzione della domanda sociale di formazione ed ai mutamenti del sistema produttivo e del mercato di lavoro. Internazionalizzazione dei corsi di studio con conseguente armonizzazione nel contesto europeo. Il contributo decisivo alla realizzazione del DM n 509 del 1999 si ha con: Il DM del 4 agosto 2000 (determinazione delle classi delle laure universitarie); Il DM del 28 novembre 2000 (determinazione delle classi delle lauree universitarie specialistiche); Il DM del 2 aprile 2001 (determinazione delle classi delle lauree universitarie della professioni sanitarie); Il DM 12 aprile 2001 (determinazione delle classi delle lauree e delle lauree specialistiche nelle scienze della difesa e della sicurezza). G.Marmo et al (2008) 1.4 DM 22 ottobre 2004, n 270 Il Decreto MIUR 22 ottobre 2004 n. 270 Modifiche al regolamento recante norme concernenti l autonomia didattica degli atenei, ha introdotto alcune novità circa la progettazione dei corsi. I corsi di laurea afferenti alla medesima classe o gruppi affini di essi devono prevedere un primo anno comune (pari al conseguimento di almeno 60 crediti formativi universitari riferiti all attività di base). Il DM n 270 del 2004 sostituisce integralmente il DM 509 del

13 Le innovazioni di questo decreto si collocano in un netto aumento degli spazi di autonomia dei singoli atenei da attuare sulla base di criteri generali definiti dalle normative. L autonomia degli atenei richiede, anche, che il sistema acquisisca non solo regole di efficacia ma anche di efficienza. C.Galletti-et al:(2008). La progettazione dei nuovi curricula dei corsi di studio, che impegnerà le università fino al 2010, rappresenta un passaggio e un ulteriore avanzamento verso un sistema più libero e meno burocratizzato. I punti di forza e gli obiettivi della riforma sono rappresentati dalla differenzazione delle offerte didattiche e dalla flessibilità dei percorsi. La riforma si impone, per il futuro dell organizzazione didattica universitaria, anche per superare l eccessiva frammentazione dei corsi e degli insegnamenti e il proliferare dei corsi di laurea e laurea magistrale. G.Marmo et al (2008) Importante è anche la limitazione nell applicazione dell art. 5 comma 7 del DM 270 del 2004, fissando il riconoscimento dei crediti derivati dall esperienza nel limite massimo di 60 per il primo ciclo e di 40 per il secondo ciclo. Un aspetto critico da presidiare, per evitare di lasciare la riforma a metà, è la permanenza nel sistema italiano del valore legale del titolo di studio per cui si dovranno stabilire nuovamente meccanismi di raccordo tra la vecchia e la nuova normativa in materia di studi universitari e la disciplina delle professioni intellettuali. Emerge, pertanto, come il sistema cerchi di trovare nuovi equilibri mettendo al centro dell offerta didattica la ricerca di qualità formativa e la convergenza tra il sistema universitario e i nuovi modelli economicosociali che richiede una nuova governance globale di macro-sistema. G.Marmo et al (2008) 1.5 I documenti fondamentali che regolamentano un corso di Laurea Ordinamento didattico Regolamento didattico Programmazione didattica L ordinamento didattico definisce : la denominazione del Corso di studio; l indicazione della classe di appartenenza; gli obiettivi formativi specifici; 13

14 i requisiti di ammissione e le modalità di conferimento e di recupero degli eventuali debiti formativi; il quadro generale delle attività formative con il numero dei crediti ad esse associati e i settori scientifico disciplinari di riferimento; le eventuali obbligatorietà di frequenza; le modalità di conseguimento dei crediti e le modalità di svolgimento della prova finale; gli ambiti occupazionali previsti per i laureati del corso di studio OBIETTIVI FORMATIVI SPECIFICI I laureati in Infermieristica sono operatori sanitari in grado di svolgere, ai sensi del D.M. 739/1994 e in conformità a quanto disposto dalla L. 251/2000 in via autonoma o in collaborazione con le altre figure sanitarie, su prescrizione medica L.42/1999 tutti gli La prova finale, con valore di Esame di Stato abilitante alla professione, organizzato in due sessioni in periodi concordati su base nazionale, comprende: a) una prova di dimostrazioni di abilità pratiche. b) la redazione di un elaborato di natura teorico-applicativa STRUTTURA DEL CORSO La laurea di primo livello in Infermieristica in base alla riforma universitaria viene normalmente conseguita in un corso di tre anni dopo aver acquisito 180 crediti (CFU). Il lavoro dello studente si suddivide in apprendimento autonomo e apprendimento guidato. Apprendimento autonomo = studio individuale Apprendimento guidato = lezione formale Esercitazioni, tirocinio guidato, attività tutoriali, seminari, 14

15 OBBLIGO DI FREQUENZA E PROPEDEUTICITÀ La frequenza all'attività didattica formale, alle attività integrative, alle attività formative professionalizzanti e di tirocinio è obbligatoria. Per essere ammesso all'esame finale di laurea che ha valore abilitante lo studente deve aver superato tutti gli esami di profitto, compreso quelli di tirocinio. Decreto MURST 2 aprile 2001 emanato nel rispetto dei criteri stabiliti dal D.M. 509/1999 Individua per ogni Corso di Studio gli obiettivi formativi qualificanti e le attività formative indispensabili per conseguirlo, raggruppandole in sei tipologie: A= di Base B= Caratterizzanti C= Affini o Integrative D= Scelta dallo studente E= Lingua inglese F=Tirocinio Come armonizzare teoria e pratica Quali sono le modalità di integrazione di didattica e tirocinio e cioè delle due diverse filosofie: block system e sistema pratica e grammatica. Il regolamento didattico riporta le materie per anno, per semestre, la composizione dei corsi integrati e il numero dei CFU corrispondenti. Un corso integrato (C.I.) è l insieme di insegnamenti affini che possono essere tenuti da docenti diversi ma aventi programmi integrati fra loro al fine di dare completezza al titolo della materia con cui è denominato il corso integrato. 15

16 La responsabilità didattica del C.I. Al Docente più rappresentativo o alto in grado viene affidata la verbalizzazione in qualità di responsabile, Presidente di commissione. Agli altri docenti facenti parte del C.I. è riservato il ruolo di Il corso elettivo È la classificazione di un corso monodisciplinare che viene scelto dallo studente fra quelli proposti dal CdL o dalla Facoltà. Nel piano di studi è riservato un numero di crediti specifico per questi corsi commissari. Programmazione didattica E lo strumento quotidiano sulla quale si costruiscono gli orari delle lezioni e tutte le attività didattiche ad esso correlate. Riporta i nominativi dei docenti e le caratteristiche normative dell affidamento dell insegnamento attribuito loro. Riporta anche il nome del Docente che presiederà la commissione d esame nell ambito del Corso integrato. Le modifiche e gli aggiornamenti In caso di modifica la complessità è decrescente dall Ordinamento alla Programmazione Didattica, toccando piani di responsabilità differenti che vanno dal Consiglio di Corso (sempre e comunque) alle Commissioni didattiche di Facoltà e di Ateneo fino al Ministero. Crediti Formativi E stato calcolato che uno studente, ogni anno può dedicare 1500 ore del proprio tempo allo studio 1 anno di studio = 1500 ore = 60 crediti Credito Formativo: unità di misura del lavoro dello studente riconosciuta come formazione acquisita che comprende: studio individuale, frequenza alle lezioni e ai laboratori, stage, che ogni Facoltà può disciplinare in % variabili. G.Santucci (2010) 16

17 2 L APPRENDIMENTO CLINICO Il progetto formativo del Corso di Laurea in Infermieristica mira ad far conseguire agli studenti le competenze professionali proprie dell infermiere, cosi come stabilite della normativa Europea con il (DLgs 6 Novembre 2007 n 206 ), dall ordinamento didattico universitario e delle altre due coordinate che definiscono, ai sensi della legge 42/99, il campo proprio di attività e responsabilità delle professioni sanitarie: il profilo professionale, il codice deontologico. Galletti, et al (2008) Da tempo i paesi Europei perseverano su alcuni cambiamenti strutturali che devono avvenire nelle Università per ciò che attiene la programmazione, la metodologia didattica e i sistemi di valutazione. Dalla conferenza di Bologna del 1999 ai descrittori di Dublino del 2004 si sono sempre più puntualizzate le capacità che devono essere acquisite dagli studenti universitari per essere testimoni attivi e privilegiati nel mondo del lavoro. I descrittori di Dublino definiscono che i risultati dell apprendimento devono essere comuni a tutti i laureati di un corso di studio, non solo in termini di conoscenze attese ma anche in termine di competenze, di abilità/capacità ( di soluzione di problemi; di apprendere ); ciò comporta, non essendo essi esaustivi e prescrittivi la scelta di obiettivi e contenuti specifici per i diversi corsi di studio e la continua ricerca di metodi didattici innovativi che accompagnano quelli più tradizionali, quali le lezioni abitualmente utilizzata nelle Università. Galletti, et al (2008) In Italia i ritardi su questi temi, anche se richiamati nelle riforme finora attuate, la disattenzione verso le difficoltà, il rifiuto a volte nei confronti del manifestarsi dei saperi accademici da parte degli studenti e l uso invariato delle forme di comunicazione didattica, enfatizza sugli aspetti verbalistico nozionistici delle singole discipline, hanno portato secondo l analisi di Frabboni e Callari Galli, la massimizzare la lezione minimizzando nel contempo altre forme di mediazione cognitiva come l esercitazione, il seminario, il laboratorio, l osservazione sul campo, il tirocinio. Allo stesso modo si è massimizzato l esame finale, limitando al contempo le forme intermedie del controllo docimologico, come la diagnosi iniziale, la valutazione formativa in itinere finalizzata al recupero e soprattutto l autovalutazione dello studente quasi sconosciute nell Università italiana. Il confronto con l Europa implica quindi il ripensamento anche delle pratiche didattiche correnti. G.Marmo et al (2008) Lo stesso mandato professionalizzante dell Università che per alcuni corsi di laurea ad esempio quelli delle professioni sanitarie è abilitante all esercizio di una professione, va 17

18 riferito a contesti di lavoro in cui viene richiesto il pensiero scientifico e competenze di mediazione tra teoria e pratica, tra principio e caso, tra generale e particolare.e importante il verificarsi di una stretta connessione oggi presente tra ricerca in ambito pedagogico-didattico e insegnamento, da cui derivano nuove modalità didattiche che evitano la riproposizione di saperi cristallizzati, pronti all applicazione diretta, a favore di un sapere fluido, problematizzante, aperto a domande e a soluzioni innovative, alla ricerca di metodi e tecniche per interrogare l esperienza e per sperimentare sui fenomeni della realtà per comprenderla meglio. G.Marmo, et al (2008) La metodologia del lavoro didattico all Università va fondata su strategie di problemsolving intesi come proposta di temi non routinari, ma tali da richiedere strutturazione autonomia del sapere e decentramento cognitivo. L utilizzo di simulazioni, dai giochi di ruolo agli studi di caso, ai laboratori dei gesti, al tirocinio in situazione reale, va in questa direzione, proponendo il confronto con 1 situazioni relativamente complesse, rappresentative della realtà o effettivamente reali stimolanti la partecipazione attiva degli studenti. Galletti et al (2008) La nuova didattica universitaria parte dalla constatazione dell insufficienza delle forme tradizionali di insegnamento, identificate nel ciclo di lezioni frontali, che privilegiano da un lato il ruolo magistrale del docente, le sue capacità comunicative e argomentative l esposizione sequenziale di contenuti scientifico culturali organizzati e dall altro lato una funzione prevalentemente ricettiva da parte dello studente impegnato a decodificare termini e concetti trasmessi oralmente attraverso linguaggio comune o formale/scientifico. I modelli teorici dell apprendimento che meglio supportano quei metodi didattici che riconoscono, invece, allo studente un ruolo attivo nel suo percorso di apprendimento confrontando saperi teorici e saperi esperienziali. L.Gamberoni et al (2009). Per fare questo è necessario ricorrere oltre alle teorie classiche dell apprendimento, quella comportamentista e quella cognitivista, anche a quella socio-culturale che privilegia l apprendimento per scoperta, caratteristica del paradigma interazionista, che considera la comunicazione didattica come sistema tecnologico di relazioni interpersonali significative che valorizzano le forma mentis individuali. L oggetto della conoscenza non è più solo il sapere cosa ma anche il sapere come. 18

19 Questo comporta : esplorare/osservare la realtà in laboratorio e sul campo intervenire nei fenomeno ponendo i problemi e ricercando le procedure di soluzione utilizzare strategie analogiche e simulative di produzione organizzazione rappresentazione delle conoscenze. Con questo procedimento si realizzano esperienze formative, le cui parole chiave sono progetto, trasformazione, cambiamento, in cui l obiettivo del docente non è più quello di trasferire/spiegare conoscenze, ma piuttosto quello di aiutare a scegliere il metodo corretto per risolvere i problemi, proponendo anche le vie operative per far pratica, utilizzando anche ambienti tecnologici reali/virtuali in grado di creare contesti amichevoli ed emotivamente coinvolgenti, preliminari all incontro con la realtà vera della comunità di pratica (l apprendimento che avviene nelle professioni sanitarie in cui il tirocinio è parte costruente del ciclo di studi). L.Gamberoni et al (2009). Il percorso verso una nuova didattica si completa con l apprendimento situato di Cole e cooperativo di Slavin ispirati al metodo costruttivista/sociale in cui la comunicazione didattica si fonda su processi collaborativi e si realizza in comunità reali/ virtuali di studio e/o di lavoro L apprendimento contestualizzato è mirato principalmente ad acquisire cultura professionale, si realizza quindi, in situazioni reali (tirocinio) in cui l incertezza l unicità e i conflitti di valore impediscono di risolvere i problemi solo per mezzo di conoscenze di base, metodi e procedure predefinite.. Il ciclo di apprendimento clinico ha origine dai principi e dai concetti insegnati nel programma teorico. L.Gamberoni et al (2009) Gli insegnanti clinici adottano varie strategie didattiche nelle fasi di laboratorio, briefing e debriefing. Queste possono essere, ad esempio, il lavoro di gruppo, il role play, i giochi e le microabilità quali: il rafforzamento, la spiegazione e il porre domande. Qualunque metodo adottino, gli insegnanti clinici devono immediatamente affrontare la responsabilità di preparare gli studenti per la pratica clinica. M.Bozzolan et al (2009). Sebbene alcuni insegnanti preferiscono tenere le lezioni nell ambiente clinico, la maggior parte di essi ammette che esistono delle buone ragioni per una pratica che 19

20 preceda l attività vera e propria, prima che gli studenti impiegano le loro abilità nella situazione reale e con pazienti veri. 2.1 I laboratori nell apprendimento Il laboratorio nell istruzione infermieristica ha assunto molte forme. Ci sono corsi in cui il laboratorio è un aula per le esercitazioni ed è utilizzato soprattutto da studenti che si esercitano nelle tecniche, ad un livello prestabilito, prima di procedere alla pratica clinica In altri programmi il laboratorio è piuttosto un corso o un seminario con un lavoro scritto da svolgere e/o un esposizione orale da parte degli studenti. L.Gamberoni et al (2009). Il laboratorio, nei corsi che si svolgono nelle Università, può anche avere affinità con le attività svolte nei laboratori delle discipline fondamentali, dove viene attribuita molta importanza al metodo scientifico. In parte il laboratorio infermieristico è analogo al laboratorio scientifico, proprio per il suo scopo che consiste nel coinvolgere gli studenti nelle attività pratiche attraverso: l analisi della loro preparazione teorica la sperimentazione di nuove idee, attrezzature e metodi l interpretazione della teoria e il suo legame con la pratica lo sviluppo di abilità infermieristiche e pratiche. Schweer (1972) descrive il laboratorio come un luogo in cui gli studenti utilizzano il problem solving per sviluppare varie tecniche in un ambiente di apprendimento controllato. Scheweer usa il termine metodo di laboratorio sia per il locale dove si svolge il lavoro che per le sessioni cliniche e comunitarie. D altra parte, Infante distingue tra laboratorio scolastico, dove non ci sono pazienti, e il laboratorio clinico in cui gli studenti entrano in contatto con il paziente. Anche Reilly e Oermann usano il termine laboratorio in riferimento all ambiente clinico distinguendolo dal laboratorio di risorse per l apprendimento, più simile al laboratorio scolastico descritto da Infante; il quale descrive il laboratorio come un officina in cui il metodo di laboratorio, sia a scuola che nell ambito clinico è quello di permettere agli studenti di scoprire da se le cose, senza tener conto se queste siano state scoperte da altri oppure no. IL laboratorio porge agli studenti l opportunità di sviluppare la loro abilità di osservare in modo 20

Sistema Qualità di Ateneo Modello di Ateneo MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI

Sistema Qualità di Ateneo Modello di Ateneo MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI Requisiti di valutazione per un percorso di Ateneo finalizzato all accreditamento in qualità dei Corsi di Studio:

Dettagli

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online di I Livello 60 Crediti Formativi (CFU) 1. Premesse Le ragioni della

Dettagli

Scheda Unica Annuale del Corso di Studio (SUA-CdS) Le informazioni relative agli elementi asteriscati non sono pubbliche

Scheda Unica Annuale del Corso di Studio (SUA-CdS) Le informazioni relative agli elementi asteriscati non sono pubbliche Scheda Unica Annuale del Corso di Studio (SUA-CdS) Le informazioni relative agli elementi asteriscati non sono pubbliche I.a. Presentazione del Corso di Studio Denominazione del Corso di Studio Denominazione

Dettagli

Note di compilazione della Scheda SUA 2014-15

Note di compilazione della Scheda SUA 2014-15 Presidio di Qualità Note di compilazione della Scheda SUA 2014-15 Introduzione Al fine di uniformare e facilitare la compilazione delle schede SUA-CdS, il Presidio ha ritenuto utile pubblicare queste note

Dettagli

IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA

IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA DECRETO 30 settembre 2011. Criteri e modalità per lo svolgimento dei corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno, ai sensi degli articoli 5 e 13 del decreto

Dettagli

SUA CDL - CORSI GIA ATTIVI

SUA CDL - CORSI GIA ATTIVI SUA CDL - CORSI GIA ATTIVI La Scheda Unica Annuale (SUA) è lo strumento di programmazione dei Corsi di Laurea e attraverso il quale l ANVUR farà le proprie valutazioni sull accreditamento (iniziale e periodico)

Dettagli

CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ALLE ATTIVITA ECM

CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ALLE ATTIVITA ECM CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ALLE ATTIVITA ECM 1. Introduzione 2. Pianificazione dell attività formativa ECM 3. Criteri per l assegnazione dei crediti nelle diverse tipologie di formazione ECM

Dettagli

REGOLAMENTO DIDATTICO DI ATENEO AI SENSI DEL D.M. 270/04

REGOLAMENTO DIDATTICO DI ATENEO AI SENSI DEL D.M. 270/04 REGOLAMENTO DIDATTICO DI ATENEO AI SENSI DEL D.M. 270/04 1 Indice Art. 1 - Definizioni...4 Art. 2 - Autonomia Didattica... 5 Art. 3 - Titoli, Corsi di studio e Corsi di Alta Formazione.... 5 Art. 4 - Rilascio

Dettagli

STRUTTURA CONTENUTI E SCADENZE SCHEDA SUA CDS. Anno Accademico 2014/2015

STRUTTURA CONTENUTI E SCADENZE SCHEDA SUA CDS. Anno Accademico 2014/2015 STRUTTURA CONTENUTI E SCADENZE SCHEDA SUA CDS Anno Accademico 2014/2015 PERCHE LA SCHEDA SUA CDS? L Obiettivo della scheda SUA-CdS non è puramente compilativo; tale strumento vuole essere una guida ad

Dettagli

ISTRUZIONE SUPERIORE Qualifications Framework for the European Higher Education Area

ISTRUZIONE SUPERIORE Qualifications Framework for the European Higher Education Area Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Dipartimento per l università, l alta formazione artistica, musicale e coreutica e per la ricerca ISTRUZIONE SUPERIORE Qualifications Framework

Dettagli

La collaborazione tra le imprese e le scuole per migliorare la preparazione dei diplomati tecnici. Laura Mengoni

La collaborazione tra le imprese e le scuole per migliorare la preparazione dei diplomati tecnici. Laura Mengoni La collaborazione tra le imprese e le scuole per migliorare la preparazione dei diplomati tecnici Laura Mengoni Milano, 24 febbraio 2011 Seminario di formazione per i dirigenti scolastici sui temi della

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

MANAGEMENT NELLE ORGANIZZAZIONI SANITARIE

MANAGEMENT NELLE ORGANIZZAZIONI SANITARIE Master di I livello in MANAGEMENT NELLE ORGANIZZAZIONI SANITARIE In Sigla Master 74 Anno Accademico 2009/2010 (1500 ore 60 CFU) TITOLO Management nelle organizzazioni sanitarie FINALITÀ Con la locuzione

Dettagli

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA Premessa La struttura dipartimentale rappresenta il modello ordinario di gestione operativa delle

Dettagli

MEA MASTER IN MANAGEMENT DELL ENERGIA E DELL AMBIENTE II LIVELLO XIII edizione A.A. 2014/2015

MEA MASTER IN MANAGEMENT DELL ENERGIA E DELL AMBIENTE II LIVELLO XIII edizione A.A. 2014/2015 MEA MASTER IN MANAGEMENT DELL ENERGIA E DELL AMBIENTE II LIVELLO XIII edizione A.A. 2014/2015 Il Master MEA Management dell Energia e dell Ambiente è organizzato dall Università degli Studi Guglielmo Marconi

Dettagli

STRANIERE. Guida. breve. Ufficio didattica. Fax: 06 57338347. studentee. modulistica);

STRANIERE. Guida. breve. Ufficio didattica. Fax: 06 57338347. studentee. modulistica); DIPARTIMENTO DI LINGUE, LETTERATURE E CULTURE STRANIERE Corso di laurea triennale in LINGUE E CULTURE STRANIERE Classe L 11/Classe dellee lauree in Lingue e culture moderne Guida breve per l orientamento

Dettagli

INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO

INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO INDICAZIONI OPERATIVE ALLE COMMISSIONI DI ESPERTI DELLA VALUTAZIONE PER L ACCREDITAMENTO PERIODICO DELLE SEDI E DEI CORSI DI STUDIO 1. Attività di valutazione delle Commissioni di Esperti della Valutazione

Dettagli

PREMESSA QUADRO NORMATIVO

PREMESSA QUADRO NORMATIVO RACCORDI TRA I PERCORSI DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI E I PERCORSI DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE: L ACCORDO IN SEDE DI CONFERENZA UNIFICATA DEL 16 DICEMBRE 2010 PREMESSA Il 16 dicembre scorso

Dettagli

capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI

capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI 6.1 ISTRUZIONI PER IL VALUTATORE Il processo di valutazione si articola in quattro fasi. Il Valutatore deve: 1 leggere il questionario;

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA DIREZIONE STUDENTI - AREA POST-LAUREAM

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA DIREZIONE STUDENTI - AREA POST-LAUREAM MASTER UNIVERSITARIO IN MANAGEMENT PER FUNZIONI DI COORDINAMENTO DELLE PROFESSIONI SANITARIE SEDE DI TRENTO A.A. 2012/13 Livello I Durata Annuale CFU 60 (1 anno) ANAGRAFICA DEL CORSO - A Lingua Italiano

Dettagli

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE. Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE. Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco ANALISI DI SITUAZIONE - LIVELLO COGNITIVO La classe ha dimostrato fin dal primo momento grande attenzione e interesse verso gli

Dettagli

Management delle Strutture di Prossimità e delle Forme Associative nell Assistenza Territoriale

Management delle Strutture di Prossimità e delle Forme Associative nell Assistenza Territoriale - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - AREA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, SANITÀ E NON

Dettagli

Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 31 gennaio 2011 - Serie generale DELLA REPUBBLICA ITALIANA. Roma - Lunedì, 31 gennaio 2011

Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 31 gennaio 2011 - Serie generale DELLA REPUBBLICA ITALIANA. Roma - Lunedì, 31 gennaio 2011 Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 31 gennaio 2011 - Serie generale Spediz. abb. post. 45% - art. - 1, art. comma 2, comma 1 20/b Legge 27-02-2004, 23-12-1996, n. n. 46-662 Filiale

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO

REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO Art. 1 - Finalità e ambito di applicazione Il presente Regolamento, emanato ai sensi della legge 9 maggio 1989, n. 168, disciplina, in armonia con i principi generali stabiliti dalla Carta Europea dei

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INSEGNAMENTI NEI CORSI DI STUDIO DELL OFFERTA FORMATIVA. Titolo I Norme comuni

REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INSEGNAMENTI NEI CORSI DI STUDIO DELL OFFERTA FORMATIVA. Titolo I Norme comuni REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INSEGNAMENTI NEI CORSI DI STUDIO DELL OFFERTA FORMATIVA Titolo I Norme comuni Art. 1 Oggetto e finalità del Regolamento 1. Il presente regolamento disciplina il conferimento

Dettagli

DECRETA. ART. 1 Caratteristiche del Master

DECRETA. ART. 1 Caratteristiche del Master Il Rettore Decreto Rep. n 1339 Prot. n 13549 Data 29.04.2014 Titolo III Classe V UOR SOFPL VISTO lo Statuto del Politecnico di Milano; VISTO il D.M. 3.11.1999, n.509; VISTO Il D.M. 22.10.2004, n. 270;

Dettagli

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA PREMESSA A tutt oggi i documenti ufficiali a cui ogni docente di lingue straniere è chiamato a far riferimento nel suo lavoro quotidiano,

Dettagli

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione John Dewey Le fonti di una scienza dell educazione educazione 1929 L educazione come scienza indipendente Esiste una scienza dell educazione? Può esistere una scienza dell educazione? Ṫali questioni ineriscono

Dettagli

Gli strumenti per una didattica inclusiva

Gli strumenti per una didattica inclusiva STRUMENTI PER UNA DIDATTICA INCLUSIVA Ottilia Gottardi CTI Monza Est Gli strumenti per una didattica inclusiva Ottilia Gottardi CTI Monza Est PRINCIPI della PEDAGOGIA INCLUSIVA Tutti possono imparare;

Dettagli

Master Universitario Online in Management e Coordinamento delle Professioni Sanitarie

Master Universitario Online in Management e Coordinamento delle Professioni Sanitarie Master Universitario Online in Management e Coordinamento delle Professioni Sanitarie Master Universitario Online di I Livello 60 Crediti Formativi (CFU) 1. Premesse In base al dato riportato dal Sole

Dettagli

Prove di ingresso ai corsi di Laurea Magistrale (AREA DIDATTICA E PROMOZIONE DELLA LINGUA ITALIANA) A.A. 2014-2015

Prove di ingresso ai corsi di Laurea Magistrale (AREA DIDATTICA E PROMOZIONE DELLA LINGUA ITALIANA) A.A. 2014-2015 Prove di ingresso ai corsi di Laurea Magistrale (AREA DIDATTICA E PROMOZIONE DELLA LINGUA ITALIANA) A.A. 2014-2015 Ai sensi del D.M. n. 270/2004 gli studenti che intendono iscriversi ad un corso di laurea

Dettagli

Catalogo dei titoli italiani in vista del Quadro dei titoli italiani - QTI

Catalogo dei titoli italiani in vista del Quadro dei titoli italiani - QTI Catalogo dei titoli italiani in vista del Quadro dei titoli italiani - QTI CIMEA di Luca Lantero Settembre 2008 1 Cicli Titoli di studio EHEA 1 2 3 Istruzione superiore universitaria Laurea Laurea Magistrale

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN INGEGNERIA ELETTRICA Second level degree in electrical engineering

REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN INGEGNERIA ELETTRICA Second level degree in electrical engineering REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN INGEGNERIA ELETTRICA Second level degree in electrical engineering ( MODIFICATO IL 29 giugno 2009) Classe 31/S Politecnico di Bari I A Facoltà

Dettagli

CORSO DI LAUREA IN BENI ENOGASTRONOMICI D.M. n. 270/2004

CORSO DI LAUREA IN BENI ENOGASTRONOMICI D.M. n. 270/2004 CORSO DI LAUREA IN BENI ENOGASTRONOMICI D.M. n. 270/2004 REGOLAMENTO PER LO SVOLGIMENTO DEL TIROCINIO E DELL ESAME FINALE PER IL CONSEGUIMENTO DEL TITOLO DI STUDIO Art. 1 Ambito di applicazione Il presente

Dettagli

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009 RICERCA-AZIONE ovvero l insegnamento riflessivo Gli insegnanti sono progettisti.. riflettono sul contesto nel quale devono lavorare sugli obiettivi che vogliono raggiungere decidono quali contenuti trattare

Dettagli

Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese

Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione, della cultura e dello sport Profilo e compiti istituzionali Bellinzona, novembre 2014 Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione,

Dettagli

ORDINE DEGLI STUDI A.A. 2012 2013 A CURA DELLA PRESIDENZA E DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE DI FACOLTA

ORDINE DEGLI STUDI A.A. 2012 2013 A CURA DELLA PRESIDENZA E DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE DI FACOLTA ORDINE DEGLI STUDI A.A. 2012 2013 A CURA DELLA PRESIDENZA E DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE DI FACOLTA Pag 2 INDICE Parte Prima 1. MANIFESTO DEGLI STUDI PER GLI IMMATRICOLATI A.A. 2012-2013 1.1 Laurea Magistrale

Dettagli

Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti

Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti Relatore: Prof.ssa Chiara Frassineti, genitore e insegnante Il rapporto tra genitori e ragazzo (studente)

Dettagli

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del GLI ASSI CULTURALI Nota rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del La normativa italiana dal 2007 13 L Asse dei linguaggi un adeguato utilizzo delle tecnologie dell

Dettagli

Master Universitario di II livello in PROJECT MANAGEMENT: MANAGING COMPLEXITY a.a. 2014/2015 MANIFESTO DEGLI STUDI

Master Universitario di II livello in PROJECT MANAGEMENT: MANAGING COMPLEXITY a.a. 2014/2015 MANIFESTO DEGLI STUDI Master Universitario di II livello in PROJECT MANAGEMENT: MANAGING COMPLEXITY a.a. 201/2015 MANIFESTO DEGLI STUDI Art. 1 - Attivazione e scopo del Master 1 E' attivato per l'a.a. 201/2015 presso l'università

Dettagli

MANAGEMENT DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI LIVELLO II - EDIZIONE IX A.A. 2015-2016

MANAGEMENT DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI LIVELLO II - EDIZIONE IX A.A. 2015-2016 MANAGEMENT DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI LIVELLO II - EDIZIONE IX A.A. 2015-2016 Presentazione L'Università Ca' Foscari Venezia e l'escp Europe hanno ideato il Doppio Master universitario in Management

Dettagli

MASTER IN PROJECT MANAGEMENT (VII EDIZIONE) A.A. 2010-2011

MASTER IN PROJECT MANAGEMENT (VII EDIZIONE) A.A. 2010-2011 Livello: I CFU: 60 MASTER IN PROJECT MANAGEMENT (VII EDIZIONE) A.A. 2010-2011 Direttore del corso: Comitato Scientifico: Cognome Nome Qualifica SSD Università/Facoltà/ Dipartimento Roveda Alberto Ric.

Dettagli

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO PROGETTO DI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI Classi Prime - Seconde - Terze Anno scolastico 2012-2013 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO

Dettagli

per le valutazioni pre-attivazione dei Corsi di Studio in modalità telematica da parte delle Commissione di Esperti della Valutazione Linee Guida

per le valutazioni pre-attivazione dei Corsi di Studio in modalità telematica da parte delle Commissione di Esperti della Valutazione Linee Guida LINEE GUIDA per le valutazioni pre-attivazione dei Corsi di Studio in modalità telematica da parte delle Commissione di Esperti della Valutazione (CEV) ai sensi dell art. 4, comma 4 del Decreto Ministeriale

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di BORGORICCO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di BORGORICCO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO Il documento va compilato in forma digitale per poter ampliare gli spazi dello schema (ove necessario) e togliere

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

Business Process Management

Business Process Management Corso di Certificazione in Business Process Management Progetto Didattico 2015 con la supervisione scientifica del Dipartimento di Informatica Università degli Studi di Torino Responsabile scientifico

Dettagli

PROGETTO STUD. I. O. STUDENTI IN ORIENTAMENTO

PROGETTO STUD. I. O. STUDENTI IN ORIENTAMENTO PROGETTO STUD. I. O. STUDENTI IN ORIENTAMENTO 1 Esistono difficoltà di accesso degli studenti all Università rilevate dagli esiti dei test di ingresso. 2 A ciò si aggiunge il ritardo negli studi universitari

Dettagli

Articolazione didattica on-line

Articolazione didattica on-line L organizzazione della didattica per lo studente L impegno di tempo che lo studente deve dedicare alle attività didattiche offerte per ogni singolo insegnamento è così ripartito: - l auto-apprendimento

Dettagli

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto LA PROGETTAZIONE 1 LA PROGETTAZIONE Oggi il raggiungimento di un obiettivo passa per la predisposizione di un progetto. Dal mercato al terzo settore passando per lo Stato: aziende, imprese, organizzazioni,

Dettagli

Regolamento per l attribuzione dei crediti formativi altre attività

Regolamento per l attribuzione dei crediti formativi altre attività UNIVERSITA DEGLI STUDI DI GENOVA Scuola Politecnica, Dipartimento di Scienze per l Architettura Regolamento per l attribuzione dei crediti formativi altre attività Corso di Laurea TRIENNALE IN DISEGNO

Dettagli

CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004

CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004 Repertorio Atti n. 1901 del 15 gennaio 2004 CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004 Oggetto: Accordo tra il Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca, il Ministro del lavoro

Dettagli

Parere in ordine all attivazione per l a.a. 2010/2011 dei corsi di studio istituiti ex DM 270/2004

Parere in ordine all attivazione per l a.a. 2010/2011 dei corsi di studio istituiti ex DM 270/2004 Parere in ordine all attivazione per l a.a. 2010/2011 dei corsi di studio istituiti ex DM 270/2004 - MAGGIO 2010 - DOC 05/10 Il NdV ha esaminato le caratteristiche dei corsi di studio istituiti sulla base

Dettagli

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO + DIREZIONE GENERALE PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO Coordinamento Cooperazione Universitaria LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO Criteri di orientamento e linee prioritarie per la cooperazione allo sviluppo

Dettagli

MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO IN ESPERTI IN INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO IN ESPERTI IN INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE D.R. n.1035/2015 Università degli Studi Internazionali di Roma - UNINT In collaborazione con CONFAPI MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO IN ESPERTI IN INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Dettagli

La formazione professionale di base su due anni. con certificato federale di formazione pratica. Guida

La formazione professionale di base su due anni. con certificato federale di formazione pratica. Guida La formazione professionale di base su due anni con certificato federale di formazione pratica Guida 1 Indice Premessa alla seconda edizione 3 Introduzione 4 1 Considerazioni preliminari 7 2 Organizzazione

Dettagli

Realtà e problematiche relative alla qualità formativa: un esperienza

Realtà e problematiche relative alla qualità formativa: un esperienza Commissione Nazionale dei Corsi di Laurea in Infermieristica La valutazione dei risultati dell apprendimento e qualità formativa dei Corsi di laurea in Infermieristica Milano, 10 giugno 2011 Realtà e problematiche

Dettagli

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF)

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) di A. Sveva Balduini ISFOL Agenzia Nazionale LLP Nell aprile del 2008, al termine di un lungo lavoro preparatorio e dopo un ampio processo di consultazione che

Dettagli

Descrizione della pratica: 1. Identificazione:

Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Istituto scolastico dove si sviluppa la pratica: Al momento attuale (maggio 2008) partecipano al progetto n. 47 plessi di scuola primaria e n. 20 plessi di

Dettagli

DECRETA. ART. 1 Caratteristiche del Master

DECRETA. ART. 1 Caratteristiche del Master Il Rettore Decreto Rep. n 2185 Prot. n 25890 Data 30.06.2014 Titolo III Classe V UOR SOFPL VISTO lo Statuto del Politecnico di Milano; VISTO il D.M. 3.11.1999, n.509; VISTO Il D.M. 22.10.2004, n. 270;

Dettagli

ISTITUTI TECNICI LINEE GUIDA PER IL PASSAGGIO AL NUOVO ORDINAMENTO. (d.p.r. 15 marzo 2010, articolo 8, comma 3)

ISTITUTI TECNICI LINEE GUIDA PER IL PASSAGGIO AL NUOVO ORDINAMENTO. (d.p.r. 15 marzo 2010, articolo 8, comma 3) ISTITUTI TECNICI LINEE GUIDA PER IL PASSAGGIO AL NUOVO ORDINAMENTO (d.p.r. 15 marzo 2010, articolo 8, comma 3) 1 INDICE Premessa 1. Azioni per il passaggio al nuovo ordinamento 1.1.Rendere riconoscibile

Dettagli

DALL INTEGRAZIONE ALL INCLUSIONE

DALL INTEGRAZIONE ALL INCLUSIONE DALL INTEGRAZIONE ALL INCLUSIONE IL PASSAGGIO da INTEGRAZIONE a INCLUSIONE NON si basa sulla misurazione della distanza da normalità/standard ma sul processo di piena partecipazione e sul concetto di EQUITA.

Dettagli

La migliore assistenza nel Nuovo Ospedale Galliera per linee di attività a intensità di cura

La migliore assistenza nel Nuovo Ospedale Galliera per linee di attività a intensità di cura La migliore assistenza nel Nuovo Ospedale Galliera per linee di attività a intensità di cura INTRODUZIONE L obiettivo è fornire la migliore cura per i pazienti con il coinvolgimento di tutto il personale

Dettagli

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 CTI della provincia di Verona Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 Per non perdere nessuno La crisi economica e valoriale che stiamo vivendo entra dapprima nelle famiglie e poi nella scuola. Gli

Dettagli

FACILITARE APPRENDIMENTI SIGNIFICATIVI, MOTIVARE E COINVOLGERE GLI STUDENTI DELLA SCUOLA SUPERIORE. Progetto di formazione

FACILITARE APPRENDIMENTI SIGNIFICATIVI, MOTIVARE E COINVOLGERE GLI STUDENTI DELLA SCUOLA SUPERIORE. Progetto di formazione FACILITARE APPRENDIMENTI SIGNIFICATIVI, MOTIVARE E COINVOLGERE GLI STUDENTI DELLA SCUOLA SUPERIORE Progetto di formazione Questo progetto si articola in due diversi interventi: - un corso/laboratorio per

Dettagli

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei Allegato A Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché

Dettagli

REGOLAMENTO DELLE ATTIVITA FORMATIVE DELLA SCUOLA SUPERIORE SANT ANNA

REGOLAMENTO DELLE ATTIVITA FORMATIVE DELLA SCUOLA SUPERIORE SANT ANNA REGOLAMENTO DELLE ATTIVITA FORMATIVE DELLA SCUOLA SUPERIORE SANT ANNA Emanato con D.R. n. 306 del 17/07/2012 Integrato con D.R. n. 65 12/02/2014. DISPOSIZIONI PRELIMINARI Articolo 1 (Oggetto) 1. Il presente

Dettagli

FAQ MASTER & CORSI DI PERFEZIONAMENTO

FAQ MASTER & CORSI DI PERFEZIONAMENTO FAQ MASTER & CORSI DI PERFEZIONAMENTO 1. Qual è la differenza tra Master di primo livello e Master di secondo livello? 2. Ai fini dell ammissione al Master, cosa bisogna fare se si possiede un titolo di

Dettagli

FORMAT DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO. Scuola secondaria 1 grado S.Ricci di Belluno classe 2. ULSS n.1 Belluno PERSONALE AZIENDA ULSS N.

FORMAT DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO. Scuola secondaria 1 grado S.Ricci di Belluno classe 2. ULSS n.1 Belluno PERSONALE AZIENDA ULSS N. FORMAT DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO Scuola secondaria 1 grado S.Ricci di Belluno classe 2 ULSS n.1 Belluno Autori: PERSONALE AZIENDA ULSS N. 1 BELLUNO: Dr.ssa Mel Rosanna Dirigente medico SISP (Dipartimento

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA IL SE E L ALTRO SCUOLA DELL INFANZIA ANNI 3

CAMPO DI ESPERIENZA IL SE E L ALTRO SCUOLA DELL INFANZIA ANNI 3 IL SE E L ALTRO ANNI 3 Si separa facilmente dalla famiglia. Vive serenamente tutti i momenti della giornata scolastica. E autonomo. Stabilisce una relazione con gli adulti e i compagni. Conosce il nome

Dettagli

TITOLO VALORE DI RIFERIMENTO.

TITOLO VALORE DI RIFERIMENTO. Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2012/2013 Progetto Di Casa nel Mondo - Competenze chiave per una cittadinanza sostenibile Gruppo lavoro Dott. Massetti Scuola Primaria Classi Terze TITOLO: I prodotti

Dettagli

Emanuela Stefani - Fondazione CRUI Vincenzo Zara - Università del Salento

Emanuela Stefani - Fondazione CRUI Vincenzo Zara - Università del Salento Emanuela Stefani - Fondazione CRUI f Vincenzo Zara - Università del Salento LA RIFORMA UNIVERSITARIA LA NORMATIVA NAZIONALE La normativa nazionale Riferimenti normativi Corsi di Laurea Corsi di Laurea

Dettagli

DECRETA. ART. 1 Caratteristiche del Master

DECRETA. ART. 1 Caratteristiche del Master Il Rettore Decreto Rep. n 1115 Prot. n 8165 Data 23.04.2009 Titolo III Classe V UOR Post Laurea - Master VISTO lo Statuto del Politecnico di Milano; VISTO il D.M. 3.11.1999, n.509; VISTO Il D.M. 22.10.2004,

Dettagli

Master in Fundraising e Project Management

Master in Fundraising e Project Management Master in Fundraising e Project Management Il Master in Fundraising e Project Management, in collaborazione con l Università degli Studi di Roma Tor Vergata, è volto a formare esperti di raccolta fondi

Dettagli

Soggetto proponente (docente, gruppo di docenti e struttura didattica) Facoltà di Pianificazione del Territorio, prof.

Soggetto proponente (docente, gruppo di docenti e struttura didattica) Facoltà di Pianificazione del Territorio, prof. Soggetto proponente (docente, gruppo di docenti e struttura didattica) Facoltà di Pianificazione del Territorio, prof. Luigi Di Prinzio Titolo del master Informazione Ambientale e Nuove Tecnologie II livello

Dettagli

MEMIT. Master in Economia e management dei trasporti, della logistica e delle infrastrutture. X Edizione. Università Commerciale.

MEMIT. Master in Economia e management dei trasporti, della logistica e delle infrastrutture. X Edizione. Università Commerciale. Università Commerciale Luigi Bocconi Graduate School MEMIT Master in Economia e management dei trasporti, della logistica e delle infrastrutture X Edizione 2013-2014 MEMIT Master in Economia e management

Dettagli

Guida all accesso ai Corsi di Laurea Magistrale (ordinamento D.M. 270/04) attivati nell A.A. 2014/2015 dall Ateneo di Palermo

Guida all accesso ai Corsi di Laurea Magistrale (ordinamento D.M. 270/04) attivati nell A.A. 2014/2015 dall Ateneo di Palermo 1 2 Guida all accesso ai Corsi di Laurea (ordinamento D.M. 270/04) attivati nell A.A. 2014/2015 dall Ateneo di Palermo Anno Accademico 2014/2015 3 4 Concept and graphic design: Marketing e Fundraising

Dettagli

BANDO PER L'AMMISSIONE AI CORSI DI LAUREA IN INGEGNERIA

BANDO PER L'AMMISSIONE AI CORSI DI LAUREA IN INGEGNERIA UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BRESCIA ANNO ACCADEMICO 2013/2014 BANDO PER L'AMMISSIONE AI CORSI DI LAUREA IN INGEGNERIA Sono aperte le immatricolazioni per l anno accademico 2013/2014 ai corsi di laurea in

Dettagli

LA DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA. Obiettivi della giornata. Obiettivi del progetto

LA DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA. Obiettivi della giornata. Obiettivi del progetto LA DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA Obiettivi della giornata Conoscere i presupposti normativi, professionali e deontologici della documentazione del nursing Conoscere gli strumenti di documentazione infermieristica

Dettagli

Dai giochi del far finta ai giochi di ruolo e di simulazione

Dai giochi del far finta ai giochi di ruolo e di simulazione Università degli Studi di Udine Dai giochi del far finta ai giochi di ruolo e di simulazione Dott. Davide Zoletto Facoltà di Scienze della Formazione Il gioco del far finta Rappresentazione della realtà:

Dettagli

15. Provvedere ad una programmazione puntuale e coordinata dell attività didattica ed in particolare delle prove di valutazione scritta ed orale.

15. Provvedere ad una programmazione puntuale e coordinata dell attività didattica ed in particolare delle prove di valutazione scritta ed orale. PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA NORME DI COMPORTAMENTO DOCENTI: I docenti si impegnano a: 1. Fornire con il comportamento in classe esempio di buona condotta ed esercizio di virtù. 2. Curare la chiarezza

Dettagli

Parma, 23 settembre 2011. Dal modello formativo europeo al percorso formativo per l assistente familiare non professionale

Parma, 23 settembre 2011. Dal modello formativo europeo al percorso formativo per l assistente familiare non professionale Parma, 23 settembre 2011 Dal modello formativo europeo al percorso formativo per l assistente familiare non professionale Dopo il meeting europeo svoltosi a Granada e partendo dal percorso formativo l

Dettagli

2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE. Main Supporter

2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE. Main Supporter 2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE Main Supporter MASTER IN EXPORT MANAGEMENT (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE (II Edizione) 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI

Dettagli

RELAZIONE FINALE PROGETTO IDA VENUTI UN FORMATORE AID NELLA TUA SCUOLA

RELAZIONE FINALE PROGETTO IDA VENUTI UN FORMATORE AID NELLA TUA SCUOLA RELAZIONE FINALE PROGETTO IDA VENUTI UN FORMATORE AID NELLA TUA SCUOLA A CURA DELLA DOTT.SSA MARIANGELA BRUNO (LOGOPEDISTA E FORMATRICE AID) ANNO SCOLASTICO 2011-2012 1 INDICE 1. ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO...

Dettagli

DIDAMATICA 2011 Torino - 04/05/2011 Workshop: Informatica nella scuola superiore

DIDAMATICA 2011 Torino - 04/05/2011 Workshop: Informatica nella scuola superiore DIDAMATICA 2011 Torino - 04/05/2011 Workshop: Informatica nella scuola superiore 1 di 20 Insegnamenti di Informatica nelle scuole superiori: la situazione attuale Prof. Minerva Augusto (Membro del Consiglio

Dettagli

Definizione e struttura della comunicazione

Definizione e struttura della comunicazione Definizione e struttura della comunicazione Sono state date molteplici definizioni della comunicazione; la più semplice e comprensiva è forse questa: passaggio di un'informazione da un emittente ad un

Dettagli

Rapporto di Riesame - frontespizio

Rapporto di Riesame - frontespizio Rapporto di Riesame - frontespizio Denominazione del Corso di Studio : TECNOLOGIE ALIMENTARI Classe : L26 Sede : POTENZA - Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari ed Ambientali - SAFE Primo anno

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE FORME DI COLLABORAZIONE DEGLI STUDENTI ALLE ATTIVITA' CONNESSE AI SERVIZI RESI

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE FORME DI COLLABORAZIONE DEGLI STUDENTI ALLE ATTIVITA' CONNESSE AI SERVIZI RESI Senato Accademico 27 Aprile 2010 Consiglio di Amministrazione 18 Maggio 2010 Decreto Rettorale Rep. n. 811/2010 Prot. n 13531 del 29 Giugno 2010 Ufficio Competente Ufficio Agevolazioni allo studio e disabilità

Dettagli

LICEO CLASSICO C. CAVOUR DISCIPLINA : FISICA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ED EDUCATIVA

LICEO CLASSICO C. CAVOUR DISCIPLINA : FISICA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ED EDUCATIVA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ED EDUCATIVA 1. OBIETTIVI SPECIFICI DELLA DISCIPLINA PROGRAMMAZIONE PER COMPETENZE Le prime due/tre settimane sono state dedicate allo sviluppo di un modulo di allineamento per

Dettagli

Facoltà di Scienze e Tecnologie Corso di laurea magistrale in Gestione dell ambiente naturale e delle aree protette

Facoltà di Scienze e Tecnologie Corso di laurea magistrale in Gestione dell ambiente naturale e delle aree protette Facoltà di Scienze e Tecnologie Corso di laurea magistrale in Gestione dell ambiente naturale e delle aree protette Sede: Dipartimento di Scienze Ambientali, sez. Botanica ed Ecologia - Via Pontoni, 5

Dettagli

La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con:

La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con: La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con: V E NIDO DIPARTIMENTO MATERNO INFANTILE R ENTI LOCALI T QUARTIERE I C SCUOLA DELL INFANZIA FAMIGLIA

Dettagli

I-12 LA VALUTAZIONE AUTENTICA INTRODUZIONE 1. di Mario Comoglio

I-12 LA VALUTAZIONE AUTENTICA INTRODUZIONE 1. di Mario Comoglio I-12 LA VALUTAZIONE AUTENTICA di Mario Comoglio INTRODUZIONE 1 Non è raro imbattersi in articoli e in interventi ministeriali che affrontano la questione di come valutare l apprendimento degli studenti.

Dettagli

Lauree triennali ed equipollenza dei titoli di studio pregressi: si sta per chiarire un grande equivoco?

Lauree triennali ed equipollenza dei titoli di studio pregressi: si sta per chiarire un grande equivoco? Lauree triennali ed equipollenza dei titoli di studio pregressi: si sta per chiarire un grande equivoco? Al fine dell iscrizione alle Lauree specialistiche delle professioni sanitarie non è necessario

Dettagli

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali LAVORO DI GRUPPO Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali Esistono molti manuali e teorie sulla costituzione di gruppi e sull efficacia del lavoro di gruppo. Un coordinatore dovrebbe tenere

Dettagli

INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO

INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO INTRODUZIONE L Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia e l Ufficio Scolastico Regionale, firmatari di un Protocollo d Intesa stipulato

Dettagli

REGOLAMENTO SUI CULTORI DELLA MATERIA

REGOLAMENTO SUI CULTORI DELLA MATERIA Articolo 1 Ambito di applicazione REGOLAMENTO SUI CULTORI DELLA MATERIA 1. Il presente Regolamento disciplina le modalità di nomina dei Cultori della materia e le loro attività. Articolo 2 Funzioni 1.

Dettagli

Il Ministro dell Università e della Ricerca

Il Ministro dell Università e della Ricerca VISTO il decreto legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito dalla legge 17 luglio 2006, n. 233 ed in particolare l articolo 1, comma 8; VISTO l'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127 e

Dettagli

ISTITUTI PROFESSIONALI

ISTITUTI PROFESSIONALI ISTITUTI PROFESSIONALI LINEE GUIDA PER IL PASSAGGIO AL NUOVO ORDINAMENTO (d.p.r. 15 marzo 2010, n. 87, articolo 8, comma 6) 1 INDICE Premessa 1. Azioni per il passaggio al nuovo ordinamento 1.1.Rendere

Dettagli