FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO

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1 FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO Management nell Area Infermieristica e Ostetrica, Tecnico Sanitaria, Preventiva e Riabilitativa Sede di Bologna A.A L APPLICAZIONE DEL MANAGEMENT INFERMIERISTICO IN DIAGNOSTICA PER IMMAGINI INTEGRAZIONE TRA LE DIVERSE FIGURE SANITARIE PROGETTAZIONE DI UNO STRUMENTO DI DOCUMENTAZIONE INTEGRATA Relatore Studente Dott.ssa Vincenza Guadagno Maria Pia Gemini Piperni.... Anno accademico

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3 INDICE INTRODUZIONE CAPITOLO PRIMO EVOLUZIONE DEI SERVIZI SANITARI IN ITALIA, IL DIPARTIMENTO, L UNITA OPERATIVA DI DIAGNOSTICA PER IMMAGGINI O. BELLARIA, GLI OBIETTIVI, LE ATTIVITA PRINCIPALI EVOLUZIONE DEI SERVIZI SANITARI IN ITALIA E LORO ORGANIZZAZIONE IL DIPARTIMENTO DEFINIZIONE, FINALITÀ, FUNZIONI RIFERIMENTI NORMATIVI ED EVOLUZIONE DEL QUADRO NORMATIVO SUI DIPARTIMENTI DIPARTIMENTI, ALL INTERNO DELLA STRUTTURA OSPEDALIERA FINALITA DEL DIPARTIMENTO FUNZIONI DEL DIPARTIMENTO ORGANI DEL DIPARTIMENTO I DIPARTIMENTI POSSONO ESSERE IDENTIFICATI IN BASE DIPARTIMENTO DEI SERVIZI nell AUSL città di Bologna AREA DIPARTIMENTALE DIAGNOSTICA PER IMMAGINI PRESENTAZIONE DELL U.O. DIAGNOSTICA PER IMMAGINI O. BELLARIA GLI OBIETTIVI GENERALI DELL U. O LE ATTIVITÀ PRINCIPALI CAPITOLO SECONDO MODELLO ORGANIZZATIVO, PROCESSI, JOB DESCRIPTION DELLE DIVERSE FIGURE SANITARIE, OBIETTIVI DEL COORDINATORE, STRUMENTI ORGANIZZATIVI MODELLO ORGANIZZATIVO La prenotazione L Accoglienza e L Esecuzione La Refertazione L Archiviazione OBIETTIVI DEL COORDINATORE IL REFERENTE ORGANIZZATIVO INFERMIERISTICO STRUMENTI ORGANIZZATIVI Piano di lavoro Procedure Job description CAPITOLO TERZO INTEGRAZIONE, L INFERMIERE E LA TECNICA, DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA, LE NORME CHE DISCIPLINANO LA MATERIA INTEGRAZIONE L INFERMIERE E LA TECNICA LA DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA LE NORME CHE DISCIPLINANO LA MATERIA CAPITOLO QUARTO PROGETTO SCHEDA DI DOCUMENTAZIONE INTEGRATA ; OBIETTIVI GENERALI, OBIETTIVI SPECIFICI, Il METODO, PIANO DI FATTIBILITÀ i

4 IL PROGETTO SCHEDA DI DOCUMENTAZIONE INTEGRATA Fase di sperimentazione presso U.O. Diagnostica per Immagini Ospedale Bellaria INTRODUZIONE IL PROGETTO (In corso di realizzazione) OBIETTIVI GENERALI : OBIETTIVI SPECIFICI Il METODO LE FASI DEL PROGETTO: I RISULTATI ATTESI: MONITORAGGIO E VALUTAZIONE PIANO DI FATTIBILITÀ OSSERVAZIONI, RILIEVI FINALI CONCLUSIONI ALLEGATI Allegato 1 pag. 1 di 2 SCHEDA DI DOCUMENTAZIONE SANITARIA Allegato 1 pag. 2 di 2 SCHEDA DI DOCUMENTAZIONE SANITARIA Allegato 2 Gestione della scheda di documentazione integrata - ISTUZIONE OPERATIVA Elenco Allegati Obiettivi Scopo Campo e luoghi di applicazione Riferimenti normativi, bibliografici e documentali Definizioni e Abbreviazioni Processo BIBLIOGRAFIA INDICE DELLE FIGURE Figura 1 Sinottico della dislocazione territoriale del Dipartimento dei Servizi Unita di Radiologia Figura 2 Sinottico dell interfacce utenti curate dall U.O. di Diagnostica per Immagini O.B Figura 3 Schema sinottico dei Processi Figura 4 Sinottico inerente al processo diagnostico assistenziale dell utente Figura 5 Presentazione dell Organigramma dell U.O. schema sinottico Figura 6 Pazienti suddivisi per gruppi di esame Figura 7 Macchina per la Tomografia Computerizzata TC metodica diagnostica per immagini Figura 8 Diagramma di Gantt Fasi Temporali del Progetto INDICE DELLE TABELLE Tabella 1 - Tempi medi occorrenti per tipo di esame eseguito Tabella 2 - Job description Operatori U.O. Funzionigramma Tabella 3 - Differenze tra modello di assistenza tecnico o funzionale e modello personalizzato ii

5 INTRODUZIONE La Tesi da me presentata è l ultimo tratto di un percorso formativo ricco di contenuti, che mi ha dato l opportunità di unire conoscenze teoriche acquisite al Master con la pratica organizzativa del contesto dove lavoro cioè la Diagnostica Per Immagini. Il termine Management deriva dal verbo inglese to manage, che letteralmente significa gestire, dirigere. Il Management è il processo di definizione degli obiettivi aziendali e di gestione ottimale delle azioni per raggiungere i risultati desiderati. Il management richiede la presa di decisioni sull utilizzo delle risorse disponibili. In ambito sanitario il concetto di cultura manageriale è stato introdotto solo da pochi anni. Infatti, i D.L. 502/92 e 517/93, pur non mettendo in discussione i principi fondamentali della Legge 833/78, hanno consentito di trasformare profondamente l assetto istituzionale, gestionale e organizzativo del Sistema Sanitario introducendo il concetto di Aziendalizzazione delle USL. Il D.L. 229/99 denominato Riforma Ter della Sanità Italiana arricchisce i precedenti decreti definendo nell art. 1 comma 2 gli obiettivi di seguito riportati: Rispetto della dignità della persona umana; Bisogno di salute e di benessere di salute; Equità nell accesso all assistenza; Qualità appropriatezza e adeguatezza delle prestazioni; Economicità nell impiego delle risorse e abbattimento delle diseconomie. L intendimento del legislatore è stato quello di richiedere ai Manager un impegno articolato e complesso che preveda non solo l efficienza, ma soprattutto l efficacia dei processi sanitari in un ottica di qualità e quindi di soddisfazione dei clienti. La Gestione di un Azienda Sanitaria per essere definita tale, presuppone la disponibilità e la capacità d uso di strumenti adeguati per: Effettuare analisi e previsioni; Assumere decisioni; Tradurre in azioni concrete le decisioni assunte; - 1 -

6 Compiere le dovute azioni di Supervisione del Ciclo Operativo e di Controllo dei Risultati Conseguiti, in termini di Quantità, Qualità e Costo del Prodotto (efficacia, efficienza e appropriatezza). L obiettivo della presenti tesi, è quello di progettare uno strumento di documentazione integrata, che consente di rispondere a questi elementi puntando verso un assistenza personalizzata e centrata all utente in un contesto prettamente tecnologico. La prima parte della tesi quindi sviluppa il ruolo del Manager/Coordinatore all interno di una Diagnostica per Immagini. La seconda parte rileva il bisogno dell Infermiere di documentare per provare, dimostrare, confermare con documenti ciò che un professionista deve fare per adempiere ad un dovere. L elaborato quindi intende approfondire il tema della documentazione sanitaria come elemento di qualità professionale e di continuità nel processo di assistenza infermieristica del paziente che si sottopone ad una indagine diagnostica. Dopo un attenta analisi, sono stati rilevati alcuni punti di debolezza, verso i quali si ritiene fattibile l attivazione di specifici piani di miglioramento. Il progetto consiste nel costruire uno strumento di documentazione sanitaria integrata, mediante il quale tutti i professionisti che operano in quest ambito, e non solo loro, possano integrarsi e beneficiarne per garantire efficienza efficacia e qualità sia verso l organizzazione che verso l utenza. Gli strumenti di organizzazione diventano essenziali per una corretta gestione del lavoro, essi hanno lo scopo di organizzare meglio l attività lavorativa, di fornire un servizio sempre più adeguato alle esigenze dell utente, supportano la continuità assistenziale, consentono l integrazione tra diversi professionisti, garantiscono la trasparenza, sono tutela dell agire professionale, assicurano l informazione al paziente, permettono la valutazione del processo di cura e offrono dati per studi e ricerca

7 CAPITOLO PRIMO EVOLUZIONE DEI SERVIZI SANITARI IN ITALIA, IL DIPARTIMENTO, L UNITA OPERATIVA DI DIAGNOSTICA PER IMMAGGINI O. BELLARIA, GLI OBIETTIVI, LE ATTIVITA PRINCIPALI. EVOLUZIONE DEI SERVIZI SANITARI IN ITALIA E LORO ORGANIZZAZIONE Dagli anni 90 in poi le Aziende Sanitarie sono state interessate da un processo di innovazione organizzativa, gestionale, rendicontativa riconducibili a pressioni ambientali esterne; modifiche dei quadri normativi (quindi: aziendalizzazione, privatizzazione, responsabilizzazione, delegificazione, decentramento); dinamiche socio-economiche (razionalizzazione delle risorse dovuta ad una profonda crisi economica del Paese, invecchiamento della popolazione e conseguente aumento della domanda di salute), progresso scientifico, innovazione tecnologica, (progresso dovuto all avvento dell elettronica, dell informatica, nuovi materiali e apparecchiature sempre più tecnologiche e sofisticate), tutte queste dinamiche hanno inciso significativamente sulle caratteristiche gestionali e organizzative e ne hanno influenzato i processi di evoluzione. Ancora oggi queste aziende sono coinvolte in processi di cambiamento molto profondi che determinano l esigenza di riprogettare l assetto organizzativo, in tutte le sue componenti (Struttura Organizzativa, Meccanismi Operativi, Poteri Decisionali). Il riordino della disciplina in materia sanitaria prevede che la Sanità passi dai modelli esistenti di cultura organizzata di tipo burocratico o tecnocratico, ha un modello di cultura organizzata di tipo manageriale e aziendale. Il management o processo di aziendalizzazione non prende in considerazione l aspetto gerarchico. Nel management moderno non esistono livelli di potere ma di responsabilità basate sulle competenze, che si sviluppano su tre livelli: tecniche, concettuali, gestionali. Vengono istituiti i Dipartimenti con ampi poteri di organizzazione e gestione, Dipartimento come Unità Organizzativa Fondamentale con responsabilità e autonomia propri con forte collaborazione multiprofessionale

8 IL DIPARTIMENTO DEFINIZIONE, FINALITÀ, FUNZIONI Del Dipartimento sono state date diverse definizioni. In un documento dell Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali (ASSR) si legge: Il Dipartimento è un organizzazione integrata di Unità Operative omogenee, affini o complementari, che perseguono comuni finalità e sono quindi tra loro interdipendenti, pur mantenendo la propria autonomia e responsabilità professionale 1. Le Unità Operative costituenti il Dipartimento sono aggregate in una specifica tipologia organizzativa e gestionale, volta a dare risposte unitarie, tempestive, razionali e complete rispetto ai compiti assegnati. A tal fine adottano regole condivise di comportamento assistenziale, didattico, di ricerca, etico, medico-legale ed economico. L organizzazione in Dipartimenti ha dato origine per l ordinaria gestione operativa di tutte le attività delle aziende sanitarie a un nuovo livello di Management Infermieristico, con la figura del Responsabile Infermieristico di Dipartimento o di una figura di diversa denominazione ma con funzioni analoghe, questa figura è dotata di autorevolezza ed autonomia effettiva, necessaria a governare processi complessi, ad assumere decisioni operative, che permettono di operare mobilitazione di risorse umane e materiali verso aree con momenti di criticità. RIFERIMENTI NORMATIVI ED EVOLUZIONE DEL QUADRO NORMATIVO SUI DIPARTIMENTI Il primo riferimento all organizzazione dipartimentale risale al D.P.R. 27 Marzo 1969, n. 128, Ordinamento Interno dei Servizi Ospedalieri, successivamente ripreso nel 1975, con la legge 18 Aprile, n.148, Disciplina sull Assunzione del Personale Sanitario Ospedaliero e Tirocinio Pratico [ ] Dipartimento [ ], alla quale fanno seguito nel 1976 disposizioni applicative contenute nel D.M. 8 novembre, Orientamenti per l Attuazione delle Strutture Dipartimentali [ ] 2, a tutt oggi questi sono gli unici testi di legge cui le regioni possono riferirsi al fine di definire i criteri generali dell organizzazione dipartimentale 1 Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali, (ASSR) 30 gennaio Calamandrei pag

9 Vi furono altri richiami all organizzazione dipartimentale, non tradotti in pratica, come quelli contenuti nell articolo 17 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale. La concretizzazione della dipartimentalizzazione si ebbe con il D.lgs n. 502/92, Riordino della Disciplina in Materia Sanitaria e successive modificazioni ed integrazioni, ovvero il D.lgs 7 dicembre 1993 n.517, poi modificato dal D.lgs n. 229/99, che all art. 17-bis recita: L Organizzazione Dipartimentale è il modello ordinario di gestione operativa di tutte le attività delle Aziende Sanitarie. Il decreto disciplina anche la Nomina e le Attribuzioni del Direttore di Dipartimento e l Istituzione del Comitato di Dipartimento. DIPARTIMENTI, ALL INTERNO DELLA STRUTTURA OSPEDALIERA Anche negli Ospedali avvengono dei cambiamenti nella gestione, sia Ospedale come Azienda Ospedaliera Universitaria, che Ospedale che funge da Presidio dell Azienda Sanitaria Locale, poiché continua a essere il presidio sanitario che influisce di più sulla configurazione degli altri servizi in quanto assorbe la maggiore quantità di risorse, a partire da quelle umane. Essi sono costituiti in Aziende, hanno personalità giuridica e dispongono di ampia autonomia. I Presidi Ospedalieri vengono organizzati in Dipartimenti, la svolta decisiva in questo senso arriva dal D.lgs 502/92 questo Decreto attribuisce alle Regioni il compito di riorganizzare i presidi ospedalieri organizzandoli appunto in Dipartimenti, in questo modo si ha l abbandono in via definitiva agli Ospedali organizzati in divisioni, sezioni e servizi. FINALITA DEL DIPARTIMENTO Aumento di efficacia: superamento della frammentazione dell assistenza sanitaria con l obiettivo di fornire una risposta integrata alla domanda di salute, che ha sempre più bisogno di interventi pluridisciplinari (aumento di efficacia). Aumento di efficienza: Realizzazione di un risparmio nell utilizzo di risorse sempre più scarse continuando a garantire prestazioni di alta qualità

10 FUNZIONI DEL DIPARTIMENTO Assistenza; Formazione e aggiornamento; Didattica; Ricerca; Educazione e Informazione Sanitaria. ORGANI DEL DIPARTIMENTO Costituiscono parte essenziale della struttura, organizzativa dei dipartimenti: il Comitato, organo composto dai direttori delle Unità Operative complesse e da altri rappresentanti del personale secondo le indicazioni regionali; il Direttore del Dipartimento, scelto tra i direttori delle strutture complesse. Il direttore del dipartimento è spesso coadiuvato dal Coordinatore delle Professioni Infermieristiche/Tecniche/Riabilitative nella gestione delle attività; l Assemblea, organo rappresentativo di tutto il personale che opera all interno del dipartimento. I DIPARTIMENTI POSSONO ESSERE IDENTIFICATI IN BASE Intensità e gradualità delle cure: Settore nosologico; Fasce di età; Branca specialistica; Organo o apparati. I Dipartimenti Ospedalieri sono individuati dal Direttore Generale e formalizzati nel Piano di Organizzazione attraverso atti deliberativi, e possono essere ricondotti a cinque grandi raggruppamenti: i dipartimenti dell emergenza e urgenza; i dipartimenti chirurgici; i dipartimenti medici; i dipartimenti di prevenzione; - 6 -

11 i dipartimenti dei servizi. DIPARTIMENTO DEI SERVIZI nell AUSL città di Bologna Il Dipartimento dei Servizi nasce a seguito di un grande processo di riorganizzazione, conseguente e resosi necessario dall'accorpamento delle precedenti aziende sanitarie locali dell'area Bolognese (AUSL Bologna Nord, AUSL Bologna Sud, AUSL Città di Bologna). La sua attuale articolazione è stata definita nella deliberazione dell'atto aziendale emesso nel 2005 e successive delibere di modifica. La sua articolazione, si fonda su tre Aree Dipartimentali: Diagnostica per Immagini, Patologia clinica (laboratori analisi), Trasfusionale. La sua Mission è: Garantire al cittadino e al cliente interno, standard di prestazioni e servizi in linea con i Livelli Essenziali di Assistenza, nell ambito della diagnostica per immagini, della patologia clinica e della medicina trasfusionale sia in regime di ricovero che ambulatoriale. La funzione del Dipartimento, in quanto struttura organizzativa aziendale, è quella di garantire l assolvimento delle funzioni di governo dei processi clinici, di assistenza e di supporto per le specifiche competenze, concordate con la Direzione Aziendale come appropriate, a tutti gli assistiti ed in relazione ai bisogni da essi espressi. AREA DIPARTIMENTALE DIAGNOSTICA PER IMMAGINI L'Area Dipartimentale Diagnostica per Immagini copre oltre alla richiesta dell utenza ambulatoriale il fabbisogno derivante dai pazienti ricoverati presso il Presidio Ospedaliero della AUSL di Bologna, dislocato su nove ospedali. Tale dispersione geografica ha consigliato l attivazione di alcune aggregazioni in "Zone Funzionali" finalizzate a promuovere sempre più l'omogeneità dell offerta delle prestazioni, l'interscambio formativo, l'impegno delle risorse umane e l'utilizzo delle risorse tecnologiche. Le Unità Operative di radiologia sono organizzate a rete al fine di garantire equità di accesso ai cittadini. Ciò significa che indipendentemente dall Unità Operativa di - 7 -

12 Radiologia a cui il cittadino si rivolge, sono assicurati i medesimi percorsi diagnosticiterapeutici e livelli di assistenza. Le Unità Operative che compongono la rete hanno lo scopo fondamentale di garantire assistenza ai degenti, ambulatoriali e di Pronto Soccorso che provengono dai territori di competenza. Esse operano in stretto collegamento organizzativo per fornire prestazioni di: Radiologia tradizionale; Ecografia; Ecocolordoppler; Diagnostica con Tomografia Computerizzata; Diagnostica con Risonanza Magnetica Diagnostica Radiologia interventistica. In pratica unendo unità operative simili o con simili obiettivi è più semplice risolvere i problemi di integrazione e fornire un servizio unitario ed omogeneo, che veda coinvolti nella sua erogazione una molteplicità di attori, tutti coordinati in vista dell unico obiettivo di soddisfare determinati bisogni di natura sanitaria. Figura 1 Sinottico della dislocazione territoriale del Dipartimento dei Servizi Unita di Radiologia - 8 -

13 PRESENTAZIONE DELL U.O. DIAGNOSTICA PER IMMAGINI O. BELLARIA L Unità Operativa complessa di Radiologia O.B. è stata istituita nell ottobre del 1989 in seguito alla separazione del settore Radiologico Diagnostico da quello Radioterapico-Oncologico. Dopo la recente riorganizzazione aziendale è stata aggregata al Dipartimento dei Servizi nell area Dipartimentale di Diagnostica per Immagini. LA MISSION Fornire ai cittadini prestazioni di Diagnostica per Immagini, in modo appropriato, mediante l utilizzo delle apparecchiature disponibili, secondo rigorose procedure metodologiche e diagnostiche, adottando i criteri della medicina basata sulle evidenze, nel pieno rispetto delle normative vigenti, e, in particolare di quelle radioprotezionistiche. Qualità, organizzazione, sicurezza e dedizione alla persona sofferente sono da sempre le priorità del nostro Servizio, che si propone di fornire agli utenti/pazienti indagini diagnostiche di elevata qualità con soddisfazione del paziente stesso e del medico proponente. Erogare lezioni teoriche e pratiche agli specializzandi medici ed agli studenti del Corso di laurea delle professioni sanitarie Tecnico Sanitario di Radiologia Medica. LA VISION Consolidare un organizzazione basata sull appropriatezza e sulla qualità delle prestazioni offerte ai cittadini, in rapporto alle loro necessità ed attese, in un ottica di miglioramento continuo dell offerta. Soddisfare sempre più le necessità ed i bisogni del paziente/utente, nel rispetto delle norme dell etica professionale con l ausilio delle più avanzate procedure diagnostiche e assistenziali. Promuovere eventi formativi in ambito locale e regionale, caratterizzati da fasi di addestramento sul campo, formazione e aggiornamento professionale, secondo i canoni dell ECM

14 GLI OBIETTIVI GENERALI DELL U. O. Praticare prestazioni diagnostiche rispettando gli obiettivi aziendali e nell ambito di un programma di Quality Assurance, verificato e costante nel tempo, che garantisca elevati standard di prestazioni condotte in modo eticamente compatibile ed economicamente responsabile, all interno delle risorse assegnate, utilizzare apparecchiature conformi, con procedure testate. Sviluppare procedure innovative che consentano l utilizzo appropriato della Diagnostica per Immagini ottimizzando i tempi dei percorsi diagnostici con grande attenzione ai rischi connessi e alla radioesposizione. LE ATTIVITÀ PRINCIPALI L Unità Operativa eroga prestazioni specialistiche di diagnostica radiologica convenzionale, Radiologia Interventiva, ecografia, Tomografia Computerizzata e Risonanza Magnetica. Le tipologie di esame eseguite possono essere così raggruppate: Radiologia Convenzionale con tecnica Digitale apparato gastroenterico: apparato respiratorio; apparato urinario; apparato scheletrico e dentale. Ecografia diagnostica e interventistica: ecografie del collo; ecografie delle parti molli; ecografie dell addome superiore; ecografie dell addome inferiore; eco/color/doppler parenchimale; agospirati e biopsie su guida ecografia. Tomografia Computerizzata: TC del massiccio facciale; TC del collo; TC del torace; TC dell addome;

15 Angio TC; Densitometria ossea; Dental-scan; Biopsie e agospirato su guida TC; Drenaggio TC guidato. Tomografia a Risonanza Magnetica: RM collo e massiccio facciale; RM addome superiore; RM addome inferiore; RM apparato muscolo-scheletrico; RM dei vasi arteriosi e venosi (Angio-RM). L'Unità Operativa effettua inoltre procedure di Radiologia Interventistica Eco e TC Fluoro guidata a scopo diagnostico, quali biopsie, microbiopsie ed ago aspirati, posizionamento di drenaggi sotto guida TC. Oltre alle sopraelencate attività la Radiologia collabora con la Facoltà di Medicina e Chirurgia con la Scuola di Specialità in Radiodiagnostica per la formazione teoricopratica dei specializzandi Radiologi e con il corso di laurea triennale in Tecniche di Radiologia Medica mettendo loro a disposizione le proprie risorse umane con dei tutor appositamente formati, seguendo un preciso programma didattico. Nei primi mesi del 2000 con l installazione dei sistemi di Radiologia Digitale (Computed Radiology) ed il PACS (Picture archiving and computerized system) si è passati dall acquisizione di immagini analogiche a quelle digitali per tutte le modalità. Si è proceduto, inoltre, alla informatizzazione totale delle attività, puntando alla ottimizzazione dei flussi di lavoro (Full digital system). In sintesi, presso la nostra U. O. si è ormai consolidata una vera e propria RADIOLOGIA FILMLESS e PAPERLESS. Le Immagini sono archiviabili, trasmissibili, processabili, consultabili e riproducibili con grandissima facilità e con bassissimi costi. Concludendo questo primo capitolo si può dire che le UU.OO. di Diagnostica per Immagini si caratterizzano per le attività di supporto prevalentemente a carattere diagnostico ed in misura minore a carattere terapeutico esse sono fornitrici di prestazioni radiologiche verso:

16 Come di seguito rappresentato: nella sottostante figura Figura 2 Sinottico dell interfacce utenti curate dall U.O. di Diagnostica per Immagini O.B. Risulta evidente che per ottenere dei buoni Outcomes c è bisogno di multidisciplinarietà e integrazione da parte dei professionisti. Concludendo con questo primo capitolo ho voluto ripercorrere l evoluzione dei servizi sanitari e l organizzazione dei dipartimenti, in quanto i cambiamenti che si sono avuti nel corso di questi ultimi anni, hanno portato inevitabilmente a rivedere l organizzazione delle aziende sanitarie sviluppando un nuovo concetto di Management quindi un modo diverso di organizzare dirigere, gestire, decidere pianificare, razionalizzare questo è il nuovo Management che oggi richiede la presa delle decisioni sull utilizzo delle risorse disponibili

17 CAPITOLO SECONDO MODELLO ORGANIZZATIVO, PROCESSI, JOB DESCRIPTION DELLE DIVERSE FIGURE SANITARIE, OBIETTIVI DEL COORDINATORE, STRUMENTI ORGANIZZATIVI. MODELLO ORGANIZZATIVO Da quanto finora esposto risulta evidente che il Management assume un ruolo determinante nella gestione degli input dell Unità Operativa che utilizza un modello organizzativo tecnico per processi, ciò nasce dalla necessità di dover integrare le attività interdipendenti di varie professioni assicurando il miglior raggiungimento dell obiettivo finale, cioè la prestazione diagnostica ed assistenziale, per queste caratteristiche l organizzazione è complessa e richiede estrema elasticità. Il Manager è colui che è responsabile di gestire le risorse che gli sono state affidate e che attraverso un processo continuo di crescita e sviluppo situazionale, riesce ad ottenere il massimo successo del suo lavoro, secondo obiettivi discussi, accettati, concordati e verificati insieme, cercando di mantenere in equilibrio i vari elementi che costituiscono il processo. Il Coordinatore attraverso l assunzione di decisioni sull impiego delle risorse disponibili: strumentali e umane guida il gruppo multiprofessionale e multidisciplinare verso il perseguimento degli obiettivi, outcome finale del processo. L implementazione di un modello organizzativo per processi riveste quindi particolare importanza per le attività correlate, si può paragonare ad una catena se un anello della catena si interrompe tutte le attività ne risentono. Con il termine processo si definisce la successione strutturata di attività tra loro correlate che trasformano gli input in output per dare valore al fruitore esterno (paziente) e fruitore interno (operatori sanitari) 3. Si riporta qui di seguito uno schema riassuntivo dei principali processi dell Unità Operativa e l Organigramma dell U.O. di radiologia O.B. per far vedere tutti gli attori coinvolti nei processi. 3 L infermiere e le innovazioni in sanità 2 edizione 2004 A.Santullo pag

18 Figura 3 Schema sinottico dei Processi L organizzazione attraverso la pianificazione e la programmazione fornisce circa prestazioni annue monitorando 4 processi principali : La prenotazione; l accoglienza l esecuzione; la refertazione/archiviazione tali processi di seguito vengono sinteticamente descritti nel dettaglio:

19 La prenotazione Ha lo scopo di definire il percorso della prestazione radiologica a partire dalla richiesta formulata dal medico prescrivente per utenti in regime di ricovero, day hospital o day service. Per gli utenti esterni la prestazione radiologica avviene attraverso il CUP a cui la U.O. impartisce informazioni sui criteri da adottare per la prenotazione, e che tengono conto: della tipologia degli esami; dei criteri di priorità clinica; della riserva dei posti per pazienti interni ed urgenze; dei percorsi organizzativi intraziendali; della disponibilità delle apparecchiature; della complessità e durata degli esami; dell entità delle risorse; dei carichi di lavoro standard e degli accordi sindacali nazionali e di azienda; dell esperienza del personale e dello stato di formazione degli operatori. Ad esempio, gli intervalli temporali tra i principali esami radiologici, in particolare quelli di TC e di RM, indagini notoriamente di elevato valore diagnostico e gravate da attese piuttosto lunghe, sono stati, nella UO, accorciati al massimo, abbattendo i tempi morti dovuti all accesso, preparazione e congedo dei pazienti in quanto è stata consegnata sia al CUP che alle Unità Operative la modulistica per la preparazione a questi esami, e standardizzati in modo che il giorno dell esame l utente non effettua attese davanti al front-office della radiologia ma vengono accettati direttamente in diagnostica. Allo scopo di assicurare la massima trasparenza organizzativa nella sottostante tabella vengono riportati esempi dei tempi medi relativi ad alcuni esami : Tabella 1 - Tempi medi occorrenti per tipo di esame eseguito

20 L Accoglienza e L Esecuzione Tali processi vengono eseguiti secondo quanto descritto dettagliatamente dalle procedure standardizzate che regolano la grande numerosità delle prestazioni, in maniera tale da garantire efficienza ed omogeneità di comportamento da parte di tutti gli operatori coinvolti, tenendo conto dei rispettivi ruoli e funzioni, in conformità alle normative vigenti e secondo i criteri delle migliori evidenze scientifiche. Le attività infermieristiche vengono svolte soprattutto nel processo di accoglienza/esecuzione e dimissione del paziente che si sottopone ad indagine radiologica Figura 4 Sinottico inerente al processo diagnostico assistenziale dell utente La Refertazione L obiettivo di questo processo è di redigere il referto in formato elettronico, entro tempi predefiniti mediante computer dedicati e collegati tra loro in una rete che si estende in tutte le Unità Operative Ospedaliere (RIS) in questo modo le immagini possono essere condivise con i medici delle varie U. O. del complesso ospedaliero Bellaria e dell AUSL città di Bologna. L Archiviazione L archiviazione delle immagini con il sistema digitalizzato permette una rapida consultazione delle stesse indipendentemente dalla data di effettuazione della prestazione, eliminando le attese e i tempi morti del cartaceo, inoltre consente di evitare la presenza di un archivio fisico radiologico di pellicole, oneroso sia in termini di spazi che di gestione

21 Figura 5 Presentazione dell Organigramma dell U.O. schema sinottico Come si può notare dall organigramma i professionisti coinvolti in questi processi sono diversi, dal Direttore, al Coordinatore, al personale Medico, Infermieristico, Tecnico, Ausiliari, Operatori Socio Sanitari. Per favorire la collaborazione e l integrazione tra professionisti in quest ambito è stato indetto nel 2006 dal Dipartimento un corso di formazione dal titolo L integrazione multi professionale all interno delle U.O. del Dipartimento dei Servizi, al quale ho partecipato e che aveva come obiettivo l acquisizione di competenze mirate a stilare piani di attività integrate fra i diversi profili che lavorano in equipe all interno delle U.O. del Dipartimento

22 Gli argomenti trattati erano relativi allo specifico professionale, di ogni profilo, alle capacità di lavoro in gruppo, alle dinamiche relazionali. In parallelo alla sezione teorica c è stato un lavoro di gruppo, finalizzato alla stesura di un piano di attività integrato, del tipo chi fa che cosa in una determinata azione e rilevare delle criticità per poi attuare azioni di miglioramento all interno delle Unità operative di riferimento, nel nostro caso è stato inserito l OSS in collaborazione con l Infermiere nell assistere l utente che si sottopone ad ago aspirato tiroideo. Nonostante il corso però ancora non si è raggiunta tra i professionisti una piena integrazione, forse ciò è dovuto anche ad una cultura che fa fatica a cambiare, si sta procedendo a piccoli passi, importante è il ruolo del Coordinatore nel condurre il gruppo dei professionisti ad unire le loro competenze ed ad assemblare i loro comportamenti verso un unico obiettivo, la salute dell utente, motivando e coinvolgendo il personale attraverso la comunicazione ed a cercare di sviluppare strategie tese a ridurre le forze frenanti ed a sviluppare le trainanti. OBIETTIVI DEL COORDINATORE Uno dei principali obiettivi del Coordinatore di una unità operativa è quello di integrare le diverse figure assistenziali e di supporto, in questo contesto, vanno integrate anche le competenze tecniche, per questo motivo, è importante che il Coordinatore abbia chiaro le componenti essenziali dei ruoli dei propri collaboratori e che le sappia esplicitare a tutti coloro con i quali questi entrano in rapporto: comportamenti di ruoli adeguati e una partnership collaborativa si può sviluppare solo quando tutti i ruoli si comprendono e si valorizzano a vicenda. Se non fosse chiaro il contributo unico di ciascun ruolo verso l assistenza agli utenti e se gli obblighi legati a un ruolo apparissero vaghi, non accettabili, conflittuali o impossibili da soddisfare, vi sarebbe il rischio di insoddisfazione e di stress dannoso per i professionisti e per gli utenti, quindi ruoli, competenze, abitudini e schemi lavorativi differenti per indirizzare le loro attività verso obiettivi comuni cioè l erogazione di una prestazione diagnostica assistenziale efficace ed efficiente, con il minor impiego di risorse. Il miglioramento delle prestazioni dell U.O. è legato quindi alle capacità del Manager di sviluppare metodi di gestione. Per far ciò il Coordinatore deve cercare di effettuare:

23 una programmazione di turnazione del personale che possa conciliare nel miglior modo possibile le esigenze del singolo lavoratore con quelle dell organizzazione. Il Coordinatore come un manager ha una precisa responsabilità nella gestione delle risorse umane a lui affidate. Questa rappresenta un attività un po complicata in questo contesto perché si tratta di far convergere gli sforzi di un gruppo multiprofessionale verso gli obiettivi aziendali e verso l utenza; una formazione permanente del personale l esigenza di una formazione costante nasce dal continuo progresso scientifico e tecnologico e dall evoluzione delle modalità di erogazione dei servizi sanitari: questo si avverte soprattutto nelle Radiologie, dove i pazienti sostano per poco tempo, perché l accesso degli utenti verso l unità operativa come si è visto è varia e numerosa e le conoscenze professionali devono dare risposte ai vari bisogni dell utenza per garantire la continuità assistenziale sempre verso la centralità del malato, complessità che può variare da paziente stabile a paziente con alta complessità assistenziale, molto spesso l assistenza infermieristica non coincide con i tempi tecnologici, tutto questo è percepito dal Coordinatore e deve essere in grado di trasmetterlo anche agli altri professionisti proponendo e motivando i corsi di formazione idonei a questo contesto. Promuovere corsi di formazione quindi per uniformare i comportamenti assistenziali e le procedure d intervento di coloro che operano direttamente sul paziente attraverso tecnologie sofisticate, complesse ed in continua evoluzione; collaborare con il Direttore del Unità Operativa all analisi dei costi, raggiungendo gli obiettivi razionalizzando le risorse; Partecipare al processo di budget per la parte di specifica competenza; Garantire l applicazione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro; Gestire e garantire una corretta e appropriata gestione delle risorse materiali, strumentali e ad alta tecnologia; Favorire l integrazione tra professionisti

24 IL REFERENTE ORGANIZZATIVO INFERMIERISTICO L infermiere referente organizzativo è quella figura alla quale il Coordinatore ha delegato alcune funzioni/attività di tipo gestionale ed organizzativo. che riassumo brevemente: gestione della turnistica del personale infermieristico; gestisce e garantisce una corretta tenuta delle apparecchiature elettromedicali; gestisce la corretta applicazione delle procedure aziendali di pertinenza infermieristica, compresa la gestione delle urgenze e dei carrelli urgenze; gestire l approvvigionamento dei farmaci e dei presidi sanitari, dei materiali di consumo, sorveglia la corretta tenuta del farmaco; verifica e controllo dei servizi in appalto; gestire il piano di inserimento dei neo inseriti e dei neoassunti verificando gli obbiettivi di formazione raggiunti; gestire la collaborazione con il personale di supporto; rileva i bisogni formativi dell infermiere. STRUMENTI ORGANIZZATIVI Per fornire un adeguata assistenza centrata sulla persona è necessario che il Coordinatore si avvalga di strumenti organizzativi quali: Piani di lavoro; Procedure; Job description; Piano di lavoro Il piano di lavoro è uno strumento necessario al Coordinatore per avere un ottimizzazione delle attività, esso deve essere chiaro, sintetico ed attuabile con le risorse a disposizione. E uno strumento organizzativo teso ad esplicitare, rispetto ad una determinata unità organizzativa, gli obiettivi generali e particolari, le azioni tese al raggiungimento di tali obiettivi, le condizioni organizzative nelle quali tali azioni possono realizzarsi

25 Un piano di lavoro non ha caratteristiche ben definite ed uguali per ogni servizio, ma ognuno se le deve costruire a secondo la propria specificità e secondo le esigenze del servizio, questo avviene attraverso l analisi dei problemi presenti nell unità operativa, poi si procede scegliendo gli obiettivi, fissando le priorità, analizzando le risorse umane e materiali necessarie e disponibili, definendo in modo preciso organico e completo le attività da effettuare secondo tempi stabiliti. Procedure Oltre al piano di lavoro in un organizzazione quale la Diagnostica per Immagini sono previste le procedure sia aziendali che proprie dell unità operativa stessa. Esse descrivono nel dettaglio le varie azioni in modo da poter uniformare ed integrare in modo sinergico i comportamenti del gruppo di lavoro e al tempo stesso rendono ogni singolo operatore responsabile dello svolgimento delle azioni da lui intraprese. La procedura è una forma di standardizzazione. Essa risulta caratterizzata dalla presenza di indicazioni precise e rigidamente codificate, relative alla esecuzione di sequenze comportamentali che non richiedono discrezionalità decisoria. E uno strumento finalizzato prevalentemente al controllo della qualità tecnica di una sequenza lineare di comportamenti Job description Un requisito organizzativo importante è la job description, che contiene specificazioni in merito ai requisiti richiesti per un determinato tipo di lavoro, identifica le responsabilità e fornisce un sommario delle attività in un dato contesto lavorativo. Le job description devono essere aggiornate, accurate, realistiche in termini di risorse disponibili, solo così esse facilitano il confronto tra gruppi omogenei in termini di contenuti e condizioni di lavoro. Sono utili per supportare le fasi di reclutamento, inserimento, trasferimento del personale, stabilendo lo standard di apprendimento concordato con il Coordinatore e con il Servizio Infermieristico Tecnico. Esse sono rappresentate nella tabella 2 di sotto riportata (vedi pag 23 e 24). Per concludere questo capitolo si può dire che il Coordinatore a prescindere dai mezzi e dagli strumenti che usa per raggiungere gli obiettivi deve creare relazioni

26 collaborative e motivanti in cui sia possibile portare a compimento le trasformazioni che consentono di muoversi nella direzione attesa per fare questo deve usare la comunicazione, favorire il lavoro di gruppo, la formazione, deve stimolare i professionisti a lavorare in modo integrato per il bene degli utenti e dell organizzazione

27 Tabella 2 - Job description Operatori U.O. Funzionigramma Direttore Struttura Complessa radiologia O.B. Garantisce ed è Responsabile dell organizzazione e della gestione operativa della struttura che dirige E responsabile del raggiungimento degli obiettivi di produzione a questa assegnati Formula al Direttore di Dipartimento proposte di sviluppo strategico della propria struttura, in accordo con il Coordinatore tecnico e con il Dirigente SATER Area Dipartimentale di Riferimento Partecipa al processo di budget assegnato all U.O. definisce le priorità di allocazione delle risorse, in collaborazione con il Direttore di Dipartimento Coordina le attività di gruppi di lavoro per la formulazione di progetti e protocolli operativi in collaborazione con il Coordinatore Collabora alla piena utilizzazione delle apparecchiature mediante riorganizzazione dei turni di lavoro dei dirigenti medici Dirigente Medico Radiologo Coordinatore TSRM Infermiere referente Infermiere OSS ASS Svolge le funzioni nell ambito delle responsabilità di specifica competenza, coerentemente con gli obiettivi stabiliti con il Direttore di U.O. Coordinamento degli strumenti operativi relativi alle procedure tecniche e assistenziali nell ambito delle linee di indirizzo stabilite dal Direttore, Espletamento dell attività medica di diagnosi prognosi terapia prevenzione in urgenza, nonché certificazioni richieste dalla legge Espleta attività professionale specialistica nelle fasi di esecuzione e refertazione Cura l aggiornamento continuo con particolare riguardo all attività specifica svolta Contribuisce all inserimento del nuovo personale e alla formazione degli studenti Coordinare e collaborare con il Direttore di U.O. alla definizione degli obiettivi diagnostici terapeutici e di confort alberghiero, garantendo la qualità delle prestazioni erogate nel rispetto della corretta efficiente,efficace ed appropriata gestione delle risorse e degli standard qualitativi definiti secondo criteri di priorità Determinare il fabbisogno del personale tsrm,infermieristico e di supporto in rapporto al tempo esame e alle prestazioni erogate Pianificazione dell orario di lavoro e delle assenze programmabili del personale tsrm, infermieristico, di supporto. Pianificazione delle ferie annuali del personale Predispone di strumenti organizzativi quali piani di lavori procedure job description ecc insieme al gruppo in relazione agli obiettivi dell U.O. Collabora ai processi di budget, all analisi dei costi rapportati al raggiungimento degli obiettivi attraverso il miglioramento continuo secondo il sistema di qualità adottato. Partecipa secondo protocolli predefiniti, all esecuzione delle prestazioni dell U.O.,integrandosi con le altre figure sanitarie Utilizza correttamente le apparecchiature assicurando il rispetto delle norme sulla radioprotezione rispettando le procedure. Partecipa al miglioramento continuo dell U.O. secondo il sistema di qualità adottato Contribuisce all inserimento del nuovo personale e alla formazione degli studenti Sviluppa le proprie conoscenze attraverso l aggiornamento continuo Cura la trasmissione e l archiviazione delle immagini In caso di necessità, si integra collaborando con l Infermiere al soddisfacimento dei bisogni dell utente Gestisce il controllo e la fornitura del materiale di consumo nelle diagnostiche per quelle di propria competenza Job description E stato delegato dal Rileva e soddisfa i bisogni Coordinatore per alcune assistenziali degli utenti funzioni ed attività gestionali: attraverso prestazioni gestione della turnistica del autonome e interdipendenti personale infermieristico nel con altri professionisti come rispetto degli obiettivi da profilo professionale assegnati e secondo i criteri D.M.n.739 del 14/09/1994. definiti per l autogestione. Collabora alla gestione delle Valuta e controlla per conto sale diagnostiche. del Coordinatore i processi di Identifica i bisogni di approvvigionamento di assistenza infermieristica materiale farmaceutico e di degli utenti che si consumo ed assicura la sottopongono ad indagine corretta tenuta del farmaco, radiologica, pianificando nel rispetto della procedura gestendo e valutando aziendale. l intervento assistenziale, sia Rileva i bisogni formativi del in autonomia che in personale Infermieristico. collaborazione con gli altri Gestisce e valuta l efficienza professionisti delle apparecchiature Garantisce la corretta elettromedicali, nel rispetto applicazione delle delle procedure prescrizioni diagnostiche Collabora con il Coordinatore terapeutiche. all inserimento del nuovo Partecipa secondo protocolli personale. predefiniti, all esecuzione Collabora con il Coordinatore delle prestazioni dell U.O., alla valutazione del integrandosi con le altre fabbisogno di risorse umane e figure sanitarie materiali. Partecipa al miglioramento Propone al Coordinatore e continuo dell U.O. secondo il sviluppa modelli sistema di qualità adottato organizzativi assistenziali Sviluppa le proprie tendenti alla soddisfazione conoscenze attraverso del cliente ed alla l aggiornamento continuo integrazione delle figure Contribuisce all inserimento sanitarie attraverso la del nuovo personale formazione e la ricerca Rispetta la corretta Cura l aggiornamento applicazione delle norme in Garantire le attività si Garantisce il trasporto del supporto a utenti che si materiale sottopongono ad indagine biologico,sanitario,economal radiologica. e secondo piani di attività e Garantisce il trasporto del procedure adottate. materiale Collabora alla sistemazione biologico,sanitario,economal dei magazzini, pulizia e secondo piani di attività e carrelli, presidi. procedure adottate. Smaltimento rifiuti Collabora con l infermiere ospedalieri. nell assistere utenti che si Allontanamento biancheria sottopongono ad ago aspirato sporca tiroideo. Partecipa al miglioramento Collabora con le altre figure continuo dell U.O. secondo il nell assistenza di base sistema di qualità adottato. Partecipa al miglioramento continuo dell U.O. secondo il sistema di qualità adottato Sviluppa le proprie conoscenze attraverso l aggiornamento continuo Gestisce in autonomia lavaggio asciugatura e confezionamento del materiale da sterilizzare e invio in sterilizzazione. Collabora alla sistemazione dei magazzini, pulizia carrelli, presidi Collabora all inserimento di nuovo personale OSS/ASS. Smaltimento rifiuti ospedalieri. Allontanamento biancheria sporca

28 Direttore Struttura Complessa radiologia O.B. Dirigente Medico Radiologo Coordinatore TSRM Infermiere referente Infermiere OSS ASS Job description Collabora a garantire una adeguata e corretta programmazione degli esami, secondo le griglie concordate con il Direttore dell U.O. Propone al Direttore dell U.O. e al SATeR modelli organizzativi ed assistenziali innovativi per il settore di competenza e favorisce l integrazione con altre figure professionali attraverso la formazione e la ricerca Garantisce una corretta e appropriata gestione delle risorse materiali, strumentali e ad alta tecnologia dell U.O. Collabora a garantire l applicazione delle norme in materia di sicurezza del lavoro Analizza il fabbisogno formativo del personale. Garantisce i crediti formativi continuo tramite i corsi di formazione Propone al Coordinatore i bisogni formativi del personale infermieristico e di supporto Partecipa al miglioramento continuo dell U.O. secondo il sistema di qualità adottato Collabora con il Coordinatore nella predisposizione di strumenti organizzativi quali piani di lavori procedure job description ecc insieme al gruppo in relazione agli obiettivi dell U.O. Assicura l assistenza infermieristica nelle varie articolazioni operative e nei differenti settori di attività dell U.O. Assicura i bisogni assistenziali degli utenti durante la loro permanenza in radiologia. materia di sicurezza del lavoro e di radioprotezione per quanto di competenza. Cura la corretta gestione dei carrelli urgenza secondo procedure. Rispetta le procedure adottate nella U.O. Utilizza correttamente le apparecchiature elettromedicali secondo procedura Insieme al referente infezione ospedaliero tiene monitorato il controllo delle infezioni. Collabora e si interfaccia al fine della continuità assistenziale dei pazienti in radiologia con i professionisti delle altre unità operative

29 CAPITOLO TERZO INTEGRAZIONE, L INFERMIERE E LA TECNICA, DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA, LE NORME CHE DISCIPLINANO LA MATERIA INTEGRAZIONE L Infermiere che lavora in un contesto radiologico eroga prestazioni assistenziali in un ambiente altamente tecnologico in collaborazione con altri operatori sanitari, la loro collaborazione è fondamentale e rappresenta un importante fattore di successo del servizio offerto verso l utente. L Innovazione e la tecnologia si fanno strada in sanità e richiedono una sempre maggiore integrazione tra le figure professionali. In questo senso è centrale una riflessione sugli infermieri che lavorano in diagnostica. Essi lavorano in autonomia e in collaborazione con altri professionisti medici radiologi, tecnici sanitari di radiologia, operatori socio sanitari, e si interfacciano con medici e professionisti di tutte le Unità Operative del Presidio Ospedaliero in quanto alcune prestazioni richiedono l intervento di altre figure ad esempio posso citare la presenza dell anestesista in alcuni esami, oppure del chirurgo ecc., l integrazione tra professioni riveste quindi particolare importanza per il riflesso che questa ha sulle risposte ai bisogni degli utenti. Nonostante questi presupposti la collaborazione tra professionisti è ancora carente, riportando i risultati di una ricerca sulla collaborazione medici-infermieri si evince che la mancanza di collaborazione tra medici-infermieri, è causa di problemi per la qualità, la sicurezza e l efficacia dell assistenza, e come causa di insoddisfazione professionale e di demotivazione per la carriera infermieristica, mentre la loro collaborazione ha un impatto positivo sulla qualità delle prestazioni erogate, sulla soddisfazione dei pazienti e del personale. La collaborazione medici-infermieri, tuttavia, non è cosa semplice: di norma gli infermieri lamentano uno scarso interesse dei medici nella relazione interprofessionale. Dal loro punto di vista i medici preferirebbero evitare interazioni e coinvolgimento di gruppo; non desiderano lavorare e comunicare in gruppo ed hanno una scarsa concezione dell autorità infermieristica. 4 4 Assistenza infermieristica e ricerca, 2006, 25,2-25 -

30 Malgrado la collaborazione costituisca uno dei nodi della pratica infermieristica, medici ed infermieri non sono allenati a lavorare insieme, in quanto la loro formazione non comprende esperienze interdisciplinari di comunicazione. 5 I risultati di questa ricerca sono generalizzabili, in particolare in radiologia non è ancora presente una piena integrazione, forse anche a causa del modello operativo prettamente tecnologico e a causa della mancanza di strumenti organizzativi unici condivisi che garantiscano una buona comunicazione durante il percorso diagnostico assistenziale, strumenti che permettano lo scambio delle informazioni, che prevengano gli errori o che permettano di monitorarli per apportare i miglioramenti, strumenti che favoriscano la continuità assistenziale. Un efficace lavoro di squadra richiede che tutti i membri assemblino le loro competenze rispettando i ruoli e le responsabilità, una reale integrazione dipende anche da uno sviluppo culturale, professionisti esecutori che diventano decisori acquisendo una responsabilità manageriale, ancora oggi non è ben applicata nei contesti lavorativi. L infermiere che lavora in Radiologia fornisce la maggior parte delle prestazioni diagnostiche assistenziali ad utenti in cui è prevista la somministrazione di mezzo di contrasto per uso endovenoso, ed in minima parte prestazioni di ecografia interventistica, fornisce anche assistenza a tutti gli utenti che si rivolgono all U.O. e che sostano in sala d attesa e per svariati motivi manifestano bisogni assistenziali di vario genere, (utenti interni ricoverati, esterni ecc.). L infermiere in questo contesto svolge svariate prestazioni assistenziali, certamente come illustrato in precedenza il modello organizzativo adottato è fortemente standardizzato e routinario, gestito tramite procedure, dove la programmazione da parte dei Dirigenti è quella di pensare all ottimizzazione dei costi: questo apparecchio ad esempio TC è economico se si riesce a farlo funzionare per almeno 72 ore settimanali eseguendo almeno 130 esami settimanali, stesso ragionamento per la RMN per l ecografia interventiva ecc, inevitabilmente ciò induce a trattare l assistenza infermieristica come un servizio da prestare in una catena di montaggio che ha lo scopo di fornire numerose prestazioni in poco tempo, dando poco peso alla globalità ed individualità di ogni singola persona ed alla competenza del professionista. 5 Assistenza infermieristica e ricerca, 2006, 25,2-26 -

31 Considerando la tipologia di esami che vengono eseguiti presso il nostro servizio e che necessitano della presenza dell infermiere ho classificato gli utenti in tre gruppi rappresentati nel grafico sottostante: TIPOLOGIA PAZIENTI PERCENTUALE PZ. ONCOLGICI PZ. VASCOLARI ALTRI 0 PAZIENTI Figura 6 Pazienti suddivisi per gruppi di esame Come si può notare dal grafico il 70% dei pazienti sono oncologici, quindi oltre all assistenza diretta molto importante è anche l approccio olistico con adeguate relazioni d aiuto ai pazienti e ai familiari che, non si possono certamente misurare con i tempi macchina. Per questi motivi l infermiere in questo contesto si sente fortemente demotivato ed appiattito nel suo ruolo, ma l uomo può essere paragonato ad una macchina? Ma assistenza e tecnologia vanno sempre di pari passo? Sono questi alcuni punti di riflessione che vorrei trattare nel prossimo paragrafo

32 L INFERMIERE E LA TECNICA In una rivista del collegio IPASVI si riflette sui modelli assistenziali e ci si chiede appunto se la tecnologia e l assistenza vanno di pari passo. In Radiologia più che mai si assiste ad una parcellizzazione della persona in quanto ci si concentra sempre e solo sull organo che si deve studiare, l implementazione del RIS PACS ha portato sicuramente grossi vantaggi: ottimizzazione delle apparecchiature, immagini viste in luoghi diversi da dove sono state realizzate, riduzione della carta, maggiore sicurezza nell archiviazione, niente più costi per le pellicole, tracciabilità della documentazione clinica radiologica ecc.. Inoltre, apparecchiature sempre più sofisticate permettono di fare diagnosi differenziali e conseguenti terapie interventistiche, per quanto riguarda l assistenza però, si può applicare lo stesso discorso o la tecnica a volte rappresenta dei limiti? In ambito assistenziale sono molte le attività infermieristiche che fanno ricorso a strumenti o mezzi tecnici quindi si può dire che i mezzi tecnici sono ormai indispensabili, però bisogna stare attenti affinché essi rimangano appunto strumenti, e non utilizzati come fini. Ogni presidio deve essere impiegato per far fronte a un bisogno della persona assistita e non va considerato come obiettivo dell assistenza, i professionisti sanitari devono avere come scopo sempre e solo la persona assistita nella sua globalità. Perdere questo, significa togliere valore alla nostra professione e a ridurla a un vero e proprio tecnicismo. Figura 7 Macchina per la Tomografia Computerizzata TC metodica diagnostica per immagini Nella tabella che segue si evidenziano le differenze fra un modello di assistenza tecnico o funzionale e un modello personalizzato

33 MODELLO TECNICO MODELLO PERSONALIZZATO Assistenza diretta. Modalità organizzative. Presa in carico/ conoscenza dei pazienti Gestione informazioni Si fonda sull esecuzione di compiti da parte dell infermiere, che esegue una sola mansione per tutti i pazienti; la persona è una periferica dell organizzazione. All inizio del turno di servizio L infermiere si distribuisce le attività da svolgere. Gli infermieri hanno una conoscenza parcellizzata dei singoli malati che deriva dal compimento degli atti. Spesso orali e informali, centrate su aspetti diagnostico terapeutici; la documentazione infermieristica è fondata sulla cronaca di ciò che è stato fatto o non fatto, verbalmente senza registrazione. Si fonda sull attribuzione, a ogni infermiere, di un numero di pazienti da assistere; l infermiere esegue tutte le prestazioni necessarie a ogni persona presa in carico. All inizio del turno di servizio l infermiere assume la responsabilità di ogni singola persona assistita del gruppo di pazienti che segue per tutta la durata del turno. Gli Infermieri hanno una conoscenza globale dei bisogni dei pazienti di cui sono responsabili delle loro risposte agli interventi assistenziali, anche sotto l approccio relazionale Scritte in modo individualizzato per ogni assistito; comprendono gli aspetti assistenziali centrati alla personalizzazione dell assistenza. Responsabilità Controllo Ogni infermiere è centro di Di ordine tecnico. informazione e decisione. Fondato sulla informazione e documentazione scritta; Avviene prevalentemente da parte responsabilizzazione del n. di prestazioni effettuate. professionale nel rispetto dell autonomia. Tabella 3 - Differenze tra modello di assistenza tecnico o funzionale e modello personalizzato

34 Come si può notare da questa tabella l assistenza può essere spostata da un modello prettamente tecnico a un modello personalizzato per obiettivi in modo da svolgere attività assistenziali centrate ai bisogni dei singoli utenti dopo una opportuna valutazione. Per rendere questo possibile è indispensabile una revisione dell organizzazione del lavoro, incentivando modelli di assistenza personalizzati, supportati anche attraverso UN ADEGUATA E FUNZIONALE DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA. In Radiologia si può parlare di Documentazione? Documentazione integrata? Magari all inizio cartacea ma si spera a breve informatizzata con lo stesso sistema già implementato tramite RIS PACS per contenere i costi. LA DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA Quando si parla di documentazione infermieristica si pensa sempre alla cartella infermieristica. In realtà il suo significato è più ampio e abbraccia tutto ciò che documenta l'attività infermieristica, sia autonoma che collegata ad altri professionisti della salute, (per questo motivo essendo il mio un contesto simile ad un ambulatorio piuttosto che un U.O. di degenza parlerò sempre di documentazione infermieristica o di schede). La documentazione infermieristica è lo strumento per rendere visibile, osservabile, misurabile ed evidente il processo di assistenza e l applicazione del contenuto specifico del profilo professionale dell Infermiere, infatti, con essa si vuole documentare quali sono i problemi della persona, quali sono gli interventi che abbiamo deciso, quali e quanti ne abbiamo realizzato. Queste poche parole evidenziano in modo netto ciò che è contenuto nel profilo professionale dell Infermiere D.M. 739/94: L infermiere: Partecipa all identificazione dei bisogni di salute della persona e della collettività; Identifica i bisogni di assistenza infermieristica della persona e della collettività e formula i relativi obiettivi; Pianifica, gestisce e valuta l intervento assistenziale infermieristico; Garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni diagnosticoterapeutiche

35 Pur essendo il contenuto della documentazione infermieristica espressione delle funzioni indicate nel Profilo Professionale, essa è per l Infermiere uno Strumento Operativo e per questo ha bisogno di essere organizzata e strutturata in funzione del contesto di riferimento alla sua applicazione, solo in questo modo i professionisti saranno motivati al cambiamento organizzativo, capiranno e sentiranno propria l importanza che essa assume nel migliorare la qualità dell assistenza e a dare un valore alla competenza dell operato professionale. LE NORME CHE DISCIPLINANO LA MATERIA La documentazione infermieristica è la rappresentazione in forma scritta degli atti compiuti dagli infermieri in relazione ad una determinata persona, dei rilievi effettuati sulla stessa, delle informazioni raccolte, nonché dati inerenti alla pianificazione dell intervento assistenziale di competenza infermieristica e delle connesse valutazioni, attività implicita nell erogazione dell assistenza infermieristica. 6 La documentazione sanitaria, affinché possa ritenersi completa, dovrà necessariamente contenere, oltre alla documentazione medica, anche la documentazione infermieristica, con l integrazione, ove il caso, di quella degli altri professionisti, soggiacendo automaticamente a tutte le indicazioni giurisprudenziali fino ad ora richieste per la cartella clinica in generale. La giurisprudenza amministrativa al riguardo ha precisato che in mancanza di dati assistenziali e sanitari il contenuto della cartella deve ricavarsi dall attività infermieristica, così come oggi la intende il quadro normativo dopo le innovazioni apportate con le riforme all esercizio professionale operate dalle leggi 42/1999 e 251/2000, e con l entrata in vigore del nuovo codice deontologico dell infermiere Al riguardo della suddetta normativa e dallo stesso DM 739/94 possono evincersi gli elementi costitutivi della cartella infermieristica, anche quale documentazione, ai fini giuridici, degli atti assistenziali, identificabili nelle sottoelencate parti: la raccolta dei dati anamnestici; la pianificazione degli interventi; il diario infermieristico; le schede della terapia, dei parametri vitali e degli esami diagnostici; 6 Fonte: (Rodriguez D., Aprile A.2004, medicina legale per infermieri, Ed. Carocci Faber),

36 la valutazione dell assistenza prestata all utente( ) 7 Con la Legge n. 42 del 26/2/99 si sono definiti due importanti elementi della vita professionale dell'infermiere: la sostituzione della definizione "professione sanitaria ausiliaria" con la definizione "professione sanitaria". l'abolizione del DPR 225/74 conosciuto come il "Mansionario". La cartella infermieristica è Atto pubblico in senso lato (la sua adozione è riconosciuta nel D.P.R. 384 del 1990) perché redatto da un Incaricato di Pubblico Servizio nell'esercizio delle sue funzioni. Per quanto concerne la regolare compilazione, il segreto e la conservazione sono applicabili le normative dedicate alla cartella clinica. Con la legge 251/2000: Gli operatori delle professioni sanitarie dell area delle scienze infermieristiche ( ) svolgono con autonomia professionale attività dirette alla prevenzione, alla cura e salvaguardia della salute individuale e collettiva, ( ) utilizzando metodologie di pianificazione per obiettivi dell assistenza) (art.1). Codice deontologico 2009: L Infermiere riconosce il valore dell informazione integrata multi professionale e si adopera affinché l assistito disponga di tutte le informazioni necessarie ai suoi bisogni di vita (art.23, capo IV). L Infermiere assicura e tutela la riservatezza nel trattamento dei dati relativi all assistito. Nella raccolta, la gestione e nel passaggio di dati, si limita a ciò che è attinente all assistenza (art. 26, capo IV). L Infermiere garantisce la continuità assistenziale anche contribuendo alla realizzazione di una rete di rapporti 7 (Tar del Trentino alto Adige, sentenza 75 del 14 marzo 2005)

37 interprofessionali e di un efficace gestione degli strumenti informativi (art.27, capo IV). Gli elementi fondamentali da documentare sono: la descrizione della presa in carico del paziente, dall inizio alla sua conclusione; l attuazione del processo di assistenza, che comprende, le reazioni della persona assistita e delle persone per lei significative; la rilevazione dei rischi e degli eventi indesiderati, la descrizione della situazione al termine della presa in carico. I requisiti sostanziali della documentazione sono: La veridicità. E il più significativo e indica l effettiva corrispondenza fra il dato registrato e il fatto, tra quanto osservato, percepito, pianificato eseguito e quanto scritto. La completezza e la precisione. I dati riportati devono essere il più possibile capaci di descrivere quello che è accaduto, dandone una visione completa, per cui non si deve trascurare o omettere elementi che possano essere essenziali. Quanto effettuato, obiettivamente raccolto, valutato e pianificato deve esser riportato per iscritto nel modo più aderente e conforme possibile a quanto accaduto I dati obiettivi possono essere corredati dalle opportune valutazioni. Ogni singola annotazione deve essere firmata in modo da rendere possibile l attribuzione di ogni attività ai singoli professionisti. La chiarezza e la comprensibilità. La registrazione (grafia e comprensione del testo) deve essere chiaramente leggibile da parte di chiunque senza possibili interpretazioni. La tempestività. La registrazione di ogni annotazione deve essere effettuata contestualmente al verificarsi dell evento. Anche in casi eccezionali (urgenze e/o emergenze) i fatti devono essere registrati il prima possibile:

38 o la cartella è un atto pubblico che esplica la funzione di diario dell intervento medico e dei relativi fatti clinici rilevanti, sicché i fatti devono essere annotati conformemente al loro verificarsi 8. Un ulteriore elemento di riflessione sull'uso della documentazione è legata alla definizione della dotazione di personale infermieristico che fino ad ora è stata definita sulla base di un unico parametro: i posti letto, o meglio la media di occupazione dei posti letto, o negli ambulatori in base al numero delle prestazioni effettuate. Oggi ciò non può più esistere, gli organici vanno definiti in base alle necessità degli utenti (domanda di assistenza) e in base agli interventi necessari (risposta assistenziale). Con la cartella infermieristica possiamo affermare che la sua struttura consente di individuare le fasi del processo decisionale - operativo. La documentazione deve essere di facile attuazione, semplice nella compilazione, sintetica, funzionale alle esigenze del personale ed ai bisogni dell assistito, il suo uso quotidiano contribuisce a standardizzare alcuni passaggi fondamentali del percorso assistenziale, deve favorire la personalizzazione dell assistenza e la continuità assistenziale, deve sostenere l integrazione tra i professionisti e uniformare il comportamento tra gli operatori sanitari, deve documentare l assistenza fornita dagli infermieri verso le persone prese in carico, deve costituire uno strumento per la valutazione del carico di lavoro infermieristico, deve servire a fornire una traccia delle attività assistenziali per ricerche sull assistenza infermieristica, deve evidenziare la specificità operativa e le responsabilità, deve risultare un supporto in caso di controversie legali, deve offrire una visione globale del paziente anche in senso olistico. 8 Fonte:(Cassazione 22694/2005)

39 CAPITOLO QUARTO PROGETTO SCHEDA DI DOCUMENTAZIONE INTEGRATA ; OBIETTIVI GENERALI, OBIETTIVI SPECIFICI, Il METODO, PIANO DI FATTIBILITÀ IL PROGETTO SCHEDA DI DOCUMENTAZIONE INTEGRATA Fase di sperimentazione presso U.O. Diagnostica per Immagini Ospedale Bellaria. INTRODUZIONE La documentazione clinico/assistenziale risulta il canale di comunicazione per eccellenza tra i professionisti sanitari, il cittadino-cliente, e le autorità istituzionali di ordine professionale e giurisdizionale. Documentare significa registrare informazioni aggregate in modo organizzato e finalizzato per ottenere risultati di efficacia ed efficienza delle prestazioni erogate. Una carenza di documentazione rappresenta una mancanza da parte dei professionisti sanitari per quel che concerne gli aspetti legali, ma anche per quel che riguarda l ambito assistenziale di competenza. Nell ottica di un assistenza centrata sul paziente/utente, la documentazione rappresenta uno dei presupposti della continuità e della personalizzazione dell assistenza stessa. Sempre più professionisti partecipano al percorso di cura ed è per questo motivo che oggi c è la necessità di raccogliere in un unico documento sanitario le registrazioni clinico assistenziali, pur salvaguardando i diversi ambiti di competenza. Riconoscendo l importanza che la documentazione riveste sia per gli aspetti legali ma anche ai fini della ricerca, del rischio clinico e qualità assistenziale fondata sui bisogni dei singoli individui, ho pensato di migliorare questi aspetti nella mia realtà operativa dove sono state redatte alcune procedure ma non strumenti atti a documentare il processo clinico diagnostico - assistenziale. IL PROGETTO (In corso di realizzazione) Il progetto ha lo scopo si costruire una Scheda di Documentazione Integrata presso l Unità Operativa di Diagnostica per Immagini Ospedale Bellaria. La scelta di lavorare su questo progetto è sorta in prima battuta dalla rilevazione di un bisogno professionale degli infermieri che sentono come una grossa criticità la

40 mancanza di una documentazione, essendo essi consapevoli che non si possono erogare risposte adeguate ai bisogni degli utenti se non si rende evidente ed efficace il processo diagnostico assistenziale. Spesse volte durante il turno di lavoro sono capitati eventi da segnalare e l attuale sistema informativo non permette di registrare le nostre attività. Da questa prima rilevazione scaturisce la necessità di utilizzare una documentazione comune, unica, capace di documentare i bisogni assistenziali e le risposte fornite e al tempo stesso, facilitare il flusso informativo tra unità operative, assicurando continuità e qualità dell assistenza; non solo: la consapevolezza da parte degli infermieri di essere sempre più implicati nel processo di identificazione e di risoluzione dei problemi, ci spinge a pensare e a voler utilizzare questa documentazione non come strumento operativo della pianificazione, in quanto l utente in radiologia sosta per poco tempo, ma come strumento di identificazione bisogno, intervento esecuzione prestazione, valutazione a fine prestazione e trasferimento/dimissione. D altro canto, queste responsabilità arrivano dalle recenti normative passaggio della professione da ausiliaria a sanitaria, dal nostro profilo D.M. 739/94 e dal codice deontologico, per questi motivi occorre una documentazione capace di rendere evidente l intero processo assistenziale. A ciò si aggiunge che anche l organizzazione aziendale sollecita a conseguire questi obiettivi, obiettivi di razionalizzazione e riorganizzazione dei processi, valutazione e qualità dei servizi. Anche se la prospettiva è quella di arrivare ad un documento che possa essere inserito in un programma informatico attualmente l informatizzazione si è tenuta da parte in quanto comporta il coinvolgimento del responsabile del sistema informativo ospedaliero e si è pensato di farlo in un secondo tempo dopo aver sperimentato il cartaceo. In base a questi propositi si è cercato di costruire uno strumento che potesse conciliare le esigenze dei vari professionisti salvaguardandone le specificità. Lo scopo principale è quindi quello di ottenere una completa e continua soddisfazione dell utente interno/esterno nell ottica di un miglioramento continuo del servizio offerto. La scheda di documentazione integrata rappresenta uno strumento unico, multidisciplinare, che raccoglie le principali informazioni legate al processo clinico - diagnostico-assistenziale del paziente che si sottopone ad indagine diagnostica presso la nostra U.O.. La denominazione di Scheda integrata si spiega con il fatto che l Infermiere in questo contesto si interfaccia con medici radiologi ma anche con anestesisti, e altro

41 personale sanitario delle varie U.O. del presidio ospedaliero, questo perché l assistenza prestata ad alcuni utenti a volte necessita della presenza e della collaborazione dei professionisti sanitari che hanno richiesto la prestazione per i loro assistiti. La scheda inoltre sarà standardizzata perché consentirà di uniformare i comportamenti degli operatori sia all interno dell Unità Operativa O.B. ove il progetto nasce e si sta sperimentando sia in futuro trasversalmente con le altre Radiologie del Dipartimento. Lo sviluppo del progetto ha richiesto il coinvolgimento del Coordinatore al quale sono stati illustrati i problemi legati alla carenza della documentazione, egli si è attivato dandone comunicazione tramite le nostre riunioni mensili al personale dell U.O., che ha condiviso il progetto e si è reso disponibile a costruire e sperimentare la scheda. Si è formato un gruppo costituito dal Coordinatore, dal referente infermieristico, dal referente medico qualità e dal referente infermieristico della qualità. La strategia prioritaria che ci si è prefissata è stata quella di migliorare le prestazioni diagnostiche assistenziali con l uso della documentazione progettata. Analizzando l esistente si è riscontrato che non esiste documentazione che registri le attività infermieristiche per rendere quindi evidente il processo diagnostico-assistenziale, mentre a livello clinico esiste una documentazione costituita da: richiesta di prestazione radiologica che può essere sia cartacea che informatizzata; documentazione relativa all uso dei mezzi di contrasto che può essere sia cartacea che informatizzata; documentazione relativa alle controindicazioni per accedere in RMN sia cartacea che informatizzata; consenso informato dell utente sia per procedure invasive sia per l uso dei mezzi di contrasto; referto del Medico Radiologo sia informatizzato che cartaceo. Dall analisi dei problemi emersi si prende la decisione di progettare una scheda di documentazione integrata. Il primo foglio è costituito dalla raccolta dati per identificare il paziente e il tipo di prestazione da effettuare, il secondo foglio è costituito da una prima parte che documenta il percorso assistenziale ed una seconda parte integrata con il medico per la prescrizione e somministrazione dei farmaci

42 Il requisito essenziale utilizzato per la progettazione del documento ha tenuto conto dell esigenza del contesto lavorativo ed in particolare del fatto che in radiologia generalmente i pazienti effettuano gli esami in tempi relativamente brevi per cui la scheda di documentazione integrata dovrà essere un documento lineare, veloce e facile nella compilazione, che tenga integralmente conto del processo clinico, diagnostico ed assistenziale. OBIETTIVI GENERALI : fornire agli operatori sanitari che lavorano in diagnostica uno strumento di lavoro di semplice gestione, pratico, di sicura utilità, che si integra con altri professionisti per fornire un assistenza personalizzata più completa e scrupolosa che riduca il margine di errore basata sulla centralità di ogni singola persona assistita, migliorare la continuità assistenziale, facilmente inseribile in un programma informatico nell ambito dell Unità Operativa di Diagnostica per Immagini, che tenga conto delle specificità delle prestazioni; lo scopo fondamentale della scheda infermieristica consiste nella raccolta delle informazioni, attinenti al singolo paziente ed alla singola prestazione, finalizzate alla presa in carico, intervento, esecuzione prestazione, valutazione dimissione/trasferimento dell utente; Fornire a tutti coloro i quali abbiano la necessità di consultare le schede infermieristiche (pazienti, loro medici di base, medici e personale sanitario in genere, autorità giudiziaria) una documentazione completa, corretta e veritiera, di chiara e semplice consultazione; Realizzare uno strumento efficace per una corretta gestione del rischio clinico; La documentazione inoltre può fornire informazioni finalizzate alla ricerca clinico scientifica, alla formazione e alla valutazione della qualità assistenziale; Inoltre in ultima analisi può essere utile per rilevare il carico di lavoro infermieristico e determinare la dotazione organica

43 OBIETTIVI SPECIFICI Progettazione di una scheda di documentazione adatta a rendere le informazioni registrate facilmente accessibili, completa non ridondante e di rapido utilizzo; favorire l integrazione e la comunicazione tra professionisti; migliorare il rapporto con l utenza; coinvolgimento e formazione di tutti gli operatori mediante una formazione ad hoc sull importanza della documentazione e sul suo uso. Il METODO Costituzione del gruppo di lavoro; incontri settimanali per analisi e progettazione scheda; sperimentazione. Di seguito si elencano le fasi costituenti il percorso del nostro lavoro: LE FASI DEL PROGETTO: 1 a fase 1-15 marzo 2009 ( due settimane) Incontro con il personale tramite riunione per presentare i problemi e costituzione del gruppo; riunione del gruppo per definire gli obiettivi da raggiungere; analisi dell esistente e scelta di creare una documentazione costituita da una scheda di impostazione comune per documentare il percorso diagnostico assistenziale. 2 a fase marzo 2009 (due settimane) analisi della bibliografia; definizione della struttura della scheda, (allegato 1); definizione di una bozza di Istruzione Operativa da consegnare ai colleghi insieme alla scheda, (allegato 2). 3 a fase 29 marzo 5 aprile 2009 (una settimana) Incontro con il personale tramite riunione, consegna scheda; Consegna Istruzione Operativa;

44 Nomina di un referente della documentazione di U.O. che non dovrà essere un componente del gruppo e che dovrà monitorare l applicazione della scheda rilevandone eventuali criticità riportandole all audit; Rilevazione dei bisogni formativi. 4 a fase 5 Aprile 5 ottobre 2009 ( sei mesi) siamo in questa fase Inizio sperimentazione in Unità Operativa con raccomandazione di segnalare eventuali criticità rilevate al referente della documentazione; affiancamento all infermiere di un OSS per l assistenza di base per recuperare tempo infermieristico a questa attività e dedicarla alla documentazione; 1 audit a tre mesi 5 luglio 2009 apportare i primi miglioramenti se durante l audit si sono rilevati problemi; 5 a fase 5 ottobre 2009 fine della sperimentazione Audit a sei mesi di sperimentazione; Sintesi ed analisi dei risultati ottenuti dalla sperimentazione; Verificare i risultati e Apportare i miglioramenti; Rendere ufficiale la scheda; Formazione operatori. Figura 8 Diagramma di Gantt Fasi Temporali del Progetto

45 I RISULTATI ATTESI: migliorare il livello delle prestazioni dell assistenza clinicainfermieristica; Garantire un assistenza personalizzata all utenza; favorire la comunicazione e integrazione tra i professionisti. MONITORAGGIO E VALUTAZIONE Audit annuale da parte dell Ufficio Qualità per il monitoraggio, verifica e valutazione della documentazione introdotta nell U.O.; questionario da somministrare agli operatori nell ottica del miglioramento continuo della funzionalità dello strumento. PIANO DI FATTIBILITÀ Mettere a punto strumenti per documentare il processo di assistenza infermieristica, permette di realizzare una prestazione sanitaria efficace, efficiente e rispondente alle necessità del paziente e dell organizzazione. Per quanto riguarda i costi per il momento non ce ne sono stati in quanto il progetto si sta realizzando con le risorse interne, individuando un referente della documentazione che dovrà monitorare l applicazione della scheda e la sperimentazione dello strumento progettato. Forse in futuro ci saranno costi per un eventuale corso di formazione qualora si riscontrassero delle incomprensioni e criticità. Altri costi potrebbero essere sostenuti sempre in futuro per l informatizzazione della scheda ma se si possono utilizzare le tecnologie informatiche già esistenti i costi saranno minori. OSSERVAZIONI, RILIEVI FINALI Un progetto di questo tipo richiede la volontà e la collaborazione attiva da parte di tutti i professionisti coinvolti, favorisce l operare in modo multidisciplinare e l aumento della soddisfazione delle persone assistite, inoltre l uso della documentazione permette

46 all infermiere di rendere visibile la sua professionalità coerente con ciò che dice il profilo, il codice deontologico e la legge 251/2000, sempre nell ottica del miglioramento continuo. Il successo è garantito solo se c è entusiasmo, impegno e una profonda fede nei valori etici della professione

47 CONCLUSIONI Con questa tesi ho cercato di illustrare l organizzazione di una Unità Operativa di Diagnostica per Immagini, contesto dove lavoro come infermiere e che come operatore mi ha vista coinvolta nel percorso di accreditamento del Dipartimento e dell Unità stessa. Un esperienza che ha avuto come oggetto contenuti a carattere organizzativo e gestionale e che mi ha vista partecipe nella preparazione di strumenti operativi quali procedure, piani di lavoro, job description, ecc. preparati insieme al Coordinatore. All inizio dell elaborato per illustrarne l organizzazione ho ripercorso l evoluzione storica del S.S.N in quanto nell ultimo decennio le nuove riforme hanno apportato importanti trasformazioni e cambiamenti organizzativi (aziendalizzazione, responsabilizzazione, decentramento), è appunto in base a questi cambiamenti che si sviluppa all interno dell Organizzazione aziendale il Management. Il Management è il processo di definizione degli obiettivi aziendali e di gestione ottimale delle azioni per raggiungere i risultati desiderati. E attraverso esso che vengono prese decisioni sull utilizzo delle risorse disponibili, mirando a creare e a mantenere una struttura organizzativa il più possibile razionale ed efficiente. Il processo di aziendalizzazione inoltre ha prodotto mutamenti anche di tipo strutturale istituendo: I Dipartimenti, costituiti da un organizzazione integrata di Unità Operative affini, che perseguono obiettivi comuni pur mantenendo autonomia e responsabilità professionali proprie; Una nuova figura manageriale: il Responsabile Infermieristico-Tecnico di Dipartimento che svolge un ruolo fondamentale nella gestione. Esso deve avere capacità di porsi gli obiettivi, usare al meglio le risorse a propria disposizione, misurare esiti e costi, perseguire il miglioramento continuo della qualità, motivare i collaboratori e svilupparne la cultura. Attraverso ciò che ho appreso frequentando il Master, ho provato a fare alcune riflessioni in quanto il quadro sopra delineato porterebbe a considerare l organizzazione «normata» per legge; nella realtà invece, i processi di innovazione e gestione del cambiamento dovrebbero avere alla base una spinta proveniente da una nuova cultura in tal senso e da una motivazione delle persone operanti nella struttura

48 Con questi presupposti, ritengo di fondamentale importanza ripensare alla professione e riflettere sulla valenza del nursing, concepito considerando la centralità della persona, verso un assistenza sanitaria personalizzata anche in servizi come la Diagnostica per Immagini, ove è molto importante il ruolo del Coordinatore, nel guidare un gruppo multiprofessionale e multidisciplinare per non creare conflitti di ruoli, motivando e coinvolgendo il personale, cercando di creare relazioni collaborative, valorizzando le competenze di ogni figura per portarle verso un obiettivo comune, cioè fornire prestazioni diagnostiche assistenziali efficaci, efficienti, di qualità sia verso l utente che verso l organizzazione. Per fare questo bisogna che motivi e coinvolga il personale attraverso la comunicazione e sviluppi strategie tese a ridurre le forze frenanti ed a sviluppare le trainanti. Partendo da queste considerazioni ho analizzato il modello organizzativo attuale all interno della radiologia e, per quanto riguarda l ambito della professione infermieristica ho rilevato delle criticità che andrebbero corrette apportando modifiche e miglioramenti. L attuale modello organizzativo prettamente tecnologico e per processi porta l infermiere a lavorare per compiti, non permette di registrare e monitorare il percorso diagnostico-assistenziale, svilisce la professione e porta a demotivazione. Inoltre, ho rilevato che la tecnologia non sempre viene incontro alle esigenze dei professionisti e a quelle degli utenti, oggi sempre più consapevoli ed attenti al proprio percorso di cura. L introduzione del sistema RIS PACS costituisce un profondo cambiamento in termini di organizzazione e gestione dei processi di lavoro delle U.O. di radiologia, è importante che la riprogettazione dei processi di lavoro non venga subordinata alle caratteristiche e alle esigenze tecniche dello strumento RIS PACS ma, al contrario, che siano le esigenze cliniche, organizzative e funzionali ad essere adeguatamente supportate dagli strumenti tecnici ed informativi, che devono essere un fattore facilitante nei routinari processi di lavoro. Mantenere la centralità sul processo di lavoro significa che la progettazione RIS PACS deve avere obiettivi e specifiche tecniche organizzative, definite in funzione delle reali esigenze clinico funzionali che tengano conto della centralità del paziente ed al tempo stesso siano adeguate alle esigenze dei professionisti, favorendone le attività e la crescita professionale, senza appiattirne i ruoli e le competenze, in caso contrario, cogliendo solo gli aspetti tecnologici si rischia di ridurre l intero sistema a una semplice acquisizione di

49 hardware e software, senza introdurre effettivi benefici organizzativi, funzionali ed operativi nella gestione dell attività clinico diagnostica - assistenziale effettuata. Sulla base dei problemi sopra riportati ho pensato di apportare modifiche e miglioramenti attraverso la realizzazione di uno strumento di documentazione integrata, per il momento cartaceo ma si spera un domani informatizzato, rimanendo pur sempre valido il processo di standardizzazione in quanto standardizzazione e personalizzazione non necessariamente devono essere considerati approcci contrapposti e tra loro inconciliabili, è possibile praticare l assistenza infermieristica come attività personalizzata e ove è possibile standardizzarla. Ho elaborato il tema della documentazione come elemento di qualità professionale e di continuità nel percorso del paziente che si sottopone ad indagine diagnostica, mettendone in luce scopi e caratteristiche. La radiologia, che si rivolge alla persona nella sua globalità, è per sua natura un processo trasversale, che attraversa tutti i servizi, si rivolge a persone di ogni età, con problemi di salute di vario tipo ed origine e opera in diversi contesti, la documentazione sanitaria è un valido strumento di integrazione e di comunicazione tra i diversi ambiti assistenziali, tra diverse strutture, tra diversi professionisti, tra operatori paziente-famiglia, garantisce la trasparenza, è tutela dell agire professionale, permette la valutazione del processo di cura. Si descrive il percorso di costruzione dello strumento, e il suo utilizzo, ora è in fase di sperimentazione. Per concludere considerando tutti questi aspetti, ho analizzato le varie implicazioni che la documentazione radiologica può avere in termini di integrazione professionale e organizzativa, di valutazione dell appropriatezza e delle pratiche professionali, come uno strumento utile per raccogliere, analizzare dati e assumere decisioni. La stesura di una documentazione adeguata dovrebbe diventare una prassi operativa all interno di ogni contesto multiprofessionale e, più in generale, in ogni ambito di intervento. Il processo di costruzione di una documentazione specifica e il suo utilizzo rappresenta un momento di crescita professionale, perché con essa si contribuisce al miglioramento continuo della qualità assistenziale, con l obiettivo di fornire un assistenza

50 adeguata, centrata sulla persona che permette inoltre di migliorare qualitativamente l attività lavorativa. Tutto ciò è realizzabile solo grazie al contributo e alla collaborazione di tutti i professionisti coinvolti, con l entusiasmo, l impegno e una profonda fede nei valori etici della professione

51 ALLEGATI Allegato 1 pag. 1 di 2 SCHEDA DI DOCUMENTAZIONE SANITARIA

52 Allegato 1 pag. 2 di 2 SCHEDA DI DOCUMENTAZIONE SANITARIA

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