MAPPE CONCETTUALI. 5) Definizione e individuazione di collegamenti e parole-legame

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1 MAPPE CONCETTUALI 1) Definizione e utilità mappe concettuali 2) Tipi di mappe 3) Definizione e individuazione dei concetti 4) Definizione e individuazione delle etichette 5) Definizione e individuazione di collegamenti e parole-legame 6) Scelta della struttura 7) Biblio(sito)grafia Claudio Santi Pagina 1 di 10

2 1) Definizione e utilità mappe concettuali Le mappe concettuali costituiscono la rappresentazione grafica di concetti espressi in forma sintetica (parole-concetto) all interno di una forma geometrica (nodo) e collegati fra loro da linee (frecce) che esplicitano la relazione attraverso parole-legamento ( Guastavigna/Pavone). Le mappe concettuali furono proposte come strumento didattico da Novak e Gowin negli anni ottanta partendo dalle idee di Ausubel (1968) sull apprendimento significativo, secondo le qualil apprendimento (più legato alle modalità di acquisizione dell informazione) e la memoria (che riguarda maggiormente i processi di immagazzinamento e di recupero di quanto appreso) sono dei processi che si intrecciano tra di loro. Secondo le teorie cognitiviste e costruttiviste, apprendere significa confrontare le nuove informazioni con quanto è già patrimonio della nostra conoscenza del mondo e integrarle in esso modificandolo. Inoltre l organizzazione delle conoscenze per mappe semantiche è anche quella più aderente ai modelli di reti semantiche (reti di nodi concettuali legati tra loro sulla base dei tratti semantici che li contraddistinguono) secondo cui i concetti si organizzano nella memoria a lungo termine. Le mappe servono quindi per la comprendere/fissare/ presentare in forma sintetica e con l aiuto della grafica contenuti/argomenti di studio più o meno complessi. Quanto di tratta di fissare dei concetti es. la sola ripetizione non è sufficiente per condurre alla costruzione di un ricordo stabile nel tempo; è necessaria un elaborazione più profonda. Bisogna distinguere tra: ripasso di mantenimento (ha solo la funzione di attivare una rappresentazione già esistente in memoria); ripasso elaborativo (è adibito alla riorganizzazione del sapere) L uso delle mappe concettuali, per rappresentare le conoscenze apprese, permette di fatto un ripasso di tipo elaborativo. Claudio Santi Pagina 2 di 10

3 2) Tipi di mappe Per capirne meglio la funzione è conveniente suddividerle in: - mappe cognitive: che servono soprattutto a esplicitare le conoscenze e i collegamenti tra di esse, favorendo un ruolo attivo/costruttivo degli studenti nella produzione delle conoscenze ( ad es. si invitano gli studenti a rappresentare graficamente cosa viene loro in mente rispetto a un testo, un argomento. In questo modo gli allievi possono riorganizzare le loro conoscenze, mettendo in atto processi metacognitivi e i docenti possono accertare le loro conoscenze e calibrare i loro interventi - mappe mentali (termine usato da T. Buzan) : partono da un input esterno e servono a rappresentare graficamente una successione di idee attraverso relazioni logico-associative, determinate dalla soggettività dello studente, che è chiamato a evidenziare, partendo dall elemento ritenuto più importante, i suoi collegamenti con gli altri elementi (concetti di secondo grado ), che potranno essere ulteriormente ramificati - mappe strutturali: vengono costruite partendo da una fonte autorevole ( pagina di manuale, giornale, libro, pagina o sito web) e hanno lo scopo di sintetizzare e mostrare la struttura dell informazione sostituendo all unidirezionalità della pagina scritta la multidirezionalità della rappresentazione grafica. Oltre ad essere mezzo metacognitivo e diagnostico costituiscono un eccellente strumento per supportare esposizioni/presentazioni. Come si può vedere i primi due tipi di mappe privilegiano le rappresentazione di conoscenze soggettive, mentre nel terzo prevale la dimensione oggettiva, condivisibile e trasmissibile delle conoscenze assimilate e rielaborate. Le mappe strutturali, pur contenendo anch esse una forte componente soggettiva, possono diventare efficaci strumenti di apprendimento e comunicazione, e possono dunque costituire anche un prodotto finale da valutare e correggere. Questo non vuol dire che esista una mappa giusta, perché il processo di formazione e strutturazione delle conoscenze varia da soggetto a soggetto, ma esistono mappe più o meno adeguate ( in relazione all ordine dei concetti, all individuazione di quelli principali,.). Per questo l intervento del docente non è volto ad imporre la sua mappa, quanto a ridurre il carico cognitivo attraverso suggerimenti e correzioni. Il processo di apprendimento consiste dunque secondo la prospettiva cognitivista nella trasformazione delle mappe ingenue in mappe esperte. In altre parole i saperi e le conoscenze, costituiti da modelli/schemi in continua interazione tra di loro usati il più delle volte inconsapevolmente dagli studenti per, vengono fatti emergere e utilizzati/ ristrutturati per produrre una campo di conoscenze consolidate e condivise. Per poter utilizzare le mappe dobbiamo prima di tutto definire assieme agli allievi le loro caratteristiche, relazioni e funzioni. In particolare dobbiamo intenderci 1)sulla tipologia dei concetti, 2) sull uso delle parole-concetto, 3) sulla tipologia dei collegamenti e delle parole-legame 4) sui tipi di struttura. Claudio Santi Pagina 3 di 10

4 3) Definizione e individuazione dei concetti Intanto seguendo Novak e Godwin definiamo come concetto una regolarità percepita in eventi ed oggetti ed esplicitata convenzionalmente attraverso un etichetta. Questi autori si servivano di due soli tipi di concetto: i concetti- oggetto ( tavolo, albero, cavallo, ) e i concetti evento ( pioggia, ballo, partita,.), che definiscono le cose e le cose-che-avvengono ma che appare troppo generica nell elaborazione dei significati. Per questo appare più adeguata e utile agli studenti la tipologia proposta da Guatavigna/Pavone: - Concetti evento: indicano fenomeni di varia natura come un movimento letterario (romanticismo) o un fatto storico/ di cronaca ( rivoluzione borghese, guerra il Libano, sbarco di clandestini), e possono anche assumere il valore di concetti tempo; - Concetti oggetto: qualsiasi ogetto (tavolo, auto, ) - Concetti persone: gruppi di persone identificabili in base ad elementi comuni ( operai, clandestini, ricchi,.) - Concetti luogo: che sono determinati dalla contestualizzazione spaziale, ma forniscono spesso anche altre informazioni ( la sede del parlamento, la metropolitana di Londra.) - Concetti astrazione: indicano idee astratte, stati d animo, aspirazioni ( la bellezza, l uguaglianza, la laicità, ) Claudio Santi Pagina 4 di 10

5 4) Definizione e individuazione delle etichette Per definire i concetti occorre poi trovare delle parole-concetto (etichette) che li definiscano in forma immediata e sintetica. Questo è tanto più difficile quanto più lunghe e complesse sono le proposizioni. Queste parole-concetto hanno la proprietà di veicolare il nucleo di blocchi informativi anche ampi e di intrattenere una relazione significativa con l insieme. Le principali operazioni logiche richieste sono: - sintesi: riduzione di un concetto a una sola parola; - nominalizzazione: trasformazione di una o più proposizioni in una sola parolaconcetto; - generalizzazione: trasformazione di casi particolari in casi generali; - ridefinizione: estrapolazione di una sola parola-concetto per definire un insieme di proprietà e di attributi Nomi propri e date non indicano concetti ( nel senso che non definiscono la regolarità di eventi o di oggetti) ma se sono particolarmente significativi possono essere indicati ( Caduta del Muro di Berlino, anno della contestazione giovanile) Claudio Santi Pagina 5 di 10

6 5) Definizione e individuazione di collegamenti e parole-legame Per rendere poi comprensibile le mappe concettuali occorre trovare dei collegamenti ( parole/ frecce) che esplicitino chiaramente i rapporti tra un concetto e l altro. Nella concezione di Novak/Godwin sono ammessi solo collegamenti di tipo gerarchico, dall alto in basso, dal generale allo specifico, vale a dire di tipo inclusivo, che però si rivelano inadeguati per spiegare e rappresentare strutture di tipo complesso. Guastavigna/Pavone propongono una distinzione tra collegamenti verticali e orizzontali. I collegamenti verticali possono essere - inclusivi: il concetto posto in alto, gerarchicamente superiore, include quelli in basso - di causa/effetto: i concetti sono disposti dall alto (causa) in basso (conseguenza) - di fine o scopo: la relazione indica nel secondo concetto lo scopo del primo - transitivi/predicativi : indicano il tipo di azione compiuta da un concetto verso l altro I collegamenti orizzontali possono essere - temporali: indicano relazione cronologica - spaziali: contestualizzano spazialmente collegando il concetto a un luogo - addizione, paragone, contrasto: i concetti sono disposti sullo stesso piano e possono essere uniti da frecce bidirezionali o da normali linee - di esplicitazione/esemplificazione: il concetto generale di partenza viene unito ad un altro di arrivo che lo esemplifica - nominali: il concetto è collegato alla sua modalità d essere Le parole-legame garantiscono la comprensione dei collegamenti e quindi la coerenza globale della mappa. Si possono utilizzare sia forme verbali, anche accompagnate da preposizioni, preposizioni e altri connettori ( congiunzioni/ avverbi). Claudio Santi Pagina 6 di 10

7 6) Scelta della struttura Rimane da stabilire il tipo di struttura che vogliamo dare alla mappa: Deve essere organizzata gerarchicamente o dobbiamo solo indicare le associazioni? La scelta è tra 3 modelli fondamentali: a) associazionista a struttura radiale ( grappoli concettuali che si diramano da un nodo centrale). Viene evidenziata chiaramente l idea centrale, le idee più significative stanno vicino al centro, è facile aggiungere ulteriori concetti, è indicata per la rappresentazione di brain storming.si adatta soprattutto alla costruzione di mappe mentali e cognitive, ma non è sempre funzionale all esposizione/argomentazione: Concetto centrale Claudio Santi Pagina 7 di 10

8 b) connessionista a struttura verticale: La struttura verticale si presta soprattutto per conoscenze/campi del sapere che si prestano ad un organizzazione tassonomica, però non deve avere necessariamente solo collegamenti di tipo inclusivo ( definibili in base a tre criteri logici: dal più importante al meno importante, dal generale al particolare, dall astratto al concreto) ma può prevedere anche collegamenti di altro tipo. Possiamo utilizzare una struttura verticale ramificata verso il basso con il concetto principale in posizione superiore oppure una struttura a più concetti-chiave, disposti secondo la progressione delle idee e dello sviluppo espositivo. Tale struttura appare più adeguata per arrivare alla comprensione e all esposizione di un unità cognitiva più o meno complessa, per rappresentare un percorso connettivo, una catena di significati. Concetto centrale Claudio Santi Pagina 8 di 10

9 c) La struttura reticolare in cui i concetti e le connessioni non sono disposti secondo un ordine preciso, ma sono interconnessi liberamente.viene di solito associata all ipertesto perché consente il massimo di flessibilità e di libertà. Secondo alcuni sarebbe più in sintonia con i processi mentali che stanno alla base della conoscenza e favorirebbe le molteplici connessioni tra contenuti/ mezzi eterogenei, secondo altri invece non favorirebbe un apprendimento produttivo, che superata la fase di esplorazione e raccolta di informazione è teso alla elaborazione di schemi/percorsi solidi di conoscenza. Claudio Santi Pagina 9 di 10

10 7) Sitobibliografia Ormai le pubblicazioni sulle mappe mentali sono un infinità. Per un primo orientamento si veda : - il sito ricco di risorse, link e continuamente aggiornmato -e anche (Sito prodotto dal Dipartimento di Studi dell Educazione dell Università di Padova sulle problematiche pedagogico-didattiche e tecnologiche della multimedialità) ciccando sul link Le mappe concettuali. Claudio Santi Pagina 10 di 10

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