Il futuro dell Infermiere nella Casa della Salute

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1 Direzione Infermieristica e Tecnica Convegno Regionale Integrazione professionale e continuità assistnziale Il futuro dell Infermiere nella Casa della Salute 17 maggio 2012 Dott.ssa Silvia Mambelli Direttore Direzione Infermieristica e Tecnica Azienda USL di Forlì

2 iave e chi role Pa Il futuro dell Infermiere nella Casa della Salute Ø Casa (nucleo ambiente familiare - ) Cittadino Ø Salute (stato di benessere psico-fisico ) efisico Ø Medicina di Base Ø Ø Ø Ø Ø Ø Presa in carico patologie croniche Medicina d iniziativa Integrazione Ospedale-Territorio Continuità assistenziale Integrazione professionale CASA della SALUTE: - ADI/A A.D.I./Ambulatorio infermieristico iei - Case Management

3 Il futuro dell Infermiere nella Casa della Salute Quadro normativo di riferimento O.M.S.1977: XXX World Health Assembly Salute per tutti tti nell anno 2000 Raccomandazione Europea 1980: realizzare un integrazione o un coordinamento dei servizi socio-sanitari in una logica di decentramento delle cure e razionalizzazione delle strutture Conferenza di Vienna 1988 punto 4: il personale infermieristico dovrebbe sviluppare il proprio ruolo agendo come partner nei processi decisionali riguardante la progettazione e la gestione dei servizi sanitari locali svolgendo un ruolo più incisivo nel potenziare le capacità degli individui, delle famiglie e delle comunità Ufficio regionale O.M.S. Copenaghen 1991 e 1998: Infermiere di famiglia, professionista chiave nella salute primaria, che può dare un contributo sostanziale nella promozione della salute e nella prevenzione delle malattie Conferenza dei Ministri i i della Sanità dell O.M.S : invita it le autorità della regione europea dell O.M.S. di intensificare le azioni al fine di rinforzare le cure infermieristiche e ostetriche

4 Il futuro dell Infermiere nella Casa della Salute Quadro normativo di riferimento L.833/1978: riprende le raccomandazioni della conferenza di Alma Ata D. Lgs n. 502/1992 n. 517/1993: Decentramento - aziendalizzazione Responsabilizzazione decentrata Distretto quale cerniera tra ospedale e territorio D. Lgs n. 229/1999 P.S.N / P.S.N / P.S.N DGR n 427/2009: linee di indirizzo regionali di attuazione del Piano Sociale e Sanitario per l ulteriore qualificazione delle cure primarie attraverso lo sviluppo delle professioni sanitarie e assistenziali DGR n. 291/2010: linee di indirizzo per la realizzazione e l organizzazione funzionale delle case della salute

5 La casa della salute I motivi di una scelta In una fase storica di crisi delle risorse e divario fra risorse a disposizione a fronte di incremento della domanda, la presenza di strutture di riferimento certe per i cittadini equamente diffuse nel territorio, che garantiscano l accoglienza, la presa in carico e la continuità dell assistenza, rappresenta l innovazione in grado di assicurare risposte adeguate e di qualità alla cronicità ea tutte le forme di fragilità sociale esanitaria, i implementando nuovi modelli di organizzazione dei servizi e dell assistenza assistenza.

6 La casa della salute Definizione È la sede di erogazione dell insieme delle cure primarie rappresentate dai servizi sanitari, socio-sanitari e socio assistenziali rivolti alla popolazione dell ambito territoriale di riferimento del Nucleo di Cure Primarie E un presidio del Distretto la cui gestione complessiva è affidata al Dipartimento di Cure Primarie. Report 2011 La programmazione a o delle Case della Salute nella Regione Emilia Romagna a

7 La casa della salute: finalità Prendersi cura delle persone nei loro luoghi di vita, offrendo risposte articolate a bisogni complessi attraverso l organizzazione di servizi e attività. La Casa della Salute racchiude tutti gli elementi utili per: - intercettare il bisogno e la domanda - facilitare l accesso ai servizi di assistenza territoriale, sanitaria e socio-sanitaria sanitaria - erogare nell ambito appropriato attività di assistenza primaria.- gestire la cronicità - Promuovere la salute e prevenire le malattie dei singoli e delle comunità - Favorire l empowerment della persona, sana o malata, come singola, nucleo familiare, gruppo di pazienti, comunità -Valorizzare le potenzialità e le sinergie delle comunità locali Welfare Community

8 Casa della Salute come sistema integrato di servizi che si prende cura delle persone fin dal momento dell accesso attraverso: Accoglienza e orientamento ai servizi sanitari, sociosanitari, sociali e assistenziali Assistenza sanitaria per problemi ambulatoriali urgenti Possibilità di completare i principali percorsi diagnostici che non necessitano di ricorso all ospedale Gestione delle patologie croniche, attraverso l integrazione dell assistenza primaria coi servizi specialistici presenti, nonché attraverso l approccio di medicina i d iniziativai i i Integrazione e valorizzazione delle competenze delle diverse professionalità coinvolte Condivisione dei percorsi assistenziali

9 TIPOLOGIE di Casa della Salute PICCOLA - MEDIA -GRANDE

10 TIPOLOGIE di Casa della Salute PICCOLA - MEDIA -GRANDE

11 Opportunità per i cittadini -Unicità e visibilità della sede per tutti i servizi di medicina di base -Incremento di apertura dell orario degli ambulatori dei MMG -Continuità assistenziale: MMG - Guardia medica notturna -Attività per appuntamento e accesso diretto per problemi urgenti - Infermiere di riferimento -Presa in carico dei malati cronici da parte della struttura anche per consulenze specialistiche - Luogo di empowerment e di educazione (counseling) e promozione della salute (singoli e comunità) -Risposta integrata sociale e sanitaria al bisogno

12 A che punto siamo nella Regione Emilia Romagna?

13 Regione Emilia Romagna Assessorato Politiche per la Salute L indagine sullo stato di attuazione delle case della salute Report Valutazione del grado di evoluzione circa le diverse tipologie (piccola, media, grande) ed il livello di funzionalità delle strutture attraverso due questionari indagando principalmente le seguenti funzioni: accoglienza, valutazione del bisogno, orientamento ai servizi i continuità assistenziale per piccole urgenze ambulatoriali per tutta tt la popolazione del nucleo di cure primarie i gestione integrata delle patologie croniche

14

15 La programmazione al 30 /9/2011: i modelli di riferimento Azienda USL Tipologia DGR 291/2010 Piccola Media Grande Totale PIACENZA PARMA REGGIO EMILIA MODENA BOLOGNA FERRARA RAVENNA FORLI' CESENA RIMINI REGIONE EMILIA-ROMAGNA

16 CONTINUITÀ ASSISTENZIALE PER PICCOLE URGENZE AMBULATORIALI In 38 sedi su 42 (91%) e in 21 con una copertura di almeno 10 ore (50%) Esperienze significative di presenza dell infermiere nell ambulatorio di NCP In tre sedi continuità assistenziale h24 assicurata da un Punto di Primo Intervento collegato alla rete dell emergenza 17 strutture (40%)sono sede di guardia medica notturna e festiva con presenza di attività ità ambulatoriale l Registrazione delle attività mediche prevalentemente manuale

17 Gestione integrata delle patologie croniche Programmi attivi in 33 sedi (79%): prevalentemente diabete, patologie psichiatriche minori e, in misura minore, scompenso cardiaco, BPCO, insufficienza renale cronica; In 18 casi (43%) sono presenti sistemi di monitoraggio attivo dei pazienti i( (sistemi idi recall, follow up telefonico, counselling infermieristico ambulatoriale e domiciliare case management per pazienti complessi) In 24 casi (57%) integrazione con sanità pubblica per programmi di prevenzione classici, ma anche per interventi mirati di educazione sanitaria su target di popolazione a rischio

18 Gestione integrata delle patologie croniche: la formazione In 29 casi (69%) programmi di formazione integrata su specifiche patologie In 4 casi buoni esempi di formazione trasversale sulla gestione integrata del paziente cronico, sull approccio alla salute proprio della Casa della Salute e sugli aspetti organizzativi i i e operativi i che la caratterizzano

19 A che punto siamo In 34 casi (81% delle 42 sedi attive), è presente un ambulatorio infermieristico per attività programmate: gestione pazienti stomizzati, medicazioni, terapie iniettive, con fasce orarie di presenza molto ampie; In 24 casi (57%) viene erogata anche attività ad accesso diretto; La registrazione delle attività è di norma informatizzata;

20 a che punto siamo Sono presenti esperienze innovative i di gestione infermieristica proattiva della cronicità, quali ad esempio scompenso cardiaco, diabete e BPCO, svolte in integrazione con i medici del nucleo di cure primarie e gli specialisti. Sono presenti significative esperienze in cui nell Ambulatorio del NCP è l infermiere che accoglie i pazienti, svolge una funzione di ascolto, dà consigli, esegue terapie prescritte dal medico, effettua medicazioni, svolge attività iiàdi educazione sanitaria, i si raccorda con l assistente sociale in caso di necessità e tiene i collegamenti con gli altri servizi sanitari.

21 Criticità CULTURALI Adesione convinta dei MMG e PLS Difficoltà di integrazione in un unica sede fra professionisti diversi e afferenti ad unità organizzative diverse (DCP,DSM, DSM Ospedale, Comune, etc.) Una cultura aziendale diffusa non sempre pronta a questo cambiamento. L'Azienda nel suo complesso vive come priorità lo sviluppo organizzativo della sanità territoriale? Sviluppo non ancora completato delle professioni sanitarie: infermiere, ostetrica e dei nuovi ruoli assegnatigli: case management, UVM.. Identificazione di nuove funzioni: "responsabile" della casa della salute Competenze delle Direzioni di distretto (o di cure primarie) da sviluppare e mantenere: sicurezza delle sedi, accessibilità, rete dei responsabili/referenti delle case della salute etc..

22 Criticità ORGANIZZATIVE E GESTIONALI - Reperimento di strutture - Su 102 progetti di Case della Salute, 76 (75%) prevedono modesti interventi di adeguamento di pre-esistenti sedi erogative di assistenza primaria. - Reperimento di risorse professionali (infermieri) - Riproducibilità nelle città capoluogo, troppo grandi per un'unica casa della salute, troppo piccole per pensare più case della salute, con dispersione di servizi e rischio di inefficienza del sistema -L'azienda sanitaria è orientata verso questa nuova organizzazione dell'offerta?. I servizi di supporto tecnico e di approvvigionamento delle risorse, i sistemi informativi etc. - Gli accordi nazionali e regionali con i MMG favoriscono questo nuovo modello organizzativo?

23 Casa della Salute: progetto dell AUSL di Forlì PAL P.A.L. Obiettivo: Trasformazione Presidio Ospedaliero Forlimpopoli ii in Casa della Salute Grande

24 Progettazione L individuazione nel territorio forlivese di Case della Salute, ha tenuto conto di alcuni criteri generali: - demografici (numerosità e anzianità della popolazione, presenza di stranieri - epidemiologici (prevalenza di patologie croniche e della domanda di salute) -frequenza degli accessi dei cittadini per un medesimo problema o motivo - criteri logistici : distanze dei cittadini dalla sede e tempi per raggiungerla, viabilità, presenza di mezzi pubblici - possibili sinergie con i Comuni per l organizzazione dei trasporti Disponibilità ibilità di una struttura tt idonea e dei costi gestionali della stessa.

25 Superficie: kmq Popolazione: Comuni: 15 Sedi: almeno una per ogni comune NCP: 11 di cui 9 hanno sede/i di nucleo MMG: 140 Amb. Per Pat: 53 MMG PLS: 26 C.A.: 32 medici 6-8 sedi INFERMIERI ADI: 33 di cui 2 P.U.A. Infermieri NCP: 4 Coordinatore: 1

26 Come raggiungere l obiettivo? Task forse (Direttore di Distretto (Direttore di Distretto Dir. Dip Cure Primarie DIT e Coord.Inf, Direzione Medica Presidio) Tempi di progettazione (due anni) Formazione Gradualità nell avvio del progetto (Tempogramma step by step Formazione (iniziative formative per MMG e Infermieri ADI/Casa della Salute) ) 2013) Presidio Ospedaliero P.P.I. Medicina Acuti e Post acuti 30 PL Medicina Riabilitativa 20 PL Hospice 11 PL Area ambulatoriale D O M A N I Casa della Salute Grande NCP (10 MMG) Sono previsti tutti i servizi indicati nel doc. regionale Ruolo centrale dei MMG e del personale infermieristico 30 pl socio-assistenziali + 11 cure palliative

27 Quali aree di sviluppo per la professione infermieristica? Area di degenza socio-assistenziale e cure palliative Area ambulatoriale specialistica Accoglienza dei cittadini al NCP (ambulatorio infermieristico osservazione e terapie ambulatorio per la presa in carico di pazienti con patologie croniche (chronic care model) Assistenza Domiciliare Integrata strettamente collegata all attività della Casa della Salute Implementazione modello organizzativo di presa in carico assistenziale attraverso la rete dei case manager e coordinamento aziendale Unità di Valutazione

28 Ruolo dell Infermiere nella Casa della Salute L INFERMIERE all interno della Casa della Salute è l operatore di riferimento del cittadino della propria zona di competenza, che assicura l assistenza generale infermieristica, riconosce ed attiva le risorse del cittadino, del sistema famiglia e la rete dei servizi territoriali, al fine di dare le risposte appropriate al problema salute in collaborazione con i MMG, nell ambito delle competenze distintive di ciascuaa professionalità

29 Responsabilità cliniche e organizzative dell Infermiere nella Casa della Salute Accoglienza, valutazione, orientamento ai servizi Monitoraggio attivo dei pazienti con patologia cronica Monitoraggio attivo dei pazienti fragili Educazione sanitaria / terapeutica per singoli pazienti o target di assistiti Coordinamento/ raccordo con ADI, Raccordo con poliambulatorio (PDA),con ospedale per ricoveri e dimissioni protette Raccordo coi servizi sociali

30 Considerazioni conclusive Ognuno è frutto della sua storia. Ognuno di noi traccia un pezzo di storia del domani (Colagiovanni) L oggi è sempre un risultato. t Una combinazione tra passato, presente e percorsi idif futuro (E. Manzoni)

31 LA CULTURA E L ESPRESSIONE DELLE PERSONE PRESENTI ALL INTERNO DELLA STRUTTURA, DEI LORO COMPORTAMENTI ORGANIZZATIVI E LA LORO CAPACITA DI ORGANIZZARSI RIORGANIZZAZIONE = LA CULTURA ORGANIZZATIVA SI COSTRUISCE OPPORTUNITÀ per i professionisti ATTRAVERSO MODELLI BASATI SU NORME E VALORI e per i cittadini

32 Politico/Istituzionale Modello organizzativo: CASE MANAGEMENT Strumenti Operativi: DOCUMENTAZIONE O SANITARIA INTEGRATA Sil Sviluppo professionale - formazione continua e ricerca: FORMAZIONE CONTINUA Gestionale/organizzativo i i DOCUMENTAZIONE Professionale Competenze specifiche: : tecniche e relazionali prendersi cura personalizzazione dell assistenza e continuità delle cure

33 RETE INFERMIERE CASE MANAGER AREE DI DEGENZA: Acuto Post acuto INFERMIERE RETE SERVIZI TERRITORIALI CASE MANAGER U.O. INFERMIERE INFERMIERE CASE MANAGER CASE MANAGER U.O. U.O. INFERMIERE CASE MANAGER UVM INFERMIERE INFERMIERE CASE MANAGER CASE MANAGER U.O. U.O. INFERMIERE CASE MANAGER U.O.

34 Infermieri UVM ospedaliera 1 Stroke care 1 Percorso orto-geriatrico 1 Percorso senologico 2 Area geriatrica 2 Ambulatorio scompenso cardiaco 1 IBD Unit 1 D.H. Geriatrico 1 Endocrinologia 1 Medicina Riabilitativa Forlimpopoli 1 Medicina Acuti e Post Acuti Forlimpopoli Assistenza Domiciliare Integrata + NCP + UVG TOTALE Fisioterapisti Percorso disabili adulti 1 Servizio protesi e ausili 1 - N 6 Corso di alta formazione a Bologna - Corso di formazione aziendale

35 Nessun sistema sanitario,,p per quanto tecnicamente avanzato, può soddisfare a pieno la propria missione se non è rispettoso dei principi fondamentali di solidarietà sociale e di integrazione socio sanitaria PSN Punti chiave: -Approccio multidisciplinare -Presa in carico del paziente da parte dei servizi e delle istituzioni Efficacia degli interventi e qualità: implementazione delle capacità di integrazione dell equipe equipe, delle responsabilità, delle risorse

36 PSN L integrazione va promossa a livello: Istituzionale Gestionale Professionale Si realizza tramite la costituzione di unità valutative e integrate che favoriscano l individuazione di situazioni ad alta problematicità e l elaborazione di percorsi assistenziali appropriati

37 Cambiamento culturale Sanitario Ospedale Oggi i bisogni complessi richiedono risposte efficaci, efficienti, appropriate ai bisogni di salute del cittadino nei diversi contesti in cui si generano Necessaria la responsabilizzazione di tutti i professionisti sui risultati Competenza professionale, organizzativa, manageriale, di ricerca dinamicità flessibilità Dalla prestazione ( (servizio servizio) Al percorso di cura (rete dei servizi) multiprofessionalità integrazione

38 Integrazione e coordinamento L azione di coordinamento risulta di importanza fondamentale: una indagine condotta dall OCSE ha evidenziato come il coordinamento tra professionisti i costituisca i una priorità ità per i responsabili della politica sanitaria, per gli erogatori di servizi e, soprattutto, per i pazienti; per esempio, un contenimento dei ricoveri ad alto costo l insufficiente coerenza e coordinamento nell erogazione delle cure è sicuramente la principale causa della inadeguata risposta ai bisogni delle popolazioni. (Hofmarcher, Oxley, Rusticelli, 2007)

39 Chiediamoci Come rafforzare la professione perché possa integrarsi con le altre? Quale è il terreno organizzativo all interno del quale si possa esprimere l integrazione professionale? Come promuovere nelle organizzazioni il confronto o interprofessionale tepoesso aepe per creare ceae le condizioni dell integrazione operativa?

40 Superare barriere culturali li Alleanza alleanza è mettere insieme più persone, organizzazioni, istituzioni, che si riconoscono in un minimo di valori e prospettive comuni e non solo di interessi materiali o identità comuni Pierre Calame, 1998 Criteres et methodes pour l action dans un monde complexe

41 MA Uno stesso problema sanitario/socio-sanitario può essere visto da diverse professioni secondo vari punti di vista, che diventano concorrenti Competizione tra professioni

42 Ogni giurisdizione tende a rivendicare la propria legittimazione Il sistema delle professioni si fonda su una concorrenza tra professioni affini: ogni professione tende ad inglobare una serie di elementi, di compiti, di attività, di funzioni, che le professioni vicine già svolgono, cercando di dimostrare che le fa meglio e quindi ottenere legittimazione per poterle svolgere direttamente

43 Costruire l integrazione i - non è possibile a partire dalle singole giurisdizioni professionali - ma è possibile a partire dal paziente La responsabilità dell infermiere consiste nel curare e prendersi cura della persona, nel rispetto della vita, della salute, della libertà e della dignità dell individuo (1.3 Codice Deontologico) A partire dalla relazione di cura: Cure vs Care Superare le culture professionali per arrivare alla cultura dell organizzazione

44 O.M.S.: XXX World Health Assembly Salute per tutti nell anno 2000 Studiare i ruoli e le funzioni del personale infermieristico e ostetrico nella prestazione dell assistenza sanitaria di base Coinvolgere il personale infermieristico e ostetrico nella pianificazione e nella gestione dell assistenza sanitaria di base Dichiarazione i di Alma Ata 1978 Creare pochi ospedali, ma altamente sofisticati e destinati solo alla malattia acuta Tutto ciò che non è acuto deve trovare risposta al di fuori delle mura ospedaliere Creare Distretti Socio-Sanitari Sanitari attraverso i quali dare risposta a tre temi importanti quali, la prevenzione, l educazione sanitaria e la riabilitazione

45 Conoscenza della popolazione locale a rischio GESTIONE DELLA POPOLAZIONE A RISCHIO Chronic Care Model

46 Chronic Care Model - Le risorse della comunità: stabilire solidi collegamenti con gruppi di volontariato, gruppi di auto aiuto, centri per anziani autogestiti (community care). - Il supporto all auto-cura (self-care):) Il paziente diventa il protagonista attivo dei processi assistenziali: la gestione di queste malattie può essere insegnata alla maggior parte dei pazienti (empowerment)

47 Chronic Care Model - Il supporto alle decisioni. L adozione di linee-guida e indicazioni basate sull evidenza, periodicamente aggiornate, forniscono al team gli standard per fornire un assistenza ottimale ai pazienti cronici. - I sistemi informativi hanno funzione di supporto all attività: sistema di allerta per l attinenza alle linee guida, feedback per i medici i sulle loro performance e registri di patologia per pianificare le attività Iregistri di patologia sono liste di tuttiipazienti con una determinata condizione cronica in carico a un team di cure primarie.

48 Dal to cure al to care : un approccio per la presa in carico e per la continuità i assistenziale i To cure... l insieme dei medicamenti e rimedi per il trattamento di una malattia (treatment) dimensione clinica e terapeutica della malattia Approccio monodisciplinare To care interessamento costante e sollecito nei confronti di una persona o di una cosa (tradotto dalla terminologia anglosassone) dimensione che ingloba la dimensione clinica, terapeutica ma anche gli aspetti umani e relazionali Approccio integrato alla persona di tipo multidisciplinare

49 Le malattie croniche L OMS LOMS (2009) riferisce che le stime del carico mondiale di malattia del 2004 individuano in 8,5 milioni i decessi in Europa per malattie non trasmissibili, dovuti nel 71% dei casi a patologie cardiovascolari ed oncologiche, seguiti da malattie dell apparato digerente e respiratorio. i Le proiezioni i i al 2030 fissano al 90% la percentuale di persone che moriranno per patologie non trasmissibili.

50 Le malattie croniche rappresentano la sfide più importanti per un sistema sanitario pubblico (e per il sistema di welfare in generale): Evitare, quando possibile, che una patologia diventi cronica Aiutare un cittadino con malattia cronica o con disabilità ad avere una buona qualità di vita Evitare che le malattie croniche portino alla non autosufficienza, o almeno rallentare il processo Assicurare un adeguata assistenza alle persone non autosufficienti

51 Le malattie croniche I paesi sviluppati stanno fronteggiando questa sfida attraverso un cambiamento radicale nelle modalità di erogazione dell assistenza sanitaria ed un crescente investimento e to nell assistenza ste a a favore di soggetti affetti da patologie croniche: questa revisione del paradigma assistenziale richiede investimenti diversi, meno concentrati sull area ospedaliera e orientati invece al rafforzamento delle cure primarie ed alla promozione dell integrazione e del coordinamento tra medici di medicina generale, altri professionisti sanitari e specialisti ospedalieri (Ham, 2009).

52 Un nuovo orientamento professionale: quali barriere culturali? Da un punto di vista normativo,, parallelamente ad una produzione legislativa in ambito sanitario, si è realizzata una evoluzione sul fronte formativo, a sostegno di una evoluzione in ambito professionale, anche a sostegno di una maggiore efficacia assistenziale Il processo di professionalizzazione delle professioni sanitarie che si è compiuto dal punto di vista normativo ha comportato l attribuzione della responsabilità nella gestione diretta delle attività di assistenza, oltre che la possibilità di assumere un ruolo attivo in settori dirigenziali specifici. Sul fronte dell organizzazione, l emergere di nuovi modelli innovativi, i i caratterizzati id da un approccio alle problematiche di salute per processi hanno imposto una riflessione sulla necessità di lavorare in modo integrato e multiprofessionale in modo da realizzare un forte coordinamento dei diversi processi.

53 Un nuovo orientamento professionale: quali barriere culturali? Sviluppo di competenze: sviluppo di ambiti di autonomia professionale non solo sul piano organizzativo ma anche clinico a fronte di percorsi formativi (Master clinici) che, acquisite competenze avanzate, possa fare spingere in avanti gli ambiti professionali specifici i Aumentata responsabilità Multidisciplinarietà Integrazione professionale Orientamento alla best practice Cambiamento Organizzativo Cambiamento Culturale

54 Cosa intendiamo per cure primarie? Tutta l attività di cure e assistenza che può essere data dei Medici di famiglia e dei Pediatri del territorio, dagli Infermieri e da altri operatori negli ambulatori, a casa dei pazienti, nelle residenze protette, nei centri diurni per anziani disabili etc. L attività di cure primarie, per potere essere efficace deve svolgersi in stretta collaborazione con: -I servizi di assistenza sociale sociali dei comuni - le attività specialistiche presenti sul territorio e in ospedale - le strutture sociosanitarie (strutture intermedie)

55 Lo sviluppo delle competenze Le competenze sono il principale elemento di riferimento per la progettazione dei percorsi di sviluppo professionale e per certificare erendere riconoscibili ibili le acquisizioni iii idll delle persone che vi partecipano Spencer e Spencer da M.Borriello, 2004

56 La formazione come leva del cambiamento La formazione è una delle leve del ciclo di gestione delle risorse umane: rappresenta per le aziende uno strumento utile per adeguare icomportamenti ele capacità delle persone alle esigenze dell organizzazione. la formazione continua, intesa come parte integrante della pratica professionale, è una componente del governo clinico e quindi èconsiderata una delle strategie mirate alla modificazione i di dei comportamenti professionali e quindi allo sviluppo professionale

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