Maria Antonietta Lepore LIPIDI E LIPOPROTEINE

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3 Maria Antonietta Lepore LIPIDI E LIPOPROTEINE Correlazione con patologie cardiovascolari

4 Copyright MMIX ARACNE editrice S.r.l. via Raffaele Garofalo, 133 a/b Roma (06) ISBN I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento anche parziale, con qualsiasi mezzo, sono riservati per tutti i Paesi. Non sono assolutamente consentite le fotocopie senza il permesso scritto dell Editore. I edizione: marzo 2009

5 INDICE Riassunto... 6 Introduzione... 7 Sintesi e trasporto... 9 Disordini genetici e metabolismo Metodi di determinazione Classificazione Discussione e conclusioni Bibliografia Appendice... 29

6 Riassunto Obiettivo di questo lavoro è indicare come lipidi e lipoproteine siano definiti fattori di rischio per patologie coronariche e vascolari, quali infarto del miocardio, ictus, angina. Dal punto di vista epidemiologico, il fattore di rischio è la caratteristica individuale di ogni soggetto che ha più probabilità di subire gli effetti negativi legati a una aumentata possibilità di sviluppare, in futuro, la malattia. L iperlipemia, per essere considerata un fattore di rischio causale, deve sempre precedere la comparsa della patologia ed essere ammissibile biologicamente. L iperlipemia, inoltre, può essere corretta in modo tale da ridurre in maniera significativa il rischio vascolare e aterosclerotico. Quindi, l iperlipemia è uno dei fattori di rischio di coronopatia modificabile più importante e la causa di morte prevedibile più significativa. Oltre all infarto del miocardio, l iperlipemia può incrementare il rischio di morte improvvisa, formare aneurismi aortici, essere la concausa principale di ictus cerebrali ischemici e vasculopatia. Da questo studio è emersa una associazione positiva e significativa tra elevate concentrazioni di lipidi e lipoproteine e rischio di sviluppare eventi cardiovascolari. In particolare, si è evidenziato un rischio di sviluppo di patologie cardiovascolari circa due volte superiore nei soggetti con livelli lipemici ai valori massimi della norma rispetto ai soggetti con livelli nei valori basali. 6

7 INTRODUZIONE I lipidi del sangue, da un punto di vista quantitativo, sono rappresentati, essenzialmente, da fosfolipidi, trigliceridi e colesterolo libero ed esterificato. A causa delle loro proprietà idrofobiche, i lipidi nel sangue non sono allo stato di dispersione molecolare, ma aggregati a specifiche proteine di trasporto idrosolubili, chiamate lipoproteine. Mediante l ultracentrifugazione preparativa, le lipoproteine riscontrabili nel sangue dei soggetti normali, possono essere separate in quattro frazioni distinte tra loro per caratteri fisici, composizione chimica e significato metabolico, la cui denominazione si basa, principalmente, sulle loro diverse caratteristiche di densità: 1) chilomicroni, che rappresentano i veicoli di trasporto dei grassi di origine alimentare assunti con la dieta e che sono sintetizzati nell intestino; 2) lipoproteine a bassissima densità (VLDL), che sono deputate al trasporto dei trigliceridi endogeni sintetizzati nel fegato; 3) lipoproteine a bassa densità (LDL), che rappresentano il principale mezzo di trasporto plasmatico del colesterolo libero ed esterificato e dei fosfolipidi; 4) lipoproteine ad alta densità (HDL), la cui principale funzione è favorire la rimozione del colesterolo dai tessuti periferici per indirizzarli verso il catabolismo epatico. Le HDL contengono colesterolo e fosfolipidi in proporzioni quasi eguali e il contenuto proteico di apolipoproteine A1, A2, C, E è circa il 50%. Le singole frazioni lipoproteiche possono essere separate mediante elettroforesi. Sui supporti comunemente impiegati, come carta, acetato di cellulosa e agarosio, VLDL, LDL e HDL migrano, rispetto al protidogramma, in posizioni pre beta, beta e alfa. 7

8 8 Le lipoproteine possono essere, a loro volta, ulteriormente suddivise in sottofrazioni, le IDL, che sono lipoproteine con densità intermedia rispetto alle VLDL e alle LDL. Vi sono, inoltre, complessi lipoproteici anomali: - lipoproteine beta flottanti o beta larghe. Le due denominazioni si riferiscono al comportamento anomalo di queste lipoproteine che all ultracentrifuga flottano, come le VLDL, ma all esame elettroforetico migrano in posizione beta, come le LDL. La banda elettroforetica, rispetto a quella delle normali LDL, è più larga. Le lipoproteine beta flottanti si riscontrano nei soggetti affetti da iperlipoproteinemia primitiva, per lo più familiare: il tipo III di Fredrickson; - lipoproteine pre beta sinking. Queste lipoproteine all esame elettroforetico migrano in posizione pre beta, come le VLDL, ma all ultracentrifugazione,anziché portarsi in superficie, precipitano. Da qui, la denominazione pre beta sinking, cioè affondano. La parte proteica di questo tipo di lipoproteine è costituita da apolipoproteina B e da una apolipoproteina anomala, Lp(a), che presenta elevata densità e distinte caratteristiche antigeniche. La parte lipidica, invece, è costituita da fosfolipidi, colesterolo libero ed esterificato con scarso contenuto in trigliceridi. Le lipoproteine pre beta sinking, da un punto di vista genetico, sono trasmesse da un singolo allele autosomico con scarsa penetranza. La sintesi non viene influenzata dalla dieta. All esame elettroforetico non si distinguono dalle VLDL. Infatti, per riconoscerle, sono utilizzate tecniche di adsorbimento su eparina agarosio; - lipoproteina X (Lp X). Le Lp X sono costituite per il 70% da lecitina, per il 25% da colesterolo non esterificato e per il 5% da albumina e apolipoprototeina C. Esse si riscontrano in pazienti affetti da malattie ostruttive delle vie biliari. All elettroforesi migrano più lentamente delle beta lipoproteine. A causa dell elevato contenuto di colesterolo non esterificato, le Lp X trattengono scarsamente i coloranti dei lipidi, quale il Sudan Nero.

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