Austerità fiscale e crescita in Europa: binomio o antinomia?

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Austerità fiscale e crescita in Europa: binomio o antinomia?"

Transcript

1

2 Austerità fiscale e crescita in Europa: binomio o antinomia? Come uscire dalla crisi dell Eurozona Rainer Masera Ordinario di Politica Economica Università degli Studi Guglielmo Marconi 2

3 COME USCIRE DALLA CRISI DELL EUROZONA Sommario 1. Introduzione 2. Rischio vulnerabilità e controllo dei sistemi finanziari 3. Stress sovrano e stress bancario nell Eurozona, in un confronto internazionale 4. Focus sul confronto fra Italia e Germania nell ultimo decennio 5. La crisi dell Eurozona e l esigenza di un diverso modello di integrazione e di regolazione finanziaria 6. La questione del finanziamento delle infrastrutture e il Fiscal Compact 7. Conclusione: dall unione monetaria all unione economica e politica dell Eurozona (un ipotesi) Appendice statistica

4 1. INTRODUZIONE Le crisi del e del sono intimamente collegate. Le cause sono rinvenibili nei seguenti fattori: 1. errati approcci e modelli di analisi economica, basati sui falsi presupposti di efficienza, autoregolazione e autocorrezione dei mercati, razionalità degli agenti economici, modelli statistici e probabilistici altamente complessi basati sulla tecnica VaR; 2. elevata integrazione e complessità del contesto finanziario globale; 3. carenze negli assetti regolamentari e di supervisione, ed errate scelte di politiche economiche; 4. mancata calibrazione degli incentivi e inadeguatezza dei modelli di risk management e governance. 4

5 1. INTRODUZIONE Figura 1 Il Sistema Finanziario Globale: principali componenti Instruments Markets Derivatives Central Banks Operators ShadowBanking System Governments Banks and other Regulated Intermediaries Micro-prudential Surveillance Macroprudential Supervision Accounting Standards GFS Regulation International Financial Institutions Payments, Clearing Settlement and Custodian systems Sovereign Wealth Funds 5

6 1. INTRODUZIONE Il Sistema Finanziario Globale rappresenta un sistema complesso, con componenti eterogenee fortemente interconnesse: le componenti sono dinamiche innovative e adattive. Le interconnessioni sono funzionali e incentrate sui mercati/operatori dei prodotti finanziari derivati. Figura 2 Mercato mondiale dei derivati OTC In base al tipo di dato e alla categoria di rischio di mercato, in trilioni di dollari USA Fonte: Rassegna trimestrale BRI, dicembre

7 1. INTRODUZIONE Un modello generale di riferimento, a mio avviso necessario, per l analisi del sistema finanziario è quello della topologia di network, con i connessi problemi di rischio, vulnerabilità e controllo (R,V,C). La topologia di rete definisce la struttura fisica e logica del network: ovvero i nodi, le interconnessioni, consentendo di analizzare il funzionamento di sistemi complessi e dinamici. Una rete pienamente interconnesse ovvero una topologia completa è caratterizzata da legami diretti [n(n-1)/2] tra tutti i nodi. Figura 3 Topologie di reti 7

8 1. INTRODUZIONE Una topologia di rete è rappresentata da un grafo che ha come elementi costitutivi i nodi e i rami. Il nodo individua un elemento di rete con specifiche caratteristiche/ funzioni, il ramo rappresenta le connessioni (distinte) fisica/logica/ funzionale fra due nodi. Questi modelli mostrano che è necessario partire da un analisi di R,V,C a livello delle singole componenti, ma che la valutazione complessiva richiede una considerazione olistica. La vulnerabilità complessiva non può essere desunta dall analisi svolta indipendentemente sulle singole parti, ma richiede un approccio integrato. I controlli rivolti a contenere la vulnerabilità devono essere concepiti non solo con riferimento alle singole parti, ma anche a livello sistemico, in particolare per prevenire effetti di moltiplicazione e di contagio, soprattutto per circoscrivere il rischio sistematico. 8

9 1. INTRODUZIONE Questi modelli sono da tempo applicati in un contesto di analisi fisiche, biologiche, ambientali. Solo recentemente sono rivolti all analisi del sistema finanziario. Il Sistema Finanziario Globale rappresenta, a mio avviso, un esempio di sistema complesso, che richiede metodi e modelli sopraindicati. Le analogie tra network fisici e sistemi finanziari si estendono anche alle situazioni di rischio sistemico, dove le funzioni di probabilità utilizzate per misurare il rischio possono subire modifiche di regime, con il passaggio da distribuzioni normali a distribuzioni di potere (teoria dei valori estremi) Figura 4 Power Laws and Heavy-Tail Distributions Source: Helbing, D., Systemic Risks in Society and Economics. In IRGC Report The Emergence of Risks: Contributing Factors, October. 9

10 1. INTRODUZIONE Altro importante elemento comune è rappresentato dall esigenza di non affidarsi esclusivamente al mercato per l integrità e la funzionalità del sistema complesso di riferimento: le esternalità connesse a malfunzionamenti richiedono regole, supervisione, controlli (a livello mondiale, si spende molto di più per i controlli sulle banche che sulle centrali nucleari!) Occorre, tuttavia, sottolineare una differenza fondamentale fra i sistemi finanziari e i network fisici: la natura e la tipologia dei rischi, e quindi dei controlli appropriati. I mercati finanziari sono soggetti a rischio esogeno, connesso a fattori esterni fondamentali, ma anche a rischio endogeno, collegato a comportamenti e azioni degli operatori del sistema, che amplificano il rischio e possono generare rischio sistematico (market failure generalizzata). Tecnicamente, i mercati finanziari non sono sempre efficienti, nel senso di riflettere sempre e solo l evoluzione e le news delle variabili fondamentali nei processi di determinazione dei prezzi. 10

11 1. INTRODUZIONE Modelli e rischio: meteorologia vs. finanza. Un esempio. Meteorologia: supponiamo che i modelli matematici/probabilistici indicano il rischio di forti precipitazioni. La protezione civile emette direttive per ridurre la vulnerabilità delle possibili alluvioni e le sostanzia con rigorose misure di prevenzione e di controllo. Comunque, le attività di previsione e di intervento (R,V,C) non influenzano il risultato, ovvero il manifestarsi o meno dell evento, ovvero delle forti precipitazioni piovose. Finanza: i modelli economico-finanziari probabilistici indicano il rischio di tensioni nel finanziamento sovrano di alcuni Paesi dell Eurozona. Le decisioni degli operatori di mercato sono amplificate da comportamenti omogenei, che moltiplicano il rischio esogeno, connesso a variabili fondamentali, e innescano rischio endogeno/sistemico. Le autorità di regolazione segnalano la vulnerabilità e richiedono misure di controllo. Si innesca un loop con effetti di retroazione. In questo caso, le attività di previsione del rischio e di intervento precauzionale influenzano il risultato. Il manifestarsi delle tensioni sul debito dipende dalle azioni e dai comportamenti degli operatori e delle autorità di regolazione: piove perché si è previsto che sarebbe piovuto! 11

12 2. RISCHIO, VULNERABILITA E CONTROLLO DEI SISTEMI FINANZIARI Figura 5 Rischio esogeno e rischio endogeno nei sistemi finanziari Exogenous (fundamental) risk risk driven by news, i.e. unanticipated changes in economic fundamentals (game against nature) Endogenous risk unexplained volatility due to non-fundamental factors such as: perverse incentive structures, serially correlated belief structures and risk control methodologies, trend and herding behavior Systemic risk risk encountered when stress exceeds the coping capacity of the system, which enters a state of overload leading to breakdown. Market failures imply that uncertainty replaces risk. In this situation, irrational behaviour can occur and amplify the likelihood of system breakdown 12

13 2. RISCHIO, VULNERABILITA E CONTROLLO DEI SISTEMI FINANZIARI Figura 6 Total perceived risk and fundamental volatility Total perceived risk Systemic risk The volatility is lower than fundamental (news related) volatility when capital buffers are strong and liquidity plentiful Endogenous risk 45 Exogenous risk O A B Fundamental (exogenous) volatility 13

14 2. RISCHIO, VULNERABILITA E CONTROLLO DEI SISTEMI FINANZIARI Controlli e misure di prevenzione delle autorità (rischio e vulnerabilità nel sistema finanziario). Si pone, al riguardo, una questione estremamente delicata, connessa in particolare agli effetti dei controlli sul rischio endogeno. La tesi che porto alla Vs. attenzione è che queste misure possano essere una causa e non una soluzione dei problemi di instabilità finanziaria. Ciò in quanto non tengono dovuto conto dell interazione fra rischio esogeno e rischio endogeno. Focalizziamo l attenzione sui due capisaldi della regolazione finanziaria in Europa: i capital ratios di Basilea sulle banche e gli accounting standard IFRS (International Financial Reporting Standards). Entrambi gli standard hanno introdotto regole e processi uniformi in sistemi economici, sociali complessi e diversificati (le regole in questione si applicano anche, ma con modalità molto diverse, negli Stati Uniti). Soprattutto, dal punto di vista del rischio endogeno entrambi gli standard forzano modelli e comportamenti omogenei in tutti gli operatori e, in particolare, nelle banche. I due standard sono fortemente prociclici. 14

15 2. RISCHIO, VULNERABILITA E CONTROLLO DEI SISTEMI FINANZIARI Controlli e misure di prevenzione delle autorità (rischio e vulnerabilità nel sistema finanziario). Lo IASB (International Accounting Standards Board) ha forzato l utilizzo di regole contabili che hanno generato/generano utili/perdite fittizi sulla base di schemi mark-to-market inadatti, in quanto presuppongono che i prezzi di mercato siano sempre corretti (il rischio endogeno contraddice evidentemente questa ipotesi). Gli standard di Basilea presuppongono, a loro volta, che ci sia un mapping univoco per tradurre gli attivi di libri in asset corretti per il rischio. Anche questa ipotesi non è corretta. Basilea forza, inoltre, tutte le banche a utilizzare modelli VaR per misurare il rischio inatteso. Ciò determina due gravi controindicazioni. In primo luogo, forza a comportamenti e azioni omogenei gli operatori finanziari, moltiplicando la componente endogena di rischio. Inoltre, i modelli VaR sono basati su funzioni di densità normali che vengono meno in condizioni di stress: i modelli risultano, pertanto, sbagliati proprio quando sono particolarmente necessari. 15

16 2. RISCHIO, VULNERABILITA E CONTROLLO DEI SISTEMI FINANZIARI Controlli e misure di prevenzione delle autorità (rischio e vulnerabilità nel sistema finanziario). Gli standard di Basilea e quelli contabili operano in congiunzione perversa: gli acquisti e le vendite si rinforzano mutualmente, generando prezzi degli asset non coerenti con I valori fondamentali, ma impossibili da resistere per gli operatori che volessero correttamente operare in senso stabilizzante. Si innesca, pertanto, una dinamica di contagio fra modelli, valutazioni e ripercussioni sui bilanci amplificati dai mercati, che colpiscono in primo luogo i valori delle banche (market cap) portandolo ben al di sotto del valore di libro, generando ulteriori incertezze e rischi endogeni. Il trading account calcolato a mark-to-market genera effetti destabilizzanti coinvolgendo la liquidità dei singoli asset e del sistema, come mostreremo con specifico riferimento alle attuali condizioni di rischio sovrano nell Eurozona. I loop sono ampliati a seguito di un terzo set di fattori. L operare dei mercati derivati OtC e le tecniche di assicurazione di portafoglio di leveraging dinamico e di trading automatico ad alta frequenza, che esaltano i movimenti dei prezzi fondamentalmente attraverso futures e opzioni. 16

17 2. RISCHIO, VULNERABILITA E CONTROLLO DEI SISTEMI FINANZIARI Controlli e misure di prevenzione delle autorità (rischio e vulnerabilità nel sistema finanziario). Inoltre, i derivati creditizi consentono di prendere posizioni corte sui crediti (inclusi quelli sovrani) e di arbitraggiare i coefficienti di capitale corretti per il rischio, di fatto aumentando il rischio effettivo a livello sistemico. Quando si generalizza il rischio endogeno, il capitale come buffer contro il rischio per le banche non è più fornito dai mercati: i governi devono intervenire per fornire le risorse patrimoniali con taxpayers money. Si genera enorme azzardo morale e si moltiplica lo stress sulle finanze pubbliche. La conclusione paradossale è che la vulnerabilità sistemica è connessa alle stesse misure e metodologie di analisi e di prescrizioni in termini di R,V,C. Il sistema finanziario richiede un approccio radicalmente diverso di controllo, fondato su una visione olistica, che comprende l analisi macroprudenziale, e su opportuni disaccoppiamenti elastici dei nodi del sistema, per evitare il rischio catastrofale. 17

18 2. RISCHIO, VULNERABILITA E CONTROLLO DEI SISTEMI FINANZIARI Figura 7 L approccio interattivo del Rapporto de Larosière per la stabilità finanziaria 18

19 2. RISCHIO, VULNERABILITA E CONTROLLO DEI SISTEMI FINANZIARI Controlli e misure di prevenzione delle autorità (rischio e vulnerabilità nel sistema finanziario). Un applicazione di questi schemi viene fornita con riferimento all evoluzione della crisi delle finanze pubbliche nell Eurozona, partendo da un confronto con le situazioni di Stati Uniti, Giappone e Regno Unito. Come vedremo, i prezzi dei mercati finanziari mostrano evidenti disallineamenti rispetto a un analisi di tipo fondamentale. Emergerà, tuttavia, con chiara evidenza l incompletezza del processo di costruzione dell unione monetaria, in assenza di integrazione fiscale. Il modello di riferimento è stato elaborato e presentato la scorsa estate all Università di Salisburgo ed è in corso di pubblicazione su una rivista scientifica Zeitschrift für öffentliches Recht. 19

20 3. STRESS SOVRANO E STRESS BANCARIO NELL EUROZONA L austerità senza crescita è un veleno per la fiducia nella classe politica al potere e nei governi, anche perché si dimostra sempre più inadatta ad assicurare la stabilità delle finanze pubbliche. Le politiche e i metodi di regolazione finanziaria devono essere profondamente modificati. Occorre rapidamente passare dal modello dell Unione monetaria a uno schema integrato di unione fiscale con sostegno sistematico della BCE alla stabilità finanziaria. 20

21 Figura 8 L intreccio tra stress sovrano e stress bancario: il circolo vizioso in Europa Sovereign stress Too rigidshort-termfiscal targets Absence of golden rule Inadequacy of EFSF Mishandling of Greek crisis Exogenous risk Liquidity Insolvency Sovereign CDS Rating agencies Fallaciesof composition Recessionary impulses Endogenous risk Banking stress Basel 3, EBA stress tests Very large capital requirements Deleveraging Credit crunch ECB: safety anchor preventing meltdown, fighting systemic risk, but unable to break the vicious circle, and at the cost of moral hazard EFSF Markets Moral hazard Governments Fiscal targets are not met More capital is required

22 3. STRESS SOVRANO E STRESS BANCARIO NELL EUROZONA Figura 9 Il problema del deleveraging a livello mondiale Source: Croxon, K. et al., Working out of debt. McKinsey Quarterly, 1/

23 3. STRESS SOVRANO E STRESS BANCARIO NELL EUROZONA Figura 10 Balance sheets (Percent) Source: IMF, World Economic Outlook, April

24 3. STRESS SOVRANO E STRESS BANCARIO NELL EUROZONA Figura 11 Giappone: deficit e debito pubblico/pil e tasso di interesse a 10 anni sul debito Percent of GDP Per cent, per annum 170 General government net lending/borrowing ,4-10,1-10,0-8,7 General government gross debt 215,3 229,8 235,8 241,1 10-years bond interest rate 1,24 1,1 1,0 1,0-12 Fonte: elaborazione su dati IMF, World Economic Outlook, April 2012, e Datastream. 24

25 3. STRESS SOVRANO E STRESS BANCARIO NELL EUROZONA Figura 12 Stati Uniti: deficit e debito pubblico/pil e tasso di interesse a 10 anni sul debito Percent of GDP Per cent General government net lending/borrowing ,5-9,6-8,1-6,3 General government gross debt 98,5 102,9 106,6 110,2 10-years bond interest rate 3,2 2,8 2,0 2,0-13 Fonte: elaborazione su dati IMF, World Economic Outlook, April 2012, e Datastream. 25

26 3. STRESS SOVRANO E STRESS BANCARIO NELL EUROZONA Figura 13 Regno Unito: deficit e debito pubblico/pil e tasso di interesse a 10 anni sul debito Percent of GDP Per cent, per annum General government net -9,9-8,7-8,0-6,6 lending/borrowing Fonte: elaborazione su dati IMF, World Economic Outlook, April 2012, e Datastream. General government gross debt 75,1 82,5 88,4 91,4 10-years bond interest rate 3,7 3,3 2,4 2,

27 3. STRESS SOVRANO E STRESS BANCARIO NELL EUROZONA Figura 14 Spagna: deficit e debito pubblico/pil e tasso di interesse a 10 anni sul debito Percent of GDP Per cent, per annum General government net lending/borrowing ,3-8,5-6,0-5,7 General government gross debt 61,2 68,5 79,0 84,0 10-years bond interest rate 4,3 5,4 5,5 5, Fonte: elaborazione su dati IMF, World Economic Outlook, April 2012, e Datastream.

28 4. FOCUS SUL CONFRONTO FRA ITALIA E GERMANIA NELL ULTIMO DECENNIO Figura 15 Germania: deficit e debito pubblico/pil e tasso di interesse a 10 anni sul debito Percent of GDP Per cent, per annum General government net lending/borrowing (Percent of GDP) General government gross debt (Percent of GDP) ,3-1,0-0,8-0,6 83,2 81,5 78,9 77,4 10-years bond interest rate 2,9 2,7 1,8 1,8-5 Fonte: elaborazione su dati IMF, World Economic Outlook, April 2012, e Datastream. 28

29 4. FOCUS SUL CONFRONTO FRA ITALIA E GERMANIA NELL ULTIMO DECENNIO Figura 16 Italia: deficit e debito pubblico/pil e tasso di interesse a 10 anni sul debito Percent of GDP Per cent, per annum General government net lending/borrowing ,5-3,9-2,4-1,5 General government gross debt 118,7 120,1 123,4 123,8 10-years bond interest rate 4,0 5,3 5,7 5,7-6 Fonte: elaborazione su dati IMF, World Economic Outlook, April 2012, e Datastream. 29

30 4. FOCUS SUL CONFRONTO FRA ITALIA E GERMANIA NELL ULTIMO DECENNIO Figura 17 Crescita del PIL reale: Italia e Germania a confronto Media ( ) Crescita complessiva Germany 1,1 14 Italy 0,2 2 Euro area 1,1 14 Fonte: elaborazione su dati IMF, World Economic Outlook, April

31 4. FOCUS SUL CONFRONTO FRA ITALIA E GERMANIA NELL ULTIMO DECENNIO Figura 18 Evoluzione del PIL pro capite (prezzi costanti): Italia e Germania a confronto Fonte: elaborazione su dati IMF, World Economic Outlook, April

32 4. FOCUS SUL CONFRONTO FRA ITALIA E GERMANIA NELL ULTIMO DECENNIO Figura 19 Rapporto debito pubblico/pil e deficit pubblico/pil: Italia e Germania a confronto Fonte: elaborazione su dati IMF, World Economic Outlook, April

33 4. FOCUS SUL CONFRONTO FRA ITALIA E GERMANIA NELL ULTIMO DECENNIO Figura 20 Tasso di disoccupazione: Italia e Germania a confronto Percent of total labor force Unemployment rate (Germany) Unemployment rate (Italy) Unemployment rate (Euro area) Fonte: elaborazione su dati IMF, World Economic Outlook, April

34 5. LA CRISI DELL EUROZONA E L ESIGENZA DI UN DIVERSO MODELLO Vi è ampio consenso sul fatto che, nei Paesi europei, l aggiustamento fiscale e le riforme strutturali siano necessari e che le banche debbano essere meglio e più capitalizzate. I principi sono corretti, ma non le modalità e i tempi di applicazione oggi imposti dalla saggezza convenzionale. La crisi dell Eurozona è anche un opportunità per: i. rivisitare alla radice il modello di integrazione economica e monetaria in Europa; ii. spingere e realizzare riforme strutturali in Paesi che nei passati vent anni hanno evitato di affrontare i cambiamenti imposti dal paradigma della moneta unica e dalla globalizzazione dei mercati. 34

35 5. LA CRISI DELL EUROZONA E L ESIGENZA DI UN DIVERSO MODELLO LE OPPORTUNITÀ Per quanto concerne il punto (i), è divenuto oggi ben evidente che la moneta unica richiede anche unione fiscale e, quindi, integrazione politica Il rischio sovrano (e quello delle banche) in assenza di sovranità monetaria diventa esplosivo anche per la mancata riforma olistica dell architettura finanziaria europea L approccio all unione fiscale poggia sul Fiscal Compact e sull European Financial Stability Facility (EFSF): su entrambi i fronti occorrono tuttavia modifiche profonde. Per quanto concerne il punto (ii), è indubbio che sono necessarie importanti riforme strutturali: delle pensioni, del mercato del lavoro, della concorrenza, dell implementazione del mercato unico, degli assetti e delle regole in campo finanziario e bancario. La loro realizzazione è in corso. Non si può, peraltro, pensare che dalle riforme provengano nell immediato stimoli alla domanda, alla crescita, all occupazione. 35

36 5. LA CRISI DELL EUROZONA E L ESIGENZA DI UN DIVERSO MODELLO I PROBLEMI Il modello economico che la Germania sta forzando in tempi molto brevi attraverso le riforme (quella fiscale e quelle di struttura) è sbagliato. L approccio ipotizza mercati perfetti: efficienza informativa, comportamenti e azioni sempre basati su assunti di aspettative razionali e di rischio univocamente connesso a news su fattori fondamentali, piena flessibilità dei salari e dei prezzi anche verso il basso. La Germania sta imponendo a tutta l Europa un modello neoconservatore e liberale estremista. La Germania ha, pertanto, abbandonato il modello economico dell economia sociale di mercato sul quale Adenauer e Eucken avevano costruito la prosperità economica nel dopoguerra e il processo di integrazione in Europa. Il paradosso è che la Merkel si rifà a modelli che il cancelliere tedesco Heinrich Brüning aveva imposto agli inizi degli anni 30 in Germania di tagli alla spesa pubblica di investimento e sociale, e con misure di austerità basate anche su nuove e crescenti tasse. L idea anche allora era di assicurare il bilancio in equilibrio, ma il risultato era stato una contrazione catastrofica del reddito e dell occupazione che avevano portato nel 1933 al potere Hitler. 36

37 5. LA CRISI DELL EUROZONA E L ESIGENZA DI UN DIVERSO MODELLO I PROBLEMI La Merkel ha un potere di imporre le proprie politiche che deriva anche dal fatto che gli altri Paesi non hanno la possibilità di esprimere chiaramente il loro parere sulla inadeguatezza dell approccio nel timore che ciò potrebbe produrre effetti negativi sui mercati con aumenti degli spread sui tassi di interesse e, quindi, acuendo le difficoltà di rientro. Figura 21 Eurozona: l attuale modello implicito di policy (Modello 1) Prezzi (salari) SS P P E E Prodotto potenziale DD DD Prodotto reale 37

38 5. LA CRISI DELL EUROZONA E L ESIGENZA DI UN DIVERSO MODELLO I PROBLEMI Figura 22 Il paradigma della fallacia di composizione (Modello 2) Prezzi (salari) SS P P E E DD DD Y Y Prodotto reale 38

39 5. LA CRISI DELL EUROZONA E L ESIGENZA DI UN DIVERSO MODELLO Figura 23 Il capitale bancario: il modello convenzionale (Modello 1) Equity SS DD Assumption: given RWA ROE 39

40 5. LA CRISI DELL EUROZONA E L ESIGENZA DI UN DIVERSO MODELLO Figura 24 Il capitale bancario: la fallacia di composizione. L offerta di capitale sul mercato è vincolata (Modello 2) Equity Assumption: given RWA DD SS ROE 40

41 Figura 25 WEO Downside Scenario for Increased Bank and Sovereign Stress in the Euro Area (Percent or percentage point deviation from WEO baseline) Source: IMF, World Economic Outlook, April LA CRISI DELL EUROZONA E L ESIGENZA DI UN DIVERSO MODELLO

42 Figura 26 Europe: revisions to 2012 GDP growth forecasts (Change in percentage points from September 2011 WEO projections) Source: IMF, World Economic Outlook, April LA CRISI DELL EUROZONA E L ESIGENZA DI UN DIVERSO MODELLO

43 Figura 27 Europe: back in recession Source: IMF, World Economic Outlook, April LA CRISI DELL EUROZONA E L ESIGENZA DI UN DIVERSO MODELLO

44 5. LA CRISI DELL EUROZONA E L ESIGENZA DI UN DIVERSO MODELLO Figura 28 Europe: back in recession 1 Source: IMF, World Economic Outlook, April

45 6. INFRASTRUTTURE E FISCAL COMPACT Con il Fiscal Compact, gli Stati membri si impegnano a mantenere una posizione di bilancio della Pubblica Amministrazione in pareggio o in avanzo, ovvero a contenere il disavanzo strutturale entro il limite 0,5% del PIL ai prezzi di mercato. Il Patto di Stabilità Fiscale prevede, altresì, che i Paesi il cui debito eccede il 60% del PIL dovranno ridurlo a un tasso medio di un ventesimo per anno, senza prevedere alcuna forma di condivisione di una parte del debito a livello Eurozona. In reazione agli eccessi del passato, secondo il Fiscal Compact dell UE, si adotta la norma di considerare le spese pubbliche in maniera indifferenziata, nel senso che comunque devono essere finanziate con corrispondenti entrate fiscali, in quanto si impone il vincolo del rispetto sostanziale del pareggio complessivo dei conti pubblici. 45

46 6. INFRASTRUTTURE E FISCAL COMPACT Occorre, viceversa, riconoscere che le spese pubbliche in conto capitale, se opportunamente valutate e selezionate, creano attività corrispondenti e sono, quindi, logicamente ed economicamente diverse dalle spese correnti. Non tutte, peraltro, possono essere finanziate in disavanzo: si devono definire criteri in base ai quali si sceglie quale proporzione delle spese di accumulazione è da finanziare in disavanzo e quale attraverso entrate fiscali. I criteri dovrebbero, comunque, imporre la selezione in base a efficacia ed efficienza e, quindi, ad adeguati ritorni sociali ed economici, ed essere calibrati opportunamente sotto il profilo quantitativo, ponendo un tetto in percentuale del PIL, e tenendo conto delle indicazioni connesse alla dinamica della sostenibilità del debito. Il cofinanziamento della BEI può rappresentare lo strumento per certificare la validità e l efficacia dei progetti. A questo riguardo è importante che la BEI riceva un aumento di capitale. 46

47 6. INFRASTRUTTURE E FISCAL COMPACT L ipotesi proposta consentirebbe di creare debito europeo a fronte di infrastrutture come volano per la crescita sostenibile e, quindi, per lo stesso risanamento delle finanze pubbliche: Eurobond a fronte di Euroinfrastrutture (Masera, 2012). Per quanto riguarda il debito, una soluzione percorribile in Italia consiste nel proporre al mercato un operazione di scambio di debito con patrimonio tramite un Exchange Offer in cui il Tesoro offre ai detentori del debito pubblico la facoltà (ma non l obbligo) di scambiare titoli di Stato con asset della Pubblica Amministrazione. Ad esempio, per dismettere un portafoglio di immobili, il Tesoro potrebbe lanciare un Offerta Pubblica di Scambio (OPS) destinata ai soli detentori del debito pubblico, offrendo la facoltà di scambiare titoli di Stato con azioni di una società o quote di un fondo immobiliare appositamente costituito, al quale sono conferiti gli immobili oggetto della dismissione. Il modello potrebbe successivamente essere esteso ad altri comparti di asset pubblici (Masera e Bivona, 2012). 47

48 7. CONCLUSIONE: DALL UNIONE MONETARIA ALL UNIONE ECONOMICA E POLITICA Figura 29 Dall unione monetaria all unione economica e politica in Europa: una ipotesi Unione monetaria Perdita sovranità monetaria dei paesi Eurozona (rischio sovrano/rischio banche) Unione fiscale è necessaria Fiscal compact (Patto di bilancio, alla base dell unione fiscale) Unione politica per dare legittimità e guida a unione fiscale Processo da definire (cfr. slide 2) 48

49 7. CONCLUSIONE: DALL UNIONE MONETARIA ALL UNIONE ECONOMICA E POLITICA Figura 30 Modello di unione economica/ politica: un approccio con 8 pilastri Potere esecutivo Commissione Governo europeo Potere legislativo Parlamento europeo Consiglio europeo Rafforzamento con potere di nomina del Presidente della Commissione, che coincide con Presidente del Consiglio 2 a Camera europea composta dai capi di Governo Potere giudiziario Corte di Giustizia Corte Suprema 49

50 7. CONCLUSIONE: DALL UNIONE MONETARIA ALL UNIONE ECONOMICA E POLITICA Figura 31 Uno schema per le istituzioni finanziarie europee ECB, ESM, RRF, EIB ECB European Central Bank ESM European Stability Mechanism (and Debt Agency) RRF (Recovery and Resolution Fund) Supervision and resolution for large banks at European level EIB Investment Bank of the Union ECB & Eurosystem ESM RRF Financial Mechanism with -banking status -capital reserves 50

51 7. CONCLUSIONE: DALL UNIONE MONETARIA ALL UNIONE ECONOMICA E POLITICA Figura 32 Uno schema per le istituzioni finanziarie europee ECB, ESM, RRF, EIB ESM Offers sovereign protection (buys debt of fiscally compliant countries) ECB Offers (unlimited) finance to ESM. ECB and Council concur in sharing the external policy of the Euro Council Oversees compliance process according to enlightened interpretation of Fiscal Compact RRF Ensures prompt intervention for banks in difficulty and orderly resolution, thereby avoiding moral hazard / tax payers liabilities EIB Capital increase. Fiscal Compact allows partial (1 2 % of GDP) golden rule to cofinance, with EIB, Euro infrastructure project: Eurobonds for Euroinfrastructure 51

52 APPENDICE Figura A1 Selected Advanced Economies: Real GDP, Consumer Prices, Current Account Balance, and Unemployment 52 Source: IMF, World Economic Outlook, April 2012

53 APPENDICE Figura A2 Credit Market Conditions 53 Source: IMF, World Economic Outlook, April 2012

54 Advanced Economies APPENDICE Figura A3 Statistical Table 2. General Government Primary Balance (Percent of GDP) Australia 1,5 0,9-1,1-4,2-4,5-3,8-2,0-0,2 Austria 0,5 1,0 1,1-1,9-2,4-0,5-0,9-0,1 Belgium 3,9 3,3 2,2-2,4-0,9-1,0 0,5 1,2 Canada 2,2 2,2 0,2-4,0-4,9-4,1-3,1-2,5 Czech Republic -1,7 0,0-1,5-4,8-3,6-2,6-2,2-2,0 Denmark 6,0 5,2 3,6-2,2-2,3-3,4-5,5-1,9 Estonia 3,3 2,9-2,4-2,2 0,3 0,9-2,1-0,5 Finland 3,7 4,7 3,3-3,3-3,0-1,0-2,0-1,5 France 0,0-0,3-0,6-5,3-4,9-2,9-2,2-1,5 Germany 0,8 2,7 2,3-0,9-2,1 0,7 1,0 1,3 Greece -1,3-2,0-4,7-10,5-4,9-2,3-1,0 1,8 Hong Kong SAR 4,0 7,9-0,3 1,4 4,3 3,5 0,3 1,8 Iceland 6,7 5,7-0,5-6,5-2,7-1,1 1,3 2,3 Ireland 3,9 1,0-6,2-12,3-28,2-6,7-4,4-1,8 Israel 3,0 3,7 1,1-1,8-0,4 0,1-0,1 0,9 Italy 1,1 3,2 2,2-1,0-0,3 0,8 3,0 4,0 Japan -3,8-2,2-3,9-10,0-8,8-9,1-8,9-7,5 Korea, Republic of 2,5 1,5 1,2-0,7 0,9 1,7 1,7 2,1 Netherlands 2,1 1,8 1,9-4,0-3,7-3,5-3,2-3,5 New Zealand 4,7 3,9 1,4-2,0-5,0-5,9-3,8-1,1 Norway 16,1 14,3 15,7 8,2 8,4 10,9 11,9 10,6 Portugal -1,6-0,6-1,0-7,5-7,0-0,2 0,1 1,5 Singapore 6,0 11,0 4,9-1,2 4,4 6,6 4,8 4,7 Slovak Republic -1,9-0,8-1,1-6,7-6,4-4,0-2,7-2,0 Slovenia 0,3 1,2 0,5-4,7-4,1-4,3-3,0-2,3 Spain 3,3 3,0-3,1-9,9-7,9-6,6-3,6-3,0 Sweden 1,9 3,0 1,4-1,8-1,0-0,7-1,1-0,4 Switzerland 1,9 2,1 2,5 1,2 0,8 0,9 0,6 0,6 United Kingdom -1,1-1,1-3,3-8,6-7,4-5,8-5,3-4,0 United States -0,1-0,7-4,7-11,2-8,5-7,3-6,1-4,4 54 Source: IMF, Fiscal Monitor, April 2012

PRIME RIFLESSIONI SU BASILEA3 E POSSIBILI IMPATTI SULLE IMPRESE

PRIME RIFLESSIONI SU BASILEA3 E POSSIBILI IMPATTI SULLE IMPRESE PRIME RIFLESSIONI SU BASILEA3 E POSSIBILI IMPATTI SULLE IMPRESE Prof. Roberto Bottiglia Università degli Studi di Verona Dipartimento di Economia Aziendale OLTRE LA CRISI: STRATEGIA E FINANZA PER IL RILANCIO

Dettagli

L'impatto della crisi economica (e dell austerità) sul mercato del lavoro e sulla situazione sociale. Un confronto europeo.

L'impatto della crisi economica (e dell austerità) sul mercato del lavoro e sulla situazione sociale. Un confronto europeo. Senato della Repubblica, S.Com. Pol. sociali, 1 Aprile 2015 L'impatto della crisi economica (e dell austerità) sul mercato del lavoro e sulla situazione sociale. Un confronto europeo. Pasquale Tridico

Dettagli

Liberalizzazione del mercato dei capitali

Liberalizzazione del mercato dei capitali Liberalizzazione del mercato dei capitali euros euros Curve del prodotto marginale del capitale K Capital flow Esportazione di capitale r o r MPK* A MPK r r* o K o K*o * K o +K* o 1 Effetti di benessere

Dettagli

POLITICA MONETARIA. Andrea Terzi 11.3.2014

POLITICA MONETARIA. Andrea Terzi 11.3.2014 POLITICA MONETARIA Andrea Terzi 11.3.2014 1 If a Rip Van Winkle had gone to sleep in 2006 and awoke today Tassi a zero per il sesto anno consecutivo Uso di strumenti non convenzionali di politica monetaria

Dettagli

La crisi iniziata nel 2007

La crisi iniziata nel 2007 La crisi iniziata nel 2007 In questa lezione: Analizziamo lo scoppio della crisi finanziaria. Studiamo l effetto della crisi finanziaria sull economia reale. 300 L origine della Crisi Nell autunno del

Dettagli

PRESSIONE FISCALE ED ECONOMIA SOMMERSA

PRESSIONE FISCALE ED ECONOMIA SOMMERSA PRESSIONE FISCALE ED ECONOMIA SOMMERSA di Tommaso Di Nardo Sommario: 1. La pressione fiscale in Italia dal 1980 al 2014. 2. Pressione tributaria diretta e indiretta. 3. La pressione fiscale in Europa.

Dettagli

Possibili modelli di asset allocation e controllo dei rischi in una fase di grande incertezza e volatilità

Possibili modelli di asset allocation e controllo dei rischi in una fase di grande incertezza e volatilità Logo azienda Possibili modelli di asset allocation e controllo dei rischi in una fase di grande incertezza e volatilità Nicola Carcano, Chief Investment Officer, MVC & Partners e Docente presso l Università

Dettagli

Fondi pensione ed economia Italiana

Fondi pensione ed economia Italiana Fondi pensione ed economia Italiana Mauro Marè Università della Tuscia e Mefop Previdenza privata e crescita economica: idee e prospettive LUISS, Roma 14 dicembre 2015 Outline 1. L industria dei fondi

Dettagli

Da B2 a B 3. come affrontare il passaggio in una realtà di piccole e medie dimensioni

Da B2 a B 3. come affrontare il passaggio in una realtà di piccole e medie dimensioni Da B2 a B 3. come affrontare il passaggio in una realtà di piccole e medie dimensioni Paolo Palliola Cassa di Risparmio di San Miniato S.p.a. Roma, 28 giugno 2013 Agenda Cosa ci ha portato di nuovo Basilea

Dettagli

La spesa sanitaria e altri indicatori di salute nei dati Ocse 2002

La spesa sanitaria e altri indicatori di salute nei dati Ocse 2002 HW Health World Ocse health data 2002 di Mario Coi e Federico Spandonaro Ceis Sanità, Facoltà di Economia, Università degli Studi di Roma Tor Vergata La spesa sanitaria e altri indicatori di salute nei

Dettagli

PER LE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO CASSE RURALI E ARTIGIANE DEL VENETO MEFR MODELLO ECONOMETRICO FINANZIARIO REGIONALE

PER LE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO CASSE RURALI E ARTIGIANE DEL VENETO MEFR MODELLO ECONOMETRICO FINANZIARIO REGIONALE PER LE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO CASSE RURALI E ARTIGIANE DEL VENETO MEFR MODELLO ECONOMETRICO FINANZIARIO REGIONALE I dati utilizzati per le elaborazioni sono aggiornati al 31/7/1 Pagina 1 Questa

Dettagli

CRISI DI FIDUCIA E GESTIONE DEL RISPARMIO

CRISI DI FIDUCIA E GESTIONE DEL RISPARMIO CRISI DI FIDUCIA E GESTIONE DEL RISPARMIO Roma, Venerdì 21 gennaio 2011 ore 10 LUISS Business School Divisione di LUISS Guido Carli Sala Colonne Viale Pola, 12 - Roma Crisi di fiducia e regolazione finanziaria

Dettagli

IL LAVORO DELL OCSE SUI SISTEMI SANITARI

IL LAVORO DELL OCSE SUI SISTEMI SANITARI IL LAVORO DELL OCSE SUI SISTEMI SANITARI - analisi, confronto e rafforzamento del sistema sanitario Stefano Scarpetta, Direttore della Direzione del Lavoro, Occupazione e Affari Sociali Il Lavoro dell

Dettagli

Politica Economica Europea. a.a. 2013-14

Politica Economica Europea. a.a. 2013-14 Politica Economica Europea 2 Costi di aderire ad un UM Aderendo ad una UM si perde: la propria moneta; la possibilità di gestire la politica monetaria in modo indipendente; la gestione del tasso di cambio

Dettagli

BANKING UNION: una nuova Maginot?

BANKING UNION: una nuova Maginot? BANKING UNION: una nuova Maginot? SIENA, NOVEMBRE 2014 M.ESPOSITO L origine dell idea di banking union La crisi finanziaria iniziata nel 2007 ed esplosa nel 2008 con il fallimento di Lehman ha messo in

Dettagli

LA CRISI E LE BANCHE ITALIANE ALLA RICERCA DI UN EQUILIBRIO SOSTENIBILE. Giancarlo Forestieri (Università Bocconi)

LA CRISI E LE BANCHE ITALIANE ALLA RICERCA DI UN EQUILIBRIO SOSTENIBILE. Giancarlo Forestieri (Università Bocconi) LA CRISI E LE BANCHE ITALIANE ALLA RICERCA DI UN EQUILIBRIO SOSTENIBILE Giancarlo Forestieri (Università Bocconi) AGENDA Un quadro d insieme I fattori di contesto I modelli di business tradizionali sono

Dettagli

Prima verifica del sistema europeo di emission trading (EU-ETS)

Prima verifica del sistema europeo di emission trading (EU-ETS) Prima verifica del sistema europeo di emission trading (EU-ETS) Milano, 01-06-06 Per approfondimenti: Sara Faglia, faglia@avanzi.org Tel. 02-36518110 Davide Zanoni, zanoni@avanzi.org Tel. 02-36518113 Cell

Dettagli

La crisi dei debiti sovrani in Europa

La crisi dei debiti sovrani in Europa La crisi dei debiti sovrani in Europa Prof. Carluccio Bianchi Università di Pavia Una crisi che viene da lontano La crisi attuale è la conseguenza diretta dei provvedimenti di politica economica presi

Dettagli

ECONOMIC OUTLOOK 2013 OCSE: LA CRISI ITALIANA CONTINUA

ECONOMIC OUTLOOK 2013 OCSE: LA CRISI ITALIANA CONTINUA 423 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.com ECONOMIC OUTLOOK 2013 OCSE: LA CRISI ITALIANA CONTINUA 30 maggio 2013 a cura di Renato Brunetta INDICE 2 Le previsioni sull economia Alcuni grafici

Dettagli

Factoring tour: Torino Imprese e finanza nella prospettiva della ripresa economica e di Basilea 3: il ruolo del factoring

Factoring tour: Torino Imprese e finanza nella prospettiva della ripresa economica e di Basilea 3: il ruolo del factoring Factoring tour: Torino Imprese e finanza nella prospettiva della ripresa economica e di Basilea 3: il ruolo del factoring La finanza delle imprese tra crisi e ripresa Mario Valletta Università degli Studi

Dettagli

Il Rapporto sulla Stabilità Finanziaria. Fabio Panetta Vice Direttore Generale - Banca d Italia. Università Bocconi, 18 Novembre 2014

Il Rapporto sulla Stabilità Finanziaria. Fabio Panetta Vice Direttore Generale - Banca d Italia. Università Bocconi, 18 Novembre 2014 Il Rapporto sulla Stabilità Finanziaria Fabio Panetta Vice Direttore Generale - Banca d Italia Università Bocconi, 18 Novembre 2014 Indice o La congiuntura o Il mercato immobiliare o I mercati finanziari

Dettagli

DEBITI SOVRANI E POLITICA EUROPEA Dott. Marcello Minenna

DEBITI SOVRANI E POLITICA EUROPEA Dott. Marcello Minenna DOPO LA GRANDE CRISI. PER UNA NUOVA ECONOMIA DEBITI SOVRANI E POLITICA EUROPEA Dott. Marcello Minenna Responsabile dell Ufficio Analisi Quantitativa e Innovazione Finanziaria della CONSOB * Le opinioni

Dettagli

IL LAVORO SULLA SALUTE ALL OCSE

IL LAVORO SULLA SALUTE ALL OCSE IL LAVORO SULLA SALUTE ALL OCSE Francesca Colombo, Divisione Salute OCSE 2 Aprile 2013 Il lavoro sulla sanità all OCSE è cresciuto nel tempo, come il budget sanità % GDP 12 France Germany Italy United

Dettagli

Lo Scenario Macroeconomico Rischi ed Opportunita

Lo Scenario Macroeconomico Rischi ed Opportunita Lo Scenario Macroeconomico Rischi ed Opportunita City Wire Events September 2015 Professor Paolo Surico London Business School 1 Disclaimer 2 Previsioni in macroeconomia: Scienza Source: FMI WEO 2014 Previsioni

Dettagli

Contesto economico e caratteristiche del sistema industriale italiano. Roberto Calugi Direttore - Consorzio Camerale per il credito e la finanza

Contesto economico e caratteristiche del sistema industriale italiano. Roberto Calugi Direttore - Consorzio Camerale per il credito e la finanza Contesto economico e caratteristiche del sistema industriale italiano Roberto Calugi Direttore - Consorzio Camerale per il credito e la finanza Agenda ANALISI DEGLI SCENARI MACROECON OMICI I. Analisi degli

Dettagli

Investire nella crescita: l innovazione finanziaria a sostegno dello sviluppo

Investire nella crescita: l innovazione finanziaria a sostegno dello sviluppo Investire nella crescita: l innovazione finanziaria a sostegno dello sviluppo 13 FORO DI DIALOGO ITALIA SPAGNA Contributo degli intermediari finanziari italiani, coordinato dal Prof. Rainer Masera, al

Dettagli

L economia italiana 169

L economia italiana 169 L economia italiana 169 3.8 Debito pubblico: perché no?! il rapporto tra il disavanzo pubblico e il prodotto interno lordo non deve essere superiore al 3%;! il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto

Dettagli

Gli accordi di Basilea e l accesso al credito da parte delle imprese

Gli accordi di Basilea e l accesso al credito da parte delle imprese Gli accordi di Basilea e l accesso al credito da parte delle imprese Giordano Villa Managing Director Chief Credit Officer Italy 31 st May 2011 La quantità di impieghi che le banche possono erogare dipende

Dettagli

Le infrastrutture strategiche per lo sviluppo nella programmazione del Fondo Sviluppo e Coesione 2007-2013

Le infrastrutture strategiche per lo sviluppo nella programmazione del Fondo Sviluppo e Coesione 2007-2013 Le infrastrutture strategiche per lo sviluppo nella programmazione del Fondo Sviluppo e Coesione 2007-2013 Anna Maria Fontana Responsabile divisione VII DPS-DGPRUN Investimenti pubblici in infrastrutture

Dettagli

Divergenze P. Gautry, capo economista

Divergenze P. Gautry, capo economista 2015 Divergenze P. Gautry, capo economista Union Bancaire Privée, UBP SA Rue du Rhône 96-98 CP 1320 1211 Ginevra 1, Svizzera Tel. +4158 819 21 11 Fax +4158 819 22 00 ubp@ubp.com www.ubp.com La crescita

Dettagli

Esportazioni 110 Vendite a B 200. Vendite al pubblico 600. Calcolate il valore del PIL di questa economia usando le tre definizioni possibili.

Esportazioni 110 Vendite a B 200. Vendite al pubblico 600. Calcolate il valore del PIL di questa economia usando le tre definizioni possibili. Esercizi 2014-2015 IL BREVE PERIODO Esercizio 1 Si consideri il seguente sistema economico in cui operano solamente due (categorie di) imprese, e la cui attività può essere sintetizzata come segue: Impresa

Dettagli

INTEGRAZIONE FINANZIARIA E CRESCITA: ALCUNE CONSIDERAZIONI INIZIALI

INTEGRAZIONE FINANZIARIA E CRESCITA: ALCUNE CONSIDERAZIONI INIZIALI INTEGRAZIONE FINANZIARIA E CRESCITA: ALCUNE CONSIDERAZIONI INIZIALI Roma, Italia 02 Dicembre 2015 Diego Valiante, Ph.D. Responsabile Mercati e Istituzioni Finanziarie, CEPS Il contesto odierno 2 Forte

Dettagli

Fondo Monetario Internazionale e Italia

Fondo Monetario Internazionale e Italia Fondo Monetario Internazionale e Italia (analisi della Public Information Notice del 13/11/2003) Antonio Forte Tutti i diritti sono riservati INTRODUZIONE Nell ambito della funzione di sorveglianza svolta

Dettagli

BANQUE PRIVÉE EDMOND DE ROTHSCHILD EUROPE

BANQUE PRIVÉE EDMOND DE ROTHSCHILD EUROPE BANQUE PRIVÉE EDMOND DE ROTHSCHILD EUROPE Crisi dell Euro: il rischio bancario Giorgio Solcia Vicenza, 25 giugno 2012 Credenze incrollabili...crollate Gli immobili sono un investimento sicuro che non farà

Dettagli

Corso di Politica Economica

Corso di Politica Economica Anno accademico 2014/2015 Corso di Politica Economica Docente: Claudio Di Berardino Informazioni sito docente: http://claudiodiberardino.jimdo.com mail: c.diberardino@unich.it 1 lezione - Le teorie degli

Dettagli

La tassazione del lavoro: l Italia nel contesto europeo

La tassazione del lavoro: l Italia nel contesto europeo Econpubblica - Centre for Research on the Public Sector La tassazione del lavoro: l Italia nel contesto europeo Giampaolo Arachi Università del Salento e Econpubblica Alberto Zanardi, Università di Bologna

Dettagli

FISCAL COMPACT: CHI ERA COSTUI?

FISCAL COMPACT: CHI ERA COSTUI? 104 i dossier www.freefoundation.com FISCAL COMPACT: CHI ERA COSTUI? 10 luglio 2012 a cura di Renato Brunetta INDICE 2 Il Fiscal Compact Lo stato dell arte in Europa Lo stato dell arte in Italia Le misure

Dettagli

SECONDA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FACOLTÀ DI ECONOMIA CORSO DI STORIA ECONOMICA. Prof.ssa Stefania Manfrellotti

SECONDA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FACOLTÀ DI ECONOMIA CORSO DI STORIA ECONOMICA. Prof.ssa Stefania Manfrellotti SECONDA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FACOLTÀ DI ECONOMIA CORSO DI STORIA ECONOMICA Prof.ssa Stefania Manfrellotti DEBITO PUBBLICO! Debito dello Stato nei confronti di altri soggetti, individui, imprese,

Dettagli

Università degli Studi Guglielmo Marconi

Università degli Studi Guglielmo Marconi I cambi flessibili e le politiche di intervento sui mercati valutari: 1971(-3)-2007 Argomenti 1. Il periodo 1971-2001 2. La globalizzazione e la crescita mondiale nel 1 Il periodo 1971-2001 Gli assetti

Dettagli

Il PON Ricerca e Competitività 2007-2013 Ricerca Ricerca, impresa e innovazione per far crescere l intero Paese

Il PON Ricerca e Competitività 2007-2013 Ricerca Ricerca, impresa e innovazione per far crescere l intero Paese Il PON Ricerca e Competitività 2007-2013 Ricerca Ricerca, l intero Paese Logiche d intervento nell utilizzo dei Fondi Strutturali: Adattamento ed evoluzione. Pasquale D Alessandro DG REGIO Unità G3: Italia

Dettagli

GLI ANDAMENTI TERRITORIALI 35 Macroarea Nord 35 Macroarea Centro 36 Macroarea Sud1 40 Macroarea Sud2 43

GLI ANDAMENTI TERRITORIALI 35 Macroarea Nord 35 Macroarea Centro 36 Macroarea Sud1 40 Macroarea Sud2 43 RAPPORTO BANCHE SOMMARIO E CONCLUSIONI 3 LA CONGIUNTURA BANCARIA IN EUROPA 7 L attivo bancario 8 Gli impieghi 8 I crediti deteriorati 14 I titoli in portafoglio 17 Le azioni e partecipazioni 19 Le passività

Dettagli

DOMANDE DI ESERCITAZIONE DI MACROECONOMIA. 2bis) Definire e confrontare i seguenti concetti: PIL, PIL pro-capite, PIL reale, PIL nominale.

DOMANDE DI ESERCITAZIONE DI MACROECONOMIA. 2bis) Definire e confrontare i seguenti concetti: PIL, PIL pro-capite, PIL reale, PIL nominale. DOMANDE DI ESERCITAZIONE DI MACROECONOMIA PARTE I: I FONDAMENTI DELLA MACRO 1) Dopo aver spiegato la distinzione tra micro e macro economia, lo studente definisca e spieghi il concetto di Prodotto Interno

Dettagli

Trend e cicli economici nell'economia mondiale: le opportunità per il 2016

Trend e cicli economici nell'economia mondiale: le opportunità per il 2016 Trend e cicli economici nell'economia mondiale: le opportunità per il 2016 Professor Lucrezia Reichlin London Business School Mondohedge Roma 26 novembre 2015 Disclaimer Previsioni FMI 10 GDP, constant

Dettagli

Grande Depressione e Grande Recessione: una prospettiva storica. Lezione 16_2 Mauro Rota mauro.rota@uniroma1.it

Grande Depressione e Grande Recessione: una prospettiva storica. Lezione 16_2 Mauro Rota mauro.rota@uniroma1.it Grande Depressione e Grande Recessione: una prospettiva storica Lezione 16_2 Mauro Rota mauro.rota@uniroma1.it Il Quadro attuale Anche prima della crisi le economie europee avevano bassi tassi di crescita

Dettagli

CORSO DI MACROECONOMIA

CORSO DI MACROECONOMIA CORSO DI MACROECONOMIA Prof. Giuseppe Travaglini Dott.ssa Elisa Lenti Anno accademico 2014-20152015 TEMI DI RIFLESSIONE MACROECONOMICA L Offerta: Il Pil, la Spesa Aggregata, la struttura produttiva delle

Dettagli

Le scelte per la media impresa tra debito e capitale

Le scelte per la media impresa tra debito e capitale IFFI 10 edizione VALORIZZARE L IMPRESA E ATTRARRE GLI INVESTITORI La liquidità dei mercati finanziari per lo sviluppo delle imprese Le scelte per la media impresa tra debito e capitale MILANO, 11 Novembre

Dettagli

ECONOMIA E MERCATI FINANZIARI QUARTO TRIMESTRE 2011

ECONOMIA E MERCATI FINANZIARI QUARTO TRIMESTRE 2011 ECONOMIA E MERCATI FINANZIARI QUARTO TRIMESTRE 2011 1. QUADRO MACROECONOMICO INTERNAZIONALE Negli ultimi mesi del 2011 si è verificato un peggioramento delle prospettive di crescita nelle principali economie

Dettagli

Quali regole per il sistema bancario dopo la crisi?

Quali regole per il sistema bancario dopo la crisi? Quali regole per il sistema bancario dopo la crisi? Andrea Enria Banca d Italia Milano, 26 novembre 2009 Schema della presentazione Lezioni della crisi e riforma della regolamentazione Perimetro ampio

Dettagli

Strategia di finanziamento della Repubblica Italiana L emissione sindacata del BTP trentennale. Direzione del Debito Pubblico Dipartimento del Tesoro

Strategia di finanziamento della Repubblica Italiana L emissione sindacata del BTP trentennale. Direzione del Debito Pubblico Dipartimento del Tesoro Strategia di finanziamento della Repubblica Italiana L emissione sindacata del BTP trentennale Direzione del Debito Pubblico Dipartimento del Tesoro Settembre 2003 2 Introduzione Rafforzamento del quadro

Dettagli

Corso di. Economia Politica

Corso di. Economia Politica Prof.ssa Blanchard, Maria Laura Macroeconomia Parisi, PhD; Una parisi@eco.unibs.it; prospettiva europea, DEM Università Il Mulino di 2011 Brescia Capitolo I. Un Viaggio intorno al mondo Corso di Economia

Dettagli

Regole e istituzioni, o discrezionalità?

Regole e istituzioni, o discrezionalità? Regole e istituzioni, o discrezionalità? Alberto Franco Pozzolo Università degli Studi del Molise La riforma del bilancio dello Stato, Campobasso 30 gennaio 2016 Sommario I motivi della riforma I vincoli

Dettagli

Macroeconomia 12 gennaio 2015 SCRIVI NOME E COGNOME SU OGNI FOGLIO

Macroeconomia 12 gennaio 2015 SCRIVI NOME E COGNOME SU OGNI FOGLIO Macroeconomia 12 gennaio 2015 1. (*) Spiega in che consiste la procedura di calcolo del deflatore implicito del PIL e se questo è più/meno attendibile di un qualunque deflatore a paniere fisso. 2. (*)

Dettagli

Lo stato della finanza pubblica in Italia

Lo stato della finanza pubblica in Italia di Angelo Giubileo. Lo stato della finanza pubblica in Italia Crisi produttiva e aumento del debito pubblico In ambito europeo, la situazione di crisi internazionale ha avuto forti ripercussioni sul rapporto

Dettagli

OIV - Best Practices - 22 settembre 2014

OIV - Best Practices - 22 settembre 2014 OIV - Best Practices - 22 settembre 2014 Mario Massari Università L. Bocconi - Milano Il saggio privo di rischio ed il rischio paese 1 Cosa è il Risk Free Rate (RFR)? Il RFR può essere usato per differenti

Dettagli

ECONOMIA APERTA CON RIFERIMENTO A DUE PAESI NEL MERCATO DEI CAMBI SI DETERMINA IL TASSO DI CAMBIO NOMINALE BILATERALE

ECONOMIA APERTA CON RIFERIMENTO A DUE PAESI NEL MERCATO DEI CAMBI SI DETERMINA IL TASSO DI CAMBIO NOMINALE BILATERALE capitolo 11-1 ECONOMIA APERTA IN UN ECONOMIA APERTA AGLI SCAMBI CON L ESTERO (ALTRA VALUTA) SI FORMA IL MERCATO DEI CAMBI: DOMANDA, OFFERTA DI VALUTA ESTERA, TASSI DI CAMBIO. CON RIFERIMENTO A DUE PAESI

Dettagli

INTERVENTI. L ACCORDO DI BASILEA 2 Nuovi rapporti tra imprese e banche

INTERVENTI. L ACCORDO DI BASILEA 2 Nuovi rapporti tra imprese e banche INTERVENTI L ACCORDO DI BASILEA 2 Nuovi rapporti tra imprese e banche di MAURIZIO CALELLO È arrivato a conclusione dopo un lungo e intenso lavoro il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali

Dettagli

Dopo il crollo nella crisi, gli investimenti ripartono. Cruciale sostenerli per avere una crescita più robusta

Dopo il crollo nella crisi, gli investimenti ripartono. Cruciale sostenerli per avere una crescita più robusta 1-08-2015 Numero 15-11 NOTA DAL CSC Dopo il crollo nella crisi, gli investimenti ripartono. Cruciale sostenerli per avere una crescita più robusta Tra il e il gli investimenti fissi lordi si sono contratti

Dettagli

Crediti in sofferenza e crisi bancarie

Crediti in sofferenza e crisi bancarie Crediti in sofferenza e crisi bancarie ISTITUTO PER L ALTA FORMAZIONE E LE ATTIVITA EDUCATIVE (I.P.E.) Napoli, 11 dicembre 2015 Giuseppe Boccuzzi Agenda 1. Crisi bancarie e business model delle banche

Dettagli

altre economie avanzate: composizione geografica e settoriale del debito sovrano a confronto

altre economie avanzate: composizione geografica e settoriale del debito sovrano a confronto altre economie avanzate: composizione geografica e settoriale del debito sovrano a confronto In corrispondenza della crisi finanziaria, confluita nella tumultuosa stagione dei debiti sovrani, la composizione

Dettagli

Alessandro Scopelliti. alessandro.scopelliti@unirc.it

Alessandro Scopelliti. alessandro.scopelliti@unirc.it Alessandro Scopelliti alessandro.scopelliti@unirc.it La crisi del debito pubblico Il vincolo di bilancio del governo e il disavanzo pubblico L avanzo primario e la riduzione del debito pubblico Le determinanti

Dettagli

ECONOMIA URBANA. Valeria Costantini Facoltà di Architettura, Università Roma Tre. Contatti: costanti@uniroma3.it

ECONOMIA URBANA. Valeria Costantini Facoltà di Architettura, Università Roma Tre. Contatti: costanti@uniroma3.it ECONOMIA URBANA Valeria Costantini Facoltà di Architettura, Università Roma Tre Contatti: costanti@uniroma3.it LA MACROECONOMIA Economia Urbana 2 L economia aperta Per economia aperta si intende l insieme

Dettagli

IL MODELLO IS-LM IN ECONOMIA APERTA

IL MODELLO IS-LM IN ECONOMIA APERTA IL MODELLO IS-LM IN ECONOMIA APERTA 1 I MERCATI DEI BENI IN ECONOMIA APERTA Economia aperta applicata a mercati dei beni: l opportunità per i consumatori e le imprese di scegliere tra beni nazionali e

Dettagli

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Rapporto sullo stato di avanzamento nell attuazione di Basilea 3

Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Rapporto sullo stato di avanzamento nell attuazione di Basilea 3 Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Rapporto sullo stato di avanzamento nell attuazione di Basilea 3 Ottobre 2011 Il presente documento è stato redatto in lingua inglese. In caso di dubbio, si

Dettagli

Lezione 1. Moneta, finanza e produzione

Lezione 1. Moneta, finanza e produzione Lezione 1. Moneta, finanza e produzione Attività patrimoniali: stock di ricchezza 1. beni materiali e immateriali che partecipano ai processi produttivi, correnti e futuri, e che prospettano un flusso

Dettagli

Lezione 25 (BAG cap. 23)

Lezione 25 (BAG cap. 23) Lezione 25 (BAG cap. 23) Il ruolo della politica economica Corso di Macroeconomia Prof. Guido Ascari, Università di Pavia Quale dovrebbe essere il ruolo della politica economica? Un giusto mix di politica

Dettagli

COMMENTO DEL SERVIZIO POLITICHE FISCALI E PREVIDENZIALI DELLA UIL AL LIBRO BIANCO SUL FUTURO DEL MODELLO SOCIALE

COMMENTO DEL SERVIZIO POLITICHE FISCALI E PREVIDENZIALI DELLA UIL AL LIBRO BIANCO SUL FUTURO DEL MODELLO SOCIALE COMMENTO DEL SERVIZIO POLITICHE FISCALI E PREVIDENZIALI DELLA UIL AL LIBRO BIANCO SUL FUTURO DEL MODELLO SOCIALE Il Libro Bianco sul Welfare presentato dal Ministro del Lavoro si muove su uno scenario

Dettagli

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE RELAZIONE DELLA COMMISSIONE

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE RELAZIONE DELLA COMMISSIONE IT IT IT COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Bruxelles, 5.6.2009 COM(2009) 258 definitivo RELAZIONE DELLA COMMISSIONE Relazione annuale della Commissione sulla situazione e la gestione del Fondo di garanzia

Dettagli

IL RISCHIO DI SPREAD :

IL RISCHIO DI SPREAD : Corso tecnico/pratico Seconda Edizione IL RISCHIO DI SPREAD : MISURAZIONE E GESTIONE TRAMITE COSTRUZIONE IN AULA DI MODELLI IN EXCEL Milano, 26 e 27 novembre 2013 Hotel Four Points Sheraton Via Cardano

Dettagli

Scuola Galileiana - Padova, 29 aprile 2011

Scuola Galileiana - Padova, 29 aprile 2011 Per tornare a crescere Scuola Galileiana - Padova, 29 aprile 2011 Un modello di stagnazione Unico paese dell area Ocse il cui reddito procapite non è cresciuto negli ultimi 12 anni. Non si spiega con rendimenti

Dettagli

Dexia Crediop SpA. Italian Subsovereign Debt and Debt Management Perspectives. FABIO VITTORINI Responsabile delle Politiche Commerciali

Dexia Crediop SpA. Italian Subsovereign Debt and Debt Management Perspectives. FABIO VITTORINI Responsabile delle Politiche Commerciali Dexia Crediop SpA Italian Subsovereign Debt and Debt Management Perspectives FABIO VITTORINI Responsabile delle Politiche Commerciali 11 91 316 municipalities in the EU in 2008 80% of municipalities in

Dettagli

Le riforme adottate dalla Germania Rose Langer

Le riforme adottate dalla Germania Rose Langer PER UNA CRESCITA SOSTENIBILE: L APPROCCIO WELFARE TO WORK NEL QUADRO DELLE SFIDE DELL ECONOMIA E DEL LAVORO Le riforme adottate dalla Germania Riforme del mercato del lavoro - Le riforme del mercato del

Dettagli

INTRODUZIONE ALLA FINANZA AZIENDALE. Docente: Prof. Massimo Mariani

INTRODUZIONE ALLA FINANZA AZIENDALE. Docente: Prof. Massimo Mariani INTRODUZIONE ALLA FINANZA AZIENDALE Docente: Prof. Massimo Mariani SOMMARIO La creazione del valore Che cos è la finanza aziendale Obiettivi degli stakeholders Massimizzazione del valore Massimizzazione

Dettagli

Strategia d investimento obbligazionaria

Strategia d investimento obbligazionaria Strategia d investimento obbligazionaria Valutazione del mercato Analisi delle variabili del reddito fisso Strategia d investimento per gli asset obbligazionari Bollettino mensile no. 8 agosto A cura dell

Dettagli

Lezione 26 (BAG cap. 24)

Lezione 26 (BAG cap. 24) Lezione 26 (BAG cap. 24) Politica Monetaria e Fiscale: regole e vincoli Corso di Macroeconomia Prof. Guido Ascari, Università di Pavia Cosa sappiamo Nel breve periodo la politica monetaria influisce sia

Dettagli

26 e 27 giugno. Direttore Scientifico Prof. Andrea Resti

26 e 27 giugno. Direttore Scientifico Prof. Andrea Resti 26 e 27 giugno Direttore Scientifico Prof. Andrea Resti 1 SCHEMA DI SINTESI MARTEDÌ 23 MATTINA (9.15 13.00) SESSIONE PLENARIA DI APERTURA SUPERVISIONE E RISCHI: DENTRO LA VIGILANZA UNICA Giovanni Sabatini,

Dettagli

BIELORUSSIA 81/100 70/100 81/100 53/100 81/100 71/100. Contesto Politico. Esproprio e violazioni contrattuali. Mancato pagamento controparte sovrana

BIELORUSSIA 81/100 70/100 81/100 53/100 81/100 71/100. Contesto Politico. Esproprio e violazioni contrattuali. Mancato pagamento controparte sovrana BIELORUSSIA Capitale Minsk Popolazione (milioni) 9,34 81/100 70/100 81/100 PIL nominale (miliardi USD PPP) 150,42 Mancato pagamento controparte sovrana Esproprio e violazioni contrattuali Mancato pagamento

Dettagli

I punti di forza del mercato azionario europeo rispetto al resto del mondo

I punti di forza del mercato azionario europeo rispetto al resto del mondo I punti di forza del mercato azionario europeo rispetto al resto del mondo No. 5 - Settembre 2013 2 I punti di forza del mercato azionario europeo rispetto al resto del mondo Con il mercato obbligazionario

Dettagli

SDA Bocconi School of Management. seconda edizione

SDA Bocconi School of Management. seconda edizione SDA Bocconi School of Management seconda edizione l obiettivo del progetto formativo Creare condivisione, costruire e rafforzare l alleanza tra management della banca e direttori di filiale, fondata sulla

Dettagli

Corso di Politiche Economiche Europee Prof. Gianfranco Viesti

Corso di Politiche Economiche Europee Prof. Gianfranco Viesti Dipartimento di Scienze Politiche - Università di Bari Corso di Politiche Economiche Europee Prof. Gianfranco Viesti Modulo 13 Il Patto di Stabilità Per poter usare la moneta unica, occorreva la convergenza

Dettagli

Globalizzazione economica

Globalizzazione economica Globalizzazione economica Docente: Antonio Forte 1 Lezione 16 La riforma della regolamentazione finanziaria (cap.5) La riforma finanziaria in Europa La riforma finanziaria negli Stati Uniti 2 La riforma

Dettagli

SCHEDA DATI STATISTICO-ECONOMICI NOVEMBRE 2013. La crisi economica colpisce soprattutto i lavoratori.

SCHEDA DATI STATISTICO-ECONOMICI NOVEMBRE 2013. La crisi economica colpisce soprattutto i lavoratori. SCHEDA DATI STATISTICO-ECONOMICI NOVEMBRE 2013 1 La crisi economica colpisce soprattutto i lavoratori. A luglio 2013 gli occupati sono il 55,9% ossia 22 milioni 509 mila, mentre i disoccupati sono 3 milioni

Dettagli

L ATTENDIBILITÀ DEL QUADRO PROGRAMMATICO DELLA LEGGE DI STABILITÀ SULLA RIDUZIONE DEL DEBITO

L ATTENDIBILITÀ DEL QUADRO PROGRAMMATICO DELLA LEGGE DI STABILITÀ SULLA RIDUZIONE DEL DEBITO L ATTENDIBILITÀ DEL QUADRO PROGRAMMATICO DELLA LEGGE DI STABILITÀ SULLA RIDUZIONE DEL DEBITO Giuseppe Maria Pignataro * Nei programmi del governo (Legge di Stabilità e DEF), per fare scendere il debito

Dettagli

Nielsen Economic and Media Outlook

Nielsen Economic and Media Outlook Nielsen Economic and Media Outlook Giugno 2011 I CONTENUTI DI QUESTA EDIZIONE Scenario macroeconomico Tendenze nel mondo dei media Andamento dell advertising in Italia e nel mondo I contenuti di questa

Dettagli

Il modello sociale europeo, l'integrazione europea e la crisi: la tempesta perfetta?

Il modello sociale europeo, l'integrazione europea e la crisi: la tempesta perfetta? Il modello sociale europeo, l'integrazione europea e la crisi: la tempesta perfetta? David Natali Università di Bologna david.natali@unibo.it Il punto di partenza «The European Social Model has already

Dettagli

Piano Industriale Gruppo CDP 2020

Piano Industriale Gruppo CDP 2020 RISERVATO E CONFIDENZIALE Piano Industriale Gruppo CDP 2020 Linee guida strategiche Conferenza stampa Roma, 17 Dicembre 2015 CDP: 165 anni di storia 18 Novembre 1850: nasce la Cassa Depositi e Prestiti

Dettagli

Il Finanziamento delle infrastrutture

Il Finanziamento delle infrastrutture Verso una nuova cultura delle infrastrutture Università Bocconi, 26 gennaio 2015 Il Finanziamento delle infrastrutture Stefano GATTI Agenda Laboratorio Infrastrutture Bocconi Autostrade per l Italia A

Dettagli

IL PIANO STRATEGICO DELLA BANCA

IL PIANO STRATEGICO DELLA BANCA IL PIANO STRATEGICO DELLA BANCA 1 IL PIANO INDUSTRIALE STRUMENTO DI GOVERNO DELLA STRATEGIA AZIENDALE ORIZZONTE PLURIENNALE OBIETTIVI STRUTTURA E CONTENUTI MODALITA DI COSTRUZIONE E DI LETTURA 2 1 PIANO

Dettagli

Banca e Finanza in Europa

Banca e Finanza in Europa Università degli Studi di Parma Banca e Finanza in Europa Prof. 1 2. EUROPA: PROFILI ISTITUZIONALI Le tappe Le istituzioni La Banca centrale europea 2 2. Europa: profili istituzionali 3 2. Europa: profili

Dettagli

Solvency II: Gli orientamenti dell Autorità di Vigilanza

Solvency II: Gli orientamenti dell Autorità di Vigilanza Solvency II: Gli orientamenti dell Autorità di Vigilanza Milano, 24 Maggio 2012 Stefano Pasqualini DAL REGOLAMENTO 20 DELL ISVAP A SOLVENCY II SOLVENCY II: PILLAR 2 LA VIGILANZA IN SOLVENCY II CONCLUSIONI

Dettagli

Università degli Studi di Verona Centro Docimologico Giurisprudenza

Università degli Studi di Verona Centro Docimologico Giurisprudenza Dopo aver letto attentamente il seguente articolo giornalistico, Il rischio debito affonda le Borse, il candidato risponda ai seguenti quesiti tenento conto che la risposta corretta è una soltanto. FRANCOFORTE.

Dettagli

LA POLITICA MONETARIA dell EUROSISTEMA parte 3. Mario Tirelli

LA POLITICA MONETARIA dell EUROSISTEMA parte 3. Mario Tirelli LA POLITICA MONETARIA dell EUROSISTEMA parte 3 Mario Tirelli Situazione congiunturale Le due fasi cicliche europee In Europa 2 fasi congiunturali: I) 2008 (IV trimestre) 2011 (III trimestre) II) 2011 (IV

Dettagli

La crisi dei mercati e l impatto sull economia reale: evoluzione e prospettive

La crisi dei mercati e l impatto sull economia reale: evoluzione e prospettive La crisi dei mercati e l impatto sull economia reale: evoluzione e prospettive MUTUI SUBPRIME Casus belli LA LEVA/LEVERAGE utilizzata dalle banche RISCHIO POTENZIALE > PATRIMONI DISPONIBILI (fonte R&S

Dettagli

COSTI E BENEFICI DI GESTIRE UNA VALUTA INTERNAZIONALE

COSTI E BENEFICI DI GESTIRE UNA VALUTA INTERNAZIONALE COSTI E BENEFICI DI GESTIRE UNA VALUTA INTERNAZIONALE Pellini Stefania - Pupo Rosina -Tarantini Thomas Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro Corso di Politica Economica Avanzato

Dettagli

note di mercato gennaio 2012 Questa volta è differente

note di mercato gennaio 2012 Questa volta è differente Sintesi del verbale Comitato Investimenti del 18 Nell incontro del Comitato Investimenti del 18 gennaio è stato deciso quanto segue: Azionario Mantenere esposizione azionaria a Sottopeso. Prediligere area

Dettagli

Basilea 2: Vincere insieme la sfida del RATING

Basilea 2: Vincere insieme la sfida del RATING Basilea 2: Vincere insieme la sfida del RATING Il Comitato di Basilea viene istituito nel 1974 dai Governatori delle Banche Centrali dei 10 paesi più industrializzati. Il Comitato non legifera, formula

Dettagli

fondi attivi, private equity, asset illiquidi, strategie flessibili, hedge fund, infrastrutture, private debt.. è sempre più difficile (investire)?!?!

fondi attivi, private equity, asset illiquidi, strategie flessibili, hedge fund, infrastrutture, private debt.. è sempre più difficile (investire)?!?! Authorized and regulated by the Financial Conduct Authority fondi attivi, private equity, asset illiquidi, strategie flessibili, hedge fund, infrastrutture, private debt.. è sempre più difficile (investire)?!?!

Dettagli

Credito, rischio e mercati La crisi sub-prime

Credito, rischio e mercati La crisi sub-prime Credito, rischio e mercati La crisi sub-prime Dr. Mario Mazzocchi m.mazzocchi@unibo.it Ricevimento: indicativamente venerdì 11-13, ma disponibile anche in altri giorni e orari (meglio confermare per posta

Dettagli

La moneta. La definizione di moneta esula dalla forma fisica assunta dalla stessa.

La moneta. La definizione di moneta esula dalla forma fisica assunta dalla stessa. La moneta La definizione di moneta esula dalla forma fisica assunta dalla stessa. ECONOMIA MONETARIA E FINANZIARIA La moneta e le istituzioni monetarie Le forme fisiche assunte dalla moneta sono diverse,

Dettagli

Dimensioni ed effetti della spesa pubblica

Dimensioni ed effetti della spesa pubblica MODULO 2 - La spesa pubblica LE DIMENSIONI DELLA SPESA PUBBLICA L insieme dei mezzi monetari che lo Stato e gli altri enti pubblici erogano per il raggiungimento dei fini di pubblico interesse costituisce

Dettagli

LE VARIABILI REALI: LA PRODUZIONE, IL TASSO DI INTERESSE REALE.

LE VARIABILI REALI: LA PRODUZIONE, IL TASSO DI INTERESSE REALE. LE VARIABILI REALI: LA PRODUZIONE, IL TASSO DI INTERESSE REALE. 0 COSA IMPAREREMO: Cosa determina la produzione totale di un economia. (Ripasso sulla remunerazione dei fattori di produzione e la distribuzione

Dettagli