Il frutto. degli altopiani. monografia DI PAOLO POGGI

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1 Il frutto DI PAOLO POGGI Un maestoso esemplare di Sclerocarya birrea. Nelle foto piccole, i frutti sulla pianta, e subito dopo la raccolta. degli altopiani 68 ERBORISTERIA DOMANI Settembre 2004

2 Marula (Sclerocarya birrea Hochst) I semi del frutto dell albero della Marula, tipico degli altopiani delle regioni del Sudafrica, si stanno affermando sul mercato delle materie prime naturali per i molteplici utilizzi in campo cosmetico. Si tratta solo della più recente forma di valorizzazione di una tradizionale fonte di sostentamento economico per le comunità della zona. La scorza della pianta è utilizzata in medicina, il suo legno in lavori d intaglio, i frutti vengono lavorati anche per la preparazione della birra e di un apprezzato liquore. La prospettiva di sviluppo dei prodotti NTFP (Non-timber forest products), di importanza strategica per uno sviluppo sostenibile di molte aree del continente, trova nella marula un interessante esempio concreto. In una remota area collinare della Botswana orientale (Sud Africa), ad un gruppo di donne indigene frulla in capo, da tempo, un idea: formare un gruppo per lavorare assieme. Si riuniscono, discutono su cosa fare. Alla loro portata è la possibilità di sfruttare piante delle locali foreste ed ecco l idea: raccogliere i frutti di quelle piante in modo razionale, organizzato, in maniera da procacciarsi un lavoro sicuro, duraturo, remunerativo. Siamo nel Fondano un gruppo, denominato Kgetsi ya Tsie - che in gergo locale significa pressappoco circolo lavorativo comunitario - che conta un centinaio di volenterose ed entusiaste iscritte. Oggi è costituito da 1200 membri appartenenti ad una trentina di villaggi, che operano come possono operare moderni imprenditori in perfetta armonia e capacità d intenti, controllando la produzione, la lavorazione ed il commercio dei prodotti naturali locali. KyT assiste i suoi membri nella conclusione di piccoli affari fornendo suggerimenti, supporti tecnici, prestiti, ecc., che i membri ripagano coi profitti della loro impresa. Il reddito dell associazione è aumentato dal 1996 ad oggi del 500%. Significativo il fatto che, alcuni membri, inizialmente indigenti, sono stati sovvenzionati con mezzi comunitari (del fondo), nel quale ora ricoprono ruoli attivi. Si può dire che, grazie a tale iniziativa ormai ben consolidata, negli ultimi anni è radicalmente cambiata l economia della regione. Una delle fondamentali iniziative del KyT è stata quella di coordinare le operazioni di raccolta e lavorazione dei frutti della Marula. Oggi la KyT, quale membro della PTA (Phyto Trade Africa), l associazione che raccoglie tutte le compagnie che operano con prodotti naturali africani, e quale partnership con una società europea, è entrata nel mercato globale quale fornitrice di una preziosa varietà di olio di Marula per uso cosmetico. Quello della Marula è certamente un emblematico caso di come si possa, grazie al buon intendimento e alla preveggenza di pochi, arrivare a sviluppare opportunità di commercializzazione di prodotti naturali, della foresta. Hibiscus schizopetalus Settembre 2004 ERBORISTERIA DOMANI 69

3 Il frutto degli altopiani: Marula Importanza dei prodotti forestali In molte parti del mondo, milioni di individui usano una larga varietà di prodotti della foresta: frutti, noci, fibre, resine, legno, oli per soddisfare indispensabili esigenze quotidiane correlate ad alimentazione, medicina, energia, materiali da costruzione. Questi prodotti - definiti nel linguaggio ufficiale come NTFP (Non-timber forest products) - formano un importante, anche se non sempre riconosciuta e quantificata, componente di reddito domestico. Una varietà di fattori, in particolare la necessità di incrementare lo sviluppo d affari, così come una recentemente maturata consapevolezza dell importanza di questo gruppo di prodotti, in questi ultimi anni ha stimolato l interesse di agenzie e settori privati esterni che sono intervenuti in maniera massiccia. In questo contesto si è sviluppato il progetto MCSL (Marula Commercialisation for Sustainable Livelihoods). Esso rappresenta uno dei presupposti ad una più ampia ricerca internazionale, indirizzata a promuovere una sempre più vasta commercializzazione ed equi impieghi di NTFP. Il progetto complessivo ha come scopo preminente quello di esplorare le numerose possibilità correlate alla commercializzazione di questi prodotti, e di valutare come, attraverso differenti e mirati approcci, si possa giungere ad un ottimale sfruttamento di questi prodotti rurali poveri ai fini del sostentamento della popolazione locale. Il progetto ha focalizzato la sua attenzione, in particolare, su due specie di piante: la Carapa guaianensis in Guyana e, appunto la Marula (Sclerocarya birrea) nel Sud-Africa. Sono pochi gli abitanti nel Sud-Africa che non hanno familiarità con l albero della Marula ed i suoi frutti, grazie alla corrente disponibilità ed al vasto uso che presso le comunità rurali si fa di una particolare birra, grazie ancora al classico e ben noto liquore ed al sostenuto sforzo promozionale dei produttori di queste bevande. Ma è pur vero che l albero della Marula presenta altre possibilità di sfruttamento, oltre che come fonte per la prepa- Ricetta per preparare la birra Porre in un contenitore i frutti ed aggiungere acqua fredda. Lasciare riposare per 2-3 giorni. Spremere i frutti e liberarli della pelle. Lasciare altri 4 giorni a fermentare (l aggiunta di zucchero accelera il processo di fermentazione). Quando non si sviluppano più bollicine d aria, significa che il processo di fermentazione è completato. A questo punto il liquido viene chiarificato per filtrazione; si ottiene un liquore che praticamente contiene circa il 15-17% di alcool per volume (il valore dipende dal tipo di frutto, stato di maturazione e periodo di fermentazione del mosto). La birra della Marula è gradevole e serve a stuzzicare l appetito, oltre che a dissetare Bevanda non alcolica (Namibia) Appena raccolto il frutto e rimossa la buccia dura dai semi, questi si pongono in un contenitore (generalmente una giara in argilla). Si aggiunge acqua, (20 litri per circa 10 kg di semi) e si lascia macerare per 10 giorni. Dopo tale periodo si spilla e si ha una gradevole bevanda a bassa gradazione alcolica, che può essere somministrata anche ad un bambino. razione di birra e del liquore dai suoi frutti: la scorza della pianta è utilizzata in medicina, il suo legno in lavori d intaglio, i semi del frutto per l estrazione di un prezioso olio ad uso cosmetico. I derivati da Marula hanno per lungo tempo rappresentato una parte integrante della dieta, della tradizione e della cultura delle comunità rurali del Paese. L utilità ed il potenziale di questa pianta non sono passati inosservati agli imprenditori e si stanno ora sviluppando nuove opportunità commerciali per un loro più coordinato e razionale sfruttamento ai fini di migliorare il benessere della popolazione rurale; prodotti a base di derivati da Marula appaiono con sempre maggiore frequenza sul mercato: paste, liquori, marmellate, birra, sciroppi, succhi. L olio, soprattutto, sta prendendo piede come interessante ed apprezzatissimo ingrediente nell industria cosmetica. Questo significativo sviluppo nello sfruttamento industriale e nella diffusione della conoscenza delle proprietà dei suoi prodotti, fa si che la Marula sia oggi da considerarsi non solo una specie di importanza locale, ma di interesse commerciale internazionale. Il progetto di sviluppo dei prodotti NTFP ha trovato in questa pianta un suo primo eclatante esempio. La leggendaria Marula La famiglia delle Anacardiaceae comprende oltre 60 generi e circa 700 specie fra piante e arbusti, distribuiti in particolare nelle regioni tropicali, seppure alcuni sono presenti anche in regioni temperate dell Europa, dell Asia orientale e nelle Americhe. Alcune specie sono coltivate in ragione della loro importanza dal punto di vista economico, quali fonti di sostanze coloranti, per il legname, per gli oli e le cere che da esse si ricavano e, non ultimo, per la bontà ed il valore nutrizionale dei loro frutti e semi. La pianta più nota e più importante delle Anacardiaceae dal punto di vista dell utilizzo dei suoi frutti è sicuramente il mango (Mangifera indica L.), mentre per quanto riguarda le nocciole è l Anacardio (Anacardium occidentale L.). Anche la Marula fa parte di questa famiglia. Sui vasti caldi ed aridi altopiani dell Africa sub-equatoriale cresce spontaneo un albero il cui nome botanico è Sclerocarya birrea, ma che è comunemente conosciuto come Marula. L etimologia del nome si fa risalire ai termini greci skleros, che vuol dire duro e karyon, che significa noce, come a dire noce dura. Birrea deriva invece dal senegalese birr, che è il nome indigeno con cui è nota la pianta. L area di sviluppo è quella che comprende le regioni di Namibia, Botswana, Zambia e Zimbabwe. L albero può raggiungere un altezza di 10 ed anche 15 metri. In febbraio, vale a dire nel pieno della stagione estiva per quelle zone, il frutto della pianta, verde e oblungo, simile ad una piccola prugna, giunge a maturazione ed assume un colore giallo intenso e promana un forte aroma che attira gli animali che vivono intorno, in particolare gli elefanti; per giorni e giorni mandrie di questi animali si nutrono ingordamente dei frutti 70 ERBORISTERIA DOMANI Settembre 2004

4 della pianta che, per tale ragione è anche definita come l albero degli elefanti. Anche un bellissimo e ricercatissimo lepidottero africano, Argema mimosa, è assai ghiotto delle foglie tenere della Marula: se ne nutre allo stadio larvale. Il frutto succulento, aspro e profumato della pianta, una volta giunto a maturazione, presenta una pelle coriacea che racchiude la parte più tenera, fibrosa che avvolge un nocciolo durissimo. Il nocciolo contiene due o tre semi che sono ricchi in olio e proteine. Nella buona stagione, una sola pianta di Marula può fornire sino a due tonnellate di frutti. Giunto il frutto a maturazione, viene selezionato durante la raccolta, si rimuovono il nocciolo e la pelle; la polpa residua viene mantenuta ad una temperatura bassa (sugli 8 C per evitarne la fermentazione) e poi, a raccolta completata, viene fatta fermentare ad una temperatura tra i 18 e 20 C, per un tempo tra i sette e i dieci giorni, in modo simile a quanto si fa col mosto d uva. Dopo fermentazione, si procede alla distillazione del vino ottenuto in distillatori di rame. Il liquore ottenuto è posto ad invecchiare per almeno due anni in piccole botticelle di quercia e quindi si procede al suo arricchimento con estratto puro, cremoso, fresco di Marula, ottenuto con uno speciale processo che consente di catturarne il caratteristico aroma. Da quest indovinata miscela del distillato con la crema fresca si ottiene la notissima Amarula cream, prodotto stabile, ricco e delicato, con un contenuto alcolico di circa il 17% in volume. In Namibia, per la preparazione di questo liquore si procede in modo differente. Anziché operare con la polpa fresca del frutto, si usa il frutto ben essiccato e si fa fermentare. In questo caso si ottiene un liquore (detto Ombikè ), molto più forte dell Amarula, ad alta gradazione alcolica. Nel Mozambico, si usa invece spremere i frutti freschi e ricavarne un robusto vino (denominato Ucanhe ). La raccolta dei frutti di Marula e la successiva lavorazione ai fini dell ottenimento della crema-liquore, riveste notevolis- Nella sequenza qui sopra, alcune fasi della lavorazione dei frutti di marula (Sclerocarya birrea Hochst.). Da sinistra: il conferimento al centro locale di raccolta, la pesatura (una pianta può fornire sino a due tonnellate di frutti) e la spremitura dell olio dai semi. A fianco, le caratteristiche costruzioni utilizzate per proteggere i frutti in attesa di fermentazione. sima importanza dal punto di vista economico-sociale per la popolazione locale. Oltre che per la preparazione del liquore, i frutti sono utilizzati anche per la preparazione di una particolare e gustosissima birra. (Vedere ricetta per la sua preparazione nel riquadro a pagina 42). Dal legno, tenero e nello stesso tempo compatto, facile all intaglio, le popolazioni locali ottengono utensili da cucina, tipo pestelli, ciotole, piatti e cucchiai. In Botswana, i morokos, le tradizionali canoe, sono ricavate da legno di Marula. Si fanno con questo legno i gioghi di animali e le casse dei tamburi. In Namibia si usa per costruire caratteristici veicoli, simili a slitte. La scorza della pianta trova impiego nella medicina popolare ed è utilizzata nella preparazione di pozioni a funzione astringente in casi di diarrea, oltre che quale profilattico per curare febbri e malaria. Con la parte più interna e tenera della scorza, una volta pestata e resa una lunga e resistente fibra, si fabbricano le corde. Dalla scorza tenera delle piante si ricava un colorante rosso-bruno utilizzato per tingere tessuti, utensili di legno ed altro. I semi sono tostati ed utilizzati per vari impieghi, non ultimo quali apprezzato surrogato del tabacco. Un uso certamente singolare dei semi della noce di Marula pare fosse quello di materiale per illuminazione, un surrogato delle candele: infatti, il seme ben secco, brucia producendo una fiamma chiara, luminosa. Dai semi viene estratto un prezioso olio per cosmesi. Quest olio è utilizzato da secoli dalle donne delle colline di Tswapong come elemento di cosmesi estemporanea quotidiana, previene l insorgere di rughe, la formazione di striature durante la gravidanza e dopo il parto, mantiene la pelle Settembre 2004 ERBORISTERIA DOMANI 71

5 Il frutto degli altopiani: Marula liscia e morbida. Di quest olio avremo occasione di parlare diffusamente, più avanti, in questo nostro lavoro. La pianta è tenuta in alta considerazione dalla cultura locale; si ritiene, ad esempio, che il sesso di un nascituro possa essere predeterminato dietro somministrazione alla gestante di un infuso ottenuto dalla corteccia di un albero maschile o femminile. Per gli Zulu e gli indigeni del Tonga, la Marula è l albero del matrimonio : un infuso ottenuto dalla scorza della pianta, viene fatto bere ai futuri sposi prima del rito, in segno propiziatorio. Il potenziale terapeutico della Marula I prodotti dell albero della Marula, hanno rappresentato per lungo tempo una parte integrante della dieta, della tradizione e della cultura delle comunità rurali del Sud Africa. Non potevano mancare testimonianze circa gli utilizzi ad uso curativo dei vari derivati (frutti, semi, scorza, ecc.) di questa straordinaria pianta. Così come particolari tipi di alghe e come l Aloe, la Marula è uno dei prodotti di più largo sfruttamento da parte degli stregoni e delle mogli dei capi tribù in Sud Africa, per medicare ferite e curare piaghe, oltre che per trattare capelli ed unghie. L olio poi è considerato un ingrediente di alto valore cosmetico. Per quelle tribù ha sempre rappresentato un ingrediente di notevole interesse ai fini di una locale cosmesi fai-da-te. Esiste un abbondante documentazione Test di tollerabilità cutanea e potenziale sensibilizzante di Olio di Marula Test su 10 soggetti dopo una singola applicazione sotto cerotto occlusivo durante 48 ore e su 50 soggetti per 6 settimane (Marzulli-Maibach test) A seguito prima determinazione il prodotto è risultato praticamente non irritante. In base al test successivo, il prodotto è da considerarsi irritante e potenziale sensibilizzante se dà luogo ad una delle seguenti manifestazioni: - sviluppo di eritema senza o con accompagnamento di edema; - sensazione di prurito; - formazione di vesciche. Nessuna di questa manifestazioni cliniche si è verificata durante i test per cui il prodotto non è da ritenersi un potenziale irritante o sensibilizzante cutaneo. (Documentazione tecnica Aldivia, Paris) che ha tramandato i vari usi terapeutici estemporanei della Marula, che cercheremo, qui di seguito, di ricapitolare brevemente: - dalla scorza della pianta, pozioni per combattere disordini del sistema circolatorio, oppure scorza pestata contro le emorroidi; - ancora dalla scorza pozioni contro disordini del sistema digestivo (contro la diarrea, contro febbri intestinali); - la scorza contro affezioni infiammatorie o febbri malariche; - impiastri di scorza idonei anche per attenuare dolori muscolari; - foglie per coprire ferite e bruciature e lesioni in genere, oltre che punture di insetti; - decotto di scorza per rimuovere contaminazioni provocate dal cibo (o da veleni). La scorza della pianta di Marula è utilizzata da secoli dagli indigeni del Sud Africa per combattere disturbi legati ad infezioni batteriche. In tempi recenti si è cercato di valutare se tali proprietà potevano essere validate da ricerche scientifiche (studi di laboratorio). Scorze e foglie della pianta sono state trattate con solvente (acetone) al fine di estrarne i potenziali ingredienti attivi. Quindi, con la soluzione ottenuta si è proceduto al trattamento su organismi test, al fine di verificarne l efficacia verso differenti ceppi batterici: Staphylococcus aureus, Pseudomonas aeruginosa, Escherichia coli, Enterococcus fecalis, determinandone il valore MIC (Minima concentrazione inibente). L estratto si è rivelato attivo a valori MIC tra 0,15 e 3 mg/ ml. Basandosi su tali valori d inibizione, si è potuto verificare che l estratto della parte più interna della scorza risulta più energico rispetto a quello ottenuto dalla parte esterna della scorza e dalle foglie, anche se le differenze non sono poi risultate un gran che rilevanti. Non è risultato difficile estrarre sia dalla scorza, sia dalle foglie, con idonei solventi o loro miscele (carbonio tetracloruro, cloroformio, acetone, n-butanolo), quelli che sono da considerarsi i principi attivi della pianta (galattotannini, procianidine, catechine, saponine, tocoferoli, ecc.) E stato recentemente condotto anche uno studio di carattere quantitativo ai fini di convalidare le proprietà antiossidanti di alcuni costituenti fenolici dell estratto di Marula. Preciseremo che, ai fini sperimentali, sono state esaminate sia specie selvatiche, vale a dire a crescita spontanea, sia coltivate. Lo studio è stato condotto con tecniche strumentali (HPLC-UV/PDA e LC-MS). L analisi fitochimica dell estratto metanolico della pianta selvatica ha portato all isolamento di un nuovo glucoside flavonico: quercetin3-oα-1-(5 -galloil)-arabinofuranoside ed a otto ben noti composti fenolici. Gli stessi derivati epicatechinici sono stati isolati anche dall estratto di specie coltivate. L attività di tutti i composti isolati è risultata positiva a seguito di valutazione misurando la capacità bloccante i radicali liberi ed utilizzando come paragone un antiossidante di normale uso (Trolox), col metodo di ossidazione di β-carotene ed acido linoleico (saggio di autossidazione). Si deve dare o no credito alle usanze folkloristiche circa l uso della droga di questa pianta presso le comunità africane nel trattamento del diabete mellito? Anche in questo caso, al fine di valutare il potenziale effetto ipoglicemico di estratti da Sclerocarya birrea, sono state condotte sperimentazioni su topini normali (normoglicemici) e su topini diabetici (trattati con streptozoticina). Si sono utilizzate dosi graduate (da 100 a 800 mg/kg p.c.) d estratto, paragonandone l effetto a quello ottenuto con un noto farmaco (clorpropamide). Si è potuto verificare che, pur agendo in misura assai meno energica rispetto al farmaco, l estratto allorchè utilizzato alla dose massima - riduce in maniera abbastanza significativa (P 0,01<0,001) il tasso di glucosio nel sangue, sia nei normoglicemici, sia nei diabetici. 72 ERBORISTERIA DOMANI Settembre 2004

6 Valore nutrizionale del frutto della Marula Negli ultimi vent anni, sono stati condotti numerosi studi al fine di valutare il valore nutrizionale del frutto della pianta ed il suo potenziale interesse commerciale. Il frutto fresco di Marula è noto soprattutto per il suo elevato contenuto in Vitamina C: molti dati confermano un contenuto di 200 mg/100 g. La noce in toto (quello che botanicamente dovrebbe definirsi endocarpo) contiene proteine (28%) e grassi (57% come olio). Arnold (1985) definisce in kj/100 g il valore energetico. Determinazioni circa il contenuto in acidi grassi hanno confermato un elevato livello in acido oleico e palmitico, con una marcata stabilità all ossidazione dell olio. La frazione proteica è particolarmente ricca in acido glutammico. L endocarpo fornisce anche un rimarchevole contenuto in zinco, ferro, manganese, fosforo, magnesio e rame. In relazione ai valori RDA (Recommended dietary allowances), il contenuto in Vitamina C del frutto risulterebbe di almeno 10 volte superiore al richiesto, così come risulterebbe in linea il contenuto in minerali importanti quali fosforo e magnesio. Nelle tavole 1 e 2 riprodotte qui sopra, riportiamo in dettaglio dati circa il contenuto in sostanze di interesse nutrizionale presenti nel frutto fresco e nell endocarpo in toto della Marula. L olio di Marula Da semi contenuti nel frutto si estrae l olio a mezzo di tecniche di pressione a freddo e filtrazione, senza utilizzare solventi. Solo in questo modo si ottiene un prodotto nel quale risulta integrale la frazione di ingredienti attivi. L olio può essere ulteriormente modificato organoletticamente (soprattutto nel colore) mediante raffinazione: è quest olio ad alto grado di raffinazione che trova impiego in cosmetica. La composizione chimica dei semi di Sclerocarya birrea è riportata in tavola 3. In tavola 4 sono riportate invece le proprietà chimico-fisiche dell olio estratto dai semi. TAVOLA 1 - COMPOSTI NUTRIZIONALI PRESENTI NEL FRUTTO DI MARULA (Sclerocarya birrea) (I dati si riferiscono a valori medi tra oltre 30 determinazioni) Dalla prima tavola si vede come il seme del frutto presenti un elevato contenuto in proteine (36,7%) che risulterebbe maggiore a quello dei semi di soia (ca. 33%), di arachide (ca. 30%) e di cotone (ca. 29%). Si potrebbe asserire che i semi della Marula rappresentano un interessante potenziale fonte proteica. Nella frazione oleosa (la cui composizione è riportata in tavola 5) è da rilevare in particolare la presenza di acido arachidonico, uno dei più importanti acidi polinsaturi ad attività biochimica, precursore degli ecosanoidi. Interessante anche la frazione di saponine presenti nell olio, (su valori di 0,9%), anche in questo caso superiore a quella dell olio da semi di soia. Nell olio, che contiene tocoferoli a funzione antiossidante (di cui ci occuperemo più avanti), sono stati identificati anche procianidine, galattotannini, flavonoidi e catechine. Contenuto Frutto fresco Endocarpo in toto Acqua (g/100 g) 86,3 22,2 Vitamina C (mg/100 g) 160,8 Zuccheri totali (mg/g sostanza secca) 212 Amido (mg/g sostanza secca) 4,7 Grassi (g/100 g sostanza secca) 60 Proteine (g/100 g sostanza secca) 4,7 33,1 (Thiong K et al, 2000) TAVOLA 2 - CONTENUTO IN METALLI DEL FRUTTO DI MARULA (Sclerocarya birrea) (I dati si riferiscono a valori medi tra oltre 30 determinazioni) Contenuto Frutto fresco Endocarpo in toto Fosforo (g/100 g sostanza secca) 0,2 0,9 Potassio (g/100 g sostanza secca) 2,4 0,6 Calcio (g/100 g sostanza secca) 0,3 0,1 Magnesio (g/100 g sostanza secca) 0,1 0,4 Rame (mg/1000 g sostanza secca) 12,2 17,4 Zinco (mg/1000 g sostanza secca) 21,1 72,7 Manganese (mg/1000 g sost. secca) 4,9 7,0 Ferro (mg/1000 g sostanza secca) 217,6 52,3 (Thiong K et al, 2000) TAVOLA 3 - COMPOSIZIONE CHIMICA DEI SEMI DEL FRUTTO DI MARULA (Sclerocarya birrea) (I dati si riferiscono a valori medi di sei determinazioni) Contenuto Titolo % Frazione oleosa 11,00 Proteine 36,70 Carboidrati 17,20 Saponine 0,90 Ceneri 11,70 Fibre 3,40 Umidità a 100 (Ogbobe O, 1992) Le proprietà dell olio E ampiamente accertato, che nella totalità della gamma degli oli vegetali ormai di largo impiego cosmetico, chi più, chi meno, esplica effetto benefico topico in relazione allo specifico contenuto in sostanze attive. Gli EFA (Essential Fatty Acids) contenuti in buona parte degli oli vegetali presentano marcate proprietà ristrutturanti cutanee e protettive contro la perdita di acqua per traspirazione (TEWL). Gli oli vegetali hanno proprietà emollienti e sono facilmente metabolizzati quando utilizzati quali eccipienti veicolanti per principi attivi. Contengono vitamine, tocoferoli ed altre sostanze a funzione antiossidante. Un discorso a parte merita l olio di Marula in funzione della dimostrata sua alta stabilità all ossidazione. L uso di oli vegetali in cosmesi è spesso limitato proprio dalla loro scarsa resistenza a fenomeni ossidativi, specie se contengono acidi grassi polinsaturi i quali, se da un lato ne aumentano grandemente il pregio a fini biofunzionali, dall altro ne riducono a volte la possibilità di impiego per una ridotta resistenza all ossidazione. Settembre 2004 ERBORISTERIA DOMANI 73

7 Il frutto degli altopiani: Marula E spesso rischioso usare in cosmetici - per i quali oggi si richiede un certo periodo di stoccaggio - certi oli assai apprezzati, la cui stabilità è correlata alla loro composizione in acidi grassi. Gli insaturi si ossidano più facilmente e più velocemente quanto più contengono doppi legami, tanto che richiedono, per essere usati con sicurezza, una idonea presenza di antiossidanti. Il rapporto di ossidazione per i vari insaturi è infatti espresso come segue: Triinsaturi > Diinsaturi > Monoinsaturi La composizione dell olio di Marula (alto titolo in monoinsaturi, come oleico) ne spiega la maggiore stabilità all ossidazione. Determinazioni di resistenza all ossidazione dell olio da semi di Marula (metodo Rancimat) con esposizione a 20 L/h di aria, hanno fornito risultati di resistenza superiori a 48 ore. Ulteriori analisi condotte sul suo insaponificabile, hanno rivelato che l olio è ricco in sostanze antiossidanti ed anche questo spiega la sua marcata resistenza all ossidazione e stabilità. L olio di Marula potrebbe pertanto usarsi anche in dosi maggiori di quelle generalmente adoperate per altri lipidi vegetali, senza rischio alcuno di fenomeni di irrancidimento. L olio di Marula può essere pertanto utilizzato in dosi sostenute in prodotti a funzione idratante cutanea, al fine di fornire ripristini del tasso idrico e levigatezza alla cute. Al fine di valutare se l olio di Marula poteva paragonarsi come proprietà e funzionalità cosmetica ad oli di ormai tradizionale impiego in questo settore, è stato condotto uno studio di confronto. Tra la gamma disponibile di oli vegetali di tradizionale uso cosmetico, ne sono stati scelti tre, per valutare alcune loro peculiari caratteristiche di funzionalità e paragonarle alle proprietà espresse dall olio di Marula. I tre oli presi in considerazione sono: - olio da semi di Canapa (Cannabis sativa) - al quale si riconosce un perfetto equilibrio funzionale nel contenuto tra polinsaturi Omega-6 e d Omega-3; - oleina da Palma (Elaeis guineensis) dotata di una buona stabilità grazie al suo contenuto in acidi grassi saturi (palmitico) e monoinsaturi (oleico); - olio di Camelina (Camelina sativa) - riconosciuto quale eccellente sorgente di EFA (linoleico e linolenico). Si è determinato il miglioramento che ognuno dei tre oli presi in considerazione - assieme a quello di marula - è in grado di apportare alle condizioni della pelle, conformemente ai risultati di un certo numero di test accettati. Al fine di ben valutare i relativi benefici apportati da ciascuno degli oli selezionati, come olio standard di riferimento è stato preso in considerazione quello estratto da mandorle TAVOLA 4 - CARATTERISTICHE CHIMICO-FISICHE DELL OLIO ESTRATTO DEI SEMI DEL FRUTTO DI MARULA (Sclerocarya birrea) Saggio (40-60 C) C N. saponificazione (mgkoh/g) 199,3 187,7 N. Iodio (g/100g) 69,9 63,5 Perossidi (meq/kg) 25,0 28,7 N. acidità (mgkoh/g) 0,25 0,62 Acidi grassi liberi (come acido oleico) 0,12 0,31 Indice rifrazione (a 20 C) 1,462 1,465 (Eromosele I et al, 1993) TAVOLA 5 - DISTRIBUZIONE ACIDI GRASSI NELL OLIO ESTRATTO DEI SEMI DEL FRUTTO DI MARULA (Sclerocarya birrea) Acido grasso (()gbobe O, 1992) dolci (Prunus amygdalus var. dulcis), attualmente di diffuso uso cosmetico. Sono stati effettuati test di: - effetto idratante cutaneo; - aumento della levigatezza della cute; - perdita di acqua per transpirazione (TEWL); - riduzione dell infiammazione (rossore); - stabilità. Vediamo i risultati dei test di confronto: a) Test di idratazione cutanea Da osservare, in primis, che conformemente ai risultati ottenuti, si è potuto accertare che tutti gli oli testati si sono rivelati in grado di apportare benefici effetti ai fini dell idratazione della pelle (test eseguito dopo 6 giorni di trattamento); l olio di palma (sicuramente in funzione del suo profilo lipidico, ed in particolare grazie al suo alto contenuto in frazione palmitica che crea un film protettivo sulla pelle) è quello che fornisce i risultati migliori, seguito dall olio di Marula (vedi Tavola 6). b) Test di levigatezza della cute L olio di Marula è risultato (alla pari dell olio di Palma e di quello estratto dai semi di Canapa) facilmente assorbibile dalla pelle e quindi in grado di migliorarne lo stato di levigatezza e la gradevolezza al tocco (tavola 7). c) Perdita di acqua transepidermica (TEWL) Per quanto concerne TEWL, l olio di mandorle è quello che esplica effetti più marcati, gli altri a seguire con stessi effetti, con un leggero minore effetto proprio per l olio di Marula. d) Riduzione stato infiammatorio (rossore) Dopo un periodo di trattamento di sei giorni, il test ha rivelato per l olio di Marula un consistente effetto ai fini della riduzione dello stato infiammatorio della cute (rossore). L olio in questo caso si comporta come quello da semi di Canapa e quello di Camelina, che presentano un alto contenuto in EFA e quindi sono in grado di accelerare processi di guarigione e sanitizzazione. e) Stabilità all ossidazione Il comportamento dell olio di Marula è abbastanza sorprendente: l affinità di composizione in acidi grassi monoinsaturi (alto contenuto in acido oleico) dovrebbe suggerirne una stabilità simile a quella dell olio di mandorle dolci ma i risultati dei test hanno dimostrato che è Titolo % (peso) Acido oleico (C18:1) 50,76 Acido palmitico (C16:0) 22,60 Acido arachidonico (C20:4) 8,45 Acido behenico (C22:0) 5,14 Acido miristico (C14:0) 2,12 ancora più stabile di questo. Ulteriori analisi condotte sul suo insaponificabile, hanno rivelato che l olio è ricco in sostanze antiossidanti ed è pertanto questo fatto che spiega la sua marcata resistenza all ossidazione e stabilità (Tavola 8). Impieghi cosmetici dell olio di Marula In funzione della sua componente lipidica costituita da una buona frazione in insaturi, per il suo contenuto in sostanze a funzione antiossi- 74 ERBORISTERIA DOMANI Settembre 2004

8 Le risorse di Phytotrade Africa Un particolare ringraziamento, per la documentazione sia bibliografica che fotografica fornita, va a PhytoTrade Africa, l associazione che raccoglie produttori e raccoglitori di risorse naturali del Sud Africa, e ne sostiene la distribuzione sui mercati internazionali. PhytoTrade Africa ha anche un ufficio europeo, a cui è possibile rivolgersi per ulteriori informazioni sia su marula, che sull intera gamma dei prodotti naturali disponibili: Per informazioni: Cyril Lombard, Unit W215, HolyWell Centre, 1 Phipp Street, London EC2A 4PS, Regno Unito. Tel Fax Settembre 2004 ERBORISTERIA DOMANI 75

9 Il frutto degli altopiani: Marula dante (tocoferoli, flavonoidi, procianidine, ecc.), per la sua marcata penetrabilità cutanea e la sua elevata stabilità, l olio di Marula è da considerarsi un ingrediente di prima qualità per preparati topici di uso cosmetico e dermofarmacautico a funzione: - emolliente cutanea; - antiossidante, antiradicalica; - idratante; - riparativa cutanea, sanitizzante. Il suo impiego è pertanto ipotizzabile in prodotti sia per il trattamento della cute, quali creme, oleoliti e lozioni idratanti, restitutive, protettive, sia per capelli (specie in prodotti non da risciacquo quali condizionanti per capelli con funzione ammorbidente, lucidante, rinforzante, ammorbidenti dello scalpo, ecc.). Sono stata valutate con successo anche sue utilizzazioni in prodotti per make up, quali ombretti, lipstick colora-labbra o lucida-labbra. Che dire di quest olio per concludere? Alla già lunga collana di oli vegetali che il chimico cosmetologo formulatore, indirizzato alla realizzazione di cosmetici verdi, apprezza e preferisce inserire nelle sue formulazioni, si aggiunge una perla preziosa: l olio di Marula. La lavorazione manuale dei semi: vengono tostati per vari impieghi. Bibliografia Carvalho MF: Plantas silvestres de Moçambique com interesse alimentar - Public. Separatas n. 49, Ediçao de Gazeta de Agricultor, Lourenço Marques, 1969 Engelter C, Wehmeyer AS: Fatty acid composition of oils of some edible seeds of wild plants - J Agricult Food Chem, 18, 25-26, 1970 Grivetti LE: Perspective on dietary utilization of wild plants, nutritional status and agricultural development Symposium of Intern. 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