Nucleo Idroelettrico Terni. EMAS - Dichiarazione Ambientale aggiornamento annuale

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1 Nucleo Idroelettrico Terni EMAS - Dichiarazione Ambientale aggiornamento annuale 28

2 Indice 3 Presentazione 4 Il Gruppo E.ON 8 Il Nucleo Idroelettrico Terni 12 L evoluzione del sito nell anno Sintesi di aggiornamento sugli aspetti ambientali 23 Salute e Sicurezza 24 I rapporti con l esterno 25 Avanzamento del programma ambientale 28 Il bilancio ambientale e gli indicatori 32 Appendici 37 Glossario 4 Informazioni al pubblico Nucleo Idroelettrico Terni Aggiornamento anno 28 E.ON Produzione S.p.A. - Nucleo Idroelettrico Terni (Codice NACE 35.11: Produzione e distribuzione di energia elettrica) Questo sito è dotato di un sistema di gestione ambientale e i risultati raggiunti in questo settore sono comunicati al pubblico conformemente al sistema comunitario di ecogestione ed audit. INFORMAZIONE CONVALIDATA n Registro I-538

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4 3 Presentazione Il 28 è stato un anno denso di importanti avvenimenti che hanno influenzato non poco la vita aziendale sia a livello societario sia della nostra organizzazione. Come già evidenziato nella Dichiarazione Ambientale che ha dato il via al nuovo triennio di validità (28-21) del Sistema di Gestione Ambientale, in base agli accordi di E.ON con Enel e Acciona, il 26 giugno 28 si è concluso il processo di acquisizione dell 8% di Endesa Italia da parte del gruppo E.ON. Da quella data è iniziato un importante processo di integrazione delle strutture di Endesa Italia all interno della nuova società. Attualmente il Nucleo di Terni fa parte di E.ON Produzione, società controllata da E.ON Italia che riunisce tutti gli asset di Endesa Italia. Altro evento di grande rilevanza è stato senza dubbio l avvio del programma di rinnovamento dei nostri gruppi di produzione finalizzato all ottenimento di certificati verdi ai sensi del D.Lgs. n. 79 del e successivi aggiornamenti. Si tratta di un grande investimento sia sotto il profilo economico sia operativo che ci consentirà di riqualificare in certificati verdi gran parte dell energia prodotta migliorando l efficienza energetica e le prestazioni ambientali degli impianti. In questo contesto abbiamo comunque continuato ad alimentare quel processo di miglioramento continuo ritenuto il più adeguato approccio nei confronti dell ambiente oltre che una valida via per dare valore aggiunto al nostro lavoro. Questo documento, predisposto in conformità al Regolamento CE 761/21 (EMAS), costituisce il primo aggiornamento della Dichiarazione Ambientale convalidata il 24 novembre 28 e fornisce un quadro sintetico delle variazioni organizzative intervenute, dell evoluzione dei dati di esercizio, degli indicatori di prestazione e dell avanzamento del Programma Ambientale relativamente al 28. Per l approfondimento degli argomenti trattati il presente aggiornamento deve essere letto in stretta correlazione con la Dichiarazione Ambientale sopra citata, documento di riferimento per il triennio di validità della Registrazione EMAS. Consapevoli di far uso di una risorsa pregiata come l acqua in aree caratterizzate da molteplici elementi di grande valenza ambientale, riteniamo che la predisposizione di questo volume sia il miglior modo per confermare la nostra volontà di operare con la massima trasparenza verso le autorità locali, regionali e nazionali, verso la popolazione dei Comuni interessati, nella certezza che la funzione industriale e produttiva dei nostri impianti non sia in contrasto con le diverse esigenze di fruizione e sviluppo del territorio. Naturalmente tutto ciò non sarebbe potuto avvenire senza l impegno, la competenza e la disponibilità di tutti i colleghi del Nucleo ai quali sento di dover porgere i miei piu sentiti ringraziamenti e l invito a continuare a fornire la loro preziosa opera con la stessa dedizione che hanno dimostrato in questi anni. Terni, marzo 29 Cristiano Biacchi Capo Nucleo Idroelettrico Terni

5 4 Il Gruppo E.ON E.ON è tra i più grandi Gruppi energetici privati al mondo e opera con oltre 93 mila dipendenti in più di 3 Paesi. Nato nel 2, oggi E.ON conta su 3 milioni di clienti finali, una produzione di energia elettrica pari a 318 TWh e un fatturato annuo di 86,8 miliardi di euro. Il Gruppo E.ON Il Gruppo è attivo sull intera catena del valore dell energia e del gas con attività integrate nell upstream (generazione elettrica e produzione di gas naturale), nel midstream (importazione, trasmissione e trading di energia) e nel downstream (fornitura al cliente finale). La grande esperienza e il know-how di E.ON, nonché la ricerca e lo sviluppo di tecnologie efficienti e compatibili con l ambiente e la sicurezza, permettono di fornire ai clienti energia e servizi sempre più innovativi e competitivi. In questo modo, E.ON crea valore per gli azionisti e contribuisce alla crescita professionale dei propri dipendenti, trasferendo capacità e innovazione, nel pieno rispetto dei propri valori principali: integrità, coraggio, chiarezza, fiducia e responsabilità sociale. Attualmente la capacità di generazione installata del Gruppo è pari a 74 GW con un mix equilibrato di fonti energetiche: carbone (31%), gas naturale (3%), nucleare (15%), rinnovabili (12%). Con l obiettivo di garantire un approvvigionamento energetico sicuro, prezzi competitivi e tutela dell ambiente, E.ON assicura un mix energetico sempre più equilibrato. Inoltre, lavora continuamente per migliorare l efficienza produttiva e l eco-compatibilità, investendo in nuove tecnologie e nelle fonti rinnovabili. Per sviluppare questi obiettivi, E.ON ha pianificato per il investimenti a livello globale per 3 miliardi di euro, di cui 21 destinati allo sviluppo della produzione e della distribuzione di elettricità e 5 allo sviluppo delle energie rinnovabili con l obiettivo di diminuire del 5% le emissioni di CO 2 entro il 23. E.ON Italia L attività di E.ON, presente in Italia dal 2, va dalla produzione fino alla vendita di gas e di elettricità, con più di 8. clienti finali.

6 5 Nel giugno del 28 ha rafforzato la propria presenza sul territorio italiano grazie all acquisizione degli impianti produttivi di Endesa Italia. E.ON oggi si posiziona tra i leader del mercato italiano dell energia con una capacità produttiva pari a circa 6,1 GW sul territorio nazionale. Nell arco dei prossimi anni E.ON Italia prevede di sostituire le unità produttive alimentate a olio combustibile con nuove unità a gas o a carbone. Una volta completato, il programma aumenterà del 5% l efficienza termica media del parco impianti, riducendo in maniera significativa le emissioni di anidride carbonica e aggiungendo una capacità di generazione tecnologicamente avanzata di 1,4 GW. E.ON Italia E.ON Italia è la management company della market unit italiana. Definisce la strategia per il mercato italiano e gestisce le attività di business. Produzione: generare energia sicura, a prezzi convenienti e nel rispetto dell ambiente E.ON Produzione è la generation company, la società che produce energia a livello nazionale. Distribuzione di gas: portare il gas al consumatore Sono cinque le società che distribuiscono gas naturale sul territorio italiano: E.ON Rete Laghi, E.ON Rete Mediterranea, E.ON Rete Orobica, E.ON Rete Padana, E.ON Rete Triveneto. In base alla normativa italiana, le attività di distribuzione sono separate da quelle di vendita ( Unbundling ). Vendita: servire i bisogni dei clienti E.ON Energia è la società che gestisce i servizi per la fornitura di energia elettrica e gas naturale in Italia a clienti privati e aziende. Trading: vendere e comprare energia nei mercati internazionali E.ON Energy Trading è la società del Gruppo E.ON per la compravendita di energia a livello internazionale. Rinnovabili: produrre energia pulita a livello industriale E.ON Climate & Renewables è la market unit del Gruppo E.ON responsabile delle attività di generazione di energia attraverso fonti rinnovabili. Pan-European gas: assicurare la nostra fornitura di gas attraverso reti, contratti e infrastrutture E.ON Ruhrgas partecipa, con una quota superiore al 3%, al consorzio Olt Offshore LNG Toscana. Insieme a partner austriaci, E.ON Ruhrgas sta lavorando sul progetto Tauerngas-Pipeline : un gasdotto che potrebbe connettere le reti di gas del nord e sud Europa e trasportare il gas in entrambe le direzioni. Per saperne di più E.ON AG Produzione E.ON Produzione E.ON Italia Distribuzione E.ON Rete Vendita E.ON Energia Trading E.ON Energy Trading Rinnovabili E.ON Climate & Renewables Gas Pan-European gas

7 6 Struttura organizzativa della Direzione Generation Operations E.ON Produzione Generation Health, Safety & Environment (HSE) Generation Operations Generation Economics and Support Generation Projects Generation Asset Management Nucleo Idroelettrico della Calabria Centrale di Fiume Santo Centrale di Livorno Ferraris Centrale di Monfalcone Centrale di Ostiglia Centrale di Scandale Centrale di Tavazzano e Montanaso Nucleo Idroelettrico di Terni Centrale di Trapani

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9 8 Il Nucleo Idroelettrico Terni ll Nucleo Idroelettrico Terni è ubicato sul territorio delle Regioni Umbria, Lazio e Marche; in particolare, i suoi impianti ricadono nei bacini idrografici dei fiumi Tevere, Nera e Velino. Gli impianti e le opere idrauliche si trovano nelle province di Terni, Perugia, Rieti e Macerata mentre la sede della Direzione del Nucleo è nella città di Terni. Il Nucleo di Terni ha aderito al Regolamento EMAS nel luglio 26, ottenendo la registrazione EMAS n. I-538. Nucleo Idroelettrico Terni 53 MW Il Regolamento prevede una validità triennale e aggiornamenti annuali della Dichiarazione Ambientale, che rappresenta il documento pubblico attraverso il quale l Organizzazione descrive la gestione del proprio sistema ambientale. Il presente documento costituisce il primo aggiornamento annuale della Dichiarazione Ambientale e si riferisce all anno di gestione 28. Si precisa che, per avere un quadro completo ed esauriente di tutti gli argomenti trattati, è necessaria una lettura congiunta di entrambi i documenti; tuttavia, per comodità del lettore, alcune parti descrittive ritenute più significative sono ripetute anche in questa pubblicazione. Di seguito si riportano in forma sintetica lo schema della struttura e degli impianti, informazioni e dati caratteristici del Nucleo Idroelettrico Terni.

10 Figura 1 Schema della struttura e degli impianti del Nucleo Idroelettrico Terni 9

11 1 Scheda tecnica del Nucleo Idroelettrico Terni Direzione Tipologia di impianti Codice NACE Proprietà Centrali di produzione - derivazioni - di cui a bacino - a serbatoio ad acqua fluente Centrali di pompaggio Produzione media annua (24-28) Superficie totale interessata dagli invasi (relativa agli invasi riconosciuti dal RID) Superficie totale bacini imbriferi (relativa agli invasi riconosciuti dal RID) Numero di dighe Periodo di costruzione degli impianti Addetti (al 31/12/28) Via Valnerina, 9-51 Terni Centrali di produzione idroelettrica (ex 4.11) Produzione di energia elettrica E.ON S.p.A. n. 16 n. 25 n. 6 n. 2 n. 17 n. 1 GWh km2 32,498 km dal 1928 al 28 n. 69 Figura 2 Gli impianti Le centrali idroelettriche Nome Altolina Alviano Baschi Borgo Cerreto Cervino Corbara Cotilia Galleto/M.S.A. M. Argento N. Montoro Narni Ponte Sargano Preci Sersimone Sigillo Triponzo Visso Comune Indirizzo Provincia Foligno Alviano Baschi Cerreto di Spoleto Terni Orvieto Cittaducale Terni Terni Narni Narni Cerreto di Spoleto Preci Terni Posta Cerreto di Spoleto Visso Loc. Altolina Loc. Pian della Nave, 4 Voc. S. Lorenzo, 125 S.S. 29 Valnerina km 46,95 Ex stabilimento Papigno Loc. Corbara Via Cicolanense, 1 S.S. Valnerina km 4,7 Via Pasteur, 3 Via dello Stabilimento, 161 Via Tiberina, 548 S.S. 319 Sellanese km 22,9 Loc. Case Sparse di Corona, 13 Strada di Cervara S.S. 4 Salaria km 15, S.S. 29 Valnerina km 5,75 Via dei Molini, 6 PG TR TR PG TR TR RI TR TR TR TR PG PG TR RI PG MC Figura 3 - segue

12 11 Gli impianti Le centrali idroelettriche Nome Diga Aia Diga Corbara Diga La Morica Diga Marmore Diga Salto Diga Turano Diga Aia Comune Indirizzo Provincia Narni Baschi Narni Terni Petrella Salto Rocca Sinibalda Narni Via delle Pretare, 51 S.S. 448 km 2,26 S.S. Ortana, 324 Conti Menotti Strada Cicolana Via Turanense Via delle Pretare, 51 TR TR TR TR RI RI TR Figura 3 Interno della centrale di Galleto-Monte Sant Angelo, esterno della centrale di Preci

13 12 L evoluzione del sito nell anno 28 Nel 28 sono stati aperti i primi cantieri previsti nell ambito del progetto di rinnovamento tecnico della maggior parte dei gruppi di produzione (26 su 39). Novità impiantistiche Tra le novità del 28 che hanno avuto riflessi significativi dal punto di vista ambientale si segnala: l entrata in servizio della centrale idroelettrica di piccola taglia realizzata a valle della diga di Corbara, che utilizza i rilasci dalla diga corrispondenti al minimo deflusso vitale, prima che l acqua venga immessa nel fiume Tevere. La centralina ha una potenza nominale di 868,24 MW e, utilizzando un salto medio di 36 metri, è in grado di turbinare una portata massima pari a 2,46 m 3 /s. È importante notare che, anche quando la Centrale è ferma, il rilascio sul fiume viene comunque garantito attraverso una valvola di by-pass che si apre automaticamente; l attivazione nella centrale di Monte Argento di un sistema di rilevazione di olio (lubrificante o idraulico) nell acqua di drenaggio della Centrale che viene restituita al corpo idrico. Questo sistema consente di intervenire tempestivamente con materiali oleoassorbenti in caso di accidentali sversamenti di olio nell acqua. L attivazione del sistema di rilevamento rientra nell ambito del più ampio programma di miglioramento già avviato dalla nostra Organizzazione negli anni passati; l avvio di una fase di sperimentazione nell utilizzo di oli lubrificanti e idraulici biodegradabili. Il vantaggio dell impiego di tali sostanze è che, a parità di prestazioni tecniche, in caso di contatto con acqua, gli oli biodegradabili sono attaccati dai microrganismi presenti nell acqua stessa e in breve tempo vengono decomposti senza lasciare residui. Rinnovamenti Nel 28 sono stati aperti i primi cantieri previsti nell ambito del progetto di rinnovamento tecnico della maggior parte dei gruppi di produzione (26 su 39). Nel 28 il rinnovamento ha interessato due gruppi nella centrale di Galleto-Monte Sant Angelo e un gruppo rispettivamente nelle centrali di Monte Argento, Baschi e

14 13 Alviano. Il progetto si inquadra nell ambito degli incentivi regolati per legge sull utilizzo delle energie rinnovabili e ha come requisito di base quello di aumentare l efficienza energetica degli impianti rinnovati, ovvero incrementare l energia elettrica prodotta da questi a parità di acqua derivata dal fiume. Inoltre sono da evidenziare i riflessi positivi del progetto in corso sotto il profilo ambientale quali: la riduzione delle emissioni acustiche per una diversa disposizione del macchinario e un maggior utilizzo di sistemi di contenimento muniti di schermatura fonoassorbente; l adozione di sistemi di refrigerazione dell olio, lubrificante e idraulico, che riducono ulteriormente il rischio di contaminazione dell acqua restituita ai corpi idrici. Si tratta in sostanza di sistemi in cui i circuiti oleodinamici di potenza e lubrificazione delle macchine sono fisicamente separati da quelli di refrigerazione. Lo scambio termico avviene all interno di scambiatori a doppio corpo nei quali le eventuali perdite di olio non possono miscelarsi con l acqua.

15 14 Sintesi di aggiornamento sugli aspetti ambientali Una approfondita valutazione degli aspetti ambientali consente di adottare modalità gestionali e operative tali da ridurre al minimo gli impatti e poter perseguire obiettivi di miglioramento coerenti con le realtà lavorative. Le principali interazioni dirette della produzione idroelettrica con l ambiente sono riconducibili in massima parte all uso dell acqua, all interazione con l ambiente idrico di superficie (con le conseguenze sull ecosistema fluviale) e ai processi di supporto (potenziali sversamenti, produzione di rifiuti). Esistono poi anche aspetti indiretti, riconducibili principalmente ad attività affidate a terzi sulle quali comunque l Organizzazione esercita un controllo, assumendone la responsabilità. La valutazione degli aspetti ambientali, sia diretti che indiretti, viene effettuata con l ausilio di un supporto informatico (Programma EsiRun), che consente una ragionata individuazione degli aspetti significativi. Tale valutazione non ha subito particolari evoluzioni nel corso dell anno passato; rimangono quindi valide le considerazioni espresse nella Dichiarazione Ambientale triennale. Tuttavia, data la rilevanza dell argomento, nel seguito si riporta una sintesi degli aspetti ambientali. Gli aspetti ambientali diretti Uso di combustibili e di energia L uso di combustibili è limitato al gasolio necessario al funzionamento di caldaie per il riscaldamento dei locali a uso civile e all azionamento dei gruppi elettrogeni di emergenza durante le prove periodiche oppure in condizioni di assenza di energia dalla rete. Il consumo è talmente limitato che questo aspetto viene ritenuto trascurabile e citato solo per completezza di esposizione. L energia elettrica viene utilizzata per alimentare gli impianti luce e forza motrice degli uffici e i servizi ausiliari delle centrali. È quindi strettamente legata al funzionamento degli impianti. La figura 4 riporta il trend sia del gasolio acquistato sia dell energia consumata nel quinquennio

16 15 Uso di combustibili ed energia l - MWh Gasolio litri acquistati Energia consumata Acqua derivata 1 6 m Figura Uso di risorse idriche Il consumo di risorse idriche è trascurabile ed è dovuto ai prelievi da acquedotto per il normale uso igienico e umano. La produzione idroelettrica comporta il prelievo di acqua per l alimentazione dei gruppi di produzione, acqua che viene poi integralmente restituita nei corpi idrici a valle degli impianti con le stesse caratteristiche chimico-fisiche. La figura 5 indica la quantità di acqua complessivamente derivata negli impianti del Nucleo. Le variazioni sono dovute al diverso regime idrologico negli anni. Consumo e uso di materie prime La materia prima utilizzata è l acqua derivata per il funzionamento delle centrali che viene comunque restituita in alveo, come detto al punto precedente. Altre materie prime utilizzate sono identificabili nei materiali di supporto, combustibili e sostanze necessarie alle attività di processo (oli), le cui quantità sono da ritenersi molto limitate. Gestione del territorio e della biodiversità - Modifica del regime idrologico del corso d acqua Figura La produzione idroelettrica comporta necessariamente cambiamenti nel regime idrologico di un corso d acqua. In particolare, uno sbarramento, sia esso diga o traversa, crea una discontinuità nell ecosistema fluviale con evidenti effetti sull alveo di valle. Tali effetti vengono comunque mitigati dall adozione di rilasci d acqua a valle sia per l igiene dell alveo che per usi irrigui sulla base di quanto stabilito a carico del concessionario nel Disciplinare di Concessione relativo a ogni derivazione. Inoltre, in relazione alla definizione di Minimo Deflusso Vitale, concetto introdotto dalle leggi 18 maggio 1989 n. 183, 5 gennaio 1994 n. 36 (più nota come legge Galli) e dal D.Lgs. n. 152 del 26, relativamente al bacino del Nera, fermo restando il mantenimento del piano di rilasci attualmente concordato, il Nucleo di Terni ha avviato una collaborazione con gli Enti Locali (Provincia di Perugia e Comunità Montana Valnerina di Norcia) per uno studio ecologico che ha tra gli obiettivi l individuazione della minima portata per ogni corso d acqua necessaria ad assicurare il mantenimento dell ecosistema fluviale. Altro aspetto rilevante riguarda l aumento del minimo deflusso vitale rilasciato a valle della diga di Corbara a partire dall entrata in servizio dell omonima Centrale idroelettrica. Infatti l attivazione della Centrale, che

17 16 utilizza il DMV, ha portato il rilascio da,5 a 2.46 m 3 /s. - Modifica degli apporti naturali all alveo del fiume Con la riduzione della quantità di acqua che defluisce nell alveo di valle si riducono anche le sostanze naturali trasportate. Si tratta sia di materiale in sospensione sia di composti disciolti, materiale in genere ricco di sostanze organiche nutrienti che vengono così sottratte ai fiumi modificando l equilibrio dell ecosistema con particolare riferimento alla flora e alla fauna del corso d acqua. Gli sbarramenti, interrompendo la continuità tra monte e valle, limitano la libera circolazione delle specie ittiche lungo il fiume. Sensibile a questa problematica, il Nucleo contribuisce al ripopolamento dei corsi d acqua mediante accordi economici con le Province interessate che provvedono materialmente a periodiche semine ittiche. Detta attività prevede annualmente l immissione nei corpi idrici di determinate quantità di specie ittiche. In particolare nel 28 le Province di Perugia e Terni hanno attuato le seguenti semine: Terni Trote 5.37 e 24. avannotti Carpe 4 e 5. esemplari Tinche 5. esemplari Anguilla 2. operazioni di svaso, sfangamento e spurgo, ( ) da eseguirsi anche per stralci, per assicurare il mantenimento e il graduale ripristino della capacità utile propria dell invaso ( ), nonché a definire i provvedimenti da porre in essere durante le suddette operazioni per la prevenzione e la tutela delle risorse idriche invasate e rilasciate a valle dello sbarramento, ( ) nel rispetto degli obiettivi di qualità dei corpi idrici interessati. Per i grandi invasi, è stata da tempo conclusa l attività di predisposizione dei Piani di gestione elaborati da ditte specializzate. Detti Piani comprendono uno studio di dettaglio sulle caratteristiche morfologiche e idrologiche del bacino imbrifero, sul volume, sulla quantità e qualità fisico-chimica e biologica dei sedimenti, sulla qualità delle acque invasate e di quelle del corso d acqua intercettato. Con il supporto di tali informazioni e l esperienza nell attività di esercizio sono state quindi individuate le modalità operative da adottare per eventuali interventi di svaso dei bacini e/o per la rimozione del materiale sedimentato e il suo smaltimento/recupero. Tutti i Piani di gestione dei grandi invasi (Corbara, Alviano, Aia, La Morica, Marmore, Turano, Salto) sono stati trasmessi alle Regioni competenti per le valutazioni del caso. Perugia Trote Trotelle e 12. esemplari - Modifica del trasporto solido lungo l alveo del fiume Le opere di sbarramento trattengono, in prossimità delle strutture, il materiale solido trasportato dal corso d acqua. Questo può provocare, nel corso degli anni, da un lato la diminuzione del volume utile dell invaso e, dall altro, il mancato apporto di sedimento nel corso d acqua a valle dello sbarramento. Per gli impianti del Nucleo, il problema dell interrimento assume rilevanza nel caso dei bacini del Ratto sul torrente omonimo, dell Aia e di Alviano rispettivamente sul torrente Aia e sul fiume Tevere. Nel 28 non sono stati effettuati interventi di dragaggio. L art. 114, comma 4 del D.Lgs. 152/6 (per l applicazione del quale, in attesa del nuovo Decreto, rimane valido il Decreto Ministeriale del 3 giugno 24) prevede la predisposizione di un Progetto di Gestione per ogni invaso finalizzato a definire il quadro previsionale delle Figura 6 Opera di presa Marmore - Modifica del carico inquinante La modifica del carico inquinante si può avere nel caso in cui vengano riversate acque di processo industriale in un corpo idrico; nel Nucleo di Terni non esistono scarichi di acque reflue da processo industriale. Come si dirà nel seguito le acque reflue di natura domestica sono convogliate in apposite vasche a tenuta o in fogna pubblica o smaltite in impianti autorizzati a dispersione al suolo o in corpi idrici superficiali.

18 17 - Sversamento di sostanze inquinanti nei corpi idrici Come già accennato, il Nucleo ha messo in atto un azione di monitoraggio e accorgimenti impiantistici per prevenire ogni contaminazione delle acque restituite con particolare attenzione a eventuali rilasci incidentali di olio idraulico e lubrificante (Programma Ambientale Comparto Acqua). In particolare, tutte le grandi centrali di produzione dispongono di vasche di aggottamento per la raccolta dei drenaggi naturali e delle acque di raffreddamento del macchinario che successivamente vengono convogliate nei corpi ricettori. Opportuni impianti di svuotamento (pompe a pescaggio controllato) impediscono che le eventuali tracce di olio lubrificante o idraulico che dovessero confluire nelle vasche possano essere riversate nel corpo ricettore di valle. - La gestione dei serbatoi durante gli eventi di piena Un lago naturale costituisce, in un bacino idrografico, l elemento fondamentale nel processo di laminazione delle piene facendo da bacino di raccolta nei periodi di piena e da bacino di ricarica nei periodi di magra. Questo permette a tutti i corpi idrici di avere portate abbastanza regolari in tutti i periodi dell anno. Uno sbarramento artificiale può causare uno strozzamento al deflusso naturale delle acque a valle e una modificazione nel regime delle portate. Una buona gestione idroelettrica permette di regolare opportunamente le portate. L esercizio degli invasi, durante gli eventi di piena, assicura che le portate lasciate defluire a valle degli sbarramenti siano sempre inferiori o al massimo uguali a quelle in arrivo ai serbatoi stessi. Per la gestione delle piene si applicano specifiche procedure che tengono conto delle prescrizioni concordate con l Autorità Idraulica e di Protezione Civile. Nel caso di eventi meteorici importanti, oltre al controllo a distanza di impianti e pertinenze idrauliche effettuato dal Posto di Teleconduzione di Terni, il Nucleo provvede ad attuare un presidio rinforzato delle dighe con personale tecnico specializzato; in ogni caso il personale di vigilanza sempre presente in diga è professionalmente qualificato e abilitato ad applicare le procedure appositamente previste per gli eventi di piena. Nel corso del 28 tutto quanto sopra accennato ha trovato compiuta applicazione in occasione della importante piena del dicembre 28, evento particolarmente importante per la città di Roma, dove la portata è stata regolata anche grazie alla gestione del rilascio dalle dighe di Corbara e Alviano. - Stabilità delle sponde Prima e durante la progettazione di un opera idraulica viene effettuato uno studio geologico per accertare le condizioni di stabilità dei terreni su cui poggiano le opere e dei pendii che insistono su di esse, in modo tale da evitare preventivamente qualsiasi problema di instabilità. Per quanto riguarda gli invasi, in linea generale l oscillazione del livello idrico non comporta fenomeni di instabilità delle sponde se non in particolari situazioni dipendenti dalla geologia del territorio. In taluni casi, nella zona di fluttuazione del livello del lago soggetta a periodici cicli idraulici si possono determinare situazioni più o meno pericolose a seconda del tipo di materiale affiorante. Il Nucleo, coadiuvato da tecnici dell area ingegneria della società, esegue periodicamente controlli su tutte le opere idrauliche per verificare la stabilità delle aree, delle sponde e dei pendii circostanti. Attualmente non si evidenziano problematiche di erosione o instabilità nei serbatoi e bacini del Nucleo fatta eccezione per il lago di Corbara che, anche nel corso del 28, è stato interessato da interventi di consolidamento in alcuni tratti di sponda. Figura 7 Diga Corbara Emissioni in atmosfera Per il Nucleo di Terni il problema riguarda esclusivamente la combustione di modeste quantità di gasolio per l alimentazione dei gruppi elettrogeni di soccorso e di alcuni impianti di riscaldamento civile. I rilasci in atmosfera non sono pertanto ritenuti significativi. Per il 28 non si hanno particolari aspetti da segnalare. Come detto in precedenza, le centrali idroelettriche rivestono un ruolo di primaria importanza anche dal punto di vista ambientale; l energia idroelettrica è infatti considerata di tipo rinnovabile, cioè non dipendente da combustibili le cui riserve sono limitate. Inoltre, non comportando emissioni gassose dirette, questo tipo di energia permette di limitare l impatto

19 18 sull ambiente atmosferico legato ai processi di produzione convenzionali termoelettrici. Il risparmio sull immissione in atmosfera di gas inquinanti, come il biossido di carbonio (CO 2 ) e il biossido di zolfo (SO 2 ) prende il nome di emissioni evitate. Per il loro calcolo si sono considerati le produzioni di energia prodotta dal Nucleo e i valori delle emissioni specifiche relative al parco impianti termoelettrici di E.ON Produzione S.p.A. Il leggero incremento rispetto al 27 delle emissioni evitate di CO 2 è da mettere in relazione all aumento della produzione del 28 (1.31 GWh contro 87 GWh nel 27), che in parte è compensato dalla diminuzione del coefficiente unitario del 28 (567,1 t/gwh) rispetto all anno precedente (64 t/gwh), per un migliore mix di combustibili fossili utilizzati nel parco termoelettrico E.ON. Per quanto riguarda invece le emissioni evitate di SO 2, la consistente diminuzione è dovuta alla drastica Emissioni evitate di CO 2 [t] Figura Emissioni evitate di SO 2 Figura 9 [t] riduzione dei coefficienti unitari (,493 t/gwh per il 28 contro,87 t/gwh nel 27) dovuta al sempre minore utilizzo di combustibili fossili contenenti zolfo. Scarichi idrici Gli unici scarichi presenti nel Nucleo Idroelettrico Terni sono quelli relativi alle acque reflue domestiche. Le 25 strutture di servizio, tra dighe, case di guardia e uffici, dispongono di servizi igienici; 4 di questi sono collegati alla fognatura pubblica, 9 sono dotati di impianti a dispersione al suolo regolarmente autorizzati, 2 sono in possesso dell autorizzazione a recapitare in corpo idrico superficiale. Il resto dispone di serbatoi a tenuta stagna. Fatta eccezione per gli uffici della Direzione e del Reparto Operativo di Galleto-Monte Sant Angelo, entrambi collegati alla fognatura pubblica, tutte le strutture non sono presidiate o sono occupate da un basso numero di persone. Contaminazione di matrici ambientali - Sversamento di sostanze inquinanti nei corpi idrici L esercizio idroelettrico comporta il prelievo e la restituzione di acqua nell alveo a valle. Come già accennato, la costante azione di monitoraggio e l adozione di accorgimenti impiantistici consentono di prevenire ogni contaminazione delle acque restituite con particolare attenzione a eventuali rilasci accidentali di olio idraulico e lubrificante (Programma Ambientale Comparto Acqua). Per i dettagli di quanto attuato nel corso del 28 si può consultare il paragrafo Avanzamento del Programma Ambientale. - Contaminazione del suolo e sottosuolo con sostanze pericolose In relazione alla possibile contaminazione del terreno con sostanze pericolose, va evidenziato che l area di Villa Valle (TR) dove ha sede la Direzione del Nucleo, l area della centrale di Galleto-Monte Sant Angelo, l area dell attuale centrale di Sersimone (ex centrale di Cervara) e una fascia di terreno di proprietà E.ON lungo il corso del fiume Nera ricadono nel Sito d Interesse Nazionale di Terni-Papigno perimetrato dal D.M e sottoposto al Programma Nazionale di Bonifica previsto dalla legge n. 426/98 e successive modifiche e integrazioni. Nel rispetto della normativa vigente, è stata effettuata la caratterizzazione ambientale dei siti sopra nominati. L indagine è stata condotta effettuando sondaggi secondo modalità e criteri definiti, giungendo alla predisposizione di una relazione finale sottoposta all esame del Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio.

20 19 I risultati delle indagini, acquisiti dal Ministero, hanno accertato uno stato di contaminazione superficiale di alcuni campioni prelevati in una limitata area insistente nell intorno della centrale di Sersimone e in un punto all interno dell area della Centrale di Galleto-Monte Sant Angelo. Detti campioni hanno evidenziato valori di concentrazione in mg/ di piombo, rame, mercurio e idrocarburi pesanti (C>12) superiori ai limiti per destinazione d uso dei siti (commerciale/industriale) riportati nell allegato 5 del D.Lgs. n. 152 del 3/4/26. Le aree interessate dalla bonifica sono tuttavia di limitata estensione e risultano totalmente inaccessibili al personale non autorizzato. Inoltre i terreni sono risultati contaminati entro il 1 metro, escludendo ogni possibile inquinamento di eventuali falde acquifere sotterranee, di cui non si è trovata traccia sulla base dei sondaggi eseguiti fino a 25-3 metri di profondità. In ottemperanza alle prescrizioni formulate dal Ministero, il Nucleo ha predisposto un progetto di bonifica delle aree interessate che prevede la rimozione dell orizzonte del materiale di riporto contaminato, lo smaltimento dello stesso a discarica autorizzata e un nuovo campionamento del terreno al fine di verificare l esito dei lavori. Nel corso del 28 le operazioni di bonifica portate a compimento hanno permesso di rimuovere e smaltire a discarica autorizzata tutto lo strato di materiale contaminato avendo cura di verificare l esito dei lavori mediante specifiche analisi del terreno rimanente. Al 31 dicembre 28 restava quindi da ripristinare il sito con materiale non inquinato certificato, per un volume di circa 4 m 3. Rifiuti Le attività di esercizio e manutenzione producono rifiuti speciali di varia natura, caratterizzati da una certa omogeneità di tipologia. Nel caso di grandi quantitativi conseguenti ad attività eccezionali quali rottamazione di parti d impianto, sostituzione d ingenti quantità d olio dai trasformatori o dalle macchine rotanti, i rifiuti vengono stoccati in regime di deposito temporaneo in aree appositamente dedicate all interno degli impianti dove sono stati prodotti. Nel corso del 28 si è verificato un significativo incremento della produzione dei rifiuti, sia pericolosi sia non pericolosi, dovuto all inizio delle attività di cantiere per il rinnovamento degli impianti. L incremento di rifiuti non pericolosi è stato determinato anche dalla bonifica di cui al punto precedente relativa ai terreni antistanti la centrale di Sersimone, la cui quantità è stata pari a (CER ). Rifiuti non pericolosi Figura Rifiuti pericolosi Figura 11 Rifiuti non pericolosi Rifiuti non pericolosi prodotti da soggetti esterni Le figure da 12 a 15 mostrano la composizione, in termini di tipologia, dei principali rifiuti pericolosi e non, prodotti nel biennio Per i rifiuti pericolosi si può rilevare che: - il rifiuto più consistente prodotto nel 28 è conseguente al progetto di rinnovamento degli impianti; si tratta di macchinario elettrico (generatori) contenente sostanze pericolose come catrame, resine isolanti ecc.; - nel 27 è stata notevole invece la produzione di materiali di risulta contenenti amianto conseguenti ad attività di bonifica; a tale riguardo va sottolineato che, sebbene il grafico non lo evidenzi, anche il 28 è stato caratterizzato da attività di bonifica con produzione di materiali dello stesso tipo che però sono stati presi in carico dalle imprese incaricate delle attività, prassi che nel 27 non era seguita Rifiuti pericolosi Rifiuti pericolosi prodotti da soggetti esterni

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