Regolamentazione della qualità sanitaria degli alimenti e accesso dei Paesi della riva Sud del Mediterraneo ai mercati europei: un analisi empirica

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1 SOCIETA ITALIANA DI ECONOMIA AGRARIA XLVI Convegno di Studi Cambiamenti nel sistema alimentare: nuovi problemi, strategie, politiche Piacenza, settembre 2009 Comunicazione Regolamentazione della qualità sanitaria degli alimenti e accesso dei Paesi della riva Sud del Mediterraneo ai mercati europei: un analisi empirica Cristina Grazia Dipartimento di Economia e Ingegneria Agrarie, Università di Bologna ( Abdelhakim Hammoudi Institut National de la Recherche Agronomique e ERMES/Université Paris II, France ( Giulio Malorgio Dipartimento di Economia e Ingegneria Agrarie, Università di Bologna ( La crescente consapevolezza del ruolo della qualità e sicurezza degli alimenti ha determinato l insorgere di legislazioni, nazionali e internazionali, spesso restrittive, che hanno profondamente modificato le pratiche di produzione e l organizzazione delle filiere. Crescente l attenzione alle misure tecniche (regolazione della sicurezza sanitaria, requisiti di etichettatura o standard di qualità), che possono agire, esplicitamente o implicitamente, come barriera al commercio al pari di tariffe e restrizioni quantitative. Le norme, come barriere non tariffarie al commercio, i costi legati all informazione e quelli di adeguamento agli standard e l eterogeneità degli standard di qualità e sicurezza influiscono in maniera rilevante sulle esportazioni dei paesi del Mediterraneo verso l Unione Europea e costituiscono un ostacolo al processo di liberalizzazione. Il presente contributo è finalizzato alla quantificazione e analisi della capacità di accesso al mercato europeo da parte dei Paesi della riva Sud del Mediterraneo, intesa come capacità di adeguamento alle legislazioni e/o misure sanitarie e fitosanitarie, vigenti nei Paesi di destinazione. Lo studio è condotto, in particolare, attraverso l analisi del fenomeno dei respingimenti alla frontiera che costituisce uno strumento per analizzare, a livello macroeconomico, le difficoltà di accesso dei Paesi esportatori ai mercati internazionali. 1

2 Regolamentazione della qualità sanitaria degli alimenti e accesso dei Paesi della riva Sud del Mediterraneo ai mercati europei: un analisi empirica. Cristina Grazia 1, Abdelhakim Hammoudi 2, Giulio Malorgio 3 1 Introduzione La crescente consapevolezza del ruolo della qualità e sicurezza degli alimenti ha determinato l insorgere di legislazioni, nazionali e internazionali, spesso restrittive, che hanno profondamente modificato le pratiche di produzione e l organizzazione delle filiere. La regolamentazione internazionale, in particolare quella europea, consiste in un dosaggio di dispositivi operanti a monte e a valle della filiera. I dispositivi a monte agiscono su diversi stadi della filiera definendo le pratiche di produzione e di trasformazione che devono costituire i requisiti di riferimento per gli operatori. I dispositivi a valle consistono, in linea generale, in standard che fissano le soglie massime dei residui di sostanze nocive tollerabili in un prodotto finale destinato all alimentazione. Dalla rassegna della letteratura economica emerge come esistano relativamente pochi contributi indirizzati nello specifico alla quantificazione degli effetti della regolamentazione pubblica sugli scambi commerciali. Le teorie esistenti possono persino apparire, in alcuni casi, antagoniste (si vedano ad esempio Rios e Jaffee, 2008; Otsuki, Wilson e Sewadeh, 2001). Una serie di lavori si propone di illustrare gli effetti negativi di una riduzione significativa delle esportazioni in termini di esclusione dei produttori più deboli dalle filiere di esportazione (Maertens, Swinnen, 2006). Altri contributi considerano gli effetti positivi che le norme possono indurre, in termini sia di ristrutturazione (più) efficiente delle filiere dei paesi in via di sviluppo che di diversificazione (o specializzazione) di questi paesi in esportazioni a più elevato valore aggiunto (Banca Mondiale, 2005; Jaffee e Henson, 2004). Crescente l attenzione alle misure tecniche (ad esempio regolazione della sicurezza sanitaria, requisiti di etichettatura o standard di qualità), che possono agire, esplicitamente o implicitamente, come barriera al commercio al pari di tariffe e restrizioni quantitative (Henson, Loader, 2001). Nonostante i vantaggi derivanti da condizioni di accesso preferenziali, accordate dall Unione Europea ai Paesi della sponda Sud del Mediterraneo, persistono ampie difficoltà nell organizzazione ed espansione dei flussi esportativi di questi paesi verso il mercato comunitario. In particolare, all adozione di calendari d importazione, di un sistema di prezzi di entrata, di contingenti tariffari, si affiancano (i) rigide norme non- 1 Dipartimento di Economia e Ingegneria Agrarie, Università di Bologna 2 Institut National de la Recherche Agronomique e ERMES/Université Paris II, France, 3 Dipartimento di Economia e Ingegneria Agrarie, Università di Bologna, 2

3 tariffarie, come quelle previste nell ambito dell OCM orto-frutta, relative alla qualità, all etichettatura e alla commercializzazione e (ii) norme fitosanitarie, rivolte alla tutela della salute del consumatore e all ambiente, tutti fattori che riducono il potere esportativo di questi paesi verso il mercato comunitario. Le norme, come barriere non tariffarie al commercio, i costi legati all informazione e quelli di adeguamento agli standard e l eterogeneità degli standard di qualità e sicurezza influiscono in maniera rilevante sulle esportazioni dei paesi del Mediterraneo verso l Unione Europea e costituiscono un ostacolo al processo di liberalizzazione (si vedano, ad esempio, Emlinger et al. 2008; Michalek, 2005; Aloui et Kenny, 2005). Direttamente collegata all apertura dei mercati, e scarsamente dibattuta nella sua complessità tra i Paesi del Mediterraneo, è la definizione, applicazione e armonizzazione dei sistemi di qualità nel settore agroalimentare e dei relativi sistemi di controllo. Il contributo che proponiamo è finalizzato a identificare e analizzare l impatto delle norme di qualità sanitaria dei prodotti sugli scambi internazionali, considerando come campo d applicazione le filiere dei paesi della riva Sud del Mediterraneo. 2 Obiettivi e metodologia Date queste premesse, il presente contributo è finalizzato alla quantificazione e analisi della capacità di accesso al mercato europeo da parte dei Paesi della riva Sud del Mediterraneo, intesa come capacità di adeguamento alle legislazioni e/o misure sanitarie e fitosanitarie, vigenti nei Paesi di destinazione, di adattamento delle istituzioni pubbliche, delle infrastrutture, efficienza dei sistemi di controllo a livello locale e implementazione di procedure efficienti di controllo e di sorveglianza (Chemnitz, Günther, 2007). Lo studio è condotto, in particolare, attraverso l analisi dei respingimenti alla frontiera nell ambito dei flussi commerciali. Il fenomeno dei respingimenti costituisce, infatti, uno strumento per analizzare, a livello macroeconomico, le difficoltà di accesso dei Paesi esportatori ai mercati internazionali che impongono una regolamentazione SPS (Rios, Jaffee, 2008; Chemnitz, Künkel 2007; FAO, 2005; Athukorala, Jayasuriya, 2003; Henson, Loader, 2001). La prima fase dell analisi è consacrata ad analizzare le importazioni di prodotti ortofrutticoli dell UE27 dai Paesi Terzi Mediterranei, con particolare riferimento a Egitto, Israele, Marocco, Siria e Turchia, dal 2003 al L analisi è basata sulla banca dati ONU-COMTRADE e utilizza la classificazione merceologica, SITC. Rev.3, in particolare i gruppi 05 e 22. La seconda fase dell analisi è finalizzata alla quantificazione del fenomeno dei respingimenti alla frontiera, in termini assoluti, e in termini relativi nell ambito dei flussi commerciali. Sia n i il numero di respingimenti che interessano le importazioni dal Paese i, QI i il volume delle importazioni dell UE27 dal Paese i, QRi la quantità respinta alla frontiera del Paese di destinazione (UE-27), s identificano i seguenti indicatori: 3

4 - Il numero assoluto di respingimenti ( n i ), come indicatore generale della capacità di conformità di un Paese alle esigenze, in materia di qualità e sicurezza sanitaria, dei Paesi di destinazione; - Il numero di respingimenti per unità di volume d importazione, espresso dal rapporto tra numero di respingimenti che interessano le importazioni dal Paese i e il volume delle importazioni dal Paese i ( n i QI i ). Tale indicatore è utilizzato ai fini di un analisi comparativa tra Paesi di origine e/o categorie di prodotto al fine di valutare la capacità relativa di conformità (Chemnitz, 2007; FAO, 2005; Athukorala, Jayasuriya, 2003); - La quantità respinta relativa espressa dal rapporto tra la quantità respinta alla frontiera del Paese di destinazione (UE-27) e il volume delle importazioni dal Paese i ( QRi QI i ). Tale indicatore è utilizzato al fine di quantificare il peso del fenomeno dei respingimenti sui flussi commerciali in quantità (Rios, Jaffee, 2008). L analisi dei respingimenti alla frontiera è basata sull analisi della banca dati RASFF (Rapid Alert System for Food and Feed), contenente le notificazioni di respingimento alla frontiera dei Paesi dell UE, la tipologia di rischio rilevato, il prodotto, il Paese di origine e la relativa quantità oggetto di respingimento. Al fine di costruire gli indicatori relativi, e quantificare il fenomeno dei respingimenti nell ambito dei flussi commerciali, la banca dati RASFF è incrociata con la banca dati relativa ai volumi d importazione. 3 Le barriere tecniche al commercio agroalimentare e le difficoltà di accesso al mercato: una rassegna della letteratura. Le misure tecniche sono definite come standard che governano la vendita dei prodotti nei mercati nazionali, aventi come obiettivo principale la correzione delle inefficienze di mercato, derivanti dalle esternalità associate alla produzione, distribuzione e consumo di tali prodotti (Roberts, DeKremer, 1997). In linea generale, le BT sono regolamenti e standard finalizzati a evitare le perdite di benessere sociale legate alla presenza di esternalità negative nei mercati. L imposizione di BT rappresenta il riconoscimento del fatto che i meccanismi di mercato non sono in grado di assicurare risultati socialmente desiderabili. Nell ambito delle misure tecniche, le misure sanitarie e fitosanitarie costituiscono quelle misure di riduzione del rischio finalizzate alla protezione della vita e della salute umana, degli animali o delle piante. L accordo SPS fa parte dell Atto Finale dei Negoziati Multilaterali e sul Commercio dell Uruguay Round, firmato a Marrakech il 15 aprile 1994 e si occupa di tutte le misure tecniche adottate da un Paese membro, finalizzate alla protezione della vita e della salute umana, degli animali o delle piante dai rischi derivanti da entrata, affermazione o diffusione di parassiti, malattie, organismi portatori di malattie o patogeni, additivi, contaminanti, tossine o patogeni in alimenti, bevande o mangimi, malattie trasmesse da animali, piante o prodotti derivati. L accordo TBT si occupa di tutte le regolamentazioni e gli standard esclusi dalla competenza dell accordo SPS. 4

5 L accordo definisce un regolamento tecnico, un documento che stabilisce le caratteristiche di prodotto o i relativi metodi e processi di produzione, incluse le pratiche amministrative relative, la cui osservanza è obbligatoria. Esso può anche includere o trattare esclusivamente di terminologia, simboli, confezionamento, marchi o etichettatura, applicabili a un prodotto, processo o metodo di produzione. Il fenomeno della proliferazione delle misure SPS In totale, notificazioni di misure SPS sono state presentate all OMC dal 1995 al 15 febbraio Il numero di notificazioni è passato da 198 nel 1995 a alla fine del I Paesi che hanno presentato il maggior numero di notificazioni nel periodo considerato sono gli Stati Uniti (27,7%), il Brasile (6,38%), il Canada (5,97%), l UE (5,89%) e la Nuova Zelanda (5,17%). Le misure notificate dall UE sono raddoppiate nel corso del periodo , passando da 23 a 46. Sul totale, 824 notificazioni riguardano la categoria ortaggi commestibili, radici e tuberi alimentari (8% del numero totale di notificazioni) e 992 la categoria frutti commestibili, scorze di agrumi o di meloni (9% del numero totale di notificazioni). Dal 1995 al 2008, 277 problemi commerciali specifici sono stati sollevati al Comitato SPS dell OMC, riguardanti principalmente gli obiettivi di saluti degli animali (188), innocuità dei beni alimentari (109), preservazione dei vegetali (77). Sul totale dei problemi sollevati, 51 riguardano misure intraprese dall UE. Fonte: elaborazione degli autori sulla banca dati SPS-IMS dell OMC (www.spsims.wto.org). Come illustrato da Henson e Loader (2001) che analizzano i maggiori ostacoli all esportazione di prodotti agricoli verso il mercato dell UE le misure SPS costituiscono il maggiore ostacolo, seguito dai requisiti tecnici, dalle tariffe e restrizioni quantitative. Le misure tecniche (regolazione della sicurezza alimentare, standard di qualità, requisiti di etichettatura, etc.) possono, infatti, agire come barriera al commercio tanto quanto le tariffe e le restrizioni quantitative (Laird e Yeats, 1990; Vogel, 1995); nel caso particolare delle esportazioni agricole e agroalimentari, la conformità ai requisiti tecnici è un pre-requisito per l esportazione (Horton, 1998). Barriere tariffarie e non-tariffarie costituiscono, quindi, un costo di scambio che nell ampia accezione di Anderson e Van Wincoop (2003) è definito come ogni costo sostenuto nel portare la merce all utilizzatore finale, diverso dal costo di produzione della merce in sé. Tra le altre voci, il costo di scambio include i costi di trasporto (incluso il costo del tempo), le barriere tariffarie e non-tariffarie, i costi legati all acquisizione d informazioni, i costi legali e i costi di distribuzione locale (all ingrosso e al dettaglio). In maniera simile, Behrens et al. (2006) definiscono il costo di esportazione, come il costo che include tutti gli impedimenti al commercio, quindi, non soltanto i costi di trasporto di per sé, ma anche le barriere tariffarie e non-tariffarie, i diversi standard di prodotto, oltre che la difficoltà di comunicazione, le barriere informative e le differenze culturali. In linea generale, infatti, la conformità agli standard di sicurezza sanitaria (siano obbligazioni di mezzi o di risultati) impone alle imprese costi fissi e variabili di conformità. Il processo di conformità agli standard richiede investimenti in capitale e manodopera (costi delle infrastrutture, d implementazione di procedure e test di controllo, etc.). I costi fissi influiscono sulla redditività delle imprese e i costi variabili 5

6 possono ridurre considerevolmente il volume delle esportazioni. L incremento dei costi fissi e variabili è suscettibile di limitare la capacità di accesso al mercato dei Paesi esportatori. A questo proposito, una serie di lavori si propone di illustrare gli effetti negativi di una riduzione rilevante delle esportazioni in termini di esclusione dei produttori più deboli dalle filiere di esportazione (Maertens, Swinnen, 2006). In generale, le difficoltà di accesso al mercato possono determinare perdite importanti a livello di flussi commerciali. Tuttavia, assicurata la conformità, questa può creare opportunità di scambio dovute, ad esempio, all incremento del valore aggiunto dei prodotti agricoli (Jaffee, Henson, 2004), può determinare una maggiore trasparenza ed efficacia dei mercati, un miglioramento della produttività delle filiere di esportazione e una ristrutturazione delle filiere di esportazione attraverso processi di coordinamento verticale e orizzontale. Svariati contributi considerano gli effetti positivi che le norme possono indurre, in termini sia di ristrutturazione (più) efficiente delle filiere dei paesi in via di sviluppo che di diversificazione (o specializzazione) di questi paesi in esportazioni a più elevato valore aggiunto (Banca Mondiale, 2005; Jaffee e Henson, 2004). Una parte consistente della letteratura analizza gli effetti delle misure SPS sul commercio attraverso l analisi dei respingimenti alle frontiere (Henson, Loader, 2001). I Paesi in via di sviluppo incontrano spesso il rischio ex-post che il prodotto sia respinto alla frontiera del Paese di destinazione al momento dell ispezione da parte delle autorità di controllo. In effetti, le difficoltà di accesso al mercato da parte dei Paesi in via di sviluppo non derivano esclusivamente dall esclusione dal mercato degli operatori non conformi o dalla riduzione delle esportazioni individuali per effetto dell incremento dei costi variabili della conformità. Tali difficoltà possono derivare dai respingimenti alle frontiere dei paesi di destinazione, che possono intervenire anche nei confronti di operatori inizialmente certificati e conformi alle obbligazioni sui mezzi (Buone Pratiche Agricole, HACCP, etc.). La conformità alle obbligazioni sui mezzi, pertanto, è condizione necessaria, ma non sufficiente, di accesso al mercato. Inoltre, la continua evoluzione delle misure SPS, unita alle difficoltà di accesso all informazione da parte dei Paesi in via di sviluppo, implica la difficoltà, per gli esportatori, di garantire ex-ante che il prodotto destinato all esportazione sia conforme alle esigenze del Paese di destinazione. Da questa difficoltà possono derivare tassi di respingimento elevati alla frontiera del Paese importatore. 4 Il quadro legislativo dei controlli ufficiali alle frontiere dell UE: tipologie di controllo, campionamento e analisi. Diversi fattori possono influire, nel lungo periodo, sul tasso di respingimento, in particolare, l evoluzione della regolamentazione, nei Paesi di destinazione, riguardante i tenori massimi di contaminanti e i metodi di controllo, campionamento e analisi, l evoluzione della frequenza di campionamento applicata ai controlli ufficiali e le caratteristiche ed efficacia dei sistemi di controllo in vigore nei Paesi di destinazione. 6

7 Il quadro legislativo dei controlli ufficiali alle frontiere dell Unione Europea è basato sul Reg.(CE) n. 882/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che riguarda i controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali. L articolo 15 del Reg.(CE) n.882/2004, stabilisce che l'autorità competente esegue controlli ufficiali regolari sui mangimi e gli alimenti di origine non animale non inclusi nel campo di applicazione della direttiva 97/78/CE 4, importati [ ], organizza detti controlli sulla base del piano di controllo nazionale pluriennale elaborato a norma degli articoli da 41 a 43 e sulla base dei rischi potenziali; i controlli coprono tutti gli aspetti della normativa in materia di mangimi e di alimenti. Tali controlli comprendono un controllo documentale sistematico, un controllo d identità per campionamento e un controllo fisico. La frequenza del controllo fisico dipende dai rischi associati ai diversi tipi di alimenti e mangimi, dalla cronistoria della conformità alle norme per il prodotto in questione del paese terzo e dello stabilimento d'origine, e degli operatori del settore dei mangimi e degli alimenti che importano ed esportano il prodotto e, infine, dai controlli effettuati dall'operatore del settore dei mangimi e degli alimenti che importa il prodotto e dalle garanzie fornite dall'autorità competente del paese terzo d'origine. Il Reg.(CE) n.669/2009 del 24 luglio 2009, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al livello accresciuto di controlli ufficiali sulle importazioni di alcuni mangimi e alimenti di origine non animale, stabilisce i requisiti minimi per i punti di entrata designati. L articolo 11 del Reg.(CE) 882/2004 stabilisce che «i metodi di campionamento e di analisi utilizzati nel contesto dei controlli ufficiali sono conformi alle pertinenti norme comunitarie oppure : (1) se tali norme non esistono, a norme o protocolli riconosciuti internazionalmente, ad esempio quelli accettati dal Comitato europeo di normalizzazione (CEN) o quelli accettati dalla legislazione nazionale; (2) oppure in assenza, ad altri metodi utili al raggiungimento degli obiettivi o sviluppati conformemente a protocolli scientifici». Tra i regolamenti che stabiliscono i metodi di campionamento e analisi per il controllo ufficiale del tenore di contaminanti in alcuni prodotti alimentari 5, troviamo, ad esempio, il Reg.(CE) n. 1882/2006 della Commissione, del 19 dicembre 2006, che stabilisce metodi di campionamento e analisi per il controllo ufficiale del tenore di nitrati in alcuni prodotti alimentari, il Reg.(CE) n. 401/2006 della Commissione, del 23 febbraio 2006 (micotossine), il Reg.(CE) n.1883/2006 (diossine e di PCB diossina-simili), o la Direttiva 2002/63/CE della Commissione, 11 luglio 2002 (residui di antiparassitari). 4 Direttiva 97/78/CE del Consiglio del 18 dicembre 1997, che fissa i principi relativi all organizzazione dei controlli veterinari per i prodotti che provengono dai paesi terzi e che sono introdotti nella Comunità. 5 Il Reg.(CE) n.1881/2006 della Commissione, del 19 dicembre 2006, definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari abrogando il Regolamento (CE) n. 466/

8 Per quanto riguarda la frequenza di campionamento, la Commissione Europea può fissare delle condizioni particolari, applicabili ad alcuni prodotti e/o Paesi, come ad esempio, la Decisione n.504/2006 e successive modificazioni che stabilisce condizioni particolari per l importazione di determinati prodotti alimentari da alcuni paesi terzi a causa del rischio di contaminazione da aflatossine di tali prodotti. Tale Decisione fissa la frequenza di campionamento per una serie di Paesi/prodotti 6. 5 Standard di sicurezza sanitaria e accesso dei Paesi del Mediterraneo al mercato Europeo: un analisi empirica 5.1 Le importazioni dell UE-27 dai Paesi terzi del Mediterraneo. Nel periodo oggetto di studio, le importazioni totali dell UE27 dalla Regione considerata (Egitto, Israele, Marocco, Siria, Turchia) ammontano a 22 milioni di tonnellate. La quantità totale importata dall UE27 rappresenta il 48% delle esportazioni totali dei cinque paesi verso tutte le destinazioni; il peso dell UE27 sulle esportazioni totali è superiore all 80% per Marocco e Israele, pari al 46% per la Turchia, 38% per l Egitto e soltanto il 3% per la Siria. Il primo Paese di origine, per quantità importata, è la Turchia (42%), seguita da Marocco (25%), Israele (18%), Egitto (14%) e Siria (1%). Il volume importato dai Paesi oggetto di studio è aumentato da 3 a 4 milioni dal 2003 al 2008 (tasso medio annuo di variazione pari a +3,84%). Sull insieme dei Paesi considerati, le importazioni di ortaggi rappresentano il 51% delle importazioni, seguite dalle importazioni di frutta (47%), semi e frutti oleaginosi (1%). Tra gli ortaggi, le categorie principali sono Altri legumi, freschi o refrigerati (28%), Patate fresche o refrigerate (26%), Pomodori, freschi o secchi (18%), Altre preparazioni/conserve di ortaggi/legumi (16%). Le categorie principali di frutta sono Arance, mandarini, clementine, freschi o secchi (27%), Altra frutta fresca o secca (17%), Uve fresche o secche (15%), Altri agrumi, freschi o secchi (12%), Altra frutta e altre parti commestibili di piante, altrimenti preparate o conservate (9%), Frutta in guscio (5%). All interno della famiglia dei semi e frutti oleosi, le importazioni riguardano principalmente Arachidi (39%), Semi di lino (38%), Altri semi e frutti oleosi (12%), Semi di sesamo (4%). In generale, le importazioni di frutta e ortaggi presentano un tasso medio annuo di variazione positivo, nel periodo considerato ( ), mentre le importazioni di semi e frutti oleosi presentano un andamento tendenzialmente costante. L incidenza delle importazioni di prodotti primari (pari al 76% sul totale del periodo considerato) presenta un tasso medio annuo di variazione positivo (+1%), mentre l incidenza delle importazioni di prodotto trasformato è tendenzialmente in diminuzione nel periodo considerato (-3%). Del totale delle importazioni dell UE27 dall Egitto, il 41% è costituito dalla categoria Patate 6 In particolare Brasile (noci del Brasile in guscio e miscugli di frutta secca o di frutta a guscio), Cina (arachidi, arachidi tostate), Egitto (arachidi, arachidi tostate), Iran (pistacchi, pistacchi tostati), Turchia (fichi secchi, nocciole, pistacchi, miscugli di frutta secca o di frutta a guscio, pasta di fichi e pasta di nocciole, nocciole, fichi e pistacchi, preparati/conservati, farina e polvere di nocciole, fichi e pistacchi, nocciole tritate, affettate e spezzate). 8

9 fresche o refrigerate, seguita da Arance, mandarini, clementine, freschi o secchi. Il 33% delle importazioni da Israele è rappresentato dalla categoria Patate fresche o refrigerate, seguita da Altri legumi, freschi o refrigerati. Del totale delle importazioni dell UE27 dal Marocco, il 25% è costituito dalla categoria Pomodori, freschi o secchi, seguita da Arance, mandarini, clementine, freschi o secchi. Del totale delle importazioni dell UE27 dalla Siria, il 49% è costituito dalla categoria Pomodori, freschi o secchi, seguita da Legumi da granella, secchi, sgranati, decorticati o spezzati. Il 14% delle importazioni dalla Turchia è costituito dalla categoria Uve fresche o secche, seguita da Altre preparazioni/conserve di ortaggi/legumi. Tabella 1 Importazione dell UE27 per Paese di origine e categoria di prodotto ( ). Paese di Peso relativo Categoria origine categoria (1) TMAV (2) Egitto Patate fresche o refrigerate (054.1) 41,47% 0,0336 Arance, mandarini, clementine, freschi o secchi (057.1) 18,19% 0,1863 Altri legumi, freschi o refrigerati (a) (054.5) 16,72% 0,0278 Uve fresche o secche (057.5) 5,11% 0,2647 Ortaggi o legumi essiccati (056.1) 2,94% 0,0610 Totale Egitto 100,00% 0,0849 Israele Patate fresche o refrigerate (054.1) 33,35% 0,1158 Altri legumi, freschi o refrigerati (054.5) 12,81% 0,1682 Altra frutta fresca o secca (b) (057.9) 12,19% 0,0136 Altri agrumi, freschi o secchi (c) (057.2) 8,81% 0,0489 Succo di pompelmo (059.2) 7,67% 0,0576 Totale Israele 100,00% 0,0726 Marocco Pomodori, freschi o secchi (054.4) 24,55% 0,0849 Arance, mandarini, clementine, freschi o secchi (057.1) 24,19% - 0,0411 Altri legumi, freschi o refrigerati (054.5) 20,96% 0,1162 Altra frutta fresca o secca (057.9) 7,47% 0,1187 Altre preparazioni/conserve di ortaggi/legumi (d) (056.7) 7,07% 0,0429 Totale Marocco 100,00% 0,0467 Siria Pomodori, freschi o secchi (054.4) 49,18% - 0,1666 Legumi da granella, secchi, sgranati, decorticati o spezzati (054.2) 10,12% - 0,3166 Altre preparazioni/conserve di ortaggi/legumi (056.7) 8,12% 0,0129 Altri legumi, freschi o refrigerati (054.5) 8,07% - 0,0196 Ortaggi o legumi essiccati (056.1) 4,86% - 0,2184 Totale Siria 100,00% -0,0463 Turchia Uve fresche o secche (057.5) 14,24% 0,0008 Altre preparazioni/conserve di ortaggi/legumi (056.7) 13,83% - 0,0122 Altri legumi, freschi o refrigerati (054.5) 10,11% 0,0358 Altri agrumi, freschi o secchi (057.2) 9,53% 0,0860 Altra frutta fresca o secca (057.9) 7,92% 0,0361 Totale Turchia 100,00% 0,0080 Totale 0,0384 Fonte: elaborazione degli autori su dati ONU-COMTRADE ( ). (1) Peso delle Importazioni della categoria di prodotto sulle Importazioni totali dal Paese di origine (primi cinque prodotti ); (2) Tasso medio annuo di variazione delle Importazioni della categoria di prodotto ( ); (a) Cipolle, lattuga, carote, cavoli, funghi, etc., (b) Meloni, pere, albicocche, datteri, etc., (c) Limoni, pompelmi, etc., (d) Ortaggi o legumi, preparati in aceto o acido acetico, pomodori/funghi/patate/mais dolce preparati non in aceto o acido acetico. 5.2 L analisi del fenomeno dei respingimenti La capacità generale di conformità dei Paesi di origine: il numero assoluto di respingimenti. Nel periodo considerato ( ), respingimenti alla frontiera dell UE27 interessano, nel complesso, i Paesi oggetto di studio, di cui la maggior parte riguarda la 9

10 Turchia (84%), seguita dall Egitto (11,5%), Israele (1,9%), Siria (1,8%) e Marocco (0,9%). Il numero assoluto di respingimenti per la Regione considerata, passa da 170 nel 2003 a 252 nel I Paesi che fanno registrare il maggiore incremento del numero di respingimenti sono Siria e Israele. Se analizziamo il numero di respingimenti per categoria di prodotto, all interno della categoria dei prodotti ortofrutticoli, nel periodo considerato, 971 respingimenti riguardano la categoria frutta e ortaggi e 152 la categoria semi e frutti oleosi. Il 90% del numero totale di respingimenti riguarda i prodotti primari. La Tabella 3 illustra, per singolo Paese, le prime tre categorie di prodotto per numero totale di respingimenti nel periodo considerato e le prime tre tipologie di rischio sanitario rilevate. Nel caso di Egitto e Israele, il numero più alto di respingimenti riguarda la categoria arachidi, mentre nel caso di Marocco, Siria e Turchia, frutta in guscio. Per quanto riguarda, invece, la tipologia di rischio, la principale fonte di rischio è costituita dalle micotossine (80%), seguita da additivi (11%), residui di pesticidi (3%). Tabella 2 Principali categorie di prodotto e tipologie di rischio per Paese di origine: numero totale di respingimenti ( ). Paese di Prime tre categorie di prodotto in termini di numero origine assoluto di respingimenti Egitto 1. Arachidi (87,60%) 2. Altri legumi, freschi o refrigerati (87,60%) 3. Arance, mandarini, clementine, freschi o secchi /altra frutta fresca o secca (2,33%) Israele 1. Arachidi (80,95%) 2. Altri legumi, freschi o refrigerati/ frutta in guscio (9,52%) Marocco 1. Frutta in guscio (87,60%) 2. Altri legumi, freschi o refrigerati / ortaggi o legumi temporaneamente conservati (20%) 3. Ortaggi o legumi essiccati / altre preparazioni/conserve di ortaggi/legumi (10%) Siria 1. Frutta in guscio (60%) 2. Altre preparazioni/conserve di ortaggi/legumi (15%) 3. Confetture, gelatine, marmellate, puree e paste di frutta (10%) Turchia 1. Frutta in guscio (46,34%) 2. Fichi freschi o secchi (30,22%) 3. Altra frutta fresca o secca (6,89%) Fonte: elaborazione degli autori su dati RASFF ( ). Prime tre tipologie di rischio sanitario 1. Micotossine (86,82%) 2. Residui di pesticidi (6,20%) 3. Irregolarità documentali (2,33%) 1. Micotossine (90,48%) 2. Residui di pesticidi (9,52%) 1. Micotossine (40%) 2. Residui di pesticidi (30%) 3. Biotossine, metalli pesanti (10%). 1. Micotossine (60%) 2. Additivi (25%) 3. Organismi patogeni (10%) 1. Micotossine (80,28%) 2. Additivi (12,41%) 3. Residui di pesticidi (1,91%) La frequenza dei respingimenti: numero di respingimenti per unità di volume d importazione. L analisi del numero di respingimenti per unità di volume importato (n/.000 t) consente un analisi comparativa tra Paesi e/o categorie di prodotto e permette di quantificare la capacità relativa di conformità di un dato Paese alle esigenze dei Paesi di destinazione, con riferimento all insieme dei prodotti oggetto d importazione o a una data categoria di prodotto. Sull insieme dei Paesi di origine e categorie di prodotto considerate, si rilevano 0,0493 respingimenti ogni mille tonnellate di prodotto importato dall UE27. Il tasso di respingimento più elevato riguarda la Siria (0,1244/.000 t), seguita dalla Turchia (0,0975/.000 t), Egitto (0,0411/.000 t), Israele (0,0052/.000 t), Marocco 10

11 (0,0017/.000 t). Sull insieme dei Paesi di origine considerati, la categoria dei semi e frutti oleosi presenta 0,5402 respingimenti ogni mille tonnellate di volume d importazione, seguita frutta e ortaggi (0,0432/.000 t). Le categorie di prodotto più sensibili sono le farine di semi e frutti oleaginosi (5,5606/.000 t), le arachidi (1,2528/.000 t), confetture, marmellate, ecc. (0,5012/.000 t), farina, semolino, polveri, fiocchi, granuli di patate, di frutta e ortaggi, (0,3083/.000 t), i semi di sesamo (0,2820/.000 t), seguite da uve fresche o secche (0,2817/.000 t), fichi freschi o secchi (0,2748/.000 t), legumi da granella, secchi, sgranati, anche decorticati o spezzati (0,1122/.000 t), ortaggi o legumi essiccati (0,0508/.000 t), prodotti vegetali, radici e tuberi, freschi o secchi (0,0450/.000 t). L analisi del tasso di respingimento per stadio di trasformazione rivela la maggiore sensibilità al fenomeno dei respingimenti per i prodotti primari (0,0581/.000 t), rispetto ai prodotti trasformati (0,0213/.000 t). La Tabella 4 illustra il tasso di respingimento per Paese di origine e categoria di prodotto. Le categorie di prodotto che presentano il maggiore tasso di respingimento sono, nel caso dell Egitto, frutta in guscio (3,4241/.000 t), arachidi (1,7608/.000 t), semi di sesamo (0,2654/.000 t), nel caso di Israele, frutta in guscio (5,3057/.000 t), arachidi (0,3871/.000 t) e altri legumi, freschi o refrigerati (0,0039/.000 t). Nel caso del Marocco, ortaggi o legumi essiccati (1,0638/.000 t), frutta in guscio (0,3339/.000 t), ortaggi o legumi temporaneamente conservati (0,0365/.000 t), della Siria, confetture, gelatine, marmellate, puree e paste di frutta (4,4983/.000 t), ortaggi o legumi congelati (3,4400/.000 t) e frutta in guscio (2,8937/.000 t) e, infine, per la Turchia, farine o semi di frutti oleosi (14,0244/.000 t), arachidi (13,7408/.000 t) e fichi freschi o secchi (1,1621/.000 t). Il tasso di respingimento annuale può raggiungere livelli relativamente elevati, come nel caso della frutta in guscio proveniente dalla Siria (63,6186/.000 t), dall Egitto (21,3230/.000 t), o da Israele (12,3668/.000 t) o nel caso delle farine di semi o frutti oleosi (73,1707/.000 t) o delle arachidi (77,2201/.000 t) provenienti dalla Turchia. Tabella 3 Numero di respingimenti per unità di volume importato ( ). Paese di origine Categoria n/.000 t (1). Max n/.000 t (2). Egitto Frutta in guscio (057.7) 3, ,3220 Arachidi (222.1) 1,7608 3,3865 Semi di sesamo (222.5) 0,2654 1,7033 Totale Egitto 0,0411 0,0804 Israele Frutta in guscio (057.7) 5, ,3868 Arachidi (222.1) 0,3871 1,1557 Altri legumi, freschi o refrigerati (a) (054.5) 0,0039 0,0176 Totale Israele 0,0052 0,0113 Marocco Ortaggi o legumi essiccati (056.1) 1,0638 8,9981 Frutta in guscio (057.7) 0,3339 1,3931 Ortaggi o legumi temporaneamente conservati (054.7) 0,0365 0,1098 Totale Marocco 0,0017 0,0032 Siria Confetture, gelatine, marmellate, puree e paste di frutta (058.1) 4, ,5281 Ortaggi o legumi congelati (056.6) 3, ,3852 Frutta in guscio (057.7) 2, ,6186 Totale Siria 0,1244 0,

12 Turchia Farine di semi o frutti oleosi (223.9) 14, ,1707 Arachidi (222.1) 13, ,2201 Fichi freschi o secchi (057.6) 1,1621 2,7733 Totale Turchia 0,0975 0,1367 Totale 0,0493 0,0637 Fonte: elaborazione degli autori su dati RASFF e ONU-COMTRADE ( ). (1) Prime tre categorie di prodotto, ordinate in base al numero di respingimenti per unità di volume importato ( ), (2) Massimo numero di respingimenti per unità di volume importato dal 2003 al La Figura 1 mette in relazione il tasso di respingimento per Paese e categoria di prodotto (Tabella 4) con il peso relativo della categoria di prodotto sulle importazioni totali dell UE27 dal Paese considerato (Tabella 1). Figura 1 Peso relativo delle categorie di prodotto e numero di respingimenti per unità di volume importato ( ). Numero di respingimenti per unità di volume (n/.000t) Numero di respingimenti per unità di volume (n/.000t) 3,50 3,00 2,50 2,00 1,50 1,00 0,50 0,00 Frutta in guscio Arachidi Semi di sesamo Egitto Altri legumi, freschi o Arance, refrigerati mandarini, etc. Patate fresche o refrigerate 0% 10% 20% 30% 40% Peso relativo categoria di prodotto (%) Marocco Ortaggi/legumi 1,00 essiccati 0,80 0,60 0,40 0,20 0,00 Frutta in guscio Ortaggi/legumi temp.conservati Pomodori, freschi o secchi Arance, Altri legumi, mandarini, freschi o clementine, refrigerati freschi o secchi Numero di respingimenti per unità di volume (n/.000t) Numero di respingimenti per unità di volume (n/.000t) 0% 5% 10% 15% 20% 25% Peso relativo categoria di prodotto (%) Turchia Farine di semi 14,00 o frutti oleosi Arachidi Numero di respingimenti per unità di volume (n/.000t) 12,00 10,00 8,00 6,00 4,00 2,00 0,00 Fichi freschi o secchi 5,00 4,00 3,00 2,00 1,00 Arachidi 0,00 Frutta in guscio Israele Altra frutta Altri legumi, fresca o secca freschi o refrigerati Patate fresche o refrigerate 0% 5% 10% 15% 20% 25% 30% 35% Peso relativo categoria di prodotto (%) Siria 5,00 Confetture, 4,50 gelatine, etc. 4,00 Ortaggi/legumi 3,50 congelati 3,00 Frutta in guscio 2,50 2,00 1,50 1,00 0,50 0,00 Altre preparazioni/con serve di ortaggi/legumi Legumi da granella, secchi, sgranati, decorticati o spezzati Pomodori, freschi o secchi 0% 10% 20% 30% 40% 50% Peso relativo categoria di prodotto (%) Altre preparazioni/con serve di ortaggi/legumi Altre preparazioni/con serve di ortaggi/legumi Uve fresche o secche 0% 2% 4% 6% 8% 10% 12% 14% Peso relativo categoria di prodotto (%) Fonte: elaborazione degli autori su dati RASFF e ONU-COMTRADE ( ). In linea generale, il tasso di respingimento relativamente più elevato (rispetto al dato aggregato a livello di Paese) riguarda i prodotti che presentano un peso relativamente basso sulle importazioni totali dell UE27 da un dato Paese. Al contrario, i prodotti più strategici, i.e. che pesano relativamente molto sulle importazioni totali dell UE dal Paese, il tasso di respingimento è relativamente inferiore o nullo. Ad esempio, nel caso 12

13 dell Egitto, la più alta frequenza di respingimento si registra per le categorie frutta in guscio, arachidi e semi di sesamo, che costituiscono percentuali relativamente molto basse sulle importazioni ortofrutticole dell UE27 dall Egitto (0,02% per la frutta in guscio 0,12% per i semi di sesamo e 2,04% per le arachidi). Per i prodotti strategici, la frequenza di respingimento è nulla (come nel caso delle patate fresche o refrigerate) o relativamente molto bassa (nel caso di arance, mandarini, clementine, etc. o della categoria altri legumi, freschi o refrigerati ). Allo stesso modo, nel caso di Israele, le categorie che presentano il tasso di respingimento relativamente più alto sono quelle che pesano in misura relativamente inferiore sulle importazioni dell UE27 dal Paese, in particolare la frutta in guscio (0,01%) e le arachidi (1,09%). All inverso, la frequenza di respingimento è nulla, nel caso delle patate fresche o refrigerate e altra frutta fresca o secca o relativamente bassa, nel caso di altri legumi freschi o refrigerati. Nel caso del Marocco, la frequenza di respingimento relativamente più alta si registra per ortaggi o legumi essiccati, che rappresentano lo 0,02% delle importazioni dell UE27 dal Marocco, frutta in guscio, che rappresenta lo 0,21%, e ortaggi o legumi temporaneamente conservati, che rappresentano lo 0,95%. I prodotti strategici, invece, presentano una frequenza di respingimento nulla (pomodori freschi o secchi, arance, mandarini, clementine, ecc., altra frutta fresca o secca) o relativamente bassa (altri legumi freschi o refrigerati, altre preparazioni o conserve di ortaggi o legumi). Tra le categorie di prodotto importate dalla Siria, presentano la più alta frequenza di respingimento le categorie confetture, marmellate, puree e paste di frutta, che rappresentano lo 0,28% delle importazioni totali dalla Siria, ortaggi o legumi congelati (0,18%), e frutta in guscio (2,58%). Presentano, invece, un tasso di respingimento nullo i pomodori freschi o secchi, che costituiscono il 49,18% delle importazioni dalla Siria, i legumi da granella, altri legumi freschi o refrigerati e ortaggi o legumi essiccati. Infine, la Turchia presenta la più alta frequenza di respingimento nelle categorie farine di semi o frutti oleosi (0,01% delle importazioni dalla Turchia), arachidi (0,005%) e fichi freschi o secchi (2,54%), mentre le categorie di prodotto strategiche, in particolare uve fresche o secche, altre preparazioni/conserve di ortaggi o legumi, altri legumi freschi o refrigerati, presentano una frequenza di respingimento relativamente bassa Il peso dei respingimenti nell ambito dei flussi commerciali: la quantità respinta relativa. L analisi della quantità respinta relativa consente di analizzare il peso relativo del fenomeno dei respingimenti rispetto all entità dei flussi commerciali, e un analisi comparativa tra Paesi e/o categorie di prodotto in termini di peso del fenomeno. Sull insieme dei Paesi di origine e categorie di prodotto considerate, si rileva una quantità respinta relativa pari allo 0,05%. Come evidenziato in Figura 2, la quantità respinta relativa subisce un forte incremento nell arco del periodo oggetto di studio 13

14 ( ), con un tasso medio annuo di variazione di +0,3562. Il forte incremento della quantità respinta relativa è dovuto all aumento della quantità respinta, più che proporzionale rispetto all incremento delle importazioni dell UE-27 dalla Regione. La quantità respinta relativa, in particolare aumenta nel caso di Egitto, Turchia e Israele. Figura 2 Evoluzione della quantità respinta relativa: totale ortofrutta ( ). Quantità respinta (t) Quantità respinta e quantità importata (t) Quantità respinta Quantità Importata Importazione in volume dell'ue-27 dalla Regione (t) 0,0900% 0,0800% 0,0700% 0,0600% 0,0500% 0,0400% 0,0300% 0,0200% 0,0100% 0,0000% Quantità respinta relativa (%) Fonte: elaborazione degli autori su dati RASFF e ONU-COMTRADE ( ). Dal confronto tra Paesi di origine, la quantità respinta relativa più elevata riguarda la Turchia (0,1049%), la Siria (0,1016%), l Egitto (0,0461%), Israele (0,0060%), Marocco (0,0018%). Sull insieme dei Paesi di origine considerati, la categoria dei semi e frutti oleosi presenta una quantità respinta relativa pari a 0,5867%, seguita da frutta e ortaggi (0,0464%). Le categorie di prodotto più sensibili sono le farine di semi e frutti oleaginosi (6,7238%), le arachidi (1,3509%), fichi freschi o secchi (1,2963%), frutta in guscio (0,9332%), confetture, marmellate, ecc. (0,5593%), farina, semolino, polveri, fiocchi, granuli di patate, di frutta e ortaggi, (0,3745%), semi di sesamo (0,3289%), legumi da granella, secchi, sgranati, anche decorticati o spezzati (0,1256%), prodotti vegetali, radici e tuberi, freschi o secchi (0,0562%), uve fresche o secche (0,0233%). L analisi della quantità respinta relativa per stadio di trasformazione conferma la maggiore sensibilità al fenomeno dei respingimenti per i prodotti primari (0,0645%), rispetto ai prodotti trasformati (0,0168%). La Tabella 5 illustra la quantità respinta relativa per Paese di origine e categoria di prodotto. La più alta quantità respinta relativa si riscontra, per l Egitto, nel caso di arachidi (1,9638%), frutta in guscio (1,7170%) e semi di sesamo (1,7170%), per Israele, arachidi (0,4620%), frutta in guscio (0,1942%) e altri legumi, freschi o refrigerati (0,0076%). Nel caso del Marocco, per frutta in guscio (0,3841%), ortaggi o legumi temporaneamente conservati (0,0276%) e altri legumi freschi o refrigerati (0,0028%), Siria, frutta in guscio (3,8379%), ortaggi o legumi temporaneamente conservati (0,0249%) e prodotti vegetali, radici e tuberi, freschi o secchi (0,0224%). Infine, per la Turchia, farine di semi o frutti oleosi (16,9580%), fichi freschi o secchi (1,3079%) e frutta in guscio (0,9229%). L analisi della variabilità interannuale rivela che la quantità respinta relativa può raggiungere livelli relativamente elevati nel corso del periodo considerato, come, ad esempio, nel caso della frutta in guscio proveniente dalla Siria (100%), dall Egitto 14

15 (21,3220%), o nel caso delle farine di semi o frutti oleosi (91,3927%) provenienti dalla Turchia. Come illustrato nella sezione 4, per alcuni prodotti, occorre tenere conto delle Decisioni specifiche della Commissione, che stabiliscono condizioni particolari per l importazione, fissando la frequenza di campionamento per i controlli ufficiali (come nel caso di Egitto e Turchia). Tabella 4 Quantità respinta relativa ( ). Paese di origine Categoria Quantità respinta relativa (1) Max quantità respinta relativa (2) Egitto Arachidi (222.1) 1,9638% 4,0105% Frutta in guscio (057.7) 1,7170% 21,3220% Semi di sesamo (222.5) 0,4512% 2,8956% Totale Egitto 0,0461% 0,0745% Israele Arachidi (222.1) 0,4620% 1,5992% Frutta in guscio (057.7) 0,1942% 0,4905% Altri legumi, freschi o refrigerati (a) (054.5) 0,0076% 0,0347% Totale Israele 0,0060% 0,0157% Marocco Frutta in guscio (057.7) 0,3841% 1,3941% Ortaggi o legumi temporaneamente conservati (054.7) 0,0276% 0,1641% Altri legumi, freschi o refrigerati (054.5) 0,0028% 0,0133% Totale Marocco 0,0018% 0,0044% Siria Frutta in guscio (057.7) 3,8379% 100,0000% Ortaggi o legumi temporaneamente conservati (054.7) 0,0249% 0,2248% Prodotti vegetali, radici e tuberi, freschi o secchi (054.8) 0,0224% 0,0931% Totale Siria 0,1016% 0,2968% Turchia Farine di semi o frutti oleosi (223.9) 16,9580% 91,3927% Fichi freschi o secchi (057.6) 1,3079% 2,6885% Frutta in guscio (057.7) 0,9229% 1,7995% Totale Turchia 0,1049% 0,1483% Totale 0,0531% 0,0701% Fonte: elaborazione degli autori su dati RASFF e ONU-COMTRADE ( ). (1) Prime tre categorie di prodotto, ordinate in base alla quantità respinta relativa ( ), (2) Massima quantità respinta relativa dal 2003 al Conclusione In linea generale, la frequenza di respingimento e la quantità respinta relativa presentano una variabilità prodotto/paese che giustifica l analisi dei respingimenti nell ambito dei flussi commerciali, ai fini della comparazione tra categorie di prodotto e Paesi. Turchia e Siria presentano una frequenza di respingimento e una quantità respinta relativa entrambe superiori al dato aggregato dei cinque Paesi. La famiglia di prodotti ortofrutticoli più sensibile al fenomeno dei respingimenti è costituita da semi e frutti oleosi, seguita da frutta e ortaggi. Un maggiore dettaglio all interno delle categorie di prodotti rivela che le categorie di prodotto più sensibili sono le farine di semi e frutti oleaginosi, le arachidi, i fichi freschi o secchi, le confetture, marmellate, ecc., i semi di sesamo e i legumi da granella, secchi, sgranati, anche decorticati o spezzati. Sull insieme dei Paesi di origine e delle categorie di prodotto oggetto di studio, la maggiore frequenza di respingimento e quantità respinta relativa riguardano i prodotti primari, che appaiono più sensibili rispetto ai prodotti trasformati. L analisi incrociata Paese prodotto, rileva una correlazione negativa tra il peso di una data categoria di prodotto sulle importazioni dell UE27 da un dato Paese di origine e la frequenza di 15

16 respingimento. In particolare, i prodotti strategici nelle relazioni commerciali con l UE27, quindi, quelli che pesano maggiormente sulle importazioni totali in termini di volume, sono meno sensibili al fenomeno dei respingimenti. Ciò può essere interpretato, in primo luogo, come conseguenza dell anticipazione dell effetto perdita di reputazione da parte del Paese esportatore, che, quindi, investe nelle procedure di conformità alle esigenze del Paese di destinazione (infrastrutture, tecnologia, competenze, procedure e test di controllo). In secondo luogo, come una conseguenza della continuità del rapporto commerciale, su un dato prodotto, e, quindi, della fiducia nei confronti del Paese esportatore e della reputazione di quest ultimo in termini di capacità SPS, che può determinare, quindi, una frequenza di controllo inferiore alla frontiera. Si osserva, inoltre, una tendenza all incremento della quantità respinta relativa (tasso medio annuo di variazione + 35%). Tale tendenza è spiegata da un incremento della quantità importata dall UE27 da questi Paesi di origine (Figura 2), meno che proporzionale rispetto all incremento della quantità respinta. Questo risultato permette di porre l accento su due meccanismi che influiscono sulla quantità respinta relativa. Da un lato, la quantità respinta relativa è influenzata dai volumi totali in entrata maggiore è la quantità in entrata alla frontiera e maggiore è il rischio di respingimento. Dall altro, per una data quantità di merce in entrata, la quantità respinta relativa dipende dal livello di conformità della merce alle obbligazioni di risultati vigenti nel Paese di destinazione (misure SPS, limiti massimi di contaminanti, etc.) che, a sua volta, dipende, sia dalle condizioni del sistema Paese di origine (infrastrutture, competenze, ecc.) che dall evoluzione delle esigenze nel Paese di destinazione. Infine, il quadro legislativo relativo ai controlli ufficiali alla frontiera dell UE influisce sul tasso di respingimento e sul peso dei respingimenti sui flussi commerciali, attraverso la fissazione dei tenori massimi dei contaminanti, delle tipologie di controllo e della frequenza di campionamento. Il quadro legislativo e l efficacia dei sistemi di controllo in continua evoluzione sono, pertanto, suscettibili di influire sul tasso di respingimento potenziale nel lungo periodo, al pari dell evoluzione delle misure SPS e, in generale, delle esigenze in materia di qualità e sicurezza alimentari, dei Paesi di destinazione. Il fenomeno dei respingimenti è un indicatore macroeconomico della capacità di un paese di conformarsi alle norme internazionali. La capacità di accesso al mercato, da parte di un Paese, dipende in particolare dalla natura dei prodotti destinati all esportazione, dalla capacità di assicurare la sicurezza sanitaria, di controllare i rischi derivanti dai contaminanti, dalla capacità di adattamento delle istituzioni pubbliche. Il fenomeno dei respingimenti è, inoltre, decisivo nella reputazione globale dei prodotti di un paese a livello internazionale. Da un lato, i respingimenti influiscono direttamente sulle performance delle filiere attraverso le conseguenti perdite, in termini di volume e di valore, che hanno un impatto diretto sul reddito degli attori. I costi derivanti dai 16

17 respingimenti possono, inoltre, essere elevati per un esportatore, anche se non lo sono a livello di un paese. Tali costi possono essere considerevoli in termini di perdita di valore del prodotto, e di perdita netta in termini di costo di trasporto e di altri costi di esportazione, riesportazione o distruzione. Un incremento dei respingimenti è fonte di un utilizzazione sub-ottimale del potenziale di esportazione. Dall altro, i respingimenti influiscono negativamente sulle esportazioni, in ragione della perdita di fiducia che possono generare nei confronti di potenziali clienti e dell esclusione, a lungo termine, dalla lista degli importatori più importanti. In particolare il costo di accesso al mercato derivante dalle norme non-tariffarie, dalle eterogeneità dei sistemi di qualità tra Paesi influiscono in fine sugli esiti del processo di liberalizzazione degli scambi. L analisi dei respingimenti nell ambito dei flussi commerciali ha evidenziato, nel caso di tutti i Paesi oggetto di studio, una buona capacità di accesso al mercato per i prodotti più rilevanti nelle relazioni commerciali con l UE. Questo si spiega, in parte, con l implementazione di sistemi di certificazione di qualità che comporta investimenti specifici in infrastrutture, competenze, procedure di controllo e test, ecc. L implementazione di sistemi di qualità e sicurezza alimentare è condizione necessaria, anche se non sufficiente, per accedere al mercato internazionale. Influisce, in particolare, sulla capacità di accesso al mercato, l organizzazione di filiera, in particolare, le caratteristiche dell offerta a monte, in termini di livello di qualità delle pratiche di produzione (o capacità iniziale di conformità), la natura delle relazioni verticali tra produttori e operatori a valle (esportatori e importatori), che influisce, in particolare, sul prezzo intermedio, sulla ripartizione dei costi di conformità e del rischio di respingimento (costi di distruzione o rispedizione della merce respinta); inoltre, influisce sulla capacità di accesso al mercato, l eterogeneità dei paesi importatori, in termini di esigenze sanitarie e di qualità sul prodotto finale (tenori massimi di contaminanti) e di grado di efficacia dei sistemi di controllo alle frontiere. Data l importanza del settore agricolo nell economia dei paesi terzi del Mediterraneo e il peso strategico delle relative esportazioni agricole verso l UE, la condivisione e l omogeneità dei sistemi di qualità costituiscono uno degli elementi chiave per facilitare i rapporti commerciali nella prospettiva della liberalizzazione degli scambi. Bibliografia Ababouch, L., Gandini,, G., Ryder, J. (2005), Causes of detentions and rejections in international fish trade, FAO Fisheries Technical Paper 473. Aloui, O., Kenny, L. (2005), «The Cost of Compliance with SPS Standards for Moroccan Exports: A Case Study», Agriculture and Rural Development Discussion Paper, The World Bank. Anderson, J., Van Wincoop, E. (2003), Trade Costs, NBER, 95 pp. Athukorala, P-C., Jayasuriya, S. (2003), Food Safety Issues, Trade and WTO Rules: A Developing Country Perspective, The World Economy, vol. 26, Issue 9, pp Behrens, K., Gaigné, C., Ottaviano G., Thiesse, J-F. (2006), Countries, regions and trade: On the welfare impacts of economic integration, European Economic Review, doi: /j.euroecorev

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