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1 IL DELITTO DI ABUSO DI UFFICIO: APPROFONDIMENTI PROF. FABIO FOGLIA MANZILLO

2 Indice 1 LE CONDOTTE TIPICHE UTILIZZAZIONE ELEMENTO SOGGETTIVO di 8

3 1 Le condotte tipiche Rivelazione o agevolazione della conoscenza La rivelazione può essere effettuata con qualsiasi modalità (linguaggio, disegni, gesti). Anche una semplice allusione può rilevare un segreto, quando, per le modalità concrete con le quali è effettuata o per le precedenti conoscenze dell interlocutore, essa sia sufficiente a manifestare il contenuto di notizie che devono rimanere segrete. Non è possibile invece una rivelazione mediante omissione. In realtà, la rivelazione in forma omissiva rientra nella seconda forma di condotta tipica prevista dall art. 326 c.p., ossia l agevolazione dell altrui conoscenza. Affinché vi sia agevolazione non è necessario che, senza la condotta del pubblico ufficiale, l estraneo non sarebbe riuscito, con la sola propria opera, ad ottenere la conoscenza del segreto. È sufficiente che il pubblico ufficiale abbia facilitato, in misura apprezzabile, il conseguito del risultato. L agevolazione può avvenire in qualsiasi modo. Rivelazione ed agevolazione devono riguardare notizie le quali devono rimanere segrete. Il reato dunque non sussiste quando vi è un obbligo o diritto alla rivelazione. Il consenso della P.A. alla rivelazione del segreto, esclude il reato, quando la P.A. stessa può, con atti legittimi, autorizzare il fatto. Il consenso del privato, invece, esclude il reato, quando l interesse a che la notizia non sia divulgata è di sua esclusiva spettanza. 3 di 8

4 2 Utilizzazione Il III comma dell art. 326 c.p., introdotto dalla legge 86/1990, incrimina la condotta del pubblico ufficiale (o dell incaricato di un pubblico servizio) che si avvale illegittimamente di notizie di ufficio, le quali debbano rimanere segreti. L utilizzazione di segreti di ufficio offende sia l interesse a che il segreto non sia rivelato indirettamente (come conseguenza della sua utilizzazione) e l interesse a e il pubblico funzionario non si avvantaggi sugli altri cittadini, utilizzando in sede privata notizie segrete conosciute per ragioni di ufficio. La nuova incriminazione tende a colmare la lacuna che altrimenti si sarebbe avuta con l abrogazione dell art. 324 c.p. (operata dalla stessa legge), il quale prevedeva il delitto di interesse privato in atti di ufficio. Si distinguono 2 forme di utilizzazione di segreti di ufficio: - Quella, più grave, commessa al fine di procurare a sé o ad altri un indebito profitto patrimoniale. - Quella, più lieve, commessa al fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto non patrimoniale o di cagionare ad altri un danno ingiusto. Avvalersi delle notizie significa utilizzarle in qualsiasi modo. L avvalersi delle notizie deve avvenire illegittimamente. L avverbio illegittimamente indica che l utilizzo delle notizie deve avvenire al di fuori dell esercizio di un diritto o dell adempimento di un dovere. Tuttavia, questa statuizione è superflua, in quanto al delitto di utilizzazione di segreti di ufficio sarebbe stato applicabile l art. 51 c.p. che prevede, come causa di giustificazione, l esercizio di un diritto e l adempimento di un dovere. L unico effetto dell inserimento dell avverbio illegittimamente nella disposizione di parte speciale è che, in caso di comportamento conforme al diritto o al dovere, occorre assolvere l imputato con la formula perché il fatto non sussiste, e non con l altra perché il fatto non 4 di 8

5 costituisce reato (la quale si utilizza quando nella fattispecie di parte speciale non vi è l indicazione espressa del requisito). 5 di 8

6 3 Elemento soggettivo Sia la rivelazione dei segreti di ufficio sia la agevolazione della loro conoscenza devono essere commesse con dolo. L errore può escludere il dolo in 2 casi: - Quando il soggetto ha la falsa convinzione che la notizia non deve rimanere segreta. - Quando il soggetto, anche se è consapevole che la notizia deve obiettivamente rimanere segreta, pensa che il suo comportamento, non violi alcun dovere di ufficio che lo riguardi né implica un abuso della sua qualità. Il II comma dell art. 326 c.p. afferma che l agevolazione (ma non la rivelazione) è punita anche se è soltanto colposa. Ad es., il pubblico ufficiale lascia distrattamente incustoditi documenti che devono rimanere segreti, e un altro soggetto ne approfitta per prenderne conoscenza. Il III comma dell art. 326 c.p. prevede, per il delitto di utilizzazione di segreti, un dolo specifico: il fine di procurare a sé o ad altri un indebito profitto patrimoniale oppure quello di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto non patrimoniale o di cagionare ad altri un danno ingiusto. Comune ad entrambe le forme di dolo specifico è la finalità di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto. Se il profitto ha natura patrimoniale, è adempiuta la forma più grave del reato. Se il profitto ha natura non patrimoniale, oppure la finalità del soggetto è quella di cagionare un danno ingiusto (non importa se patrimoniale o non patrimoniale), si configura una forma di minore gravità. La duplice struttura del delitto di utilizzazione di segreti di ufficio richiama quella tipica del delitto di abuso di ufficio. Infatti, il primo delitto è semplicemente una figura speciale rispetto al secondo. Forme di manifestazione e concorso di reati 6 di 8

7 Il delitto di rivelazione di segreti di ufficio si perfeziona nel momento in cui la prima persona non autorizzata viene a conoscenza del segreto. Poiché la lesione tipica è suscettibile di approfondimento, si tratta di un reato eventualmente permanente, che si consuma in modo definitivo, quando la diffusione della notizia ha raggiunto il suo massimo o comunque la notizia è divenuta notoria. Non occorre alcun danno ulteriore. Il tentativo è possibile, sia sotto l aspetto della rivelazione, sia sotto l aspetto dell agevolazione. Il delitto di utilizzazione di segreti di ufficio si consuma nel momento in cui il soggetto si avvale abusivamente dei segreti. Non occorre che il fine di ingiusto vantaggio o di ingiusto danno sia effettivamente conseguito. Quanto al concorso di persone si ritiene che il destinatario della rivelazione o della agevolazione debba essere punito come concorrente, quando ha spinto il pubblico ufficiale a violare i suoi doveri, rivelando la notizia o agevolando la conoscenza. Invece, il destinatario non è punibile, quando ha semplicemente ricevuto la notizia o acquisito la conoscenza a seguito della agevolazione del pubblico ufficiale. Le due forme di realizzazione criminosa (rilevazione ed agevolazione) possono determinare pluralità di reati, soltanto se la notizia, che ne costituisce l oggetto, non è, nella sua sostanza, unitaria. La stessa regola vale per il caso del concorso tra rivelazione e agevolazione colposa. La violazione della custodia ufficiale di cosa, se effettuata al fine di rivelare un segreto o agevolarne la conoscenza, assorbe in sé il reato di rivelazione di segreti di ufficio, grazie all operare del principio di consunzione. Si ha concorso effettivo, invece, tra la rivelazione di segreti di ufficio e la concussione, corruzione e gli illeciti disciplinari. La norma sulla rivelazione o utilizzazione abusiva di segreti di ufficio, in quanto norma speciale, prevale su quella che prevede l abuso di ufficio. 7 di 8

8 Se il fatto consiste nell impiego, a proprio o altrui profitto, di invenzioni o scoperte scientifiche, che dovevano rimanere segrete, si applica invece l art. 325 c.p., in quanto norma speciale anche rispetto a quella di cui all art. 326 c.p. Infine, la recente incriminazione dell insider trading si sovrappone in parte alle incriminazioni contenute nell art. 326 c.p. Qualora si verifichi un concorso di tali norme sullo stesso fatto, il principio del ne bis in idem sostanziale (nessuno può essere punito più volte per lo stesso illecito) comporta che sono applicabili soltanto le disposizioni che prevedono il reato più grave, ossia, in linea generale, le disposizioni contenute nell art. 326 c.p. 8 di 8

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