Dicembre Principi contabili internazionali e nazionali - immobilizzazione finanziarie: titoli e partecipazioni, di Michele Iori

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1 Dicembre 2003 Principi contabili internazionali e nazionali - immobilizzazione finanziarie: titoli e partecipazioni, di Michele Iori I Principi contabili nazionali distinguono fra due categorie di partecipazioni e altri titoli (a seconda che l investimento sia durevole o meno) mentre gli IAS distinguono in tre categorie di attività finanziarie in funzione dell intenzione dell investitore, ovvero attività finanziaria: - detenuta per la negoziazione (held for trading); - detenuta per la vendita (held for sale); - detenuta fino a scadenza (held to maturity). Le prime due categorie sono valutate al fair value (IAS 39) con l iscrizione delle differenze con il costo rispettivamente al conto economico o direttamente a patrimonio netto. Per i titoli detenuti fino a scadenza è previsto il metodo del costo ammortizzato. I principi contabili internazionali prevedono un trattamento contabile diverso rispetto a quello previsto dai principi italiani. Nello specifico i principi contabili nazionali non prevedono una valutazione al fair value, ma unicamente al costo, rettificato per le perdite durevoli di valore, o al minore tra il costo e il valore di mercato. Il Codice civile stabilisce che nello stato patrimoniale le partecipazioni, i titoli e le azioni proprie siano classificare diversamente a seconda che dette voci costituiscano immobilizzazioni finanziarie o attivo circolante. Le partecipazioni iscritte tra le immobilizzazioni possono essere valutate: - con il metodo del costo (utilizzabile per tutte le partecipazioni); - con il metodo del patrimonio netto (applicabile solo alle partecipazioni collegate e controllate) Le partecipazioni collocate nell attivo circolante, invece, devono essere valutate al minore fra il costo e il valore di realizzo desumibile dall andamento del mercato. I Principi contabili chiariscono che, al fine dell iscrizione a bilancio nell attivo circolante piuttosto che nelle immobilizzazioni finanziarie ciò che conta è la facoltà che l impresa si riserva di cogliere le opportunità del mercato o di fronteggiare altre esigenze aziendali (non è necessario che lo smobilizzo avvenga nel breve periodo). Secondo il Codice civile sono immobilizzazioni finanziarie:

2 - le partecipazioni destinate ad investimento durevole: per decisione degli amministratori; - le partecipazioni in altre imprese in misura non inferiore ad un quinto del capitale della partecipata, (ovvero un decimo se la stessa è quotata): per presunzione di legge. Le partecipazioni immobilizzate (che tratteremo nel prossimo articolo) sono quelle destinate per decisione degli amministratori ad investimento duraturo, finalizzato: - al controllo, ovvero all influenza dominante (società controllate); - ad influenza notevole (società collegate); - a ottenere vantaggi economici indiretti (partecipazioni non qualificate). I principi contabili internazionali trattavano la «contabilizzazione degli investimenti finanziari» nello IAS 25, attualmente sostituito dallo IAS 39. E altresì vero che nell introduzione dello IAS 39 si legge quanto segue: «il presente Principio sostituisce lo IAS 25, a eccezione della parte relativa a terreni, fabbricati, attività materiali e immateriali posseduti a titolo di investimento». Riteniamo comunque che anche per i titoli posseduti per investimento si debba fare riferimento allo IAS 39 anche se attualmente non è stato ancora omologato dal Regolamento CE n. 1725/2003 (in quanto le modifiche attualmente previste sono così importanti che la commissione ha ritenuto opportuno non adottare, per il momento, detto principio). Di seguito trattiamo i titoli mentre nel prossimo intervento verranno trattate le partecipazioni in imprese collegate e controllate. Iscrizione a bilancio dei titoli La maggior parte delle imprese distingue, nello stato patrimoniale, le attività correnti dalle attività immobilizzate secondo quanto previsto dallo IAS 1 «Presentazione del bilancio d esercizio». Il fatto che un investimento finanziario destinato alla negoziazione sia stato posseduto per un considerevole periodo di tempo non impedisce che esso possa essere classificato come corrente (gli investimenti finanziari correnti devono essere inclusi nelle attività correnti). Secondo i Principi contabili nazionali la classificazione contabile dei titoli nelle immobilizzazioni piuttosto che nell attivo circolante deve essere fondata su un criterio di destinazione di tipo «funzionale», ne consegue che la destinazione è strettamente connessa con le decisioni degli amministratori. Appartengono alla categoria delle immobilizzazioni i titoli destinati ad essere mantenuti nel patrimonio aziendale come investimento durevole fino alla loro naturale scadenza; mentre appartengono alla categoria delle attività finanziarie non immobilizzate i titoli che sono destinati a essere negoziati. Per la decisione di iscrivere un titolo fra le immobilizzazioni piuttosto che nell attivo circolate non rileva il fatto che l acquisizione dei titoli rientri o meno, tra le attività 2

3 previste dallo statuto. L iscrizione in bilancio di un titolo fra le attività finanziarie immobilizzate deve risultare da una decisione dell organo di amministrazione e deve essere motivata in nota integrativa. Gli amministratori in relazione alle strategie aziendali, nel rispetto del criterio di destinazione economica, possono destinare titoli della medesima specie una parte ad investimento duraturo e una parte ad attivo circolante. La classificazione dei titoli tra i valori «immobilizzati» o «non immobilizzati» può determinare l adozione di criteri diversi di valutazione: gli amministratori non possono scegliere la classificazione al solo scopo di attuare politiche di bilancio finalizzate ad un determinato risultato d esercizio. Se una società detiene titoli nell attivo circolante per 1000 e a fine esercizio valgono 600, non può trasferire detti titoli fra le immobilizzazioni finanziarie per evitare di svalutare. Il cambiamento di destinazione può essere giustificato solo quando sono venute meno le ragioni che avevano indotto gli amministratori ad immobilizzare il titolo o viceversa. Il trasferimento di un titolo da un comparto all altro va adeguatamente motivato in nota integrativa; nella stessa va anche indicata l influenza complessiva sul bilancio di tale trasferimento. CLASSIFICAZIONE IAS 39 P.C. n. 20 Gli IAS distinguono gli strumenti finanziari in funzione dell intenzione dell investitore, ovvero attività finanziaria: - detenuta per la negoziazione (held for trading); - detenuta fino a scadenza (held to maturity); - finanziamenti e crediti originati dall impresa (originated by the enterprise); - attività finanziarie disponibili per la vendita (held for sale); Il Principi contabili forniscono le linee guida per la contabilizzazione, valutazione e rappresentazione delle partecipazioni e altri titoli. Il Codice civile distingue fra le partecipazioni e titoli iscritti fra le immobilizzazioni e nell attivo circolante. La classificazione contabile dei titoli nelle immobilizzazioni piuttosto che nell attivo circolante deve essere fondata su un criterio di destinazione di tipo «funzionale», ne consegue che la destinazione è strettamente connessa con le decisioni amministratori. degli Si ricorda che anche lo IAS 25, par. 4 (sostituito dallo IAS 39) prevedeva la stessa distinzione effettuata dal Principio contabile n. 20. In particolare fornisce le seguenti definizioni: - investimento corrente: è un investimento che, per sua natura, è prontamente realizzabile e si prevede che sarà posseduto per un periodo non superiore a un anno; 3

4 - investimento immobilizzato: è un investimento differente da un investimento corrente. Cambiamento iscrizione a bilancio I titoli possono essere oggetto di una destinazione economica diversa rispetto a quella attribuita in precedenza dall organo amministrativo (con una conseguente diversa imputazione contabile). Il Codice civile non affronta il problema del cambiamento di destinazione dei titoli e delle partecipazioni, mentre i Principi contabili rilevano che: - se i titoli passano dall attivo circolante (titoli non immobilizzati) alle immobilizzazioni finanziarie (in quanto gli amministratori decidono di non negoziare in futuro il titolo) il criterio da utilizzare è il costo. In questo caso si deve procedere alla svalutazione solo in presenza di perdita durevole di valore; - se i titoli passano dalle immobilizzazioni all attivo circolante deve essere adottato, nell esercizio in questione, il criterio previsto per i titoli non immobilizzati. CAMBIAMENTO CATEGORIA IAS 39, par. 90 e segg. P.C. n. 20 Se, in seguito di un cambiamento nell intenzione o nella capacità, non è più appropriato iscrivere un investimento posseduto fino a scadenza al costo ammortizzato, questo deve essere rivalutato al fair value. In caso di cambio di destinazione: - se i titoli passano dall attivo circolante alle immobilizzazioni finanziarie il criterio da utilizzare è il costo. In questo caso si deve procedere alla svalutazione solo in presenza di perdita durevole di valore; - se i titoli passano dalle immobilizzazioni all attivo circolante deve essere adottato, nell esercizio in questione, il criterio previsto per i titoli non immobilizzati. Il passaggio di titoli dall attivo circolate alle immobilizzazioni finanziarie può generare un componente negativo di reddito solo nel caso in cui si proceda a svalutare per perdita di valore durevole. Il passaggio inverso, dalle immobilizzazioni finanziarie all attivo circolante può generare un componete negativo di reddito in conseguenza dell adozione, in luogo al costo, del minor valore desumibile dall andamento del mercato (il componente negativo si iscrive nel gruppo D) Rettifiche di valore di attività finanziarie, conto D.19. svalutazioni). 4

5 VALUTAZIONE dei TITOLI Titoli immobilizzati I Principi contabili prevedono come criterio base di valutazione dei titoli immobilizzati il costo di acquisto, comprensivo di oneri accessori. Questi ultimi sono, per esempio, i costi di intermediazione bancaria e finanziaria, commissioni e spese, imposte di bollo, consulenze specifiche (non possono essere considerati oneri accessori eventuali interessi passivi corrisposti a fronte di una dilazione di pagamento). Il costo, come descritto, costituisce il limite massimo di valutazione. Il criterio del costo viene sostituito da un valore minore in caso di: - perdita durevole di valore; - cambio di destinazione economica del titolo e conseguente passaggio dalle immobilizzazioni all attivo circolante (se il valore risultante dal mercato è inferiore rispetto al costo storico). VALUTAZIONE IAS 39, par. 73 e segg. P.C. n. 20 I titoli e le partecipazioni detenuti fino a scadenza vanno iscritti al costo ammortizzato utilizzando il criterio del tasso effettivo di interesse. Quelle che non hanno una scadenza fissa devono essere valutate al costo. Tutte le attività finanziarie sono soggette a revisione per controllare se si è verificata una perdita durevole di valore. I titoli immobilizzati sono valutati al costo di acquisto, comprensivo di oneri accessori. Il criterio del costo viene sostituito da un valore minore in caso di: - perdita durevole di valore; - cambio di destinazione economica del titolo e conseguente passaggio dalle immobilizzazioni all attivo circolante L iscrizione al costo non può essere mantenuta se il titolo alla data di chiusura dell esercizio risulta durevolmente di valore inferiore al valore di costo. Il valore del titolo (espresso dal costo di acquisto) non deve essere modificato nel caso in cui si verifichino fluttuazioni temporanee al ribasso. Le condizioni per effettuare la svalutazione sono «ragioni economiche gravi che abbiano carattere di permanenza temporale». Il ribasso del mercato non costituisce tout court obbligo di svalutazione; non si può considerare motivo per svalutare un improvviso e generalizzato ribasso del valore del mercato (questo può costituire solo elemento indicativo di un eventuale perdita di valore). 5

6 L elemento fondamentale per svalutare un titolo immobilizzato è rappresentato da una perdita duratura di valore. Di conseguenza i riferimenti sono: - per i titoli quotati: un significativo ribasso che abbia il carattere di persistenza temporale (la norma fiscale - art. 66, co.1-bis del Tuir - fa riferimento ai prezzi rilevati l ultimo semestre) e l assenza di elementi che facciano ritenere probabile un inversione di tendenza; - per i titoli non quotati: tutti i dati e le informazioni di cui si può venire a conoscenza allo scopo di accertare il deterioramento delle condizioni economico-patrimoniali della società emittente. E da rilevare che la discrezionalità tecnica degli amministratori nelle valutazioni prospettiche sulla durevole diminuzione di valore del titolo deve essere caratterizzata da prudenza. Il procedimento di rivalutazione è lo stesso sia per i titoli immobilizzati, sia per le partecipazioni immobilizzate. Qualora vengano meno le condizioni che avevano indotto gli amministratori a svalutare (abbandonare il criterio del costo per assumere un valore inferiore) si deve procedere alla rivalutazione del titolo fino alla concorrenza, al massimo, del costo originario. Il ripristino di valore può essere parziale o totale rispetto al valore contabile precedente (deve essere iscritto nel conto economico nel gruppo D) Rettifiche di valore di attività finanziarie, punto 18) rivalutazioni, voce a) partecipazioni o voce b) immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni). Titoli non immobilizzati I titoli non immobilizzati devono essere valutati al minore fra il costo di acquisto e il valore di realizzo desumibile dall andamento del mercato (art n. 9 e 10 c.c.). Il costo di acquisto è costituito dal prezzo pagato, al quale devono essere aggiunti i costi accessori: non si comprende nel costo il rateo degli interessi maturati alla data di acquisto, che deve essere contabilizzato come tale (per i titoli a reddito fisso si intende la quotazione del titolo a costo secco). Secondo il Principio contabile n. 20 la configurazione di costo tecnicamente più corretta è quella al costo specifico (che presuppone l individuazione e l attribuzione ai singoli titoli dei costi specificatamente sostenuti per l acquisto degli stessi). Nel caso di titoli fungibili è possibile, in alternativa al costo, utilizzare uno dei seguenti metodi di rilevazione previsti dal Codice civile: - media ponderata; - Lifo; - Fifo (si veda P.C. n. 13). Il costo di acquisto, così determinato, non è più soggetto a modifiche salvo eventuali svalutazioni per tener conto di un minor valore di realizzo o di successivi ripristini. Per i 6

7 titoli a interesse implicito (es. BOT e zero coupon) il costo storico deve essere periodicamente incrementato indirettamente con l iscrizione di un rateo per la quota maturata di interessi. 7

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