Miglioramento della fruizione degli. oltre le barriere architettoniche verso una progettazione universale. Corso di Aggiornamento

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1 Corso di Aggiornamento Miglioramento della fruizione degli edifici e degli spazi pubblici e privati : oltre le barriere architettoniche verso una progettazione universale Venezia 19 marzo 2014 Ing. Alberto Arenghi

2 Aspetti culturali L'utopia è come l'orizzonte: cammino due passi, e si allontana di due passi. Cammino dieci passi, e si allontana di dieci passi. L'orizzonte è irraggiungibile. E allora, a cosa serve l'utopia? A questo: serve per continuare a camminare (Eduardo Galeano) Ing. Al berto Arenghi

3 Aspetti culturali Barriere architettoniche: (D.M. 236/89) a) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea; b) gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di parti, attrezzature o componenti; c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l'orientamentoe lorientamentoe la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi. Ing. Al berto Arenghi

4 Aspetti culturali Riduzione Handicap Intervento sull individuo per suo adattamento all ambiente (sfera medico riabilitativa, dotazione di ausili) Intervento sull ambiente per suo adattamento all individuo (sfera tecnicoprogettuale) In ambito progettuale, occorre adottare un tipo di logica che consenta al progettista di comprendere il reale significato, l'origine e il futuro sviluppo di quegli standard che spesso vengono meccanicamente applicati rifacendosi a manuali scolastici o a direttive ministeriali. Il riferimento allo standard è un approccio la cui staticità non risponde alle necessità imposte invece dalla straordinaria dinamicitàdei fenomeni sociali che cicircondano. La recente cultura progettuale ha portato così a definire i criteri del Design for All Ing. Al berto Arenghi

5 Aspetti culturali Possiamo individuare, per chiarire alcuni concetti, tre fasi di sviluppo della metodologia progettuale che hanno portato alla definizione del Design for All. Progetto per lo Standard Design for All Standard Disabilità "Progetto per la Disabilità Design for All (Universal Design / Inclusive Design)" Ing. Al berto Arenghi

6 Aspetti culturali UNIVERSAL DESIGN Universal Design è il progetto di oggetti e ambienti i utilizzabili dal maggior numero di persone possibile senza bisogno di adattamenti oprogetti dedicati. di i L intento dello Universal Design è di semplificare la vita di tuttitti attraverso la produzione di oggetti, comunicazioni i i e dell ambiente costruito utilizzabile dal maggior numero di persone possibile conpiccoli onulli costi aggiuntivi. i Dll Dello Universal Design beneficiano persone di tutte le età ed abilità. Ing. Al berto Arenghi

7 Aspetti culturali IlProgettosecondo il Design for All: supera il concetto del progetto senza barriere (barrier free design) perché non muove dall'idea di eliminare o superare qualcosa, ma rappresenta un cambiamento più radicale, teso a riconsiderare in modo dialettico il modo di progettare, la realizzazione di oggetti e spazi si differenzia dal progetto per tutti : dire "per tutti" richiama un concetto astratto che in una singola definizione cerca di racchiudere tutte le differenze, perdendo di vista, di fatto, la complessità del mondo reale. Il Progetto secondo il Design for All ha il senso del limite: sia rispetto alla soluzione (ogni soluzione può presentare delle difficoltà per uno specifico utente) sia rispetto alla situazione (la complessità dell'uomo non è riconducibile a schemi immutabili: ci saranno sempre situazioni particolari che richiedono soluzioni personalizzate). Ing. Al berto Arenghi

8 Aspetti culturali E possibile definire i principi progettuali secondo lo Universal Design da tenere in considerazione al fine di operare in modo corretto e coerente: Autonomia di utilizzo: la soluzione deve massimizzare la possibilità di utilizzo autonomo. Compatibilità: la soluzione deve essere compatibile (a livello dimensionale, sensoriale, cognitivo e culturale) con le caratteristiche dell utente, edevepoter essere utilizzato anche qualora l utente non presenti tutte le abilità funzionali e psichiche. Adattabilità e flessibilità: il prodotto deve poter essere adattato (eventualmente anche con aggiunte specifiche) alle caratteristiche dell'utente, in relazione alle necessità che possono verificarsi nel corso dell esistenza. Normalità di immagine: la soluzione preferibile è quella che risulta funzionale per molti senza essere connotata da un immagine negativa e stigmatizzante. Ing. Al berto Arenghi

9 Aspetti culturali Semplicità di utilizzo: le soluzioni semplici risultano essere preferibili in quanto a durata e facilità di manutenzione: più un oggetto è semplice (concettualmente, nell'uso, nella percezione), maggioreè il numero diutenti in gradodi fruirne. Buon rapporto qualità/prezzo: il prodotto finale deve garantire un buon rapporto qualità/prezzo. Sicurezza e affidabilità: ilprodottodeveesseregarantitoperdurareneltempoe assicurare sicurezza di funzionamento, specie quando l'utente delega al prodotto lo svolgimento di importanti funzioni per la sua vita. Un prodotto sicuro può essere utilizzato con tranquillità, certi che siano state eliminate all'origine le possibili cause di incidente (e quindi anche di potenziale disabilità). Inparticolare, per l'utente con disabilità risulta di primaria importanza che il prodotto possa essere mantenuto sotto controllo, eliminando stati di disagio che portano, in breve tempo, al rifiuto della soluzione proposta. ud/udprinciples htm Ing. Al berto Arenghi

10 Aspetti culturali Ing. Alberto Arenghi

11 Aspetti culturali Interazione di Concetti ICF 2001 Conditioni di salute (disturbo/malattia) Funzioni e strutture corporee (Menomazione) Fattori Ambientali Attività Partecipazione (Limitazione) it i (Restrizione) i Fattori Personali Ing. Al berto Arenghi

12 Aspetti culturali Il modello ICF è: UNIVERSALE: un continuum fra salute e disabilità ed interessa tutti INTEGRATIVO: degli aspetti medici e sociali INTERATTIVO: prende in considerazione i complessi rapporti tra persona, salute ed ambiente Ing. Alberto Arenghi

13 Aspetti culturali Design for All e ICF Il Design for All (Universal Design) e l ICF, pur da differenti punti di osservazione ed approccio, leggono la realtà uomo ambiente nello stesso modo Non dobbiamo (possiamo) pensare alla disabilità come a una condizione speciale che richiede approcci medici speciali ed approcci progettuali speciali Non si trattatt soltanto t di un cambiamento terminologico i Dobbiamo costruire un ambiente terapeutico invece di un ambiente protesico Il progettista ha un ruolo sociale fondamentale e deve diventare un operatore di salute Ing. Al berto Arenghi

14 La legge serve in una società di diseguali a proteggere i deboli. In una società di eguali, non ve ne sarebbe bisogno. (Grozio) Ing. Alberto Arenghi

15 Levoluzione L evoluzionedella normativa nazionale 1965 Conferenza Internazionale di Stresa: nasce il concetto di barriera architettonica 1967 Circolare Ministeriale LL.PP. 20 gennaio 1967, n Standards residenziali. Art. 6 Aspetti Qualitativi Barriere Architettoniche 1968 Circolare Ministeriale LL.PP. 19 giugno g 1968, n Norme per assicurare la utilizzazione degli edifici sociali da parte dei minorati fisici e per migliorarne la godibilità generale. Ing. Al berto Arenghi dei t l / ti / i l /1968/4809/ i i t dei lavori lavori pubblici norme per assicurare la utilizzazione degli edifici sociali da parte_3bd7fcf9 f351 4cd2 b0d0 cbeb6ed1a866.html p ministero dei lavori pubblici standarts residenziali._ f c a53b d209eccfa720.html

16 1971 Legge 30 marzo 1971, n. 118 art. 27 Conversione in legge del D.L. 30 gennaio 1971, n. 5 e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili D.P.R. 27 aprile 1978, n. 384 Regolamento di attuazione dell'art. 27 della L. 30 marzo 1971, n. 118 a favore dei mutilati e invalidi civili, in materia di barriere architettoniche e trasporti pubblici Legge 28 fbb febbraio 1986, n. 41, art.32 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato Ing. Al berto Arenghi

17 alcune osservazioni Le norme degli anni 60 e 70 si caratterizzano per: l utilizzo di un linguaggio stigmattizzante un approccio di carattere sociale per cui la barriera architettonica e la persona disabile costituiscono un binomio inscindibile avere un carattere di norma prescrizionale considerare soltanto edifici i pubblici i (o privati i aperti al pubblico) Ing. Al berto Arenghi

18 1989 Legge 9 gennaio 1989, n. 13 Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati D.M. LL.PP. 14 giugno 1989, n Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilitàdegli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche Circolare Ministeriale i i LL. PP. 22 giugno 1989 n Circolare esplicativa della legge 9 gennaio 1989, n. 13 p// / Ing. Al berto Arenghi

19 1992 Legge 5 febbraio fbb 1992, n. 104 artt. 23 e 24 Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503 Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 artt Testo unico delle disposizioni legislativee e regolamentari in materia edilizia, Capo III Disposizioni per favorire il superamento e l eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati,,pubblici e privati aperti al pubblico Ing. Al berto Arenghi

20 alcune osservazioni Le norme degli anni 80 e 90 si caratterizzano per: l utilizzo di un linguaggio più neutro un approccio di carattere edilizio per cui la barriera architettonica costituisce un ostacolo per chiunque avere un carattere di norma prestazionale considerare edifici pubblici, privati aperti al pubblico e privati, considerando d (dal 1996) un unico riferimento i tecnico applicativo i Ing. Al berto Arenghi

21 Ilquadrodella della normativa della Regione Veneto 2007 L.R , n. 16 Disposizioni generali in materia di eliminazione delle barriere architettoniche DGR , 3 n. 839 Criteri per l attuazione del diritto all esonero dalla corresponsione degli oneri relativi al costo di costruzione per interventi di incremento volumetrico o di superficie utile abitabile funzionali alla fruibilità di edifici abitati da soggetti riconosciuti invalidi. DGR , n. 840 Prescrizioni Tecniche atte a garantire la fruizione di edifici destinati all istruzione con riferimento al 1 e 2 ciclo statale e paritario dell ordinamento scolastico e dei Centri di Formazione Professionale. Ing. Al berto Arenghi

22 Ilquadrodella della normativa della Regione Veneto DGR , 3 n. 841 Disposizioni i i i per la redazione e la revisione ii dei di piani di eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA). DGR , n. 509 Prescrizioni Tecniche atte a garantire la fruizione degli edifici residenziali privati, degli edifici residenziali pubblici e degli edifici e spazi privati aperti al pubblico, redatte ai sensi dell art. 6, comma 1, della LR 12/07/2007 n. 16 DGR , n Aggiornamento delle Prescrizioni Tecniche atte a garantire la fruizione degli edifici residenziali privati, degli edifici residenziali pubblici e degli edifici e spazi privati aperti al pubblico, redatte ai sensi dell art. 6, comma 1 della LR 12/07/2007 n. 16 e approvate con DGR n. 509 del 02/03/2010 Ing. Al berto Arenghi

23 Legge 9 gennaio 1989, n. 13 Legge R. 12 luglio 2007, n. 16 Decreto Ministeriale 14 giugno 1989, n. 236 Decreto del Presidente della Repubblica 24luglio 1996, n. 503 D.G.R. 6 settembre 2011, n (edilizia privata) berto Arenghi D.G.R. 30 marzo 2009, n. 840 (scuole) Ing. Al

24 Altre fonti normative Convenzione ONU sui diritti della persone con disabilità New York 16/12/2006 Ratificata dalla Repubblica Italiana con la L. 9 marzo 2009, n. 18 Art. 9 Accessibilità Legge 1 marzo 2006, n. 67 Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni Ing. Alberto Arenghi

25 Quale lettura della normativa? La finalità della legge è quella di assicurare l accessibilità, l adattabilità e la visitabilità degli edifici, con ciò prescindendo dall esistenza di un diritto reale o personale di godimento da parte di un soggetto disabile, essendo unicamente rilevante l obiettiva attitudine dell edificio, anche privato, ad essere fruito da parte di qualsiasi soggetto. Tar Venezia 5 aprile 2007 n Ing. Al berto Arenghi

26 Quale applicazione della normativa? La normativa viene applicata secondo il raggiungimento di tre diversi requisiti: Accessibilità Visitabilità Adattabilità che vanno valutati deve in rapporto alla destinazione d uso ealtipo diintervento edilizio prospettato. Ing. Al berto Arenghi

27 Accessibilità: la possibilità, anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l edificio ledificiooo le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruire di tutti gli spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia. Il requisito è di carattere trasversale rispetto al processo progettuale perché per essere soddisfatto deve essere presente dalle fasi preliminari (incidenza sulle modalità di gestione soprattutto per l esistente) fino ai dettagli di finitura. Ing. Alberto Arenghi

28 Visitabilità: la possibilità, anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare. Sono spazidirelazionegli spazidisoggiorno o pranzo dell'alloggio e quelli dei luoghi di lavoro, servizio ed incontro, nei quali il cittadino entra in rapporto con la funzione ivi svolta. Adattabilità: la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente ed agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. Puòessere pensato come un accessibilità differita nel tempo Ing. Al berto Arenghi

29 Edifici i e Spazi ip Pubblici i (DPR 503/96 DM 236/89) Devono essere sempre accessibili in ogni loro parte, anche quando l edificio i o lo spazio aperto al pubblico siano di carattere temporaneo. Edilizia scolastica DGR , 3 n. 840 Prescrizioni Tecniche atte a garantire la fruizione di edifici destinati all istruzione con riferimento al 1 e 2 ciclo statale e paritario dell ordinamento scolastico e dei Centri di Formazione Professionale. Ing. Al berto Arenghi

30 Edifici Residenziale Privata (DGR 1428/11 DM 236/89) Art. 6 DGR 1428/11 1. Gli interventi di nuova costruzione e ristrutturazione di cui all art. 5 comma 2 devono assicurare la visitabilità, come definita dall art. 4 lett. R). 2. Il requisito della visitabilità, condizione di conformità alla norma del titolo abilitativo di cui al d.p.r 6 giugno 2001 n. 380, implica che sia garantita l'accessibilità per quanto riguarda: 2.1 gli spazi esterni: il requisito si considera soddisfatto se sia reso accessibile il percorso principale i di ingresso alle proprietà eparti comuni a partire dallo spazio pubblico. In subordine, nei casi di edifici esistenti e con adeguata motivazione, dovrà essere individuato e debitamente segnalato almeno un percorso alternativo accessibile; Ing. Al berto Arenghi

31 Art. 6 DGR 1428/ le parti comuni: negli edifici residenziali fino a tre livelli, ivi compresi eventuali livelli sia interrati che porticati, èconsentitala deroga all'installazione dell ascensore o, in subordine, della piattaforma elevatrice, per l'accesso ai piani superiori, purché sia assicurata la possibilità della loro istallazione in un tempo successivo. In tutti gli altri casi l'ascensore deve essere istallato; Definizione di Livello: qualsiasi orizzontamento o piano di calpestio, entro o fuori terra, compreso il solaio di copertura se agibile, destinato a qualunque uso. Intalordinediideeunpiano interrato costituisce un livello, con la conseguenza che, qualora esso si sommi a due piani fuori terra, si ottengono tre livelli indipendentemente dalla loro posizione rispetto alla quota di campagna. In tale conteggio non vengono considerati i livelli presenti all interno di una medesima unità immobiliare duplex e soppalchi ovvero, al fine del conteggio, si valuta soltanto il livello della soglia di accesso all unità stessa. Al contrario vengono computati gli eventuali piani interrati e non destinati, per esempio, a garage e cantine anche se funzionalmente ipotizzati disgiunti dal resto dell edificio mediante scale che conducono all esterno Ing. Al berto Arenghi

32 a 1 b 2 a' 1 b' c 1 d 1 c' 1 d' 1 e 3 f INSTALLAZIONE ASCENSORE FACOLTATIVA 2 1 e' f' INSTALLAZIONE ASCENSORE OBBLIGATORIA Ing. Al berto Arenghi

33 Art. 6 DGR 1428/ All interno delle singole unità abitative deve essere garantita l accessibilità alla zona di relazione, ad un servizio igienico così come definito all art ed ai relativi percorsi orizzontali. Nelle unità abitative disposte su due o più livelli, il servizio igienico e la zona di relazione devono essere contemporaneamente presenti al livello dll della soglia di accesso all unità stessa, ovvero ad un diverso livelloll accessibile attraverso ascensore o piattaforma elevatrice. 2.4 Il requisito della visitabilità si applica con riferimento agli elementi strutturali oltre la soglia dell'unità immobiliare. Pertanto il soddisfacimento del requisito di visitabilità della singola unità immobiliare, nell ambito di edifici esistenti, è richiesto anche se le parti comuni dell'edificio in cui è insita non sono accessibili. Ing. Al berto Arenghi

34 Art. 6 DGR 1428/ Gli edifici unifamiliari e quelli plurifamiliari privi di parti comuni sono esonerati dall obbligo della visitabilità in relazione all interno delle singole unità abitative. Per questi va dimostrato il requisito dell adattabilità, come definita dall art. 4 lett. C). Edifici Residenziale Pubblica (art. 6 DGR 1428/11 DM 236/89) 2.6 Negli alloggi di edilizia residenziale pubblica, il requisito di accessibilità deve venire assicurato per tutte le parti comuni e per almeno il 15% degli alloggi, arrotondato all unità superiore, con un minimo di una unità immobiliare per ogni intervento, con esclusione della dotazione dei maniglioni nei servizi igienici di cui all art. 14 comma 6.6. Ing. Al berto Arenghi

35 Edifici Privati Aperti al Pubblico (DGR 1428/11 DM 236/89) Art. 7 DGR 1428/11 1. Gli interventi edilizi di nuova costruzione e ristrutturazione devono garantire la visitabilità, bl la quale implica che venga garantita l'accessibilità per quanto riguarda: 1.11 gli spazi esterni: il requisito si considera soddisfatto quando sia accessibile il percorso principale di ingresso alle proprietà e alle parti comuni a partire dallo spazio pubblico. In subordine, nei casi di edifici esistenti e con adeguata motivazione, dovrà essere individuato e debitamente segnalato almeno un percorso alternativo accessibile; 1.2 gli spazi di relazione: il requisito si considera soddisfatto se sono accessibili gli spazi in cui gli utenti vengono a contatto con la funzione ivi svolta ed almeno un servizio igienico. Ing. Al berto Arenghi

36 Art. 7 DGR 1428/11 2. In ragione della destinazione d uso, fatte salve le diverse disposizioni di settore, le unità immobiliari che siano sedi di attività private sociali in campo sanitario, assistenziale, culturale e sportivo devono avere gli ambienti accessibili oltre ad un servizio igienico. 3. Nelle unità immobiliari che siano sedi private di riunioni o di spettacoli, sia all'aperto che al chiuso, temporanei o permanenti, ed inoltre in quelle di ristorazione e di ospitalità, devono essere accessibili almeno una zona riservata al pubblico, oltre a un servizio igienico. L'accessibilità degli spazi di relazione e dei servizi, quali il palco, la biglietteria i eil guardaroba, deve essere garantita mediante percorso continuo accessibile. Ing. Al berto Arenghi

37 Art. 7 DGR 1428/11 4. Nelle unità immobiliari sedi di attività ricettive, come alberghi, affittacamere, ostelli e agriturismi, devono essere accessibili tutte le parti e servizi comuni. Devono inoltre essere accessibili due stanze ogni quaranta con un minimo di due (tale numero è derogabile ad un unità qualora l immobile abbia meno di dieci stanze), ciascuna dotata di proprio servizio igienico accessibile. Nelle strutture sedi di attività ricettive all aperto allaperto, come i campeggi, i villaggi turistici e negli stabilimenti balneari, devono essere accessibili tutte le parti, i percorsi e servizi comuni. Devono essere accessibili almeno il 5% delle superfici destinate alle unità di soggiorno temporaneo con un minimo assoluto di due unità. 5. Nelle unità immobiliari sedi di culto devono essere accessibili almeno una zona riservata ai fedeli per assistere alle funzioni religiose e i percorsi interni che collegano detta zona con quelle ove si svolge il rito. Ing. Al berto Arenghi

38 Art. 7 DGR 1428/11 6. Nelle altre unità immobiliari sedi di attività aperte al pubblico, devono essere accessibili gli spazi di relazione nei quali gli utenti entrano in rapporto con la funzione ivi svolta, incluso almeno un servizio igienico se la superficie netta dell'unità immobiliare è pari o superiore a 150 mq. 7. Le sedi di aziende soggette al collocamento obbligatorio di cui alla legge 12 marzo 1999 n. 68 devono essere accessibili. Sono peraltro soggetti alle norme sulla eliminazione delle barriere architettoniche i soli settori, produttivi e non, nei quali viene svolta un'attività compatibile conil collocamento obbligatorio. i Le sedi di aziende non soggette al collocamento obbligatorio devono essere visitabili e adattabili. Ing. Al berto Arenghi

39 Art. 7bis DGR 1428/11 1. Il requisito dell'adattabilità deve essere dimostrato per tutte le parti e componenti di ogni unità immobiliare, per le quali non sia già prescritta l'accessibilità o la visitabilità. Arenghi Ing. Alberto A

40 Modalità di presentazione del progetto (DGR 1428/11 DPR 380/01 art. 82.3) Art. 8 DGR 1428/11 1. Gli elaborati grafici di progetto atti a dimostrare l accessibilità accessibilità, la visitabilità e l adattabilità devono essere redatti almeno in scala 1:100, evidenziando i percorsi accessibili che, partendo dal suolo pubblico, si articolano attraverso l entrata, gli spazi comuni e le singole unità immobiliari, bl ponendo inrisalto le differenze di quota e le modalità proposte per superarle. Le planimetrie devono rappresentare la disposizione dei sanitari dei servizi igienici e l ipotesi di arredo. 2. La relazione tecnica deve illustrare, tra l altro, lt la conformità dl del progetto alla vigente disciplina sull eliminazione delle barriere architettoniche, nonché riportare in modo dettagliato le motivazioni a base delle eventuali soluzioni alternative proposte ai sensi dell art. 29 e quelle a base di eventuali richieste di deroga ai sensi degli artt. 27 e Il dossier di presentazione deve essere corredato dalla dichiarazione di conformità redatta utilizzando l apposito modello (Allegato n. 1). Ing. Al berto Arenghi

41 Edifici i e luoghi sottoposti a vincolo di tutela L accessibilità come diritto riconosciuto dalla Costituzione Artt. 2 3 (32) La tutela del patrimonio storico artistico come diritto riconosciuto dalla Costituzione Art. 9? Come bilanciare i due diritti Ing. Al berto Arenghi

42 Deroga & Diniego in diritto si parla di deroga quando una norma giuridica trova applicazione in luogodi un'altra poiché la fattispecie disciplinata dalla prima (detta norma derogante) èpiù specifica di quella disciplinata dalla seconda (detta norma derogata), di modo che tra le due intercorre un rapporto di regola ed eccezione. In sintesi la deroga è l istituto listituto attraverso il quale in una data fattispecie un dettato normativo ne sostituisce un altro con ciò configurandosi a carattere di eccezionalità. da diniegare i [denegare], dire di no, ricusare, rifiutare, Ing. Al berto Arenghi

43 Diniego La L. 9gennaio 1989, n. 13 che introduce per gli edifici sottoposti a vincolo di tutela un regime edilizio speciale definito nell artt. 4 e 5 il quale prevede che: [ ] la competente soprintendenza è tenuta a provvedere entro centoventi (novanta) giorni dalla presentazione della domanda [a rilasciare il parere], anche impartendo, ove necessario, apposite prescrizioni, ioni la mancata pronuncia nel termine di cui [sopra] equivale ad assenso, l autorizzazione può essere negata solo ove non sia possibile realizzare le opere senza serio pregiudizio del bene tutelato, il diniego deve essere motivato con la specificazione della natura e della serietà del pregiudizio, della sua rilevanza in rapporto al complesso in cui l'opera si colloca e con riferimento a tutte le alternative eventualmente prospettate dall'interessato Ing. Al berto Arenghi

44 Diniego i La L. 9 gennaio 1989, n. 13 configura, dunque, un onere acarico della soprintendenza mettendo in atto una procedura che ha un tassativo limite temporale (90/120 giorni) oltre il quale scatta il meccanismo del silenzio assenso e un aggravio motivazionale per giustificare l eventuale diniego che passa attraverso la valutazione della natura del pregiudizio andando a specificarne la serietà e la rilevanza rispetto al complesso in cui l opera si colloca, nonché in relazione alle soluzioni alternative eventualmente prospettate dal richiedente. E da sottolineare come la motivazione di un diniego presupponga un livello di pregiudizio più elevato rispetto a quello generalmente previsto dal D.Lgs 22 gennaio 2004, n. 42 che all art.20 20, comma 1, che vieta interventi sugli edifici vincolati tali da recare pregiudizio alla loro conservazione. Ing. Al berto Arenghi

45 Deroga L art.28, comma 2,del D.G.R.1428/11: La deroga ammessa dalle norme sopra richiamate [l. 9 gennaio 1989, n. 13, artt. 4 e 5, circ. 22 giugno 1989, n. 1669, art. 3.8 e l. 5 febbraio 1992, n. 104, art. 24.2] 2] e dalle presenti prescrizioni, non è in nessun modo da intendersi come strumento per evitare il superamento delle barriere architettoniche,, ma più propriamente p come la possibilità di mettere in essere soluzioni che, pur non rispondendo ai criteri dettati dal d.m. 14 giugno 1989, n. 236 e dalle presenti prescrizioni, garantiscano almeno un livello di accessibilità equivalente, cosìcome definita all art 4 lett. B), attraverso soluzioni alternative di cui all art delle presenti prescrizioni. Tale richiesta di deroga deve essere puntualmente circostanziata e documentata con apposita relazione tecnica e schemi grafici in scala. berto Arenghi Ing. Al

46 Deroga: Soluzioni alternative L art.29, comma 2,del D.G.R.1428/11: In caso di interventi su beni sottoposti a vincolo di tutela o in aree soggette a vincolo paesaggistico, per i quali non è possibile intervenire in accordo con il d.m. 14 giugno 1989, n. 236 e con le presenti prescrizioni, è possibile proporre soluzioni alternative che garantiscano almeno un livello di accessibilità equivalente, così come definita all art 4 lttb) lett. B). berto Arenghi Ing. Al

47 Deroga: Soluzioni alternative Lart.29 L art 29.2, 2 del D.G.R /11 11 Accessibilità equivalente: mutuando il concetto dall ambito della sicurezza ( sicurezza equivalente ), in interventi su beni sottoposti a vincolo di tutela o in aree soggette a vincolo paesaggistico, laddove sia dimostrata l impossibilità di applicare i criteri i considerati dll dalla normativa vigente, il requisito iit dell accessibilità si intende raggiunto attraverso soluzioni o modalità di gestione del bene o dell area che ne migliorino le condizioni di accessibilità in modo che una persona con disabilità possa: a) muoversi anche se con l aiuto di un accompagnatore o, nel caso di grandi aree, di mezzi leggeri attrezzati; b) raggiungere solo alcune parti significative del bene o dell area (concetto di visitabilità) e, per le restanti parti, avere la disponibilità di adeguati supporti informativi che permettano di conoscere e capire il medesimo; c) avere a disposizione idoneo materiale tattile e visivo, audioguide, etc. (facilitatori); berto Arenghi Ing. Al

48 Deroga L art.19, comma 3,del D.P.R.503/96: la deroga è consentita nel caso in cui le opere di adeguamento costituiscono pregiudizio per valori storici ed estetici del bene tutelato; intalcasoilsoddisfacimentodelrequisito di accessibilità è realizzato attraverso opere provvisionali ovvero, in subordine, con attrezzature d'ausilio e apparecchiature mobili non stabilmente ancorate alle strutture edilizie. La mancata applicazione delle presenti norme deve essere motivata con la specificazione della natura e della serietà del pregiudizio. berto Arenghi Ing. Al

49 Osservazioni (art.19, comma 3,D.P.R.503/96): E subito da sottolineare che si parla di deroga e non di diniego! 1 Cosa si deroga? Qual è la norma derogata? la norma derogata è il d.m. 14 giugno 1989, n. 236 e lo stesso d.p.r. 24 luglio 1996, n. 503 nel senso che il legislatore ha voluto, giustamente, sottolineare che non è possibile agire come se si operasse su edifici nuovi o su edifici che non abbiano un pregio storico architettonico il legislatore ha espressamente voluto dire che, comunque, sugli edifici storici occorre intervenire per renderli accessibili. Ing. Al berto Arenghi

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