problematiche olfattive in Veneto

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1 La definizione di una Linea Guida per la gestione delle problematiche olfattive in Veneto Dr Alessandro Benassi Regione del Veneto Direttore e Dipartimento Ambiente Dr. Alessandro Benassi Direzione Ambiente Regione Veneto

2 STATO DELL ARTE DELLE LEGISLAZIONI REGIONALI SULLE EMISSIONI ODORIGENE La crescente sensibilità della popolazione, la presenza di territori fortemente antropizzati, lo sviluppo della normativa ambientale e l evoluzione della normativa tecnica, assieme alla mancanza di un strumento normativo nazionale, hanno portato alla definizion inizione da parte della singole regioni di delibere e/o linee guida sulla regolamentazione delle emissioni odorigene. L approccio storico prevedeva una valutazione sulle sorgenti (emissioni): limiti riferiti a misure in olfattometria dinamica; limiti su specifici composti chimici; adozione di specifiche tecniche e/o gestionali a contenimento delle emissioni odorigene.

3 REGIONE LOMBARDIA: DGR n del 16/04/2003: linea guida per la costruzione e l esercizio degli impianti di produzione compost Valutazione impiantistica; Valutazione urbanistica; Limite alle emissioni odorigene: 300 ou E /m 3. REGIONE BASILICATA: DGR n. 709 del 22/04/2002: linee guida per la progettazione, costruzion ruzione e gestione degli impianti di compostaggio e biostabilizzazione Impiego della norma EN per valutare l efficienza del biofiltro; Limite alle emissioni odorigene: 300 ou E /m 3. REGIONE SICILIA: DGR n. 27 parte I del 14/06/2002 REGIONE ABRUZZO: DGR n. 400 del 26/05/2004

4 REGIONE PUGLIA: LR n. 7 del 22/01/1999 Disciplina delle emissioni odorifere dalle aziende Limiti per sostanze con basso livello olfattivo(emissioni puntuali): Sostanze con livello olfattivo 0,001 ppm: 5 ppm; Sostanze con livello olfattivo 0,010 ppm: 10 ppm; Criteri localizzativi per emissioni diffuse (divieto di emissione sostanze bassa soglia olfattiva nei pressi dei centri urbani). REGIONE ABRUZZO: DGR n. 400 del 26/05/2004: direttive regionali concernenti le caratteristiche prestazionali e gestionali per gli impianti di trattamento dei rifiuti iuti urbani; Efficienza dei sistemi di trattamento secondo i principi dell olfattometria dinamica; Limite per tutti i punti campionati di 300 ou E /m 3. REGIONE VENETO: DGR n. 568 del 25/02/2005 Norme tecniche ed indirizzi operativi per la realizzazione e la conduzione degli impianti di recupero e di trattamento delle frazioni organiche dei rifiuti urbani ed altre matrici organiche mediante compostaggio, biostabilizzazione e digestione anaerobica (indicazione delle misure in olfattometria dinamica ai sensi della Norma 13725:2004).

5 REGIONE EMILIA ROMAGNA: A: DGR n del 24/10/2011: Criteri tecnici per la mitigazione degli impatti ambientali nella progettazione e gestione degli impianti a biogas l autorizzazione deve prevedere un PdM delle emissioni odorigene; Campagna di rilevamento delle emissioni odorigene (EN 13725:2004) sia alle sorgenti, che monte / valle dell impianto; 2 autocontrolli/anno ed eventuale approfondimento modellistico; Valori guida (trattamenti digestato): 400 ou E /m 3 ; NH 3 5 mg/nm 3. REGIONE SICILIA: ddus n. 18 del 16/05/2012 (REVOCATO!!!) Linee guida per il contrasto del fenomeno delle sostanze odorigene nell ambito della lotta all inquinamento atmosferico; Approccio misto emissione/immissione.

6 Con gli anni l approccio si è spostato to verso una valutazione sull impatto al recettore (immissioni): modelli previsionali per la stima delle ricadute; Indagini demoscopiche per la valutazione del disturbo olfattivo. LINEE GUIDA DELLA REGIONE LOMBARDIA DGR 15 febbraio 2012 n.ix/ IX/3018: determinazioni generali in merito alla caratterizzazione delle emissioni gassose in atmosfera derivanti da attività a forte impatto odorigeno [entrata in vigore dopo 180 giorni - 20 agosto 2012].

7 LINEE GUIDA DELLA REGIONE LOMBARDIA ALLEGATO A: «linea guida per la caratterizzazionezazione e l autorizzazione delle emissioni gassose in atmosfera delle attività ad impatto odorigeno» Campo di applicazione Attività che, durante il loro esercizio, danno luogo ad emissioni odorigene e che sono soggette AIA, ad autorizzazioneazione alla gestione dei rifiuti, nonché a valutazione d'impatto ambientale o a verifica di assoggettabilità da cui possono derivare emissioni odorigene.

8 LINEE GUIDA DELLA REGIONE LOMBARDIA ALLEGATO A: Autorizzazioni e criteri di valutazioneazione dell Autorità Competente: Valuta nell ambito dei procedimenti istruttori lo studio presentato dal Gestore finalizzato alla caratterizzazione delle emissioni e la compatibilità delle ricadute nel contesto territoriale (presenza recettori) tenendo presente che: 1 ou E /m 3 il 50% delle popolazione percepisce l odore; 3 ou E /m 3 l 85% delle popolazione percepisce l odore; 5 ou E /m 3 il 90-95% delle popolazio olazione percepisce l odore. Autorizza(eventualmente) indicando in particolare: le necessità o meno di convogliarele emissioni odorigene; L eventuale necessità di adottare sistemi di abbattimento; I livelli emissivi in termini di portata di odore e le modalità di verifica degli stessi; Le prescrizioni di carattere tecnico-gestionale da adottare da parte del Gestore per garantire il mantenimento nel tempo dei livelli emissivi.

9 LINEE GUIDA DELLA REGIONE LOMBARDIA Mentre l allegato A delinea l istruttoria propedeutica al rilascio dell autorizzazione, i seguenti allegati standardizzano le procedure tecniche coinvolte per la caratterizzazione delle emissioni gassose in atmosfera delle attività con impatto odorigeno. ALLEGATO 1 - Requisiti degli studi di impatto olfattivo mediante simulazione di dispersione; ALLEGATO 2 - Campionamento olfattometrico; ALLEGATO 3 - Strategia di valutazione della percezione del disturbo olfattivo da parte della popolazione residente; ALLEGATO 4 - Caratterizzazione chimica delle emissioni odorigene.

10 LINEE GUIDA DELLA REGIONE LOMBARDIA ALLEGATO 1 Requisiti degli studi di impatto olfattivo mediante simulazione di dispersione dati di emissione: definizione della concentrazione e della portata di odore ecc; dati meteorologici: scelta della stazione meteo, frequenza dei dati, ecc; dimensioni e passo della griglia di calcolo; orografia; scelta della tipologia del modello e del codice software in relazione anche alla norma UNI 10796:2000; presentazione dei risultati.

11 LINEE GUIDA DELLA REGIONE LOMBARDIA ALLEGATO 2 - Campionamento nto olfattometrico definizione delle modalità di effettuazione dei campionamenti olfattometrici in campo, a completamento degli elementi non esplicitati nella norma UNI EN 13725:2004; importanza del campionamento e requisiti generali (scelta dei materiali, ecc.); strategie di campionamento in base alla tipologia di sorgente (puntuali, areali attive e passive). ALLEGATO 3 Strategia di valutazione della percezione del disturbo olfattivo da parte della popolazione residente discriminazione dei fenomeni eccezionali ; riuscire a dimostrare in modo oggettivo il nesso causa-effetto tra l emissione e il disturbo; rilevazione attraverso schede e studio delle stesse (tabella sinottica); durata del monitoraggio (3 mesi), validazione delle segnalazioni (tra più osservatori e con i dati meteo); scelta degli indicatori e valutazione dell accettabilità.

12 LINEE GUIDA DELLA REGIONE LOMBARDIA ALLEGATO 4 Caratterizzazione chimica delle emissioni odorigene identificazione delle sorgenti responsabili di un inquinamento odorigeno mediante analisi delle immissioni sul territorio; identificazione delle sostanze odorigene più importanti di un emissione per predisporre adeguati sistemi di abbattimento; campionamento e conservazione del campione; metodi analitici.

13 REGIONE VENETO Ad oggi in Regione Veneto: Autorizzazioni Integrate Ambientali limiti in emissione biofiltro (300 ou E /m 3 ); prescrizioni e Piano di Monitoraggio gio e Controllo (es. esecuzione di indagini olfattometriche entro la durata dell autorizzazione). Autorizzazioni e delibere provinciali e/o regionali indagini stagionali, verifiche di aria ambiente a perimetro di impianti di trattamento rifiuti e di discariche; indagini in avvio e/o collaudi di nuovi impianti o modifiche (VIA).

14 REGIONE VENETO Chiarimenti in merito alla modifica dell allegato IV parte I alla parte V del D.Lgs. 152/06 Autorizzazionezione alle emissioni in atmosfera per gli impianti di trattamento acque dotati di linee di trattamento fanghi. (prot del 19/07/2012). Nella succitata nota la Direzione Tutela Ambiente della Regione Veneto sottolinea che: [ ] particolare attenzion nzione dovrà essere posta alle problematiche odorigene [ ]. Vasta l assenza di limiti di legge e la complessità delle valutazioni tecniche sulle emissioni odorigene, la Regione Veneto indica a riguardo come riferimento la DGR Lombardia del 15/02/12 di approvazione delle linee guida per gli odori.

15 REGIONE VENETO Il 22 marzo 2013 all interno della Settimana dell Ambiente Veneto Regione Veneto e A.R.P.A.V. hanno organizzato il convegno La definizione di linee guida per la caratterizzazione e l autorizzazione delle emissioni gassose ad impatto odorigeno. La numerosa partecipazione ha reso manifesto l interesse per la problematica sia da parte degli amministratori locali che dei tecnici. Il convegno ha voluto rappresentare un guida anche nella Regione Veneto. primo passo verso la definizione di linee

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