CENSIMENTO DEI MATERIALI CONTENENTI AMIANTO VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI ESPOSIZIONE PROGRAMMA DI MANUTENZIONE E CONTROLLO

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1 CENSIMENTO DEI MATERIALI CONTENENTI AMIANTO VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI ESPOSIZIONE PROGRAMMA DI MANUTENZIONE E CONTROLLO COMMITTENTE: SITO ESAMINATO: CITTA DI SPINEA VIA GIOVANNI PASCOLI SPINEA - VENEZIA PALESTRA PASCOLI VIA GIOVANNI PASCOLI SPINEA - VEENEZIA PERIODO D ISPEZIONE: NOVEMBRE 203

2 INDICE Premessa I. Scopo dell indagine ambientale II. Area oggetto d indagine Planimetrie III. Modalità operative III. Riferimenti normativi III.2 Ispezione visiva III.3 Campionamento dei materiali sospetti III.4 Mappatura dei materiali III.5 Documentazione Fotografica III.6 Valutazione del rischio di esposizione III.6. Campionamenti d aria III.6.2 Valutazione del rischio Fattori di esposizione Indice di degrado per la valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento amianto (I.D.) IV. Risultati dell indagine effettuata IV. Censimento dei materiali contenenti amianto IV.2 Schede tecniche dei materiali rilevati IV.3 Valutazione del rischio di esposizione V. Conclusioni ed attuazione del programma di manutenzione e controllo dei materiali contenenti amianto presenti in sede. Allegati: Allegato : Rapporto di prova dei campionamenti massivi. Allegato 2: Rapporti di prova campionamenti d aria. Allegato 3: Tavole grafiche con indicazione dei punti di campionamento. 2

3 PREMESSA - Il diffuso impiego dell amianto come componente di diversi materiali strutturali e di rivestimento in strutture ed impianti, ad uso sia industriale che civile, in ambienti sia privati che pubblici, ha posto all ordine del giorno, in seguito alla pubblicazione del Decreto legislativo 06/09/994, la valutazione derivante del pericolo di inquinamento ambientale e di esposizione dei soggetti che si trovano a risiedere e/o lavorare dove è accertata la presenza di Materiali Contenenti Amianto (MCA). - La valutazione dello stato dei MCA, la definizione delle priorità di intervento, relativamente agli edifici con amianto nelle strutture risulta necessaria poiché spesso l attività di rimozione in molti casi non può essere realizzata immediatamente, per mantenere ad esempio, la normale fruibilità delle strutture. - Tendendo presente che i rischio amianto non è rappresentato dalla semplice presenza del materiale, ma dalle fibre che si disperdono nell aria e che queste provengono principalmente dai materiali friabili e con un alto contenuto di amianto, con lei indicazione di questa relazione ci si propone di evidenziare e valutare le situazioni in cui i materiali contenenti amianto possano indurre un rischio per la salute. - Il decreto Ministeriale 06/09/94 (normativa e metodologie tecniche di applicazione dell arti.06, comma 3 e dell ar. 2 comma 2 della legge 27/03/992 n 257 relativa alla cessazione dell impiego dell amianto) pubblicato nel Supplemento Ordinario della Gazzetta Ufficiale n,. 220 del 20/09/994 serie generale, è uno strumento normativo che favorisce le indicazioni per la gestione ed il mantenimento in sicurezza dei Materiali contenenti amianto (MCA). Va tenuto conto che la valutazione dei rischi è ben lontana da essere una disciplina scientificamente consolidata. L interpretazione rimane spesso soggettiva seppur effettuata su dati oggettivi quali i campioni e le analisi. Si ritiene quindi che poiché l amianto è un contaminante senza soglia, ogni livello di esposizione ha la possibilità di contribuire a determinare effetti negativi sulla salute, l azione di rimozione completa dei MCA, sia essa da interpretarsi nel breve periodo oppure nel medio o lungo periodo, è l unica azione valida e conclusiva. 3

4 I. SCOPO DELL INDAGINE AMBIENTALE La sottoscritta ditta Servizi Ecologici Scanferla srl ha ricevuto l incarico dall Ufficio Ambiente del Comune di Spinea, in qualità di proprietario dell immobile, di condurre un indagine ambientale per valutare lo stato di conservazione dei MCA Presso la Palestra Pascoli - sito in Via Pascoli Spinea (Ve). A tal fine si opererà a: - Valutare il rischio di esposizione alle fibre di amianto aerodisperse per gli occupanti dell edificio; - Designare una figura responsabile con compiti di controllo e coordinamento di tutte le attività manutentive che possono interessare i materiali in amianto; - Tenere un idonea documentazione da cui risulti l ubicazione dei materiali contenenti amianto (Censimento dei manufatti contenenti Amianto); - Garantire il rispetto di efficaci misure di sicurezza durante le attività di pulizia, gli interventi manutentivi ed in occasione di ogni evento che possa causare un disturbo ai materiali contenenti amianto (Piano di Manutenzione e Controllo); - Fornire una corretta informazione agi occupanti dell edificio sulla presenza di amianto nello stabile (Piano di Manutenzione e Controllo). 4

5 II. AREA OGGETTO DI INDAGINE L indagine è stata condotta all interno ed all esterno dell edificio denominato Palestra Pascoli. Il fabbricato è collocato in Via Pascoli. L edificio si sviluppa in un unico piano. Di seguito, secondo quanto previsto dal D.P.R. 8 agosto 994, sono riportati i dati generali, forniti dalla Committente, relativi all edificio ed al proprietario dello stesso. DATI RELATIVI ALL EDIFICIO: Edificio visitato: Palestra Pascoli. Indirizzo: Via Pascoli Spinea (Ve) Uso a cui è adibito: Palestra Responsabile dell Immobile: Comune di Spinea Responsabile della Manutenzione: Ing. Leonardo Mercatali Tipo di costruzione: fabbricato in c.a.p. Numero piani: Piani interrati: no Tipo di copertura: travi del tipo prefabbricato ad Y in c.a.p., gli interspazi esistenti tra le due travi affiancate attualmente chiusi da cupolini curvi in fibrocemento contenenti amianto ed a controsoffitto sono state posizionate delle lastre piane in fibrocemento amianto e sopra un materassino in lana di roccia. Accesso al pubblico: si DATI RELATIVI ALLA GESTIONE DELL EDIFICIO: Ragione sociale: CITTA DI SPINEA Sede Legale: PIAZZA DEL MUNICIPIO SPINEA - VE C.F Via Carrezzioi, Sambruson di Dolo (Ve) Tel Fax C.F./P.I Azienda Certificata UNI ISO 9002/CISQ/ICIM n. IT-225/0 - Azienda Qualificata Euro Soa cat. OG2 5

6 TAVOLA - PIANO TERRA Copertura in materiale contenente amianto 6

7 7

8 III. MODALITA OPERATIVE III. RIFERIMENTI NORMATIVI L indagine è stata eseguita facendo riferimento alle normative di seguito citate: - Legge 27 marzo 992, n.257, art.0, comma 2, lettera I; - D.M. 6 settembre 994; - D.Lgs. 8/08 titolo IX capo III (sostanze pericolose) - B.U.R. n. 26 del 05/04/20 Deliberazione Giunta Regionale n. 265 del 5 marzo 20 Sorveglianza sulle attività lavorative con esposizione all amianto (titolo IX capo III del D.Lgs. 8/08); In particolare lo studio analitico è stato condotto secondo le seguenti fasi. III.2 ISPEZIONE VISIVA Sulla base delle planimetrie fornite dalla Committente sono state ispezionate visivamente le zone di pertinenza del fabbricato per valutare la possibile presenza di materiali contenenti amianto. Sono state individuate e controllate le seguenti tipologie di manufatti sospetti: Lastre di copertura III.3 CAMPIONAMENTO DEI MATERIALI Durante l indagine visiva è stata rilevata la presenza di materiali potenzialmente interessati dalla presenza di amianto, pertanto, sono stati prelevati due campioni massivi al fine di confermare o meno la presenza di amianto e caratterizzarne la tipologia. I campioni prelevati sono stati osservati strutturalmente al microscopio elettronico (in tecnica SEM) per la sezione manuale delle fibre di amianto presenti. III.4 MAPPATURA DEI MATERIALI La localizzazione dei presunti materiali contenenti amianto è stata mappata su apposite tavole grafiche in modo tale da consentirne la loro localizzazione in campo. III.5 DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA Al fine di facilitarne l individuazione in campo dei materiali potenzialmente contenenti amianto rilevati ed evidenziare i particolari riguardo il loro stato di conservazione sono stati effettuati dei rilievi fotografici. 8

9 III.6 VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI ESPOSIZIONE Premessa: Secondo le attuali norme Italiane si definisce MCA qualunque materiale contenente fibre di amianto in quantità maggiori del % in peso. Tali materiali devono essere sempre considerati potenziali sorgenti contaminanti. L effettiva dispersione, invece, è la conseguenza dell azione di specifiche cause attivanti che scatenano o favoriscono il rilascio di fibre di amianto. In base a tali considerazioni il rischio amianto è definibile come la probabilità, espressa come numero di conseguenze sfavorevoli per unità di tempo, che la dispersione di fibre di amianto arrechi danno alla salute dei soggetti esposti. Il suo grado di pericolosità è la risultante degli effetti combinati prodotti dai fattori potenziali e dalle cause attivanti. La corretta valutazione del rischio amianto deve perciò comprendere l analisi complessiva di entrambi tali fattori. Non è possibile formulare valutazioni precodificate, è invece necessario ammettere come principio fondamentale che la presenza di MCA, anche se non presente costituisce un effettivo pericolo certo ed immediato, comporta sempre una certa probabilità di accadimento di un evento dannoso. I conseguenti rischi non sono imponderabili ma devono essere valutati attraverso la stima della frequenza e della gravità delle conseguenze. La frequenza e l intensità delle conseguenze esprimono, infatti, il grado di pericolosità e perciò misurano la gravità dell evento dannoso. Secondo questi principi ai MCA deve essere in ogni caso riconosciuta la intrinseca capacità potenziale di causare danni biologici, mentre la loro concreta pericolosità è legata all oggettiva aerodispersione di fibre di amianto. Per questi motivi la valutazione del rischio amianto consiste nell analisi e nella previsione della pericolosità delle possibili sorgenti di contaminazione, in relazione alla vulnerabilità degli esposti, alle possibilità di dispersione e propagazione dello stato di contaminazione, attraverso specifiche vie di esposizione. La valutazione del rischio deve perciò tener conto sia delle caratteristiche intrinseche dei MCA (come ad esempio la friabilità e il contenuto di amianto) ma anche dell intorno ambientale che assume un ruolo rilevante all effettiva dispersione di fibre. A questo proposito è necessario tener conto che la contaminazione di fibre di amianto si realizza attraverso fenomeni di degradazione, impatto e dispersione secondaria. Il rilascio di fibre per degradazione si verifica durante le normali condizioni di esercizio ed è un fenomeno normalmente di lieve entità ma anche duraturo che costantemente determina il distacco delle fibre più debolmente legate alla matrice del manufatto. Il rilascio di fibre prodotto dai MCA friabili influenza lo stato di contaminazione ambientale quando questi manufatti hanno subito sollecitazioni meccaniche e chimiche provocate dal movimento dell aria, vibrazioni e fenomeni di infiltrazione d acqua. I MCA di tipo compatto, se presenti in ambienti non aggressivi, difficilmente producono un rilascio significativo di fibre dovuto alla degradazione, comunque possono contribuire a determinare stati di contaminazione quando tali manufatti sono gravemente alterati e quando, essendo la matrice che li costituisce degradata, si riscontano fibre affioranti sulle loro superficie e/o in corrispondenza di lesioni e superfici di rottura. Maggiore rilevanza assumono le dispersioni di fibre di amianto provocate per impatto. L impatto, infatti, è un evento distruttivo che può provocare un elevato rilascio di fibre. La 9

10 durata del rilascio è limitata nel tempo, ma, in ogni caso, può influenzare in modo significativo lo stato di contaminazione ambientale. La quantità di fibre disperse dipende dalla gravità del danno subito dal manufatto, dal suo stato di aggregazione e di adesione. La previsione dell influenza che tale processo può produrre sulle condizioni ambientali deve tener conto, inoltre, della frequenza delle circostanze che comportano fenomeni di questo genere. È perciò necessario valutare le condizioni di esercizio dei MCA che li predispongono ad atti vandalici, contatti accidentali e volontari. Il contatto volontario si verifica quanto il manufatto è fisicamente e direttamente oggetto di interventi di manutenzione oppure subisce atti vandalici. L impatto involontario può essere la conseguenza di interventi di manutenzione, può essere prodotto da attrezzature adiacenti ai MCA oppure può essere la conseguenza della loro localizzazione in zone facilmente accessibili. Per questi motivi è necessario accertare il tipo di attività svolta nelle zone limitrofe ai MCA, il numero degli occupanti, il grado di accessibilità, la conformazione architettonica e la frequenza degli interventi di manutenzione. La valutazione di tutti questi processi che attivano il rilascio di fibre di amianto dai manufatti non è una stima esaustiva della pericolosità dello stato di contaminazione. Infatti, le dispersioni per degradazione ed impatto devono essere considerate come processi primari di contaminazione che, una volta attivati, si sovrappongono a processi di dispersione secondaria. Gli effetti prodotti da questi ultimi non sono secondari rispetto alle conseguenze che determinano. La dispersione secondaria è considerata tale in quanto successiva ai processi di dispersione primaria già descritti. Malgrado ciò i processi secondari possano influenzare in modo determinante lo stato di contaminazione ambientale sia di tipo indoor che outdoor. La dispersione secondaria influenza le condizioni di salubrità ambientale in modo così significativo perché si contrappone alla permanenza al suolo delle fibre di amianto e determina la formazione di un perdurante aerosol fibroso. Nel corso del tempo la concentrazione di fibre aerodisperse aumenta a causa della sovrapposizione degli effetti di un processo a due fasi che determina un progressivo aumento della disponibilità ambientale di fibre di amianto inalabili. Durante la prima fase di dispersione primaria la sorgente di emissione rilascia fibre di amianto per degradazione ed impatto. Le fibre appena liberate sono grossolane, parzialmente inalabili e facilmente sedimentabili a causa delle loro dimensioni e perché in n genere sono legate a frammenti di matrice. Le fibre sedimentate sono esposte a fenomeni di alterazione causati da sbalzi termici, imbibizione idrica, calpestio ed agenti chimici e meccanici che determinano la loro scomposizione in fibre ultrafini. Queste ultime possono essere risollevate dal suolo, migrare anche a grande distanza dall originaria sorgente disperdente. Questi fenomeni determinano la dispersione secondaria di fibre di amianto e sono favoriti dalla loro caratteristica anisotropia strutturale, dalla loro capacità di dissociazione longitudinale, dalle loro caratteristiche aerodinamiche e dalla presenza di correnti d aria. Gli effetti congiunti dei processi di dispersione primaria e dei fenomeni di dispersione secondaria determinano la contaminazione ambientale da fibre di amianto. Pertanto la valutazione del rischio di esposizione all amianto è stata effettuata utilizzando due diversi criteri al fine di evidenziare sia un possibile inquinamento in atto (verificando la presenza di fibre d amianto aerodisperse) sia il pericolo che i materiali contenenti amianto possano deteriorarsi o essere danneggiati nel corso delle attività nel sito oggetto di indagine (valutazione mediante algoritmo Versar). 0

11 III.6. CAMPIONAMENTI D ARIA La concentrazione di fibre aerodisperse di amianto viene misurata mediante campionamenti d aria ad alto flusso per successiva analisi di filtro membrana mediante Microscopia Ottica in Contrasto di Fase (MOCF) secondo quanto prescritto dal D.M. 06/09/94. I prelievi d aria vanno eseguiti nelle aree dove presumibilmente è più elevato il rischio di esposizione alle fibre d amianto aerodisperse. In particolare, per individuare le aree maggiormente a rischio dono stati valutati i seguenti parametri: Estensione delle superfici contenenti amianto; Friabilità dei materiali; Indicazioni riguardo il deterioramento/danneggiamento dei materiali; Attività svolta nell area; Presidio da parte del personale esterno ed interno. Il risultato di tali campionamenti dà un indicazione accurata e oggettiva del livello di esposizione dovuto alle fibre aerodisperse, tuttavia, da solo, il monitoraggio ambientale non può rappresentare un criterio adatto per valutare il rischio di esposizione perché permette di conoscere la concentrazione di fibre solo durante la fase di campionamento e non per esempio in caso di danneggiamenti, spontanei o accidentali, durante i quali si possono rilevare rilasci di fibre di entità rilevante in tempi molto brevi. Inoltre, anche se il DM Sanità del 06/09/94 considera le concentrazioni di fibre aerodisperse superiori a 20 ff/l, determinate in microscopia ottica in Contrasto di Fase, indicative di una situazione di inquinamento in atto, l incertezza degli effetti prodotti dalle basse esposizioni e dalle esposizioni cumulate rende finora impossibile fissare un valore di soglia biologicamente sicuro. III.6.2 VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI ESPOSIZIONE MEDIANTE ALGORITMO VERSAR. La società americana Versar (Springfield, Virginia), ha introdotto nel 987 un sistema di valutazione del rischio, basato su un modello bidimensionale, per la definizione delle priorità di intervento per limitare il rischio di esposizione all amianto. Il metodo è applicabile a vari tipi di materiali contenenti amianto, sia friabili, sia compatti, presenti all interno di ambienti confinati. Gli indicatori considerati fanno capo a due distinti ordini di fattori: fattori di danno/indice di degrado (I.D.) e fattori di esposizione. A ciascun parametro viene attribuito un punteggio stabilito in modo da limitare la variabilità dovuta alla soggettività del rilevatore. La valutazione deve essere condotta distintamente per ciascun locale o area con caratteristiche omogenee dell edificio esaminato.

12 A) FATTORI DI ESPOSIZIONE sono rappresentati da nove parametri: FRIABILITA - elevata: PUNTEGGIO = 6 Il materiale può essere facilmente sbriciolato con la mano e rilasciare un elevata quantità di fibre. - moderata: PUNTEGGIO = 3 Il materiale può essere frantumato solo con una forte pressione manuale e rilascia fibre con difficoltà. - bassa: PUNTEGGIO = E difficile frantumare il materiale con le mani e causare un rilascio di fibre. - non friabile: PUNTEGGIO = 0 Non è possibile frantumare il materiale con le mani. 2 - ESTENSIONE DELLA SUPERFICIE - meno di mq: PUNTEGGIO = 0 - tra e 0 mq: PUNTEGGIO = - tra 0 e 00 mq: PUNTEGGIO = 2 - più di 00 mq: PUNTEGGIO = 3 3 PARETI Il parametro si riferisce alla potenzialità delle pareti di trattenere fibre di amianto in relazione alle caratteristiche della superficie. - ruvide: PUNTEGGIO = 4 Pareti a stucco, a bocciarla, a spacco, pietre naturali ruvide. - porose: PUNTEGGIO = 3 Calcestruzzo non verniciato, muri grezzi in pietra o mattoni, parati. - moderatamente porose: PUNTEGGIO = 2 Pennellature in legno non rifinite, bambù, calcestruzzo dipinto, mattoni lisci, tessiture a maglia stretta. - lisce: PUNTEGGIO = Intonaco dipinto, pannelli rifiniti, vetri, specchi, piastrelle, pannelli laminati. 4 VENTILAZIONE (materiale friabile in prossimità di bocchette di ventilazione) Questo è l unico parametro per cui può essere presa in considerazione più di una condizione (e attribuito più di un punteggio). - si: PUNTEGGIO = Il materiale si trova in prossimità di bocchette di ventilazione - no: PUNTEGGIO = 0 Il materiale non si trova in prossimità di bocchette di ventilazione - immissione (aspirazione): PUNTEGGIO = 4 Il materiale è investito da un flusso di aria provocato da una bocchetta di aspirazione, le fibre di amianto possono essere trascinate all interno del sistema di ventilazione e diffuse in altre 2

13 aree dell edificio. - emissione: PUNTEGGIO = 2 Il materiale è investito da un flusso di aria da una bocchetta di emissione, le fibre di amianto possono essere diffuse nelle immediate vicinanze. 5 MOVIMENTO DELL ARIA Questo parametro prende in esame il movimento dell aria provocato da porte, e finestre, ventilatori, sistema di ventilazione, uso dell area, che contribuisce a mantenere in sospensione le fibre di amianto. - elevato: PUNTEGGIO = 5 - moderato: PUNTEGGIO = 2 - basso: PUNTEGGIO = 0 6- ATTIVITA Tipo di attività che si svolge nell area, in relazione al potenziale danneggiamento dei materiali e all assorbimento individuale di fibre di amianto attraverso la respirazione, da parte degli occupanti: - elevata: PUNTEGGIO = 5 Palestre, sale da concerto - moderata: PUNTEGGIO = 2 Aule scolastiche, altri, servizi igienici - bassa: PUNTEGGIO = 0 Uffici, biblioteche, magazzini. 7 - PAVIMENTI Il parametro si riferisce alla potenzialità del pavimento di trattenere fibre di amianto e in seguito liberarle, in relazione alle caratteristiche strutturali. - tappeti, moquette: PUNTEGGIO = 4 - mattonelle, piastrelle: PUNTEGGIO = 2 Le fenditure tra le piastrelle possono facilmente trattenere le fibre. - calcestruzzo: PUNTEGGIO = - altri: PUNTEGGIO = 4 Per analogia con i materiali indicati, in relazione alle caratteristiche della superficie, alla presenza di fenditure più o meno larghe, ecc. 8 BARRIERE - controsoffittature: PUNTEGGIO = - trattamenti incapsulanti: PUNTEGGIO = 2 - griglie o grate: PUNTEGGIO = 3 Si riferisce alla presenza di barriere che limitano l accessibilità del materiale ma non impediscono la dispersione di fibre. - nessuna barriera: PUNTEGGIO = 4 - altre: PUNTEGGIO = - 4 Per analogia con i casi precedentemente indicati. 3

14 9 POPOLAZIONE Questo parametro si riferisce alla popolazione esposta per almeno 40 ore alla settimana : PUNTEGGIO = : PUNTEGGIO = : PUNTEGGIO = : PUNTEGGIO = 4 - più di 000: PUNTEGGIO = 5 VALUTAZIONE DELLO STATO DI CONSERVAZIONE DELLE COPERTURE IN CEMENTO AMIANTO (I.D.) Il protocollo ha lo scopo di fornire uno strumento operativo per la valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento amianto ed è utile al fine di indirizzare le conseguenti azioni di monitoraggio e/o di bonifica che sono a carico del proprietario dell immobile e/o del responsabile dell attività che vi si svolge. La valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento amianto è effettuata tramite l applicazione dell Indice di Degrado (I.D.) ed è condotta attraverso l ispezione del manufatto. Se il manufatto presenta una superficie danneggiata ovvero quando sono presenti danni evidenti ed indiscutibili come ad esempio crepe, fessure evidenti e rotture in misura superiore al 0% della sua estensione, si procede alla bonifica come indicato dal D.M. 6 ettembre 994, privilegiando l intervento di rimozione. Se il danno è meno evidente e la superficie della copertura in cemento amianto appare integra all ispezione visiva, è necessario quantificare lo stato di conservazione attraverso l indice di degrado. Il risultato dell applicazione dell I.D. è un valore numerico a cui corrispondono azioni conseguenti che l proprietario dell immobile e/o il responsabile dell attività che vi si svolge, ai sensi del D.M. 6 settembre 994 dovrà comunque: - designare una figura responsabile con compiti di controllo e coordinamento di tutte le attività manutentive che possono interessare i materiali di amianto; - tenere un idonea documentazione da cui risulti l ubicazione dei materiali contenenti amianto; - garantire il rispetto di efficaci misure di sicurezza duranti le attività di pulizia, di interventi manutentivi e in occasione di ogni evento che possa causare un disturbo ai materiali contenenti amianto; fornire una corretta informazione agli occupanti dell edificio sulla presenza di amianto nello stabile. 4

15 INDICE DI DEGRADO PER LA VALUTAZIONE DELLO STATO DI CONSERVAZIONE DELLE COPERTURE IN CEMENTO AMIANTO (I.D.) A) GRADO DI CONSISTENZA DEL MATERIALE se un angolo flesso con una pinza si rompe nettamente con suono secco 2 se la rottura è facile,sfrangiata, con suono sordo B) PRESENZA DI FESSURAZIONI /SFALDAMENTI/CREPE 0 se assenti 2 se rare 3 se numerose Presenza di stalattiti ai punti di gocciolamento 0 se assenti 3 se presenti C) FRIABILITA / SGRETOLAMENTO se i fasci di fibre sono inglobati completamente 2 se i fasci di fibre sono inglobati solo parzialmente 3 se i fasci di fibre sono facilmente asportabili D) VENTILAZIONE la copertura non si trova in prossimità di bocchette di ventilazione o flussi d aria 2 la copertura si trova in prossimità di bocchette di ventilazione o flussi d aria E) LUOGO DI VITA / LAVORO copertura non visibile dal sotto (presenza di controsoffitto e/o soletta) 2 copertura a vista dall interno F) DISTANZA DA FINESTRE /BALCONI/TERRAZZE se la copertura è distante più di 5 m. da finestre/terrazze/balconi 2 se vi sono finestre/terrazze/balconi prospicienti ed attigue G) AREE SENSIBILI assenza, nel raggio di 300 m., di aree scolastiche/luoghi di cura 2 vicinanza ad aree scolastiche /luoghi di cura H) VETUSTA (in anni) fattore moltiplicatore 2 se la copertura è stata installata dopo il se la copertura è stata installata tra il 980 e il se la copertura è stata installata prima del 980 Nel caso sia difficoltoso risalire alla vetustà della copertura in cemento amianto si farà riferimento alla data di realizzazione dell edificio. 5

16 PROCEDURA DI CALCOLO Il valore finale è dato dalla formula: I.D. = (A+B+C+D+E+F+G+H) x I (vetustà) RISULTATO: ) I.D. INFERIORE O UGUALE A 25: Nessun intervento di bonifica. E prevista la rivalutazione dell indice di degrado con frequenza biennale; 2) I.D. COMPRESO TRA 25 e 44: Esecuzione della bonifica entro 3 anni 3) I.D. UGUALE O MAGGIORE A 45: Rimozione della copertura * entro i successivi 2 mesi. LEGENDA: * I metodi di bonifica previsti dalla normativa sono la sovracopertura, l incapsulamento e la rimozione. La sopracopertura consiste in un intervento di confinamento che si ottiene installando una nuova copertura al di sopra di quella in amianto-cemento che viene lasciata in sede quando la struttura portante sia idonea a sopportare un carico permanente aggiuntivo. Per ricorrere a tale tipo di bonifica, il costruttore o il Committente devono fornire il calcolo delle portate dei sovraccarichi accidentali previsti dalla nuova struttura. L incapsulamento prevede l utilizzo di prodotti ricoprenti la copertura in cemento-amianto; preliminarmente all applicazione di tali prodotti si rende necessario un trattamento della superficie del materiale, al fine di pulirla e garantire l adesione del prodotto incapsulante. Il trattamento finale dovrà essere certificato dall impresa esecutrice. Tale intervento non desime il committente dall obbligo di verificarne lo stato di conservazione. La rimozione prevede un intervento di asportazione totale della copertura in cemento amianto e sua sostituzione con altra copertura. 6

17 IV RISULTATI DELL INDAGINE EFFETTUATA IV. CENSIMENTO DEI MATERILAI CONTENENTI AMIANTO Durante l ispezione è stata rilevata la presenza dei seguenti manufatti contenenti amianto: - Lastre di copertura - Lastre controsoffitto RIEPILOGO DEI CAMPIONAMENTI MASSIVI EFFETTUATI Di seguito sono riportate due tabelle riepilogative dei campionamenti massivi effettuati. Nelle colonne vengono riportate informazioni riguardo la localizzazione del punto di campionamento, la tipologia di materiale campionato, la sigla attribuita al campione prelevato, i risultati dei campionamenti massivi eseguiti durante la presente indagine ed il numero del rapporto di prova del certificato d analisi. A partire dalle pagine seguenti sono riportate le schede tecniche dei materiali contenenti amianto rilevati. I rapporti di prova delle analisi effettuate è raccolto in Allegato alla fine di questo documento. TABELLA - RIEPILOGO CAMPIONAMENTI MASSIVI EFETTUATI DURANTE LA PRESENTE INDAGINE LOCALIZZAZIONE DEL PUNTO DI PRELIEVO TIPOLOGIA MATERIALE SIGLA CAMPIONE PRESENZA AMIANTO N. RAPPORTO DI PROVA Copertura esterna palestra lato est Controsoffitto interno lato est Lastra di copertura a matrice compatta Lastra di copertura a matrice compatta P P2 SI (crisotilo %) SI (crisotilo e crocidolite 5%)

18 IV.2 SCHEDE TECNICHE MATERIALI RILEVATI SCHEDA TECNICA N. LASTRE DI COPERTURA E CONTROSOFFITTO IN CEMENTO AMIANTO Tipologia materiale e breve descrizione: La struttura portante del fabbricato è in c.a.p. composta da pilastri in c.a.p. poggianti su plinti di fondazione isolati, e sui quali a loro volta poggiano le travi di copertura del tipo prefabbricato ad Y sempre in c.a.p., gli interspazi esistenti tra le due travi affiancate sono attualmente chiusi da cupolini curvi in fibrocemento contenenti amianto ed a controsoffitto sono state posizionate delle lastre piane in fibrocemento contenenti amianto e sopra un materassino in lana di roccia. Il controsoffitto della palestra presenta qualche rottura ed in alcuni punti presenza di infiltrazioni d acqua. TAVOLA 2 PLANIMETRIA (allegato 3) 8

19 DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA Palestra interno 9

20 palestra interno 20

21 palestra esterno 2

22 palestra esterno 22

23 palestra esterno 23

24 IV.3 VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI ESPOSIZIONE IV.3. VALUTAZIONE DELLA PRESENZA DI FIBRE D AMIANTO AERODISPERSE (CAMPIONAMENTI D ARIA) Nella tabella seguente sono riassunti i campionamenti d aria effettuati, mediante analisi in microscopia ottica in contrasto di fase, per verificare la presenza di fibre d amianto aerodisperse. Nelle colonne sono riportate informazioni riguardo l identificativo del filtro a membrana analizzato, la localizzazione del campionamento, il numero di fibre aerodisperse respirabili, fibre organiche eventualmente rilevate ed il numero di rapporto di prova del certificato di analisi. I rapporti di prova delle analisi effettuate sui campioni prelevati sono raccolti in Allegato 2 a fine relazione. TABELLA N.2 RIEPILOGO DEI PRELIEVI D ARIA Identificativo filtro membrana Localizzazione del punto di prelievo Concentrazione fibre/litro N. Rapp. Di prova PD Palestra piano terra lato nord 3, 3205 PD Palestra piano terra lato sud 4, Come si evince dalla consultazione della tabella sopra riportata, nei prelievi d aria analizzati la concentrazione di fibre aerodisperse rilevate (fibre di amianto, fibre organiche, fibre vetrose, fibre ceramiche) sono al di sotto del limite di 20 ff/l previste dal D.M. 06/09/

25 IV.3.2 VALUTAZIONE ALGORITMICA DEL DEGRADO DELLA COPERTURA Nelle colonne sono fornite le indicazioni riguardo gli Indici di Degrado e Fattori di esposizione, le tipologie di materiali contenenti amianto considerate e l azione risultante da intraprendere. TABELLA N.3 RIEPILOGO VALUTAZIONE ALGORITMICA DEL DEGRADO AREA DI APPLICAZIONE TIPOLOGIA DEL MATERIALE CONSIDERATO INDICAZIONI RIGUARDO L AZIONE DA INTRAPRENDERE Palestra Pascoli Lastra di copertura e lastra controsoffitto Esecuzione della bonifica entro i successivi 2 mesi 25

26 VALUTAZIONE ALGORITMICA DEL DEGRADO COPERTURA Sito esaminato: Palestra Pascoli Area considerata : Copertura e controsoffitto Data di rilievo: 06//203 Tipologia del materiale: lastra in fibrocemento amianto Operatori: Geom. Luigi Scanferla INDICE DI DEGRADO PER LA VALUTAZIONE DELLO STATO DI CONSERVAZIONE DELLE COPERTURE IN CEMENTO AMIANTO (I.D.) PARAMETRI CONSIDERATI CLASSI PUNTEGGIO ASSEGNATO GRADO DI CONSISTENZA DEL MATERIALE PRESENZA DI FESSURAZIONI /SFALDAMENTI/CREPE Presenza di stalattiti ai punti di gocciolamento FRIABILITA / SGRETOLAMENTO VENTILAZIONE LUOGO DI VITA / LAVORO DISTANZA DA FINESTRE /BALCONI/TERRAZZE AREE SENSIBILI se un angolo flesso con una pinza si rompe nettamente con suono secco 2 se la rottura è facile,sfrangiata, con suono sordo 0 se assenti 2 se rare 3 se numerose 0 se assenti 3 se presenti se i fasci di fibre sono inglobati completamente 2 se i fasci di fibre sono inglobati solo parzialmente 3 se i fasci di fibre sono facilmente asportabili la copertura non si trova in prossimità di bocchette di ventilazione o flussi d aria 2 la copertura si trova in prossimità di bocchette di ventilazione o flussi d aria copertura non visibile dal sotto (presenza di controsoffitto e/o soletta) 2 copertura a vista dall interno se la copertura è distante più di 5 m. da finestre/terrazze/balconi 2 se vi sono finestre/terrazze/balconi prospicienti ed attigue assenza, nel raggio di 300 m., di aree scolastiche/luoghi di cura 2 vicinanza ad aree scolastiche /luoghi di cura Punteggio fattori di danno 2 VETUSTA (in anni) fattore moltiplicatore 2 se la copertura è stata installata dopo il se la copertura è stata installata tra il 980 e il se la copertura è stata installata prima del 980 Nel caso sia difficoltoso risalire alla vetustà della copertura in cemento amianto si farà riferimento alla data di realizzazione dell edificio. 4 INDICE DI DEGRADO 48 26

27 FATTORI DI ESPOSIZIONE Parametri considerati Classi Punteggio Punteggio assegnato Friabilità Elevata Moderata Bassa Non friabile Estensione della superfici contenenti amianto Struttura superficiale dei muri Bocchette d aria nei pressi del materiale Movimento d aria attività Pavimentazione Barriere protettive Popolazione Meno di mq Tra e 0 mq Tra 0 e 00 mq Più di 00 mq Ruvide Porose Moderatamente porose Lisce Presenti Assenti Immissioni emissioni Elevato Moderato basso Elevata Moderata bassa Tappeto Mattonella Calcestruzzo Altro Controsoffittature Trattamenti incapsulanti Griglie o grate Nessuna barriera altre Meno di 0 persone Da 0 a 200 Da 200 a 500 Da 500 a 000 Più di PUNTEGGIO FATTORI DI ESPOSIZIONE

28 INDICE DI DEGRADO AZIONE RISULTANTE ID Inferiore o uguale a 25 Nessun intervento di bonifica. E prevista la rivalutazione dell indice di degrado con frequenza biennale 2 ID compreso tra 25 e 44 Esecuzione della bonifica entro 3 anni 3 ID uguale o maggiore a 45 Rimozione della copertura entro i successivi 2 mesi 28

29 V. OSSERVAZIONI FINALI Durante il mese di novembre 203, è stata effettuata una valutazione ambientale presso la Palestra Pascoli in Via G. Pascoli a Spinea (Ve) e dall indagine eseguita si è potuto constatare che: I materiali contenenti amianto, utilizzati come copertura dell edificio, non sono suscettibili ad azioni di degrado derivanti dalle attività di stabilimento (vibrazioni, calpestii frequenti ecc ) Gran parte della copertura risulta essere di tipo compatta, anche il controsoffitto è di tipo compatto, ma quest ultimo è accessibile dall interno aumentando la possibilità che le fibre eventualmente rilasciate vadano ad inquinare gli ambienti sottostanti. L indagine ambientale condotta all interno dei locali ha dimostrato comunque che al momento non sussiste un pericolo di esposizione alle fibre di amianto; le concentrazioni riscontrate, valutate in MOCF, sono molto al di sotto dei limiti indicati dal D.M. 6 settembre 994. La valutazione dell indice di degrado secondo la DGR n. 265 del 5/03/20, indica un valore che evidenzia una situazione di degrado e pericolo in cui si consiglia di programmare un intervento di bonifica entro i successivi dodici mesi. L azienda, a livello preventivo, dovrà attuare, se non già istituito, un programma di controllo sui materiali che soddisfi le seguenti condizioni: Designare una figura responsabile con compiti di controllo e coordinamento di tutte le attività manutentive che possono interessare i materiali contenenti amianto; Tenere idonea documentazione in cui risulti l ubicazione dei materiali contenenti amianto; Installare cartellonistica con le avvertenze in modo da evitare che il materiale contenente amianto venga inavvertitamente disturbato; Predisporre idonee procedure che consentano il rispetto di efficaci misure di sicurezza durante le attività che possano causare disturbo ai materiali contenenti amianto; Fornire informazione al personale sulla presenza di amianto nello stabile, sui rischi potenziali e sui comportamenti da adottare; Istituire idoneo programma periodico di valutazione dello stato dei materiali contenenti amianto per accertarne lo stato di conservazione col decorrere del tempo. Si precisa che la presente relazione tecnica è stata elaborata con il contributo delle informazioni fornite dalla Committente e che la ditta Servizi Ecologici Scanferla srl non si assume alcuna responsabilità sul rinvenimento di ulteriori materiali in ambienti non accessibili e/o a seguito di demolizioni o apertura di opere murarie successive al momento dell ispezione. Dolo, li 26//203 Servizi Ecologici Scanferla Srl Emilio Scanferla 29

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