AUDIMOB Osservatorio sui comportamenti di mobilità degli italiani

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1 AUDIMOB Osservatorio sui comportamenti di mobilità degli italiani RAPPORTO CONGIUNTURALE DI FINE ANNO Dati campionari 2013

2 Presentazione e guida alla lettura Il Rapporto congiunturale di fine anno sulla domanda di mobilità degli italiani presenta l analisi di alcuni indicatori fondamentali della domanda riferiti alla media del I dati risultanti dalle rilevazioni del 2013 dell Osservatorio Audimob su stili e comportamenti di mobilità degli italiani (vedi nota metodologica), vengono messi a confronto con le medie annuali delle precedenti rilevazioni. I dati presentati sono tutti riferiti al campione. La serie storica comprende complessivamente 54 rilevazioni distribuite nell arco temporale L obiettivo del Rapporto è quello di contribuire, nell ambito dell Osservatorio Audimob, alla costruzione di un laboratorio di monitoraggio costante delle tendenze della mobilità degli individui in Italia che accompagni la ricerca analitica e la riflessione di approfondimento, e renda possibile la ricostruzione di quadri strutturali e tendenziali, nonché l elaborazione di ipotesi sugli scenari previsivi. Il confronto degli indicatori consente la registrazione di potenziali effetti ciclici sulla mobilità dipendenti da fattori esogeni (variazioni climatiche, ciclicità degli impieghi e delle attività, provvedimenti sul traffico, ecc.). Al tempo stesso, permette di individuare e misurare eventuali tendenze che si consolidano sul lungo periodo al di là degli effetti di ciclo. Il presente Rapporto è costituito da: 1. un analisi introduttiva - nella quale vengono riassunti i principali elementi emersi dall analisi annuale e se ne dà una lettura complessiva - 2. sezioni contenenti schede di agevole lettura sui principali fenomeni esaminati in base alle diverse variabili sociali, demografiche e territoriali della popolazione: a. i «fondamentali» della mobilità, ovvero gli indicatori di base oggettivi in grado di specificare le dimensioni fondamentali del fenomeno (la quota di popolazione mobile, il numero di spostamenti giornalieri effettuati, il tempo impiegato per muoversi e le distanze coperte); b. la «qualità» e le «propensioni» della mobilità, vale a dire il livello di soddisfazione percepito dagli utenti dei diversi mezzi di trasporto, e la propensione dichiarata di voler o meno modificare le proprie abitudini in termini di mezzo di trasporto utilizzato. 3. approfondimenti sulle differenze territoriali degli «stili» di mobilità, cioè i comportamenti soggettivi opzionali e le scelte che determinano e circostanziano i consumi di mobilità nel Paese, esaminati attraverso alcuni indicatori selezionati (le motivazioni della mobilità, le scelte modali, il raggio della mobilità, il diagramma orario e la frequenza degli spostamenti) 4. un analisi sulle caratteristiche specifiche degli spostamenti (distanze, tempi e velocità degli spostamenti; i mezzi utilizzati secondo le motivazioni, il raggio di mobilità, la frequenza e gli orari) 1

3 Lievi segnali di ripresa... Per descrivere al meglio la domanda di mobilità rilevata nel 2013 è utile ricorrere a un breve excursus storico. Nel 2009 i consumi di mobilità subiscono una decisa frenata arretrando per la prima volta dopo tre anni di crescita, siamo in piena recessione in Italia e in quasi tutte le aree del mondo. Nessun rilancio della mobilità è rilevato nel 2010, anzi si determina una ulteriore contrazione della domanda. Nel 2011 il titolo era Si accentua la crisi nei consumi di mobilità degli italiani. In effetti, derivava da una dinamica complessiva fortemente negativa. Infine, nel 2012 si consolidano dati di indiscutibile flessione e si rileva il più basso tasso di popolazione mobile della serie storica dell osservatorio Audimob: 1 persona su 4 non esce di casa. La crisi economica incide, senza ombra di dubbio, sui comportamenti in mobilità. Tra il 2008 e il 2012 una minore occupazione ha coinciso con un crollo di 5,8 milioni di spostamenti per lavoro e una minore ricchezza ha determinato un abbattimento di 11,1 milioni di spostamenti per le attività del tempo libero. Si arriva al 2013 dove, sembra delinearsi un segnale di controtendenza: inizia la ripresa del volume complessivo della domanda di mobilità. In particolare, in un giorno medio feriale, sia le attività lavorative sia quelle dedicate al tempo libero riportano un segno positivo di 600mila spostamenti in più (cadauna). I dati riferiti al campione Audimob descrivono un principio di ripresa nel 2013 con una popolazione mobile che recupera l 1,2% pur mantenendosi al di sotto dei 3 spostamenti pro capite, che spende un po più di tempo in mobilità (+ 3 minuti pro capite) e allunga i percorsi giornalieri, in media, di 3,5 km. Riguardo alla propensione al cambio modale 1 persona su 4 esprime una volontà ben disposta all abbandono dell auto per favorire un aumento dell uso del trasporto pubblico. Nel complesso restano più o meno stabili, intorno al 10%, le quote di spostamenti con il mezzo pubblico (considerando l insieme degli spostamenti compresi quelli non motorizzati), anche se aumentano del 1% il loro uso per i percorsi sistemaci a svantaggio di quelli più occasionali. Nelle Grandi città 1 spostamento su 5 si compie con il trasporto collettivo, una quota pari al doppio del valore medio nazionale. Rimanendo nei comuni oltre i abitanti, l automobile viene scelta solo nel 49,4% dei casi, mentre le abitudini si invertono nei piccoli centri dove su 5 spostamenti 4 sono eseguiti con l auto privata (76,9%). I residenti delle regioni del Centro e del Mezzogiorno sono i più restii alla rinuncia al mezzo privato, infatti le quote di mercato per questa tipologia di spostamenti superano il 73%. Prende sempre più piede l uso della bicicletta nel Nord-Est della penisola, dove il suo peso raggiunge quota 7,5%. Nelle città di medie dimensioni le due ruote arrivano a quota 5,8% e nelle grandi città sfiorano il 3% degli spostamenti. Complessivamente secondo le stime di riporto all universo dei dati campionari, si parla di una crescita pari a 815mila spostamenti in bicicletta in più in un giorno medio feriale. 2

4 I Fondamentali della mobilità Gli individui 1. Popolazione mobile L andamento, delle persone che hanno effettuato almeno uno spostamento in un giorno feriale tipo, dopo tre anni di preoccupante discesa sembra iniziare un cammino di ripresa. Tra il 2009 e il 2012 il calo ha interessato l 8,4% della popolazione, nel 2013 la popolazione mobile recupera 1,2% punti percentuali attestandosi al 76,3%. Un lieve miglioramento che coinvolge in egual misura uomini e donne (rispettivamente +0,9% e +1,2%). Crescono di 1 o 2 punti percentuali anche le classi di età comprese tra i 14 e i 64 anni, mentre per gli ultra 65enni si registra un calo del 2,4%. Restano maggiormente a casa le casalinghe (60,6%), i ritirati dal lavoro (65,6%) e gli occupati in contro proprio che rispetto al 2012 perdono circa un punto percentuale, mentre il picco maggiore, con l 87,1%, si rileva tra gli occupati alle dipendenze che recuperano quasi il 2%. Una popolazione mobile che cresce maggiormente nel Nord-Est (+2,4%), recupera circa un punto nel Nord -Ovest e l 1,8% nel Centro, mentre nel Sud e Isole rimane pressoché stabile (72,6% nel 2012 e 72,9% nel 2013). Un aumento moderato che si evidenzia nei centri sotto i abitanti, al contrario delle grandi città che perdono quasi il 3% (80,7% nel 2012 e 78% nel 2013). Popolazione mobile (popolazione che ha effettuato spostamenti in un giorno feriale tipo sul totale della popolazione) 3

5 I Fondamentali della mobilità Gli individui 2. Numero medio di spostamenti giornaliero pro capite Il numero medio degli spostamenti giornalieri ha segnato una battuta di arresto nel tra il 2010 e il 2011 e la ripresa non sembra evidenziarsi nel 2013 (2,76 spostamenti pro capite). Una serie storica stabilmente assestata intorno ai 3 spostamenti dal 2000 si contrae negli anni della crisi economica. Nel 2013, rispetto alle dinamiche generali, il valore più alto si riscontra nelle generazioni tra i 30 e i 45 anni (2,85) e tra gli occupati (alle dipendenze 2,84 e in conto proprio 2,97). Osservando il campione rispetto ai caratteri territoriali le variazioni non sono evidenti, uniche eccezioni che si approssimano ai 3 spostamenti medi nei giorni feriali sono il Nord-Est (2,92) e le città di medie dimensioni, tra i 50mila e i 250mila abitanti (2,91). Numero medio di spostamenti giornaliero pro capite (su popolazione mobile) 4

6 I Fondamentali della mobilità Gli individui 3. Tempo medio in mobilità giornaliero pro capite Si approssima all ora il tempo medio giornaliero speso in mobilità. Ci si sposta di meno, si esce di meno ma si dedicano alla mobilità circa 3 minuti in più pro capite rispetto all anno precedente. (3,4) L indicatore cresce per tutte le dimensioni socio-anagrafiche. Gli uomini aumentano il loro tempo medio giornaliero di 2,7 minuti e le donne di 4,2 minuti. Le persone che hanno superato i 65 anni, nel 2013, incrementano di 5 minuti i momenti dedicati alla mobilità pur restando 5 minuti sotto al dato medio nazionale, analoga valutazione può essere fatta per le persone ritirate dal lavoro. Tra coloro che spendono il maggior tempo per gli spostamenti giornalieri si distinguono gli uomini (63 minuti), i giovani tra i 14 e i 29 anni (67,2 minuti), gli occupati (dipendenti 62,3 minuti e in contro proprio 69,5 minuti) e gli studenti (69,9 minuti). Tempi minori caratterizzano le uscite delle casalinghe (48,4 minuti) e dei disoccupati (55,4). L indicatore cresce in maniera evidente nel Nord-Est (+9 minuti rispetto al 2012) e nelle città tra i 5mila e i 20mila abitanti (+8,3 minuti). Il centro Italia si tiene circa 5 minuti sopra la media nazionale e le grandi città mantengono il primato con 70,9 minuti giornalieri pro capite dedicati alla mobilità feriale. Tempo medio in mobilità giornaliero pro capite (minuti) 5

7 I Fondamentali della mobilità Gli individui 4. Distanza media giornaliera percorsa pro capite Aumenta il tempo dedicato agli spostamenti e si allungano i percorsi giornalieri (+3,5 km). Nel 2013 il raggio della mobilità complessiva in un giorno feriale raggiunge i 38,7 km. e fa rilevare il dato più alto della serie storica. L indicatore potrebbe essere legato ad una crisi economica che favorisce l esodo dalle grandi città alla ricerca di costi residenziali più calmierati offerti dai piccoli centri di cintura metropolitana. Uno stile di mobilità sicuramente influenzato dalle maggiori distanze percorse dagli uomini (44,6 km contro i 32,5 km delle donne), dalle fasce di età comprese tra i 14 e i 45 anni (43,4 km da 14 a 29 anni e 40,6 km da 30 a 45 anni), dai lavoratori (41,8 km i dipendenti e 50,2 km quelli in conto proprio), dalle persone in cerca di occupazione (41,2 km, +8,3 km rispetto al 2012) e dagli studenti (40,8 km). Nei confronti tra le diverse mobilità si nota un divario evidente: le casalinghe percorrono la metà delle distanze giornaliere di un lavoratore autonomo (24,5 km contro i 50,2 km). Per quanto riguarda la dimensione territoriale si posizionano al di sopra della media nazionale tutte le ripartizioni ad eccezione del Nord-Ovest (34,5 km). L incremento delle percorrenze è sicuramente ascrivibile ai residenti nei centri urbani inferiori ai 20mila abitanti, mentre negli altri comuni si resta tra i 5 e gli 8 km sotto il valore medio nazionale. Distanza media giornaliera percorsa pro capite (chilometri) 6

8 La qualità e le propensioni della mobilità 5. La soddisfazione per i mezzi di trasporto Il confronto tra il 2012 e il 2013 non evidenzia incrementi significativi per la soddisfazione espressa in termini generali per i diversi mezzi di trasporto. Le uniche eccezioni si rilevano per le persone tra i 46 e i 64 anni che manifestano una maggiore soddisfazione per l autobus extraurbano con una valutazione media di 7,2 contro il 6,5 del 2012; per i lavoratori autonomi che premiano il treno locale modificando la loro opinione da insufficiente nel 2012 (5,6) alla sufficienza del 2013 (6,3) ed infine per i residenti nei grandi centri urbani che premiano i treni a lunga percorrenza con un 8 (era 7,3 nel 2012). Nel confronto, tra i diversi mezzi, le valutazioni offrono una scala di preferenze che mette ai primi posti i trasporti privati, sia motorizzati sia ecologici (moto e bici 8,4; auto 8,2), e i trasporti collettivi come la metropolitana (7,6) e l Eurostar o l Intercity (7,4), probabilmente perché offrono una maggior certezza in termini di tempi di viaggio. Nelle ultime posizioni si collocano i mezzi di trasporto maggiormente utilizzati per gli spostamenti dai pendolari come il trasporto pubblico extraurbano (6,6), quello urbano (6,2) e i treni locali o regionali (6,0). La soddisfazione per i mezzi di trasporto Anno 2013 (Valori medi Voto da 1 a 10) 7

9 La qualità e le propensioni della mobilità 6. Propensione alla modifica dei comportamenti d uso dei mezzi di trasporto La serie storica della propensione dei cittadini ai cambiamenti modali mostra una tendenza in crescita che tra il 2002 e il 2013 addirittura raddoppia le percentuali di chi sarebbe disposto a diminuire l uso dell auto o aumentare l uso del trasporto collettivo. Seppur nell ultimo anno si osserva una flessione delle curve di circa 4 punti, le percentuali mantengono una consistenza significativa, infatti analizzate congiuntamente 1 persona su 4 si esprime per la possibilità simultanea di diminuire l uso dell auto e favorire l aumento del mezzo pubblico (24,6%). Una maggior disponibilità alla riduzione dell uso del mezzo privato interessa gli uomini (40.4%), le persone con un età compresa tra i 30 e i 45 anni (42,3%) e i lavoratori (dipendenti 43,5% e autonomi 44,7%). Queste sono le categorie che immaginano anche un maggior uso del trasporto pubblico, ai quali si aggiungono i giovani tra i 14 e i 29 anni (39,2%) e le persone in cerca di occupazione (42,4%). Confrontando il campione per caratteristiche territoriali si nota che il Centro e il Mezzogiorno sono le aree del Paese che si esprimo, per entrambe le propensioni, con valori al di sopra della media nazionale. Si esprimo, con maggior forza, a favore di una diminuzione dell uso dell auto i piccoli centri (da 5mila a 20mila abitanti 36,5% e da 20mila a 50mila abitanti 38,6%). Sono invece i residenti delle medie e grandi città quelli più propensi a potenziare le fila degli utenti del mezzo pubblico (38% nei comuni tra 50mila e 250mila abitanti e 43,7% in quelli otre 250mila). Propensione alla modifica dei comportamenti d uso dell auto (Valori percentuali) 8

10 Gli Stili di mobilità Gli spostamenti 7. Motivazioni della mobilità La distribuzione degli spostamenti per luogo di destinazione sembra evidenziare piccoli segnali di ripresa sia in campo lavorativo (34,8% nel 2012 e 36,1% nel 2013), sia per le attività di svago (23,1% nel 2012 e 24,2% nel 2013). Gli spostamenti per motivi di lavoro, negli ultimi anni, hanno subito una forte contrazione. Nel 2005 si registrava l ultimo dato sopra il 40%, poi la discesa fino a raggiungere quota 34,8% nel Gli anni della crisi economica sono segnati principalmente dal crollo degli spostamenti per il tempo libero che tra il 2007 e il 2013 hanno diminuito il loro peso del 10% (33,9% nel 2007 e 34,2% nel 2013). Se nel 2012 a segnare il passo del cambiamento della mobilità lavorativa sono le regioni del Nord. Nel 2013 si evidenzia la differenza tra un Nord-Ovest in crescita e un Nord-Est più o meno stabile (Nord- Ovest 35,6% 2012 e 37% 2013; Nord-Est 36,9% 2012 e 36% 2013), mentre le Grandi città conquistano il 3% e salgono al 37,4%. Nel 2013, per quanto riguarda le attività ricreative, si posizionano sopra i valori medi nazionali i due estremi dell Italia e soprattutto i comuni di medie dimensioni (il Nord-Est con il 24,8% e il Mezzogiorno con il 24,7%, le città medie 27,5%). Motivazioni della mobilità (spostamenti per luogo di destinazione Valore percentuale) 9

11 Gli Stili di mobilità Gli spostamenti 8. Mezzi di trasporto utilizzati Nel 2013 solo gli spostamenti a piedi perdono l 1,6% rispetto all anno precedente, rimangono stabili quelli con i mezzi pubblici (10,2 nel 2012 e 10,3 nel 2013) e con i mezzi a due ruote (2,7 nel 2012 e 2,9 nel 2013). L auto raggiunge la quota record dal 2000 ad oggi (70%) e le biciclette riconquistano una discreta quota di mercato (+0,7% rispetto al 2012). Il contributo maggiore per il primato del mezzo privato è da attribuire alle regioni del Centro (73,6%) e del Mezzogiorno (73,1%), alle Piccole città (76,9%) e ai comuni di cintura (73,1%). Inoltre i residenti nelle regioni centrali del Paese risultano i più ostinati sostenitori del trasporto privato (73,6% e +4,8% rispetto al 2012). Sicuramente più virtuose da un punto di vista ecologico risultano le Grandi città: il peso dell auto scende sotto il 50%, il trasporto pubblico si attesta al 21,2% e anche la bicicletta cresce di +0,6%. Anche per quest anno resta indiscussa l egemonia del Nord-Est per gli spostamenti in bicicletta (7,5%). Mezzi di trasporto (spostamenti per modalità Valore percentuale) 10

12 Gli Stili di mobilità Gli spostamenti 9. Il raggio della mobilità Complessivamente gli spostamenti entro i 5 km fino al 2005 costituivano circa il 60% dei viaggi giornalieri, un progressiva riduzione negli anni a seguire mostra che nel 2013, questo raggio di azione ha perso circa 1/4 delle sue quote (45,7%). Nello stesso arco temporale crescono del 38% gli spostamenti tra i 6 e i 20 km e aumenta del 59% la quota delle percorrenze oltre i 20 km. Nel confronto tra il 2012 e il 2013 si osserva un forte cambiamento nella mobilità delle regioni del Centro, infatti si riducono di 4 punti percentuali gli spostamenti fino a 2 km e nella stessa misura crescono quelli di lunga distanza (oltre 20 km 13,3% nel 2012 e 17,2% nel 2013). Nel Sud e nelle Isole gli spostamenti di prossimità perdono il 4,5%, mentre aumenta di 2,8 punti la quota delle percorrenze tra i 6 e i 20 km e di 1,4 la classe oltre i 20 km. Nel Nord-Ovest i viaggi fino a 2 km passano da 26,6% del 2012 al 25,7% nel Solo nel Nord-Est la tendenza si inverte in parte, infatti aumentano gli spostamenti di prossimità (+1,2%) e quelli di lungo raggio (+1,5) mentre diminuiscono quelli delle fasce intermedie (da 3 a 5 km 0,8% e da 6 a 20 km 1,9%). Per quanto riguarda l ampiezza demografica dei comuni, occorre sottolineare come a prescindere dalla loro dimensione i comportamenti tendono ad aumentare il raggio di azione dei singoli viaggi a discapito dei percorsi di prossimità. La perdita più significativa, entro i 2 km, è registrata soprattutto nelle aree di cintura metropolitana (-6,5%). Raggio della mobilità (spostamenti per lunghezza del percorso Valore percentuale) 11

13 Gli Stili di mobilità Gli spostamenti 10. Frequenza e orari della mobilità Gli spostamenti ripetuti almeno 3/4 giorni la settimana, definiti sistematici, rappresentano per il campione Audimob il 58,9% del totale. Un andamento che si è modificato nel corso degli anni. Infatti fino al 2006 poco meno di 1/3 erano gli spostamenti più occasionali (30,6%), mentre i sistematici costituivano il restante 69,4% e di questi i viaggi con frequenza giornaliera erano il 51,4%. Nel 2013 il 14% degli spostamenti ha una frequenza tra 3 e 4 volte la settimana, il 41,1% sono quelli più occasionali, mentre i viaggi quotidiani sono solo il 44,9%. La serie storica della mobilità per classe oraria di inizio del viaggio mostra una lieve ripresa, nel corso dell ultimo anno, degli spostamenti che si verificano nella fascia notturna (5,9% nel 2012 e 6,8% nel 2013). Questa categoria è quella che si è contratta maggiormente nel corso degli anni, perdendo 3 punti percentuali su una quota che nel 2000 non raggiungeva il 10%. Nel 2013 crescono, seppur lievemente, gli spostamenti delle prime ore del mattino (22,8% nel 2012 e 23,7% nel 2013) e quelli della fascia pomeridiana (36.3% nel 2012 e 37,4% nel 2013), mentre diminuiscono quelli tra le 9.00 e le (34,9% nel 2012 e 32,1% nel 2013). Frequenza della mobilità (spostamenti per frequenza dello stesso spostamento Valore percentuale) Diagramma orario della mobilità (spostamenti per fasce orarie Valore percentuale) 12

14 Gli Stili di mobilità Gli spostamenti 12. Distanze, tempi e velocità per motivazioni degli spostamenti Questi indicatori, a partire dal 2000, procedono con un andamento tendenzialmente di crescita. Nel 2013 i chilometri percorsi raggiungono il loro picco storico per tutte le motivazioni: per andare al lavoro o per recarsi al luogo di studio si compiono mediamente 18 km, per le attività di svago 11,3 km e per gli spostamenti di gestione famigliare 8,8 km. Le differenze sostanziali sono tra le motivazioni e le caratteristiche dello spostamento. Velocità migliori si hanno per raggiungere la scuola o il lavoro (38,3 km/h) con percorsi che richiedono tempi maggiori (25,7 minuti) e distanze più lunghe (18 km). Seguono gli spostamenti per tempo libero con una velocità media inferiore di 10 km (rispetto alle motivazioni precedenti), un minor raggio di azione (circa 7 km in meno) e tempi intorno ai 20 minuti. Infine gli spostamenti legati alla gestione famigliare, di norma più prossimi all abitazione (distanza media 8,8 km) e più facilmente raggiungibili (tempo medio 17,1 minuti). Distanze, tempi e velocità per motivazioni degli spostamenti (Valori medi) 13

15 Gli Stili di mobilità Gli spostamenti 14. Distanze, tempi e velocità degli spostamenti a piedi e in bicicletta Risulta interessante analizzare la mobilità per mezzo di trasporto utilizzato secondo le caratteristiche principali dello spostamento. La mobilità dolce, intendendo i percorsi a piedi o in bicicletta, per definizione si distingue per la brevità del tragitto e una velocità ovviamente contenuta. I percorsi a piedi sono mediamente al di sotto dei 2 km (1,5 km nel 2013) e un tempo medio, riportato dalla serie storica, intorno ai minuti. I tragitti in bicicletta si spingono fino a una distanza compresa tra i 3 e i 4 km (3,4 km valore medio 2013) con tempi medi intorno ai 15 minuti. È la velocità ad indicare il maggior distacco tra le due modalità, infatti a piedi si percorrono mediamente circa 7 km/h, mentre con le due ruote raddoppia portandosi intorno ai 15 km/h. Distanze, tempi e velocità degli spostamenti a piedi e in bicicletta (Valori medi) 14

16 Gli Stili di mobilità Gli spostamenti 15. Distanze, tempi e velocità degli spostamenti motorizzati La descrizione degli spostamenti secondo l utilizzo dei veicoli motorizzati vede primeggiare, in quanto a prestazioni, l automobile con una velocità media di 38,9 km/h un risparmio di quasi 10 minuti rispetto all uso del mezzo pubblico (30,2 km/h). È significativamente migliorata, nel corso dell ultimo anno, la velocità commerciale del trasporto collettivo che guadagna ben 2,5 km/h. Sicuramente competitivi sono i motocicli, usati per tragitti mediamente sotto i 10 km, tempi medi intorno ai 15 minuti e velocità prossima ai 35 km/h. Nel 2013 con il mezzo privato si percorrono in media 14,5 km in circa 20 minuti, mentre in 48,6 minuti si raggiungono, sul mezzo pubblico, distanze medie sono intorno ai 32 km (si ricorda che tra i mezzi pubblici sono compresi: autobus, pullman, tram, metropolitana, treno, taxi, aereo, traghetto, ecc. ) Distanze, tempi e velocità degli spostamenti motorizzati (Valori medi) 15

17 Gli Stili di mobilità Gli spostamenti 16. I mezzi utilizzati per motivazioni e distanze degli spostamenti Rispetto allo scorso anno, è aumentato l uso del mezzo privato per spostamenti legati alla gestione familiare (71,2% nel 2012 e 74% nel 2013) e, in forma più attenuta, anche per quelli dedicati al tempo libero (65,9% nel 2012 e 66,6% nel 2013). Al contrario per recarsi al lavoro o nei luoghi di studio l auto privata perde l 1,3% e il trasporto pubblico sale del 1,1%. Un dato importante, soprattutto per le attività del tempo libero, è l aumento dell uso della bicicletta (2,6% nel 2012 e 4,3% nel 2013), infatti per le stime dell Osservatorio Audimob si tratta di circa 815mila spostamenti in più in un giorno medio feriale. L uso del trasporto collettivo cresce del 2% per gli spostamenti oltre i 20 km (21,2% nel 2012 e 23.2% nel 2013), anche se l auto privata rimane egemone nel medio e lungo raggio (nel 2013 rispettivamente 84,9% e 75,6%). Conquista quote di mercato la bicicletta sia per gli spostamenti entro i 2 km (4,6% nel 2012 e 6,8% nel 2013), sia per quelli compresi tra 3 e 5 km (3,7% nel 2012 e 5,4% nel 2013). I mezzi utilizzati per motivazioni e distanze degli spostamenti (Valori percentuali) 16

18 Gli Stili di mobilità Gli spostamenti 17. I mezzi utilizzati per frequenze e fasce orarie degli spostamenti L uso del trasporto collettivo aumenta di 1 punto percentuale negli spostamenti quotidiani, mentre perde l 1,2% in quelli più occasionali dove, invece, cresce il mezzo privato del 2,3%. Diminuisce la mobilità dei pedoni perdendo quote in ogni fascia di frequenza (-1,6% tutti i giorni; -0,5% 3/4 giorni la settimana; -2,1% più occasionalmente), mentre per gli spostamenti di tutti i giorni la bicicletta si porta al 3,6%. Il dato più evidente, nella distinzione per fasce orarie, è che il mezzo pubblico viene prescelto nella prima metà della giornata (nel % tra le 6 e le 9; 10,2% tra le 9 e le 14). Mentre l aumento dell uso della bicicletta prescinde dall ora in cui viene effettuato il tragitto. Nelle ore notturne rimane stabilmente prescelta l auto privata che per antonomasia offre una maggior sicurezza (80,7%). I mezzi utilizzati per frequenza e fasce orarie degli spostamenti (Valori percentuali) 17

19 Nota metodologica Campione L indagine, effettuata con il sistema CATI (Computer-Assisted Telephone Interviewing). interessa un campione statisticamente significativo della popolazione italiana compresa fra 14 e 80 anni, stratificato per regione, per sesso e per classi di età. L Osservatorio, investe circa intervistati ogni anno, ed è attivo dall inizio del 2000 (errore statistico, su base nazionale, inferiore all 1% al 95% di probabilità). A partire dal 2012 il campione, pur mantenendo le stesse caratteristiche, è stato ridimensionato e distribuito su circa interviste (errore statistico, su base nazionale, inferiore all 1,2% al 95% di probabilità). La mobilità degli individui viene rilevata nel corso di giornate feriali. Il campione, stratificato secondo i principali caratteri demografici regionali, riproduce proporzionalmente le distribuzioni dell universo di riferimento. Per contenere problemi di sottodimensionamento campionario, è stata definita una numerosità campionaria minima per le regioni con minor consistenza demografica. Inoltre, per ciascuna rilevazione il campione è stato distribuito territorialmente per ogni giornata di indagine in modo da evitare concentrazioni delle interviste di una singola regione in una singola giornata. Tale impostazione riduce il manifestarsi di possibili effetti distorsivi legati alla mobilità (eventi rari che possono verificarsi nella mobilità della popolazione residente in un area, fattori meteorologici, traffico, ecc.). Variabili e indicatori Il numero medio di spostamenti giornalieri pro capite viene calcolato sulla popolazione mobile, quindi rappresenta il valore medio rispetto alle persone che nel corso della giornata precedente hanno effettuato almeno uno spostamento. Il tempo medio giornaliero pro capite ritrae la fotografia di quanto tempo viene speso da una persona per effettuare tutti gli spostamenti di una giornata feriale. Le distanze medie giornaliere pro capite descrivono le percorrenze in km di un individuo nell arco dell intera giornata. Per ricavare una immagine più nitida, senza duplicazioni, nell analisi delle motivazioni della mobilità non vengono considerati gli spostamenti di ritorno alla propria abitazione, che sono degli spostamenti derivati, o necessari. Quando si analizzano i mezzi di trasporto utilizzati, si intendono compresi nella modalità mezzi privati l automobile privata e tutti gli altri mezzi (mezzi agricoli, camper etc.) che non consentono un utilizzo pubblico, ad esclusione delle moto/ciclomotori/scooter evidenziate a parte. Tra i mezzi pubblici (qui definiti anche come trasporto pubblico o trasporto collettivo) sono compresi: autobus, pullman, tram, metropolitana, treno, taxi, aereo, traghetto, ecc. Altre precisazioni Per spostamento si intende ogni viaggio effettuato per raggiungere una destinazione. Non vengono rilevati gli spostamenti effettuati solo a piedi di durata inferiore ai 5 minuti. 18

20 Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti L Isfort è stato costituito nel 1994 dall Ente Fondazione Banca Nazionale delle Comunicazioni e dalle Ferrovie dello Stato, con la finalità di contribuire al processo di rinnovamento del settore della mobilità di persone, merci e informazioni. L Istituto si propone di supportare lo sviluppo del know-how socio-economico e gestionale del settore, attraverso attività sistematiche e mirate di formazione e ricerca. ISFORT SpA Via Nizza, Roma Tel Fax

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