I Materiali Polimerici

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1 I Materiali Polimerici

2 I Materiali Polimerici Un polimero è costituito da molte unità molecolari ricorrenti, unite tra di loro per addizione sequenziale di molecole di monomero. Molte molecole del monomero A, (tipicamente da 1000 a 1 milione) possono legarsi l una all altra formando un unica molecola di enormi dimensioni.

3 Caratteristiche principali: I Materiali Polimerici - sono materiali organici - sono formati da lunghe catene ottenute dal ripetersi della stessa unità di base - Gli elementi maggiormente presenti sono C e H con presenza di O, N, F e Cl, Si - Hanno elevata formabilità e duttilità - Presentano bassa densità e basso costo di produzione - Hanno bassa resistenza meccanica - Hanno basso punto di fusione

4 I legami dei materiali polimerici Forze intramolecolari (> 50 kcal/mol) Legami covalenti fra gli atomi della catena principale e dei gruppi laterali Forze intermolecolari (< 10 kcal/mol) - dipolo dipolo - legami idrogeno - legami Van der Waals

5 Alcune proprietà dei materiali polimerici

6 Alcune proprietà dei materiali polimerici

7 Alcune proprietà dei materiali polimerici Resistenza nettamente inferiore a quella dei metalli e ceramici Densità nettamente inferiore a quella dei metalli e ceramici Costo nettamente inferiore a quello dei metalli e ceramici (in volume)

8 Alcune proprietà dei materiali polimerici Rigidezza nettamente inferiore a quella dei metalli e ceramici Duttilità nettamente superiore a quella dei metalli e ceramici

9 Produzione dei materiali polimerici

10 Utilizzo dei materiali polimerici

11 Utilizzo dei materiali polimerici % di materiali plastici nelle auto del gruppo Fiat

12 Alcune proprietà dei materiali polimerici

13 Polimerizzazione La polimerizzazione è il processo che permette di ottenere le lunghe molecole di polimero a partire dalle piccole molecole del mer Etilene Polietilene

14 Polimerizzazione per addizione Inizializzazione Accrescimento Terminazione Può essere un processo molto veloce, (1000 mer in s) Tipo di legame C-C C=C C C Energia di legame [KJ(g. mole) -1 ]

15 Alcuni polimeri della famiglia del polietilene Politetrafluoroetilene Teflon Polivilnilcloruro PVC Polipropilene PP

16 Polimerizzazione per condensazione I reagenti non hanno la stessa formula chimica del mer del polimero ES: formazione del Polietilentereftalato (PET) Dimetiltereftalato Glicol Etilenico Polietilentereftalato Alcool metilico Formazione di prodotti di reazione che devono essere allontanati per mantenere elevata la velocità di reazione

17 Grado di polimerizzazione: Indica il numero di mer che hanno preso parte alla formazione di una molecola di polimero. Fornisce un indicazione sulla lunghezza e quindi sulla massa delle molecole del polimero. Funzionalità: numero di legami possibili del mer. Etilene: funzionalità pari a 2 Tendono a formare catene Fenol-Formaldeide: funzionalità pari a 3 (base delle resine fenoliche) Tendono a formare strutture reticolate

18 Forma delle molecole Anche per polimeri bifunzionali le molecole non saranno mai realmente lineari. Gli angoli non sono di 180 a causa dell ibridizzazione degli atomi di carbonio Inoltre i legami hanno la possibilità di ruotare

19 Forma delle molecole Quindi a causa della struttura non lineare delle catene polimeriche e della possibilità dei legami di ruotare le molecole assumono forme complicate Es: polietilene, ibridizzazione sp 3

20 STRUTTURA DEI POLIMERI Quanto può essere complicata la struttura dei polimeri? In generale a parità di composizione chimica si possono avere diverse strutture, diversi modi in cui sono sistemati i mer che formano la molecola. Prima divisione: un solo tipo di MER: OMOPOLIMERI più tipi di MER: COPOLIMERI OMOPOLIMERI: mer simmetrico: mer asimmetrico: ramificazioni o reticolazioni ramificazioni,reticolazioni, isomerismi COPOLIMERI: Strutture ancor più complicate dalla presenza di sequenze di mer diversi

21 Copolimeri: STRUTTURA DEI POLIMERI Random A blocchi Alternato A innesto

22 Omopolimeri: STRUTTURA DEI POLIMERI Lineare Reticolato Ramificato Reticolato a network

23 STRUTTURA DEI POLIMERI Isomerie: - di posizione - di struttura - steriche Isomeria di posizione: Monomero del Polipropilene Isomeria testa-coda - asimmetrico - coda testa Isomeria testa-testa

24 Isomeria di Struttura: STRUTTURA DEI POLIMERI Si verifica in presenza di un doppio legame C=C nello scheletro del polimero. I doppi legami non hanno la possibilità di ruotare: 2 possibili isomerie POLIISOPRENE CIS-poliisoprene TRANS-poliisoprene

25 Isomeria Sterica: STRUTTURA DEI POLIMERI Si verifica se un atomo di carbonio del mer è legato a gruppi chimici diversi. La sequenza di ripetizione della posizione di tali gruppi può essere regolare o casuale. Si possono avere 3 diverse isomerie. Isomeria isotattica Isomeria sindiotattica Isomeria atattica I polimeri atattici non possono cristallizzare! (PS, PMMA, )

26 PESO MOLECOLARE Data la natura aleatoria del processo di crescita e di terminazione delle catene le molecole di un polimero avranno lunghezze e quindi pesi molecolari diversi. E quindi necessario introdurre il concetto di peso molecolare medio, diversamente dalle altre classi di materiali, per i quali il peso molecolare è fisso e costante! PM e proprietà meccaniche sono strettamente legati (più difficile realizzarli e controllare la reazione) I polimeri commerciali presentano una elevata dispersione del peso molecolare

27 PESO MOLECOLARE Ci sono numerosi metodi per definire il peso molecolare medio di un polimero. I principali parametri utilizzati sono: - il peso molecolare medio numerale - il peso molecolare medio ponderale I diversi pesi molecolari medi si utilizzano per descrivere proprietà diverse del polimero: - Il grado di polimerizzazione è legato al Peso molecolare medio numerale - Molte proprietà fisiche e meccaniche (come ad esempio la viscosità) sono correlate al peso molecolare medio ponderale: Peso molecolare numerale e ponderale possono essere notevolmente diversi η PM a (con a = )

28 PESO MOLECOLARE PESO MOLECOLARE MEDIO NUMERALE Definiamo n i il numero di molecole che hanno il peso molecolare pari a m i Il PESO MOLECOLARE MEDIO NUMERALE è quindi definito come: M n = ximi x = i n N i tot PESO MOLECOLARE MEDIO PONDERALE Utilizza come peso per la media la frazione in peso e non quella in numero. Definiamo M i il peso delle molecole che hanno il peso molecolare pari a m i (da cui M i = n i m i ) Il PESO MOLECOLARE MEDIO PONDERALE è quindi definito come: M w = fimi f = i M M i tot

29 PESO MOLECOLARE Esempio: 4 pappagalli (1 kg ciascuno) ed 1 elefante (10000 kg) Massa totale Σi Ni Mi = Σi Wi =(4 x 1 kg) + (1 x kg) = kg Numero totale ΣiNi = (4 + 1) = 5 Peso molecolare medio ponderale: Peso molecolare medio numerale: ni (4 1kg) + ( kg) Mn = ximi = mi = 2000kg Ntot 5 Mi ni mi kg kg kg kg M w = (4 1 1 ) + ( ) fimi = mi = mi = 10000kg Mtot Mtot 10004kg

30 POLIMERI INGEGNERISTICI POLIMERI TERMOPLASTICI ELASTOMERI TERMOINDURENTI AMORFI SEMICRISTALLINI Scorrimento viscoso ad alta temperatura Termoindurenti con scarsa reticolazione Una volta formati non sono più in grado di attivare scorrimento viscoso. Se riscaldati ad alta temperatura degradano

31 POLIMERI INGEGNERISTICI Le differenze principali fra le classi di polimeri sono principalmente strutturali: Termoplastici: Elastomeri: Termoindurenti: catene non reticolate basso grado di reticolazione elevato grado di reticolazione

32 Termoplastici Formati da catene libere, non reticolate. La formatura avviene ad alta temperatura in condizioni di bassa viscosità. I polimeri termoplastici possono essere amorfi o semicristallini. Esempi di termoplastici amorfi: - il policarbonato usato per i materiali delle moto. - il plexiglas materiale rigido e fragile. Esempi di termoplastici semicristallini: - polietilene ad alta densità.

33 Termoplastici

34 Modulo Elastico vs Temperatura Termoplastici All aumentare della temperatura diminuisce la rigidezza Comportamento resistente a bassa temperatura Scorrimento viscoso ad alta temperatura Brusco calo del modulo elastico in corrispondenza di una temperatura particolare, detta TEMPERATURA DI TRANSIZIONE VETROSA

35 Termoplastici La temperatura di transizione vetrosa A bassa temperatura si riduce la mobilità delle molecole sotto la temperatura di transizione vetrosa anche i moti delle catene laterali si bloccano il materiale risulta essere duro e fragile. solido amorfo solido semicristallino

36 Termoplastici La temperatura di transizione vetrosa Più le molecole sono grandi più si muovono con difficoltà all interno del materiale Dipendenza della T g dal peso molecolare del polimero T g = Tg A M w

37 Termoplastici La temperatura di transizione vetrosa e la cristallinità

38 Solidificazione dei Termoplastici Diagrammi di solidificazione dei polimeri, simili alle curve di Bain degli acciai. Possibilità di trasformazione cristallina T [ C] stato fuso stabile inizio trasf. fine trasf cristallino Fine trasformazione: raggiungimento max percentuale di cristallinità (inferiore al 100 %) 1 60 materiale amorfo stabile (vetrificato) log t

39 Solidificazione dei Termoplastici Cristallinità nei polimeri: Presenza di regolarità nell arrangiamento delle molecole. Es: polietilene E comunque diverso dal caso di materiali cristallini come i metalli: I legami sono comunque di natura intermolecolare (secondari)!!

40 Solidificazione dei Termoplastici La cristallinità del polimero dipende da molti fattori: - dalla velocità di raffreddamento per basse velocità di raffreddamento la struttura ha più tempo di arrangiarsi in strutture ordinate - dalla complessità delle molecole: strutture lineari non ramificate cristallizzano più facilmente. le strutture reticolate non possono cristallizzare (le molecole sono vincolate da distanze fisse imposte dalla presenza di legami primari) - dal grado di polimerizzazione: è più difficile cristallizzare catene lunghe Dopo solidificazione il polimero è formato da una porzione di volume caratterizzata da materiale cristallino ed una di materiale amorfo. Le sue proprietà fisiche e meccaniche dipenderanno dalle loro frazioni volumetriche (e dalle loro proprietà caratteristiche).

41 Modelli morfologici Termoplastici Semicristallini

42 Modelli morfologici Termoplastici Semicristallini Modello a catene ripiegate

43 Modelli morfologici Termoplastici Semicristallini Le lamelle (zone cristalline) sono alternate a zone amorfe che garantiscono la continuità fra le molecole

44 Modelli morfologici Termoplastici Semicristallini Alla fine del processo: Tutto il volume è occupato dalle sferuliti. Il materiale amorfo si trova fra una sferulite e l altra e, all interno di queste, fra una lamella e l altra.

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