COMUNE DI MACERATA CAMPANIA REGOLAMENTO COMUNALE DI POLIZIA MORTUARIA

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1 COMUNE DI MACERATA CAMPANIA REGOLAMENTO COMUNALE DI POLIZIA MORTUARIA Ai sensi dell art. 124 D.Lgs. 267/2000 Approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 51 del

2 INDICE ART. 1 - OGGETTO...5 ART. 2 - COMPETENZE...5 ART. 3 - RESPONSABILITÀ...5 ART. 4 - SERVIZI GRATUITI E A PAGAMENTO...5 ART. 5 - ATTI A DISPOSIZIONE DEL PUBBLICO...5 ART. 6 - DEPOSITI DI OSSERVAZIONE ED OBITORI...6 ART. 7 - DEPOSIZIONE DELLA SALMA NEL FERETRO...6 ART. 8 - VERIFICA E CHIUSURA FERETRI...6 ART. 9 - FERETRI PER INUMAZIONE, TUMULAZIONE, CREMAZIONE E TRASPORTI...6 ART PIASTRINA DI RICONOSCIMENTO...7 ART NORME GENERALI PER I TRASPORTI...7 ART ESERCIZIO DELL ATTIVITÀ FUNERARIA: AUTORIZZAZIONE FUNZIONI DIVIETI...8 ART ORARIO DEI TRASPORTI ART RITI RELIGIOSI ART TRASFERIMENTO DI SALME SENZA FUNERALE ART MORTI PER MALATTIE INFETTIVE - DIFFUSIVE O PORTATORI DI RADIO ATTIVITÀ ART TRASPORTO PER E DA ALTRI COMUNI PER SEPPELLIMENTO O CREMAZIONE ART TRASPORTI IN LUOGO DIVERSO DAL CIMITERO ART TRASPORTI ALL ESTERO O DALL ESTERO ART TRASPORTO DI CENERI E RESTI ART ELENCO CIMITERI ART REPARTI SPECIALI NEL CIMITERO ART AMMISSIONE (ORARI APERTURA E CHIUSURA) NEI CIMITERI E NEI REPARTI SPECIALI ART. 23 BIS SERVIZIO SANITARIO DI NECROSCOPIA ART INUMAZIONE ART CIPPO ART TUMULAZIONE ART. 27- DEPOSITO PROVVISORIO ART. 28- TRASLAZIONI ART. 29- ESUMAZIONI ORDINARIE ART ESUMAZIONI STRAORDINARIE ART ESTUMULAZIONI... 15

3 ART. 32- ESUMAZIONI ED ESTUMULAZIONI PAGAMENTO ART OGGETTI DA RECUPERARE ART DISPONIBILITÀ DEI MATERIALI ART CREMATORIO ART MODALITÀ PER IL RILASCIO DELL AUTORIZZAZIONE ALLA CREMAZIONE ART URNE CINERARIE ART. 37 BIS AFFIDAMENTO DELLE CENERI ART DISPERSIONE DELLE CENERI ART. 38 BIS SALA DEL COMMIATO ART. 38 TER CIMITERI PER ANIMALI D AFFEZIONE ART ORARIO ART DIVIETI SPECIALI ART RITI FUNEBRI ART EPIGRAFI, MONUMENTI, ORNAMENTI, SULLE TOMBE NEI CAMPI COMUNI ART FIORI E PIANTE ORNAMENTALI ART MATERIALI ORNAMENTALI ART SEPOLTURE PRIVATE ART DURATA DELLE CONCESSIONI ART MODALITÀ DI CONCESSIONE SEPOLTURE PRIVATE INDIVIDUALI, OSSARIETTI, NICCHIE ART PRENOTAZIONE LOCULI ART TOMBE DI FAMIGLIA ART USO DELLE SEPOLTURE PRIVATE ART MANUTENZIONE ART DIVISIONE, SUBENTRI ART RINUNCIA A CONCESSIONE D AREE LIBERE ART RINUNCIA A CONCESSIONE D AREE CON PARZIALE O TOTALE COSTRUZIONE ART. 55 -RINUNCIA A CONCESSIONE DI MANUFATTI DELLA DURATA D ANNI 99 O PERPETUA ART REVOCA ART. 57-DECADENZA ART PROVVEDIMENTI CONSEGUENTI LA DECADENZA ART ESTINZIONE ART ACCESSO AL CIMITERO... 25

4 ART. 61- AUTORIZZAZIONI E PERMESSI DI COSTRUZIONE DI SEPOLTURE PRIVATE E COLLOCAZIONE DI RICORDI FUNEBRI ART RESPONSABILITÀ - DEPOSITO CAUZIONALE ART OBBLIGHI E DIVIETI PER IL PERSONALE DEI CIMITERI ART ASSEGNAZIONE GRATUITA DI SEPOLTURE A CITTADINI ILLUSTRI, BENEMERITI O CADUTI IN GUERRA ART 65 - MAPPA ART REGISTRO GIORNALIERO DELLE OPERAZIONI CIMITERIALI ART. 66 BIS - TRASPARENZA ART. 66 TER - CONTROLLI E SANZIONI AMMINISTRATIVE ART. 67- EFFICACIA DELLE DISPOSIZIONI DEL REGOLAMENTO... 28

5 ART. 1 - OGGETTO 1. Il presente regolamento, in osservanza delle disposizioni di cui al Titolo VI dei Testo Unico delle leggi sanitarie di cui al R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, al D.P.R. 10 settembre 1990 n 285 e della Legge della Regione Campania n. 12/2001 come modificata dalla Legge Regionale n. 7 del , e successive modificazioni ed integrazioni, cui si fa riferimento alle parti non espressamente disciplinate, ha per oggetto il complesso delle norme dirette alla generalità dei cittadini ed alla Pubblica Amministrazione, in ambito comunale, relativi alla polizia mortuaria, intendendosi per tali quelli sulla destinazione e uso dei cadaveri o parti di essi, sui trasporti funebri, sulla costruzione, gestione e custodia dei cimiteri e locali annessi, sulla concessione di aree e manufatti destinati a sepoltura privata nonché sulla loro vigilanza, sulla costruzione di sepolcri privati, sulla cremazione nel rispetto della legge regionale n. 20 del 9 ottobre 2006, e in genere su tutte le diverse attività connesse con la cessazione della vita e la custodia elle salme. ART. 2 - COMPETENZE 1. Le funzioni di polizia mortuaria di competenza del Comune sono esercitate dal Sindaco, quale Ufficiale di Governo e Autorità Sanitaria Locale. 2. In relazione alle norme di legge in materia e del presente regolamento,il Sindaco, all occorrenza, adotta le ordinanze e le disposizioni che ritiene necessarie ed opportune ai fini predetti. 3. Le attività di autorizzazione, non riservate dalla legge al Sindaco od altri organi, si intendono di competenza del Responsabile del Settore/Servizi cimiteriali comunali, secondo la strutturazione della dotazione organica dell Ente. ART. 3 - RESPONSABILITÀ 1. Il Comune cura che all interno dei cimiteri siano evitate situazioni di pericolo alle persone, alle cose, e non assume responsabilità, per atti commessi nei cimiteri da persone estranee al suo servizio o per mezzi e strumenti a disposizione del pubblico e da questo utilizzati in modo difforme dal consentito. 2. Chiunque causi danni a persone o cose, sia personalmente che per fatto altrui, ne risponde secondo quanto previsto dal titolo IX del Libro IV del Codice Civile, salvo che l illecito non rilevi penalmente. ART. 4 - SERVIZI GRATUITI E A PAGAMENTO 1. Sono gratuiti i servizi di interesse pubblico indispensabili, esplicitamente classificati gratuiti dalla legge e specificati dal regolamento. 2. Tra i servizi gratuiti sono compresi: a. La visita necroscopica; b. Il servizio di osservazione dei cadaveri; c. Il recupero e relativo trasporto delle salme accidentate; d. La fornitura del feretro ed il trasporto per le salme di persone i cui familiari non siano in grado di sostenere la spesa, sempre che non vi siano persone o Enti d Istituzione che se ne facciano carico. e. Il trasporto di salme di persone sconosciute o, se conosciute, per i quali non sia possibile riscontrare l esistenza in vita di parenti prossimi. f. La sepoltura o eventuale cremazione per indigenti, o appartenenti a famiglie bisognose o per le salme per cui ci sia disinteresse da parte dei familiari g. Gli interventi di cui al comma precedente, lettere e) e f) sono a carico del bilancio comunale previa richiesta e relazione da parte dei Servizi Sociali. 3. Tutti gli altri servizi sono sottoposti a pagamento, nella forma e modo stabiliti dall Amministrazione Comunale, con altro atto. ART. 5 - ATTI A DISPOSIZIONE DEL PUBBLICO 1. Presso gli uffici comunali è tenuto, a seconda dei casi, su supporto cartaceo o informatico, a disposizione di chiunque possa averne interesse, il registro di cui all art. 52 del d.p.r. 10 settembre 1990, n Sono, inoltre, a disposizione del pubblico nell ufficio comunale o nel cimitero:

6 a. L orario di apertura e chiusura; b. Copia del presente regolamento; c. L elenco delle concessioni cimiteriali in scadenza nel corso dell anno e in quello successivo; d. Ogni altro atto e documento la cui conoscenza sia ritenuta opportuna per gli interessati e per il pubblico, ai sensi della Legge , n. 241 e succ. mod. ed int. 2. Sul sito web istituzionale dell Ente, in apposita sezione dedicata, sono pubblicizzate le diverse pratiche funerarie, anche con riguardo agli aspetti economici. ART. 6 - DEPOSITI DI OSSERVAZIONE ED OBITORI 1. Il Cimitero ha una camera mortuaria per l eventuale breve sosta delle salme che non possono essere subito seppellite. ART. 7 - DEPOSIZIONE DELLA SALMA NEL FERETRO 1. Nessuna salma può essere sepolta se non chiusa in feretro avente le caratteristiche di cui al successivo art. 9; in ciascun feretro non può essere racchiusa che una sola salma, tranne nel caso di madre e neonato, morti in concomitanza o in conseguenza immediata del parto, che possono essere chiusi nel medesimo. 2. La salma deve essere collocata nel feretro, rivestita con abiti, preferibilmente di tessuti naturali, o decentemente avvolta in lenzuola; 3. Se la morte è dovuta a malattia infettiva - diffusiva compresa nell elenco pubblicato dal Ministero della sanità, il cadavere, trascorso il periodo d osservazione, deve essere deposto nella cassa con gli indumenti di cui è rivestito ed avvolto in lenzuolo imbevuto di soluzione disinfettante. 4. Se il cadavere risulta portatore di radioattività, il dirigente dei servizi d Igiene Pubblica dell A.S.L., detterà le necessarie disposizioni protettive allo scopo di evitare la contaminazione ambientale. ART. 8 - VERIFICA E CHIUSURA FERETRI 1. La chiusura del feretro è fatta sotto la vigilanza dell incaricato del trasporto funebre, in qualità di dipendente di impresa autorizzata ad effettuare i trasporti funebri nel territorio comunale, il quale: a. redige apposito verbale di sigillatura nel quale si assume specificatamente la responsabilità della corretta esecuzione della sigillatura e della rispondenza alle norme vigenti, sia dei materiali che del feretro utilizzato, che dovrà essere depositato presso l Ufficio del Responsabile dei Servizi Cimiteriali; b. appone, sul feretro confezionato, apposito sigillo a garanzia dell integrità dello stesso e della corretta procedura eseguita; 2. Il Dirigente del Servizio d Igiene Pubblica dell Azienda Sanitaria Locale o personale tecnico all uopo incaricato, vigila e controlla l applicazione della norma di cui all art In particolare deve essere accertata la stretta rispondenza del feretro al tipo di sepoltura cui è destinato e al trasporto, nonché l identificazione del cadavere. ART. 9 - FERETRI PER INUMAZIONE, TUMULAZIONE, CREMAZIONE E TRASPORTI 1. La struttura dei feretri e la qualità dei materiali sono in rapporto ai diversi tipi di sepoltura o pratica funebre oltre che alla distanza del trasporto funebre e cioè: a. Per inumazione; i. Il feretro deve essere di legno con caratteristiche di scarsa durabilità (preferibilmente d abete, pioppo, pino, larice, ecc.); ii. Le tavole non devono avere, a fondo intaglio, uno spessore inferiore a cm. 2 e superiore a cm. 3; iii. La confezione deve essere conforme alle prescrizioni di cui all art. 75 del D.P.R. I0 settembre 1990, n. 285; iv. I feretri di salme provenienti da altri Comuni o estumulate, ai sensi di quanto successivamente riportato nel presente articolo, potranno essere inumati anche se non rispondono alle indicazioni sopra riportate; v. Laddove il trasporto si esegua oltre i 100 km dal Comune di decesso la salma può essere racchiusa, in alternativa, in cassa di metallo o in un contenitore biodegradabile sigillato all interno di cassa di legno, autorizzato dal Ministero della Salute;

7 b. Per tumulazione i. La salma deve essere racchiusa in duplice cassa, l una di legno preferibilmente esterna, l altra in metallo, ermeticamente chiusa mediante saldatura, corrispondenti entrambe ai requisiti costruttivi e strutturali di cui all art. 30 del D.P.R. 10 settembre1990, n.285. Per trasferimento da Comune a Comune con percorso superiore a 100 Km, all estero o dall estero qualunque sia la destinazione di sepoltura o pratica funebre, si applicano le disposizioni di cui al precedente periodo, nonché agli articoli 23, 27 e 29 del D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285 se il trasporto è però dall estero. ii. Per trasporti, da Comune a Comune, con percorso non superiore ai 100 Km è sufficiente il feretro di legno di spessore non inferiore a mm. 25 a norma dell art. 30, punto 5, del D.P.R. 10 settembre 1990, n 285; c. Per cremazione: i. La salma deve essere racchiusa unicamente in cassa di legno con le caratteristiche di cui alla lettera (a), laddove il trasporto si esegua entro i 100 Km. dal Comune di decesso; ii. iii. iv. Laddove il trasporto si esegua oltre i 100 km dal Comune di decesso la salma può essere racchiusa, in alternativa, in cassa di metallo o in un contenitore biodegradabile sigillato all interno di cassa di legno, autorizzato dal Ministero della Salute; La salma deve essere racchiusa in duplice cassa con le caratteristiche di cui alla lettera (b), in ogni altro caso. Il Comune, ai sensi dell art. 4 della legge Regionale Campania n. 20 del 09 ottobre 2006, individua l area destinata alla dispersione delle ceneri. 2. Trasporti di salme di persone morte per malattia infettiva - diffusiva, sono effettuati in duplice cassa con le caratteristiche di cui alla lettera b) precedente. 3. Se una salma, già sepolta, è esumata o estumulata per essere trasferita in altro Comune o in altra sepoltura del cimitero, si deve accertare lo stato di conservazione del feretro e la sua corrispondenza alla nuova sepoltura, prescrivendo, se del caso, da parte del Dirigente dei Servizi d Igiene Pubblica dell Azienda Sanitaria Locale competente, o suo delegato, il rinnovo del feretro o il rivestimento totale con lamiera metallica in zinco di spessore non inferiore a mm. 0, Se la salma proviene da altro Comune, deve essere verificata la rispondenza del feretro alle caratteristiche di cui ai commi precedenti, ai fini del tipo di sepoltura cui è destinata, sempre che non sia accompagnata da apposita certificazione rilasciata dall Azienda USL competente del Comune di partenza. 5. Nell inumazione l impiego nel feretro di materiale biodegradabile diverso dal legno deve essere di tipo e qualità autorizzati dal Ministero della Sanità ai sensi dell art. 75 del D.P.R. 10 settembre 1990, n Si precisa, altresì, che nel caso la cassa di metallo sia interna alla cassa di legno, il feretro potrà essere inumato solo dopo che sono stati effettuati opportuni tagli alla cassa metallica, previo la rimozione dei sigilli e del coperchio di legno, ai sensi dell art. 75 comma 2 del D.P.R. 285/90. ART PIASTRINA DI RICONOSCIMENTO 1. Sul piano esterno superiore di ogni feretro è applicata apposita piastrina metallica, recante impressi in modo indelebile il cognome e il nome della salma contenuta e le date di nascita e di morte. 2. Per la salma di persona sconosciuta, la piastrina contiene la sola indicazione della data di morte e gli eventuali altri dati certi. 3. Altra piastrina di materiale resistente (refrattario per feretri da cremare, di piombo in altri casi) riportante il numero progressivo e la lettera relativi alla sepoltura nel cimitero viene collocata assieme al cofano rispettivamente alla cremazione o alla inumazione e ciò al fine di agevolare le operazioni di riconoscimento. ART NORME GENERALI PER I TRASPORTI 1. I trasporti si effettuano in conformità a quanto previsto dal D.P.R. 10 settembre 1990, n Al fine di assicurare che il trasporto sia eseguito da impresa funebre qualificata, avente i requisiti di cui all art. 1-bis, allegato A, L.R. 12/2001, l autorizzazione al seppellimento è rilasciata contestualmente all autorizzazione al trasporto dall Ufficiale di Stato Civile. 3. Il feretro è preso in consegna dall incaricato del trasporto ed è accompagnato dai documenti di autorizzazione al trasporto e al seppellimento, del verbale di sigillatura (di cui all art. 8 del presente regolamento) e, se necessario, dagli altri documenti in relazione alla destinazione.

8 4. L incaricato del trasporto, giunto a destinazione consegnerà il feretro e i documenti di cui al comma 2 del presente articolo al personale incaricato presso il cimitero di destinazione. 5. Chi riceve il feretro ritira e conserva presso di sé la documentazione consegnata; inoltre iscrive giornalmente su apposito registro in duplice copia tutte le operazioni eseguite, come previsto dall art. 52 del D.P.R. 285/ Il trasporto da Comune a Comune o da Stato a Stato, a richiesta, può essere effettuato, sia in partenza sia in arrivo, con il medesimo carro funebre, previa autorizzazione rilasciata dal Responsabile del Settore Servizi Cimiteriali su richiesta del familiare. 7. I criteri generali per gli orari, le modalità ed i percorsi dei trasporti funebri sono determinati con ordinanza dal Sindaco. 8. Il trasporto, fatte salve le eccezionali limitazioni di cui all art. 27 del Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza di cui al R.D. 18 giugno 1931, n 773, comprende il prelievo della salma dal luogo del decesso, dal deposito d osservazione o dall obitorio, il tragitto alla chiesa o al luogo dove si svolgono le esequie, la relativa sosta per il tempo necessario ad officiare i riti funebri, il proseguimento fino al cimitero o ad altra destinazione richiesta seguendo il percorso più breve. 9. Nessun altra sosta, salvo casi di forza maggiore, può farsi durante il percorso. Per eventuali cerimonie, diverse dalle rituali, occorre la preventiva autorizzazione del Sindaco. 10. Le autorizzazioni possono essere soggette al pagamento di un diritto fisso qualora stabilito dal Consiglio Comunale con propria deliberazione. ART ESERCIZIO DELL ATTIVITÀ FUNERARIA: AUTORIZZAZIONE FUNZIONI DIVIETI 1. L attività funeraria consiste nello svolgimento di tutte le prestazioni e dei servizi esercitati, congiuntamente, di seguito indicati: a. vendita di casse mortuarie e di altri articoli funebri; b. disbrigo delle pratiche amministrative inerenti il decesso; c. preparazione, vestizione, composizione delle salme, confezionamento del feretro e trasporto; d. trasporto della salma, inteso come trasferimento dal luogo del decesso al luogo di osservazione; e. trasporto di cadavere, inteso come trasferimento, dopo il periodo di osservazione, dal luogo del decesso o dal luogo di osservazione al luogo di onoranze, al cimitero o al crematorio, con l utilizzo di personale dipendente e di mezzi di cui all articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica 285/1990; f. trattamento di tanatocosmesi o tanatoprassi; g. recupero di cadaveri, su disposizione dell autorità giudiziaria, da luoghi pubblici o privati. 2. Le imprese funebri, con sede legale e operativa nel Comune di Macerata Campania, devono possedere i requisiti previsti dall art. 1-bis c. 1, allegato A, L.R. 12/2001, e precisamente: a. una sede commerciale idonea, dedicata al conferimento degli incarichi per il disbrigo delle pratiche amministrative, alle operazioni di vendita di casse ed articoli funebri in genere e ad ogni altra attività connessa al funerale, conformi alle prescrizioni stabilite dai regolamenti comunali in materia; b. un autofunebre per lo svolgimento dei funerali, con caratteristiche conformi alle prescrizioni del decreto del Presidente della Repubblica 285/1990, riconosciuta idonea dalle ASL competente, che deve controllarne almeno una volta all anno lo stato di manutenzione; c. un adeguata autorimessa, di dimensioni rapportate alle autofunebri da ricoverarvi, provvista di attrezzature per la pulizia e la sanificazione, conforme alle prescrizioni del decreto del Presidente della Repubblica 285/1990 e alle disposizioni normative in materia di rimesse di veicoli, di pubblica sicurezza e di prevenzione antincendio; d. un direttore tecnico per ogni sede o filiale; e. quattro operatori funebri addetti al trasporto, tutti in possesso dei requisiti formativi di cui ed assunti mediante contratto di lavoro subordinato e continuativo stipulato nel rispetto della normativa vigente in materia di mercato del lavoro e del contratto collettivo nazionale di categoria. 3. L Autorizzazione Unica all Esercizio dell Attività Funeraria è rilasciata dall Ufficio Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune, ai sensi del DPR 447/98, così come modificato ed integrato dal DPR 440/2000, a seguito di apposita istanza con allegati i seguenti atti amministrativi: a. certificato di agibilità, di cui all art. 24 del D.P.R. 380/2001, della sede commerciale dedicata al conferimento degli incarichi per il disbrigo delle pratiche amministrative, alle operazioni di vendita di casse ed articoli funebri in genere e ad ogni altra attività connessa al funerale; b. autorizzazione amministrativa alla vendita di casse funebri e articoli funebri D.leg.vo 114/98; c. licenza di P.S. art.115 del T.U.L.P.S. per disbrigo pratiche inerenti al decesso di persona;

9 d. idoneità sanitaria per l autorimessa addetta al ricovero dei carri funebri, art.21 del D.P.R. 285/90, sufficiente per il ricovero dei carri dell Impresa ed eventuali carri funebri di passaggio; e. idoneità sanitaria per ogni carro funebre di cui all art.21 del D.P.R. 285/90, da utilizzare per lo svolgimento del servizio di trasporto funebre; f. documento per la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori durante l orario di servizio così come previsto dall art.18 del D.Leg.vo.81/2008; g. iscrizione all INPS e all INAIL del personale dichiarato al punto e), comunque cosi composto: n.1 (uno) Direttore Tecnico per ogni sede legale o filiale e n.4 (quattro) Operatori Funebri, detto personale deve essere in possesso dei requisiti previsti dalla Deliberazione di Giunta Regione Campania n.963 del 15 maggio 2009; h. copie conformi all originale dei certificati di idoneità del personale di cui al punto precedente rilasciati seguito di frequenza ai corsi formativi di cui alla Deliberazione di Giunta Regione Campania n.963 del 15 maggio Gli operatori funerari e cimiteriali, in possesso dei requisiti formativi di cui al comma precedente lettera e), devono partecipare, ogni tre anni, ad un corso di aggiornamento professionale e psicoattitudinale la cui evidenza deve essere trasmessa al SUAP, pena la decadenza dell autorizzazione all esercizio o all esercizio di filiale. 5. I requisiti relativi alla disponibilità dell auto funebre e dell autorimessa si devono intendere soddisfatti anche laddove la disponibilità degli stessi venga acquisita attraverso consorzi o contratti di agenzia o di fornitura, di durata e contenuto idonei a garantire in via continuativa e funzionale l espletamento dell attività. 6. Ostano al rilascio dell'autorizzazione: a. la sentenza di chiusura di fallimento gravante sul legale rappresentante, sul responsabile della gestione e, in caso di impresa funebre, anche sul personale addetto alla trattazione con i dolenti, salvo che i soggetti in questione siano ammessi al procedimento di esdebitazione (art. 142 e 143 del D.Lgs. 5/2006) che, in funzione del livello di collaborazione offerta, li libera totalmente dai debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali non soddisfatti; b. ai sensi dell art. 5 del D.Lgs. 114/98, le seguenti condizioni penali gravanti sul legale rappresentante, sul responsabile della gestione e, in caso di impresa funebre, anche sul personale addetto alla trattazione con i dolenti, salvo che i soggetti medesimi siano stati riabilitati: i. condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale; ii. condanna a pena detentiva, accertata con sentenza passata in giudicato, per uno dei delitti di cui al titolo II e VIII del libro II del codice penale, ovvero di ricettazione, riciclaggio, emissione di assegni a vuoto, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina; iii. due o piu' condanne a pena detentiva o a pena pecuniaria, nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività, accertate con sentenza passata in giudicato, per uno dei delitti previsti dagli articoli 442, 444, 513, 513-bis, 515, 516 e 517 del codice penale, o per delitti di frode nella preparazione o nel commercio degli alimenti, previsti da leggi speciali; iv. misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza. 7. L autorizzazione deve essere negata, ai sensi dell art. 11 del capo III delle autorizzazioni di polizia del T.U.L.P.S., ai soggetti di seguito elencati, salvo che siano stati riabilitati, con interdizione estesa al legale rappresentante ed al responsabile della gestione, a chi: a. ha riportato una condanna a pena restrittiva della libertà personale superiore a tre anni per delitto non colposo; b. è sottoposto a sorveglianza speciale o a misura di sicurezza personale o è stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza; c. ha riportato condanna per delitti contro la personalità dello stato o contro l ordine pubblico, ovvero per delitti contro le persone commessi con violenza, o per furto, rapina, estorsione, sequestro di persona o scopo di rapina o di estorsione, o per violenza o resistenza all autorità, e a chi non può provare la buona condotta; d. ha riportato condanna per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, o contro la sanità pubblica o per giochi d azzardo, o per altri delitti commessi in stato di ubriachezza o per contravvenzioni concernenti la prevenzione dell alcolismo, o per infrazioni alla legge sul lotto, o per abuso di sostanze stupefacenti. 8. L'accertamento delle condizioni penali è effettuato sulla base delle disposizioni previste dall'articolo 688 del codice di procedura penale, dall'articolo 10-bis della legge 31 maggio 1965, n. 575, e dall'articolo 18 della legge 7 agosto 1990, n. 241.

10 9. Il divieto di esercizio dell'attività oggetto del presente regolamento, ai sensi del D.Lgs. 114/98, permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata o si sia in altro modo estinta, ovvero, qualora sia stata concessa la sospensione condizionale della pena, dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza. 10. In caso di società di capitale le condizioni ostative di cui sopra si estendono a tutti i componenti dell organo di amministrazione, mentre, in caso di società di persone, si estendono a tutti i soci, con l eccezione delle società in accomandita, per le quali tali condizioni si estendono ai soli soci accomandatari. 11. Le imprese in possesso dell Autorizzazione Unica all Esercizio dell Attività Funeraria, rilasciata, dall Ufficio Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di Macerata Campania, possono svolgere nel territorio Comunale tutte le attività di cui al comma 1 del presente articolo. 12. In mancanza di tali requisiti, le stesse non potranno in alcun modo esercitare il servizio di trasporto funebre. 13. Il rilascio dell autorizzazione suddetta comporterà l inclusione nel registro regionale delle imprese funebri e cimiteriali, se costituito, e costituisce titolo ad operare nei Comuni della Regione. 14. L attività funeraria è effettuata, a parità di condizioni e senza vincoli territoriali, da qualunque impresa in possesso di autorizzazione rilasciata da uno qualunque dei comuni della Regione Campania. 15. Le imprese in possesso dei requisiti di cui al comma precedente potranno esercitare le attività di cui al comma 1 del presente articolo sul territorio comunale a condizione che autocertifichino il possesso dei requisiti di cui al presente articolo per effetto di autorizzazione rilasciata da un altro comune della regione Campania. 16. L esercizio di filiale, assimilabile all esercizio di vicinato per il commercio in posto fisso per generi non alimentare, esperito all interno del territorio comunale da parte di impresa, autorizzata all esercizio funebre rilasciata da altro comune, dovrà essere appositamente e specificamente autorizzato dal SUAP ed i locali dovranno possedere i requisiti previsti nel presente articolo nonché dovrà disporre in via continuativa e funzionale di: a. un direttore tecnico in possesso dei requisiti di cui al presente articolo; b. due operatori addetti al trasporto, in possesso dei requisiti di cui al presente articolo e assunti con regolari contratti di lavoro stipulati nel rispetto della normativa vigente in materia di mercato del lavoro e nel rispetto dei contratti di lavoro di categoria; c. locali idonei per ricevere il pubblico. 17. L Autorizzazione all Esercizio di Filiale è rilasciata dall Ufficio Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune, ai sensi del DPR 447/98, così come modificato ed integrato dal DPR 440/2000, a seguito di apposita richiesta con allegato i seguenti atti amministrativi: a. certificato di agibilità, di cui all art. 24 del D.P.R. 380/2001, della sede commerciale dedicata al conferimento degli incarichi per il disbrigo delle pratiche amministrative, alle operazioni di vendita di casse ed articoli funebri in genere e ad ogni altra attività connessa al funerale; b. autorizzazione amministrativa alla vendita di casse funebri e articoli funebri D.leg.vo 114/98; c. licenza di P.S. art.115 del T.U.L.P.S. per disbrigo pratiche inerenti al decesso di persona; d. documento per la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori durante l orario di servizio così come previsto dall art.18 del D.Leg.vo.81/2008; e. iscrizione all INPS e all INAIL del personale dichiarato al punto e), comunque cosi composto: n.1 (uno) Direttore Tecnico per ogni sede legale o filiale e n.2 (quattro) Operatori Funebri, detto personale deve essere in possesso dei requisiti previsti dalla Deliberazione di Giunta Regione Campania n.963 del 15 maggio 2009; f. copie conformi all originale di certificati di idoneità del personale di cui al punto precedente ai corsi formativi di cui alla Deliberazione di Giunta Regione Campania n.963 del 15 maggio L Impresa munita della sola autorizzazione di vicinato per il commercio in posto fisso per generi non alimentare, per la vendita di articoli e casse funebri, e l Impresa munita della sola autorizzazione di agenzia affari per il disbrigo pratiche conseguenti al decesso di persona, di cui all art. 115 T.U.L.P.S. potranno svolgere esclusivamente la sola vendita di articoli e casse funebri e lo svolgimento delle pratiche amministrative, adempiendo rispettivamente gli obblighi previsti dalle autorizzazioni in possesso, ma non possono svolgere il trasporto funebre. 19. La stessa Impresa anche se in possesso di entrambe le autorizzazioni non può eseguire trasporti funebri. 20. I feretri in vendita e in uso dovranno evidenziare la rispondenza al tipo di utilizzo cui sono destinati mediante attestazione che ne comprovi la conformità alle vigenti disposizioni di legge (certificazioni, apposizioni d idoneo timbro o altri elementi similari attestanti la conformità ai dettami del D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, art.30 e 31). 21. Il personale di cui al comma 3 lettera g) di cui al presente articolo oltre ad essere in possesso del contratto di lavoro subordinato e continuativo, deve possedere l idoneità dei corsi formativi di cui alla Deliberazione di Giunta Regione

11 Campania n.963 del 15 maggio 2009, e precisamente: COD 2801/06 per la formazione del Direttore Tecnico dell impresa funebre; COD 2801/12 per la formazione dell Operatore al trasporto funebre; 22. Qualora l impresa funebre eserciti il servizio di Tanatoprassi dovrà avere un operatore in possesso dell idoneità COD 2801/14 per la formazione dell Operatore dei servizi di Tanatoprassi. 23. Le Imprese funebri esercenti l attività sul territorio, entro il 30 giugno di ogni anno, dovranno presentare all ufficio servizi cimiteriali idonea documentazione attestante il persistere del possesso dei requisiti di cui al comma 4 del presente articolo. 24. Le Imprese funebri esercenti l attività sul territorio prima dello scadere dei tre anni a decorrere dalla data di rilascio dell autorizzazione dovranno trasmettere l evidenza dell aggiornamento triennale della formazione del proprio personale abilitato. 25. Per ogni singolo servizio funebre da eseguire le imprese devono essere in possesso di una specifica autorizzazione del trasporto, rilasciata dagli uffici comunali preposti. 26. E vietato alle imprese funebri: a. l esercizio di autoambulanza e trasporto degli infermi; b. l esercizio di attività cimiteriali e di arredo lapideo nei cimiteri; c. la gestione e manutenzione delle camere mortuarie delle strutture sanitarie, delle case di riposo, delle residenze socio-assistenziali e strutture collettive, dotate di servizio mortuario, sia pubbliche che private. 27. Il Comune si riserva la facoltà di richiedere alle imprese che esercitano l attività funebre ed autorizzate di effettuare una turnazione al fine di assicurare: a. il servizio obbligatorio di trasporto di salma o di cadavere nei casi di indigenza del defunto, stato di bisogno della famiglia o disinteresse da parte dei familiari; b. il servizio obbligatorio di raccolta e trasferimento all obitorio dei deceduti sulla pubblica via o in luogo pubblico. 28. Le imprese private o pubbliche che svolgono attività funebre devono garantire servizi decorosi ed applicano prezzi adeguati alle prestazioni rese ed alle forniture effettuate. 29. Il rilascio dell autorizzazione all esercizio di impresa funeraria può essere assoggettata al pagamento di un diritto di istruttoria qualora stabilito dalla Giunta Comunale con propria deliberazione. ART ORARIO DEI TRASPORTI 1. I trasporti funebri sono effettuati in ore fisse antimeridiane e pomeridiane stabilite con ordinanza dal Sindaco. Con lo stesso provvedimento il Sindaco disciplina le modalità integrative al presente regolamento, nonché i percorsi consentiti. 2. L ufficio comunale fisserà di norma l ora dei funerali secondo l ordine di presentazione delle richieste di trasporto tenendo conto, se necessario, dell ora del decesso, in caso di pluralità di richieste o, altrimenti, tenendo conto delle indicazioni dei familiari e compatibilmente con l ordinanza sindacale di cui al comma 1 fornirà i chiarimenti richiesti e prenderà i provvedimenti che si renderanno necessari trasmettendo gli eventuali ordini al personale incaricato. ART RITI RELIGIOSI 1. I ministri di culto, sia della chiesa cattolica che degli altri culti, di cui all art. 8 della Costituzione, intervenuti all accompagnamento funebre, si conformano alle disposizioni relative allo svolgimento dei funerali. 2. La salma può sostare in chiesa o luogo di culto per il tempo necessario alla cerimonia religiosa. ART TRASFERIMENTO DI SALME SENZA FUNERALE 1. Il trasferimento di salma senza funerale deve essere eseguito in condizioni tali da non ostacolare eventuali manifestazioni di vita, con apposito mezzo, avente le caratteristiche di cui agli art.19 e 20 del D.P.R. 10 settembre 1990 n.285, e in modo che sia impedita la vista dall esterno. 2. I trasferimenti di salme per autopsie, per consegna agli Istituti di studio ecc, ed i trasporti al cimitero di nati morti, feti, resti anatomici etc sono eseguiti con l impiego del mezzo di cui al primo comma.

12 ART MORTI PER MALATTIE INFETTIVE - DIFFUSIVE O PORTATORI DI RADIO ATTIVITÀ 1. Nel caso di morte per malattie infettive - diffusive il Dirigente del Servizio di Igiene Pubblica dell Azienda Sanitaria Locale competente prescriverà le norme relative al trasporto della salma, alle onoranze o al divieto del corteo quando ciò sia indispensabile, e i necessari provvedimenti per le disinfezioni. ART TRASPORTO PER E DA ALTRI COMUNI PER SEPPELLIMENTO O CREMAZIONE 1. Il trasporto di salme in cimitero di altro Comune, è autorizzato dal Responsabile Settore /Servizi cimiteriali con atto amm.tivo, a seguito di domanda degli interessati. 2. La domanda deve essere corredata dall autorizzazione al seppellimento rilasciata dall ufficiale dello Stato civile. Nel caso di traslazione successiva alla prima sepoltura è sufficiente l indicazione dei dati anagrafici del defunto. 3. All atto è successivamente allegato la certificazione del Dirigente dei Servizio di Igiene Pubblica dell Azienda Sanitaria Locale competente o di personale tecnico da lui delegato, relativo alla verifica di cui all art. 8 del D.P.R. 285/ Dell autorizzazione al trasporto è dato avviso al Comune nel quale la salma viene trasferita per il seppellimento, nonché ai Comuni intermedi, quando in essi siano tributate onoranze. 5. Le salme provenienti da altro Comune devono, di norma e qualora non vengano richieste speciali Onoranze all interno del territorio del Comune, essere trasportate direttamente al cimitero, ove è accertata la regolarità dei documenti e delle caratteristiche dei feretri in rapporto alla sepoltura cui sono destinati, secondo quanto risulta dalla documentazione prodotta e dal sigillo di ceralacca sul cofano. 6. Per i morti di malattie infettive-diffusive l autorizzazione al trasporto e data dal Responsabile di Servizio competente, osservate le norme di cui all art.25/1 e 25/2 del D.P.R. 285/1990 Il trasporto da Comune a Comune per la cremazione ed il trasporto delle risultanti ceneri al luogo del definitivo deposito sono autorizzati con unico atto del Responsabile di Servizio del Comune ove e avvenuto il decesso. ART TRASPORTI IN LUOGO DIVERSO DAL CIMITERO 1. Il trasporto di salme nell ambito del Comune ma in luogo diverso dal cimitero, è autorizzato dalla Regione Campania ai sensi e con le modalità stabilite dalla delibera di Giunta Regione Campania del n a seguito di domanda degli interessati. ART TRASPORTI ALL ESTERO O DALL ESTERO 1. Il trasporto di salme per e da altro Stato ha una diversa regolamentazione a seconda che si tratti di Stati aderenti, come l Italia, alla Convenzione Internazionale di Berlino 10 febbraio 1937, o di Stati non aderenti a tale Convenzione; nel primo caso si applicano le prescrizioni di cui all art. 27 del D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285; nel secondo quelle di cui agli art. 28 e 29 dello stesso Regolamento. ART TRASPORTO DI CENERI E RESTI 1. Il trasporto fuori Comune di ossa umane, di resti mortali assimilabili e di ceneri deve essere autorizzato dal Responsabile di Settore /Servizio, a seguito di domanda degli interessati. Non è soggetto né alle misure precauzionali igieniche stabilite per il trasporto delle salme, né all impiego di doppio feretro e di vettura funebre. 2. Se il trasporto è da o per Stato estero, la competenza per l autorizzazione spetta al Sindaco del luogo dove è avvenuto il decesso. Le ossa umane e i resti mortali assimilabili devono essere raccolti in una cassetta di zinco di spessore non inferiore a mm. 0,660, chiusa con saldatura, anche a freddo, e recante nome e cognome del defunto o, se sconosciuto, l indicazione del luogo e della data di rinvenimento. 3. Le ceneri devono essere raccolte in urne sigillate, con ceralacca, piombo o altro analogo sistema. ART ELENCO CIMITERI 1. Ai sensi dell art. 337 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie di cui al R.D. 27 luglio 1934, n 1265 il Comune provvede al servizio del seppellimento nel cimitero del comune di Macerata Campania:

13 2. E vietato il seppellimento dei cadaveri in luogo diverso dal cimitero, salvo le autorizzazioni di cui agli articoli 102 e 105 del D.P.R. 10 settembre 1990, n L ordine e la vigilanza del cimitero spettano al Comune che la esercita come per la manutenzione, e gli altri servizi cimiteriali, le operazioni di esumazione, estumulazione e le funzioni di cui agli art. 52, 53 e 81 del D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 attraverso il concessionario dei servizi cimiteriali.. 4. Le operazioni di inumazione, tumulazione, e di traslazione dì salme, di resti, di ceneri, di nati morti, di prodotti abortivi e del concepimento, di resti anatomici, sono riservate al personale del concessionario dei servizi cimiteriali. ART REPARTI SPECIALI NEL CIMITERO 1. Nell interno del cimitero è possibile prevedere reparti speciali, individuati dal Sindaco, destinati al seppellimento delle salme ed alla conservazione dei resti, ceneri ed ossa di persone appartenenti a culto diverso da quello cattolico o a comunità straniere. 2. In tali casi le sepolture ed i giorni del funerale avvengono in rispetto alla tradizione e regole del culto indicato ; e comunque d obbligo l uso della cassa di legno per i trasporti o, nei casi stabiliti, la duplice cassa di legno e zinco. ART AMMISSIONE (ORARI APERTURA E CHIUSURA) NEI CIMITERI E NEI REPARTI SPECIALI 1. Nel cimitero di Macerata Campania, salvo sia richiesta altra destinazione, sono ricevute e seppellite, senza distinzione di origine, di cittadinanza, di religione, le salme di persone decedute nel territorio del Comune o che, ovunque decedute, avevano nel Comune, al momento della morte, la propria residenza. 2. Indipendentemente dalla residenza e dal luogo della morte, sono parimenti ricevute nel cimitero, le salme delle persone che risultano essere state in vita, concessionarie, o membri della famiglia del concessionario, di sepolture private individuale o di famiglia. Sono altresì ricevute le salme di persone che non avevano più la residenza nel Comune per essere state ospitate in case di riposo. Sono pure accolti i resti mortali e le ceneri delle persone sopra indicate. 3. Il cimitero può avere campi comuni destinati alle inumazioni ordinarie decennali, le cui caratteristiche devono essere conformi a quanto dispone il D.P.R. 285/90; 4. Compatibilmente con le esigenze di detti campi, il cimitero può avere pure aree ed opere riservate a sepolture private, individuali, familiari e per collettività, ai sensi e nei limiti dell art. 90 e seguenti del D.P.R. 10 settembre 1990, n L'ammissione di salme, casse con resti mortali o ceneri di soggetti aventi diritto nei predetti cimiteri comunali è soggetta al pagamento della somma prevista in tariffa. ART. 23 BIS SERVIZIO SANITARIO DI NECROSCOPIA 1. È istituito, in accordo con l ASL competente per territorio, il servizio di guardia necroscopico e di osservazione tanatologica funzionante 24 ore su 24 compresi i festivi. 2. Detto servizio di guardia è fornito di elettrocardiografo in conformità alle disposizioni normative sull'accertamento della morte di cui al D.P.R. n. 285/1990. ART INUMAZIONE 1. Le sepolture per inumazione si definiscono comuni e hanno la durata di 10 anni dal giorno del seppellimento. 2. Esse sono soggette al pagamento della somma prevista in tariffa. ART CIPPO 1. Ogni fossa nei campi comuni di inumazione deve essere contraddistinta, salvo diversa soluzione prescelta dai privati a norma del successivo 2 comma, da un cippo, costituito da materiale resistente agli agenti atmosferici e portante un numero progressivo e sul quale verrà applicata una targhetta di materiale inalterabile con l indicazione del nome e cognome, data di nascita e di morte del defunto. 2. A richiesta dei privati, può essere autorizzata dal Comune l installazione, in sostituzione del cippo, di un copri tomba e/o di una lapide previo pagamento del corrispettivo in tariffa.

14 3. L installazione delle lapidi e dei copri tomba, la loro manutenzione e la conservazione dello stato di decoro, fanno carico interamente ai richiedenti o loro aventi causa. 4. In caso di incuria, abbandono o morte dei soggetti tenuti alla conservazione, il Comune provvede con le modalità ed i poteri di cui agli art. 63 e 99 del D.P.R. 10 settembre 1990, n ART TUMULAZIONE 1. Sono a tumulazione le sepolture di feretri, cassette resti o urne cinerarie in opere murarie loculi o cappelle o tombe - costruite dal Comune o dai concessionari di aree - laddove vi sia l intenzione di conservare per un periodo di tempo determinato o in perpetuo le spoglie mortali. 2. Le sepolture private, a sistema di tumulazione, sono oggetto di concessione secondo le modalità di cui agli articoli 44 e seguenti del presente regolamento. 3. L ubicazione, la misura delle aree, i diversi tipi di opere, le relative caratteristiche tecniche sono determinate in conformità alle norme edilizie e del D.P.R. 285/ Le tumulazioni di feretri, cassette con resti mortali, urne cinerarie sono sottoposte al pagamento delle rispettive somme previste in tariffa. ART. 27- DEPOSITO PROVVISORIO 1. La concessione provvisoria non è ammessa. ART. 28- TRASLAZIONI 1. Le traslazioni di feretri contenenti salme, in cappelle, tombe e loculi privati dopo 20 anni dalla tumulazione o 10 anni dall inumazione sono consentite in qualsiasi periodo dell anno e senza la presenza del sanitario ASL competente. 2. Le traslazioni di feretri contenenti salme, in cappelle, tombe e loculi privati, prima delle scadenze di cui al comma 1 del presente articolo, sono da considerarsi straordinarie e, pertanto, sono consentite previa autorizzazione ed alla presenza del sanitario dell ASL competente. 3. Tali operazioni dovranno essere eseguite esclusivamente dal personale addetto ai cimiteri comunali nel giorni ed ora stabiliti. 4. Sono consentiti, altresì, spostamenti in cappelle, tombe o loculi privati, di casse con resti mortali o urne cinerarie. 5. Tutti gli interventi di cui al presente articolo sono sottoposte al pagamento delle rispettive somme previste in tariffa. ART. 29- ESUMAZIONI ORDINARIE 1. Sono considerate esumazioni ordinarie: a. quelle eseguite alla scadenza di 10 anni dalla data di inumazione, se la sepoltura e avvenuta in campo comune, per far luogo ad altri seppellimenti; b. quelle relative a salme sepolte per un periodo di tempo superiore a 10 anni in campo comune. 2. Le esumazioni ordinarie si possono eseguire in qualunque periodo dell anno. 3. Le esumazioni straordinarie possono essere svolte solo nei mesi di ottobre e di maggio. 4. Il personale che esegue l esumazione stabilisce se un cadavere sia o meno mineralizzato. 5. I parenti o altre parti interessate, avvertiti del giorno e dell ora dell esumazione, potranno assistervi. 6. Qualora venga richiesta dai familiari o parti interessate la conservazione dei resti in celletta ossario o accantonamento in avelli, la traslazione e subordinata al pagamento della tariffa dovuta; negli altri casi le ossa rinvenute saranno raccolte e depositate nell ossario comune.

15 ART ESUMAZIONI STRAORDINARIE 1. L esumazione straordinaria delle salme inumate può essere eseguita prima del termine ordinario di scadenza, per provvedimento dell Autorità Giudiziaria o, a richiesta dei familiari e dietro l autorizzazione del Responsabile del Settore/Servizi cimiteriali, per trasferimento ad altra sepoltura dello stesso o in altro cimitero o per cremazione. 2. Le esumazioni straordinarie si possono effettuare solo nei periodi stabiliti dall art. 84 del D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 ( esclusione da maggio a settembre). 3. Quando è accertato che si tratta di salma di persona morta di malattia infettiva diffusiva, l esumazione straordinaria è eseguita a condizione che siano trascorsi almeno due anni dalla morte e che il Dirigente del Servizio di Igiene Pubblica dell Azienda Sanitaria Locale competente, sempre presente, dichiari che non sussista alcun pregiudizio per la pubblica salute. 4. Le esumazioni straordinarie sono eseguite alla presenza del Dirigente del Servizio di Igiene Pubblica dell Azienda Sanitaria Locale competente o di personale tecnico da lui delegato. ART ESTUMULAZIONI 1. Le estumulazioni si suddividono in ordinarie e straordinarie. a. Sono estumulazioni ordinarie quelle eseguite dopo una permanenza nel tumulo non inferiore ai 20 anni. b. Le estumulazioni straordinarie sono di due tipi: i. a richiesta dei familiari interessati, solo per tumulare la salma in altro loculo o dello stesso cimitero o di altro cimitero o per cremarla; ii. su ordine dell Autorità giudiziaria. 2. Entro il mese di settembre di ogni anno il Responsabile dell Ufficio competente cura la stesura dell elenco delle sepolture in scadenza nell anno successivo. Tale elenco sarà esposto nel cimitero in occasione della Commemorazione dei Defunti e, possibilmente, per tutto l anno successivo. 3. I feretri sono estumulati, secondo la programmazione dell attività cimiteriale o gli ordini di servizio, a cura degli operatori cimiteriali della società concessionaria, i quali devono possedere l idoneità dei corsi formativi di cui alla delibera di giunta Regione Campania, n. 963/2009 e precisamente: cod. 2801/16 per la formazione dell addetto alle operazioni cimiteriali e di sepoltura. 4. I familiari vengono avvisati del calendario delle operazioni, perché assistano, se lo ritengono. 5. I resti mortali sono raccoglibili in cassette di zinco da destinare a cellette ossario, loculi o tombe in concessione, previa domanda degli aventi diritto e corresponsione della tariffa. Se allo scadere di concessioni a tempo determinato non sussiste domanda, o non e stato provveduto al versamento della tariffa di collocazione di resti mortali, questi ultimi sono collocati in ossario comune. 6. Se il cadavere estumulato non è in condizioni di completa mineralizzazione e salvo che diversamente non disponga la domanda di estumulazione, esso è avviato per l inumazione in campo comune previa apertura della cassa di zinco o tumulato in avello avuto in concessione per la durata di 15 o 30 anni. 7. Il periodo di inumazione e fissato in relazione ai luoghi, con un minimo di cinque anni. Per persone decedute prima del , e possibile procedere alla cremazione dei resti, su parere favorevole del coniuge o, in mancanza, del parente più prossimo. 8. A richiesta degli interessati, qualora il processo di scheletrizzazione della salma non sia completato, il Responsabile del Servizio può autorizzare la ritumulazione del feretro, previa idonea sistemazione del cofano in legno e rifasciatura con apposito cassone di avvolgimento in zinco, a spese dei richiedenti. 9. In tal caso non si potrà procedere a nuova richiesta di estumulazione se non siano decorsi almeno 10 anni dalla precedente. 10. E vietato in ogni caso eseguire operazioni tendenti a ridurre le salme entro contenitori di misura inferiore a quella in cui furono deposte originariamente. ART. 32- ESUMAZIONI ED ESTUMULAZIONI PAGAMENTO 1. La esumazione ordinaria, qualora venga richiesta dai familiari la conservazione dei resti in ossarietto o in tomba privata, sia la relativa raccolta che la traslazione e subordinata al pagamento della somma indicata in tariffa. 2. Le estumulazioni, sia ordinarie che straordinarie, nonché le esumazioni straordinarie, sono sottoposte al pagamento della somma prevista dalla tariffa. Per quelle richieste dall autorità giudiziaria, si applica l art. 106 del R.D. 23 dicembre 1865,

16 n. 2704, e successive modificazioni trasmettendo al Cancelliere la fattura, comprensiva dei costi del personale, relativa alle operazioni svolte. 3. Le estumulazioni straordinarie, parimenti alle esumazioni straordinarie, sono sempre eseguite alla presenza del Dirigente del Servizio di igiene pubblica della ASL competente per territorio il quale accerterà se il feretro è in condizioni di essere trasportato o disporre per la sua sostituzione e se i resti rinvenuti sono completamente mineralizzati o meno, così come disposto dall art. 83 comma 3 del D.P.R. 285/ Le ossa raccolte nelle esumazioni e nelle estumulazioni sono depositate nell ossario comune, salvo sia richiesto il collocamento in sepoltura privata. Le stesse potranno essere collocate in avello già occupato da salma o da resti, previo pagamento della tariffa in vigore o, quando possibile, possono essere avviate ad impianto di cremazione e le ceneri risultanti collocate nel cinerario comune. ART OGGETTI DA RECUPERARE 1. Qualora nel corso dì esumazioni od estumulazioni si presume possano rinvenirsi oggetti preziosi o ricordi personali, gli aventi diritto possono darne avviso al Responsabile del Servizio al momento della richiesta dell operazione o, in ogni caso, prima che essa sia eseguita. 2. Gli oggetti richiesti e rinvenuti sono consegnati ai reclamanti e della consegna è redatto processo verbale in duplice esemplare, uno dei quali è consegnato al reclamante e l altro conservato tra gli atti dell Ufficio economato. 3. In caso di mancata richiesta da parte dei familiari, gli oggetti preziosi o i ricordi personali rinvenuti, in occasione d esumazioni od estumulazioni, devono essere consegnati al Responsabile del Servizio Economale, che provvederà a tenerli a disposizione degli aventi diritto per un periodo di 12 mesi. Qual ora non fossero reclamati, decorso il termine, potranno essere liberamente alienati dal Comune e il ricavato sarà destinato ad interventi di miglioramento degli impianti cimiteriali. ART DISPONIBILITÀ DEI MATERIALI 1. I materiali e le opere installate sulle sepolture comuni e private, al momento delle esumazioni o alla scadenza delle concessioni, se non reclamati entro 30 giorni dalla famiglia del concessionario o dei loro aventi causa, passano in proprietà del Comune, che può impiegarli in opere di miglioramento generale dei cimiteri o, altrimenti, alienarli. Le tombe possono essere nuovamente concesse. 2. Il ricavato delle alienazioni dovrà essere impiegato per interventi di miglioramento degli impianti cimiteriali. Su richiesta degli aventi diritto, il Responsabile del Servizio può autorizzare il reimpiego di materiali e d opere di loro proprietà, nel caso di cambiamento di sepoltura o in favore di sepoltura di parenti od affini entro il 2 grado, purché i materiali e le opere siano in buono stato di conservazione e rispondano ai requisiti prescritti per la nuova sepoltura in cui s intende utilizzarli. Le croci, le lapidi ed i copri tomba che rimangono a disposizione del Comune dopo l'esumazione ordinaria dai campi comuni, possono essere assegnate gratuitamente a persone bisognose che ne facciano richiesta per collocarle sulla sepoltura di qualche parente che ne sia sprovvisto, purché i materiali siano in buono stato di conservazione e rispondenti ai requisiti prescritti per la nuova sepoltura. Le opere aventi valore artistico o storico sono conservate dal Comune all interno del Cimitero o, all esterno, in altro luogo idoneo, salva la potestà degli aventi diritto entro il termine di cui al comma I rifiuti cimiteriali provenienti da esumazioni e/o estumulazioni o da altre attività cimiteriali devono essere smaltiti secondo stabilito dal D.P.R. 253/2003 e dal D.L.vo 152/2006. ART CREMATORIO 1. Sì da atto che il Comune non dispone d impianto di cremazione e, conseguentemente, per procedere alla cremazione, si avvarrà dell impianto funzionante più conveniente. 2. La cremazione e da considerarsi, ai sensi di legge, servizio pubblico oneroso, tranne nei casi di cui all art. 4, lettera g). 3. Le tariffe sono fissate dal Comune sede dell impianto, entro i limiti stabiliti dal D.M

17 ART MODALITÀ PER IL RILASCIO DELL AUTORIZZAZIONE ALLA CREMAZIONE 1. L autorizzazione alla cremazione e rilasciata del Settore/Servizi Cimiteriali del Comune di decesso, che la rilascia acquisito un certificato in carta libera del medico necroscopo da cui risulti escluso il sospetto di morte dovuta a reato o, in caso di morte improvvisa o sospetta segnalata all autorità giudiziaria con specifica indicazione che il cadavere può essere cremato. 2. L autorizzazione alla cremazione e concessa nel rispetto della volontà espressa dal defunto o dai suoi familiari, attraverso una delle modalità previste dall art. 3 della legge n. 130 e dalla L.R. 20/2006. ART URNE CINERARIE 1. Ciascun urna cineraria, deve contenere le ceneri di una sola salma, deve essere sigillata e portare all esterno l indicazione del nome e cognome del defunto, data di nascita e di morte. 2. A richiesta degli interessati e su concessione l urna è collocata nel cimitero in apposita nicchia, mensola, colombario, salvo sì disponga per la collocazione in sepoltura privata, o delle ceneri in cinerario comune o per la conservazione presso i familiari. 3. Spetta al Comune l approvazione preventiva delle tariffe per l uso dei colombari del comma 4. precedente, nel rispetto di quanto definito dal D.M ART. 37 BIS AFFIDAMENTO DELLE CENERI 1. Soggetto affidatario dell urna può essere qualunque persona, ente o associazione scelta liberamente dal defunto con le seguenti modalità: a. con disposizione testamentaria, tranne nei casi in cui i familiari presentino una dichiarazione autografa del defunto contraria alla cremazione fatta in data successiva a quella della disposizione testamentaria stessa; b. con iscrizione, certificata dal rappresentante legale, ad associazioni riconosciute che abbiano tra i propri fini statutari quello della cremazione dei cadaveri dei propri associati, tranne nei casi in cui i familiari presentino una dichiarazione autografa del defunto fatta in data successiva a quella dell'iscrizione all'associazione. L'iscrizione alle associazioni di cui al presente numero vale anche contro il parere dei familiari; c. in mancanza della disposizione testamentaria, o di qualsiasi altra espressione di volontà da parte del defunto, la volontà del coniuge o, in difetto, del parente più prossimo individuato ai sensi degli articoli 74, 75, 76 e 77 del codice civile e, in caso di concorrenza di più parenti dello stesso grado, della maggioranza assoluta di essi, manifestata all'ufficiale dello stato civile del comune di decesso o di residenza. Nel caso in cui la volontà sia stata manifestata all'ufficiale dello stato civile del comune di decesso, questi inoltra immediatamente il relativo processo verbale all'ufficiale dello stato civile del comune di ultima residenza del defunto; d. con volontà manifestata dai legali rappresentanti per i minori e per le persone interdette. 2. La consegna dell urna cineraria è effettuata previa sottoscrizione di un documento nel quale il soggetto affidatario dichiara la destinazione finale dell urna o delle ceneri; tale documento, conservato presso l impianto di cremazione e presso il comune in cui è avvenuto il decesso, costituisce documento di accompagnamento per il trasporto delle ceneri. 3. Il trasporto delle ceneri non è soggetto alle misure precauzionali igieniche previste per il trasporto delle salme, salvo diversa indicazione dell autorità sanitaria. 4. Il soggetto indicato dal defunto può rinunciare all affidamento dell urna. La rinuncia all affidamento deve risultare da dichiarazione resa all ufficiale dello stato civile che ha autorizzato la cremazione. In caso di affidamento a più soggetti, la rinuncia di un soggetto non implica anche la rinuncia degli altri affidatari. 5. In caso di rinuncia all affidamento e se non è stata effettuata la dispersione, le ceneri sono conservate nel cinerario comunale. ART DISPERSIONE DELLE CENERI 1. Il cinerario comune per la raccolta e la conservazione in perpetuo e collettiva delle ceneri provenienti dalla cremazione delle salme è localizzato all interno del cimitero comunale in area a ciò appositamente destinata dalla Giunta Comunale. 2. Nel rispetto della volontà del defunto, su richiesta e previa autorizzazione del il Responsabile del Settore/Servizio, oppure qualora i familiari del defunto non abbiano provveduto ad altra destinazione, dopo la cremazione le ceneri possono essere disperse:

18 a. all interno del cinerario comune per la raccolta e la conservazione in perpetuo e collettiva delle ceneri. b. in aree naturali appositamente individuate, nell ambito delle aree di propria pertinenza, dalla provincia e/o dalla regione; c. in aree private. 3. La dispersione è vietata nei centri abitati come definiti dall articolo 3, comma 1, numero 8, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n La dispersione in aree private, al di fuori dei centri abitati, deve avvenire all aperto con il consenso del proprietario e non può dare luogo ad attività aventi fini di lucro. 5. La dispersione in mare, nei laghi, nei fiumi ed altri corsi d acqua è consentita nei tratti liberi da natanti e manufatti ai sensi dell articolo 3, comma 1, lettera c), della legge 130/ La dispersione delle ceneri è eseguita dai soggetti, espressamente indicati dal defunto o, in mancanza, è eseguita dal coniuge o da altro familiare avente diritto, dall'esecutore testamentario o dal rappresentante legale dell'associazione riconosciuta, cui il defunto risultava iscritto, che abbia tra i propri fini statutari quello della cremazione dei cadaveri dei propri associati o, in mancanza, dal personale autorizzato dal comune. 7. L iscrizione del defunto ad associazione riconosciuta di cui al comma precedente va certificata dal rappresentante legale e vale anche contro il parere dei familiari, tranne nei casi in cui questi ultimi presentino una dichiarazione autografa del defunto fatta in data successiva a quella dell'iscrizione all'associazione. 8. Sono consentite forme rituali di commemorazione anche al momento della dispersione delle ceneri. 9. Per non perdere il senso comunitario della morte, nel caso di consegna dell urna cineraria al soggetto affidatario secondo le modalità di cui all art. 37bis del presente Regolamento, e nel caso di dispersione delle ceneri, è realizzata, su richiesta dell affidatario, nel cimitero comunale nel cinerario apposita targa, individuale o collettiva, che riporta i dati anagrafici del defunto. 10. Sul sito web istituzionale del Comune, in apposita sezione, sono pubblicate dettagliate informazioni sulla cremazione, sull affidamento delle ceneri e sulle modalità di dispersione o conservazione delle stesse, anche con riguardo agli aspetti economici. 11. Per la dispersione nei cimiteri il comune determina una tariffa, da corrispondere una tantum, entro la misura massima definita dal D.M ART. 38 BIS SALA DEL COMMIATO 1. La Giunta Comunale con propria deliberazione individua almeno una sala pubblica del commiato ed approva, contestualmente, il Regolamento di funzionamento ed uso delle Sale di Commiato e definisce annualmente le tariffe praticate. 2. La sala pubblica del commiato può essere individuata anche all interno di un comune limitrofo col quale, per l utilizzo, dovrà preventivamente stipularsi apposita convenzione. 3. La sala pubblica del commiato deve assicurare lo svolgimento di riti funebri nel rispetto della dignità, delle convinzioni religiose e culturali, della volontà del defunto e dei suoi familiari. 4. È, altresì, consentito a soggetti privati richiedere la costruzione e l esercizio di strutture del commiato sul territorio comunale allo Sportello Unico per le Attività Produttive. 5. L autorizzazione alla costruzione ed all esercizio di strutture di commiato private è rilasciata con delibera di Giunta Comunale previa istruttoria del Responsabile dello S.U.A.P.. 6. Anche le Sale di Commiato private dovranno attenersi al Regolamento di funzionamento ed uso delle Sale di Commiato ed alle tariffe comunali approvate. 7. Dal punto di vista strutturale la sala pubblica del commiato: a. deve disporre di spazi adeguati; b. deve consentire l entrata e l uscita autonoma della salma e senza interferenze rispetto al sistema generale dei percorsi interni della struttura; 8. La sala pubblica del commiato deve essere dotata di: a. locale preparazione personale; b. servizi igienici per il personale; c. servizi igienici per i parenti; d. sala per onoranze funebri al feretro.

19 9. La sala pubblica del commiato deve essere dotata di condizionamento ambientale che assicuri le seguenti condizioni igrometriche: a. Temperatura invernale o estiva non superiore ai 18 C in presenza di salme; b. Umidità relativa pari al 60% con tolleranza del +/- 5%; c. Numero di ricambi non inferiori a 15 volumi l ora. 10. La sala pubblica del commiato deve essere dotata di impianto di illuminazione di emergenza adeguato a consentire il deflusso senza pericoli per i parenti. 11. Gli strumenti urbanistici comunali potranno prevedere apposite aree pubbliche o private all interno delle quali consentire la realizzazione di Sale del Commiato. ART. 38 TER CIMITERI PER ANIMALI D AFFEZIONE 1. Gli strumenti urbanistici comunali potranno prevedere apposite aree pubbliche o private per la realizzazione di cimiteri per animali d affezione. 2. All interno dell area cimiteriale, con Deliberazione di Giunta Comunale, potrà essere destinata una specifica area destinata all'interramento di spoglie di animali d'affezione, quali carnivori domestici, uccelli da gabbia e da voliera, pesci e altri piccoli animati, a condizione che un apposito certificato veterinario escluda la presenza di malattie trasmissibili all'uomo o denunciabili. 3. È, altresì, consentito a soggetti privati richiedere al SUAP l autorizzazione alla costruzione ed all esercizio di cimiteri per animali d affezione sul territorio comunale nelle aree appositamente destinate dallo strumento urbanistico comunale su iniziativa privata. 4. L autorizzazione alla costruzione ed all esercizio di strutture di commiato private è rilasciata con delibera di Giunta Comunale previa istruttoria del Responsabile dello S.U.A.P. e subordinata alla sottoscrizione di un apposita convenzione. ART ORARIO 1. I cimiteri sono aperti al pubblico secondo l orario fissato dal Sindaco e pubblicato sul sito web istituzionale dell Ente. 2. Nei cimiteri, di norma, non si può entrare che a piedi. 3. E vietato l ingresso: a. A tutti coloro che sono accompagnati da cani o da altri animali; b. Alle persone in stato d ubriachezza, vestite in modo indecoroso o in condizioni comunque in contrasto con il carattere dei cimitero; c. A coloro che intendono svolgere all interno del cimitero attività di questua. 4. Per comprovati motivi e dietro presentazione di relazione medica, il Responsabile del Settore/Servizio può concedere il permesso di visitare tombe di familiari utilizzando veicoli adibiti a trasporto disabili (carrozzine). ART DIVIETI SPECIALI 1. Nel cimitero è vietato ogni atto o comportamento irriverente o incompatibile con la destinazione del luogo ed in specie: a. Fumare, tenere contegno chiassoso, cantare, parlare ad alta voce; b. Entrare con biciclette, motocicli o altri veicoli non autorizzati; c. Introdurre oggetti irriverenti; d. Rimuovere dalle tombe altrui fiori, piantine, ornamentazioni, lapidi; e. Gettare fiori appassiti o rifiuti fuori dagli appositi spazi o contenitori. f. Portare fuori dal cimitero qualsiasi oggetto, senza la preventiva autorizzazione; g. Danneggiare aiuole, alberi, scrivere sulle lapidi o sui muri; h. Disturbare in qualsiasi modo i visitatori (in specie con l offerta di servizi, d oggetti),distribuire indirizzi, volantini pubblicitari; i. Eseguire lavori, iscrizioni sulle tombe altrui, senza autorizzazione o richiesta dei concessionari; j. Turbare il libero svolgimento dei cortei, riti religiosi o commemorazioni d uso; k. Assistere da vicino all esumazione o estumulazione di salme da parte d estranei non accompagnati dai parenti del defunto o non preventivamente autorizzati. l. Qualsiasi attività commerciale;

20 m. Avvalersi di procacciatori o mediatori per l acquisizione di servizi funebri. 2. I divieti predetti, quando applicabili, si estendono alla zona immediatamente adiacente al cimitero, salvo non debitamente autorizzati. 3. Chiunque tenesse, nell interno dei cimiteri, un contegno scorretto o comunque offensivo verso il culto dei morti, o pronunciasse discorsi, frasi offensive del culto professato dai dolenti, sarà, dal personale, diffidato ad uscire immediatamente e, quando ne fosse il caso, consegnato agli agenti della forza pubblica o deferito all autorità giudiziaria. ART RITI FUNEBRI 1. Nell interno del cimitero è permessa la celebrazione di riti funebri, sia per il singolo defunto sia per la collettività dei defunti. 2. Per le celebrazioni che possono dar luogo a numeroso concorso di pubblico deve essere dato preventivo avviso al Responsabile del Settore /Servizio. ART EPIGRAFI, MONUMENTI, ORNAMENTI, SULLE TOMBE NEI CAMPI COMUNI 1. Sulle tombe nei campi comuni possono essere poste lapidi, croci, monumenti, ricordi, simboli, secondo le forme, le misure, il colore e i materiali autorizzati di volta in volta dal Responsabile dell ufficio tecnico in relazione al carattere del cimitero e all ordinanza del Sindaco che fissi i criteri generali. 2. Ogni epigrafe, o sua modifica od aggiunta, deve essere approvata dal Responsabile dell ufficio tecnico e contenere le generalità del defunto e le rituali espressioni brevi. A tal fine i familiari del defunto, o chi per essi devono presentare il testo delle epigrafi in duplice copia, unitamente al progetto, anche sommario, della lapide e delle opere. 3. Le epigrafi devono essere compilate in lingua italiana, sono permesse citazioni in altre lingue purché il testo presentato contenga la traduzione in italiano, salvo quanto previsto dalla legislazione in materia di plurilinguismo. 4. Vengono rimosse le epigrafi contenenti, anche soltanto in parte, scritte diverse da quelle autorizzate, o nelle quali figurino errori di scrittura o che abusivamente fossero state introdotte nel cimitero. ART FIORI E PIANTE ORNAMENTALI 1. Gli ornamenti di fiori freschi, non appena avvizziti, dovranno essere tolti a cura di chi li ha impiantati o deposti. Allorché i fiori e le piante ornamentali siano tenuti con deplorevole trascuratezza, cosi da rendere indecorosi i giardinetti o i tumuli, il personale comunale li farà togliere o sradicare, o vi provvederà direttamente, e curerà la loro distruzione. 2. In tutti i cimiteri, sarà effettuata periodica falciatura con successiva eliminazione delle erbe. 3. I rifiuti quali fiori secchi, corone, carte, ceri, e similari sono assimilabili ai rifiuti solidi urbani e come tali devono essere smaltiti; 4. materiali lapidei, rottami e materiale di risulta devono essere smaltiti secondo le norme vigenti di conferimento dei RS non assimilabili ai rifiuti solidi urbani. ART MATERIALI ORNAMENTALI 1. Dal cimitero saranno tolti d ufficio i monumenti, le lapidi, i copri tomba, ecc.., indecorosi o la cui manutenzione difetti al punto di rendere tali opere non confacenti allo scopo per il quale vennero collocate. 2. Si disporrà il ritiro o rimozione dalle tombe di tutti gli oggetti quali corone, vasi, piante, ecc.., che si estendono fuori dalle aree concesse o coprano epigrafi in modo da renderne impossibile la lettura, o che in qualunque forma non si addicano all estetica del cimitero o che, col tempo, siano divenuti indecorosi. 3. I provvedimenti d ufficio di cui al 1 comma saranno adottati previa diffida diretta ai concessionari interessati, se noti o pubblicati all ingresso dei Cimitero o all Albo comunale per un mese, perché siano ripristinate le condizioni di buona manutenzione e decoro. 4. Sulle lapidi, copritomba ed altre ornamentazioni funerarie e vietata l apposizione di inserzioni 5. pubblicitarie, ivi comprese le indicazioni relative alla denominazione o ragione sociale dell impresa che ha eseguito l opera o il servizio.

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