Piano Regolatore Cimiteriale

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1 Comune di Azzano S.Paolo (Bergamo) Piano Regolatore Cimiteriale Capitolo primo EVOLUZIONE DEI CONCETTI E DELLE TIPOLOGIE DI CIMITERO NEI SECOLI Premessa A premessa e corredo del Piano Regolatore Cimiteriale del Comune di Azzano S.Paolo, si ritiene fondamentale richiamare, anche se in forma schematica, quelli che sono stati i passaggi storico culturali fondamentali che hanno generato gli attuali modelli urbanistici ed architettonici delle cosiddette città dei morti. Etimologia La parola cimitero proviene dal tardo latino cimiterium, dal greco koimeterion propriamente luogo ove si va a dormire, derivato da koiman (d origine indoeuropea)1. L etimologia della parola è direttamente connessa alla concezione di uno spazio che troverà posto allato alla chiesa, dove si seppelliscono i morti 2 che deriva dalla parola latina Sepulchretum, a sua volta dal greco Coemeterium che significa dormitorio, luogo ove si riposa, poi adattato dagli antichi Cristiani al luogo della sepoltura. I luoghi di sepoltura nell antichità Iniziando dall epoca dominazione romana, osserviamo come presso i pagani fossero in uso tanto l inumazione quanto l incinerazione ; le sepolture erano poste fuori dalle mura delle città, preferibilmente lungo le strade maestre che attraversavano i poderi suburbani. Diverso fu il comportamento dei cristiani i quali ebbero, fin dalle loro origini, gran cura affinché i fedeli avessero sepoltura riservata, nettamente separata da quella dei pagani. Perciò fin dal periodo di Costantino, l area delle basiliche e le immediate vicinanze ospitarono una fitta rete di tombe scavate nella terra e più tardi sotto i portici annessi alle chiese, si allinearono i sarcofagi, i monumenti e le prime iscrizioni, naturalmente modesti o sontuosi a seconda dei personaggi cui erano destinati. I primi agglomerati sepolcrali cristiani vennero pertanto a formarsi accanto alle chiese aventi giurisdizione parrocchiale, ed ebbe così più concrete forme quella che era in embrione una norma derivante ancora dalle leggi romane. pag. 1

2 Verso il Rinascimento Fig. 1 - Pisa, Camposanto. Alzato, sezione e pianta semplificata (da Gaudet, Elément et theorie..., vol.iii) Il Camposanto di Pisa. E stato il primo modello architettonico per i cimiteri dell epoca moderna. Declamato nel 1788 da Quatremère de Quincy3 come modello da utilizzare per la costruzione dei nuovi cimiteri, il Camposanto di Pisa venne iniziato a costruire nel E costituito da una galleria rettangolare coperta, chiusa verso l esterno, ma aperta verso la corte centrale. Sotto la pavimentazione delle gallerie sono ordinate le sepolture dei cittadini distinti, mentre la corte è utilizzata come campo comune. Le sue caratteristiche, decisamente uniche per l epoca, suscitarono l interesse di molti architetti tardo settecenteschi perché in esse erano riassunti i contenuti di base dell idea di cimitero che si sviluppò a partire dagli anni ottanta del XVIII secolo, concetti che, sotto particolari aspetti possiamo ritenere ancora attuali. Il Camposanto di Pisa è un contenitore che consente ai cittadini di frequentare le tombe dei propri cari, dei personaggi illustri, ma anche di conoscere la storia patria attraverso i numerosi reperti in esso raccolti e custoditi e, infine, di visitare una raccolta di opere d arte. Oltre per la bellezza della sua architettura gotica, il Camposanto di Pisa divenne famoso anche per la prodigiosità attribuita alla terra contenuta nell impluvio, in quanto, come descrisse Michel de Montaigne4, questa terra trasportata dalla Palestina era capace, nel giro di ventiquattrore di ridurre i corpi seppelliti a semplici ossa ignude. pag. 2

3 Fig. 2 - Roma, pianta del cimitero di S.Spirito e della cappella del SS.Crocefisso architetto Ferdinando Fuga Cimitero di S.Spirito a Roma. L opera, che venne costruita non come opera pubblica urbana, ma ad uso esclusivo della struttura ospedaliera di S.Spirito in Sassia, con la sua struttura semplice ed estremamente funzionale anticipa tutte le rivendicazioni igieniste tardo-settecentesche. Con un recinto dalla composizione molto elegante, era dotato di una regolare disposizione di bocche alle quali corrispondevano altrettanti locali ipogei voltati nei quali venivano gettati i cadaveri poi ricoperti di calce viva. Il cimitero venne demolito il scorso secolo. pag. 3

4 I cimiteri nella Parigi del Settecento Fu perfettamente normale che i visitatori come Quatrèmere de Quincy e Michel de Montaigne si stupirono delle caratteristiche del Camposanto di Pisa in quanto, sino alla seconda metà del Settecento, la prassi di sepoltura dei morti fu quella di accoglierli all interno della cerchia urbana, senza preoccuparsi della divisione degli spazi ad essi destinati e di quelli in uso dei vivi. I luoghi di sepoltura erano le chiese, all interno delle quali trovavano riposo i personaggi illustri, e le aree adiacenti ad esse che venivano utilizzate come campi comuni. Uno dei più famosi e tipici cimiteri dell epoca fu senza dubbio quello dei Santi Innocenti di Parigi, posto nel centralissimo quartiere di Le Halles, la cui struttura era formata da un grande piazza a pianta rettangolare, con uno dei lati addossati alla chiesa e chiusa tutt intorno da gallerie perimetrali chiamate charnier. Fig. 3 - Parigi, Veduta degli charnier del cimitero degli Innocenti dopo la chiusura L impluvio centrale, per mezzo di veri e propri pozzi dove venivano stipati centinaia di cadaveri, serviva come campo comune mentre gli charnier accoglievano le sepolture più distinte, come i pavimenti e le navate delle chiese. La copertura delle gallerie laterali,...rialzata rispetto al piano di appoggio del solaio, permetteva la circolazione dell aria tra i resti umani e, soprattutto, la visione delle ossa che così sistemate componevano una sorte di memento mori in forma di fregio lungo la facciata interna dello charnier... 5, con funzione di messaggio legato alla funzione religiosa svolta dal luogo, destinato a risvegliare quotidianamente nell uomo ammonimenti spirituali ed avvertimenti inerenti il destino di tutti i mortali. Nonostante l aspetto macabro del luogo, il cimitero era vissuto come un qualsiasi spazio urbano pubblico parigino, luogo di incontri commerci e anche di prostituzione. Lo schema di Parigi tracciato sul piano di Gomboust (1652) mostra la moltitudine di cimiteri ancora esistenti a quel tempo. pag. 4

5 Fig. 4 - I principali cimiteri di Parigi : in bianco quelli intorno al 1650, quelli in nero intorno al 1810 Tuttavia, i terreni erano chiaramente insufficienti per le numerose inumazioni che richiedeva una popolazione molto spesso decimata dalle epidemie che colpivano nella Parigi di allora. La catasta di cadaveri in questi terreni intorno alle chiese era enorme e tutti questi cimiteri divennero altrettanti focolai di pestilenze tanto che il Parlamento, tempestato di lamentele, ordinò con Decreto del 12 marzo 1763 la soppressione dei cimiteri parrocchiali. A tale decisione contribuì in grande misura l abate Porée6 con le sue lettere di denuncia, primi documenti contenenti in forma organica una serie di indicazioni operative quali : la salubrità dell aria nelle chiese e nella città in generale, la cessazione del sistema di sepoltura in essere ed il trasferimento dei cimiteri fuori dalle città, tutte soluzioni che verranno adottate negli anni successivi. Ma anche il movimento illuminista con Voltaire, l abate Laugier e Pierre Patte che, come risultato di una generale riflessione critica della città ereditata dal passato, proposero di razionalizzarne le strutture, migliorarne l aspetto estetico e creare migliori condizioni igieniche di vita sotto il profilo igienico sanitario7. Venne così adottato un programma urbanistico di ampio respiro, che prevedeva la costruzione di otto grandi cimiteri suburbani. Lo status del cadavere cambiò radicalmente: venne sottratto alla cura dei vivi per essere consegnato all istituzione pubblica col fine di neutralizzarne la pericolosità. La commemorazione del rituale funebre rimase, per decreto, circoscritta alla commemorazione del defunto in chiesa e successivamente venne previsto che le spoglie venissero custodite in appositi locali, isolati dal resto della collettività, in attesa di essere trasportate al cimitero di destinazione. Nacque in questo modo un nuovo modello di cimitero, spoglio e disadorno, pulito, igienico, ben tenuto, ma privo di elementi che potevano individuare le singole sepolture - dove tra l altro venivano seppellite le salme ancora sovrapposte, come in precedenza - senza alcuna forma di arredo, ma anche completamente privo alberature in quanto si riteneva che le piante limitassero la libera circolazione dell aria. Questo modello spaventò non solo il popolo, per il timore che i defunti venissero abbandonati a se stessi, ma anche la Chiesa, che temette un minore esercizio spirituale causato dalla lontananza dei fedeli dalle tombe ed una possibile perdita di potere sui traffici che gravitavano attorno al culto dei morti. Il risultato fu la Déclaration Royale del 1776, un decreto che rese possibile la differenziazione tra fosse comuni e sepolture distinte con apposizione di lapidi o monumenti e che di conseguenza permise agli architetti, negli anni settanta del XVIII secolo, di elaborare nuove forme dello spazio cimiteriale, facilitati anche dall Accademia francese di Architettura che promosse una serie di concorsi su questo tema. Tra i più importanti ricordiamo i seguenti : pag. 5

6 Fig. 5 - L.-J. Desprez, progetto per un cimitero. Prospetto interno architetto Louis-Jean Desprez (vincitore del prix d emulation all Accadémie royale d Architecture) Primo esempio di architettura funeraria che propone un modello funzionale, ma anche di alta rappresentanza sociale. Di stilema neoclassico, è costituito da un elegante recinto concluso da gallerie monumentali con al centro un tempio a copertura piramidale. Fig. 6 - J.-D. Antoine, progetto di un cimitero. Pianta architetto Jacques-Denis Antoine Precursore in Francia dell utilizzo di alberature nei cimiteri, in linea coi principi del giardino formale settecentesco. Il progetto prevede l utilizzo di viali alberati, boschetti regolari, parterre e gallerie utilizzando una varietà consistente di essenze tra le quali il cipresso, il tasso, l alloro, il platano, il sicomoro ed il pioppo italico. La tesi è quella che, grazie al processo della fotosintesi clorofilliana gli alberi non sono più nemici dei luoghi di concentrazione umana, ma contribuiscono a purificarne l aria. pag. 6

7 Fig. 7 - Capron, progetto di cimitero a Parigi. Pianta e sezione sulla galleria circolare architetto Capron Progetto per un cimitero a Parigi. Scelta della pianta circolare esclusivamente per ragioni igienico-sanitarie in quanto, l assenza di angoli morti e di vegetazione, favorisce la libera circolazione dell aria, impedendo la formazione di sacche d aria stagnante che la medicina del tempo indicava come fonte di pericolo per la propagazione di malattie. La ripartizione delle aree avviene per anelli concentrici : il porticato esterno è destinato alle persone più importanti, l area centrale a campo comune, con tombe distribuite in funzione della piramide sociale. Fig. 8 - E.-L. Boulée, cenotafio di Isaac Newton. pag. 7

8 architetto Etienne-Louis Boullée Progetto del cenotafio di Isaac Newton. Idea utopista e rivoluzionaria che introduce nell arte funeraria le forme geometriche assolute. Fig. 9 C.N. Ledoux, cimitero della città ideale di Chaux architetto Claude-Nicolas Ledoux Cimitero della città ideale di Chaux. Pianta circolare formante un complesso su tre livelli che gravita attorno ad una enorme sfera cava posta al centro. I percorsi sotterranei attraversano a raggiera la città della morte, dirigendosi verso la grande cavità centrale, in una surreale dimensione catacombale. Fig P. Fontaine, progetto di cimitero architetto Pierre Fontaine Progetto di cimitero. Anche in questo progetto l uso della geometria elementare del cerchio crea una composizione assunta come espressione di un modello sociale. pag. 8

9 L influenza francese nell Italia e nella Spagna del Settecento Mentre il Camposanto trecentesco di Pisa rimane l esempio più frequentemente indicato dalle avanguardie culturali francesi come modello da proporre, a poca distanza dai primi provvedimenti parigini in materia di igiene e di sepolture, anche in Italia si diffondono le nuove idee anche grazie all allora noto Saggio di Scipione Piattoli del e costruire nuovi cimiteri secondo i nuovi canoni diventò la prassi. Fig Modena, pianta del cimitero di S.Cataldo Il cimitero di S.Cataldo a Modena. Risulta uno dei più fedeli esempi di applicazione delle prescrizioni igienico-sanitarie volute dalla classe medica : posizione extraurbana, alto recinto, fossato perimetrale costruito per meglio drenare il terreno, nessun albero e nessun decoro, 58 grandi camere sepolcrali ognuna capace di ospitare centinaia di salme, nessuna cappella. Il cimitero fu pensato esclusivamente solo come un deposito di cadaveri, senza spazi per il culto, come un isola completamente separata dall ambiente circostante. Fig B. Piernicoli, progetto di cimitero. Pianta e sezione architetto B. Piernicoli Progetto di cimitero. Esempio di progettazione ancora tipologicamente ancora legata ai caratteri pre-illuministi, ma funzionalmente adattata alle nuove esigenze igieniche. La corte utilizzata per fosse comuni, le cripte sotto l edificio e importanti sepolture addossate alla parete sotto i porticati a ricordo del precedente stato nelle chiese. pag. 9

10 Fig G. Piermarini, progetto per il Cimitero Unico di Milano a S,Gregorio fuori Porta Orientale architetto Giuseppe Piermarini Progetto per il cimitero unico di Milano a S.Gregorio fuori Porta Orientale. Il progetto, mai realizzato, era una rivisitazione in chiave laica ed igienista di un modello già sperimentato nel passato : il lazzaretto. Nel 1783 il Granducato di Toscana pubblica le Istruzioni per la formazione dei campisanti a sterro, che detta precise modalità esecutive per la definitiva chiusura dei cimiteri apud ecclesiam.9 Mentre tutti i decreti sino ora citati trovarono la loro fonte da movimenti laici, in Spagna ci fu un esempio di localizzazione secondo i nuovi concetti positivisti nata in seno alla struttura ecclesiastica grazie all apporto di... zelanti ed illuminati Vescovi..., come scrisse il Milizia10, che operarono con difficoltà contro gli antichi pregiudizi. L autore fu il Vescovo di Barcellona, José Climent y Avinent, che promosse la costruzione del primo cimitero spagnolo secondo le nuove concezioni urbanistiche. Posto a mezz ora di cammino dalla città, con un impianto molto essenziale, rimase inutilizzato sino alla sua ricostruzione avvenuta nel secolo successivo a causa della riluttanza degli abitanti di Barcellona ad abbandonare le proprie abitudini. Solo il 3 aprile 1787 il Re di Spagna, Carlo III, promulgò la real cédula, un editto per la costruzione dei cimiteri fuera del poblado. pag. 10

11 Fig Modena, pianta del cimitero di S.Cataldo il camposanto per la Cura di Tripalle. Venne realizzato secondo le norme contenute nelle Istruzioni del Granducato di Toscana del 1783 con uno schema planimetrico costituito da un recinto a pianta quadra, strada tangente, accesso centrale e lungo l asse principale la camera mortuaria sbordante dal recinto. Come in tutti i primi cimiteri settecenteschi, anche in questi non venne prevista la presenza di alberi che, secondo il pensiero degli uomini dei Lumi, non permettevano la libera circolazione dell aria compromettendone la purezza. Anche la Chiesa aveva sempre vietato la presenza di qualsiasi forma di vegetazione per timore che subentrassero forme di sfruttamento come il pascolo o la raccolta di frutti. pag. 11

12 I paesaggi commemorativi settecenteschi inglesi e la loro influenza nell Europa continentale Nel corso della prima metà del XVIII secolo in Inghilterra si manifesta una nuova cultura del paesaggio all interno del quale vengono ammessi anche valori legati all idea della morte, sia come sepolture vere e proprie, sia come elementi semplicemente commemorativi. Vennero progettati e realizzati alcuni interventi a scala paesaggistica che divennero presto famosi anche oltre frontiera. Fig Castle Howard. Pianta del parco commemorativo Alexander Pope e William Shenstone. Parco commemorativo di Castle Howard. La caratteristica di questo luogo, situato nella regione del North Yorkshire, è che fu la prima realizzazione di architetture funerarie all interno di un sistema a parco, quindi non in uno spazio circoscritto alle minime necessità delle opere commemorative. I conti di Carlise decisero di costruire al interno della loro tenuta privata di Castle Howard, di circa 500 ettari, una serie di monumenti commemorativi degli antenati. Gli ideatori, che erano due poeti, pensarono di tradurre materialmente le loro idee avvicinandosi al tema dei Campi Elisi descritti da Virgilio nell Eneide : il giardino diviene luogo di rifugio e serenità interiore, dove gli uomini valorosi trovano l ultimo riposo in un paesaggio aulico. pag. 12

13 Fig Stowe. Pianta del parco Elysian Fields di Stowe. Anticipando quelli che in futuro saranno i concetti del picturesque landscape, la famiglia Temple promosse la realizzazione di un parco con al suo interno un sistema di monumenti concepiti al fine di ricordare personaggi cari alla famiglia. Anch esso con riferimenti ai Campi Elisi virginiani, il parco contiene i due elementi fondamentali per la narrazione simbolica : la presenza dei grandi attraverso lapidi, busti e iscrizioni e l immagine della dimora felice costruito nella valletta tra boschi ombrosi e prati freschi di rivi 11. Fig Twikenham - Pianta del parco giardino di Alexander Pope a Twickenham. L intero complesso è costituito da un esigua area rettangolare suddivisa in modo progressivo da spazi asimmetrici. La materia viene manipolata per costruire un percorso fatto di grotte artificiali, boschetti, prati e piantate di cipressi sino ad arrivare al monumento per il quale venne costruito il parco: un obelisco eretto in commemorazione della madre giardino di William Shenstone a Leasowes. Tutte le risorse economiche vennero investite dal poeta per trasformare in landscape garden. la sua fattoria dello Warwickshire. pag. 13

14 Venne costruito un paesaggio agreste fatto di elementi evocativi in memoria di amici o grandi personaggi, viventi o del passato : piccoli obelischi, urne poste in angoli appartati, iscrizioni, sedili di pietra ed altro. Le opere di Pope e Shenstone costituirono le opere miliari per la divulgazione dei concetti del giardino all inglese. Fig Ermenonville. Pianta del parco parco di Ermenonville. Le esperienze inglesi del landscape garden influiscono sulla cultura dei letterati francesi, in particolare di Jean-Jacques Rousseau e del marchese René-Louis de Girarden. Quest ultimo, quando il primo morì, gli fece erigere un monumento funerario al centro di una delle isole che aveva fatto costruire nel lago del suo parco di Ermenonville, non lontano da Parigi. Fig Ermenonville. L isola dei pioppi con il monumento funerario di Rousseau. L evento diventò innovativo per questo motivo : il monumento, contrariamente a quello che era accaduto sino ad allora in Inghilterra, non fu solo commemorativo, ma un reale luogo di sepoltura. Questo omaggio a Rousseau venne ben descritto da Hirschfeld nel suo trattato come... trovarsi a Ermenonville di fronte ad un quadro dove il pensiero della morte è presente attraverso la serenità e la malinconia espresse dal paesaggio e non per la lugubre presenza del vecchio sistema di macabri simboli. 12 pag. 14

15 In quegli anni si sviluppò una grande bibliografia sul tema dei giardini, anche con riferimento alle questioni funerarie in quanto, queste ultime, dopo le rivoluzionarie ed anonime idee illuministe che avevano spaventato la società civile settecentesca, divennero un tema molto discusso che indirizzò le persone addirittura ad un vero e proprio culto dei cimiteri. Soprattutto Hirschfeld, nel suo secondo volume edito nel 1780, trattò il tema arrivando a delle tesi molto interessanti : solo un parco poteva essere, per l autore, la sede più appropriata per offrire sepoltura a tutti i cittadini (non solo i grandi personaggi o gli aristocratici come era stato in uso) conciliando al suo interno valori educativi, morali ed affettivi dove era compito della vegetazione suscitare i sentimenti appropriati per il luogo. Ad esempio gli alberi con toni cupi del fogliame come le conifere, avrebbero annunciato la presenza di uno spazio destinato alla morte ed i monumenti non avrebbero dovuto essere collocati isolatamente, ma immersi con arte nella vegetazione. Sempre per Herschfeld, i cimiteri, che avrebbero dovuto essere collocati fuori dalle città per motivi igienici e di spazio, avrebbero dovuto diventare luoghi di passeggiate per l uomo saggio e quindi di svago edificante, scuola per i cittadini di tutte le classi sociali e, infine, un giardino per accogliere manifestazioni di affetto personale. pag. 15

16 Il primo Ottocento francese Mentre nel resto d Europa si sviluppa la moda delle sepolture aristocratiche all interno dei parchi domestici, agli inizi dell ottocento, la cultura francese continua a sviluppare i temi del giardino pittoresco inglese, ma in senso critico. Fig Varsavia. Giardino romantico con sarcofago in riva allago nel parco del palazzo Wilanòw. Alexandre de Laborde, nella sua descrizione dei Noveaux jardins de la France fa capire come la tomba iniziò ad uscire dall isolamento eroico e colto dei paesaggi arcadici settecenteschi per diventare, con un vasto repertorio di immagini, modello per un cimitero paesistico pubblico.13 Criticando il mausoleo a Ermenonville per Rousseau ed quello realizzato a Maupertuis per l ammiraglio Coligny, egli invita a costruire i cimiteri in forma pubblica ed in luoghi extraurbani in modo che si possa garantire un decoroso e sicuro asilo a tutti i defunti. Fig Maupertuis. Il parco con il sarcofago e la piramide dell ammiraglio Coligny. De Laborde prefigurò anche un nuovo modo di intendere la sepoltura e lo spazio funerario : la tomba non era più la chiave di lettura di una scena pittoresca, ma diventava un giardino appartato dove accogliere, nel folto della vegetazione, i visitatori. Iniziò quindi in questo periodo, un opera di graduale sostituzione nei temi funerari di valori personali e familiari a quelli morali e filosofici settecenteschi. pag. 16

17 Fig Plessis-Chamant. La tomba del parco. Molto originale fu l idea di progetto dell architetto Pierre Giraud per il cimitero unico di Parigi. Fig P. Giraud. Champ de repos per la città di Parigi, Vengono eliminate le barriere illuministe, lo spazio diventa trasparente i modo da non interromperne la vista verso l esterno. Il cimitero è disegnato a pianta circolare, con una galleria perimetrale aperta, interrotta da quattro padiglioni corrispondenti alle quattro fasi della vita : l infanzia, la giovinezza, la maturità e la vecchiaia. Decisamente rivoluzionario il sistema di sepoltura previsto: unicamente mediante cremazione, tant è che al centro del cimitero svetta, a forma di piramide come solido evocante il rito funerario per eccellenza, il tempio per la cremazione. Giraud presentò anche un programma a dir poco sbalorditivo per risolvere il problema della decomposizione, il problema più grave col quale si debbono scontrare tutti coloro che affrontano il tema delle sepolture : secondo l architetto, l uomo può evitare gli inconvenienti della decomposizione ricorrendo a un procedimento chimico, già a quel tempo studiato dal chimico tedesco Joachim Becker nel , che consente di trasformare in vetro ciò che risulta dalla combustione dei suoi resti. Come passaggio successivo Giraud propose di tramutare le ossa vetrificate in placche e medaglioni commemorativi, mentre suggerì di realizzare, con gli scheletri non reclamati dai parenti del defunto, magnifiche colonne in vetro, destinate naturalmente alle gallerie del cimitero.15 pag. 17

18 Come pure nel contemporaneo progetto degli architetti Jacques Molinos e Jacques Cambry la cremazione venne scelta per il conseguente pratico vantaggio di contenere la richiesta di spazio e, al tempo stesso, di conservare nel tempo l impianto architettonico del cimitero. Fig J. Molinos. Champ de ripos per la città di Parigi. Il decreto napoleonico del 23 Pratile dell anno XII (12 giugno 1804) regolamentò in modo pressoché definitivo la creazione dei cimiteri tant è che numerose sue disposizioni sono ancora in vigore. L articolo 1 proibì di inumare nelle chiese e negli altri luoghi di culto, nella cinta della città e dei villaggi, l articolo 2 ordinò alle municipalità di comprare terreni per le sepolture a metri fuori dalle mura. Un secondo decreto del 1804 decise di sopprimere tutti i cimiteri di Parigi con quattro nuovi cimiteri periferici. Un terzo decreto del 1808 proibì di costruire o scavare pozzi a meno di 100 metri dai cimiteri. Con queste nuove regolamentazioni divenne diritto acquisito di tutti i cittadini avere una sepoltura individuale e con esso comparve per la prima volta anche il concetto di concessione, intesa come possibilità di acquisto oneroso di una porzione di terreno per l edificazione di un monumento commemorativo. L irrisolta questione della costruzione di nuovi cimiteri per Parigi, avuto così un supporto legislativo, trovò soluzione temporanea nella costruzione del cimitero di Pére-Lachaise. Era uno dei tre cimiteri previsti, quello ad est, mentre a nord venne previsto quello di Montmartre ed a sud quello detto della "Charité". pag. 18

19 Fig A.-T. Brongniart. Pianta del cimitero di Père-Lachaise. Fulcro del progetto dell architetto Brongniart è una piramide posta in sommità della collina di Mont-Louis, in asse alla quale, lungo un regolare viale alberato, viene collocato l ingresso. Come nel camposanto di Pisa vengono previste una serie di cappelle ad uso dei personaggi illustri lungo tutto il perimetro del cimitero, che, contrariamente ai progetti che l avevano preceduto, ha una forma irregolare. Il cimitero venne pensato come un parco pubblico dove una ricca vegetazione, unita alla morfologia irregolare del terreno, permise la creazione di numerosi angoli appartati e pittoreschi, altri con suggestivi affacci sulla città. I viali vennero creati come i boulevard e le promenade cittadini con filari di pioppi, tigli, acacie ed ippocastani, mentre vicino alle tombe vennero utilizzati cipressi, salici piangenti, fiori di ogni specie e rampicanti profumati. Il cimitero è oggi invaso in ogni spazio disponibile dalle cappelle private che dalla metà dell ottocento si iniziò a costruire. Fig Il cimitero di Pére-Lachaise ai nostri giorni. pag. 19

20 La legge di annessione a Parigi dei comuni suburbani del 26 giugno 1859, rese ancora più complesso il problema dei cimiteri in quanto le tre grandi necropoli sopra descritte vennero inglobate nella cerchia urbana e la crescita demografica pose di nuovo il problema del loro allontanamento. Il barone Georges-Eugéne Haussmann, l allora Prefetto della Senna che aveva già pesantemente modificato l urbanistica della capitale francese, fece elaborare da una commissione un progetto per la creazione di tre nuovi cimiteri suburbani : le aree vennero individuate a Méy-sur.Oise, Blanc-Mesnil e Wissous.16 Suscitando una incredibile indignazione nel popolo per il progetto di deportazione dei morti, egli decise di procedere alla realizzazione del cimitero di Méry-sur-Oise, a nord-ovest di Parigi, in quanto i terreni costavano poco ed erano molto sabbiosi quindi ottimi per la consunzione dei corpi. Per questa immensa necropoli di 2000 ettari vennero previste anche ferrovie speciali di collegamento col centro cittadino, ma l obiettivo principale di Haussmann fu quello di offrire ai suoi concittadini una perfetta uguaglianza davanti alla morte. pag. 20

21 L Ottocento italiano. Grazie ad una fertile produzione letteraria, gli stilemi del cimitero disegnato e realizzato come giardino pittoresco si diffondono in Italia all inizio dell Ottocento. Ercole Silva17, Ippolito Pindemonte18, Melchiorre Missirini19 ed altri, illustrarono diffusamente il gusto del giardino all inglese che, unito agli stili letterali contemporanei notturni e sepolcrali, contribuì alla diffusione della concezione estetica del paesaggio spesso associato all idea di morte. I primi progetti ottocenteschi rivisitano la forma circolare, mutuata dagli esempi francesi di Capron, Giraud e Molinos, motivandone la scelta per meglio aderire alle prescrizioni sanitarie che chiedevano l assenza di angoli morti acuti dove l aria contaminata dalle esalazioni avrebbe potuto ristagnare, ma anche come scelta filosofica di origine giacobina di trattazione della morte Fig G. Pistocchi. Cimitero per il comune di Faenza architetto G. Pistocchi Cimitero di Faenza. All interno della circonferenza i defunti vengono separati per sesso secondo l asse verticale (emiciclo destro ed emiciclo sinistro) e partendo dal centro vengono suddivisi secondo le quattro fasi della vita : fanciullezza, gioventù, virilità e vecchiezza. Il disegno riconduce all immagine cara alla cultura illuminista dell ouroboros, il serpente che percorrendo con il proprio corpo una circonferenza sino a mordere con la testa la propria coda, simboleggia l eternità. pag. 21

22 Fig L. Trezza. Progetto per il cimitero di Verona architetto Luigi Trezza Proposta di progetto per il cimitero di Verona. Trattasi di due recinti circolari concentrici che individuano una prima area, la più povera, verso l esterno ed una seconda più importante, corrispondente a quella centrale. L area interna è suddivisa in settori per inumazioni. Dello stesso periodo e impostazione sono i progetti di Alessandro Strabucchi per il camposanto di Piacenza e di Luigi Bellincioni per il cimitero comunale di Capannoli, in Toscana. Sempre agli inizi del secolo prende piede il fenomeno di acquisizione di organismi conventuali soppressi, situati in posizione decentrata rispetti agli abitati, e le conseguenti operazioni di modifica ed ampliamento. Fig Bologna. Cimitero della Certosa. Primi esempi furono quelli di Bologna nel 1801 e di Ferrara nel 1813 che decisero di adibire la Certosa a cimitero cittadino. pag. 22

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