COMUNE DI ALBAREDO D ADIGE Provincia di Verona

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1 STUDIO 1286 COMUNE DI ALBAREDO D ADIGE Provincia di Verona PROGETTO PRELIMINARE RELATIVO ALLA REALIZZAZIONE DI UN CREMATORIO PRESSO IL CIMITERO COMUNALE DI CORIANO NEL COMUNE DI ALBAREDO D ADIGE Allegato 02 - RELAZIONE TECNICA Revisione 1 marzo 2012 aggiornamento a seguito verbale di verifica del

2 RELAZIONE TECNICA a. Geologia Il territorio comunale, nel cui ambito risiede l area cimiteriale di Loc. Coriano di Albaredo d Adige, è situato in destra idrografica del F. Adige, in bassa pianura veronese, a quota di 21.5/ 21.8 m s.l.m. L ambito cimiteriale è ubicato all incrocio della S.P. n 19 Legnaghese tratto di Via Motta con Via Vegri. La zona alla quale appartiene l area cimiteriale si presenta pianeggiante, con quota media s.l.m. di 21.5 m. Il terreno all interno del cimitero è leggermente rialzato, per motivi idrogeologici, di circa 50 cm. I depositi litologici alluvionali di questa zona di medio-bassa pianura veronese, in relazione al vicino F. Adige, sono costituiti da sabbie medie e fini omogenee sia in senso verticale che orizzontale. Siamo a sud della fascia delle risorgive pertanto la falda freatica sub-superficiale è in relazione con acquiferi pseudo-artesiani nel sottosuolo e in comunicazione con il livello idrometrico del F. Adige, attraverso la medio/bassa permeabilità delle sabbie. La quota media della falda freatica è a 3.0 m di profondità. La direzione di deflusso sotterraneo avviene principalmente secondo direttrici N.N.O. S.S.E., con regime legato all andamento pluviometrico (piogge) e alle fasi di piena e di magra del F. Adige. Nei tre scavi di sondaggio geognostico eseguiti nel 1993 (Geol. Rizzotto) l emergenza di falda è avvenuta a profondità di 3.20 m, con franamento delle pareti di scavo per la scarsa coesione dei litotipi sabbiosi. L escursione massima di falda negli anni di rilievo è di 1,0 m, raggiungendo la quota massima di 2.50 m dal p.c. medio circostante il cimitero esistente. b. Geotecnica I terreni riscontrati durante l esecuzione dei tre scavi geognostici sono stati riconosciuti, cartografati e suddivisi in strati di competenza durante le operazioni di campagna: sulla base delle conoscenze acquisite direttamente in loco è stata ricostruita la colonna litostatigrafica che segue: 2

3 p.c./0,40 m, cotica agraria vegetale limosa e sabbiosa 0,4/3,00 m, sabbia fine e media quarzosa di colore grigio ocra, angolo d atrito caratteristico Ø k=30, densità media Dr= 40, peso di volume γ=1,8 t/mc, modulo di elasticità E = 300 Kg/ cmq. La permeabilità del terreno investigato è stata stimata dell ordine di K= 10 4 m/s, valore considerato medio/discreto. c. Sismica Secondo la O.P.C.M del , il Comune di ALBAREDO D ADIGE è classificato in Zona 3 caratterizzata da valori di accelerazione di picco orizzontale del suolo (ag), con probabilità di superamento del 10% in 50 anni: valore dello spettro di risposta elastico da utilizzare ag/g = 0,15 Ai sensi della successiva O.P.C.M del , secondo la nuova mappa di pericolosità sismica del Territorio Nazionale, in questa zona del Comune di ALBAREDO D ADIGE (Coordinate 45,454 Lat. Nord, Long. Est 11,617 ), il valore di ag risulterebbe pari a 0.101, leggermente migliorativo rispetto a quanto previsto dalla precedente O.P.C.M nella quale, per i Comuni in Zona 3, ag da utilizzare è La Categoria Topografica è T1 (terreno pianeggiante), la classe d uso delle strutture ha coefficiente 1.00, la vita utile è di 50 anni. Sulla base dei dati ricavati dalle indagini geologiche, anche profonde (ponti, pozzi), l'opera insiste su un sottosuolo categoria C, che, secondo l ultima definizione data nel Cap del D.M , Tabella 3.2.II: Esclusione categorie aggiuntive di sottosuolo S1 e S2 Le indagini penetrometriche profonde condotte in zone adiacenti indicano che sono assenti la suscettibilità dei terreni di fondazione a: sensitività: i terreni non sono molli, bassa consistenza o torbosi (categoria S1), liquefazione (categoria S2), ossia alla diminuzione di resistenza al taglio del terreno saturo non coesivo durante lo scuotimento sismico, dato che i terreni saturi d acqua (prof. > di 1,5 m) sono sabbiosi abbastanza addensati, oppure misti a limi e argille. d. Studio preliminare di inserimento urbanistico e vincoli L area oggetto di intervento ricade in zona F2 di seguito descritta: Art. 43- Zona F2: AREE PER ATTREZZATURE DI INTERESSE COMUNE 1. Sono parti del territorio comunale destinate ad ospitare attrezzature pubbliche o di pubblico interesse: culturali, sociali, ricreative, sanitarie, civiche, assistenziali e religiose, uffici pubblici, impianti sportivi e fabbricati per centrali telefoniche. 2. La realizzazione delle opere ammesse in tali zone deve formare oggetto di particolare studio per divenire elemento quantificante del tessuto urbano. In sede di progettazione si dovrà tener conto dei collegamenti pedonali 3

4 e dell ubicazione dei Parcheggi. 3. L attuazione in dette aree avviene per interventi diretti secondo i parametri stereometrici sotto riportati. L Amministrazione Comunale potrà assoggettare l attuazione a Piano Particolareggiato qualora ritenuto opportuno in considerazione delle caratteristiche e della collocazione di particolare interesse degli ambiti oggetti di intervento. 4. Sono ammesse le abitazioni per il personale di custodia. 5. Per l attuazione di queste zone si prescrivono le seguenti norme: - Densità edilizia fondiaria: non deve superare i 2,00 mc./mq.. - Indice di copertura: non deve superare il 50% della superficie fondiaria. - Numero dei piani: non deve essere superiore a 2 fuori terra oltre all eventuale piano seminterrato. - Altezza massima: non può superare i 8,50 mt. - Distanza minima dai confini: non può essere inferiore a 5,00 mt.. - Distanza dal ciglio stradale: non può essere inferiore a 5,00 ml. per strade di larghezza inferiore a ml. 7,00; a ml. 7,50 per strade di larghezza compresa tra ml. 7,00 e ml. 15,00; ml. 10,00 per strade di larghezza superiore a ml. 15,00. - Distanza tra fabbricati o corpi di fabbrica: non inferiore a 10,00 mt.;. 6. Per interventi attuati direttamente dagli Enti Pubblici è ammessa la deroga agli indici stereometrici sopra riportati con la procedura prevista all art. 80 della L.R. n 61/ Prescrizione speciale per zona F2/4: le attività a servizi da insediare nel comparto si svilupperanno con una volumetria massima pari a mc. previa esecuzione di Piano di Caratterizzazione sull intera area. 4

5 estratto da P.R.G. vigente, scala 1:5000 e. Archeologia L area in oggetto non è sottoposta a interesse archeologico, pertanto non è sottoposta a vincolo. f. Interferenze Il progetto si inserisce in un ambiente libero da manufatti o reti tecnologiche e/o di sottoservizi. Dal punto di vista ambientale non crea ostruzioni visive e pertanto non è di impatto sul paesaggio. 5

6 g. piano di gestione delle materie con ipotesi di soluzione delle esigenze di cave e discariche I materiali di risulta degli scavi per la costruzione delle fondazioni saranno riutilizzati in parte sul luogo per il ripristino delle aree esterne, e in parte trasportato in discarica con le necessarie concessioni. h. Espropri La proprietà dell amministrazione comprende il mappale 343 del foglio 27 ed il mappale 685 del foglio 32. E previsto un esproprio di circa 405 mq sul mappale 340 del foglio 27 che costerà ,00. i. architettura e funzionalità dell intervento Il nuovo complesso edilizio originato dalla costruzione del forno crematorio (centro di cremazione) si innesta funzionalmente sul lato sud-ovest dell attuale area Cimiteriale di Coriano ed occupa una superficie in pianta di circa 550 mq, ovvero insiste su un rettangolo di circa 25,00 x 22,00 mt., che si appoggia per due lati al cimitero esistente per un altezza massima di 8,50 mt. La realizzazione del forno crematorio a ridosso del cimitero di Coriano permette di sfruttare molteplici fattori che caratterizzano l area: - La dotazione di parcheggi e sottoservizi; - il collegamento alle vie principali di transito, S.P. n.19 Legnaghese ; la lontananza rispetto ai centri abitati di Albaredo, Coriano e Michellorie; area non soggetta a vincoli paesaggistici, idrogeologici e archeologici; Il sito ricade in zona F2 (aree per attrezzature di interesse comune), per tanto risulta compatibile con la destinazione d uso, ed può essere realizzato in base all art. 43 del PRG Vigente. Per consentire un adeguato transito dei mezzi e la realizzazione di un nuovo parcheggio è previsto dal progetto l allargamento del terreno di proprietà dell amministrazione andando a recuperare, con esproprio o altro tipo di accordo con i privati, una porzione di terreno pari a circa mq 405,00. Il centro di cremazione è costituito da un forno crematorio, corredato di servizi, locali accessori, impianti, arredi. L'esatta ubicazione degli interventi, l'individuazione dei locali di gestione ed il loro utilizzo, sono contenuti negli elaborati progettuali. Tutte le aree funzionali sono state distribuite al piano terreno, sia per limitare i costi di costruzione che per assecondarne la futura gestione, nonché per favorire il superamento delle barriere architettoniche. Il progetto prevede la realizzazione di un edificio che dovrà espletare una duplice funzione: quella tecnica legata alla cremazione in sé con le problematiche legate ad essa, e quella di accoglienza e commiato delle salme e dei parenti In linea di massima la distinzione, per aree funzionali, è la seguente: - l ingresso principale è collocato sul lato ovest, limitrofo alla strada perimetrale che 6

7 costeggia il Cimitero di Coriano, strada che, insieme al fossato sarà adeguatamente ridisegnata ed asfaltata; - Nell atrio trovano spazio la reception, la segreteria, la sala di attesa e i servizi igienici. - Nella parte dedicata al pubblico trovano spazio quattro sale di commiato, adeguatamente allestite ed arredate per la funzione a cui sono predisposte. - All interno ci sarà un vano tecnico, un deposito e lo spogliatoio con wc per gli addetti. Ci sarà poi la sala per il deposito delle salme con le apposite celle frigorifere. Il locale cremazioni avrà in un primo momento un forno con la possibilità di aumentarne il numero. - Al piano superiore si accederà, tramite una scala interna, al locale filtri di pertinenza dei forni crematori, ad un locale tecnico e al tetto dove saranno alloggiati gli eventuali motori degli impianti di climatizzazione. I materiali caratterizzanti l aspetto esterno del nuovo fabbricato saranno costituiti da muratura tradizionale intonacata al civile o rivestita con materiali idonei al contesto (ad es. legno) anche dal punto di vista cromatico. Le strutture portanti saranno in conglomerato cementizio armato. I serramenti saranno in alluminio preverniciato per limitare, nel tempo, la operazioni di manutenzione. Le strutture di copertura saranno realizzate con materiali opachi e trasparenti ( lucernari). Le pareti interne saranno adeguatamente rifinite con intonaco al civile e tinteggiatura ovvero idonei rivestimenti. I servizio igienici, i numero adeguato, accessibili, avranno dotazione idonea di sanitari e di arredi accessori, pavimenti e rivestimenti ( sino all altezza di metri 2,00) in grès fine porcellanato con buona resistenza all usura ed adeguate caratteristiche antiscivolo, tali da agevolare le operazioni di pulizia. La messa in opera dei materiali e degli impianti, completa di ogni categoria di lavoro necessaria alla perfetta installazione, deve rispettare integralmente le prescrizioni progettuali, le disposizioni della Direzione Lavori e della normativa vigente in materia. Gli spazi residuali dell ampia area circoscritta dal nuovo muro di delimitazione (altezza minima metri 2,50, dotato di aperture per accesso carraio, chiuse da cancelli in ferro verniciato preferibilmente schermati, con ampiezza minima metri 4 a due battenti, di disegno analogo agli esistenti) saranno sistemate secondo le indicazioni dell elaborato grafico, a prato (sempre tagliato a raso, manutenzione ordinaria a carico del concessionario, per un numero minimo di 10 tagli/anno, pulizia generale, raccolta foglie) e con ghiaia (di pezzatura piccola, colore grigio scuro) posata su idoneo sottofondo per fondazioni stradali. Il muro perimetrale dovrà essere realizzato con impiego di intonaco. L edificio dovrà rispondere alla normativa vigente per i luoghi pubblici, il superamento delle barriere architettoniche (L.13/89 e succ.), la progettazione degli impianti ( L. 46/90), il risparmio energetico ( L. 10/91), la sicurezza antisismica (D.M. 14/01/08 m.t.c.), la sicurezza sul lavoro ( riforma Biagi), la prevenzione degli incendi (rif. D.M. 16/02/82 ). Dati tecnici di progetto: Densità edilizia fondiaria 2,00 mc/mq Superficie fondiaria rilevata mq 4580 Volume realizzabile mq 4580 x 2 = 9160 mc 7

8 Superficie coperta edifici esistenti mq 600 Indice di copertura esistente 13 % Superficie coperta ampliamento mq 500 Indice di copertura totale (ampliamento + esistente) 24% < 50% Volume edifici esistenti 3300 mc Volume ampliamento 3000 mc Volume totale 6300mc < 9160mc j. strutture ed opere d arte Le strutture portanti saranno in conglomerato cementizio armato. k. impianti e sicurezza L impianto di cremazione deve garantire i seguenti requisiti, che devono esse posseduti dall insieme ambientale costituito dall edificio nel suo complesso e dagli impianti, nonché da ogni parte del corpo edilizio che lo riguarda. In ogni caso varranno, quali limiti minimi di accettabilità delle prestazioni, forniture ed opere compiute, i limiti e le prescrizioni delle specifiche normative di legge vigenti ed applicabili alle opere in appalto. Requisiti di sicurezza Attendono l incolumità delle persone che operano nell edificio per il funzionamento dell impianto e del pubblico che frequenta l edificio nonché la conservazione e la durata dell immobile e degli impianti con le seguenti sottoclassi: Sicurezza di funzionamento e di impiego con particolare riguardo all impianto e alle apparecchiature aventi caratteristiche di potenziale pericolosità (caldaie, impianti a gas,ecc.). Resistenza al fuoco e difesa dagli incendi con riguardo all impiego di materiali che impediscano il diffondersi delle fiamme, agli apparecchi di estinzione, alle precauzioni da adottare per il deposito di sostanze combustibili ed infiammabili. Protezione da eventi accidentali interni con riguardo ai provvedimenti da adottare per evitare il verificarsi di tali eventi o per limitarne il danno qualora si verifichino caduta di persone, avvelenamento o incendi od esplosioni da gas, ecc. Protezione da eventi accidentali esterni: valgono considerazioni analoghe al punto precedente (correnti vaganti, scariche atmosferiche, ecc.). Requisiti ambientali Riguardano la proprietà che l impianto e l edificio devono possedere, con particolare riguardo alle emissioni in atmosfera, da contenere entro i limiti ammessi dalle vigenti norme vigenti. Dovrà essere assicurata la totale assenza di odori sgradevoli e nauseabondi. Relativamente alle emissioni in atmosfera, saranno da considerare i valori limite e le prescrizioni contenute nel provvedimento autorizzativo provinciale, sia su base oraria sia nelle più gravose condizioni di esercizio. 8

9 Requisiti acustici Silenziosità di funzionamento durante tutto il processo di cremazione; limitazione del livello di rumore e di vibrazioni emesso nell ambiente sia esterno che interno; tali livelli dovranno essere contenuti entro i limiti fissati dalle normative vigenti con particolare riguardo ai livelli di esposizione del personale addetto e del pubblico e per ottenere l adeguato comfort nella sala cerimonie. Requisiti d uso Riguardano le proprietà che l impianto e l edificio devono possedere in relazione all uso che ne viene fatto, con le seguenti sottoclassi e specificazioni: Requisiti dimensionali morfologici e di funzionalità: - capacità di effettuare la cremazione di almeno cinque cicli di cremazione al giorno (con un tempo di cremazione non superiore a 90 minuti) in un turno lavorativo di otto ore (per peso complessivo di 150 Kg/cad) compreso il periodo di preriscaldamento, raccolta delle ceneri, introduzione della salma, cremazione, per giorni annui di esercizio 220 minimo; - dimensioni di ingombro tali da garantire gli spazi necessari per la manutenzione; - capacità di calcinare le ceneri in maniera completa, senza residui organici; - compatibilità con le caratteristiche architettoniche dell edificio e con le esigenze estetiche del sito; - facilità ed immediatezza d uso con operazioni manuali limitate in quanto il processo termico viene completamente automatizzato e gestito da PLC. Requisiti di nettezza: - attitudine alla facile pulizia; - attitudine a non accumulare scorie; - attitudine a non liberare prodotti sporcanti, inquinati o nocivi; - attitudine a non generare odori molesti; - in generale garanzia di decoro nel corso dell intero processo di cremazione e massima sicurezza di igiene in tutte le sue fasi (dall introduzione della salma al prelievo delle ceneri). Requisiti d affidabilità/stabilità: - limiti di deformazione per cause termiche - mantenimento dei parametri qualitativi di funzionamento mantenimento dei limiti delle emissioni in atmosfera. Requisiti di gestione e manutenzione/ gestione e conduzione: - economicità e razionalità di gestione; - facilità ed economicità di approvvigionamento materiali di consumo ed energia efficienti; - consumi di energia primaria contenuti, con elevata efficienza di combustione; Requisiti di manutenzione ordinaria: - facilità ed economicità di reperimento del ricambio di parti soggette ad usura; - facilità ed economicità delle operazioni di normale manutenzione e riparazione. Altre prestazioni da garantire: raccolta delle ceneri individuali; 9

10 garanzia 24 mesi dal collaudo con esito positivo dell impianto. Indicativamente l impianto sarà di tipo monoblocco a gas metano, con camera di postcombustione e impianto di depurazione e filtrazione dei fumi; dovrà rispondere alle disposizioni vigenti per l incenerimento dei rifiuti non pericolosi e alle emissioni in atmosfera secondo il disposto D. Lgs. 152/2006. La linea di cremazione risulterà essere sinteticamente costituita dai seguenti componenti: a. Carica feretri, per il posizionamento a livello e l introduzione del feretro nella camera di cremazione. b. Camera di cremazione interamente in refrattario a suola calda di cremazione sagomata e sistema di distribuzione dell aria comburente su più livelli. c. Camera di postcombustione dei fumi predisposta e dimensionata ai fini dell efficace trattamento termico ad alta temperatura dei gas derivanti del processo prima del loro avvio alla depurazione chimico - fisica. d. Scambiatore di calore fumi aria, necessario per ottenere l abbassamento della temperatura dei fumi dal valore con cui questi escono dal postcombustore termico fino a quello compatibile con il buon funzionamento del filtro a maniche. e. Sistema di dosaggio e di iniezione dei reagenti (normalmente costituiti da una miscela di bicarbonato di sodio e di carboni attivi) necessari per conseguire l abbattimento delle componenti acide e dei microinquinanti presenti nei fumi. f. Filtro a maniche per il completamento delle reazioni di neutralizzazione e di assorbimento degli inquinanti sopra richiamati e per l abbattimento del materiale particellare sospeso nel flusso dei gas prima della sua emissione in atmosfera. g. Aspiratore finale dei fumi e camino di processo. h. Quadro elettrico e consolle di comando. i. Strumentazione di monitoraggio inquinanti al camino di processo. j. Polverizzatore delle ceneri. L impianto di che trattasi si caratterizza dal punto di vista ambientale per produrre le seguenti forme di emissione: _ Emissione di reflui solidi, rappresentati in massima parte dai residui della depurazione dei fumi (reagenti esausti e polveri). _ Emissione di reflui gassosi, rappresentati dai fumi espulsi in atmosfera attraverso il camino di processo. _ Emissione di rumore, dovute al funzionamento dei diversi organi in movimento presenti sull impianto. alcune norme tecniche fondamentali da applicare: Regolamento Polizia Mortuaria D.P.R. n. 285 del Circolare Ministero Sanità n. 24 del D.Lgs 163/2006 e ss.mm.ii Norme tecniche Costruzioni D.M e Circolare n 617 del l. Idrologia 10

11 Le strutture previste, platea sub-superficiale, non interferiscono direttamente con la falda, tuttavia la eventuale risalita capillare dalle sabbie bagnate consigliano una protezione adeguata per l impermeabilizzazione idraulica, appunto sotto la platea. Si dichiara la propensione geologica e idrogeologica del sito alle opere di fondazioni ed edilizie prevedibili per l ampliamento tecnologico ed edilizio in progettazione preliminare con la prescrizione di non eseguire scavi più profondi di 1.5 m se non con misure di sostegno dei fronti di scavo e adeguato aggottamento preventivo della falda. Sconsigliato la costruzione di interrati per la modesta soggiacenza di falda e presenza di sabbie franose a scavo aperto, nonché per l interferenza con le piene idrauliche del F. Adige. Il Progetto Preliminare per l Ampliamento Tecnologico del Cimitero di Coriano in Comune di Albaredo d Adige (VR), sotto il profilo geologico e Idrogeologico è conforme alle tutele e prescrizioni previste dalla Legislazione Tecnica e Sanitaria in quanto vengono evitati scavi profondi che interferirebbero appunto con la falda stessa, non sono necessari wellpoint, neppure scarichi di acque reflue. m. Idraulica Il progetto non prevede di modificare il sistema idrico esistente, il fosso che corre lungo la strada carrabile di accesso rimarrà allo stato attuale. Nel corso dei lavori il concessionario dovrà tenere conto dei sotto servizi esistenti e, se necessario, deviare le canalizzazioni di qualsiasi tipo che possano interferire con l'area di cantiere e garantire, durante l esecuzione dei lavori e dopo l ultimazione degli stessi, il regolare deflusso delle acque superficiali e dei reflui. n. strutture le strutture dell opera saranno costruite ai sensi della normativa vigente. o. traffico il traffico non viene intaccato con la realizzazione dell opera, in quanto la messa in funzione dell impianto va a caricare in modo irrisorio la rete stradale locale. IL TECNICO INCARICATO LA DITTA PROMOTRICE Arch. Nicola Ziggiotto NicoliniGestioni srl 11

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