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1 Il Rischio Biologico Relatore Dr. Mattia Gargano

2 Cosa è il Rischio Biologico? E la possibilità di contrarre durante l espletamento della propria attività lavorativa: INFEZIONI (penetrazione e la moltiplicazione di microrganismi (virus, batteri, miceti, protozoi, metazoi) in un macrorganismo (pianta, animale, uomo). L'infezione è la premessa per una malattia infettiva 1. INFEZIONI 2. INTOSSICAZIONI INTOSSICAZIONI (processo patologico caratterizzato da segni clinici e da sintomi causati da una sostanza di origine esogena o endogena)

3 DEFINIZIONI AGENTE BIOLOGICO: qualsiasi microrganismo anche se geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni; MICROORGANISMO: qualsiasi entità microbiologica, cellulare o meno, in grado di riprodursi o trasferire materiale genetico; COLTURA CELLULARE: il risultato della crescita in vitro di cellule derivate da organismi pluricellulari.

4 Riferimenti normativi D.Lgs 81/08

5 Classificazione degli agenti biologici Gruppo 1 - un agente che presenta poche probabilità di causare malattie in soggetti umani Gruppo 2 - un agente che può causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori; è poco probabile che si propaghi nella comunità; sono di norma disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche

6 Gruppo 3 - un agente che può causare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori; l'agente biologico può propagarsi nella comunità, ma di norma sono disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche Gruppo 4 - un agente biologico che può provocare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori e può presentare un elevato rischio di propagazione nella comunità; non sono disponibili, di norma, efficaci misure profilattiche o terapeutiche NOTA Nel caso in cui l'agente biologico oggetto di classificazione non può essere attribuito in modo inequivocabile a uno fra i gruppi sopraindicati, esso va classificato nel gruppo di rischio più elevato tra le due possibilità.

7 OBBLIGO DI COMUNICAZIONE Il datore di lavoro che intende esercitare attività che comportano uso di agenti biologici dei gruppi 2 o 3, comunica all'organo di vigilanza territorialmente competente le seguenti informazioni, almeno 30 giorni prima dell'inizio dei lavori: a) il nome e l'indirizzo dell'azienda e il suo titolare; b) il Documento di Valutazione del Rischio.

8 OBBLIGO DI COMUNICAZIONE Il datore di lavoro invia una nuova comunicazione ogni qualvolta si verificano nelle lavorazioni mutamenti che comportano una variazione significativa del rischio per la salute sul posto di lavoro, o, comunque, ogni qualvolta si intende utilizzare un nuovo agente classificato dal datore di lavoro in via provvisoria.

9 AUTORIZZAZIONE Il datore di lavoro che intende utilizzare, nell'esercizio della propria attività, un agente biologico del gruppo 4 deve munirsi di autorizzazione del Ministero della sanità. La richiesta di autorizzazione è corredata da: a) le informazioni di cui prima; b) l'elenco degli agenti che si intende utilizzare.

10 LA VALUTAZIONE PRELIMINARE La Valutazione del Rischio deve tener conto: 1. Della classificazione degli agenti biologici che si utilizzano 2. Dell'informazione sulle malattie che possono essere contratte 3. Dei potenziali effetti allergici e tossici 4. Della conoscenza di una patologia della quale sia affetto un lavoratore, che è da porre in correlazione diretta all'attività lavorativa svolta 5. Delle eventuali ulteriori situazioni rese note dall'autorità sanitaria competente che possono influire sul rischio 6. Del sinergismo dei diversi gruppi di agenti biologici utilizzati 7. Di tutti gli eventuali mutamenti delle procedure di lavoro

11 Se la valutazione evidenzia la presenza di un rischio biologico? Evitare l'utilizzazione di agenti biologici nocivi, se il tipo di attività lavorativa lo consente Limitare al minimo i lavoratori esposti, o potenzialmente esposti, al rischio di agenti biologici Progettare adeguatamente i processi lavorativi Adotta misure collettive di protezione ovvero misure di protezione individuali qualora non sia possibile evitare altrimenti l'esposizione Adotta misure igieniche per prevenire e ridurre al minimo la propagazione accidentale di un agente biologico fuori dal luogo di lavoro INFORMAZIONE, FORMAZIONE E PROCEDURE DI EMERGENZA

12 Le principali misure igieniche I lavoratori devono disporre di servizi sanitari adeguati provvisti di docce con acqua calda e fredda, nonché, se del caso, di lavaggi oculari e antisettici per la pelle I lavoratori devono disporre di indumenti protettivi o altri indumenti idonei, da riporre in posti separati dagli abiti civili e se necessario distrutti I DPI devono essere efficienti e puliti, sostituiti se rotti o danneggiati È vietato assumere cibi o bevande e fumare nelle aree di lavoro in cui c'è rischio di esposizione

13 La sorveglianza sanitaria I lavoratori addetti alle attività per le quali la valutazione dei rischi ha evidenziato un rischio per la salute sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria Il datore di lavoro, su conforme parere del medico competente, adotta misure protettive particolari per quei lavoratori per i quali, anche per motivi sanitari individuali, si richiedono misure speciali di protezione, fra le quali 1. la messa a disposizione di vaccini efficaci per quei lavoratori che non sono già immuni all'agente biologico presente nella lavorazione, da somministrare a cura del medico competente 2. l'allontanamento temporaneo del lavoratore secondo le procedure previste dalla norma

14 ATTIVITA MAGGIORMENTE A RISCHIO Attività in industrie alimentari Attività nell'agricoltura Attività nelle quali vi è contatto con animali e/o con prodotti di origine animale Attività nei servizi sanitari, comprese le unità di isolamento e post mortem Attività nei laboratori clinici, veterinari e diagnostici Attività in impianti di smaltimento rifiuti e di raccolta di rifiuti speciali potenzialmente infetti Attività negli impianti per la depurazione delle acque di scarico

15 Misure di prevenzione e protezione Il lavoratore deve rendere note al Datore di lavoro eventuali patologie da cui è ( o sospetta di essere affetto) Il lavoratore è allontanato da strumenti e/o pazienti e/o ambienti potenzialmente pericolosi se la sua presenza non è strettamente necessaria per le procedure di lavoro in corso Utilizzo del segnale di Pericolo Biologico così come previsto nell allegato 45 del D.Lgs 81/08, quando necessario e/o previsto. Sono previsti idonei sistemi di raccolta e smaltimento di tutti i rifiuti potenzialmente infetti (rifiuti sanitari) I contenitori per la raccolta, debitamente sigillati, sono conservati per tempi strettamente necessari alla raccolta in locali o spazi destinati e segnalati. Deve essere presente un servizio sanitario adeguato con lavabo dotato di acqua calda e fredda, sapone igienizzante e sistema di asciugatura monouso (o equivalente) Al lavoratore sono forniti camici infermieristici in numero sufficiente per il periodico ricambio Il lavoratore ha l obbligo di indossare il camice infermieristico

16 Misure di prevenzione e protezione Il camice di cui sopra deve essere riposto in ambienti o armadietti separati rispetto agli abiti civili Il camice di cui sopra deve essere lavato quotidianamente mediante lavaggio ad alte temperature L assistente di poltrona deve, durante le operazioni in sala indossare durante i guanti in lattice monouso. L assistente di poltrona deve, durante le operazioni in sala indossare la visiera paraschizzi. L assistente di poltrona ha il divieto assoluto in ambulatorio e nel locale ove avvengono le sterilizzazioni degli strumenti di assumere cibi o bevande, fumare, conservare cibi destinati al consumo umano, usare pipette a bocca ed applicare cosmetici.

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