Comune di Praiano Provincia di Salerno Costa d Amalfi ANTICA PLAGIANUM

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1 Prot.6689 del REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DEI SERVIZI DI POLIZIA MORTUARIA (ADEGUATO ALLA LEGGE REGIONALE N.7 DEL ED ALLE OSSERVAZIONI RESE DALLA CONSULTA REGIONALE, GIUSTO VERBALE DEL ) APPROVATO CON DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE N.26 DEL Il Responsabile del Settore Tecnico (f.to) Arch. Francesco Saverio Cannavale Pag. 1

2 INDICE CAPO I: NORME PRELIMINARI ART-1 (Riferimenti Normativi)...6 ART-1BIS (Competenze)...6 ART-2 (Oggetto e definizioni)...6 CAPO II: DEPOSITI DI OSSERVAZIONE E OBITORI ART-3 (Depositi di osservazione ed obitori)...7 CAPO III: FERETRI ART-4 (Deposizione della salma nel feretro)...8 ART-5 (Verifica e chiusura dei feretri)...8 ART-6 (Feretri per inumazione, tumulazione e trasporti)...9 ART-7 (Targhetta di riconoscimento) ART-8 (Modalità del trasporto e percorso) ART 9 (Norme generali per i trasporti) ART-10 (Trasporto di ceneri e resti) ART-11 (Trasporti e sepolture a carico del Comune) CAPO IV: CIMITERI ART-12 (Elenco Cimiteri) Pag. 2

3 ART-13 (Disposizioni generali Vigilanza) ART-14 ( Responsabilità) ART-15 (Reparti speciali nel cimitero) ART-16 (Ricevimento delle salme) ART-17 (Criteri di assegnazione) ART-18 (Diritto al seppellimento) ART -19 (Servizi gratuiti e a pagamento) ART 20 (Atti a disposizione del pubblico) ART 21 (Piano Regolatore Cimiteriale) CAPO V: AUTORIZZAZIONI E CONCESSIONI ART- 22 (Autorizzazioni) ART 23 (Concessioni per sepolture private)...17 ART - 24 (Atto di concessione) ART 25 (Intestazione delle concessioni e modalità di stipula dei contratti) ART 26 (Durata delle concessioni) ART- 27 (Tariffe e modalità di pagamento) ART 28 (Cessazione della concessione) ART - 29 (Estinzione) ART 30 (Rinuncia e retrocessione) ART - 31 (Revoca) ART - 32 (Decadenza) ART 33 (Provvedimenti conseguenti la decadenza e modalità in caso di subentro e divisioni) ART 34 (Concessioni pregresse) Pag. 3

4 CAPO VI: INUMAZIONE E TUMULAZIONE ART - 35 (Deposito) ART 36 (Inumazione) ART 37 (Disposizioni generali per i campi di inumazione) ART - 38 (Tumulazione) ART 39 (Tumulazione provvisoria) CAPO VII: ESUMAZIONI ED ESTUMULAZIONI ART 40 (Esumazioni ordinarie) ART 41 (Modalità e termini per l'effettuazione delle esumazioni ordinarie) ART 42 (Esumazioni straordinarie) ART- 43 (Estumulazioni ordinarie e straordinarie) ART 44 (Raccolta dei resti ossei)...26 ART 45 (Trattamento dei resti mortali, esiti di fenomeni cadaverici trasformativi conservativi)...26 ART 46 (Sostanze e materiali derivanti da operazioni cimiteriali) ART 47 (Oggetti da recuperare) CAPO VIII: CREMAZIONE ART 48 (Crematorio) ART 49 (Disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri) ART 50 (Urne Cinerarie) CAPO IX: POLIZIA DEI CIMITERI ART 51 (Orario di apertura) ART - 52 (Riti funebri) ART 53 (Manifestazioni) Pag. 4

5 ART 54 (Norme di comportamento all'interno dei cimiteri) ART 55 (Deposizione di fiori) ART 56 (Epigrafi, monumenti, ornamenti sulle tombe nei campi comuni) ART 57 (Disciplina dell'ingresso e circolazione veicoli) ART 58 (Divieto di attività commerciali) ART 59 (Accesso delle imprese nei cimiteri per l'esecuzione di lavori) ART 59 BIS (Disciplina delle attività funerarie nei Cimiteri da parte delle imprese) ART 60 (Obblighi e divieti per il personale dei cimiteri) CAPO X: DISPOSIZIONI FINALI ART 61 (Assegnazione gratuita di sepoltura a cittadini illustri o benemeriti) ART 62 (Registro delle operazioni cimiteriali) ART 63 (Banca dati dei defunti) ART 64 (Banca dati delle concessioni) CAPO XI: DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE ART 65 (Efficacia delle disposizioni del Regolamento) ART 66 (Estraneità in caso di contenzioso) ART 67 (Modalità costruttiva delle tombe) ART 68 (Responsabile del Servizio di Polizia Mortuaria) ART 69 (Disposizioni finali) ART - 70 (Entrata in vigore) ART - 71 (Diffusione) CODICE DELLE ATTIVITÀ E DELLE IMPRESE FUNEBRI (ALLEGATO A ) Pag. 5

6 CAPO I: NORME PRELIMINARI ART-1 (Riferimenti Normativi) La presente normativa regolamentare è formulata in osservanza delle disposizioni di cui al titolo VI del Testo Unico delle Leggi Sanitarie , del D.P.R n. 285 (Regolamento di Polizia Mortuaria), delle circolari del Ministero della Sanità n. 24 del e n. 10 del , della Legge n. 130 del ,del Decreto Ministero della Salute del , del D.P.R. n. 254 del , nonché della Legge Regione Campania n.12/2001 modificata con Legge Regione Campania n.7/2013. Il presente regolamento ha per oggetto il complesso delle norme dirette alla generalità dei cittadini, agli operatori funebri ed alla Pubblica Amministrazione, intese a disciplinare i servizi in ambito comunale relativi alla Polizia Mortuaria, intendendosi per tali quelli sulla destinazione ed uso dei cadaveri, sui trasporti funebri, sulla costruzione, gestione e custodia dei cimiteri e locali annessi, sulla concessione di aree e manufatti destinati a sepoltura privata nonché sulla loro vigilanza, sulla costruzione di sepolcri privati, la cremazione, ed in genere su tutte le diverse attività connesse con la cessazione della vita e la custodia delle salme ART-1BIS (Competenze) Le funzioni di polizia mortuaria di competenza del Comune sono esercitate dal Sindaco, quale Ufficiale di Governo e Autorità Sanitaria Locale. I servizi inerenti la polizia mortuaria vengono effettuati ai sensi dello art. 113 lettera (a) del D.Lgs. 18 agosto 2000 n.267 compatibilmente con la natura delle funzioni da svolgere, nonché a mezzo del servizio individuato dalla competente A.S.L., dal Responsabile del Servizio Cimiteriale. ART-2 (Oggetto e definizioni) Le definizioni contenute nel presente regolamento hanno il seguente significato: 1. per feretro si intende il contenitore dove viene riposta la salma da seppellire e risulta di struttura e qualità dei materiali diversi a seconda del tipo di sepoltura o pratica funebre. 2. per inumazione si intende la sepoltura della salma in terra. 3.per tumulazione si intende la sepoltura della salma in loculo o tomba. 4.per traslazione si intende il trasferimento di un feretro da un loculo ad altro loculo all'interno del cimitero o in altro cimitero. Pag. 6

7 5. per esumazione si intende l'operazione di recupero dei resti ossei da terra. 6. per estumulazione si intende l'operazione di recupero dei resti ossei o resti mortali da tomba o loculo. 7. per colletta ossario si intende un manufatto destinato ad accogliere i resti ossei provenienti da esumazioni o estumulazioni. 8. per ossario comune si intende il luogo dove accogliere i resti ossei provenienti da esumazioni od estumulazioni per le quali, gli aventi titolo non hanno chiesto diversa destinazione. 9. per nicchia cineraria si intende un manufatto, delle dimensioni di m 0.30x0.30x0.50, destinato ad accogliere le urne contenenti le ceneri provenienti da cremazioni." (v. par Circ. Min. Sanità 24/93). 10. per cinerario comune si intende un luogo destinato ad accogliere le ceneri provenienti da cremazioni, e conseguente dispersione a richiesta dei familiari o ad espressa volontà in vita del defunto. Le funzioni di polizia mortuaria di competenza del Comune, sono esercitate dal Sindaco, che può delegarvi apposito Responsabile. Il Sindaco può affidare a soggetti esterni l'esercizio delle funzioni di E' di competenza del Responsabile per il Servizio di Polizia Mortuaria l'emanazione degli atti previsti dal presente Regolamento, compresa la stipula degli atti di concessione, ed ogni altro analogo adempimento, senza che occorra preventiva deliberazione della Giunta Comunale, quando tali atti sono compiuti nell'osservanza del Regolamento stesso. Eventuali atti riguardanti situazioni non previste dal presente Regolamento, spettano al Dirigente responsabile del servizio di Polizia Mortuaria su conforme deliberazione della Giunta Comunale, salvo non si tratti di atti o provvedimenti di competenza del Consiglio Comunale ai sensi della normativa vigente. I servizi inerenti la polizia mortuaria vengono effettuati attraverso una delle forme di gestione individuate dalla legge, compatibilmente con la natura delle funzioni da svolgere e nel perseguimento della massima efficienza e qualità del servizi. CAPO II: DEPOSITI DI OSSERVAZIONE E OBITORI ART-3 (Depositi di osservazione ed obitori) Le funzioni di deposito di osservazione delle salme si svolgono nel locale adibito a camera mortuaria (art. 64,comma 3 D.P.R. 285/90), ubicato nel cimitero. L ammissione nel deposito di osservazione o nell obitorio è autorizzata dal Sindaco ovvero dalla Pubblica Autorità che ha richiesto l intervento del servizio di recupero e trasporto salma di persona accidentata o, infine, dalla Autorità Giudiziaria. Nel deposito di osservazione, di regola, è vietata la permanenza di persone estranee ed anche dei familiari. Sono istituite la casa funeraria e la sala del commiato da attrezzare in conformità di requisiti strutturali minimi per l esercizio delle attività sanitarie, ai sensi del D.P.R. n. 801 del 14/01/1997. La realizzazione e la gestione pubblica della sala del commiato sono regolamentati dagli artt. 10/Bis e 10 Ter della Legge Regionale n. 7 del 25/7/2013. Pag. 7

8 - La sala pubblica del commiato assicura lo svolgimento dei riti funebri nel rispetto della dignità, delle convinzioni religiose e culturali della volontà del defunto e dei suoi familiari. - Il comune con convenzione, affida la gestione della sala pubblica del commiato ad associazioni e fondazione con finalità statuarie coerenti con la materia, non aventi scopo di lucro e ne promuove la informazione e la pubblicità; - L utilizzo della sala del commiato è disciplinato da apposito Regolamento Comunale. - Le strutture per il commiato e le case funerarie possono essere collocate anche nella zona di rispetto cimiteriale. Per quanto riguarda le salme di persone morte di malattie infettive - diffusive o sospette tali, le stesse, fatto salvo il rispetto di specifiche misure cautelative disposte dalla competente ASL, sono tenute in osservazione in separato locale, nel quale è vietato l'accesso alle persone non autorizzate. La sorveglianza, anche ai fini del rilevamento di eventuali manifestazioni di vita (art. 12 comma 2 e art. 11 del D.P.R. 285/90), può essere esercitata con apposite strumentazioni o con la presenza di personale con tale funzione. CAPO III: FERETRI ART-4 (Deposizione della salma nel feretro) 1. Nessuna salma può essere sepolta se non chiusa in feretro avente le caratteristiche di cui al successivo art In ciascun feretro non si può racchiudere che una sola salma, ad accezione della madre e neonato, morti in concomitanza del parto o in conseguenza immediata dello stesso. 3. La salma deve essere collocata nel feretro rivestita con abiti preferibilmente di tessuti naturali, o decentemente avvolta in lenzuola. Se la morte è dovuta a malattia infettiva - diffusiva compresa nell elenco pubblicato dal Ministero della Sanità, il cadavere, trascorso il periodo di osservazione, deve essere deposto nella cassa con gli indumenti di cui è rivestito, ed avvolto in lenzuolo imbevuto di soluzione disinfettante. Se il cadavere risulta portatore di radioattività, il Dirigente del competente Ufficio del Distretto dell ASL detterà le necessarie disposizioni protettive allo scopo di evitare la contaminazione ambientale. ART-5 (Verifica e chiusura dei feretri) 1. Il direttore tecnico dell'impresa o l'operatore funebre incaricato del trasporto, prima di eseguire il trasporto funebre deve: a) accertare l identità del cadavere; b) accertare che il feretro sia stato correttamente confezionato in relazione alla destinazione ed alla distanza da percorrere; c) accertare che il carro funebre e gli operatori incaricati del trasporto funebre, utilizzati per il trasporto specifico, sono quelli autorizzati e in possesso dei requisiti previsti dalle norme in materia; Pag. 8

9 d) accertare che sia posto un sigillo leggibile su due viti di chiusura del feretro sul quale sono riportati gli estremi dell abilitazione del Comune che autorizza l esercizio dell attività funebre e i dati dell impresa funebre; e) redigere apposito verbale degli accertamenti effettuati, il quale rimane allegato all autorizzazione del trasporto. L Azienda sanitaria locale effettua le suddette verifiche solo per i trasporti all estero o per i trasporti di deceduti per malattie infettivo-diffusive e dispone, se necessario, idonee misure igienico-sanitarie 2. Alla partenza del feretro, a garanzia della sua integrità e contenuto, sarà apposto un sigillo sullo stesso. 3. E vietato il trasporto di salme in feretro aperto. La pubblica esposizione delle salme in feretro aperto è consentita fino a 48 ore dal decesso, salva contraria disposizione dell'autorità Sanitaria. L Impresa incaricata del trasporto deve essere in possesso oltre alle autorizzazioni sopra richiamate, anche del titolo abilitativo rilasciato dal Comune per esercitare l attività funebre, di cui all art. 1/bis dell'allegato A della Legge Regionale N 12/2001 modificata dalla Legge Regionale N 7/2013. ART-6 (Feretri per inumazione, tumulazione e trasporti) 1. La struttura dei feretri e la qualità dei materiali sono in rapporto ai diversi tipi di sepoltura o pratica funebre, oltre che alla distanza del trasporto funebre, ed in ogni caso dovranno essere conformi alle caratteristiche essenziali previste dal D.P.R. 285/90. In sostituzione della cassa di metallo è autorizzato l'uso, in ambito nazionale, del materiale denominato MASTER-BI-ZI01U, previsto dal Decreto Ministero della Salute del 07/02/ Per l'inumazione: II feretro deve essere di legno con caratteristiche di scarsa durabilità (preferibilmente di abete, pioppo, pino, larice, ecc.). I materiali dell'incassatura debbono essere, biodegradabili, così come previsto dal D.P.R. 285/90 e dal Decreto Ministero della Salute del 09/07/2002, 3. Per la tumulazione. La salma deve essere -racchiusa in duplice cassa, l una di legno, l'altra in metallo, ermeticamente chiusa mediante saldatura, corrispondenti entrambe ai requisiti costruttivi e strutturali stabiliti, (art. 30, 31 D.P.R.285/90). 4. Per il trasferimento salma Il trasporto dal luogo in cui è avvenuto il decesso nel cimitero di un altro Comune o presso impianto di cremazione viene autorizzato dal Sindaco in seguito alla richiesta di uno dei familiari del defunto o di una persona incaricata. Detta autorizzazione, unitamente al verbale di sigillamento del feretro ed al permesso di seppellimento va consegnata all addetto del cimitero di destinazione, che prende in carico il feretro. Per ottenere l autorizzazione al trasferimento di salma occorre presentare all'ufficio di Stato Civile: - domanda, in bollo; Pag. 9

10 - marca da bollo da applicare sull Atto; - nulla osta al trasporto rilasciato dal U.O. di Igiene Pubblica dell'a.s.l.; -certificato necroscopico. Le salme provenienti da altro Comune devono essere trasportate direttamente al cimitero. Il responsabile del servizio si occuperà di accertare la regolarità dei documenti e la rispondenza del feretro in rapporto alla sepoltura cui la salma è destinata. Il Sindaco, previo parere favorevole del competente servizio A.S.L., può autorizzare il deposito temporaneo dei feretri presso le abitazioni private o nei luoghi di culto, dai quali seguirà il funerale. Per trasferimento da Comune a Comune con percorso superiore a 100 Km., all'estero o dall'estero qualunque sia la destinazione di sepoltura o pratica funebre, si applicano le disposizioni di cui al precedente punto nel rispetto delle modalità stabilite dagli art. 27, 28, 29 e 30 del D.P.R. 285/90. Per trasporti da Comune a Comune, con percorso non superiore ai 100 Km, è sufficiente il feretro di legno con spessore delle tavole non inferiore a mm. 25 a norma dell'art. 30 comma 13 D.P.R. 285/ Per la cremazione: 1.La salma deve essere racchiusa unicamente in cassa di legno con caratteristiche di scarsa durabilità (preferibilmente di abete, pioppo, pino, larice, ecc.) I materiali dell'incassatura debbono essere, biodegradabili, così come previsto dal D.P.R. 285/90 e dal Decreto Ministero della Salute del 09/07/ La salma deve essere racchiusa unicamente in cassa di legno con le caratteristiche di cui al comma 1.5, laddove il trasporto si esegua entro i 100 Km. dal Comune di decesso. 3.La salma deve essere racchiusa in duplice cassa, l'una di legno e l'altra di metallo, laddove il trasporto superi i 100 Km. dal Comune di decesso. 4.Per il trasporto di salme di persone morte per malattia infettiva-diffusiva deve essere utilizzata una duplice cassa (art. 25 D.P.R. 285/90). 5.Qualora una salma, già sepolta, previa autorizzazione del Sindaco, venga esumata o estumulata per essere trasferita in altro Comune o in altra sepoltura del cimitero, deve essere accertato lo stato di conservazione del feretro e la sua conformità alla nuova sepoltura, fatte salve ulteriori prescrizioni emanate dai competenti organi della ASL che riguardino il rifascio (paragrafo 3 Gire. Min. Sanità 10/98). 6.Qualora la salma provenga da altro Comune, deve essere verificata la rispondenza dei feretri alle caratteristiche di cui ai commi precedenti ai fini dei tipi di sepoltura cui è destinata. 7.Sia la cassa di legno sia quella di metallo debbono portare impresso, ben visibile sulla parte esterna del proprio coperchio, il marchio di fabbrica con l'indicazione della ditta costruttrice. 8.E' consentita l'applicazione alle casse metalliche, di valvole o speciali dispositivi, autorizzati dal Ministero della Salute, idonei a fissare o a neutralizzare i gas della putrefazione. 9.In ogni trasporto sia da Comune a Comune sia da Stato a Stato, i feretri devono essere conformi alle prescrizioni di cui al presente articolo, nonché alle norme del D.P.R. 285/90 dovendosi osservare le modalità di trattamento della salma ivi stabilite. Pag. 10

11 ART-7 (Targhetta di riconoscimento) 1. Sul piano esterno superiore di ogni feretro è applicata apposita targhetta metallica, recante impressi in modo indelebile, il cognome e il nome della salma contenuta e le date di nascita e di morte. 2. Per la salma di persona sconosciuta, la targhetta contiene la sola indicazione della data di morte e gli eventuali altri dati certi. ART-8 (Modalità del trasporto e percorso) 1. I criteri generali di fissazione degli orari, le modalità ed i percorsi dei trasporti funebri sono determinati dal Sindaco con proprio decreto (art. 22 D.P.R. 285/90). 2. Il trasporto, fatte salve le eccezionali limitazioni di cui all'art. 27 T.U. legge Pubblica Sicurezza, comprende: il prelievo della salma dal luogo del decesso, dal deposito di osservazione o dall'obitorio, il tragitto al luogo o alla chiesa o dove si svolgono le esequie, la relativa sosta per lo stretto tempo necessario ad officiare il rito civile o religioso, il proseguimento fino al cimitero o ad altra destinazione richiesta seguendo il percorso più breve. 3. Nessuna altra sosta, salvo casi di forza maggiore, può farsi durante il percorso. Per eventuali cerimonie, diverse dalle rituali, occorre la preventiva autorizzazione del Responsabile del Servizio. 4. Ove i cortei, per il numero dei partecipanti, fossero di notevole lunghezza, si dovrà lasciare il passo agli autobus del servizio pubblico, ai veicoli dei pompieri, ai servizi urgenti di assistenza pubblica e di pubblica sicurezza. In ogni altro caso è vietato fermare, disturbare ed interrompere in qualunque modo il passaggio di un corteo funebre. 5. Nel territorio del Comune i trasporti funebri sono svolti con i mezzi di cui all'art. 20 del D.P.R. 285/ La direzione del servizio dei trasporti funebri viene esercitata dall'ufficio di Polizia Mortuaria, il quale deve pianificare i funerali nel rigoroso rispetto delle direttive stabilite dal Sindaco. 7. Nei casi speciali di concorso assai numeroso di persone, il Responsabile del Servizio di Polizia mortuaria prenderà accordi con il Comando di Polizia Municipale per gli opportuni provvedimenti di circolazione atti a favorire lo svolgimento dei cortei. ART 9 (Norme generali per i trasporti) Per il trasporto all'estero o dall'estero, fuori dei casi previsti dalla convenzione internazionale di Berlino, o da Comune a Comune, i feretri devono essere conformi alle prescrizioni previste dall'art. 30 del D.P.R. 285/ Se il trasporto è effettuato dal mese di aprile al mese di settembre compresi, è obbligatorio il trattamento antiputrefattivo di cui all'art. 32 del D.P.R. 285/90 (salvo che la salma sia stata imbalsamata). Negli altri mesi il trattamento già detto è da praticare se il Pag. 11

12 trasporto è effettuato in una località raggiungibile dopo 24 ore dalla partenza oppure se il trasporto venga eseguito trascorse 48 ore dal decesso. 2. Il feretro è preso in consegna dall'incaricato del trasporto, che dovrà essere in possesso dei documenti di autorizzazione al trasporto e al seppellimento, fino al raggiungimento della destinazione. 3. L'incaricato del trasporto, giunto a destinazione, consegnerà il feretro e i documenti al personale incaricato presso il cimitero. 4. Se il trasporto avviene per ferrovia, su nave o per aereo, il decreto di cui al successivo art. 13 comma 1.3 deve restare in consegna al vettore. 5. L'ufficio competente dovrà compilare e firmare il verbale di presa in consegna della salma, che dovrà essere spedito all'ufficio del Comune di provenienza del defunto. 6. I trasporti funebri sono effettuati in ore antimeridiane e pomeridiane stabilite dall'ufficio di Polizia Mortuaria dietro richiesta delle imprese autorizzate al trasporto. Nei giorni festivi i trasporti funebri verranno effettuati unicamente in casi eccezionali e previa autorizzazione del Sindaco. Il Responsabile del servizio di Polizia Mortuaria od un suo incaricato fisserà l'ora dei funerali secondo l'ordine di presentazione delle richieste tenendo conto, se necessario, dell'ora del decesso; fornirà i chiarimenti richiesti e prenderà i provvedimenti che si renderanno necessari trasmettendo gli eventuali ordini al personale incaricato. 7. I sacerdoti della chiesa cattolica ed i ministri delle diverse confessioni religiose che intervengano all'accompagnamento funebre, si conformano alle disposizioni relative allo svolgimento dei funerali. La salma può sostare in chiesa per il tempo necessario all'ordinaria cerimonia religiosa. ART-10 (Trasporto di ceneri e resti) 1. Il trasporto fuori Comune di ossa umane, di resti mortali assimilabili va autorizzato dal Sindaco e può essere effettuato previo sigillamento da parte i Personale dell U.O. di Igiene pubblica dell ASL. Per il trasporto di ceneri basta l Autorizzazione Sindacale. 2. Le misure precauzionali igieniche stabilite per il trasporto di salme non si applicano al trasporto di ceneri, di ossa umane e resti mortali assimilabili. 3. Le ossa umane devono essere raccolte in una cassetta di zinco di spessore non inferiore a mm. 0,660, chiusa con saldatura, anche a freddo, e recante nome, cognome, data di nascita e data di morte del defunto o, se sconosciuto, l'indicazione del luogo e della data di rinvenimento. 4. Le ceneri devono essere raccolte in urne sigillate, con ceralacca, piombo od altro analogo sistema. ART-11 (Trasporti e sepolture a carico del Comune) 1. Il Comune su proposta del Responsabile del Servizio Socio - Assistenziale e subordinatamente alla richiesta degli interessati, si fa carico del servizio di trasporto e della sepoltura qualora i familiari e/o gli eredi versino in condizioni di bisogno. Il Responsabile del Settore Socio - Assistenziale, in considerazione dello stato di indigenza del defunto, della sua appartenenza a famiglia Pag. 12

13 bisognosa o del disinteresse da parte di parenti tenuti a provvedere alle spese per le esequie, dispone, sotto la propria responsabilità, e con idonea motivazione, la fornitura gratuita del feretro e del rito funebre. A tal fine, egli deve assumere informazioni circa le condizioni economiche del defunto, anche presso l'istituto ospedaliere nel quale era ricoverato, ovvero presso qualsiasi altro soggetto privato o Pubblica Amministrazione. CAPO IV: CIMITERI ART-12 (Elenco Cimiteri) 1. Ai sensi dell'ari. 337 dei T.U. delle Leggi Sanitarie R.D n e del D.P.R. 285/90, il Comune provvede al servizio del seppellimento presso il Cimitero Comunale sito alla via Umberto I. ART-13 (Disposizioni generali Vigilanza) 1. L'ordine e la vigilanza del cimitero spetta al Responsabile del Servizio incaricato. E vietato il seppellimento dei cadaveri in luogo diverso dal cimitero, salvo le autorizzazioni di cui agli articoli 101, 102 e 105 del D.P.R. 285/ Le operazioni di inumazione, tumulazione, esumazione, estumulazione e di traslazione di salme, di resti ossei, resti mortali, di ceneri, di nati morti, di prodotti abortivi e del concepimento, di resti anatomici, sono eseguite solo ed esclusivamente dal personale debitamente autorizzato ed in possesso dei requisiti di legge. 3. Le funzioni di cui agli art. 51, 52, 53 e 81 del D.P.R. 285/90 in ordine alla vigilanza delle norme di legge e delle prescrizioni sono di competenza del Comune, con le forme di gestione previste per legge. ART- 14 ( Responsabilità) 1. Il Comune cura che all'interno dei cimiteri siano evitate situazioni di pericolo alle persone e alle cose, e non assume responsabilità per atti commessi nei cimiteri da persone estranee al servizio o per l'uso di mezzi e strumenti a disposizione del pubblico e da questo utilizzati in modo difforme dal consentito. 2. Chiunque causi danni a persone o cose, sia personalmente che per fatto altrui, ne risponde secondo quanto previsto dal Titolo IX del Libro IV del Codice Civile fatte salve le responsabilità di carattere penale. ART-15 (Reparti speciali nel cimitero) 1. All'interno del cimitero è possibile prevedere reparti speciali destinati al seppellimento delle salme ed alla conservazione dei resti ossei, resti mortali, ceneri di persone appartenenti a culto diverso da quello cattolico (art. 100 D.P.R. 285/90). Pag. 13

14 2. Le spese maggiori per le opere necessarie alla realizzazione di aree destinate al culto di altre religioni sono a totale carico delle comunità richiedenti. 3. Nell'ambito della redazione del nuovo piano regolatore cimiteriale è facoltà dell'amministrazione prevedere anche un'area per la sepoltura di animali d'affezione, in ogni caso ubicata al di fuori dell area cimiteriale, ai sensi del Regolamento CE 1774/02, pubblicato sulla Gazzetta della Comunità Europea con L. n.273 del e recepito in Italia con D. Lgs. 36/2005. ART-16 (Ricevimento delle salme) 1. Nel cimitero del Comune di Praiano debbono essere ricevute: a. Salme di persone morte nel territorio del Comune di Praiano, qualunque ne fosse in vita la residenza, salvo richiesta d'altra destinazione da parte degli aventi diritto. b. Salme delle persone morte fuori del Comune di Praiano, ma aventi in esso, in vita, la residenza. c. Salme di persone non residenti, che al momento del decesso hanno il proprio coniuge o convivente o congiunti fino al primo grado di parentela sepolti nel Cimitero di Praiano. d. Salme di persone non residenti, che al momento del decesso hanno il proprio coniuge o convivente o congiunti fino al primo grado di parentela in vita e residenti nel Comune di Praiano. e. Salme di persone non residenti, che al momento del decesso hanno il proprio coniuge o convivente o congiunti fino al primo grado di parentela in vita nati o antecedentemente residenti nel Comune di Praiano. f. Salme di persone morte in case di riposo o altri istituti dove per legge erano residenti, ma nati o aventi antecedentemente la residenza nel Comune di Praiano. g. Salme di persone non residenti in vita nel Comune di Praiano e morte fuori di esso, ma aventi diritto di tumulazione in una sepoltura privata esistente nei cimiteri del Comune stesso. h. I nati morti ed i prodotti del concepimento di cui all'art. 7 del Regolamento di Polizia i. Mortuaria D.P.R. n. 285 del 10/09/1990. j. I resti ossei, resti mortali e ceneri delle persone sopra elencate. Eventuali deroghe ai punti a) b) c) d) e) f) g) possono essere autorizzate dal Sindaco previa Relazione del Responsabile di Polizia Mortuaria, debitamente motivata. ART-17 (Criteri di assegnazione) 1.Nei cimiteri, le fosse vengono assegnati in ordine consecutivo soltanto al momento del decesso, previa richiesta, anche verbale, di un familiare del defunto. 2.All'interno del Cimitero Monumentale può essere riservata apposita zona detta "famedio delle persone illustri" ove l'amministrazione Comunale, potrà disporre per l'assegnazione di posti destinati alla tumulazione di salme, ceneri o resti di cittadini che si siano distinti per opere di ingegno o per servizi resi alla comunità. Pag. 14

15 ART-18 (Diritto al seppellimento) 1. Il diritto al seppellimento riguarda la sola salma del defunto indicato nell'atto di autorizzazione o concessione, la sola persona in vita avente i requisiti di cui al precedente art. 16, nonché la salma della persona indicata dal concessionario di cappella al momento della richiesta di tumulazione. 2. In presenza di situazioni di particolare gravita od emergenza, il Sindaco può autorizzare il concessionario a collocare nel loculo concessionato la salma di un defunto diverso da quello indicato nell'atto di concessione, previa modifica del medesimo atto. 3. Il diritto al seppellimento in cappella è esteso alle salme degli ascendenti, discendenti e collaterali del concessionario entro il 3 grado, al coniuge, ai conviventi, ai suoceri, generi e nuore. Tra gli ascendenti sono altresì compresi il patrigno, la matrigna, gli adottanti, e fra i figli anche gli affiliati, naturali, legittimati, adottati. 4. Gli eredi del concessionario deceduto, entro un anno dal decesso dello stesso devono designare uno fra essi che assuma, verso il Comune, l'esercizio dei diritti e dei doveri inerenti alla concessione, ferma la responsabilità solidale di tutti. In difetto, provvede a tale designazione l'ufficio individuando l'erede la cui residenza risulti essere la più prossima alla Sede Municipale. 5. Il concessionario che trasferisca la propria residenza deve comunicare all'ufficio il suo nuovo recapito, da annotarsi nel fascicolo individuale della concessione. 6. E' vietata la cessione del diritto d'uso di fosse, loculi, cappelle, cellette ossario e nicchie cinerarie tra privati. ART -19 (Servizi gratuiti e a pagamento) 1. L'individuazione dei Servizi Cimiteriali gratuiti ed a pagamento, nonché l'applicazione delle relative tariffe è di competenza della Giunta Comunale, che annualmente provvede a definirne gli importi. 2. Il servizio di illuminazione votiva ed occasionale nel Cimitero comunale è gestito dal Comune attraverso una delle forme di gestione individuate dalla legge. Tale servizio è disciplinato dall'apposito regolamento per l'erogazione del servizio lampade votive ed occasionale. ART 20 (Atti a disposizione del pubblico) 1. Il registro di cui all'art. 52 del D.P.R. 285/90 compilato cronologicamente anche per fornire informazioni sulle sepolture cimiteriali è a disposizione di chiunque possa averne interesse. 2. Sono inoltre in visione al pubblico negli uffici addetti al servizio: a. L'orario di apertura e chiusura dei cimiteri. b. Copia del presente Regolamento. c. L'elenco delle salme soggette ad esumazione ordinaria nel corso dell'anno. Pag. 15

16 d. L'elenco delle concessioni cimiteriali in scadenza nel corso dell'anno ed in quello successivo. e. 5.L'elenco delle tombe per le quali è in corso la procedura di decadenza o di revoca della concessione a causa di incuria. f. Ogni altro atto e documento la cui conoscenza venga ritenuta opportuna per gli interessati o per il pubblico, ai sensi della Legge 7 agosto 1990, n ART 21 (Piano Regolatore Cimiteriale) 1. Ai sensi dell'art. 338 dei T.U. delle Leggi Sanitarie R.D. 27/07/1934 n. 1265, così come modificato dall'art 28, comma 1, della legge 166/02, il Consiglio Comunale delibera il piano regolatore cimiteriale. 2. Il Consiglio Comunale adotta un piano regolatore cimiteriale che recepisce le necessità del servizio per l'arco temporale di almeno trenta anni. 3. Il piano è sottoposto al parere preliminare dei servizi dell'asl competente, applicandosi al riguardo l'art. 139 del D. Lgs. 267/ Nell'elaborazione del piano dovrà tenersi conto dei criteri stabiliti all art.10 della Circolare del Ministero della Sanità n.24 del ; in particolare: a. Dell'andamento medio della mortalità nell'area di propria competenza territoriale sulla base dei dati statistici dell'ultimo decennio e di adeguate proiezioni, da formulare anche in base ai dati resi noti dagli organismi competenti. b. Della valutazione della struttura ricettiva esistente, distinguendo le dotazioni attuali di posti salma per sepoltura a sistema di inumazione e di tumulazione, di cellette ossane, di nicchie cinerarie, in rapporto anche alla durata delle concessioni. c. Della dinamica registrata nel tempo delle diverse tipologie di sepoltura e pratica funebre. d. Delle eventuali maggiori disponibilità di posti-salma che si potranno rendere possibili nei cimiteri esistenti a seguito di una più razionale utilizzazione delle aree e dei manufatti in correlazione ai periodi di concessione e ai sistemi tariffari adottati. 5. Almeno ogni dieci anni il Comune è tenuto a revisionare il piano regolatore cimiteriale per valutare possibili variazioni nella tendenza delle sepolture con le stesse procedure adottate nel primo impianto. CAPO V: AUTORIZZAZIONI E CONCESSIONI ART- 22 (Autorizzazioni) Nel rispetto dell'art.8 Quater della Legge Regionale n. 7 del 25/7/2013, il Comune autorizza: a) l esercizio delle attività funerarie; Pag. 16

17 b) la costruzione e il funzionamento delle strutture del commiato; c) la costruzione e il funzionamento di cimiteri per animali d/affezione; Il comune, attraverso il servizio cimiteriale verifica che le attività dei servizi funebri vengano svolte da Imprese che dispongono in via continuativa e funzionale di locali, mezzi e personale qualificato. Annualmente verifica la permanenza dei requisiti per l esercizio delle attività funebri previsti dalla normativa in materia, i requisiti previsti dalla certificazione antimafia ai sensi della Legge 31/5/ 1965, N 575 (Disposizioni contro le organizzazioni criminali di tipo mafioso, anche straniere) anche per il direttore tecnico previsto dall a1t. 1/bis comma l lettera d) dell allegato A e verificano, inoltre, il rispetto delle norme in materia di tutela della salut e e della sicurezza dei lavoratori. 1. I permessi per sepolture in campi d'inumazione sono rilasciati a domanda anche verbale, e formalizzati mediante specifica autorizzazione. 2. Alle sepolture a sistema di inumazione si applicano le disposizioni generali stabilite dal D.P.R. 285/90 e dal presente Regolamento. 3. L'autorizzazione comporta il diritto d'uso della sepoltura (diritto di sepolcro) a tempo determinato e revocabile, su bene soggetto al regime dei beni demaniali e lascia integro il diritto alla nuda proprietà del Comune. 4. Il diritto di sepolcro è cosa fuori commercio e perciò non cedibile a terzi, tranne che al Comune stesso. 5. L'autorizzazione non può essere fatta a persona o ad enti che mirino a farne oggetto di lucro o di speculazione. ART 23 (Concessioni per sepolture private) Nell'ambito del nuovo piano regolatore cimiteriale è facoltà dell'amministrazione Comunale individuare delle aree destinate alla concessione per sepolture private, le quali saranno disciplinate nel seguente modo: 1. Per le sepolture private è concesso, nei limiti previsti dal piano regolatore cimiteriale, l'uso di aree e/o di manufatti costruiti dal Comune. Le relative concessioni riguardano: - Sepolture individuali in fosse, loculi, cellette ossario, nicchie cinerarie; - Sepolture in cappelle per famiglie, Enti e collettività; 2. La concessione di cappelle ad uso di sepoltura per famiglie, Enti e collettività è data in ogni tempo secondo la disponibilità, osservando come criterio la data di presentazione della domanda di concessione. 3. Il rilascio della concessione è subordinato al pagamento della tariffa stabilita annualmente dalla Giunta Comunale. 4. Alle sepolture private, a seconda che esse siano a sistema di tumulazione o a sistema di inumazione, si applicano le disposizioni generali stabilite dal D.P.R. 285/90 e dal presente Regolamento rispettivamente per le tumulazioni ed estumulazioni o per le inumazioni ed esumazioni. Pag. 17

18 5. La concessione comporta il diritto d'uso della sepoltura (diritto di sepolcro) a tempo determinato e revocabile, su bene soggetto al regime dei beni demaniali e lascia integro il diritto alla nuda proprietà del Comune. 6. Il diritto di sepolcro è cosa fuori commercio e perciò non cedibile a terzi, tranne che al Comune stesso. Il diritto suddetto è trasmissibile in via di successione, tanto legittima, quanto testamentaria. 7. La concessione non può essere fatta a persona o ad enti che mirino a farne oggetto di lucro o di speculazione. ART - 24 (Atto di concessione) Le concessioni per sepolture private in campi d'inumazione, loculi, cellette ossario e nicchie cinerarie sono rilasciate a domanda, e formalizzate con atto pubblico-amministrativo rogato dal Segretario Comunale. Le concessioni di cappelle private sono rilasciate a domanda, e formalizzate con atto pubblicoamministrativo rogato dal Segretario Comunale. Il seppellimento di salme in cappelle private è soggetto a semplice autorizzazione dell'ufficio, rilasciata a domanda. L'atto di concessione deve indicare: 8. La natura della concessione e la sua identificazione. 9. L'inizio e la fine della concessione 10. La durata. 11. Il nome, la residenza ed il codice fiscale del concessionario. 12. Il nome della persona la cui salma, resti mortali o ceneri sono destinati ad esservi accolti. 13. I diritti, gli obblighi e oneri cui è soggetto il concessionario, le eventuali prescrizioni tecniche del manufatto e le condizioni di decadenza o di revoca. ART 25 (Intestazione delle concessioni e modalità di stipula dei contratti) 1. Le concessioni cimiteriali, oltre che a persone fisiche, possono essere rilasciate anche a Società legalmente costituite. 2. In ogni caso una sola persona sarà riconosciuta come concessionaria e dovrà rendersi responsabile verso il Comune dell'osservanza delle norme stabilite dal presente Regolamento. 3. Il Responsabile del Servizio provvedere alla sottoscrizione del contratto unitamente ai concessionari. ART 26 (Durata delle concessioni) 1. Le concessioni per sepolture private in campi d'inumazione sono temporanee ed hanno la durata di anni dieci. 2. Le concessioni per sepolture private in loculi sono temporanee, hanno la durata di anni novantanove e sono rinnovabili a domanda per ulteriori anni novantanove. Pag. 18

19 3. Le concessioni per sepolture private in cellette ossario e nicchie cinerarie sono temporanee ed hanno la durata novantanove e sono rinnovabili a domanda per ulteriori anni novantanove. 4. Le concessioni di cappelle sono temporanee, hanno la durata di anni novantanove e sono rinnovabili a domanda per ulteriori anni novantanove. E' facoltà del Comune eventualmente 5. Le concessioni rilasciate in perpetuo di loculi, nicchie e cappelle in data anteriore al presente regolamento si intendono confermate per quanto integralmente contenuto nell'atto di concessione. 6. La concessione decorre dalla data della sottoscrizione del relativo atto. 7. Alla scadenza della concessione le fosse nei campi di inumazione, i loculi, le cellette ossario e le nicchie cinerarie tornano nella piena disponibilità del Comune. I manufatti insistenti sulle fosse sono restituiti ai familiari che ne facciano espressa richiesta scritta. ART- 27 (Tariffe e modalità di pagamento) II pagamento di tariffe relativamente alle operazioni di cui agli artt. 22, 23, 24, 25 e 26 sono assoggettate a quanto stabilito dal precedente articolo 19. ART 28 (Cessazione della concessione) 1. Le concessioni, oltre che per estinzione a seguito di scadenza naturale, cessano per rinuncia, decadenza o revoca. ART - 29 (Estinzione) 1. Le concessioni si estinguono per scadenza del termine previsto nell'atto di concessione, ovvero con la soppressione del cimitero salvo, in questo ultimo caso, quanto disposto nell'alt 98 del D.P.R. 285/ Allo scadere del termine di concessione, se gli interessati non avranno preventivamente disposto per la collocazione delle salme, resti mortali o ceneri ai sensi del successivo Capo VII, previa comunicazione agli interessati provvedere il Comune, collocando i medesimi rispettivamente nell'ossario comune o nel cinerario comune, se previsto. ART 30 (Rinuncia e retrocessione) 1. La rinuncia alla concessione di fossa, loculo o cappella comporta il rientro degli stessi nella disponibilità del Comune. 2. Si da corso a rinuncia solo in caso di fossa, loculo o cappella liberi da salma, e previa richiesta scritta del concessionario. 3. Non è consentito di rinunciare alla concessione di cellette ossario e cinerarie. 4. Al concessionario che volontariamente rinunci alla concessione è riconosciuto un importo a risarcimento del periodo residuo della concessione non goduto. Tale importo Pag. 19

20 viene calcolato sulla metà dell'ammontare della tariffa di concessione, vigente nel tempo, limitatamente al periodo di concessione residuo. Le spese per l'eventuale liberazione da salma della fossa, loculo o cappella sono a carico degli aventi interesse. 5. La rinuncia non può essere soggetta a vincoli o condizione alcuna. ART - 31 (Revoca) 1. Salvo quanto previsto dall'art. 92, comma 2 del D.P.R. 285/90, è facoltà dell'amministrazione Comunale revocare le concessioni di qualsiasi area o manufatto quando ciò sia necessario ai fini di assicurare l'ampliamento o la modificazione topografica del cimitero, o per qualsiasi altra ragione di interesse pubblico. 2. A tal fine la Giunta Comunale può disporre l'avvio della procedura di revoca delle concessioni, nel rispetto delle norme previste dal presente Regolamento e precisamente: 3. A) riconoscendo al concessionario un risarcimento calcolato secondo le modalità di cui all'articolo precedente, con spese interamente a carico del Comune. I manufatti insistenti sulle fosse rientrano nella disponibilità del concessionario che ne faccia espressa richiesta scritta, ovvero concedendo agli aventi diritto l'uso, a titolo gratuito e per il tempo residuo spettante secondo l'originaria concessione, di un'equivalente sepoltura nell'ambito dello stesso cimitero in zona o costruzione dalla stessa individuati, con spese interamente a carico del Comune. 4. Dell'avvio della procedura di revoca dovrà esser data notizia al concessionario, qualora noto, o in difetto mediante preventiva pubblicazione per sessanta giorni all'albo comunale e presso il cimitero interessato di apposito avviso indicante il giorno e l'ora previsti per la traslazione delle salme. Nel giorno indicato la traslazione avverrà anche in assenza del concessionario. ART - 32 (Decadenza) 1. La concessione viene a decadere qualora la fossa, il loculo, la celletta ossario o la nicchia cineraria vengano per qualsiasi motivo lasciati liberi per traslazione della salma o dei resti mortali nonché: quando la sepoltura individuale non sia stata occupata da salma, resti o ceneri per i quali era stata richiesta, entro 60 giorni dal decesso, esumazione, estumulazione o cremazione. quando venga accertato che la concessione sia stata oggetto di lucro o di speculazione. in caso di violazione del divieto di cessione tra privati del diritto d'uso della sepoltura. quando non si sia provveduto alla costruzione delle opere entro i termini fissati. quando la sepoltura privata risulti in stato di perdurante grave stato di abbandono e/o di incuria dei manufatti, o per morte degli aventi diritto. quando non si siano osservati gli obblighi relativi alla manutenzione della Pag. 20

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