SETTORE ASSISTENZA. Mai soli, progetto di assistenza e accompagnamento per disabili e anziani

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1 SETTORE ASSISTENZA Mai soli, progetto di assistenza e accompagnamento per disabili e anziani 1) Descrizione del contesto territoriale e/o settoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili: Il territorio dei Comuni del Valdarno Inferiore (San Miniato, Castelfranco di Sotto, Fucecchio, Montopoli in Val d Arno e Santa Croce sull Arno) si estende per circa 266 kmq con una popolazione complessiva di abitanti al 31/12/2006. I cinque comuni sono direttamente coinvolti nella programmazione del piano integrato di salute, che comprende gli interventi sociali finanziati in coerenza con la programmazione nazionale e regionale, al cui interno sono previsti servizi e attività a favore della popolazione anziana e della popolazione disabile. Da un punto di vista gestionale, dal 2005 i comuni di Castelfranco di Sotto, Montopoli in Valdarno, San Miniato e Santa Croce S/A, hanno dato vita ad un Ufficio Comune per la gestione dei Servizi sociali in forma associata, mentre il comune di Fucecchio ha mantenuto autonoma la propria struttura organizzativa. Tuttavia sono previsti ambiti di coordinamento gestionale che assicurano l unitarietà dell andamento dei progetti, sia in termini di obiettivi, che di monitoraggio degli stessi. AREA ANZIANI Le linee principali di articolazione della programmazione nella area anziani hanno come necessaria premessa il sistema di bisogni, criticità e rischi che questa realtà territoriale presenta e che sono essenzialmente collegate al progressivo invecchiamento della popolazione. Su una popolazione totale di persone gli anziani > 65 sono e di questi gli > 75 sono Fra questi ultimi quelli che vivono soli o in coppia sono circa È proprio nella fascia di età data dagli >75 che l età avanzata e la solitudine sono indicatori certi di fragilità e rischio soprattutto se consideriamo che in questa fascia di età si registra, secondo le stime della ASL 11 Valdarno Inferiore, un aumento dell incidenza di patologie correlate a disabilità e non autosufficienza ( malattie del sistema circolatorio e traumi ). Negli ultimi anni si è infatti verificato un aumento progressivo del numero di anziani riconosciuti Non autosufficienti dalla competente Unità di Valutazione Territoriale della Asl 11 e per i quali è stato necessario predisporre ed attuare un progetto integrato (sociale e sanitario) individualizzato. Al primo semestre 2007 sono complessivamente 520 gli anziani in carico al servizio sociale dei quattro comuni e per i quali è stato elaborato ed attivato specifico progetto individualizzato di aiuto, finalizzato al sostegno personale. (Fra tutti questi progetti ci interessa in particolare evidenziare il numero e la tipologia di interventi riconducibili all ambito dei servizi di domiciliarità, proprio perché la Domiciliarità è il contesto progettuale di riferimento all interno del quale collocare il presente progetto per l impiego di volontari di servizio civile. Del numero complessivo di anziani in carico ai servizi, precedentemente indicato, n. 79 sono seguiti con interventi di Ass. Domiciliare diretta, - n. 65 con contributi economici finalizzati alla Ass. Domiciliare indiretta, 1

2 - n. 84 con interventi di sorveglianza attiva durante il periodo estivo, - n. 106 con interventi di accompagnamento e trasporto individuale, - n. 54 con interventi di assistenza domiciliare leggera, - n. 19 con servizio di telesoccorso. Tutti questi interventi stanno dentro una prospettiva generale di sviluppo della domiciliarità intesa come idea e strategia di base delle politiche di sviluppo dei servizi a favore della popolazione anziana. L idea della domiciliarità ha come assunti fondamentali : - Il diritto dell anziano a mantenere i propri spazi, le proprie abitudini, i propri oggetti, la propria casa, la rete del vicinato e la consuetudine degli incontri e delle relazioni - La necessità che nella comunità, nel territorio, si diffondano i principi della comunicazione, della compartecipazione, dell ascolto e dello scambio. Per queste ragioni gli interventi di domiciliarità di seguito descritti possono essere attivati distintamente ma più spesso vengono attivati contestualmente su una stessa situazione secondo una logica di messa in rete delle risorse intorno al bisogno per dare una risposta più efficace e completa. I volontari di Servizio civile interessati da questo progetto saranno una risorsa aggiuntiva che andrà ad integrare la rete già esistente aumentando potenzialmente il numero degli utenti raggiunti dai servizi e il numero delle prestazioni. Descrizione della tipologia di interventi di Domiciliarità e indicazione dei soggetti istituzionali e del terzo settore che collaborano con i Comuni del Valdarno alla loro attuazione. Assistenza domiciliare diretta Il Servizio di titolarità dei Comuni è programmato e gestito dai servizi sociali professionali dei comuni e attuato con gli operatori socio assistenziali del Consorzio di cooperative Co & So a cui il servizio è appaltato. Gli interventi di assistenza domiciliare vengono attivati nell ambito di specifici progetti di aiuto individuale, elaborati dal Servizio Sociale professionale del comune in eventuale integrazione con gli operatori sanitari della competente ASL in casi di non autosufficienza. La tipologia delle prestazioni sinteticamente si riassume in: - igiene della persona e degli ambienti, - acquisto alimenti, preparazione e somministrazione dei pasti, - monitoraggio della corretta assunzione dei farmaci, cura dei rapporti con i familiari, con i medici curanti e con gli altri operatori sociosanitari coinvolti nell attuazione del progetto individuale di aiuto. Assistenza domiciliare leggera Il Servizio ha come obiettivo l'attivazione di interventi assistenziali a carattere "leggero", che cioè non comportano specifiche competenze professionali e si connotano come alternativi o integrativi di percorsi assistenziali specifici e specializzati attivati dai Servizi sociali e sanitari. Per questa ragione gli interventi di assistenza domiciliare leggera rappresentano l ambito ideale per valorizzare il ruolo attivo della comunità locale e del suo tessuto associazionistico alla costruzione e attuazione di una rete di servizi territoriali. Nella nostra realtà si è infatti sviluppata negli ultimi anni una forte collaborazione con la Associazione Auser, associazione con struttura 2

3 radicata nel territorio dei quattro comuni, che con i propri volontari attua, nell ambito dei progetti individuali di aiuto elaborati, coordinati e supervisionati dal Servizio Sociale Professionale, interventi di assistenza domiciliare leggera. La tipologia delle prestazioni sinteticamente si riassume in: - Integrazione e supporto all assistenza domiciliare istituzionale attuata con gli operatori delle Cooperative - Piccoli aiuti nella gestione domestica, - Recapito pasti caldi a domicilio, consegna e ritiro indumenti in lavanderia - Consegna farmaci e spesa a domicilio, - Accompagnamento per visite sanitarie ed altro - Espletamento pratiche burocratiche, - Interventi al domicilio degli utenti su chiamata della Centrale operativa del Telesoccorso o della Sorveglianza Attiva. Sorveglianza attiva Il Servizio di sorveglianza attiva, che si attiva durante il periodo estivo ( dal mese di giugno alla fine di settembre ) ha come obiettivo essenziale il monitoraggio costante di situazioni di anziani >75, soli o in coppia, individuati dai competenti servizi sociosanitari (ASL e Comuni) come in particolare condizione di rischio e fragilità. Il servizio, nato dalla cooprogettazione e partecipazione attiva dei Comuni, della ASL, della Associazione Pubblica Assistenza di zona e dell Auser di zona, si basa sulla azione integrata di tutti questi soggetti. Gli interventi di monitoraggio sono i seguenti : - Servizio di Monitoraggio telefonico su soggetti fragili individuati dai servizi socio-sanitari nell ambito di progetti individualizzati tramite telefonate di controllo effettuate da una centrale telefonica dedicata, gestita dalla Pubblica Assistenza. Le telefonate seguono modalità e tempi definiti nell ambito dei progetti stessi. - Servizio di Counseling telefonico per informazioni e per raccogliere segnalazioni su situazioni di bisogno/difficoltà: h. 8,00-20,00, festivi compresi. - Visite domiciliari di controllo e verifica su progetto individuale e/o su attivazione Centrale telefonica effettuate dai volontari Auser. - Servizio di assistenza domiciliare leggera tramite piccole azioni di aiuto alla vita quotidiana nell ambito di progetti individualizzati elaborati dai servizi socio-sanitari o su attivazione urgente da parte della centrale telefonica, effettuati dai volontari Auser. Assistenza domiciliare indiretta L assistenza domiciliare indiretta si realizza tramite erogazione di contribuzioni economiche trasferite in genere ai familiari degli anziani con significative necessità assistenziali: il contributo è finalizzato ad integrare le risorse personali o familiari dell anziano destinate al pagamento di una assistenza privata. Anche in questo caso l intervento si colloca all interno di un progetto assistenziale elaborato dai servizi sociali e sanitari competenti che dovrebbe essere supervisionato e monitorato. In realtà, data l assenza di un servizio strutturato il monitoraggio, difficilmente ha carattere di continuità ed è più difficile per i Servizi mantenere un contatto costante con la situazione di bisogno. Trasporti sociali Sono interventi effettuati tramite i diversi soggetti del Terzo settore disponibili 3

4 sul territorio (Misericordie, Pubbliche Assistenze, Auser, ecc..) e finalizzati a sostenere l autonomia della persona anziana e la sua possibilità di muoversi in un territorio dove è poco capillare la rete dei servizi pubblici. Nella maggior parte dei casi gli interventi sono finalizzati all accompagnamento a strutture sanitarie per visite, esami diagnostici ecc Telesoccorso Il servizio di telesoccorso, attivo da diversi anni nel territorio, si realizza tramite l attività di una centrale telefonica attiva 24 ore, gestita per conto dei quattro comuni, da un soggetto privato di vigilanza nell ambito di specifica convenzione. La centrale è collegata telefonicamente (24 ore) con specifici apparecchi vivavoce disposti al domicilio di anziani (per i quali è stato predisposto specifico progetto dai servizi sociosanitari) e che presentano particolari condizioni di rischio anche sanitario. La Centrale del Telesoccorso è collegato operativamente (secondo specifico protocollo) con il 118 della competente Asl per la attivazione di interventi di urgenza sanitaria. AREA DISABILITA I progetti inseriti nella programmazione degli interventi a favore della popolazione disabile nel Valdarno Inferiore hanno le loro basi fondamentali nell integrazione tra servizi sociali e servizi sanitari e nel coinvolgimento delle famiglie, del volontariato, delle associazioni, dei singoli. Si tratta di un sistema di lavoro a rete che ha l obiettivo primario di favorire l autonomia personale e l integrazione scolastica, sociale, lavorativa della persona disabile. Per avere una chiara visione di ciò che comporta l integrazione, si elencano sinteticamente i luoghi dove questa avviene, ovvero i luoghi nei quali l operatore del servizio sociale co-progetta unitamente ad altri soggetti: o GOM minori: servizio sociale (ASL e Comuni), Salute Mentale Infanzia Adolescenza (SMIA), e altri specialisti quando necessari; o GOM adulti: servizio sociale (ASL e Comuni), psicologia, medico di base e altri specialisti quando necessari; o UVM: servizio sociale (ASL e Comuni), medico del distretto, infermiere, medico di base e altri specialisti quando necessari; o PEI: servizio sociale (attualmente ASL), SMIA, operatori scolastici o Raccordo con la Salute Mentale Adulti È evidente come in questo ambito si deve essere capaci di seguire la persona in tutto il suo percorso vitale: dalla nascita fino alla soglia della anzianità, cercando di favorire il suo inserimento in tutti i contesti (sociali, educativi, scolastici, lavorativi) propri delle diverse tappe evolutive e mediando l inserimento con gli handicaps che le diversificate tipologie di disabilità comportano. I bisogni che si evidenziano e che guidano la programmazione riguardano principalmente: o Bisogni legati all accesso all informazione, e quindi ai diritti, e alla o semplificazione per la fruizione dei servizi. Ottimizzazione e maggiore raccordo sul versante della integrazione sociosanitaria e su quello della collaborazione con il privato sociale. o Ampliamento dell offerta di opportunità per la problematica legata all handicap nei minori e nei giovani al di fuori della logica degli interventi individuali. o Bisogni legati alla integrazione della persona nei vari contesti, 4

5 o fisiologicamente alla età evolutiva, come affermazione della fruizione dei diritti soggettivi. Bisogni legati alla mobilità, alla fruizione dei trasporti pubblici, alla realizzazione e ottimizzazione di trasporti sociali quale condizione essenziale allo svolgimento di progetti individuali e di comunità. La lettura trasversale dei bisogni sopra elencati evidenzia la necessità di incrementare e differenziare i progetti e le azioni utilizzando e coinvolgendo al massimo e al meglio le risorse umane (formali e informali) presenti sul territorio. Una analisi della composizione della popolazione disabile nel Valdarno Inferiore mette infatti in evidenza una diversificata tipologia di handicap: o 541 sono le persone disabili che risiedono nel territorio dei 4 comuni interessati; o I bambini disabili in età 0-5 inseriti negli Asili Nido e Scuole Materne del territorio sono 19 mentre 122 sono gli alunni disabili che frequentano la Scuola dell obbligo. Una ulteriore lettura relativa alla tipologia di disabilità evidenzia che su 541 persone disabili il: o 33,82% sono le persone con disabilità mentale; o 19,73% con handicap di tipo fisico; o 6,55% disabili motori; o 39,84% le persone con plurihandicap. È ovvio che tale fotografia obbliga l ente pubblico ad uno sforzo di differenziazione dei servizi/azioni poiché alla diversificazione delle caratteristiche di disabilità deve corrispondere una strutturazione differenziata della progettazione. L analisi dei progetti e dei servizi attivi nell ambito della disabilità nel territorio del Valdarno Inferiore vede la maggior parte delle risorse economiche destinate alla residenzialità e semiresidenzialità (Centri Diurni e strutture): sono circa 95 le persone che utilizzano i centri e le comunità alloggio. Un altro importante intervento riguarda l erogazione della assistenza specialistica scolastica, a garanzia del diritto/qualità dell inserimento a scuola dei bambini e ragazzi disabili, assicurata ad oltre 50 di loro. Particolare rilevanza rivestono gli interventi di domiciliarità finalizzati a favorire la permanenza in famiglia della persona disabile e a favorire l autonomia personale e l integrazione nel tessuto sociale. È necessario incrementare la domiciliarità in senso sia quantitativo, andando ad incrementare il numero di interventi attivati, sia qualitativo, aumentando la loro differenziazione. Si distinguono infatti: - l assistenza domiciliare: generalmente è svolta da personale in possesso di idonea qualifica e finalizzata al supporto alla famiglia o alla persona disabile nelle routine della vita quotidiana - l assistenza domiciliare leggera: generalmente svolta da operatori espressi da associazioni di volontariato caratterizzati da motivazione e sensibilità e non in possesso di specifiche competenze professionali. Tali volontari si integrano, potenziandoli e arricchendoli, in percorsi assistenziali individualizzati più complessi che vedono la presenza di più operatori sia di tipo sociale che sanitario. Essi svolgono compiti di compagnia, di 5

6 accompagnamento all esterno, recapitano la spesa e i farmaci, si occupano del disbrigo di eventuali pratiche burocratiche e supportano la persona attraverso interventi non impegnativi di economia domestica. Rappresentano quindi un nodo fondamentale nella rete di solidarietà che la comunità territoriale può esprimere nei confronti delle persone disabili. - Interventi socio-educativi: generalmente rivolti a bambini e a giovani, finalizzati a favorire l autonomia personale, l integrazione e la socializzazione nel gruppo dei pari, a sollecitare l espressione delle capacità individuali e ad affrontare/superare difficoltà e ostacoli nella dimensione intra e interpersonale. Attualmente sono circa 105 gli interventi di domiciliarità attivati nel territorio del Valdarno. Un altro importante tassello nella progettualità dell ambito della disabilità riguarda gli inserimenti socio-occupazionali e socio-terapeutici orientati a favorire l esperienza dell inserimento della persona disabile nella realtà occupazionale/lavorativa attraverso un modulo personalizzato guidato e protetto. Anche questa importante linea progettuale ha potenzialità di ampliamento dato il suo alto valore di integrazione e crescita nel percorso di vita della persona. Si contano circa 33 inserimenti attivi. A completamento della progettualità nell ambito della disabilità si situano i progetti di comunità realizzati attraverso la dimensione del gruppo. Tra questi si elencano: o Progetto Disabilità e Tempo Libero che caratterizza le proprie attività attraverso la realizzazione: - di attività teatrale con l obiettivo finale della produzione di uno spettacolo i cui attori sono ragazzi sia disabili che normodotati; - uscite nel fine settimana; i ragazzi partecipanti sono circa 12. o Progetto Elicriso: gruppo di aggregazione/socializzazione frequentato da circa 10 persone prevalentemente residenti nel territorio del Comune di San Miniato o Progetto Canto Anch io realizzato da associazioni di volontariato e di promozione sociale in partenariato con i Comuni del LODE Valdarno finalizzato a realizzare dei laboratori di canto, quale attività espressiva indicata e richiesta da molti ragazzi disabili psichici e psico-organici; il progetto coinvolge circa 14 ragazzi di età compresa tra i 16 e i 25 anni. o Progetto Splash: esperienze di acquaticità coprogettate con la Unità Funzionale Salute Mentale Infanzia Adolescenza e attualmente frequentate da circa 20 bambini di età compresa tra i 4 e i 12 anni. o Progetti attività estive rivolti ai bambini e agli adolescenti disabili generalmente inseriti nei progetti educativi realizzati in ambito educativo durante il periodo di chiusura delle scuola. 6

7 2) Obiettivi del progetto: Il progetto, condividendo lo spirito e le indicazioni della Legge 64/2001 istitutiva del Servizio civile, si propone di promuovere la solidarietà sociale e di contribuire alla formazione civica, culturale e professionale dei volontari in servizio, finalità peraltro realizzate nell annualità di attuazione del precedente progetto. AREA ANZIANI Obiettivi generali AREA DISABILI A)Mantenimento dell anziano, per quanto possibile, nel proprio ambiente di vita e prevenzione dell insorgenza della non autosufficienza. Obiettivi specifici Indicatori di risultato Risultati attesi A) Consolidare e sviluppare, grazie ai volontari, i servizi di domiciliarità aumentando il numero degli anziani seguiti nei quattro comuni. -Fornire in un maggior numero di casi il supporto a livello domiciliare finalizzato al mantenimento della autonomia e alla relazione. -Fornire aiuto negli spostamenti e accompagnare all esterno promovendo le relazioni e lo socializzazione. - Numero aggiuntivo di anziani seguiti complessivamente grazie all apporto dato dai volontari ai servizi di domiciliarità, - numero di anziani seguiti dai volontari, con funzioni di assistenza domiciliare leggera, in integrazione di interventi di Assistenza domiciliare diretta o in alternativa ad essa, - numero di anziani seguiti dai volontari con interventi di trasporto e accompagnamento. n. 75 n. 32 n. 30/35 B)Implementare la rete di sostegno e supporto alla persona anziana e alla sua famiglia; B)- Integrare l azione dei volontari nella rete già attiva dei servizi di domiciliarità e inserirli nei gruppi di lavoro già esistenti -utilizzo per i volontari del metodo di lavoro basato sul gruppo, sulla progettazione degli interventi, verifica e monitoraggio B) inserimento dei volontari nei progetti di AD leggera e di Sorveglianza attiva e di Assistenza domiciliare diretta Loro partecipazione attiva ai gruppi di lavoro - definizione di un programma mensile di attività con calendarizzazione dei momenti di verifica degli interventi n. 10 incontri a volontario (con cadenza almeno mensile) per partecipazione a gruppi di lavoro e verifica n. 1 relazione finale prodotta dal singolo volontario - Produzione di una relazione finale dell attività svolta, C)Sostenere le famiglie interessate dal progressivo aumento dei carichi assistenziali e di cura nei confronti degli anziani. C) Con la presenza del volontario si intende fornire un supporto concreto che ha come obiettvi specifici quelli di -dare alle famiglie la possibilità di un tempo da poter dedicare ad altro sollevandosi dal peso di una responsabilità assistenziale continua, -un supporto relazionale riconducibile alla presenza di un volontario di Servizio Civile come persona disponibile all ascolto e al confronto, - favorire il raccordo tra i servizi sociali e le famiglie. C)- Numero aggiuntivo di famiglie che usufruiscono di sollievo nel carico assistenziale, - maggior numero di situazioni monitorate costantemente dai servizi sociali anche in assenza di servizi strutturati. n. 14 famiglie, n. 14 situazioni con progetto di indiretta monitorate. 7

8 Obiettivi generali Favorire e migliorare la permanenza della persona disabile all interno del nucleo familiare contribuendo al sollievo dei carichi psico/assistenziali della famiglia e cercando di favorire la vita indipendente. Favorire l integrazione del bambino e studente disabile all interno dell ambiente scolastico ed educativo (Asili Nido, CIAF, Attività estive). Favorire l integrazione delle persone disabili con i normodotati nelle attività di svago, gioco, socializzazione. Obiettivi specifici Indicatori di risultato Risultati attesi A) Incrementare la gamma e la quantità dei servizi di tipo domiciliare. B) Favorire, attraverso il volontario del servizio civile, l integrazione della persona disabile nel tessuto sociale attraverso la presenza di un operatore che sappia porsi come facilitatore nel superamento delle barriere estesamente intese. A) Implementare, attraverso la presenza dei volontari del servizio civile, una rete qualitativa di supporto alla integrazione scolastica/educativa B) Incrementare, attraverso la presenza dei volontari, l inserimento dei minori disabili nelle attività socio-educative estive Integrare l azione dei volontari del servizio civile nei progetti socioeducativi di comunità attivati sul territorio favorendo uno scambio di esperienze valido sia per i ragazzi disabili che per i volontari. A1) Aumento complessivo del numero di soggetti/famiglie disabili seguiti a livello domiciliare. A2) Aumento del numero di persone che si avvalgono del servizio di assistenza domiciliare leggera. B) Incremento delle persone disabili che usufruiscono dei servizi di trasporto e accompagnamento. A1) Obiettivo qualitativo: aumentare i nodi della rete supportiva all inserimento del bambino/ragazzo in ambito scolastico ed educativo: numero di GOM o PEI o Verifiche (Gruppi operativi) che coinvolgono anche l operatore del servizio civile A2) Obiettivo quantitativo: numero di assistenze scolastiche con operatore del servizio civile in aggiunta ad altro personale B) Numero di minori inseriti nelle attività estive 1) Numero di progetti nei quali inserire i volontari del servizio civile. 2) Incremento della recettività all interno dei progetti. A1 e A2) Aumento di n. 6 interventi. B) Aumento di 15 interventi. A1) Minimo 6 eventi. A2) 3 interventi. B) Aumento di 3 1) Minimo 2 3) Aumento di 5. 3) Descrizione del progetto e tipologia dell intervento che definisca dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo le modalità di impiego delle risorse umane con particolare riferimento al ruolo dei volontari in servizio civile: 8

9 3.1 Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi Il presente progetto si colloca dentro la prospettiva generale, sopra già richiamata, di consolidamento della domiciliarità, assunta come idea e strategia di base delle politiche di sviluppo dei servizi a favore della popolazione anziana, intesa come insieme di servizi ed occasioni finalizzati a contrastare l isolamento e la solitudine, a prevenire l insorgenza o la cronicizzazione di fattori visti come causa o concausa della non autosufficienza, finalizzati ad evitare l istituzionalizzazione e a favorire la permanenza dell anziano nella propria abitazione e nel proprio ambiente. Il progetto tende inoltre ad incrementare la cultura dell integrazione dell handicap a favorire progetti in rete con il terzo settore volti al miglioramento del benessere e all'integrazione sociale della persona disabile in molti percorsi di vita. Le azioni saranno progettate con la consapevolezza che queste possono rappresentare occasione di scambio e crescita sia per coloro i quali beneficeranno degli interventi sia per i volontari del servizio civile. Si intende quindi promuovere e potenziare la cultura della solidarietà considerando la diversità della persona disabile e dell anziano non come ostacolo ma come risorsa di socialità. Il target di riferimento del progetto è dato dagli anziani >75 in condizioni di fragilità e dalle famiglie di anziani non autosufficienti con un elevato carico assistenziale, e persone disabili sia in età evolutiva che giovani-adulti. I volontari di Servizio civile interessati da questo progetto saranno una risorsa aggiuntiva che andrà ad integrare la rete già esistente aumentando potenzialmente il numero degli utenti raggiunti dai servizi e il numero delle prestazioni, qualificando la capacità del territorio e della comunità di appartenenza di prendersi cura dei propri soggetti più deboli. Le sedi di impiego saranno quelle dei Comuni di Castelfranco di Sotto, Fucecchio, Montopoli in Val d Arno, San Miniato e Santa Croce sull Arno, nei servizi di domiciliarità che confluiscono nella area anziani e nei progetti dell area disabilità. La strategia fondamentale è quella di inserire il volontario nei gruppi di lavoro già attivi quale risorsa aggiuntiva in affiancamento del personale impiegato. L integrazione tra competenze e professionalità diverse è infatti condizione fondante della progettualità in questo ambito e l equipe è la dimensione lavorativa privilegiata. Il livello di coordinamento si collocherà nell Area Anziani e nell Area Disabilità dell Ufficio Comune con particolare riferimento al piano generale di impiego dei volontari e alla loro formazione specifica. Il piano di attuazione del progetto si articola nelle seguenti fasi: Fase 1 ) Avviamento del progetto (I mese): o presentazione dei volontari ai Responsabili e agli operatori dell Ufficio comune servizi sociali associati del Valdarno Inferiore; o prima parte della formazione generale di 32 ore; o conoscenza del territorio e dei servizi esistenti attraverso documentazione e visite nelle sedi attuative del progetto, curata dagli olp e dai servizi sociali comunali; o formazione specifica di 27 ore (residenziale) sulle dinamiche relazionali, sul lavoro di gruppo, su conflitti e comunicazione; o formazione specifica di base sull organizzazione del servizio pubblico, sulle 9

10 o normative specifiche dei progetti, in particolare la legge sulla privacy (7 ore in 1 giornata formativa); individuazione dei progetti nei quali saranno inseriti i volontari tenendo conto delle caratteristiche personali dei singoli; Fase 2) Introduzione all operatività e attivazione progetti (II al III mese) o seconda parte della formazione generale di 10 ore e-learning (entro il II mese). o Accompagnamento e inserimento dei volontari nei gruppi di lavoro progettuali; introduzione alla metodologia di lavoro e alla tipologia di intervento attraverso l affiancamento agli operatori e ai volontari già attivi per sperimentare concretamente le relazioni con anziani e disabili e con i nuclei familiari di appartenenza e l operatività sul campo; o Partecipazione dei singoli volontari agli incontri periodici di equipe finalizzati alla verifica dei progetti e alla supervisione con particolare attenzione alle dinamiche relazionali; o Formazione specifica seconda trance di 24 ore in 4 giornate formative(ii-iii mese); o Prima sessione di monitoraggio; Fase 3) Operatività e completamento formazione specifica (IV-VI mese) o I volontari vengono attivati sugli interventi assistenziali dove operano in autonomia e partecipano ai momenti programmati di supervisione e verifica; o formazione specifica terza trance di 14 ore in 3 giornate (V-VI mese); o seconda sessione di monitoraggio. Fase 4) Operatività fino alla conclusione del periodo di servizio civile volontario (VII XII mese) e verifica finale del percorso effettuato e dei risultati raggiunti dal progetto in termini quantitativi e qualitativi (XI XII mese) o o o I volontari proseguono nell attività prevista dal progetto a cui sono assegnati, mantenendo uno stretto contatto con gli olp, ma sviluppando progressivamente maggiore autonomia nella gestione dei propri compiti; In seguito all esame della documentazione prodotta dagli olp durante gli incontri di equipe di progetto, dalle relazioni di servizio dei volontari e dai report provenienti dal monitoraggio, si verificherà l efficacia dei progetti dal punto di vista dell utenza, dei volontari, e dei servizi; Valutazione delle conoscenze acquisite, attraverso le relazioni di servizio, report degli olp e prove specifiche di verifica. Pur non essendo obbligatoria per la classe di accreditamento sarà presente la figura di un tutor a disposizione dei volontari durante l anno di svolgimento del servizio. L attività di tutoraggio si svolgerà parallelamente al monitoraggio, e sarà disponibile su specifica richiesta del volontario e dell'olp per supportarli nello svolgimento del servizio, sostenerli nella soluzione di possibili difficoltà relative al progetto, all organizzazione o alle relazioni interpersonali. 3.2 Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione. 1

11 Individuazione da parte dei Servizi Sociali dei comuni degli anziani >75 soli o in coppia, in condizione di fragilità, in condizione di bisogno assistenziale e potenzialmente interessati ai servizi di domiciliarità. Individuazione di nuclei familiari di anziani non autosufficienti con elevato carico assistenziale potenzialmente interessati ai servizi di domiciliarità; Individuazione in sede GOM (Gruppo Operativo Multiprofessionale) delle persone disabili che possono essere affiancate dai volontari del servizio civile all interno dei progetti sopra indicati. Assegnazione dei volontari sui singoli progetti tenuto conto delle loro caratteristiche personali e, ove possibile, delle loro preferenze espresse. Verifica da parte dei Servizi Sociali dei comuni del bisogno assistenziale e stesura di progetti individualizzati di aiuto che prevedano l impiego dei volontari in rete con gli altri servizi. I Servizi Sociali dettaglieranno il quadro operativo settimanale e mensile, con specifica delle funzioni e compiti degli operatori e dei volontari di servizio civile, e dei momenti dedicati alla pianificazione e programmazione degli interventi, condivisione degli obiettivi, supervisione e verifica dell andamento degli intereventi stessi (solitamente riconducibili alle riunioni del Gruppo degli operatori ). I volontari al loro arrivo avranno delle prime occasioni di conoscenza del territorio e dei servizi esistenti attraverso documentazione e presentazione dei servizi e delle strutture curata dai Servizi Sociali Comunali, in questa prima fase si collocherà anche la prima trance della formazione specifica curata dalle Responsabili di Area e di loro collaboratori. Nella fase di introduzione all operatività vi saranno i primi momenti di incontro con i gruppi degli operatori e dei volontari dei servizi di domiciliarità e di interventi socio-educativi e successivamente si procederà al loro affiancamento iniziale in servizi già attivi per sperimentare concretamente relazioni con anziani, con disabili e con nuclei familiari di appartenenza, e per conoscere sul campo l operatività dei servizi. In questa fase continuerà il percorso di formazione espressamente dedicata all approfondimento di tematiche relative ai bisogni assistenziali, di supporto, e educativi nella popolazione target, puntando in maniera particolare all importanza della relazione e alla metodologia del lavoro di gruppo. La fase di attivazione degli interventi presuppone la conoscenza diretta delle persone che usufruiranno dei progetti di aiuto e conoscenza del piano di intervento e la condivisione degli obiettivi. Il volontario avrà sempre come riferimento l operatore locale di progetto e l assistente sociale referente sul caso ove questo non sia coincidente. Si articolerà in momenti distinti di incontro con l Assistente Sociale referente dell intervento, con l equipe di lavoro, per la presentazione della situazione e del progetto individualizzato, con la definizione precisa di compiti e funzioni di ogni operatore coinvolto, ivi comprese le funzioni che andrà a svolgere il volontario. Individuazione di momenti precisi di verifica del progetto assistenziale. Alla conclusione del progetto sarà dedicata apposita riflessione al fine di coglierne i risultati qualitativi e quantitativi e per conoscere i vissuti e la portata esperienziale del volontario del servizio civile. 3.3 Risorse umane complessive necessarie per l espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell ente. I 5 Comuni mettono a disposizione per l espletamento delle attività previste dal progetto: 1

12 o n. 1 Responsabile Servizi Area Anziani per i 4 comuni della provincia di Pisa o 1 Responsabile Area Interventi di sostegno ai cittadini con disabilità e salute mentale per i quattro comuni, della provincia di Pisa; o n. 1 Responsabile dei Servizi Sociali Area Anziani ed Handicap per il comune di Fucecchio o n. 1 Assistente Sociale Area Anziani e Area Handicap per ogni ambito Comunale, o n. 4 volontari della Associazione Auser per ogni ambito Comunale, o n. 2 volontari della Associazione Pubblica Assistenza che gestisce la centrale operativa della Sorveglianza attiva; o n. 3 Operatori Socio-assistenziali della Cooperativa che gestisce gli interventi di Assistenza domiciliare per ogni ambito comunale, o n. 1 collaboratore socio-assistenziale dipendente del Comune di Fucecchio. o 1 Assistente Sociale Area anziani che collabora con la Responsabile di area al coordinamento del presente progetto e alla formazione specifica; o 1 Assistente Sociale Area Disabilità che collabora con la Responsabile di Area al coordinamento del presente progetto e alla formazione specifica; o 4 educatori appartenenti al terzo settore (cooperative sociali e associazioni di promozione sociale) che gestisce gli interventi socio-educativi e di assistenza specialistica scolastica; o 1 educatore + 1 tecnico di teatro + uno specialista in canto espressi dal terzo settore che gestisce i progetti di comunità o È attivo a livello zonale, presso il Centro Risorse educative e Didattiche, un punto di supporto per le questioni amministrative relative allo svolgimento del Servizio civile che darà informazioni ai volontari e agli Olp, per permettere il corretto svolgimento del Servizio e il corretto adempimento delle pratiche amministrative da parte dei volontari. 3.4 Ruolo ed attività previste per i volontari nell ambito del progetto. La assegnazione dei volontari alle finalità individuate dal presente progetto all interno degli ambiti comunali può essere la seguente: Castelfranco di Sotto: n 2 volontario per 30 h medie settimanali sulle due aree Fucecchio: n. 1 volontario per 30 Montopoli in V/A: n 1 volontario per 30 San Miniato: n 3 volontario per 30 Santa Croce S/A: n 2 volontario per 30 Non si richiedono competenze professionali ma motivazione e attitudine alla relazione. Sarà compito degli operatori dell ente aiutare il volontario a sviluppare tali attitudini nel compimento di questa esperienza che ci auguriamo rappresenti per lui/lei una occasione di crescita personale. In maggior dettaglio le attività riguardano: Progetto assistenza domiciliare leggera: o Piccoli aiuti nella gestione domestica o Recapito pasti caldi a domicilio, consegna e ritiro indumenti in lavanderia o Consegna farmaci e spesa a domicilio o Accompagnamento per visite sanitarie ed altro 1

13 o o o o Espletamento pratiche burocratiche Compagnia Facilitazione dei rapporti fra la persona anziana e/o disabile e le loro famiglie con i Servizi Sociali Realizzazioni di trasporti sociali funzionali al raggiungimento di presidi sanitari, centri diurni, o più genericamente luoghi previsti nei progetti individualizzati. Interventi socio-educativi o Accompagnamento all esterno finalizzato alla realizzazione di esperienze di socializzazione e integrazione in gruppi formali e informali o Supporto nello svolgimento di attività didattica laddove la famiglia non possegga le necessarie capacità o Supporto alla famiglia nella strategia educativa del minore Progetti di comunità comprese le attività estive o Partecipazione del volontario alle attività previste nei vari progetti in affiancamento ed integrazione al personale già attivo: presenza e integrazione del volontario durante l attività di laboratorio teatrale presenza e integrazione del volontario durante le uscite nel fine settimana. Si esemplifica tramite alcune uscite già realizzate: Gita a Livorno, Concerto di Biagio Antonacci, Mercatino di Natale a Firenze, Pizza a Vinci etc. presenza e integrazione del volontario nelle attività educative dei CIAF (comprese le attività estive) con la funzione di facilitare l inserimento del bambino/ragazzo disabile nel gruppo dei pari normodotati o disabili 4) Numero dei volontari da impiegare nel progetto: 9 5) Numero posti con vitto e alloggio: 6) Numero posti senza vitto e alloggio: 9 7) Numero posti con solo vitto: 8) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo: ) Giorni di servizio a settimana dei volontari:5 10) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio: Rispetto della privacy delle persone assistite e riservatezza delle informazioni assunte nello svolgimento del servizio; Rispetto delle indicazioni operative ricevute dai responsabili dei progetti individualizzati di intervento, e raccordo con gli stessi ; Disponibilità alla flessibilità oraria nell arco dei sei giorni lavorativi e di apertura dei servizi; Disponibilità a svolgere le attività di formazione nei giorni di sabato. 1

14 CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI 1) Eventuali crediti formativi riconosciuti: Il Corso di Laurea in Scienze Sociali Della Facoltà di Scienze Politiche dell Università di Pisa, riconosce fino ad un massimo di 8 CFU ai volontari che abbiano svolto servizio civile nei progetti in ambito sociale del Comune di San Miniato. (vedi delibera allegata) 2) Eventuali tirocini riconosciuti : Sulla base della delibera richiamata, il Corso di Laurea in Scienze Sociali Della Facoltà di Scienze Politiche dell Università di Pisa, riconosce la validità dei crediti formativi sopra richiamati in sostituzione del tirocinio per il medesimo percorso di studi, ai volontari che abbiano svolto servizio civile nei progetti in ambito sociale del Comune di San Miniato. (vedi dichiarazione allegata del Coordinatore didattico). 3) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l espletamento del servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae: Al termine dell esperienza al volontario saranno certificate e riconosciute le competenze acquisite e l esperienza professionale svolta all interno del progetto da parte del Comune di San Miniato (in allegato delibera e piano di verifica) e da Parte dell Agenzia Formativa Fo.Ri.Um, (in allegato accordi sottoscritti) dettagliando tutte le competenze sviluppate durante l anno di servizio. Tale certificazione potrà essere inserita nel curricolo professionale e formativo e utilizzata dal volontario in future collaborazioni professionali negli ambiti attinenti al servizio prestato, con particolare riferimento alle imprese che lavorano in campo educativo. INDICAZIONE DELLE CONOSCENZE E COMPETENZE ACQUISIBILI o Conoscenza dei servizi alla persona nel l ambito della normativa di riferimento Nazionale e Regionale, o Conoscenza della organizzazione e strutturazione dei servizi alla persona nella zona nell ambito del territorio dei cinque comuni del Valdarno inferiore. o Procedure amministrative per l accesso ai servizi e per la gestione degli stessi da parte degli enti pubblici; o Competenze connesse alla professioni sociali, con particolare riferimento a funzioni di assistenza domiciliare leggera per anziani e a interventi socioeducativi rivolti a popolazione disabile, nell ambito delle mansioni svolte durante il servizio, con particolare attenzione alle competenze relazionali; o Acquisizione di competenze in ordine alla programmazione e organizzazione degli interventi individuali e di comunità in relazione alla popolazione anziana e ai cittadini diversamente abili; o Acquisizione di competenze in ordine alla gestione di attività di cura, sostegno e assistenza verso persone parzialmente non autosufficienti;

15 o Sperimentazione e potenziamento delle proprie competenze individuali in particolare: nel lavoro di gruppo, nella comunicazione, nella assunzione di responsabilità, nella condivisione di obiettivi. 4) Sede di realizzazione: Formazione generale dei volontari La formazione generale dei volontari viene effettuata direttamente da Arci Servizio Civile Nazionale, attraverso il proprio staff nazionale di formazione, con svolgimento nel territorio di realizzazione del progetto. Presso: Centro di Ricerca e Documentazione La Bottega di Geppetto 5) Modalità di attuazione: In proprio presso l ente con formatori dello staff nazionale con mobilità sull intero territorio nazionale con esperienza pluriennale dichiarata all atto dell accreditamento attraverso i modelli: - Mod. FORM - Mod. S/FORM 6) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: I corsi di formazione tenuti dalla nostra associazione prevedono: - lezioni frontali, letture, proiezione video e schede informative; - formazione a distanza - dinamiche non formali: incontri interattivi con coinvolgimento diretto dei partecipanti, training, giochi di ruolo, di cooperazione e di simulazione, giochi di conoscenza e di valutazione. La metodologia didattica utilizzata è sempre finalizzata al coinvolgimento attivo dei partecipanti attraverso l utilizzazione di tecniche di simulazione comportamentale. La formazione dei volontari ha come obiettivi il raggiungimento delle finalità di cui all art. 1 della legge 64/2001: la formazione civica, sociale culturale e professionale dei volontari. Essa intende fornire ai partecipanti strumenti idonei all interpretazione dei fenomeni storici e sociali al fine di costruire percorsi di cittadinanza attiva e responsabile. Attraverso i corsi di formazione si intende altresì fornire ai volontari competenze operative di gestione di attività in ambito no-profit.

16 7) Contenuti della formazione: La formazione dei volontari ha come obiettivi il raggiungimento delle finalità di cui all art. 1 della legge 64/2001: la formazione civica, sociale culturale e professionale dei volontari. Essa intende fornire ai partecipanti strumenti idonei all interpretazione dei fenomeni storici e sociali al fine di costruire percorsi di cittadinanza attiva e responsabile. Attraverso i corsi di formazione si intende altresì fornire ai volontari competenze operative di gestione di attività in ambito no-profit. I contenuti della formazione generale, in coerenza con le Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale, (determina Direttore UNSC del 4 aprile 2006) prevedono: Identità e finalità del SCN la storia dell obiezione di coscienza; dal servizio civile alternativo al servizio militare al SCN; identità del SCN. SCN e promozione della Pace la nozione di difesa della Patria secondo la nostra Costituzione e la giurisprudenza costituzionale in materia di difesa della Patria e di SCN; la difesa civile non armata e nonviolenta; mediazione e gestione nonviolenta dei conflitti; la nonviolenza; l educazione alla pace. La solidarietà e le forme di cittadinanza il SCN, terzo settore e sussidiarietà; il volontariato e l associazionismo; democrazia possibile e partecipata; disagio e diversità; meccanismi di marginalizzazione e identità attribuite. La protezione civile prevenzione, conoscenza e difesa del territorio. La legge 64/01 e le normative di attuazione normativa vigente e carta di impegno etico; diritti e doveri del volontario e dell ente accreditato; presentazione dell ente accreditato; lavoro per progetti.

17 Identità del gruppo - le relazioni di gruppo e nel gruppo; - la comunicazione violenta e la comunicazione ecologica; - la cooperazione nei gruppi. Ai fini della rendicontazione, richiesta dalle citate linee guida, verranno tenute 32 ore di formazione attraverso metodologie frontali e dinamiche non formali e ulteriori 10 ore attraverso formazione a distanza. 8) Durata: La durata complessiva della formazione generale è di 42 ore, questa è parte integrante dei progetti ed è conteggiata a tutti gli effetti ai fini del monte ore. Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari 9) Sede di realizzazione: Sede dell Ufficio Comune Servizi Sociali Associati presso Comune di San Miniato. 10) Modalità di attuazione: La formazione specifica verrà effettuata in proprio con personale qualificato dell ente e con formatori qualificati in materie sociali, ed esperienza nell organizzazione di attività di integrazione, educazione e animazione rivolta a disabili e anziani. 11) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: Formazione iniziale in stage residenziale teorico-pratico (vitto e alloggio a carico dell Ente) secondo lo schema: - preparazione attività,

18 - attività individuale e di gruppo, - rielaborazione contenuti esperienziali. lezioni frontali di carattere prevalentemente didascalico, concernenti l organizzazione dei servizi e le pratiche da mettere in atto per la gestione dei compiti previsti, seguiti da circle-time di approfondimento; training pratici ed esercitazioni attraverso l utilizzo di strumentazione adeguata e tecniche partecipative, apprendimento in affiancamento del personale dell ente nelle attività previste; giochi di simulazione, di conoscenza, di valutazione: sperimentazione diretta di metodologie da utilizzare durante il servizio. lavoro teorico-pratico di ricerca e studio in gruppo, attraverso: - la compilazione di schede di documentazione, - la realizzazione di composizioni scritte, e multimediali (slide, filmati, foto, etc). - il confronto sui temi affrontati attraverso focus group. Proiezioni video e analisi del contenuto di materiale multimediale relativo ad attività educative. 12) Contenuti della formazione: Gli obiettivi formativi del presente progetto si possono distinguere in: conoscenze strumentali allo svolgimento delle mansioni previste nel servizio, conoscenze teoriche relativamente a normative, forme organizzative e modalità di intervento, acquisizione di competenze personali nella relazione educativa, di sostegno e di aiuto. Questo prevede la preparazione dei volontari alla gestione delle situazioni di difficoltà più frequenti che possono incontrare sia nei rapporti con le famiglie, che con gli anziani e i disabili ai quali sono rivolti i servizi e le attività. La formazione specifica prevede l individuazione di quattro fasi così articolate: Prima fase. Nel primo mese verrà svolto un primo incontro di formazione personale e di gruppo, riguardante la capacità di e di gestire le dinamiche relazionali, al metodo di lavoro di gruppo, alla conduzione di lavoro in gruppi. Il raggiungimento degli obiettivi del percorso formativo prevede un lavoro teorico pratico su: - gli aspetti motivazionali, - le dinamiche relazionali, - il lavoro di gruppo, - la capacità di gestire situazioni di difficoltà, - la gestione e la risoluzione di conflitti interpersonali nell ambito lavorativo. Per complessive 27 ore distribuite in 3 giorni di stage residenziale.

19 Seconda fase: 3 giornate per complessive 23 ore su: - Normativa nazionale e regionale in materia di servizi sociali; - Le cure domiciliari; - Concetti generali riguardo menomazione, disabilità, handicap, I livelli di ritardo mentale ed il sistema di classificazione delle malattie (DSM4) e delle conseguenze di malattie e menomazioni; - Disabilità: tipologie e classificazione. La disabilità in età evolutiva. La disabilità tra deficit e risorsa. - La fragilità e la non autosufficienza; - Prevenzione e stili di vita - Il bisogno della mobilità e la movimentazione nei disabili non autosufficienti; Terza fase: 3 giornate per 22 ore complessive su: - Il progetto individuale di assistenza - Il lavoro di gruppo e il lavoro sul caso - Il contesto sociale territoriale degli interventi - la rete dei servizi e i soggetti utenti; 13) Durata: 72 ore, con incontri distribuiti nell arco dell anno (dei primi 6 mesi) di svolgimento del servizio.

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