PROGETTO PER L INTEGRAZIONE E L INCLUSIONE DEGLI ALUNNI DISABILI

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1 ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE David Maria Turoldo Liceo Scientifico Statale Istituto Tecnico Statale Commerciale e per Geometri Istituto Professionale Statale per l Industria e l Artigianato Capitolo 1 Certificazione n 13382/05/S PROGETTO PER L INTEGRAZIONE E L INCLUSIONE DEGLI ALUNNI DISABILI A cura del Prof. Ciancio Sebastiano docente di sostegno specializzato in servizio presso l Istituto D.M. Turoldo di Zogno con la condivisione del Gruppo di docenti di sostegno operanti nell Istituto ANNO SCOLASTICO 2009/2010

2 INDICE PREMESSA..3 FINALITA 3 DESTINATARI.4 CONTESTO...4 FASI ATTUATIVE... 4 Raccolta dati.4 Accoglienza Osservazione 6 Percorsi.6 Orientamento 6 Valutazione...7 ORGANIZZAZIONE INTERNA 7 RISORSE UMANE...8 Gruppo H 8 Dirigente Scolastico...9 Consiglio di classe...9 Commissione H..9 Assistente educatrice 10 Personale ATA RISORSE MATERIALI 11 RISORSE FINANZIARIE 11 FASCICOLO PERSONALE DELL ALUNNO.12 Il Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.)..12 Il Piano Educativo Personalizzato (P.E.P.)...12 La Diagnosi Funzionale (D.F.)...12 Il Profilo Dinamico Funzionale (P.D.F.)...13 Il Modello Integrazione Scolastica (mod. I.S.)...13 Il Portfolio delle competenze...13 RETE ESTERNA 13 RIFERIMENTI NORMATIVI..15 2

3 PREMESSA Il Progetto per l integrazione e l inclusione degli alunni disabili nasce dall esigenza di rendere ufficiali le modalità operative che da alcuni anni, con dedizione e professionalità, vengono messe in atto dal Gruppo di docenti di sostegno dell Istituto David Maria Turoldo, allo scopo di renderle note a tutti coloro che operano al suo interno, nonché agli alunni e alle loro famiglie. La scuola, infatti, nell ambito della sua autonomia scolastica, si pone come finalità prioritaria quella di un integrazione globale degli alunni, intesa come sperimentazione di percorsi formativi sempre più rispondenti ai bisogni educativi di ciascuno di essi e di azioni didattiche che siano in grado di assicurare la necessaria continuità nel passaggio tra il mondo della scuola e quello sociale in senso ampio e, pertanto, mirate all inserimento lavorativo, non solamente per gli alunni normodotati ma anche e soprattutto per quelli in situazione di handicap. E da sottolineare, inoltre, che da qualche anno il Ministero si propone di promuovere il passaggio dall integrazione, che attualmente è quella più praticata nelle scuole di ogni ordine e grado, all inclusione. Promuovere tale passaggio significa modificare i propri modelli di riferimento, dall ambito strettamente educativo alla sfera educativa, sociale e politica in senso lato, analizzando non solo la diagnosi funzionale ma anche il contesto che circonda l alunno (famiglia, parenti, amici, compagni di scuola, vicini di casa, comunità), per poter sviluppare anche quelle potenzialità che altrimenti rimarrebbero sommerse. FINALITA Per le considerazioni fatte in premessa le finalità del progetto sono le seguenti: Consolidare e/o migliorare i livelli raggiunti. Promuovere l integrazione/inclusione degli alunni disabili all interno della scuola sviluppandone, attraverso un adeguato progetto didattico, i punti di forza e la consapevolezza circa le proprie potenzialità. Accogliere le famiglie nella disponibilità al dialogo ed alla collaborazione in vista di un efficace percorso di studi e di orientamento degli alunni disabili. Promuovere e coltivare le necessarie relazioni con il territorio, le scuole di provenienza e le istituzioni per realizzare un percorso che, insieme alla socializzazione ed all apprendimento, si proponga l obiettivo di disegnare un progetto di vita per consentire a ciascun allievo/a di svolgere con dignità il proprio ruolo all interno della società. 3

4 DESTINATARI Il progetto è rivolto agli alunni disabili che frequentano il nostro Istituto, alle famiglie, ai Consigli di classe coinvolti in attività d integrazione, a tutti coloro che operano all interno dell Istituto. CONTESTO L Istituto Turoldo ha visto crescere, negli ultimi anni, il numero complessivo degli alunni iscritti. All inizio il bacino di utenza era limitato al Distretto scolastico corrispondente alla Comunità Montana della Valle Brembana; successivamente si sono iscritti nel nostro Istituto anche gli utenti della Comunità Montana della Valle Imagna e dei quattro Comuni all imbocco delle valli (Almè, Villa d Almè, Paladina e Valbrembo). Gli alunni disabili che frequentano il nostro Istituto sono in tutto 20, pari all 1,6 % degli studenti iscritti nell anno scolastico 2009/2010, con una presenza che risulta più che raddoppiata nell ultimo quinquennio. FASI ATTUATIVE Raccolta dati Per la predisposizione del Piano Educativo Personalizzato (PEI) è necessario disporre di una serie di informazioni essenziali riguardanti gli obiettivi prefissati raggiunti e non raggiunti, le abilità cognitive, le potenzialità sviluppate e le modalità relazionali. Per accogliere meglio l alunno/a disabile è importante conoscere abitudini, preferenze, rifiuti, nonché spazi, sussidi e materiali che è importante avere a disposizione per un positivo progetto di integrazione. Queste informazioni vengono raccolte all inizio dell anno scolastico attraverso incontri e colloqui tra l insegnante di sostegno (o il referente H), la scuola di provenienza, il Servizio di N.P.I. di riferimento, la famiglia. Accoglienza L accoglienza dei ragazzi disabili nella nostra scuola è una fase fondamentale che inizia sin dal primo quadrimestre della terza media, allo scopo di accompagnare l allievo/a nel nuovo ambiente scolastico attraverso una serie di visite di orientamento presso il nostro Istituto insieme ai suoi genitori. Successivamente, entro il secondo quadrimestre della terza media, l alunno/a, accompagnato dal suo insegnante di sostegno, viene accolto per alcune mattinate, inserito in attività di laboratorio e vengono valutate, attraverso prove disciplinari, 4

5 le sue competenze, come indicato nel protocollo d Intesa che viene predisposto a tale scopo tra le due scuole. In particolare durante questa fase l insegnante di sostegno, o il referente del gruppo, che accoglie l alunno si propone di: Analizzare, accogliere, orientare e comprendere i reali bisogni a volte anche fisici, dell alunno disabile; Instaurare una relazione con l alunno, indispensabile per poter fornire il giusto ausilio materiale; Individuare un possibile canale di comunicazione che aiuti l alunno a manifestare le sue difficoltà. Tale percorso permette ai docenti della scuola che frequenterà l alunno di conoscere in anticipo le sue peculiarità globali per rendere più agevole l inserimento dell allievo/a all interno del gruppo classe sin dal primo giorno di scuola. All inizio del corrente anno scolastico il gruppo dei docenti di sostegno si è prefisso l obiettivo di migliorare la fase dell accoglienza, soprattutto quella di inizio anno. A tal proposito è stata individuata fra i docenti di sostegno un insegnante specializzata che, in qualità di componente della Commissione Accoglienza, si occuperà di predisporre alcuni test d ingresso su misura che tengano conto delle diverse e specifiche disabilità e capacità psicofisiche, ed a partire dal prossimo anno scolastico, dunque, è stato previsto che nei primi giorni di settembre siano convocati i Consigli di classe in cui sono presenti alunni disabili (soprattutto nelle classi prime) per fornire precise informazioni ai docenti curriculari, in particolare quelli di prima nomina, ed in questa occasione si procederà come di seguito: Il docente di sostegno tutor dello studente redigerà una scheda di presentazione dell alunno che si preoccuperà di far pervenire ai colleghi. Si definiscono le modalità ed i tempi di presentazione alla classe dell alunno, dell insegnante di sostegno e dell eventuale assistente educatore (soprattutto quando si tratta di gravi disabilità) al fine di rendere consapevoli i ragazzi della condizione del loro compagno e favorire l integrazione nel gruppo classe. Si programmano tempi, modalità e strumenti della fase di osservazione. 5

6 Osservazione L osservazione iniziale di ogni alunno disabile, pur essendo in gran parte soggettiva, in quanto influenzata dalla visione del mondo e soprattutto dalle impostazioni emozionali di chi osserva, è indispensabile in quanto permette all insegnante di raccogliere elementi utili per meglio precisare gli obiettivi didattici e comportamentali e di migliorare le modalità per rapportarsi all alunno. L osservazione viene eseguita con appositi strumenti (griglie di osservazione di contesto e relazionali, schede di rilevazione di abilità scolastiche, osservazione diretta). Le informazioni raccolte attraverso l osservazione consentono di verificare le capacità e le potenzialità dell alunno e comprenderne il funzionamento in riferimento ai vari assi di sviluppo (cognitivo, affettivo - relazionale, comunicazionale, linguistico, sensoriale, motorio-prassico, neuropsicologico, autonomia, apprendimento) per la stesura del PDF (Profilo Dinamico Funzionale) e successivamente del PEI (Piano Educativo Individualizzato). Percorsi L attuazione dell intervento didattico è riconducibile fondamentalmente a due itinerari: Percorso di tipo A Percorso di tipo B Il percorso di tipo A è un percorso curriculare simile a quello della classe di appartenenza seppur semplificato e riguarda gli alunni che, presumibilmente, otterranno il titolo di studio relativo all indirizzo frequentato. L intervento di sostegno in questo caso viene svolto in classe o fuori dalla classe, sia singolarmente che in piccoli gruppi, perseguendo obiettivi fondamentalmente riconducibili alla programmazione curriculare. Il percorso di tipo B è un percorso differenziato rispetto a quello della classe di appartenenza e coinvolge alunni che otterranno un attestato di frequenza con certificazione dei crediti formativi. L intervento di sostegno consiste nell attuazione di un percorso educativo-didattico personalizzato e parzialmente o completamente differenziato, con obiettivi individualizzati e contenuti rapportati alle potenzialità dell alunno/a. Orientamento Orientare significa dare opportunità e rendere possibile, attraverso tappe e scelte, la realizzazione di un progetto di vita anche per gli studenti con disabilità grave. A tale scopo l offerta formativa del nostro Istituto prevede anche l eventuale riorientamento dell alunno e l attuazione di un progetto-ponte o di un progetto misto. Dopo 6

7 un percorso di uno o più anni presso il nostro Istituto, il Consiglio di classe, in linea con quanto previsto nel PEI, propone un percorso di collaborazione con altre strutture scolastiche/formative (CFP, CFPH, SFA, CSE) o lavorative (aziende, cooperative, associazioni, enti locali) esterne alla Scuola, con l obiettivo di inserire progressivamente l alunno/a presso tali strutture al fine di offrirgli maggiori opportunità di autonomia e di integrazione sociale. In particolare, per l orientamento alla formazione e al lavoro, considerato il bacino di utenza dei nostri studenti, l Istituto Turoldo fa riferimento al CFP di San Giovanni Bianco. Le modalità di attuazione delle due tipologie progettuali vengono definite in accordo con la famiglia ed i servizi del territorio e stabilite con un Protocollo d Intesa. Durante la fase dell orientamento l insegnante di sostegno, in collaborazione con la famiglia, provvede alla redazione del Portfolio delle competenze in quanto ritenuto un utile strumento di orientamento dell alunno oltre che educativo e metodologico. Valutazione La valutazione didattica fa riferimento alla normativa vigente relativa agli alunni diversamente abili (C.M. n. 90 del 21/5/2001 art. 15 comma 4) ed è strettamente correlata al percorso individuale senza riferimento a standard né qualitativi né quantitativi. La fase valutativa è finalizzata a mettere in evidenza il progresso dell alunno/a ed è effettuata in rapporto alle potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali. Le richieste sono calibrate in relazione ai singoli alunni e alle specifiche patologie. Gli obiettivi educativi, cognitivi e comportamentali stabiliti nel PEI dell alunno tengono conto delle difficoltà manifestate e della conseguente possibilità di apportare le necessarie modifiche affinché il progetto risulti veramente efficace. ORGANIZZAZIONE INTERNA Per la realizzazione del progetto l Istituto Turoldo ha predisposto un piano attuativo che coinvolge vari organi (risorse umane), tutti responsabili ed ognuno con competenze e ruoli ben definiti, e mette a disposizione degli alunni e dei docenti attrezzature e spazi (risorse materiali) nonché un fondo (risorse finanziarie) per la sperimentazione didattica e metodologica nelle classi con alunni disabili. 7

8 RISORSE UMANE Gruppo H Il Gruppo H è composto da tutti i docenti di sostegno in servizio presso la nostra Scuola. L Istituto D.M. Turoldo è stato caratterizzato per molti anni da un turnover di insegnanti di sostegno, spesso non specializzati che, purtroppo, non ha favorito né la continuità didattica, indispensabile soprattutto quando si lavora sulla disabilità, né il diffondersi, all interno della Scuola, di una profonda e adeguata cultura dell integrazione. Da alcuni anni, però, la presenza nel nostro Istituto di un gruppo stabile di docenti di sostegno, di cui alcuni di ruolo, ha consentito, con il suo operato continuo, di gestire la complessità dei progetti per l integrazione degli alunni disabili in modo unitario, condividendo le scelte con le famiglie e con i Servizi. Attualmente i docenti di sostegno sono dieci e rappresentano la prima risorsa di cui dispone il nostro Istituto. Il Gruppo è coordinato da un insegnante di ruolo che funge da referente H, che tiene i contatti con il Dirigente Scolastico con il quale collabora all assegnazione degli insegnanti di sostegno ai diversi ragazzi disabili, tenendo conto delle garanzie di continuità che gli stessi possono dare; comunica al Dirigente Scolastico l andamento dei progetti relativi agli alunni e coordina le attività di orientamento, le convenzioni, i progetti ponte/misti con le realtà scolastiche e lavorative territoriali esterne alla Scuola che vengono messe in atto dai singoli insegnanti di sostegno; comunica al Collegio dei Docenti informazioni sul numero degli alunni disabili che dovranno frequentare l Istituto; tiene, inoltre, i contatti con i referenti H delle cooperative da cui sono individuate le assistenti educatrici, attualmente tre, in modo da verificarne l efficacia della collaborazione. All inizio dell anno scolastico il Gruppo dei docenti di sostegno si è prefisso l obiettivo di rafforzare la sua presenza all interno della Scuola per diffonderne una più profonda cultura dell integrazione e, considerate anche le nuove indicazioni Ministeriali in atto, promuovere il passaggio dall integrazione all inclusione. Per questo motivo, il Gruppo H si è attivato su diversi fronti: quello dell accoglienza, individuando, al suo interno, un docente di sostegno che faccia parte della Commissione Accoglienza; quello dell orientamento lavorativo, con un docente di sostegno che collabora con la Commissione Orientamento. Per fare in modo che le iniziative del Gruppo H possano diffondersi all interno dell Istituto e trovarne condivisione, è stato, inoltre, individuato un docente di sostegno che, in quanto componente della Commissione Didattica, è portavoce delle varie iniziative proposte 8

9 dal Gruppo H e cura l aggiornamento e arricchimento del POF d Istituto in particolare per quanto riguarda il Progetto per l integrazione e l inclusione degli alunni disabili. Dirigente Scolastico Il Dirigente Scolastico è messo al corrente dal referente H su quanto emerso dalle riunioni del Gruppo degli insegnanti di sostegno e della realizzazione del percorso scolastico di ogni allievo disabile. Nel caso si presentino particolari difficoltà nell attuazione dei progetti viene interpellato direttamente. Concorda con il referente del Gruppo H l attuazione dei progetti previsti per gli alunni disabili e condivide i Protocolli d Intesa. Consiglio di classe Il Consiglio di classe in cui è inserito l allievo disabile dedica, ad ogni convocazione, uno spazio adeguato alla progettazione e verifica progressiva del PEI. Per particolari esigenze si possono richiedere al Dirigente scolastico convocazioni straordinarie di Consigli di classe. Ogni insegnante del Consiglio di classe, in merito alla propria disciplina, supportato dall insegnante di sostegno, prende visione della DF e concorda con il docente di sostegno, per la parte di competenza, la programmazione disciplinare per l alunno, che sarà inserita nel PEI, anche analizzando le informazioni e i documenti redatti nell anno scolastico precedente in modo da poter mettere in atto, fin dalle prime settimane di scuola, le strategie metodologiche necessarie e raccogliere il maggior numero di elementi utili per il progetto di vita dell alunno. L insegnante di sostegno assegnato alla classe lavora in stretto contatto con l allievo disabile e collabora con gli insegnanti curriculari per il raggiungimento degli obiettivi didattico - educativi enunciati nel PEI. Commissione H E composta dal Vice Dirigente, dal coordinatore del Gruppo H, da un rappresentante delle famiglie, un rappresentante degli alunni, da due docenti curriculari, dal rappresentante del personale ATA. Condivide, tramite il referente del Gruppo H, le iniziative che vengono prese dai docenti di sostegno e valuta le richieste d acquisto. Si riunisce secondo quanto contemplato dal Piano annuale delle attività al fine di 9

10 programmare e valutare l effettiva attuazione delle attività specifiche indicate nel POF e nel Progetto H e ridefinire gli aspetti che non dimostrino l efficacia prevista. Assistente educatrice L assistente educatrice è una risorsa che, in alcuni casi e su richiesta della famiglia, viene assegnata all alunno disabile e lavora a stretto contatto con l insegnante di sostegno. Segue l allievo soprattutto nelle attività mattutine ma anche, qualora se ne rilevi la necessità, durante il pomeriggio secondo le indicazioni fornite nel PEI. Normalmente tali attività consistono in un aiuto didattico, di socializzazione, acquisizione di maggiore autonomia, di attuazione di progetti ponte/misti con associazioni, aziende ed enti. Grazie al suo stretto contatto con l allievo è in grado di fornire al Consiglio di classe indicazioni utili per cogliere aspetti o problematiche che difficilmente si potrebbero rilevare e, di conseguenza, permettere di operare nel migliore dei modi. Personale ATA Per alcuni alunni disabili sono state individuate, tra il personale non docente, alcune figure incaricate alla loro assistenza materiale nell accesso alle aree esterne alla struttura scolastica, sia all interno che all uscita da esse nonché nell uso dei servizi igienici e nella cura dell igiene personale. Inoltre è stata formata una squadra, sempre composta da collaboratori scolastici, per interventi di primo soccorso in caso di malessere o di infortunio. A tale scopo è stata prevista la partecipazione del personale stesso a corsi di formazione organizzati dal Ministero e gestiti dal CSA (corsi INDIRE) ai fini dell assistenza alla persona diversamente abile. Inoltre, a conclusione di ogni anno scolastico, tutto il personale ATA partecipa ad un incontro in cui il coordinatore del Gruppo H illustra la situazione prevista per l anno successivo, i casi in cui è necessario che i collaboratori scolastici assistano gli alunni disabili e la modalità con la quale l assistenza può essere fornita. 10

11 RISORSE MATERIALI L Istituto Turoldo mette a disposizione degli alunni, delle loro famiglie e dei docenti attrezzature, spazi e servizi. Le risorse della scuola si usano in modo unitario, senza distinzione tra i diversi indirizzi di studio presenti nell Istituto. In particolare la nostra scuola dispone dei seguenti laboratori e spazi attrezzati: 3 aule per interventi individualizzati, di cui 1 (aula B14) che dispone di un computer collegato alla rete internet e una piccola biblioteca fornita di testi di didattica speciale, software e materiali didattici vari; 2 laboratori di Informatica; 1 laboratorio di Trattamento testi; 1 laboratorio di Fisica; 1 laboratorio di Chimica/Scienze; 1 laboratorio CAD (Disegno tecnico); 3 laboratori di Meccanica; 1 laboratori di Misure elettriche; 1 laboratorio PLC (Controllo Logica Programmabile); 1 laboratorio Linguistico; 1 Aula Magna dotata di sistema di videoproiezione; 1 palestra con due spazi per le attività di Educazione fisica; 1 biblioteca/videoteca; 1 infermeria; lavagne luminose, postazioni mobili con tv, lettore dvd, computer,videoproiettore. RISORSE FINANZIARIE Nel Bilancio del nostro Istituto ogni anno vengono previste delle somme da utilizzare per l acquisto di materiali per didattica speciale nonché di software specifico. Non sempre queste somme sono state utilizzate e in futuro si prevede di poterle utilizzare per acquistare dei testi non solamente specifici ma anche relativi a varie discipline da poter utilizzare per integrare l attività didattica. Un altra voce di spesa potrebbe essere legata all acquisto di software nonché di computer da posizionare nelle aule per interventi individualizzati. 11

12 FASCICOLO PERSONALE DELL ALUNNO Il fascicolo personale dell alunno, oltre a comprendere i vari progetti, i verbali, le relazioni e gli eventuali protocolli d intesa con altre strutture scolastiche-formative o lavorative, deve contenere i seguenti documenti fondamentali: Il Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.) E il documento nel quale vengono descritti gli interventi finalizzati alla piena realizzazione del diritto all educazione, all istruzione ed alla integrazione scolastica, secondo quanto previsto dall art. 5 del DPR del 24/02/94 e dall art. 12 della L. 104/92. In esso vengono evidenziati gli interventi educativi e didattici da attuare a favore dell alunno e il tipo di percorso previsto (di tipo A o di tipo B). Il PEI viene redatto dall insegnante di sostegno insieme agli operatori sanitari, gli insegnanti curriculari e i genitori dell alunno/a. E un documento flessibile, sottoposto a verifiche periodiche, che vengono effettuate con cadenza trimestrale o quadrimestrale. Il Piano Educativo Personalizzato (P.E.P.) E il documento che viene redatto dal Consiglio di classe, per quegli alunni che presentino una diagnosi di Disturbo Specifico di apprendimento e per i quali viene sollecitato l utilizzo di strategie didattiche compensative e dispensative nel percorso educativo dell alunno. L utilizzo di tali misure, sulla base di quanto indicato nella Circolare Ministeriale del 5/10/2004, non richiede, infatti, la segnalazione ex L. 104/92 ma soltanto la diagnosi dello specialista poiché è fondamentale e conforme alla personalizzazione della didattica, al fine di non inficiare il successo formativo di chi presenti Disturbi Specifici di Apprendimento. La Diagnosi Funzionale (D.F.) E il documento con il quale la A.S.L, a seguito della segnalazione della famiglia, certifica l esistenza della situazione di handicap. Secondo l art 2 del DPR del 24/02/94 la segnalazione può essere fatta anche dal Capo d Istituto con il consenso e il coinvolgimento della famiglia. 12

13 Profilo Dinamico Funzionale (P.D.F.) E il documento successivo alla D.F. che consiste nella descrizione delle difficoltà dell alunno e del potenziale sviluppo in tempi brevi e medi. Alla sua redazione partecipano la ASL, i docenti curriculari, il docente di sostegno, i genitori dell alunno. Viene aggiornato alla fine di ogni ciclo scolastico. Il Modello Integrazione Scolastica (mod. I.S.) Si tratta di un documento che viene redatto dall insegnante di sostegno a conclusione dell anno scolastico. Tale modello rileva alcune informazioni essenziali relative al progetto attuato per ogni singolo alunno ed è parte integrante della premessa al fascicolo personale. I mod. IS vengono trasmessi ogni anno al Centro Servizi Amministrativi di Bergamo allo scopo di definire l organico per l integrazione degli alunni disabili. Il Portfolio delle competenze Il portfolio è uno strumento finalizzato alla personalizzazione dei processi educativi e di apprendimento che accompagna l allievo nella transizione tra i vari segmenti scolastici e comprende le esperienze formative extrascolastiche monitorando la quantità e qualità dei traguardi raggiunti. Per tali ragioni rappresenta il riferimento principale in grado di testimoniare e attestare le conoscenze, abilità e competenze acquisite e, attraverso la comprensione profonda delle sue conoscenze e competenze, lo studente potrà scoprire ed apprezzare meglio le capacità potenziali personali indispensabili per avvalorare e decidere il proprio futuro progetto esistenziale. Anche per questa ragione, oltre che il diretto coinvolgimento dell allievo, per la redazione del documento è necessaria la reciproca collaborazione tra scuola e famiglia. Il portfolio rappresenta un documento/strumento innovativo, in grado di fotografare in modo dinamico e flessibile i miglioramenti delle prestazioni dell allievo, considerato nella sua globalità di individuo coinvolto in un processo di formazione. RETE ESTERNA Data la fondamentale importanza di pensare agli alunni disabili nell ottica della costruzione di un progetto di vita che si sviluppi nell integrazione scolastica fino all esaurimento attivo nel tessuto sociale e lavorativo (inclusione), dall inizio dell anno scolastico in corso è stato 13

14 individuato all interno del Gruppo dei docenti di sostegno un docente specializzato con l incarico di occuparsi dei ragazzi in uscita in quanto componente della Commissione Orientamento. L Istituto D. M. Turoldo è, infatti, parte di una rete territoriale ampia e articolata e contribuisce, insieme con altri enti pubblici e privati, a soddisfare le richieste dell utenza in tema di educazione, formazione, orientamento e prevenzione, dando un proprio originale contributo in campo culturale, svolgendo anche attività di educazione e formazione per il personale ATA, per genitori e adulti, gestiti direttamente dall Istituto in funzione delle esigenze formative del territorio. In questa prospettiva la nostra scuola ha stabilito una intensa collaborazione con i seguenti enti: L Associazione Amici della scuola denominata Camanghè costituita da genitori, docenti, ex alunni e loro genitori. Gli Istituti comprensivi del territorio per l orientamento scolastico, la prevenzione della dispersione e del disagio. L Università, la Camera di Commercio, le altre scuole superiori, i Centri di Formazione Professionale, l E.N.A.I.P. di Bergamo e la Scuola Edile di Seriate per progetti di orientamento, passerelle, percorsi integrati, corsi professionalizzanti, ecc. La Provincia, la Comunità Montana, l A.S.L., gli Enti territoriali pubblici, le Agenzie formative, le Parrocchie, il Museo della Valle di Zogno, le Associazioni e gli Enti culturali del territorio per una collaborazione finalizzata all attuazione del POF e alla gestione di progetti culturali o formativi, in particolare con i Comuni, per iniziative relative alle leggi 285/97 e 384/00 Attività di sostegno agli adolescenti e alle famiglie. Le Aziende, gli Studi professionali e le Associazioni di categoria professionali per una collaborazione finalizzata agli stages, per l orientamento scolastico e professionale, per consulenze e proposte riguardanti la funzione dell Istituto nel contesto economico e sociale della Valle Brembana. L Engim Lombardia, per percorsi di Learning week, allo scopo di rispondere al fabbisogno formativo degli adolescenti nel loro delicato percorso d acquisizione dei requisiti necessari per assumere con serenità e consapevolezza le responsabilità vere, una volta che essi siano riconosciuti dalla società come adulti non solo per motivi anagrafici ma per la capacità di esercitare le competenze professionali in maniera non disgiunta da quelle culturali. 14

15 Durante l anno scolastico, per tentare di coinvolgere le Istituzioni e tutte le Associazioni operanti nel territorio sul tema della disabilità, il Gruppo dei docenti di sostegno ha preso contatti con il Centro per l Impiego della Provincia di Bergamo nella sede di Zogno e con alcuni Enti accreditati dalla Provincia per agevolare l inserimento lavorativo di ragazzi disabili. In particolare sono stati presi contatti con gli enti MESTIERI, ENAIP, CESVIP, ENGIM, ABF e sono stati organizzati all interno dell Istituto Turoldo alcuni incontri tra i docenti di sostegno e i responsabili dei suddetti enti al fine di erudire il Gruppo stesso circa le effettive possibilità di attivare percorsi di inserimento lavorativo per gli allievi affiancati dai docenti del Gruppo. RIFERIMENTI NORMATIVI Sentenza della Corte Costituzionale n. 215/87 C.M. 1/88 Continuità educativa nel processo di integrazione degli alunni portatori di handicap Legge 517/77 Norme di modifica dell ordinamento scolastico Legge 104/92 quadro per l assistenza, l integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate C.M. 262/88 Attuazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 215/87 Iscrizione e frequenza nella Scuola Secondaria di secondo grado degli alunni portatori di handicap C.M. n. 90 del 21/5/2001 Norme per lo svolgimento degli scrutini e degli esami nelle scuole statali e non statali di istruzione elementare, media e secondaria superiore D.P.R. del 24/02/94 Atto di indirizzo e coordinamento relativo ai compiti delle unità sanitarie locali in materia di alunni portatori di handicap Legge 162/98 Misure di sostegno in favore di persone con handicap grave Legge 328/2000 quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali D.P.R. 323/98, O.M. 90/2001, C.M. 125/2001 Certificazioni per gli alunni diversamente abili Legge 285/97 e Legge 384/2000 Attività di sostegno agli adolescenti e alle famiglie. Il presente Progetto è da considerare parte integrante del POF d Istituto e come tale suscettibile di revisioni, modifiche e miglioramenti che annualmente dovessero rendersi necessarie. 15

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