PROGETTO ASSISTENTI FAMILIARI

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1 ALLEGATO B PROGETTO ASSISTENTI FAMILIARI ANALISI DEL CONTESTO L identikit della badante, di seguito denominata assistente familiare, al lavoro in Italia è quello di una donna straniera, spesso originaria dell Est Europa, diplomata o laureata, disposta a mettersi in gioco e ad abbandonare momentaneamente la famiglia di origine per necessità. Gli obiettivi, nell immediato, sono un lavoro meno qualificato ma meglio retribuito e l invio in Patria dei soldi che risparmiano. Una ricerca dell INPS stima quasi mezzo milione di colf ed assistenti familiari straniere regolari. La società è cambiata. Con la maggiore mobilità geografica dei figli, l entrata massiccia delle donne nel mondo del lavoro e, soprattutto, l aumento del numero degli anziani non autosufficienti, la domanda delle famiglie italiane si è incontrata spontaneamente con l offerta di lavoro delle immigrate. Ricerche recenti segnalano, inoltre, che, dal 2000, il fenomeno è in rapida ascesa: non interessa più solo la città, attecchisce nell'entroterra, nei paesi e nelle valli. Non è un caso se la quota riservata a colf ed assistenti familiari nel decreto flussi 2005 era di 15mila persone, mentre quest anno dovrebbe essere di 45mila, su 170mila nuovi ingressi totali di lavoratori extracomunitari. In Italia il welfare pubblico non ha risorse adeguate e una minima percentuale dei tre milioni di anziani bisognosi di assistenza si rivolge alle case di cura. Una diffidenza alimentata dai prezzi elevati: si possono spendere anche fino a euro al mese per un ricovero, a fronte degli euro (e euro di contributi) necessari in media per assumere una persona assistente a domicilio. Un opzione, quest ultima, con molte ricadute positive. La donna straniera offre infatti alla famiglia la "tessera mancante" dei servizi domiciliari: condivide tutte le ore del giorno, è presente di notte, tiene compagnia, è disponibile in ogni occasione. Tra l assistito e l assistente familiare si instaura una relazione del tutto nuova. Come una domestica, anche questa figura lavora nell'ambiente di vita quotidiana e svolge contemporaneamente sia attività per la casa, pulizia degli ambienti, preparazione dei pasti, lavanderia e altro, sia attività per la persona, sorvegliare il riposo, aiuto nell'alzarsi e nel coricarsi, compagnia fuori di casa, pratiche burocratiche, sostegno morale, raccolta di confidenze e così via. Le attività per la casa e quelle per le persone procedono in parallelo, si intrecciano nello stesso tempo, condividendo lo stesso spazio. La differenza sottile è nello spostamento dall'asse prioritario: mentre la colf ha come compito prioritario la casa e come attività accessoria quella della cura degli abitanti, nella nuova figura le priorità si invertono. L'assistente viene assunta espressamente per aiutare una o più persone che non sono più in grado di badare a se stesse. La relazione che si instaura è quella di cura. 1

2 Pertanto, la badante o assistente familiare ha come compito primario l assistenza in casa di persone prive di autonomia, soprattutto anziani, ma anche disabili e bambini. Quando il datore di lavoro è un anziano o un disabile fragile, o una famiglia che non riesce ad accollarsi da sola una persona priva di autonomia, e il lavoratore è uno straniero convivente, si viene a configurare un'organizzazione del lavoro "speciale". Per promuovere qualità occorre infatti tenere insieme gli interessi di entrambi: bisogna ripensare modalità, compiti, autonomia e responsabilità, partendo da una lettura attenta del rapporto umano che si instaura tra assistito e assistente. Infatti, spesso l'assistente e l'utente non parlano la stessa lingua, non sono cresciuti nella stessa comunità: devono condividere gesti e spazi della vita quotidiana partendo da esperienze, usanze, concetti, emozioni vissuti in ambienti anche molto lontani. Essi possono arrivare benissimo a intendersi, ma ciò richiede un impegno reciproco notevole, la volontà di superare continui fraintendimenti e di imparare il linguaggio dell'altro. La precarietà del lavoratore espone il datore di lavoro a cambiamenti unilaterali: l'assistito può essere abbandonato per improvvise urgenze personali dell'immigrato. Il turn-over è un altro punto dolente di questa modalità organizzativa. Come lo sono le procedure di assunzione complicate dal permesso di soggiorno. Spesso chi si prende cura degli anziani e delle persone non autosufficienti presso la loro abitazione sono gli stranieri che svolgono un lavoro sommerso, tuttavia prezioso e delicato, per la casa e la cura della persona. Si ritiene, pertanto, che il loro lavoro debba essere valorizzato e riconosciuto professionalmente, per migliorare la qualità del servizio e inserirlo all'interno della rete consolidata dei servizi sociali, evitando così di sprecare utili sinergie. OBIETTIVI GENERALI DEL PROGETTO: Con questi presupposti nasce la volontà di dar vita ad un servizio che affianchi la famiglia per la selezione dell assistente familiare, l'addestramento, la sostituzione in caso di ferie, malattia ed abbandono, il collegamento con la rete dei servizi. Nell'ordinamento italiano, l'intermediazione di manodopera è una funzione svolta dai centri per l'impiego. Tuttavia, l'esplosione della domanda e dell'offerta hanno creato in poco tempo molti altri punti, più o meno formalizzati, ai quali si rivolgono sia le famiglie che gli stranieri. Sindacati, ACLI-Colf, patronati, associazioni di immigrati hanno promosso servizi di orientamento gratuiti; sono sorti, inoltre, servizi non speculativi che fanno pagare alla famiglia e al lavoratore una modesta quota associativa; c'è la rete amicale e delle connazionali, che si passano informazioni sia gratuitamente che dietro compenso. Complessivamente, emerge che una quota non trascurabile dei posti di lavoro è controllata dagli stessi immigrati. Il profilo di assistente alla famiglia a livello regionale piemontese esiste già, è denominato Elementi di assistenza familiare della durata di 200 ore e finanziato dalla Regione 2

3 Piemonte attraverso le direttive gestite dagli Uffici Formazione Professionale delle Province. Il corso integra le abilità personali della lavoratrice con alcuni saperi propri degli operatori sociali e certifica le competenze di aiuto domestico, supporto ed accompagnamento della famiglia e della persona. Obiettivo generale del progetto è l organizzazione e strutturazione di un servizio che preveda l istituzione e la tenuta di un registro di accreditamento individuale per gli operatori contenente i nominativi di lavoratori e lavoratrici che si rendono disponibili a svolgere il lavoro di assistente familiare presso il domicilio dell anziano o del disabile. Il duplice obiettivo è di facilitare le famiglie nella ricerca e nell individuazione di assistenti familiari qualificati e di sostenere la crescita professionale e l inserimento lavorativo degli assistenti familiari e contestualmente promuovere l emersione del lavoro. Gli interventi potranno essere strutturati in questo modo: 1. raccolta dei nominativi delle persone italiane e straniere disposte a svolgere questo tipo di lavoro; 2. creazione di una banca dati informatizzata contenente, oltre ai dati personali, tutte le informazioni relative al lavoratore: 18 anni compiuti; Obbligo scolastico assolto (per cittadini italiani); Permesso di soggiorno per motivi di lavoro (per cittadini stranieri); Conoscenza della lingua italiana; Frequenza di un percorso formativo, con prova finale, attinente l area dell assistenza alla persona oppure possesso di una qualifica/titolo professionale di studio nell area dei servizi socio-sanitari con riferimento all attività di cura alla persona (non è un requisito essenziale al momento dell iscrizione ma costituisce elemento di priorità nella valutazione); Disponibilità oraria (lavoro diurno, notturno, H24, altro); Disponibilità a spostamenti sul territorio (automunita); Disponibilità a svolgere lavori a tempo determinato (sostituzione per malattia, ferie, esigenze personali, ecc.); Preferenze attitudinali a relazionarsi con utenza diversa (anziani, disabili, minori, ecc.) Precedenti esperienze e relative referenze; Richiesta economica. 3. Raccolta delle richieste dei datori di lavoro (famiglie, anziani, disabili, ecc.) che necessitano di un assistente familiare e, conseguente, creazione di una banca dati informatizzata con queste caratteristiche: Dati personali del datore di lavoro; Condizioni e/o eventuale patologie dell assistito (anziano autosufficiente, parzialmente autosufficiente, non autosufficiente, disabile motorio, disabile psichico, disabile sensoriale, ecc.); 3

4 Eventuali preferenze in relazione ai bisogni espressi; Caratteristiche del rapporto di lavoro (lavoro diurno, notturno, H24, altro); Offerta economica. La raccolta e l inserimento dei dati sia del lavoratore che del datore di lavoro comporteranno un colloquio che, nel caso del lavoratore straniero potrà anche essere supportato da un mediatore interculturale. Al lavoratore privo di titolo professionale che si iscriverà all Albo sarà assicurata adeguata informazione per l accesso alla formazione delle competenze di base (Corso Elementi di assistenza familiare, Operatore Socio-Sanitario, altro). L incontro tra la domanda e l offerta sarà gestito nel seguente modo: La Provincia di Asti, a seguito del matching eseguito tra il datore di lavoro ed il lavoratore, fornirà al datore di lavoro un elenco di nominativi che soddisferanno le richieste espresse. Il datore di lavoro gestirà in autonomia i contatti ed i colloqui con le assistenti familiari. La Provincia di Asti, con il supporto del personale individuato, organizzerà e gestirà l incontro tra il datore di lavoro e le assistenti familiari in luogo neutro al fine di porsi come facilitatore relazionale. Gli incontri tra la domanda e l offerta avverranno su appuntamento concordato tra le parti presso gli stessi locali individuati per l erogazione del servizio. A seguito dell individuazione da parte del datore di lavoro dell assistente familiare idonea, verrà fornita informazione circa gli obblighi contrattuali, fiscali e di assunzione con particolare attenzione agli aspetti legislativi inerenti l assunzione di cittadini stranieri. Contestualmente, verrà fornito all assistente familiare un vademecum in diverse lingue per gestire al meglio il servizio alla persona, i rapporti con i servizi territoriali, la gestione della casa, ecc. (guide gia pubblicate dalla Regione Piemonte). Tali adempimenti verranno attuati in stretta collaborazione con i Centri per l Impiego, Le Direzioni Provinciali del Lavoro, lo Sportello Unico per l Immigrazione presso la Prefettura, la Questura di Asti. Il servizio garantirà, al datore di lavoro che ne farà richiesta, l individuazione di ulteriori assistenti familiari nel caso di sostituzione temporanea per ferie, malattia, ecc. o in caso di abbandono. Inoltre, al fine di monitorare l andamento del servizio offerto, potranno essere approntati strumenti per la rilevazione degli indici di gradimento (magari con la collaborazione di stagisti universitari). Naturalmente, rimane compito del sindacato la tutela contrattuale della lavoratrice e compito dei servizi sociali la tutela dei diritti dell'anziano e del disabile e la verifica della qualità complessiva dell'assistenza. 4

5 Si potrebbe ipotizzare la stipula di un eventuale accordo con le realtà sindacali territoriali al fine di concordare un supporto personalizzato per gli aspetti fiscali inerenti l assunzione di un assistente familiare (pagamento contributi INPS, pratiche INAIL, TFR, calcolo della tredicesima, ecc.). Questa iniziativa andrà accompagnata da una campagna di informazione, mirata alle famiglie con anziani e disabili, agli immigrati e a tutti i soggetti istituzionali e non, coinvolti e coinvolgibili. STRUMENTI E RISORSE Il servizio sarà erogato presso un locale individuato all interno del Centro per l Impiego di Asti e/o presso i locali dell Ufficio Segretariato Sociale. Saranno destinate n. 2 unità operative di cui: - una dipendente della Provincia di Asti in servizio part-time presso l Ufficio Segretariato Sociale; - un dipendente part-time della Provincia di Asti in servizio presso il Centro per l Impiego di Asti. Il servizio sarà sperimentale per il primo anno di gestione, salvo trasferimento di specifico finanziamento regionale (piano immigrati 2006). Rilevato che sul territorio della provincia di Asti si sta attivando un progetto EQUAL che prevede l organizzazione di un servizio simile, potranno essere sviluppate azioni congiunte con gli enti coinvolti. ES-MC/es 5

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