IN 10 PUNTI GIUGNO 2015

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1 IN 10 PUNTI Per semplificare la lettura del Decreto legge 19 giugno 2015, n 78, Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali, abbiamo ritenuto opportuno fornire agli amministratori e operatori comunali, una breve sintesi, suddivisa in 10 macro argomenti, delle principali novità introdotte dal suddetto decreto. GIUGNO 2015

2 1 di PATTO STABILITÀ Nuovo Patto di stabilità per il 2015 Una delle principali novità introdotte nel Dl 78/15 riguarda la riduzione degli obiettivi di Patto riportati per ciascun comune nella tabella 1 del decreto. Tale riduzione è pari agli importi accantonati nel Fondo di crediti dubbia esigibilità, stanziati nei Bilanci di previsione. In questo modo, il legislatore ha voluto evitare che la riduzione dell obiettivo di Patto, operata con la Legge di Stabilità 2015, fosse vanificata dall avvio della contabilità armonizzata. Inoltre, rispetto ai saldi obiettivo del 2014, tutti i comuni toscani soggetti al Patto (255 enti) - tranne 14 - vedranno un miglioramento nel Il risultato estremamente positivo risiede nella metodologia di calcolo, proposta da Anci- IFEL, che va a premiare maggiormente quegli enti che hanno fatto un sistematico e progressivo contenimento della spesa nel tempo e che hanno dimostrato di avere dei buoni indici di riscossione, ovvero una certa capacità di riscuotere le entrate accertate. Si è tenuto altresì conto dei comuni toscani colpiti dal sisma del 21 giugno 2013 (Graf. 1). Art. 1, comma 1 CLICCA QUI PER LA SCHEDA DI APPROFONDIMENTO Importi esclusi dal Patto Il decreto in esame prevede per il 2015 uno spazio finanziario di 700 milioni per spese sostenute da parte dei comuni metropolitani relative a: fondi strutturali europei (ricompresi nella programmazione e ) opere prioritarie del programma delle infrastrutture strategiche del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (di cui all art. 1 comma 1 L. 443/2001). Entro il 30 settembre 2015, i comuni metropolitani interessati dovranno comunicare al Dipartimento della Coesione della Presidenza del consiglio dei ministri, i relativi importi. Pertanto, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (previa intesa in Conferenza Unificata) saranno individuati per ciascun ente gli importi esclusi del patto di stabilità. Art. 1, comma 8 Rimodulazione delle sanzioni previste Per i comuni che non hanno rispettato i vincoli del Patto di stabilità interno, nell anno 2014, è prevista una sanzione (di cui all art. 31, comma 36 L. 183/11) pari al 20% della differenza tra saldo obiettivo 2014 e saldo finanziario conseguito nello stesso anno. Per le province e le città metropolitane tale sanzione non dovrà essere, in ogni caso, superiore al 3% delle entrate correnti registrate nell ultimo consuntivo disponibile. Art. 1, comma 6 Per i comuni in dissesto nel 2012 non si applicano le sanzioni di sforamento del patto per il 2012 e per gli anni successivi. Art. 1, comma 9

3 Negli anni , sono attribuiti i seguenti spazi finanziari, per un totale di 100 milioni di euro: Spese per eventi calamitosi e di messa in sicurezza del territorio (10 milioni). Spese per interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici nonché del territorio per la bonifica di siti contaminati dall amianto (40 milioni - di cui 2,5 riservati alle bonifiche). Spese per sentenze passate in giudicato a seguito di contenziosi connessi a cedimenti strutturali e in via residuali di procedure di esproprio (20 milioni). 2 SPAZI FINANZIARI Entro il 30 giugno 2015 (10 giorni dalla pubblicazione in GU), ed entro il 10 maggio per il triennio successivo, gli enti interessati dovranno comunicare, mediante sistema web della Ragioneria generale dello Stato, gli spazi finanziari di cui necessitano. Gli spazi finanziari, relativi alle spese per interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici dovranno essere comunicati alla Presidenza del Consiglio Struttura di missione per il coordinamento e l impulso per gli interventi di edilizia scolastica, secondo le modalità pubblicate nel sito web della medesima Struttura. Spese per l esercizio della funzione di ente capofila (30 milioni) Entro il 19 agosto 2015 (60 giorni dalla pubblicazione in GU), gli enti che non hanno beneficiato della riduzione dell obiettivo di Patto di Stabilità (di cui all art.31, comma 6 bis L. 183/11) comunicano all Anci nazionale le rimodulazioni degli obiettivi di Patto necessarie al fine di neutralizzare gli effetti negativi sul PdS connessi alla gestione in forma associata di funzioni e servizi. Nel caso in cui le richieste complessive degli enti risultino superiore al limite individuato per ciascuna fattispecie di spesa, gli spazi finanziari sono attribuiti in misura proporzionale alle singole richieste. Art. 1, commi 2-5

4 FONDO di SOLIDARIETÀ COMUNALE A partire dal 2016, entro il 31 marzo di ciascun anno, il Ministero dell Interno dispone il pagamento dell 8% del Fondo di Solidarietà Comunale, in favore dei comuni. Art.3 CLICCA QUI PER LA SCHEDA DI APPROFONDIMENTO TAGLI Nel decreto Enti Locali non sono previsti tagli effettivi, tuttavia nel medesimo provvedimento si va a incidere sulla quantificazione del Fondo di Solidarietà Comunale in diminuzione, comportando, di fatto, una diminuzione di risorse. Le risorse che sono venute a mancare per l anno 2015 derivano da disposizioni di più fonti normative.

5 TIA E TARES Gli eventuali mancati ricavi, relativi a crediti risultati inesigibili, dovranno essere considerati tra le componenti di costo per la determinazione della tariffa di igiene ambientale (Tia) e del tributo comunali sui rifiuti e sui servizi (Tares). Art. 7, comma 9 Consentita la proroga delle attuali forme di gestione della riscossione delle entrate fino al 31 dicembre Art. 7, comma 7 PERSONALE Nel procedere all assunzione di personale è consentito l utilizzo dei residui disponibili delle quote e delle facoltà assunzionali riferiti al triennio precedente. In caso di mancato rispetto per l anno 2014 dell indicatore dei tempi medi nei pagamenti, del patto di stabilità e dei termini per l invio della relativa certificazione, non si applica la sanzione prevista dall art.1,comma 424 L.190/14 (ossia il blocco delle assunzioni), al solo fine di consentire la riallocazione del personale delle Province. Il personale delle Province che alla data del 31 dicembre 2014 si trova in posizione di comando o distacco presso altra Pubblica Amministrazione è trasferito, previo consenso dell interessato e a condizione che ci sia capienza nelle dotazioni organiche, presso l amministrazione dove presta servizio. Art. 4 Fino al completo riassorbimento del personale appartenente ai Corpi ed ai servizi di polizia provinciale, è fatto divieto agli enti locali, a pena di nullità delle relative assunzioni, di reclutare personale per lo svolgimento di funzioni di polizia locale (si veda il punto 8 relativo al Riordino delle Province ) con qualsivoglia tipologia contrattuale. Art. 5, comma 3

6 Il termine per il riaccertamento straordinario dei residui slitta dal 30 aprile al 15 giugno Fino a tale data, le quote libere e destinate del risultato di amministrazione risultanti dal rendiconto 2014 non possono essere applicate al bilancio di previsione. I comuni sperimentatori possono procedere ad un nuovo riaccertamento straordinario, limitatamente alla cancellazione dei residui attivi e passivi che non corrispondono ad obbligazioni perfezionate. Il decreto in esame contiene, infatti, una serie di disposizioni volte ad allineare la posizione degli enti sperimentatori a quella dei restanti comuni che avvieranno la contabilità armonizzata a partire da quest anno. In particolare, il Dl 78/15 prevede la possibilità per i comuni sperimentatori di utilizzare i proventi derivanti dalle alienazioni patrimoniali per la copertura del fondo crediti di dubbia esigibilità. Inoltre, si prevede la possibilità di ripianare quote di disavanzo derivante dalla revisione straordinaria dei residui, qualora gli enti sperimentali avessero avviato la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, secondo le modalità previste dall art.3, comma 17 Dl 118/2011. Art. 2 comma 1 ANTICIPAZIONI LIQUIDITÀ Entro il 30 giugno 2015, con decreto del Ministero dell economia e finanze, sono stabiliti i criteri, tempi e modalità per la concessione e restituzione delle somme previste per le anticipazioni liquidità per debiti certi, liquidi ed esigibili al 31/12/2014 nel limite di 650 milioni di euro degli enti locali. Art. 8 commi 6-9 Al fine di garantire il rispetto dei tempi di pagamento di cui all articolo 4 del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, agli enti locali che alla data di entrata in vigore del decreto risultano ovvero per i quali, alla medesima data, il periodo di commissariamento risulta scaduto da non più di un anno, è attribuita un anticipazione di liquidità fino all importo massimo di 40 milioni di euro per l anno 2015 da restituire in 30 anni a partire dal Art. 8 comma 1 RINEGOZIAZIONE dei MUTUI Le operazioni di rinegoziazione mutui dei comuni possono essere realizzate anche in esercizio provvisorio. Per l anno 2015, i risparmi derivanti dall operazione non hanno vincolo di destinazione. Art. 7, commi 1-2

7 Polizia Provinciale Il personale appartenente ai Corpi ed ai servizi di polizia provinciale transita nei ruoli degli Enti locali per lo svolgimento di funzioni di Polizia Municipale (secondo le modalità definite dall art. 1, comma 423 L.190/14), nel rispetto dei limiti della dotazione organica e della programmazione triennale dei fabbisogni di personale. Art. 4 RIORDINO delle PROVINCE Servizi per l impiego Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali stipula con ogni regione una convenzione finalizzata a regolare i rapporti e obblighi per la gestione dei servizi per l impiego e le politiche attive del lavoro. Le parti possono prevedere la possibilità di partecipazione del Ministero agli oneri per il funzionamento di tali servizi per il biennio nei limiti di 70 milioni di euro e in misura proporzionale al numero di dipendenti. Entro il 20 luglio 2015 (30 giorni dalla pubblicazione in GU), il Ministero del lavoro e delle politiche sociali provvede su richiesta di ciascuna regione ad anticipare la quota annua prevista dalla suddetta convenzione. Riduzione della spesa corrente delle Province Così come previsto dalla Legge di stabilità 2015, nel decreto in esame sono dettagliate, nella tabella 2, le riduzioni di spesa corrente di ciascuna provincia e città metropolitana individuate a partire dalla metodologia elaborata da Sose (si veda la relativa nota). Qui di seguito il dettaglio per la Toscana: Arezzo ,76 Firenze ,05 Grosseto ,23 Livorno ,31 Lucca ,91 Massa- Carrara ,95 Pisa ,62 Pistoia ,01 Siena ,20 Art. 1, comma 10

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