La Progettazione, la gestione e la bonifica degli impianti a rischio Legionella. -l esperienza

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1 Corso di AGGIORNAMENTO MODENA 27 settembre 2005 La Progettazione, la gestione e la bonifica degli impianti a rischio Legionella -l esperienza Ing. Sergio La Mura: Direttore Supporto Tecnico Grandi Progetti Modena 27 Settembre 2005

2 CHI SIAMO SIRAM ha le sue origini nel 1927 è partecipata al 100% da DALKIA INTERNATIONAL leader a livello europeo nella gestione dei servizi energetici, facility management e global service Presente in 35 Paesi nel Mondo, con oltre collaboratori e 5,6 G di fatturato. - Edifici: Ospedali: Impianti gestiti: Potenza Gestita: MW - Autoproduzione: : MW 2

3 CHI SIAMO VEOLIA E N V I R O N N E M E N T Energia e Facility Management Fatturato: circa 5,6 B 1 operatore europeo nel settore dei servizi energetici collaboratori nel mondo 620 reti di teleriscaldamento gestite installazioni energetiche gestite Attività in oltre 38 Paesi VEOLIA W A T E R Gestione Acqua Fatturato: circa 10 B 1 operatore mondiale dei servizi acqua collaboratori in 60 Paesi Oltre 100 milioni utenti Oltre clienti industriali 62 % del fatturato annuale con clienti municipali 33 % fatturato annuo con clienti industriali Gestione Rifiuti Fatturato : circa 6,2 B 2 operatore mondiale dei servizi rifiuti collaboratori nel mondo 74 milioni di abitanti serviti 62% fatturato annuo nel settore industriale enti locali clienti industria e terziario Attività in 34 Paesi Trasporti Fatturato: circa 3,6 B 1 operatore privato europeo Circa 2 miliardi di viaggiatori all anno collaboratori nel mondo Oltre 5000 enti locali serviti veicoli stradali veicoli ferroviari Attività in 25 Paesi Fatturato circa: 3 B Leader nella gestione e trattamento rifiuti in Spagna : 21 milioni di abitanti serviti in 1500 enti locali 3

4 ESPERIENZE Abitazioni abitazioni Terziario e commercio Più di 110 milioni di m 2 Siti industriali Circa siti industriali Sanità Più di letti in edifici Reti 620 contratti Sport, cultura e divertimenti Circa edifici Istruzione Più di edifici 4

5 NORMATIVA DI RIFERIMENTO 2 principali settori con una normativa specifica: OSPEDALI e assimilabili: oltre ad avere situazioni impiantistiche nelle condizioni favorevoli per lo sviluppo, vi è la presenza di degenti in condizioni di rischio elevato Strutture RICETTIVE: oltre ad una realtà impiantistica molte volte precaria, in questo settore è facile trovare condizioni di stagnazione poiché per la maggior parte si tratta di un attività di tipo stagionale. 5

6 NORMATIVA DI RIFERIMENTO Linee Guida per la prevenzione e il controllo della Legionellosi del 04/04/2000 D.M. 443 del 22/12/1990 (trattamento delle acque) D.lgs n.31 del 02/02/2001 e successiva modifica con D.lgs n.27 del 02/02/2002 (direttiva relativa alla qualità delle acque) Norma UNI EN 1717 del 2002 (disconnettori( disconnettori) Linee Guida recanti indicazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico-ricettive ricettive e termali del 13/01/2005 6

7 ESPERIENZE Numero di Torri Aerorefrigeranti gestite da Dalkia censite in dettaglio per il piano di prevenzione dello sviluppo della Legionella Francia Sud Europa Nord Atlantico 1617 Nord Europa PECO Numero d istallazioni di produzione di Acqua Calda Sanitaria in edifici di sanità gestite da Dalkia censite in dettaglio per il piano di prevenzione dello sviluppo della Legionella Francia Sud Nord Atlantico Nord Europa PECO

8 ESPERIENZE Inumeri del PROGETTO LEGIONELLA 1071 impianti censiti: 753 impianti di produzione acqua calda sanitaria all interno di strutture ospedaliere e assimilabili 318 torri di raffreddamento,tutte quelle in gestione 2602 persone formate attraverso riunioni e materiale informativo 8

9 L INFORMATIVA AI CLIENTI In partenariato con questi clienti, in particolare nel settore ospedaliero e terziario, Siram ha attuato misure per prevenire e limitare il rischio di sviluppo di legionelle nei loro impianti. 9

10 IMPIANTI CRITICI IL PROGETTO I. fase: censimento e formazione II. III. IV. fase: analisi criticità fase: eliminazione criticità interne fase: informativa al cliente V. fase: proposte per eliminare le criticità VI. VII. fase: analisi batteriologiche fase: interventi VIII. fase: riduzione criticità globale 10

11 Come si contrae la malattia? Tutto è dovuto ad una catena di eventi: 1. Batterio presente nei bacini naturali Trattamento acqua Filtrazione 2. Passaggio nelle reti idriche 3. Moltiplicazione Proliferazione batterio 4. Disseminazione (formazione gocce) 5. Trasporto aerosol 6. Insorgenza patologia (caratteristiche di esposizione, suscettibilità dell'ospite) Temperatura Stagnazione Nutrienti Materiali Pulizia Biocidi Produzione aerosol Temperatura Umidità Distanza Dimensione gocce Umidità Fattori ambientali Dimensione gocce, Concentraz., Età, Immunodeficienza, 11 Altre patologie 11

12 IMPIANTI CRITICI ORDINE DI RILEVANZA DEI RISCHI 1 IMPIANTI IDROSANITARI (ACS e AFS, reti idriche di emergenza) 2 PISCINE, IDROMASSAGGI, IMPIANTI TERMALI, FONTANE ORNAMENTALI, ECC. 3 TORRI RAFFREDDAMENTO 4 IMPIANTI DI CONDIZ. ARIA (solo se adottano la umidificazione) 12

13 FATTORI DI SVILUPPO 1. Temperatura compresa tra 25 e 42 C 2. Ristagno nei serbatoi e nelle tubazioni 3. Vetustà degli impianti, incrostazioni dei tubi, dei rubinetti e delle docce 4. Bracci morti all interno della rete idrica 5. Impiego di determinati materiali 6. Serbatoi potenziali di Legionelle (Biofilm, amebe, protozoi ) 13

14 ..assenza LEGIONELLA Nei ventilconvettori,, nelle batterie fredde delle unità di trattamento aria e nei condizionatori split, all interno dell acqua di condensa non ci sono problemi legati al batterio della legionella poiché questa deriva dalla condensazione del vapor acqueo. 14

15 IMPIANTI CRITICI IMPIANTI IDROSANITARI ACS: Acqua Calda Sanitaria (Boiller, distribuzione e terminali) AFS: Acqua Fredda Sanitaria (Serbatoi e reti distribuzione) Reti idriche di emergenza 15

16 ACCORGIMENTI TECNICI CATENA SVILUPPO LEGIONELLA Trattamento H 2 O Terminali Accumulo Fredda Accumulo Calda Acquedotto 16

17 CATENA SVILUPPO LEGIONELLA LIMITI DI COMPETENZE DEL GESTORE 1 caso Trattamento H 2 O Terminali Accumulo Fredda Accumulo Calda Acquedotto 17

18 CATENA SVILUPPO LEGIONELLA LIMITI DI COMPETENZE DEL GESTORE 2 caso Trattamento H 2 O Terminali Accumulo Fredda Accumulo Calda Acquedotto 18

19 CATENA SVILUPPO LEGIONELLA LIMITI DI COMPETENZE DEL GESTORE 3 caso Trattamento H 2 O Terminali Accumulo Fredda Accumulo Calda Acquedotto 19

20 IMPIANTI CRITICI PROBLEMI NEGLI IMPIANTI ESISTENTI Incrostazioni in tubazioni 20

21 FATTORI DETERMINANTI ACS: Acqua Calda Sanitaria (Boiler, distribuzione e terminali) 1. Temperatura di produzione ACS < 60 C 2. Temperatura nelle reti di distribuzione < 50 C 3. Circolazione permanente nel circuito 4. Lunghezza reti di distribuzione notevoli 5. Tratti ciechi o inutilizzati 6. Isolamento insufficiente o non presente 7. Valvole di sfogo dell aria nei punti alti della rete 8. Produzione istantanea di ACS 9. Serbatoio di stoccaggio inferiore a 24 h di consumo 10. Assenza di rame a monte delle tubazioni di acciaio zincato 11. Impianto trattamento acqua 21

22 ACCORGIMENTI TECNICI LE ESIGENZE DI UNA BUONA PROGETTAZIONE ED ISTALLAZIONE BOLLITORI / ACCUMULATORI DI CALORE Materiali di qualità e buon isolamento. T esercizio 60 C C con possibilità p di raggiungere C. Circuito di circolazione per evitare la stratificazione termica e la stagnazione. Facilità di accesso per controlli, pulizia e disinfezione. Potenza dello scambiatore il più simile ad uno istantaneo. Evitare accumulatori che lavorano tra C. Accurato controllo T min. nel caso di serbatoi in parallelo. Considerare uno stoccaggio < a 24 h di consumo. 22

23 ACCORGIMENTI TECNICI LE ESIGENZE DI UNA BUONA PROGETTAZIONE ED ISTALLAZIONE GENERATORE DI CALORE Capacità di soddisfare il più possibile trattamenti di shock termici. Particolare attenzione alla stima del numero di terminali cui è possibile aprire contemporaneamente. 23

24 ACCORGIMENTI TECNICI LE ESIGENZE DI UNA BUONA PROGETTAZIONE ED ISTALLAZIONE RETE DI DISTRIBUZIONE ACS Utilizzare materiali per le tubazioni, le guarnizioni con standard e certificazioni per uso potabile (rame e polipropilene). Evitare materiali che causano corrosione galvanica. In occasione di lavori sulla rete, pulire e disinfettare o quantomeno far fluire a lungo l acqua. Non installare tubazioni con eccessive lunghezze. Prevedere una regolazione della T dell acqua della rete: - puntuale (miscelatori); - zona (3 vie per settore); - centralizzata (3 vie in centrale). Alternare le pompe di ricircolo dove è prevista quella di riserva. 24

25 ACCORGIMENTI TECNICI LE ESIGENZE DI UNA BUONA PROGETTAZIONE ED ISTALLAZIONE TERMINALI Adeguati per il raggiungimento delle temperature richieste per il trattamento di shock termico. Resistenti alla corrosione dovuta alle sostanze utilizzate durante i trattamenti chimici di bonifica. Di possibile e facile manutenibilità. 25

26 ACCORGIMENTI TECNICI ACQUA FREDDA SANITARIA LE ESIGENZE DI UNA BUONA PROGETTAZIONE ED ISTALLAZIONE Materiali di buona qualità. Facile possibilità di accesso per permettere la pulizia e la disinfezione annuale. Prevedere l isolamento dei componenti. Accumulo non superiore alle 24 h. Preferire serbatoi con entrata opposta all uscita. Prevedere doppio accumulo ma con l accortezza di evitare la stagnazione dell acqua in quello inutilizzato. Dove presente la valvola di respirazione, prevedere adeguato sistema di filtrazione. Evitare T>20 C con opportuno isolamento e particolare attenzione per passaggi in luoghi surriscaldati o soleggiati. 26

27 LINEE D AZIONE Schede censimento - ACS Anagrafica Cliente Specifiche tecniche dell impianto Risultati Analisi 27

28 LINEE D AZIONE Considerazioni Dispositivo di disconnessione dedicato presente in solo nel 30% degli impianti. Su 90% degli impianti non viene fatta alcuna pulizia ai serbatoi dell acqua fredda. Presenza di tubazioni in rame a monte di quelle zincate (solo il 26% è conforme). Circa il 70% degli impianti non prevede l operazione di disincrostazione e disinfezione dei terminali. Utilizzo scarso di impianti per prevenire l insediamento di diversi batteri, tra cui la Legionella. 28

29 LINEE D AZIONE Considerazioni (segue) Superiori di qualche punto alla soglia del 30% vi è la presenza di impianti di addolcimento. Analisi ricerca Legionelle in solo il 30% dei casi. Produzione e accumulo ACS ad almeno 60 C in 78% impianti. degli Temperatura di distribuzione ACS nell intorno dei 50 C in quasi tutte reti censite. Registro interventi di manutenzione presente in più della metà degli impianti. 29

30 IMPIANTI CRITICI IMPIANTI CONDIZIONAMENTO Torri Evaporative (T.E.) Unità Trattamento Aria (U.T.A.) 30

31 ACCORGIMENTI TECNICI LE ESIGENZE DI UNA BUONA PROGETTAZIONE ED ISTALLAZIONE TORRI AEROREFRIGERANTI Adottare separatori ad alta efficienza. Prevedere efficaci protezioni atte a evitare la fuoriuscita di gocce dal bacino. Facilitare l accesso alle zone soggette ad ispezione e manutenzione. Considerare eventuali trattamenti delle acque. Garantire il drenaggio completo del bacino. Garantire la circolazione del fluido nella tubazione di bilanciamento. Impiegare materiali che minimizzano la corrosione e che favoriscono la proliferazione. Istallare accuratamente l unità scegliendo con attenzione la posizione in cui collocarla. 31

32 LINEE D AZIONE Schede censimento - Torri Anagrafica Cliente Specifiche tecniche dell impianto Risultati Analisi 32

33 Le TORRI di Raffreddamento PUNTI DI VERIFICA PER LIMITARE LO SVILUPPO - Realizzazione / Progettazione Installazione di sistemi di deconcentrazione automatica dell acqua che consentano l eliminazione e l evacuazione delle sostanze dissolte o in sospensione nell acqua (funghi, sedimenti, alghe, ecc.) la cui concentrazione favorisce la proliferazione dei batteri; Realizzazione di sistemi di trattamento acqua con iniezione di prodotti battericidi. - Manutenzione Intervento bimestrale per assicurare una buona circolazione dell acqua nei circuiti di equilibratura; Per le torri a funzionamento stagionale, disinfezione sistematica all inizio della campagna e lavori di preparazione alla stagione invernale prima dell arresto. 33

34 Le TORRI di Raffreddamento PUNTI DI VERIFICA PER LIMITARE LO SVILUPPO - Controllo Fisico-chimico:periodico ; Batteriologico: almeno due volte l anno per assicurarsi che il tasso di legionelle sia inferiore alla soglia regolamentare, e una volta al mese in certe configurazioni. 34

35 LINEE D AZIONE Considerazioni Campagna di analisi periodica per la ricerca della legionella poco attuata (solo il 20% delle torri viene controllato). Dispositivo di disconnessione dedicato presente in solo nel 35% degli impianti. Impiego insufficiente di contatore ad impulsi per il controllo della pompa dosatrice dell impianto di trattamento acqua. Trattamento antilegionella previsto in solo 41% delle torri. Bassa diffusione Registro Interventi di Manutenzione (49%). Ubicazione corretta delle torri nel 65% dei casi. 35

36 LINEE D AZIONE Considerazioni (segue) Separatore di gocce in buono stato nella quasi totalità dei casi. Svuotamento e pulizia della torre eseguita in 86% degli impianti. periodicamente 36

37 ACCORGIMENTI TECNICI LE ESIGENZE DI UNA BUONA PROGETTAZIONE ED ISTALLAZIONE U.T.A. Eliminare possibilmente gli umidificatori adiabatici e preferire gli umidificatori a vapore. Associare un trattamento dell acqua dove presente l umidificazione adiabatica. Evitare la formazione di acqua stagnante. Utilizzare macchine con superfici interne in materiali pulibili e resistenti alla corrosione Garantire la possibilità di ispezione l interno per permettere un adeguata manutenzione. 37

38 Le ANALISI BATTERIOLOGICHE Le analisi Batteriologiche di ricerca LEGIONELLE Sulla base della nostra esperienza, vi sono moltissime analisi effettuate In ogni caso è bene ricordare: La metodologia del prelievo e della prova è descritta con compiutezza nelle L.G E auspicabile utilizzare laboratori Accreditati che utilizzano metodologie prescritte a livello Europeo Vanno valutati con cura i punti su cui effettuare i prelievi: - per ricercare il valore medio - per ricercare il valore peggiore (worst conditions) 38

39 BONIFICHE 39

40 PREMESSA Concetti importanti L acqua calda sanitaria DEVE ESSERE POTABILE Ogni intervento deve tenere in considerazione tutti gli aspetti necessari a garantire i requisiti di sicurezza Bisogna valutare sempre gli aspetti di rischio connesso ad ogni intervento per evitare che il rimedio sia peggio del male 40

41 BONIFICHE Trattamento termico Si effettua attraverso: innalzamento della temperatura dell acqua nel sistema di produzione - accumulo innalzamento della temperatura di distribuzione dell acqua calda sanitaria 41

42 TRATTAMENTO TERMICO PROBLEMI riscontrabili dispersioni termiche delle reti di distribuzione; presenza di patine e depositi organici ed inorganici nei circuiti (calcare, ossidi, fouling biologico, slime inorganico ); limitazione della potenza e genericamente dell impiantistica di erogazione dell acqua calda che impedisce alte temperature ed impedisce l effettuazione del trattamento per intere reti; rischi tecnici sulla resistenza delle reti; contenimento del rischio di scottature mediante personale qualificato; 42

43 TRATTAMENTO TERMICO PROBLEMI riscontrabili aumento dei fenomeni di incrostazione; innesco di processi di corrosione; distacco dello strato di zinco (UNI 9182) con facilitazione per fenomeni corrosivi; 43

44 BONIFICHE Iperclorazione / Dosaggio ipoclorito iperclorazione continua: dosaggio di cloro in modo da ottenere una concentrazione residua tra 1 e 3 mg/l; iperclorazione a shock : dosaggio di cloro nell acqua fino a raggiungere concentrazioni di Cl residuo di mg/l. Mantenere per un periodo di contatto di 2 ore con 20 mg/l oppure 1 ora con 50 mg/l. 44

45 IPERCLORAZIONE PROBLEMI riscontrabili rischi tecnici sulla resistenza delle reti; potabilità dell acqua; decadimento del livello del cloro a caldo; formazione di sottoprodotti; 45

46 BONIFICHE Biossido di cloro Utilizzato con dosaggi di mantenimento di 0,15 0,20 mg/l e con dosaggi di sanificazione di 1,5 2 ppm; ottenuto per dosaggio stechiometrico, in apposito reattore, di una soluzione di acido cloridrico e di una soluzione di clorito di sodio appositamente prediluite. 46

47 BIOSSIDO DI CLORO PROBLEMI riscontrabili Difficoltà nel contenere il valore dei cloriti all interno dei limiti imposti dalla legge: il Valore massimo ammissibile (VMA) di seguito elencato: (fino al 25 dicembre 2006 pari a 0,8 salvo alcune regioni / zone che hanno deroga fino a 1,3 mg/l -; 0,2 mg/l successivamente); Costi più elevati rispetto all iperclorazione Impianto con una certa pericolosità intrinseca, da gestire da parte di personale specializzato 47

48 BONIFICHE Ionizzazione rame - argento Immisione di ioni rame ed argento all interno del circuito per attuare un azione battericida; Concentrazione rame: Concentrazione argento: 0,2 0,4 mg/l. 0,02 0,04 mg/l. 48

49 IONI Cu - Ag PROBLEMI riscontrabili inattivazione dell argento a contatto con lo zinco; manutenzione continua sugli elettrodi; Accurato controllo sulla concentrazione dell argento per evitare eventuale inquinamento per problemi sanitari provocati dall accumularsi degli ioni metallici nei tubuli renali. Facili corrosioni innescate dal rame; 49

50 CONCLUSIONI PRIME NOTE CONCLUSIVE Per poter ottenere dei buoni risultati nella prevenzione e controllo del rischio dovuto alla presenza di Legionelle bisognerebbe cercare di applicare alcuni accorgimenti essenziali: passare da impianti con temperature di funzionamento medio- basse (40-42 C) 42 C) ad impianti che funzionano a temperature medio alte (nell intorno dei 50 C) per favorire la morte del batterio. attenersi alle indicazioni delle linee guida del Ministero della Sanità e, dove si trovano punti con poca chiarezza e determinazione, è opportuno riferirsi a tutte quelle normative (anche europee) che garantiscono una sicura limitazione del rischio. è importante che nella concezione di nuovi impianti vengano considerate tutte quelle soluzioni tecniche atte ad evitare ed eventualmente debellare il batterio il più velocemente possibile e ne permettano ogni tipo di trattamento di bonifica.

51 CONCLUSIONI CONCLUSIONI FINALI È importante preferire interventi preventivi attraverso l applicazione di tutti gli accorgimenti tecnici ad oggi conosciuti piuttosto che dover intervenire poi con metodi di bonifica. La pulizia e la decalcificazione di tutti i dispositivi che generano aerosol sono operazioni importanti che devono essere fatte con una periodicità certa. È raccomandato un controllo periodico attraverso analisi specifiche per Legionella in tutti gli ambienti dove possono essere presenti possibili fonti di contagio anche se non è da considerarsi come unico metodo di controllo. Un informazione e un educazione appropriata del personale coinvolto negli ambienti a rischio è una buona arma preventiva. Si deve sempre garantire il rispetto della CMA (Concentrazione 51 Massima Ammisibile prevista dalla legge).

52 CONCLUSIONI CONCLUSIONI FINALI L efficace prevenzione del rischio legato alle legionelle passa dunque attraverso impianti ben progettati, mantenuti con rigore e controllati regolarmente. Essa travalica il solo campo di intervento dei Gestori. La prevenzione di questo rischio rappresenta oggi una grande sfida collettiva che richiede il coinvolgimento di ognuno: progettista degli impianti, installatore, professionista della manutenzione, cliente, utente finale. 52

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