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1 La nuova nascita: il battesimo 3,1-21 Il tema preannunziato nella testimonianza del Battista (1,26.33) è ripreso in episodi che pongono in evidenza i vari modi in cui Cristo ha rimpiazzato le istituzioni del giudaismo. - Nicodemo 3, Nicodemo è menzionato solo in Gv (anche in 7,50; 19,39); il nome comunque era assai diffuso. Benché il sinedrio, il corpo direzionale dei giudei ufficialmente riconosciuto dai Romani, fosse compostro principalmente da elementi sadducei, contava tra i suoi membri anche dei farisei (At 5,34). In quanto far4iseo, membro del sinedrio e rabbino, Nicodemo rappres4enta la quintessenza del giudaismo. È assai inverosimile che Gv abbi escogitato questa conversazione come un seguito a 7, di notte: tenendo conto dell opposizione ufficiale nei confronti di Gesù, già accennata da Gv e più ripetutamente sottolineata in tutto il vangelo, un capo in vista come Nicodemo non poteva essere venuto a vedere Gesù se non segretamente. GTv ha in mente anche un simbolismo simile a quello di 13,30. Nicodemo è venuto da Gesù uscendo fuori dalle tenebre (v. 1,5); alla fine egli divenne uno dei discepoli di Gesù e d è indubbiamente uno di quelli menzionati in 12,42. Rabbi: Nicodemo si rivolge a Gesù con lo stesso appellativo usato dai discepoli quando riconoscono il Cristo (1,38). Noi sappiamo: Nicodemo si associa a color che cedettero in Gesù a motivo dei segni da lui operati (2,23). 3. questa professione di fede di Nicodemo, come del resto la fede iniziale dei discepoli, non avrà alcun valore se non si basa sulla diretta conoscenza di Gesù per quello che egli è veramente; di conseguenza Gesù risponde con un detto enigmatico come in 1,51. Nicodemo ha affermato che Gesù è un maestro che viene da Dio, un maestro cioè, la cui dottrina è veramente conforme al pensiero di Dio. Gesù intende ora mostrargli che egli viene da Dio in un modo che Nicodemo non ha ancora capito. Esso può essere solo sperimentato mediante una nascita spirituale (1,12). Nato dall alto: come avviene di frequente neoi dialoghi giovannei, l espressione è oscura quel tanto che basta per offrire a Nicodemo o spunto per controbattere nel versetto successivo. La parola anothen può significare sia di nuovo che dall alto. 4. Nicodemo interpreta l affermazione in senso materiale. È ironico che un rabbino quale era Nicodemo non riuscisse a comprendere questa immagine di rinascita, dato che i rabbini usavano la stessa metafora per i proseliti del giudaismo. Tuttavia la rigenerazione spirituale di cui parla Gesù va al di là della capacità intellettive del giudaismo. 13. le cose celesti di cui Gesù ha appena parlato non possono essere comprese da qualsiasi uomo con le sue sole capacità umane. È possibile che l autore abbia voluto richiamare qui alla memoria del lettore le religioni misteriche gnostiche che pretendevano di trasportare gli iniziati in un regno di conoscenza celeste. L unico che sia in grado di parlare con autorità della cose celesti è la sola persona che è discesa dal cielo ed è poi di nuovo salita al cielo, il Figlio dell uomo. la pericope comincia con l annuncio dell innalzamento del Figlio dell uomo. Concretamente si tratta dell annuncio della pasqua, formulato con le caratteristiche giovannee. Del linguaggio ricorrente nei sinottici troviamo soltanto il verbo bisogna (secondo il piano di Dio) e il titolo cristologico Figlio dell uomo. Non si parla di sofferenze, di morte, di risurrezione; esse sono ricapitolate nell affermazione dell innalzamento che, nel linguaggio giovanneo, designa complessivamente la vicenda pasquale (8,28; 12,32-34).

2 Viene espresso immediatamente anche lo scopo o il risultato dell innalzamento del Figlio dell uomo: chiunque crede in lui potrà avere la vita eterna. L uso della categoria di innalzamento permette l accostamento con il simbolo biblico del serpente di bronzo innalzato da Mosè nel deserto (Num 21,9). Questo uso appare profondissimo perché individua nella narrazione biblica un passo in cui la fede porta a sfuggire la morte (a causa del peccato) e ad ottenere la vita (cfr. Sap 16,5-7). 14. il serpente: il riferimento è all episodio riportato in Num 21,4-9; in Sap 16,6s., il serpente di bronzo è chiamato symbolon soterias simbolo di salvezza. La base del confronto qui è che in entrambi i casi la salvezza si attua mediante un innalzamento. così è necessario che sia innalzato il figlio dell uomo: la condizione presupposta per la diffusione dello Spirito e per la entrata dell uomo nel regno celeste è l esaltazione di Cristo. In Gv il verbo essere innalzato, ha un significato deliberatamente duplice quando viene applicato a Gesù e si riferisce sia al suo innalzamento sulla croce (8,28) sia alla sua glorificazione nella risurrezione e ascensione al Padre. La sua utilizzazione è analoga a quella di analempsis di Lc 9,51; è questa comunque, una delle parole chiavi del vocabolario giovanneo. E molto simile a doxasthenai essere giustificato (1,14; 2,11); entrambi i vocaboli compaiono in Is 52,13 per descrivere il Servo del Signore ed è indubbiamente con una tale allusione che essi ricorrono in Gv. l unificazione delle funzioni del Servo e del Figlio dell uomo ha una situazione autentica nella stessa auto-proclamazione che Gesù fa di sé stesso. 15. il risultato dell esaltazione di Cristo è la vita in lui (1,4) per tutti quelli che credono (1,12). I passi seguenti mostrano chiaramente che è lo stesso evangelista che parla in essi. 16. Dio ha tanto amato il mondo: l unica spiegazione che potremo avere del dono della vita eterna resa a noi possibile nella redenzione operata da Cristo è l incredibile amore di Dio per il mondo (cfr 1 Giov 4,9; tutta la teologia giovannea). Benché alieno da Dio il mondo non è cattivo in se stesso e rimane l oggetto dell amore compassionevole di Dio. ( il mondo, per Giovanni, cfr 1,10, significa il mondo degli uomini e dei loro problemi, che è in concreto un mondo soggetto al peccato e alle tenebre). Ha dato il suo figlio unigenito: Gv pone l accento sulla gratuità dell amore di Dio che s estende fino a questo punto. Non perisca: il problema-cristo può essere risolto unicamente o nella fede e quindi nella vita eterna oppure nel rifiuto e quindi nella distruzione; non esiste una terza alternativa Cristo è stato inviato nel mondo per portare la vita eterna (10,10); l incredulità deliberata fa di lui l occasione della condanna. In tal modo l incredulità si condanna da se stessa, e il miscredente pronunzia il verdetto di condanna contro se stesso. Questa escatologia realizzata di Gv non nega l insegnamento comune del NT sull escatologia futura (cfr 5,27-29); ma come la vita eterna ha già inizio in questo mondo per colui che si è deciso per Cristo, così l incredulo rimane già condannato. Questo è il segno del Figlio dell Uomo nel quale cielo e terra si sono incontrati (1,51) questi versetti anticipano la conclusione giovannea del libro dei segni (12,37ss; cfr anche 1,5.9-10). 21. chi fa il male è figlio delle tenebre e non va verso la luce che è Cristo; chi si avvicina alla luce, d altra parte, è colui che opera la verità ; questa è una espressione veterotestamentaria (Gn 24,49; Ez 18,8) che significa mantener fede. L espressione è usata con lo stesso significato in 1 QS 1,5; 5,3; 8,2. Colui che compie le opere di Dio viene alla luce.

3 - Occorre tener presente la simbologia (dualistica) che tanto caratterizza il vangelo di Gv: luce tenebre, morte vita ecc. Il serpente è simbolo della morte ma anche il suo antidoto (nelle civiltà limitrofe a Israele era simbolo di fecondità. Si tenga presente che è nella ns. stessa cultura come simbolo della medicina). L innalzamento sulla croce rappresenta il massimo dell ignominia ma anche la glorificazione di Gesù. - Nella croce (innalzamento) si manifesta in tutto il suo splendore l amore salvifico che spinge il Padre al dono dell Unigenito affinché l uomo passi dalla morte del peccato alla vita eterna. - il dono esige l accoglienza nella fede - Guardare: era l atteggiamento espressione di fede nel deserto. - Credere in Gesù: è l espressione di fede e accoglienza del dono di Dio. Gesù non è solo un dono di Dio, è Dio che si dona; non è solo la mano di Dio, è Dio che si fa aiuto per l uomo. Gesù è l immagine perfetta del Dio invisibile; in lui il Padre è uscito dal suo mistero e ci ha fatto intravedere il suo volto. La conseguenza è che il nostro rapporto con Dio si decide ormai nel nostro rapporto con Gesù: chi crede in Lui e cioè chi accetta il suo amore come rivelazione dell amore del Padre, chi si lascia amare da Dio attraverso di lui non è condannato. Non perché non sia un peccatore, ma perché il peccato è bruciato dall amore di Dio che egli accetta con l atto di fede. Viceversa chi non crede nell amore e non si lascia amare e perdonare è già stato condannato perché non ha creduto nel nome dell unigenito Figlio di Dio. Rifiutando l amore rimane nella sua condizione di peccato e quindi sta sotto la condanna di Dio.

4 Il battesimo di Giovanni e il battesimo di Cristo La strana cronologia di questo brano (in 3,22 Gesù viene in giudea, mentre in 3,1-21 egli si trovava già in Gerusalemme) e il fatto che i vv siano in gran parte una ripetizione dei vv.13,21 non provano necessariamente che sia qui avvenuto uno spostamento nel testo. 9in Gv la cronologia rimane sempre secondaria rispetto ai suoi fini teologici. Sembra piuttosto che l evangelista abbia abbinato due racconti paralleli che trattano dello steso tema, seguiti ciascuno da una similare meditazione. Il tema è sempre il rimpiazzamento da parte di Gesù delle istituzioni giudaiche specialmente mediante il battesimo cristiano.

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