A.S.L. della provincia di Bergamo. L attività di prevenzione del Dipartimento delle Dipendenze anno 2009 analisi della domanda e dell offerta

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1 A.S.L. della provincia di Bergamo L attività di prevenzione del Dipartimento delle Dipendenze anno 2009 analisi della domanda e dell offerta n. 05/2010

2 PREMESSA Pag. 5 INTRODUZIONE Alcune note metodologiche Pag Domanda ed offerta di prevenzione L offerta di prevenzione realizzata in regime di programmazione ordinaria dipartimentale. Pag. 7 Pag L offerta di prevenzione realizzata in regime di programmazione ordinaria dipartimentale.. Pag Analisi per Ambito Territoriale Pag Confronto con l attività svolta negli anni precedenti 2004/2008 Pag L attività della commissione Prevenzione Pag L offerta di prevenzione realizzata in extra-programmazione dipartimentale.. Pag Conclusioni Pag. 39 A cura di: Lara Marchesi * Elvira Beato * Luca Biffi * Andrea Noventa * (*) Dipartimento dipendenze Roberta Potente ** Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Pisa Supporto amministrativo Anna Caleca Claudia Strisovich 2

3 PREMESSA L intervento in ambito preventivo rappresenta, accanto a quello terapeutico e riabilitativo, uno dei compiti istituzionali dei Dipartimenti Dipendenze e dei Ser.T. e, come sottolineato più volte nelle Linee Guida Regionali sulla prevenzione 1, si articola su tre diversi e complementari livelli: - Prevenzione universale: rivolta all intera popolazione giovanile, senza prendere in considerazione eventuali differenze in termini di vulnerabilità o comportamenti a rischio, propri del target di riferimento (es. intervento rivolto all intera popolazione di una scuola); - Prevenzione Selettiva: rivolta a gruppi considerati vulnerabili o implementati in contesti a rischio (es. intervento rivolto a uno specifico gruppo etnico); - Prevenzione Indicata: rivolta a soggetti con specifiche vulnerabilità individuali come, ad esempio, i bambini affetti da deficit di attenzione e iperattività, i figli di genitori alcolisti cronici, ecc. In questi anni, una molteplicità di elementi ha reso necessario avviare un complesso e laborioso processo di ridefinzione del ruolo del Dipartimento delle Dipendenze a proposito di prevenzione: o o o o o Il progressivo passaggio della titolarità della programmazione degli interventi e del raccordo della rete territoriale dai Dipartimenti delle Dipendenze agli Uffici di Piano; la molteplicità degli attori in campo nel settore, che, se da un lato è un importante risorsa, dall altro comporta un serie di criticità: progetti e interventi realizzati in modo scollegato, difficoltà dei vari attori a comunicare e raccordarsi tra loro, iniziative non coerenti con le evidenze della letteratura, le linee guida e i reali bisogni del territorio; la necessità di ottimizzare l utilizzo delle risorse complessivamente disponibili, in costante contrazione, orientandone l utilizzo verso interventi di provata efficacia; la necessità di governare la rete dei soggetti coinvolti, riconducendo gli interventi ad una programmazione - condivisa e di ampio respiro - di interventi efficaci in rete; le forti sollecitazioni provenienti dal livello regionale verso le ASL, invitate ad investire in prevenzione e a porsi come stimolo e riferimento per i territori (vedasi a tal proposito il Piano Socio-Sanitario Regionale e i relativi e successivi interventi legislativi di attuazione) Evidentemente, in questo mutato scenario, il Dipartimento delle Dipendenze non può più limitarsi ad essere uno dei soggetti erogatori di interventi preventivi, ma deve assumere, in primis, la funzione di orientare le reti locali, facilitando i raccordi e stimolando l attivazione di processi finalizzati a realizzare una programmazione territoriale di lungo periodo, coerente con le evidenze scientifiche ed i bisogni del territorio. Conseguentemente, il Dipartimento Dipendenze si è sempre più posto come soggetto attivo all interno della rete territoriale, promuovendo sinergie e mettendo a disposizione delle Istituzioni territoriali elementi utili ala programmazione e alla progettazione in ambito preventivo, in particolare attraverso: La produzione di dati utili a comprendere il fenomeno delle dipendenze e ad analizzare i bisogni dei diversi territori; 1 Regione Lombardia: Linee Guida Regionali Prevenzione delle diverse forme di dipendenze nella popolazione preadolescenziale e adolescenziale e Linee Guida Regionali Prevenzione delle diverse forme di dipendenze nella popolazione generale. Oltre a fornire indicazioni tecniche sulla realizzazione degli interventi di prevenzione evidenziano la necessità di intervenire sui tre diversi livelli di prevenzione indicandone le modalità. 3

4 L offerta di indicazioni sull efficacia degli interventi preventivi, secondo le Linee Guida Regionali e le evidenze della letteratura scientifica. Questo processo, tuttora in corso, di ridefinizione del proprio ruolo e di assunzione di nuove e differenti funzioni ha determinato: l assunzione sempre maggiore di una funzione di stimolo e supporto alla programmazione di attività preventive efficaci degli Ambiti Territoriali e di altri soggetti della rete; l assunzione di un ruolo di supporto e consulenza alla progettazione delle attività preventive realizzate a livello territoriale; la conseguente riduzione degli interventi preventivi direttamente erogati dai Ser.T. a favore di un incremento delle attività definibili di sistema ; la diminuzione dell erogazione di interventi estemporanei, a favore di un maggior investimento nella formazione ai soggetti moltiplicatori e nella programmazione di iniziative sperimentali e di prevenzione selettiva o indicata. 4

5 Introduzione Nella presente relazione si riporta l analisi degli interventi di prevenzione delle dipendenze realizzati dal Dipartimento delle Dipendenze dell ASL di Bergamo nel corso dell anno All interno del processo complesso, descritto in premessa, che ha portato negli ultimi anni a significative modifiche nell attività preventiva realizzata dai Ser.T., il 2009 ha costituito un passaggio importante, in quanto ha visto il Dipartimento Dipendenze investire, oltre che nella prosecuzione del lavoro della Commissione Prevenzione: - nella costituzione del Gruppo prevenzione dipartimentale, composto da 7 operatori, dotati di una rilevante disponibilità oraria, con la funzione principale di curare i rapporti di collaborazione con gli Ambiti Territoriali; - nella realizzazione di due progetti specifici di prevenzione selettiva: Progetto figli e Progetto sala d attesa ; - nella promozione di iniziative formative rivolte ai moltiplicatori, in sintonia con le indicazioni regionali e con le linee strategiche del Dipartimento stesso. - Nello sviluppo e consolidamento di collaborazioni con alcuni soggetti della rete, in particolare i Consultori Familiari dell ASL, finalizzate alla condivisione e applicazione di progettualità comuni ( progetto Figli, progetto Prefettura ). L attività realizzata nel corso dell anno si suddivide di due aree: o Area erogativa: comprende sia iniziative con titolarità del Dipartimento (si tratta di pochi, ma significativi progetti sperimentali, che vengono singolarmente descritti sinteticamente nel relativo paragrafo, sia iniziative complesse con titolarità di altri enti (scuola, enti locali, ambiti, ecc.) al cui interno è stata richiesta la partecipazione del Ser.T.. Il contributo richiesto al Ser.T. in tal senso riguarda soprattutto la partecipazione al processo di progettazione, l accompagnamento e supervisione alla realizzazione del progetto, la realizzazione dell attività formativa rivolta a soggetti moltiplicatori (in particolare operatori sociali e sanitari e insegnanti), il supporto a iniziative di sviluppo di comunità. o Area programmatoria e di sistema: consiste nelle attività di governance, raccordo e supporto alla rete locale che prevedono: o la partecipazione ai processi di programmazione dell attività preventiva del territorio in particolare degli Ambiti territoriali (partecipazione a tavoli tematici L. 328/00, supporto all Ufficio di Piano in un processo di programmazione partecipata, supporto nell elaborazione e realizzazione dei Piani di Zona); o la partecipazione al livello di raccordo regionale con il compito di contribuire alla definizione delle Linee Guida in materia di prevenzione e mantenere un raccordo con le strategie e le indicazioni regionali; o il coordinamento di gruppi di lavoro con titolarità del Dipartimento, finalizzati a favorire il raccordo tra Enti differenti in specifici ambiti di intervento (es. Gruppo di coordinamento dei progetti Notte). Alcune note metodologiche inerenti la stesura del rapporto I dati utilizzati per l elaborazione del rapporto sono stati forniti dalla Rilevazione dell attività di prevenzione Prev 09,. Tale strumento, introdotto dall Osservatorio delle Dipendenze nel 2004, e nel tempo modificato per adeguarlo al cambiamento dell attività erogata, ha l obiettivo di: - mappare le attività preventive realizzate dai Ser.T., - coglierne l evoluzione nel tempo, - evidenziare criticità/incongruenze/aree scoperte - supportare la definizione di una programmazione sempre più rispondente ad un analisi dei bisogni, coerente con le evidenze di efficacia e basata su criteri di equità territoriale. 5

6 1. DOMANDA ED OFFERTA DI PREVENZIONE Nel corso dell anno 2009, al Dipartimento Dipendenze dell ASL di Bergamo, sono pervenute 103 richieste di interventi, di cui 86 da committenti esterni e 18 da Servizi ASL, di questi ultimi 9 derivano da progettualità interne al Dipartimento delle Dipendenze. I soggetti esterni titolari dei progetti di prevenzione sono per la maggior parte rappresentati da Enti pubblici, quali Istituti Scolastici (22%), Ambiti Territoriali 2 ed Enti Locali (20% del totale), Istituzioni Pubbliche (Provincia di Bergamo e Regione Lombardia: 6%). Le organizzazioni di volontariato e del privato sociale risultano titolari del 18% delle richieste pervenute, mentre i mass media del 5%. Tabella 1: Distribuzione assoluta e percentuale delle richieste pervenute secondo la tipologia di committente. Anno 2009 Tipologia committente Richieste pervenute N. % ASL Dipartimento Dipendenze 9 8,7 ASL Dipartimento Prevenzione 5 4,9 ASL Altri Servizi 4 3,9 Ambiti Territoriali e Ufficio di Piano 13 12,6 Comuni/Comunità Montane 8 7,8 Istituzioni Pubbliche 6 5,8 Privato Sociale 9 8,7 Volontariato 10 9,7 Scuola 23 22,3 Mass Media 5 4,9 Altro 16 15,5 TOTALE Il 36% circa delle richieste pervenute fa riferimento all area di sistema, richiedendo la partecipazione al processo di programmazione delle politiche e delle attività di prevenzione territoriali. Viceversa il 18% circa delle richieste riguarda la partecipazione a iniziative complesse con titolarità di altri enti e quasi il 16% concerne progettualità interne. Il 33% delle richieste riguarda invece la realizzazione di iniziative a spot (circoscritte ad 1-3 incontri). 2 Ambiti Territoriali si intendono forme di concertazione tra enti locali, per la gestione unitaria del sistema locale dei servizi sociali, come previsti dalla Legge 8 novembre 2000, n. 328 Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali. La provincia di Bergamo è suddivisa in 14 Ambiti Territoriali, coincidenti, come competenza territoriale, ai Distretti socio-sanitari. 3 Lo stesso progetto può avere più committenti, di conseguenza il numero di iniziative risulta inferiore alla somma delle richieste pervenute secondo la tipologia di committente. 6

7 Tabella 2: Distribuzione assoluta e percentuale delle richieste pervenute secondo la tipologia di intervento richiesto. Anno 2009 Tipologia di intervento richiesto Richieste pervenute N. % Realizzazione di singole iniziative (da 1 a 3 incontri) 34 33,0 Progettazione, realizzazione, gestione di progetti complessi (con titolarità o co-titolarità del Dipartimento Dipendenze) 16 15,5 Partecipazione ad iniziative complesse con titolarità altri enti 18 17,5 Partecipazione al processo di programmazione e/o progettazione attività territoriali TOTALE ,9 Delle 103 richieste pervenute ai Ser.T. della ASL di Bergamo 80, pari al 78%, sono state evase, mentre 23 (22%) hanno comportato la realizzazione di un unica consulenza (22%). Delle 80 richieste che hanno comportato la realizzazione di un intervento, 71 sono state realizzate nell ambito della programmazione ordinaria delle attività dipartimentali (89%) mentre per le restanti 9 richieste è stato fatto ricorso all attività libero professionale degli operatori Ser.T L OFFERTA DI PREVENZIONE REALIZZATA IN REGIME DI PROGRAMMAZIONE ORDINARIA DIPARTIMENTALE Di seguito si riporta l analisi relativa alle 71 attività di prevenzione realizzate nell ambito della programmazione ordinaria dipartimentale (escludendo quindi le attività realizzate dagli operatori Ser.T. in regime libero-professionale). Delle 71 iniziative di prevenzione realizzate in tale ambito: il 61% circa fa riferimento all Area erogativa, riguardando la partecipazione (progettazione, realizzazione, esecuzione) a progetti di prevenzione, con titolarità sia del Dipartimento delle Dipendenze sia di altri Enti. 28 iniziative, pari al 39%, afferiscono invece all Area di sistema, riguardando la partecipazione al processo di programmazione delle politiche e delle attività territoriali. Tali iniziative hanno comportato la realizzazione di n. 571 ore di intervento, pari al 33% delle ore totali utilizzate. Grafico 1: Distribuzione assoluta delle iniziative secondo la tipologia di intervento realizzato. Anno n. iniziative Realizzazione di singole iniziative (a spot) Progetti complessi titolarità Dipartimento Dipendenze Progetti complessi titolarità altri Enti Partecipazione al processo di programmazione 4 Per lo stesso progetto possono essere state utilizzate più tipologie di intervento, di conseguenza il numero di iniziative risulta inferiore alla somma delle richieste pervenute secondo la tipologia di intervento 5 Le tipologie di attività realizzabili all interno della programmazione annuale e quelle da svolgersi in libera professione, vengono definite annualmente. Si rimanda all allegato 1 per un approfondimento. 7

8 Graf. 2: Ore di intervento suddivise per tipologia di intervento attuato. Anno n. ore Realizzazione di singole iniziative (a spot) Progetti complessi titolarità Dipartimento Dipendenze Progetti complessi titolarità altri Enti Partecipazione al processo di programmazione Della quota di attività inerenti l area erogativa, il 37% riguarda la partecipazione a iniziative complesse con titolarità di altri enti. Complessivamente quindi 44 iniziative 6, pari a circa al 62% delle attività realizzate si collocano all interno della strategia adottata dal Dipartimento e descritta in premessa, che prevede l assunzione di un ruolo di supporto alle attività territoriali e di collaborazione con i soggetti della rete. Tabella 3: Distribuzione assoluta e percentuale delle iniziative afferenti all area erogativa secondo la tipologia di intervento realizzato. Anno 2009 Tipologia di intervento realizzato Area erogativa Richieste realizzate N. % Realizzazione di singole iniziative (da 1 a 3 incontri) 15 34,9 Progettazione, realizzazione, gestione di progetti complessi (con titolarità o co-titolarità del Dipartimento Dipendenze) 12 27,9 Partecipazione ad iniziative complesse con titolarità altri enti 16 37,2 TOTALE ,0 Si procede di seguito all analisi e alla descrizione delle due macro-aree di intervento: Area erogativa e Area di sistema. 2.1 Analisi delle iniziative afferenti all Area Erogativa La tipologia delle attività realizzate 7 Considerato che uno stesso progetto poteva prevedere più tipologie di intervento, 9 iniziative, pari al 20,9%, hanno comportato la realizzazione di una conferenza/seminario (in 5 casi questa ha costituito l unico intervento, in altri 4 sono state realizzate parallelamente anche altre attività), il 14% attività formativa in piccoli gruppi e il 7% interventi di peer education. Si ritiene significativo che 18 progetti ( il 42 %) prevedevano invece la partecipazione a gruppi di lavoro o attività di progettazione, consulenza, accompagnamento e supervisione a progetti territoriali. Tale dato conferma ulteriormente l investimento dei Ser.T., anche nell area erogativa, nel 6 16 progetti con titolarità di altri enti e 28 iniziative afferenti all area di sistema 7 La descrizione delle tipologie di attività realizzate sono riportate in allegato 2 8

9 supporto tecnico/metodologico alle iniziative territoriali e la priorità verso interventi rivolti a soggetti moltiplicatori. 9

10 Tabella 4: Distribuzione assoluta e percentuale delle iniziative realizzate, degli incontri realizzati, delle ore impiegate e dei soggetti coinvolti secondo la tipologia di intervento. Anno 2009 Tipologia di intervento Iniziative realizzate N. % Interventi formativi in piccoli gruppi 6 14,0 Interventi di peer education 3 7,0 Ricerca intervento 3 7,0 Accompagnamento supervisione a operatori su progetti territoriali 1 2,3 Consulenza su progetti 7 16,3 Progettazione di iniziative preventive 7 16,3 Tavoli di lavoro 7 16,3 Consulenza su casi 2 4,7 Intervento di info point e realizzazione di stand informati 2 4,7 Intervento di riduzione dei rischi o riduzione del danno 1 2,3 Conferenza, seminario 9 20,9 Comunicazioni a mass media 6 14,0 Relazioni a convegno in Provincia 1 2,3 Organizzazione di convegno sul tema della prevenzione 1 2,3 Produzione di report, documentazione scritta, ecc. 1 2,3 Altro 4 9,3 TOTALE , I livelli di prevenzione 8, le aree di intervento, i target e le strategie Considerando che uno stesso progetto può riguardare più livelli di prevenzione, il 70% dei progetti realizzati si è occupato di prevenzione universale, il 28% selettiva ed il 5% circa indicata. Gli interventi di prevenzione indicata, pur essendo numericamente molto esigui sono costituiti di attività maggiormente complesse ed articolate, rilevabili dal numero di incontri e dal numero di ore (in media rispettivamente 25 incontri e 37 ore per ciascun progetto, contro i 6 incontri e le 23 ore degli interventi di prevenzione universale). Tabella 5: Distribuzione assoluta e percentuale delle iniziative realizzate, degli incontri realizzati e delle ore impiegate secondo il livello di prevenzione attuato. Anno 2009 Livello di Prevenzione Iniziative realizzate Incontri realizzati N. % N. % N. medio progetto Ore impiegate per svolgimento N. % N. medio progetto Universale 30 69, ,7 6, ,7 22,8 Selettiva 12 27, ,0 7, ,8 32,3 Indicata 2 4, ,3 25,5 74 6,5 37,0 TOTALE , ,0 7, ,0 26,7 8 I livelli di prevenzione sono stati rilevati secondo la classificazione, proposta da Gordon nel 1987, adottata dall Institute of Medicine nel 1994, basata sulle caratteristiche della popolazione a cui l intervento è diretto: Prevenzione Universale = Interventi rivolti all intera popolazione target senza considerare la presenza di fattori di vulnerabilità o comportamenti a rischio, propri del target di riferimento Prevenzione Selettiva = Interventi rivolti a gruppi considerati vulnerabili o implementati in contesti a rischio Prevenzione Indicata = Interventi rivolti a soggetti con specifiche vulnerabilità individuali, ad esempio i bambini affetti da disturbo da deficit di attenzione e iperattività, i figli di genitori alcolisti cronici. 10

11 Considerando che uno stesso progetto può rivolgersi a più tipologie di target, 32 interventi (74% del totale) hanno coinvolto un target di adulti, con un investimento significativo verso soggetti che svolgono funzioni educative o di progettazione di iniziative di prevenzione: docenti,, operatori dei luoghi di aggregazione giovanile, forze dell ordine, gestori di locali pubblici, volontari, amministratori locali, istituzioni pubbliche, operatori socio-sanitari. Le iniziative che hanno coinvolto un target diretto, costituito da studenti, adolescenti, giovani e frequentatori di locali ed eventi, sono state 22 (51% dei progetti realizzati), che hanno permesso di raggiungere il 98% dei soggetti complessivamente contattati dai progetti di prevenzione. Di queste 22 iniziative 11 hanno avuto come target esclusivo destinatari diretti, mentre altri 11 hanno rivolto le proprie azioni contemporaneamente anche a soggetti moltiplicatori. Tabella 6: Distribuzione assoluta e percentuale delle iniziative realizzate, soggetti contattati, incontri realizzati e ore impiegate secondo la tipologia di target. Anno 2009 Target Iniziative realizzate Incontri Realizzati Ore impiegate per svolgimento Soggetti Contattati N. % N. % N. % N. % Istituzioni pubbliche 4 9, , ,7 26 0,3 Enti locali 2 4,7 30 9, ,2 4 0,04 Operatori social e sanitari 19 44, , , ,5 Medici Medicina Generale 1 2, , ,5 5 0,1 Volontari 5 11, , , ,5 Amministratori locali 3 7, , ,5 62 0,7 Forze dell Ordine 4 9, , , ,9 Studenti 9 20, , , ,9 Adolescenti e giovani 2 4, , , ,1 Insegnanti e personale non docente 9 20, , , ,0 Lavoratori 1 2,3 24 7,2 94 8,2 25 0,3 Sindacati 3 7, , ,1 66 0,7 Genitori 4 9, , , ,5 Organizzazione di genitori 1 2,3 4 1,2 10 0,9 12 0,1 Personale dei locali 4 9, , ,5 55 0,6 Frequentatori di locali ed eventi 1 2,3 7 2,1 26 2,3 6 0,1 Consumatori di sostanze illegali 1 2, ,4 68 5, ,5 Altri target ad alto rischio 2 4, , , ,2 Popolazione generale 9 20, , , ,1 Altro 4 9, , ,3 7 0,1 TOTALE Considerando che uno stesso progetto di prevenzione può essere stato realizzato in contesti diversi, il 28% degli interventi è stato effettuato in istituti scolastici di diverso livello 9 (12 iniziative), la medesima quota presso i Ser.T e/o il Dipartimento delle Dipendenze della ASL di Bergamo, l 11% in contesti informali (strada e piazza) e luoghi del divertimento serale e notturno, come feste, concerti, bar, pub, discoteche. Il 42% dei progetti è stato realizzato in Altri contesti, come ad esempio Ascom, altri servizi ASL, teatro, ecc. 9 La percentuale riportata è stata calcolata contando una sola volta i progetti effettuati in istituti scolastici di livelli diversi. Il grafico 1, invece, riporta le percentuali calcolate sul singolo contesto di realizzazione. 11

12 Grafico 3: Distribuzione percentuale dei contesti di intervento dei progetti di prevenzione realizzati. Anno 2009 Altro 16,3 Altri Enti ed Istituzioni 11,6 Feste, rave, eventi Discoteche e locali notturni Bar, pub, birrerie 2,3 2,3 2,3 Servizi ASL 37,2 Ospedali, ambulatori, sevizi socio sanitari 7 Altri contesti della comunità locale 11,6 Parrocchie, contesti di aggregazione organizzata 4,7 Scuole medie superiori 23,3 Scuole medie inferiori 7 Scuola primaria 2, Valori % L analisi delle strategie utilizzate durante gli interventi di prevenzione 10 evidenzia che la prevalente è lo sviluppo di comunità, seguita dagli interventi informativi su gruppi e su grandi pubblici. Si evidenzia tuttavia la presenza: di 7 interventi educativo-promozionali, di 3 con utilizzo della peer education; di 4 di riduzione del danno. Rispetto a questi ultimi, si tratta di poche ma corpose iniziative, cui sono state dedicate il 39% delle ore complessivamente dedicate alla prevenzione. Tabella 7: Distribuzione assoluta e percentuale dei progetti realizzati, di incontri realizzati, di ore impiegate e soggetti contattati secondo la strategia di intervento utilizzata. Anno 2009 Strategie di intervento Iniziative realizzate Incontri Realizzati Ore impiegate per lo svolgimento dell intervento Soggetti Contattati N. % N. % N. % N. % Peer education 3 7, , , ,5 Sviluppo di comunità 18 41, , , ,3 Approccio educativo-promozionale (life skill) 7 16,3 31 9, , ,0 Interventi informativi sui gruppi 12 27, , , ,3 Interventi informativi su grandi pubblici 10 23, , , ,2 Riduzione del danno 4 9, , , ,8 TOTALE Le strategie utilizzate per la realizzazione di un intervento possono essere molteplici 12

13 Tabella 8: Distribuzione del numero medio di incontri realizzati, di ore impiegate e di soggetti contattati secondo la strategia di intervento. Anno 2009 Strategie di intervento N. medio incontri realizzati N. medio ore impiegate N. medio soggetti contattati Peer education 19,7 37,7 351 Sviluppo di comunità 12,4 48,4 374 Approccio educativo-promozionale (life skill) 4,4 15,1 53 Interventi informativi sui gruppi 8,8 36,9 285 Interventi informativi su grandi pubblici 6,5 25,2 231 Riduzione del danno 33,5 110,8 913 TOTALE 7,7 26,7 213,4 Rispetto alla fase di progettazione e valutazione delle attività, si evidenzia che l analisi dei bisogni è stata attuata nel 72% dei progetti realizzati (31 casi), così come la valutazione della coerenza metodologica tra il progetto e le evidenze di efficacia, riportate dalle review internazionali e dalle indicazioni regionali nell ambito della prevenzione delle dipendenze. L analisi dei bisogni è stata realizzata nel 35% delle attività con titolarità del Dipartimento Dipendenze e nel 21% in quelle con titolarità di altri Enti. La valutazione della coerenza tra il progetto e le evidenze di efficacia è stata prevalentemente rivolta alle iniziative complesse, indipendentemente dalla natura dell Ente titolare. La stesura di documentazione scritta relativa al progetto ha riguardato meno della metà dei progetti realizzati (17 casi), in particolare gli interventi complessi con titolarità del Dipartimento Dipendenze. La realizzazione del 67% dei progetti è stata effettuata attraverso il raccordo con altre attività di prevenzione già avviate nel territorio e per il 51% dei progetti è stata prevista l attivazione o l implementazione nel territorio di attività preventive. Tabella 9: Distribuzione assoluta e percentuale della tipologia di intervento realizzato secondo la tipologia di processi di valutazione e di raccordo con le attività territoriali. Anno 2009 Progettazione, Tipologia realizzazione, Partecipazione Realizzazione di processi gestione di progetti ad iniziative di singole di valutazione complessi, con complesse TOTALE iniziative e di raccordo titolarità con titolarità (da 1 a 3 incontri) con attività Dipartimento altri enti territoriali Dipendenze N. % N. % N. % N. % Intervento preceduto da analisi dei bisogni Valutazione della coerenza tra progetto ed evidenze di efficacia Produzione di documentazione scritta Attuazione di sinergie con altre attività territoriali Successiva attivazione/ implementazione attività preventive 7 16, ,9 9 20, ,1 7 16, , , ,1 1 2, ,3 6 14, ,5 5 11, , , ,4 4 9,3 9 20,9 9 20, ,2 TOTALE 11 25, , , ,0 2.2 Analisi delle iniziative afferenti all Area Programmatoria Come precedentemente descritto, 28 iniziative afferiscono all area programmatoria. 13

14 Le attività svolte per la realizzazione dei queste specifiche progettualità sono state per la maggior parte la partecipazione a tavoli di lavoro interistituzionale, che hanno implicato lo svolgimento di 142 incontri e l impiego di circa 500 ore, pari all 85% e 87% degli incontri e delle ore complessivamente sostenuti in tale ambito di progettualità. Tabella 10: Distribuzione assoluta e percentuale delle attività realizzate secondo la tipologia di processi di valutazione e di raccordo con le attività territoriali. Anno 2009 Tipologia di intervento Iniziative realizzate Incontri Realizzati Ore impiegate per lo svolgimento dell intervento Soggetti Contattati N. % N. % N. % N. % Conferenza, seminario 1 3, , , ,9 Produzione di report, documentazione scritta, ecc. 3 10,7 9 5,4 24 4,2 16 3,7 Ricerca intervento 2 7,1 8 4,8 18 3,2 9 2,1 Accompagnamento supervisione a operatori su progetti territoriali 3 10, , ,2 41 9,5 Consulenza su progetti 7 25, , , ,0 Progettazione di iniziative preventive 3 10, , , ,7 Tavoli di lavoro 20 71, , , ,8 Altro 1 3,6 1 0,6 3 0, ,3 TOTALE , , , ,0 Oltre la metà delle iniziative ha avuto come target Istituzioni pubbliche, Enti ed amministratori locali (15 progetti). Significativo anche il contatto con insegnanti che riguarda 10 iniziative. 14

15 Tabella 11: Distribuzione assoluta e percentuale delle iniziative realizzate, soggetti coinvolti, incontri realizzati e ore impiegate secondo la tipologia di target. Anno 2009 Iniziative realizzate Tipologia di target N. % Istituzioni pubbliche 4 14,3 Enti locali 13 46,4 Operatori social e sanitari 14 50,0 Volontari 6 21,4 Amministratori locali 4 14,3 Forze dell Ordine 2 7,1 Insegnanti e personale non docente 10 35,7 Sindacati 1 3,6 Genitori 1 3,6 Organizzazione di genitori 1 3,6 Personale dei locali 1 3,6 Popolazione generale 1 3,6 Altro 4 14,3 TOTALE Le risorse umane complessivamente impiegate e le collaborazioni con altri Enti Per la realizzazione delle attività di prevenzione il personale dei Ser.T. 11 ha complessivamente impiegato ore, alle quali si aggiungono 236 ore svolte dai tirocinanti. Lo psicologo risulta la figura professionale prevalente, essendo presente nell 84,5% dei progetti realizzati, seguito da quella dell educatore professionale e dell assistente sociale (rispettivamente presenti nel 27% e 24% dei casi). Tabella 12: Distribuzione assoluta e percentuale delle iniziative realizzate e delle ore complessivamente dedicate alle attività di prevenzione secondo i profili professionali impiegati nei Ser.T. della ASL di Bergamo. Anno 2009 Profilo professionale N. iniziative Area erogativa Area programmatoria TOTALE N. ore N. iniziative N. ore N. iniziative Medici ,0 Psicologi ,0 Assistenti Sociali ,1 Infermieri Professionali ,8 Educatori Professionali ,7 Amministrativi ,5 TOTALE n % 77,0 23,0 100,0 Nel complesso, le ore impiegate sull area prevenzione equivalgono al 2,3% delle ore complessivamente lavorate nel corso dell anno 2009 dagli operatori dei Ser.T, con differenze all interno dei diversi gruppi professionali. N. ore % ore 11 Alle ore svolte dal personale Ser.T si devono aggiungere le ore svolte da tirocinanti psicologi, che nel 2008 ammontano a 64 ore. 15

16 Tabella 13: Distribuzione assoluta e percentuale delle ore dedicate alla prevenzione in rapporto alle ore annue complessivamente lavorate secondo i profili professionali impiegati nei Ser.T. della ASL di Bergamo. Anno 2009 Profilo professionale Ore annue Ore impiegate per la prevenzione N. N. % Medici ,7 Psicologi ,7 Assistenti Sociali ,4 Infermieri Professionali ,8 Educatori Professionali ,4 Amministrativi ,6 TOTALE ,3 Nel 70% delle iniziative di prevenzione (50 casi) le attività sono state realizzate attivando collaborazioni con Enti pubblici, organizzazioni del privato sociale, associazioni di volontariato, operatori appartenenti ad Enti privati e libero professionisti. Tabella 14: Distribuzione assoluta e percentuale delle iniziative di prevenzione realizzate in collaborazione con altri enti. Anno 2009 Iniziative realizzate Tipologia Enti che hanno collaborato alla realizzazione di iniziative di prevenzione Numero % Enti Pubblici ed Istituzioni 34 68,0 Enti del privato-sociale 26 52,0 Volontariato/associazioni 17 34,0 Enti privati ed Operatori libero-professionisti 11 22,0 TOTALE INIZIATIVE REALIZZATE IN COLLABORAZIONE 50 La tabella seguente evidenzia, in maggior dettaglio, la tipologia di enti, pubblici e privati, che hanno collaborato alla realizzazione dei progetti, ed il numero di collaborazioni con ciascuna tipologia, considerando che ciascun progetto può aver attivato più sinergie. 16

17 Tabella 15: Distribuzione assoluta delle collaborazioni attivate per la realizzazione delle attività di prevenzione secondo la tipologia dell ente. Anno 2009 Tipologia Enti che hanno collaborato alla realizzazione di iniziative di prevenzione Numero Servizi coinvolti ENTI PUBBLICI ED ISTITUZIONI Altri Servizi ASL Bergamo 16 Altre ASL 2 Azienda Ospedaliera OORR 2 Comuni, Comunità Montane 15 Ambiti 6 Provincia di Bergamo 3 Scuola (Ufficio Scolastico Provinciale- Istituti Scolastici) 11 Sindacato 1 Prefettura 1 Regione Lombardia 1 Università 2 National Board of Health 1 Diocesi Ufficio Famiglia - UPEE 1 ENTI DEL PRIVATO SOCIALE VOLONTARIATO / ASSOCIAZIONI ENTI PRIVATI/OPERATORI LIBERO-PROFESSIONISTI Totale enti pubblici 62 Cooperative e consorzi 30 Enti Accreditati 3 Referenti della cooperazione, CEGEST, Federsolidarietà 1 Associazioni / enti del privato sociale 1 Totale Enti privato sociale 35 ACAT 8 Associazioni Oratori, Parrocchie, Caritas 4 Totale Associazioni di Volontariato 31 Liberi professionisti 4 Enti profit 1 Organizzazioni teatrali 2 ENTI PRIVATI/OPERATORI LIBERO-PROFESSIONISTI 2.4 Analisi per Ambito Territoriale Associazioni di categoria (Ascom, ecc) 2 Totale Enti privati/liberi professionisti 9 Dall analisi della distribuzione territoriale delle richieste pervenute, indipendentemente dalla tipologia di committente, si evidenzia che il 34% riguarda l intero territorio provinciale, il 21% l Ambito di Bergamo ed il 10% quello di Romano di Lombardia. Non sono invece pervenute richieste dai territori dell Ambito Territoriale di Monte Bronzone e Basso Sebino. Si fa presente che il numero e la tipologia di richieste pervenute è strettamente legata all esistenza o meno e alla tipologia di rapporti storici con il territorio (Ambito e enti locali, ma anche altre organizzazioni presenti). La tipologia di risposta erogata dai servizi del Dipartimento delle Dipendenze è invece legata alla pertinenza della richiesta. Sono infatti ancora molte le richieste di iniziative a spot che i servizi ricevono. In 23 situazioni si è provveduto a erogare una consulenza volta a riorientare l intervento o a supportare il committente nell individuare altri partner sul territorio. Le richieste evase in programmazione ordinaria sono state 71, mentre le restanti (9 iniziative) sono state realizzate in regime di libera professione. 12 Si evidenzia la presenza significativa di Associazione Vittime della Strada. 17

18 Ambiti territoriali N. richieste realizzate in programmazione ordinaria Area erogativa Area programmatoria 1 Bergamo Dalmine Seriate Grumello Valcavallina Monte Bronzone e Basso Sebino Alto Sebino Valle Seriana Valle Seriana Superiore Valle Brembana Valle Imagna Isola Bergamasca Treviglio Romano di Lombardia 4 2 Territorio provinciale 22 8 TOTALE La mappa seguente evidenzia i livelli di prevenzione dei progetti afferenti all Aera erogativa presenti nei singoli Ambiti Territoriali. Si segnala come interventi di prevenzione selettiva siano presenti in 6 Ambiti e iniziative di prevenzione mirata in 2. Mappa 1: Distribuzione assoluta delle iniziative realizzate in programmazione ordinaria secondo il livello di prevenzione attuato e l Ambito Territoriale di intervento. Anno 2009 Ambito territoriale Universale N. richieste realizzate Selettiva Universale 1 Bergamo Valcavallina Alto Sebino Valle Seriana Valle Seriana Superiore Isola Bergamasca Romano di Lombardia Territorio Provinciale TOTALE

19 L analisi del numero di ore e di incontri per Ambito evidenzia la disomogenea distribuzione territoriale. Tabella 18: Distribuzione assoluta e percentuale delle iniziative di prevenzione realizzate, incontri realizzati, numero medio di incontri per iniziativa, ore totali e numero medio di ore impiegate per iniziativa secondo l ambito territoriale di intervento. Anno 2009 Iniziative realizzate Incontri realizzati Ore impiegate Ambiti territoriali N. % N. % N. % 1 Bergamo 10 23, , ,4 5 Valcavallina 1 2,3 7 2,1 19 1,7 7 - Alto Sebino 1 2,3 18 5,4 50 4,4 8 - Valle Seriana 5 11,6 29 8,7 81 7,1 9 - Valle Seriana Superiore 4 9, , , Isola Bergamasca 1 2,3 4 1,2 8 0, Romano di Lombardia 4 9, , ,1 Territorio Provinciale 22 51, , ,3 TOTALE L analisi del rapporto tra il numero di ore impiegate per la realizzazione degli interventi e la popolazione di anni residente in ciascun Ambito, conferma ulteriormente la disomogeneità territoriale degli interventi Ser.T, attribuibile sia ad una diversa programmazione delle politiche sociali e della prevenzione delle dipendenze, sia a differenti percorsi storici di rapporto e di collaborazione interistituzionale tra Ambiti e Dipartimento Dipendenze. Si segnala a tal proposito che in alcuni Ambiti l intenso lavoro effettuato negli anni precedenti permette attualmente di mantenere una funzione di supervisione e monitoraggio, riducendo in modo cospicuo l investimento orario (es. Isola Bergamasca): Mappa 1: Distribuzione delle ore impiegate per la realizzazione delle iniziative di prevenzione in rapporto alla popolazione di anni residente in ciascun Ambito territoriale di intervento. Anno 2009 Ambito territoriale Rapporto (x mille) ore impiegate/ popolazione anni 1 Bergamo 8,4 5 Valcavallina 3,6 7 - Alto Sebino 17,4 8 - Valle Seriana 8,4 9 - Valle Seriana Superiore 26, Isola Bergamasca 0, Romano di Lombardia 32,9 Territorio Provinciale 6,6 TOTALE 12,9 19

20 La mappa seguente mostra la tipologia di destinatari secondo la distribuzione territoriale, evidenziando come che in tutti gli Ambiti territoriali in cui sono stati attuati interventi è stata dedicata attenzione a soggetti moltiplicatori 13, 13 Istituzioni pubbliche, Enti Locali, Operatori socio-sanitari, MMG, volontari, Amministratori locali, forze dell'ordine, insegnanti, sindacati, organizzazioni genitori, personale dei locali. 20

21 Mappa 2: Distribuzione assoluta delle iniziative di prevenzione realizzate secondo la tipologia di target contattato e l ambito territoriale di intervento. Anno 2009 Ambito territoriale Iniziative rivolte a Soggetti moltiplicatori Soggetti diretti 1 Bergamo Valcavallina Alto Sebino Valle Seriana Valle Seriana Superiore Isola Bergamasca Romano di Lombardia 4 2 Territorio Provinciale TOTALE Confronto con l attività svolta nel corso degli anni precedenti. Anni Di seguito si propone l analisi descrittiva delle attività di prevenzione svolte dal Dipartimento delle Dipendenze dell ASL di Bergamo nell ambito della programmazione ordinaria dall anno 2004, permettendo di rilevare i cambiamenti intercorsi e le tendenze emergenti. Nel corso degli anni rimane sostanzialmente invariata la quota di richieste pervenute da Enti esterni, fatta eccezione per la riduzione registrata nell anno 2008, a favore dell incremento delle progettualità del Dipartimento delle Dipendenze. Tabella 19: Distribuzione assoluta e percentuale delle richieste di prevenzione pervenute al Dipartimento Dipendenze secondo la tipologia di committente. Anni Richieste di prevenzione pervenute Tipologia di committente Committenti esterni N ed altri servizi ASL % 92,5 90,2 90,3 91,6 86,6 91,3 Dipartimento Dipendenze TOTALE N % 7,5 9,8 9,7 8,4 13,4 8,7 N % 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Le richieste evase in regime di programmazione ordinaria dipartimentale evidenziano un progressivo aumento, fatta eccezione per l anno 2008 durante il quale si verifica una contrazione degli interventi realizzati in tale modalità. Tale decremento si colloca all interno di un processo complesso, di progressivo ri-orientamento dell attività di prevenzione del Dipartimento, processo che nel 2008 ha comportato una riduzione del numero di iniziative a favore di un aumento della loro complessità, andando a ridurre gli interventi a spot, di breve durata. Nel 2009 si è assistito a un 21

22 cospicuo investimento in quest area, conseguente a una scelta strategica del Dipartimento, come spiegato in premessa e come evidenziato dal numero di ore dedicate a tale attività. Rimane invece sostanzialmente invariato il numero di iniziative realizzate in libera professione degli operatori Ser.T.. Tabella 20: Distribuzione assoluta e percentuale delle richieste di prevenzione evase secondo la modalità di risposta. Anni Richieste di prevenzione evase Modalità di risposta Programmazione N Ordinaria % 67,0 89,1 87,3 86,1 80,9 88,7 Extra-programmazione TOTALE N % 33,0 10,9 12,7 13,9 19,2 11,3 N % 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 % su totale richieste pervenute 94,6 100,0 99,0 93,1 82,9 77,7 L analisi storica che segue si riferisce alle iniziative di prevenzione svolte esclusivamente in regime di programmazione ordinaria dipartimentale. Nel corso degli anni, gli Enti Locali rappresentano la maggior parte dei committenti esterni dei progetti di prevenzione, così come gli istituti scolastici fino all anno 2007, evidenziando un successivo decremento delle richieste fino a raggiungere il 20% nel 2009 (dal 35,6% del 2004) Nel tempo si evidenzia un progressivo aumento delle iniziative di prevenzione promosse e gestite dall ASL di Bergamo, passando dal 12% del 2004 al 24% del Tabella 21: Distribuzione assoluta e percentuale delle richieste di prevenzione realizzate secondo la tipologia di committente. Anni Iniziative di prevenzione realizzate Tipologia Committente Enti Locali Istituti Scolastici Mass media Volontariato N % 32,2 22,0 28,1 22,9 27,3 25,4 N % 35,6 28,0 37,1 28,6 21,8 19,7 N % 23,7 24,4 15,7 16,2 3,6 7,0 N % 5,1 12,2 15,7 5,7 1,8 9,9 Enti del N Privato-Sociale % 10,2 2,4 2,2 3,8 1,8 5,6 ASL Altro N % 11,9 9,8 11,2 15,2 30,9 23,9 N % 37,3 8,% 5,6 7,6 16,4 14,1 TOTALE N Nel corso degli anni, si evidenzia un progressivo incremento della funzione di accompagnamento e consulenza nella programmazione e realizzazione dei progetti di prevenzione, nonché la partecipazione a tavoli e gruppi di lavoro (gruppo di coordinamento di progetti, gruppo di monitoraggio e verifica, ecc.), attività inesistente fino ad alcuni anni fa. 22

23 Tabella 22: Distribuzione assoluta e percentuale delle attività realizzate secondo la tipologia di intervento. Anni Tipologia di intervento Conferenza, seminario Corso di formazione complesso Interventi di peer education Consulenza su casi Iniziative di prevenzione realizzate N % 16,9 22,0 28,1 13,3 20,0 14,1 N % 16,9 13,4 10,1 8,6 36,4 12,7 N % 1,7 1,2 2,2 1,9 1,8 4,2 N % 3,4 -- 3,4 3,8 1,8 2,8 Intervento di info point e N realizzazione di stand informativi % 5,1 3,7 9 2,9 12,7 2,8 Comunicazioni a mass media N % 15,3 24,4 15,7 19 7,3 8,5 Organizzazione e relazione N convegni sul tema prevenzione % 16,9 2,4 4,5 4,8 7,3 2,8 Ricerca-intervento N % 3,4 1,2 3,4 -- 7,3 7,0 Consulenza e accompagnamento a N progettazione di iniziative preventive % 10,2 17,1 13,5 24,8 21,8 31,0 Partecipazione a tavoli di lavoro Altro N % -- 6,1 10, ,2 38,0 N % 10,2 8,5 -- 4,8 16,4 7,0 TOTALE Analizzando l investimento espresso in ore utilizzate per la realizzazione delle attività di prevenzione in ciascun Ambito territoriale, dal 2005 al 2009, emerge: - un incremento progressivo delle iniziative a carattere provinciale; - un calo progressivo dell investimento sull Ambito di Bergamo; - una crescita dell attività negli Ambiti di Val Seriana Superiore, Val Seriana Alto Sebino, Val Brembana; - il mantenimento di un forte investimento nell Ambito di Romano di Lombardia; - un investimento esiguo in termini di ore nell Ambito dell Isola Bergamasca, territorio a cui in passato sono state dedicate tempo e energia e che attualmente gestisce gli interventi in autonomia, con la supervisione del Ser.T. - la presenza di alcuni Ambiti scoperti o con una presenza minima di interventi: Seriate, Monte Bronzone, Dalmine, Treviglio. 23

24 Tabella 23: Distribuzione assoluta e percentuale delle ore impiegate per la realizzazione delle attività di prevenzione secondo l ambito territoriale di intervento. Anni Ore impiegate per la realizzazione Ambito territoriale di intervento Bergamo 2 Dalmine 3 Seriate 4 Grumello 5 Valcavallina N % 25,7 35,0 22,3 23,7 9,6 N % 4,7 1,2 2,4 1,1 0,3 N % 0,6 0,4 3,2 --- N % 0,0 0,0 0,3 6,5 0,8 N % 12,4 2,6 3,9 1,7 2,2 6 Monte Bronzone N e Basso Sebino % 0,4 0,0 0, Alto Sebino 8 Valle Seriana N % 0,6 1,8 0, ,7 N % 2,0 1,6 3,7 2,4 4,7 9 Valle Seriana Superiore N e Val di Scalve % 3,3 3,8 3,5 6,2 8,7 10 Valle Brembana N % 0,0 0,3 0,2 0,3 6,6 11 Valle Imagna N e Villa d Almè % 0,0 0,0 0,0 1,6 0,6 12 -Isola Bergamasca 13 Treviglio 14 Romano di Lombardia Territorio Provinciale N % 3,3 0,7 8,2 3,9 1,7 N % 2,2 0,1 0,4 0,2 0,6 N % 25,0 17,4 13,5 10,3 20,3 N % 19,8 35,2 39,3 46,8 49,8 TOTALE N L investimento orario complessivamente sostenuto da parte degli operatori dei Ser.T. nell area della prevenzione, dopo un decremento registrato nel 2005, risulta progressivamente in aumento, per raggiungere una quota pari al 2,3% delle ore annue complessivamente lavorate. 24

25 Grafico 4: Distribuzione assoluta del numero di ore complessivamente dedicate dagli operatori Ser.T. alle iniziative di prevenzione. Anni N. ore dedicate prevenzione Nel corso del quinquennio, le attività di prevenzione svolte in collaborazione con altri Enti pubblici, organismi del privato-sociale, associazionismo o libero-professionisti, evidenziano un significativo incremento, passando dal 46% del 2004 al 70% del 2009 Grafico 5: Distribuzione percentuale delle iniziative di prevenzione realizzate in collaborazione con altri Enti pubblici e privati. Anni % iniziative relaizzate in collaborazione ,8 42,7 49, ,2 Nel corso degli anni risultano aumentate le iniziative di prevenzione realizzate in collaborazione con Enti pubblici (ASL, Comuni, Ambiti Territoriali) ed Istituzioni, ma anche con le organizzazioni del privato-sociale e dell associazionismo. 63,6 70,4 25

26 Tabella 24: Distribuzione assoluta e percentuale degli interventi realizzati in collaborazione con altri enti secondo la tipologia dell ente. Anni Iniziative realizzate in collaborazione Tipologia Ente Collaborazioni Enti Pubblici ed Istituzioni Enti del privato-sociale Volontariato/associazioni N % 33,3 40,0 59,1 69,5 74,3 68,0 N % 22,2 31,4 34,1 30,5 62,9 52,0 N % 22,2 22,9 22,7 16,9 48,6 34,0 Enti privati ed Operatori N libero-professionisti % 22,2 8,6 6,8 20,3 11,4 22,0 TOTALE N % sul totale richieste evase % 45,8 42,7 49,4 56,2 63,6 70,4 3. LE INIZIATIVE CON TITOLARITA INTERNA 3.1 L ATTIVITA DELLA COMMISSIONE PREVENZIONE Un livello particolarmente significativo, su cui sono state investite molte risorse dal Dipartimento Dipendenze è la prosecuzione delle attività della Commissione Prevenzione. La stessa, avviata nel novembre 2007, è composta da referenti delle Istituzioni e degli Enti più significativi a livello provinciale nell ambito della prevenzione: ASL Dipartimento Dipendenze e Direzione Sanitaria 14, Centro Servizi Volontariato, ConfCooperative Federsolidarietà, Coordinamento degli Uffici di Piano, Diocesi-Ufficio per la Pastorale dell Età Evolutiva, Enti Accreditati, Prefettura, Provincia di Bergamo - Settore Politiche Sociali e Ufficio Scolastico Provinciale. Finalità principale della Commissione Prevenzione è di fornire al territorio elementi utili alla programmazione nell area della prevenzione delle dipendenze. Sintonicamente con questo i compiti del gruppo di lavoro sono stati così definiti: potenziare il raccordo tra i soggetti che, a diverso titolo, intervengono nell'ambito della prevenzione delle dipendenze; collaborare all analisi dei bisogni e dell offerta di prevenzione a livello provinciale, in base agli indicatori forniti dall Osservatorio delle Dipendenze e favorirne la ricaduta e la diffusione. proporre linee strategiche di intervento a livello provinciale, in base a: - Indicatori di bisogno e di offerta di prevenzione; - servizi presenti sui territori; - criteri di equità territoriale; - evidenze di efficacia degli interventi. Mentre l attività dell anno 2008 è stata caratterizzata dalla produzione di una ricca documentazione finalizzata a fornire elementi utili per ai diversi soggetti che concorrono a sviluppare la programmazione delle politiche sociali nei diversi territori della provincia e nei diversi contesti di intervento 15 e mirata in particolare alla stesura dei Piani di Zona , l attività del 2009 si è concentrata sull analisi delle programmazioni effettuate dai singoli Ambiti Territoriali 14 Nel corso del 2009 è stata integrata con il Dipartimento di Prevenzione dell ASL. 15 Documenti prodotti: I consumi di sostanze psicoattive in provincia di Bergamo. Uno sguardo al fenomeno e alle attività di prevenzione. I consumi di sostanze psicoattive in provincia di Bergamo: indicatori di consumo, evidenze di efficacia e ipotesi programmatorie per la prevenzione Documenti di sintesi per Ambito Territoriale I consumi di sostanze psicoattive in provincia di Bergamo. Uno sguardo al fenomeno e alle attività di prevenzione. Alcune informazioni inerenti gli Ambiti Territoriali di: Bergamo, Dalmine, Grumello, Valle Brembana, Valle Imagna, Isola Bergamasca, la provincia di Bergamo. 26

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