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1 Dipartimento di tecnologie, ingegneria e scienze dell Ambiente e delle Foreste (DAF) Dipartimento di Studi Aziendali, Tecnologici e Quantitativi (DISTATEQ) in collaborazione con REGIONE LAZIO MASTER IN CERTIFICAZIONE FORESTALE E AMBIENTALE REGOLAMENTO DIDATTICO ANNO ACCADEMICO

2 Articolo 1 Aspetti generali E istituito ( D.R. n. 285/0 del ) presso l Università degli Studi della Tuscia il Master di I Livello in Certificazione Forestale e Ambientale. Articolo 2 Obiettivi formativi Il corso di perfezionamento in Certificazione Forestale e Ambientale risponde all esigenza di formare professionisti in grado collaborare con le pubbliche amministrazioni e con le aziende e le società agricole e forestali, sia all interno delle stesse che come consulenti, che intendono conseguire certificazioni di sistema (qualità secondo la norma ISO 9001, gestione ambientale secondo la norma ISO e il regolamento EMAS, responsabilità sociale secondo lo standard SA 8000, sicurezza e salute dei lavoratori secondo la norma OSHAS 18001, FSC o PEFC per le aziende forestali, EUREP GAP per le aziende agricole, ecc.) o di prodotto (rintracciabilità della filiera, marcatura CE per i materiali da costruzione, IPPC/FAO, ecc.) o, semplicemente, conoscerne in dettaglio le procedure. Gli allievi del master riceveranno anche la formazione necessaria per lo svolgimento delle verifiche ispettive interne nelle aziende che intendono conseguire la certificazione ISO 9001, ISO 14001, OSHAS Al termine del corso gli allievi potranno ottenere la qualifica di auditore ambientale (professionisti qualificati nelle verifiche ispettive interne sui sistemi di gestione per la qualità e sui sistemi di gestione ambientale) previo superamento dello specifico modulo di 40 ore (in collaborazione con AICQ, Associazione Italiana Cultura per la Qualità) inserito all interno del Master. La figura professionale in uscita avrà competenze sia di natura tecnico-ambientale, con particolare riferimento alla filiera foresta-legno, sia di natura gestionale, con riferimento alla conoscenza dei principi e degli strumenti per condurre imprese ed enti alle diverse tipologie di certificazione previste dalle attuali norme cogenti e volontarie. Articolo 3 Sede del Master La sede della Direzione del Master è fissata presso la Facoltà di Agraria, Dipartimento di tecnologia, ingegneria e scienze dell Ambiente e delle Foreste. Per lo svolgimento del Master vengono utilizzate le strutture di Villa Cantarano (Fondi, Latina) di proprietà della Regione Lazio. Articolo 4 Docenti e Tutor del Master Gli insegnamenti del Master sono affidati dal Comitato Ordinatore a docenti interni dell Università della Tuscia e/o esterni individuati tra esperti e cultori della materia. 2

3 Considerata l importanza della figura del tutor che rappresenta il raccordo fondamentale tra formandi e docenti, il servizio di tutoraggio e di assistenza sarà continuo e particolarmente attento alle esigenze dei formandi. I tutor vengono individuati dal Comitato Ordinatore tra esperti e cultori delle materie inerenti il Master esterni ed interni. Articolo 5 Soggetti destinatari del Master Il Master è rivolto ai laureati in Scienze biologiche (classe 12), Scienze e tecnologie agrarie, Scienze forestali ed ambientali, Tecniche forestali e tecnologie del legno (classe 20), Scienze e tecnologie per l ambiente e la natura (classe 27), Scienze e tecnologie zootecniche e delle produzioni animali (classe 40), Scienze e tecnologie chimiche (classe 21), Scienze dell economia e della gestione aziendale (classe 17), Scienze economiche (classe 28), Scienze giuridiche (classe 31), Architettura ambientale (classe 4), Tecniche per l architettura del paesaggio (classe 4) nonché ai possessori di laurea, conseguita secondo l ordinamento in vigore prima dell applicazione del D.M. 509/99, in Scienze forestali, Scienze agrarie, Scienze ambientali, Scienze naturali, Scienze delle produzioni animali, Scienze biologiche, Chimica, Economia, Giurisprudenza, Ingegneria ambientale, Architettura. Possono iscriversi i candidati in possesso di titoli di studio conseguiti all estero, purché equivalenti a quelli sopra indicati. Il numero massimo di iscritti al Master è di 30 persone. Il numero minimo per attivare il Corso è di 20 iscritti. Qualora il numero dei partecipanti al Master superi il contingente massimo degli ammissibili, la partecipazione sarà subordinata alla graduatoria formulata dalla Commissione Scientifica, coadiuvata dal Comitato Ordinatore, sulla base della valutazione dei curricula presentati ed eventualmente sugli esiti di un colloquio tendente a valutare le conoscenze di base e le motivazioni alla frequenza al Master. Saranno ammessi a frequentare il Master i candidati che saranno collocati nei posti utili secondo la graduatoria. In caso di rinuncia da parte di uno o più degli ammessi i posti resisi vacanti saranno ricoperti dai primi idonei che seguono in graduatoria. In caso di ex aequo all ultimo posto disponibile in graduatoria sarà ammesso il candidato più giovane di età. A parità di requisiti sarà considerata la data di iscrizione. Potranno essere disponibili, per una parte degli ammessi, esenzioni o riduzioni dalla quota di partecipazione e borse di studio, assegnate in base alla graduatoria di ammissione. Le borse di studio interne non sono cumulabili con altri assegni o borse. Il servizio di tutoraggio e di assistenza sarà continuo e particolarmente attento alle esigenze dei formandi, considerata l importanza della figura del tutor che rappresenta il raccordo fondamentale tra formandi e docenti. 3

4 Art. Crediti Formativi L attività didattica del Master, distribuita nell arco di 12 mesi, comprensiva di lezioni frontali, stages e impegno dello studente per la preparazione individuale, darà luogo all acquisizione di 0 CFU complessivi così distribuiti: lezioni frontali e project work: 30 CFU per un totale di ore (1 CFU per ogni 17 ore di attività) stages e applicazioni: 20 CFU per un totale di 340 ore (1 CFU per ogni 17 ore di attività) project work e prova finale: 10 CFU. per un impegno totale complessivo per lo studente di 1500 ore. Il conseguimento dei crediti corrispondenti alle attività formative è subordinato a verifiche periodiche di accertamento delle competenze acquisite in relazione agli ambiti eseguiti. Le verifiche periodiche si svolgeranno in forma orale, scritta o pratica di laboratorio, a discrezione del docente:esse non danno luogo a votazioni, ma solo al giudizio positivo o eventualmente con merito. L eventuale esito negativo di tali prove non preclude l ammissione alla prova finale. Alle prove di che trattasi viene garantita la effettiva pubblicità se orali, e la possibilità di verifica dei propri elaborati da parte dello studente, se scritte. Le prove di verifica vengono svolte alla presenza del Docente e di altro cultore della materia riconosciuto tale dal Comitato Ordinatore, su proposta del titolare del corso. Articolo 7 Prova finale e conferimento del titolo A conclusione del corso di Master il Direttore redige una relazione sulle attività svolte. Il titolo di Master universitario di primo livello viene rilasciato a seguito della certificazione della conclusione del corso a firma del Coordinatore del Master, del Presidente Regione Lazio e dal Rettore dell Università degli Studi della Tuscia. La prova finale di accertamento delle competenze acquisite consiste in una esposizione dinanzi ad apposita commissione costituita da almeno cinque membri scelti tra il Comitato Ordinatore ed il Comitato Scientifico. La valutazione conclusiva tiene conto dell intera carriera dello studente all interno del corso di Master, dei tempi e delle modalità di acquisizione dei crediti formativi universitari, delle valutazioni sulle attività formative precedenti e sulla prova finale, nonché di ogni altro elemento ritenuto rilevante. Lo svolgimento della prova finale è pubblico. Il titolo è rilasciato dal Rettore e sottoscritto dal Direttore del Corso, sulla base della certificazione. 4

5 Articolo 8 Articolazione del Master Il Master è articolato in Corsi integrati e moduli, come segue: n. Titolo del corso integrato CFU moduli 1 ELEMENTI DI ECOLOGIA GENERALE E MONITORAGGIO AMBIENTALE Principi di ecologia generale; Acqua, aria, suolo; Principali ecosistemi italiani; Elementi di biologia della conservazione; RICHIAMI DI DENDROLOGIA, DASOLOGIA E SELVICOLTURA SISTEMI DI GESTIONE PER LA QUALITA' SISTEMI DI GESTIONE AMBIENTALE 12 8 Elementi di monitoraggio ambientale; Elementi di dendrologia; Elementi di floristica (specie erbacee ed arbustive); Principi di dasologia ed elementi di selvicoltura generale e speciale; Gestione forestale; Reti ecologiche; Principali ecosistemi forestali italiani; I prodotti forestali legnosi e non legnosi e il loro impiego. I principi di gestione della qualità aziendale; Certificazione, normazione, accreditamento, ISO 9001: 2000; l implementazione e l applicazione del siatema qualità; La normativa europea sulla sicurezza e la rintracciabilità dei prodotti alimentari e da costruzione provenienti dai boschi; La rintracciabilità dei prodotti alimentari lungo la filiera, secondo la norma UNI 10039; La qualità ambientale richiesta dalla normativa cogente nazionale ed europea: aria ambiente (e odori); acqua (raccolta, prelievo, adduzione, impieghi e scarichi); suolo; rifiuti;magenti fisici (rumore, vibrazioni); La compatibilità tra sviluppo e ambiente: politiche, gestione ambientale, strategie di impresa, costi e ambiente. La certificazione ambientale; il sistema di gestione; normazione; il sistema comunitario di ecogestione e audit ambientale (EMAS); la norma ISO 14001; Gli altri strumenti di gestione ambientale: etichette di dichiarazioni ambientali (ECOLABEL); valutazione del ciclo di vita (LCA); valutazione delle prestazioni ambientali. La gestione integrata delle aziende per la qualità: modelli operativi di riferimento (in particolare DPSIR della U.E.) e indicatori di sostenibilità aziendale; la gestione integrata delle acque; prevenzione dell inquinamento e dell eutrofizzazione; la gestione integrata dei rifiuti; l ottimizzazione dell uso dell energia e fonti rinnovabili su piccola scala; I Sistemi di abbattimento delle emissioni in azienda: la depurazione chimico-fisica e la depurazione biologica delle emissioni idriche, solide, aeriformi ed odorigene; depurazione e mitigazione con sistemi naturali; Il monitoraggio ambientale dell azienda: normativa tecnica; requisiti per la definizione della ufficialità (o della validità legale) dei dati ottenuti tramite metodiche di misura e rilevamento non citate nella normativa tecnica; 5

6 5 7 LA CERTIFICAZIONE DELLA GESTIONE FORESTALE E DEI PRODOTTI DEL SISTEMA FORESTA-LEGNO LA RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE IMPRESE SECONDO LO STANDARD SA 8000 LA SICUREZZA E SALUTE DEI LAVORATORI SECONDO LA NORMA OSHAS E IL D.LGS. N. 2/ TOTALE CFU metodiche chimico-fisiche e individuazione di markers per le emissioni delle aziende agricole e forestali; indicatori ed indici biotici di qualità dell aria, dell acqua e del suolo, d interesse aziendale; Casi di studio: La scelta delle best available tehnologies, singole o combinate, nel ciclo produttivo o nella prestazione di servizi (secondo la Dir. U.E. IPPC); Il finissaggio e la disinfezione delle acque depurate e loro possibilità di recupero; Le migliori procedure economiche e compatibili con l ambiente, per il riuso tramite fertirrigazione delle acque di vegetazione reflue dai frantoi per la molitura delle olive; Il recupero delle acque reflue dalle attività lattiero-casearie; L auto-produzione di energia su piccola scala; Il compostaggio delle frazioni organiche. Approccio di sistema e approccio di performance. Gli strumenti di validazione; Dichiarazione di conformità, certificazione di seconda parte e certificazione di terza parte. Il processo di certificazione forestale: i soggetti e le procedure. La gestione dei sistemi di qualità nell industria del legno. Gli strumenti di marketing ambientale. Principi, criteri e indicatori di gestione forestale sostenibile. La certificazione del materiale di propagazione forestale: semi e postime. La certificazione di gestione forestale sostenibile: i sistemi FSC e PEFC. Applicazione dei sistemi di certificazione a specifici servizi forestali: produzione di legname e cellulosa; prodotti forestali non legnosi; altri servizi ecologici. La certificazione di tracciabilità nel settore legno-arredo e nel settore cartario. Il Green Public Procurement; Applicazioni delle normative comunitarie da parte degli enti pubblici. Certificazione forestale e illegalità forestale: un nuovo rapporto tra Nord e Sud del mondo; meccanismi volontari o strumenti vincolanti per la qualità ambientale e sociale dei legnami tropicali. Aspetti sociali della certificazione nel settore forestale: la partecipazione e i soggetti coinvolti; Consultazione degli stakeholder, i vantaggi per le comunità locali, i diritti delle popolazioni indigene. Il marketing dei prodotti certificati e il consumo responsabile; la contabilità ambientale applicata alle risorse e ai servizi forestali; le scelte di gestione del territorio e le strategie economiche sostenibili. Introduzione alla norma SA 8000 Il bilancio sociale Legislazione in materia di salute e sicurezza dei lavoratori La valutazione dei rischi nelle aziende della filiera forestale Introduzione alla norma OSHAS 18001

7 Articolo 9 Disposizioni in merito alla frequenza delle lezioni La frequenza è obbligatoria per almeno il 80% delle ore totali di lezione e per gli stage. 7

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