Facoltà di Giurisprudenza Seminario di preparazione alla tesi di laurea. 1. Le abbreviazioni delle fonti normative: di seguito, esempi

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1 Facoltà di Giurisprudenza Seminario di preparazione alla tesi di laurea (Sabato 20 ottobre 2012) ESERCITAZIONI PER LE CITAZIONI Preliminarmente, merita sottolineare che esistono diversi metodi di citazione egualmente validi: l importante è la coerenza nell impiegare in ogni parte dell elaborato il metodo inizialmente prescelto. 1. Le abbreviazioni delle fonti normative: di seguito, esempi delle abbreviazioni maggiormente utilizzate sia nel testo che nelle note a piè di pagina (per integrare l elenco in caso di bisogno, si consiglia di prendere visione degli elenchi delle abbreviazioni generalmente presenti nelle riviste specializzate) Cost. c.c. (o cod. civ.) c.p. (o cod. pen.) c.p.c. (o cod. proc. civ.) c.p.p. (o cod. proc. pen.) Costituzione codice civile codice penale codice di procedura civile codice di procedura penale l. legge d.lgs. d.l. d.p.r. decreto legislativo decreto legge decreto del Presidente della Repubblica l. cost. legge costituzionale

2 l. reg. legge regionale t.u. d.m. circ. art. testo unico decreto ministeriale circolare articolo Qualche esempio: In caso di provvedimento normativo, esso va identificato con riferimento alla data ed al numero: d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (le volte successive si può scrivere: d.lgs. n. 81/2008 o n. 81 del 2008: l importante è la coerenza del metodo) Se si cita un articolo, si può seguire il metodo seguente: art. 31, comma 1 (o c. 1; o co. 1; o 1 co.; o 1 comma: l importante è la coerenza del metodo), d.lgs. n. 81/2008 art. 31, comma 6, lett. d) (o lett. d), d.lgs. n. 81/2008 Se gli articoli sono più di uno, l abbreviazione diventa artt.: artt. 5 e 6 d.lgs. n. 81/ I riferimenti bibliografici I due più importanti metodi di citazione sono: A) Sistema semplificato: Autore, Data, Pagina

3 B) Sistema completo: Autore, Titolo, Luogo di stampa (Editore), Data, Pagina A) Sistema semplificato: per identificare un opera basta rinviare all autore, all anno e alla pagina Esempi: A piè di pagina nelle note: Soprani 2007, p. 452 Soprani 2008, p. 90 Nella Bibliografia (in fondo alla tesi): Soprani (2007), La responsabilità penale del RSPP, in Ig. sic. lav., p. 449 ss. Soprani (2008), Tutela della sicurezza nel lavoro a domicilio, in Dir. prat. lav., p. 87 ss. Nel caso di più volumi o articoli dello stesso autore nello stesso anno, occorre fare ricorso alle lettere alfabetiche tanto nelle note che nella bibliografia: Es. Soprani 2009a, p Soprani 2009b, pp B) Sistema completo È quello ordinariamente seguito ed è articolato in più modi: prima citazione completa seconda citazione e seguenti citazioni a catena

4 PRIMA CITAZIONE COMPLETA Volumi 1) Nome (iniziale puntata: si può anche omettere, ma mai in caso di omonimia) 2) Cognome dell autore, preferibilmente in minuscolo o maiuscoletto (quando gli autori sono due o tre, si dividono i cognomi con trattino o virgola; quando sono più di tre, si può premettere la sigla Aa.Vv. Autori Vari oppure si può indicare il cognome del primo autore seguito da et al., quale abbreviazione di et alii cioè ed altri; qualora nella stessa nota si citino di seguito opere diverse dello stesso autore, la seconda volta e le seguenti non si ripete il cognome, ma si usa Id. abbreviazione di Idem per gli autori ed Ead. abbreviazione di Eadem per le autrici) 3) Titolo dell opera (in carattere corsivo cioè corsivo) 4) Luogo di edizione (l editore si può mettere o tralasciare dopo l indicazione del luogo: es. Bologna, Il Mulino. In ogni caso, l importante è seguire un metodo coerente) 5) Data di edizione (con eventuale numero di edizione dell opera in esponente: es ) 6) Numero di pagina o di pagine dell opera a cui ci si intende riferire: p. / pp. / p. ss. (oppure passim, allorquando il riferimento non può essere fatto ad una pagina specifica, trovandosi quel concetto espresso in varie parti dell opera) Es.: L. Montuschi, Diritto alla salute e organizzazione del lavoro, Milano, F. Angeli, 1986³, pp L. Montuschi, Diritto alla salute e organizzazione del lavoro, Milano, F. Angeli, 1986³, passim.

5 L. Montuschi, Diritto alla salute e organizzazione del lavoro, Milano, F. Angeli, 1986³, p. 300; Id. (a cura di), Ambiente, salute e sicurezza, Torino, Giappichelli, 1997, passim. G. Bellagamba G. Cariti, La responsabilità penale per infortuni sul lavoro, Torino, Utet, 1998, p. 24. Articoli e saggi contenuti in opera collettanea 1) Autore del contributo 2) Titolo del contributo (in carattere corsivo) in 3) Curatore/i seguito da (a cura di) 4) Titolo dell opera (in carattere corsivo) 5) Luogo di edizione (con eventuale editore) 6) Data di edizione 7) Numero di pagina Es.: L. Zoppoli, I principi generali e le finalità, in L. Zoppoli, P. Pascucci, G. Natullo (a cura di), Le nuove regole per la salute e la sicurezza dei lavoratori, Milano, Ipsoa, 2010², p. 12 oppure L. Zoppoli, I principi generali e le finalità, in Le nuove regole per la salute e la sicurezza dei lavoratori, a cura di L. Zoppoli, P. Pascucci, G. Natullo, Milano, Ipsoa, 2010², p. 12 Articoli e saggi contenuti in riviste 1) Autore del contributo 2) Titolo del contributo (in carattere corsivo)

6 in 3) Titolo della rivista (si può indicare il titolo completo tra virgolette ; oppure il titolo completo in corsivo; oppure il titolo abbreviato in corsivo; oppure l acronimo della rivista in corsivo) 4) Eventuale numero arabo del fascicolo (es.: Guida lav., 2007, 5) oppure eventuale numero romano della parte (es.: Riv. it. dir. lav., 1999, II) 3) Anno solare in cui è pubblicata la rivista 4) Indicazione degli estremi delle pagine o colonne cui ci si riferisce Es.: M. Lai, La sicurezza del lavoro nelle nuove tipologie contrattuali, in Diritti lavori mercati, 2005, p. 99 ss. oppure M. Lai, La sicurezza del lavoro nelle nuove tipologie contrattuali, in Diritti lavori mercati, 2005, p. 99 ss. oppure M. Lai, La sicurezza del lavoro nelle nuove tipologie contrattuali, in Dir. lav. merc., 2005, p. 99 ss. oppure M. Lai, La sicurezza del lavoro nelle nuove tipologie contrattuali, in DLM, 2005, p. 99 ss. N.B. Per le abbreviazioni e gli acronimi prendere visione degli elenchi di solito contenuti nelle riviste specializzate; se si segue questo metodo, è comunque opportuno inserire nella tesi l elenco delle abbreviazioni utilizzate. N.B. Se il contributo compare solo in un sito internet, dopo il nome dell autore ed il titolo dell articolo in corsivo, occorre indicare l indirizzo web ove esso è reperibile, preceduto da in. Consigliato altresì indicare la data di consultazione.

7 Es.: Giovannone Tiraboschi Corvino, Organizzazione del lavoro e nuove forme di impiego, in consultato il 16 novembre 2009 Voci di enciclopedie, dizionari 1) Autore 2) Titolo completo della voce (carattere corsivo) in 3) Titolo dell opera enciclopedica, completo o abbreviato (carattere corsivo) 4) Numero romano del volume o tomo 5) Luogo di pubblicazione 6) Data di pubblicazione 7) Pagina cui ci si riferisce A. Lener, Potere (diritto privato), in Enciclopedia del diritto (oppure Enc. dir.), XXXIV, Milano, 1985, p SECONDA CITAZIONE DI UN OPERA Nella seconda ed ulteriori citazioni di un opera si indica: 1) Autore 2) Le prime due o tre parole dell opera o dell articolo aventi senso compiuto 3) Ad esse si fa seguire cit. in carattere tondo 4) Il numero della pagina cui ci si riferisce Es.: Soprani, La responsabilità penale, cit., p Per la seconda citazione e le ulteriori si può utilizzare anche la formula op. cit. (es. Soprani, op. cit., p. 449). Peraltro, non si può

8 ricorrere ad essa nel caso in cui si citino più opere di uno stesso autore, per non generare equivoci circa l identificazione del contributo cui ci si riferisce. N.B. All inizio di ogni capitolo, è buona norma utilizzare il metodo della prima citazione completa quando si torna a citare per la prima volta un autore, anche se la stessa opera è già stata indicata nel capitolo precedente. CITAZIONI A CATENA Sono citazioni di un opera o articolo che si susseguono l una dopo l altra. Non cambiando gli elementi che formano la citazione bibliografica, per un criterio economico e per evitare ripetizioni si impiegano alcuni termini convenzionali: Es.: 1 Soprani, La responsabilità penale, cit., p Soprani, La responsabilità penale, cit., p Soprani, La responsabilità penale, cit., p In questi casi occorre modificare le note 2 e 3: 1 Soprani, La responsabilità penale, cit., p Ivi, p. 451 (stesso autore, stesso titolo, cambia la pagina, in tondo) 3 Ibidem (stesso autore, stesso titolo, stessa pagina, in corsivo perché latino) Sempre per evitare ripetizioni, le locuzioni ibidem ed ivi possono essere utilizzate anche quando si citano, ma solo uno dopo l altro, contributi pubblicati nella stessa rivista (se anche nello stesso anno si usa ibidem, se l anno è diverso, ivi): Es.: R. De Luca Tamajo, Profili di rilevanza del potere direttivo del datore di lavoro, in Arg. dir. lav., 2005, pp ; M. Persiani, Individuazione delle nuove tipologie tra subordinazione e autonomia,

9 ibidem, pp ; L. Nogler, Ancora su tipo e lavoro subordinato nell impresa, ivi, 2002, pp N.B. Nella bibliografia tutti gli autori vanno citati secondo il metodo della prima citazione completa ed indicati per ordine alfabetico avendo ovviamente riguardo al cognome (sicché l eventuale iniziale del nome puntata si pospone). Nel caso di più opere di uno stesso autore pubblicate in anni diversi, le si ordinano cronologicamente, dalla più risalente alla più recente. Nel caso di articoli su riviste, contributi in opere collettanee, voci di enciclopedia e simili, occorre indicare la pagina d inizio dell opera, seguita dalla formula ss.. In caso di opere monografiche, la pagina si omette. 3. I riferimenti giurisprudenziali: di seguito, esempi delle abbreviazioni maggiormente utilizzate nelle note a piè di pagina (per integrare l elenco in caso di bisogno, si consiglia di prendere visione degli elenchi delle abbreviazioni generalmente presenti nelle riviste specializzate) C. cost. (o Corte cost.) Corte costituzionale Cass., S.U. Cassazione, Sezioni Unite Cass., sez. lav. Cassazione, sezione lavoro Cass. pen. T.A.R. Cassazione penale Tribunale amministrativo regionale C. St. (o Cons. St.) Consiglio di Stato T. (o Trib.) Tribunale

10 P. (o Pret.) Pretura App. Corte d Appello C. Conti Corte dei Conti C. Giust. Corte di Giustizia Le sentenze vanno identificate con riferimento alla data ed al numero. Occorre altresì indicare il luogo di pubblicazione in cui sono edite (generalmente trattasi di rivista, individuata con indicazione del titolo secondo gli esempi fatti per la dottrina, anno, eventuale fascicolo o parte, numero di pagina). Es.: Cass., sez. lav., 22 marzo 2002, n. 4129, in Lav. giur., 2002, p In caso di citazioni della stessa sentenza successive alla prima, ci si può comportare analogamente a quanto sopra esposto con riferimento ai contributi dottrinali: Es.: Cass., sez. lav., 22 marzo 2002, n. 4129, cit. Se la sentenza è pubblicata nei Repertori, occorre indicare la relativa rivista, l anno, la voce, il numero, secondo l esempio seguente: Cass. 8 gennaio 1999, n. 92, in Rep. Foro it., 1999, voce Lavoro e previdenza (controversie), n Se la sentenza è reperita in una banca dati, darne indicazione secondo il metodo seguente: T. Milano 18 ottobre 2010, n. 4244, in Banca Dati DeJure oppure in dejure.giuffre.it

11 N.B. Le citazioni in nota di testi normativi, dottrina e giurisprudenza possono essere precedute anche dalle sigle Cfr. (confronta) e V. (vedi). Talvolta è doveroso, per evitare inutili ripetizioni, rinviare il lettore ad un concetto o ad un dato esposto in precedenza nell elaborato oppure oggetto di successivo approfondimento: nel primo caso si utilizza la locuzione supra (Es.: Cfr. supra, nota 43), nel secondo infra (Es.: Cfr. infra, cap. II, 3).

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