La gestione del disequilibrio nella vela

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1 Dario Riva, Centro Ricerche della Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze Motorie, Università degli Studi di Torino; Claudio Scotton, Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze Motorie, Università degli Studi di Torino, Federazione italiana vela; Paola Trevisson, Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze Motorie, Università degli Studi di Torino; Luca Ferraris, Federazione italiana vela. La gestione del disequilibrio nella vela Il controllo posturale statico e dinamico in velisti di classe olimpica fortyniner 1

2 Lo studio si pone l obiettivo di accertare le caratteristiche delle capacità coordinative di velisti della Classe Olimpica 49er. I risultati hanno evidenziato sostanziali differenze tra i due ruoli di timoniere e di prodiere confermando l ipotesi di partenza che vedeva nel timoniere l atleta in grado di esprimere la maggior economicità nei movimenti e i più alti livelli di controllo posturale. Queste qualità sono infatti indispensabili per creare i giusti compensi atti a limitare gli squilibri della barca provocati dall attuazione delle tecniche proprie del prodiere. I dati emersi confermano la necessità, per i velisti di Classi Olimpiche, di incrementare (o inserire nelle sessioni di allenamento, ove non siano ancora previsti) esercizi che stimolino in modo massimale e quantificabile i sistemi propriocettivo, visivo e vestibolare, così da sviluppare, con la progressione dell allenamento, capacità di controllo raffinato del movimento, fondamentali per il livello della prestazione. Introduzione Lo sport della vela Olimpica ha subito negli ultimi dieci anni una radicale trasformazione; la scelta di imbarcazioni sempre più veloci e performanti, la modifica dei tracciati di regata dal tradizionale triangolo a percorsi a trapezio o a bastone, l aumento del numero di prove giornaliere durante le regate, hanno reso necessario per i velisti la cura e lo sviluppo di capacità motorie che prima potevano, almeno in parte, essere trascurate, dipendendo maggiormente la conduzione della barca da fattori strategici, tattici e di esperienza. Questa evoluzione ha reso necessario per i velisti una modifica dei propri programmi di allenamento, che prima venivano svolti quasi esclusivamente in acqua: alla preparazione specifica si sono ora affiancate la preparazione generale a secco, e la valutazione delle capacità degli atleti. A questo proposito ricordiamo che il termine vela olimpica comprende ad oggi undici diverse Classi, ognuna delle quali pone ai praticanti richieste ben diverse in termini energetici, metabolici, psicologici, coordinativi, tattici, tecnici. Tra queste capacità sembrano assumere una notevole importanza quelle legate alla coordinazione motoria, in particolare in quelle imbarcazioni dove l abilità motoria sportiva viene svolta parzialmente o completamente in posizione eretta, dove i cambiamenti di direzione (virata e strambata) comportano la rapida acquisizione di un nuovo assetto dell equipaggio. Nei doppi in particolare, gli spostamenti a bordo del prodiere e del timoniere devono essere coordinati in modo preciso, al fine di non far perdere stabilità e velocità all imbarcazione. Il fortyniner (49er) è uno skiff, ossia una deriva con linee plananti, terrazze e gennaker (spinnaker asimmetrico). Scelta come nuova classe olimpica nel novembre del 96, il primo esemplare di 49er risale a quasi un anno prima. Il progetto è dell australiano Julian Bethwaite, che lo realizzò basandosi sulle linee di una barca molto in voga in Australia, il 18 piedi ( eighteenfooter ). Per ammissione del suo stesso progettista e costruttore: Il 49er è una barca molto veloce in qualsiasi condizione, ma è anche molto instabile e difficile da condurre. Le regole di stazza stabiliscono un limite di vento tra i 25 e 30 nodi, tenendo anche conto però della grandezza delle onde. Con onde alte e corte il limite della barca diminuisce di molto fino a quasi 20 nodi. Con mare piatto invece si regata con vento intorno ai nodi. La particolare difficoltà legata a questa imbarcazione è che tutte le manovre vanno effettuate in piedi, e che la velocità della barca deve essere mantenuta il più possibile, per evitare perdite di stabilità e conseguenti rovesciamenti ( scuffie ). Lo sbandamento della barca viene controllato in misura diversa tra prodiere e timoniere a seconda delle andature e delle manovre 2

3 effettuate: ad esempio nella strambata (cambiamento di mure con vento in poppa) è il timoniere a controllare lo sbandamento della barca per permettere al prodiere di issare lo spinnaker; in bolina, è invece il prodiere a controllare lo sbandamento della barca, essendo libero di muoversi dentro e fuori la barca e governando la scotta della randa; nell andatura di poppa, lo sbandamento viene controllato dal peso di entrambi i velisti, con una azione aggiuntiva del timoniere, che orza se la barca è sbandata sopravento o poggia se lo sbandamento è sottovento (Bruni 1999). Nella figura 1 viene riportato il disegno del 49er e le principali caratteristiche dell imbarcazione, mentre nella tabella I sono schematicamente riportate le caratteristiche antropometriche, fisiologiche e sportive tipiche dell equipaggio del 49er. Figura 1: disegno e principali caratteristiche del 49er. 3

4 Tabella 1: le caratteristiche antropometriche, fisiologiche e sportive tipiche dell equipaggio del 40er. Da un precedente lavoro (Ghezzi, Ducci 1999) sul miglioramento della sensibilità propriocettiva degli atleti di classe 49er a confronto con veliste di classe 470 femminile, si nota come nei velisti di 49er la sensibilità propriocettiva nei passi risultasse maggiore rispetto alle veliste del 470. Lo studio di osservazione di cui sopra, l esperienza dei tecnici della Federazione Italiana Vela, ma, soprattutto, la raccolta di esperienze ed impressioni ed il confronto con i velisti provenienti da altre classi, che hanno confermato la crescita della stabilità degli appoggi da quando si allenano con lo skiff olimpico, hanno orientato la presente ricerca ponendo particolare attenzione nella lettura delle prove effettuate dai velisti azzurri di 49er. A maggior ragione, il lavoro ci è parso opportuno in quanto nella letteratura scientifica riguardante la vela olimpica (Marchetti, D Andrea 1995; Mackie; Legg 1999; De Vito et al. 1996) non vi sono lavori relativi al controllo posturale. Tutti gli atleti testati possedevano un buon livello di esperienze in campo nazionale, con presenze in quello internazionale, non solo sulla classe olimpica nella quale regatano attualmente. Materiali e metodi Campione esaminato Otto regatanti maschi del 49er (fortyniner) (www.49er.org, sono stati sottoposti, da parte del Centro Ricerche in Scienze motorie della Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze motorie (SUISM), dell Università degli Studi di Torino, a test di valutazione del controllo posturale statico e dinamico in appoggio monopodalico. Per l indagine è stato impiegato il Delos Postural System (Riva 2000; Riva, Trevisson 2000; Riva, Soardo 1999) uno strumento in grado di analizzare le differenti strategie posturali, composto da una tavola basculante-traslante (DEB) con feedback visivo in tempo reale, da una struttura di sostegno per evitare le cadute dotata di sensore infrarosso (DAD) e da un 4

5 dispositivo elettronico per la lettura del controllo posturale (DVC) (a livello dello sterno della velista), tutti connessi ad un computer (foto 1). Foto 1 Tale sistema permette di quantificare, in pochi minuti, il livello di stabilità funzionale degli arti inferiori e del sistema colonna-bacino dell atleta testato. Per valutare correttamente i risultati dello studio, sono stati utilizzati come gruppi di confronto un gruppo di soggetti sani non sportivi (n=10, maschi), ed un gruppo di sportivi praticanti lo sci alpino (Squadra nazionale italiana) (n=10, maschi), sport dove il controllo dell equilibrio gioca un ruolo fondamentale nell esecuzione del gesto e nell efficacia della performance. Le caratteristiche antropometriche dei tre gruppi, espresse come media e deviazione standard, sono riportate nella tabella 2. Tabella 2 5

6 Test valutativi La batteria di test somministrati comprendeva prove di posturometria statica in appoggio monopodalico su base fissa (Test di Riva statico), eseguite in due differenti condizioni visive (occhi aperti e occhi chiusi) seguite da prove di posturometria dinamica in appoggio monopodalico su superficie instabile (Test di Riva dinamico) (traslazione ad alta frequenza del punto di appoggio) eseguite alternando l arto di appoggio. Variabili Le variabili considerate per valutare il livello di controllo posturale statico e dinamico sono state, le seguenti. Massimo tempo senza aiuto: espresso in secondi, rappresenta il più lungo intervallo di tempo senza appoggio al Delos Assistant Desk nel corso di una prova. È espressione del grado di autonomia posturale del soggetto. DVC Ampiezza cono posturale: espresso in gradi, indica di quanto il soggetto si è scostato dall asse medio della prova. Rappresenta l indice di stabilità posturale. DEB - Errore medio: indica di quanti gradi il soggetto si è scostato mediamente dal compito assegnato (mantenere la tavola orizzontale). Valori elevati sono indice di un basso livello di precisione e quindi di uno scarso controllo propriocettivo. Instabilità Uomo-Tavola: espressa in gradi, è la somma delle variabili DV- Ampiezza cono posturale e DEB-Errore medio. Rappresenta l instabilità totale del sistema. Indicatore di strategia: è il rapporto tra le variabili DVC-Ampiezza cono posturale e DEB- Errore medio. Valori vicini allo zero identificano strategie di controllo di tipo propriocettivo-visivo (utilizzo di sistemi informativi di precisione). Al contrario, valori superiori a uno identificano la prevalenza di strategie di tipo vestibolare (utilizzo di strategie posturali di emergenza). Analisi statistica Per ogni variabile e condizione considerata sono stati calcolati gli indici statistici ordinari come media, deviazione standard e percentili. Le analisi dei campioni utilizzano test di descrizione della distribuzione (Test di normalità di Shapiro-Wilk), e test parametrici e non parametrici per il calcolo della significatività statistica (Test di Mann-Whitney e Test di Kruskal-Wallis per campioni indipendenti). La significatività statistica è stata fissata a p < Risultati della ricerca Nel Test statico eseguito ad Occhi Chiusi (OC), la differenza nella gestione del cono posturale tra prodieri (5,4 ± 3,77 ) e timonieri (1,94 ±1,25 ) è risultata statisticamente significativa (p < 0,05) (tabella 3). 6

7 Tabella 3 Per quanto riguarda il Test dinamico monopodalico non si sono invece registrate differenze statisticamente significative (p = n.s.) dal confronto tra prodieri (4,47±1,90) e timonieri (5,66±1,71) (tabella 4). Tabella 4 Se confrontiamo i dati dei tre gruppi esaminati (velisti, sciatori e soggetti sani), nel Test statico eseguito ad Occhi Chiusi si evidenziano differenze statisticamente significative per ambedue le variabili (Autonomia e Cono posturale) se confrontiamo i due gruppi di atleti con il gruppo di controllo costituito da soggetti sani. Inoltre, il livello di precisione relativo all ampiezza del cono posturale risulta migliore nel gruppo degli sciatori rispetto agli atleti della Nazionale di vela, questo presumibilmente imputabile alle particolari caratteristiche tecniche della disciplina invernale dove il 7

8 sistema vestibolare (qui sollecitato dalla condizione del test) interviene in maniera massiccia nella gestione dell instabilità (tabella 5). Tabella 5 Infine per quanto riguarda il Test dinamico i risultati evidenziano strategie di controllo posturale sovrapponibili (p = n.s.) per i due gruppi di atleti che raggiungono prestazioni migliori se confrontati con il gruppo campione di soggetti sani. Differenze statisticamente significative (p<0,0001) si evidenziano nel controllo della base di appoggio dove gli atleti della Nazionale di Sci sono in grado di gestire maggiori livelli di precisione (tabella 6). Tabella 6 8

9 Considerazioni conclusive I risultati di questa ricerca consentono una misurazione precisa delle capacità di controllo posturale statico e dinamico, in appoggio monopodalico, su velisti. Essi forniscono oggettivi elementi di giudizio su importanti aspetti di difficile valutazione oggettiva legati alle capacità coordinative e al controllo posturale dinamico. Sulla base del presente lavoro, ci sembra di poter dedurre che, nell attuazione delle tecniche di conduzione sui 49er, il sistema propriocettivo-visivo rivesta un ruolo più importante rispetto al vestibolare che, per necessità tecniche, viene maggiormente mantenuto in stato di quiete. In particolare i compiti svolti dal timoniere sviluppano maggiori competenze di tipo coordinativo speciale rispetto al prodiere. Se consideriamo il confronto fra i due differenti ruoli (timoniere-prodiere) possiamo rilevare che, mentre nel test dinamico non si evidenziano differenze statisticamente significative (figura 2), nel test statico ad occhi chiusi i timonieri ottengono risultati migliori rispetto ai prodieri registrando livelli propriocettivi e di controllo posturale più raffinati (figura 3). In questa particolare condizione di test, i timonieri ottimizzano al meglio la gestione della verticale mettendo in stato di quiete il sistema vestibolare (riducendo quindi i movimenti di compenso). Figura 2: posturometria dinamica. I risultati non evidenziano differenze statisticamente significative tra prodieri e timonieri che raggiungono prestazioni sovrapponibili. 9

10 Figura 3: posturometria statica ad occhi chiusi. I risultati mostrano differenze statisticamente significative tra prodieri e timonieri che raggiungono prestazioni migliori. Infatti, per gestire il maggior numero di difficoltà tecniche, i timonieri sono più allenati all utilizzo di strategie senza l ausilio dell informazione visiva. In questo test eseguito ad Occhi Chiusi (dove il coinvolgimento del sistema vestibolare è molto importante), la loro performance risulta migliore rispetto ai prodieri che invece sviluppano maggiormente strategie propriocettivo-visive. Questo diverso comportamento si spiega considerando la differente tipologia dei due ruoli e quindi il diverso tipo di situazioni che gli atleti devono gestire in allenamento e in gara. Ambedue ricercano la massima velocità dell imbarcazione ma, in particolare, il timoniere deve cercare di controbilanciare gli squilibri della barca prodotti dal prodiere nelle manovre di issata ed ammainata, riducendo al massimo i propri spostamenti (e minimizzando quindi l intervento del vestibolare) o, qualora lo richiedesse la situazione, effettuandoli in modo molto rapido ed economico. Nella classe 49er, quindi, le capacità coordinative sembrano particolarmente importanti, tanto da giustificare un apposito allenamento per svilupparle e mantenerle. Parte di questo compito viene svolto dall allenamento specifico in acqua, che rappresenta per i velisti un mezzo insostituibile per la perfetta padronanza della barca mediante abilità motorie sportive sempre più precise ed efficaci in rapporto alla risposta del mezzo. Peraltro, sembra opportuno raccomandare di sviluppare queste capacità anche durante la preparazione a secco, e questo sembra tanto più valido quando ci si trova ad allenare atleti che da altre classi passano al 49er (in cui pertanto le capacità coordinative vanno rapidamente adeguate al livello richiesto sul 49er), o in caso di atleti che abbiano subito infortuni che possano alterare, anche se temporaneamente e reversibilmente, la propriocettività (ad esempio, distorsioni della articolazione tibiotarsica o lesioni muscolari che abbiano causato lunghi periodi di inattività). Infine, anche se i risultati di questo lavoro sembrano interessanti, riteniamo utile rivederli alla luce di più ampie casistiche, così da poterne verificare appieno la validità. Se consideriamo invece il confronto fra i tre campioni esaminati (Atleti della Nazionale italiana di vela classe 49er, Soggetti sani e Atleti della Nazionale italiana di sci alpino Slalom e Gigante) possiamo 10

11 affermare che i due gruppi di atleti raggiungono in generale prestazioni migliori in entrambi i test rispetto ai soggetti sani (figure 4 e 5). Figura 4: posturometria dinamica. Confronto tra gruppi. I risultati evidenziano strategie di controllo posturale sovrapponibili per i due gruppi di atleti che raggiungono prestazioni migliori se confrontati con il gruppo campione di soggetti sani. Differenze statisticamente significative si evidenziano nel controllo della base di appoggio, dove gli atleti della Nazionale di sci sono in grado di gestire maggiori livelli di precisione presentando però una priorità posturale invertita che identifica la prevalenza dei sistemi di controllo vestibolari. 11

12 Figura 5: posturometria statica ad occhi chiusi. Confronto fra gruppi. I risultati mostrano differenze statisticamente significative se confrontiamo i due gruppi di atleti con il gruppo di controllo costituito da soggetti sani che presentano notevoli difficoltà nel momento in cui, esclusa l informazione visiva, il sistema vestibolare diventa il gestore primario dell instabilità. Inoltre il livello di precisione relativo all ampiezza del cono posturale risulta migliore nel gruppo degli sciatori rispetto agli atleti della Nazionale di vela, questo presumibilmente imputabile alle particolari caratteristiche tecniche della disciplina invernale dove il sistema vestibolare (qui sollecitato dalla condizione del test) interviene in maniera massiccia nella gestione dell instabilità. Esaminando invece i dati registrati dalle due differenti tipologie di atleti emergono differenze nel controllo dell instabilità sia nel test statico che in quello dinamico (figure 4 e 5). Gli sciatori presentano maggiori livelli di controllo vestibolare rispetto ai velisti con una priorità posturale però invertita (prevalenza del sistema vestibolare su quello visuo-propriocettivo). Questa risulta essere una caratteristica che accomuna tutti gli atleti dello sci alpino e dello snowboard, in quanto le particolari caratteristiche tecniche della disciplina possono indurre modificazioni nelle gerarchie di utilizzo delle informazioni sensoriali afferenti, creando una strategia invertita in cui il sistema vestibolare (il più grossolano e tardivo dei tre sistemi informativi) prende il sopravvento e diventa il gestore primario dell instabilità. Risulta importante, invece, con esercitazioni biomeccanicamente aspecifiche (e che, quindi, non disturbano gli automatismi tecnici), ma altamente specifiche nel ritarare i sistemi di controllo sottocorticale, riportare i meccanismi di regolazione del movimento sotto il dominio visuopropriocettivo, il sistema informativo periferico in grado di produrre risposte effettrici e reazioni posturali rapide e di alta precisione. Inoltre, partendo dal presupposto che maggiore è l efficienza dei meccanismi di controllo del movimento migliore sarà la possibilità di costruire raffinate capacità coordinative specifiche, si sottolinea la necessità anche per le specialità (Scotton 2003) della vela di introdurre allenamenti specifici per migliorare il controllo posturale dinamico e per riadeguare le capacità coordinative ai nuovi livelli organico-muscolari raggiunti. 12

13 49er al lasco: notare la posizione (entrambi al trapezio) e il gennaker. 13

14 Bibliografia Riva D., Archeopropriocezione, Sport e medicina, 2000, marzo-aprile, Riva D., Trevisson P., Il controllo posturale, Sport e medicina, 2000, luglio-agosto, Riva D., Soardo G.P., Per ritrovare l equilibrio, Sport e medicina, 1999, settembre-ottobre, Marchetti M., D Andrea M., Étude biomécanique du genou dans la voile, Comunicazione al 5 Congres de medicine et traumatologie du sport- Sport et mer, Mackie H. W., Legg S. J., Development of knowledge and reported use of sport science by Elite New Zealand Olympic Class Sailors, Applied Human Science, XVIII, 1999, 4, De Vito G., Di Filippo L., Felici F., Gallozzi C., Madaffari A., Marino S. et al., Assessment of energetic cost in Laser and Mistral sailor, International Journal of sports cardiology, 1996, 5, Ghezzi M., Ducci A., L allenamento propriocettivo, Quaderni di tecnica, Sport vela, 8, 1999, FIV. Bruni F., Meraviglie da 49er, Quaderni di tecnica, Sport vela, 4, 1999, FIV. Scotton C., Classificazione tecnica delle specialità sportive, Perugia, Edizioni Calzetti- Mariucci, Direttore della ricerca: Claudio Scotton Ringraziamenti Si ringrazia per la collaborazione il dottor Marco Ghezzi, Preparatore atletico FIV, e Sara Carando, laureata in Scienze motorie e sportive. Un particolare ringraziamento a Pietro e Gianfranco Sibello, Luca Villata ed Editorial Free per la concessione alla pubblicazione delle foto sul 49er. Indirizzo dell autore: Claudio Scotton, Viale Pio VII 38-9, 16148, Genova. E.mail: 14

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