Un anno ricco di iniziative Via Roma, una piazza sul mare Le barche di pietra di Sciola Il Rotary contro la droga

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1 giugno 2010 Periodico del Rotary Club Cagliari Distretto 2080 Un anno ricco di iniziative Via Roma, una piazza sul mare Le barche di pietra di Sciola Il Rotary contro la droga

2 Sommario EDITORIALE L albero e la foresta Lucio Artizzu pag. 1 Rotary Club Cagliari Periodico del Rotary Club Cagliari Distretto 2080 Anno di fondazione 1949 n. 3/4 giugno 2010 Pubblicazione riservata ai soci Rotariani Direttore responsabile: Lucio Artizzu Comitato di redazione: Salvatore Fozzi, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Giovanni Sanjust Segretaria di redazione: Anna Maria Muru Autorizzazione del Tribunale di Cagliari n. 171 del 18 agosto 1965 Progetto grafico e impaginazione Bruno Pittau fotografie: Archivio Rotary e soci del Club Stampa e allestimento: Grafica del Parteolla, Dolianova (CA) Le opinioni espresse negli articoli firmati impegnano esclusivamente i loro autori. IN PRIMO PIANO Un anno speciale ricco di iniziative Marinella Ferrai Cocco Ortu 3 Gli obiettivi del nuovo anno Antonio Cabras 8 Il piano strategico del Rotary Angelo Cherchi 11 L effettivo: qualità nella quantità Salvatore Fozzi 13 Via Roma, una piazza sul mare Gianni Campus 17 Sarà potenziato il porto di Cagliari Paolo Fadda 20 Il turismo che viene dal mare Vincenzo Cincotta 23 La vela terapia Giuseppe Masnata 25 Alziator visto da vicino Rafaele Corona 29 Il viaggio del Presidente Marcello Marchi 32 Il parco delle pietre Giovanni Sanjust 40 Il Rotary con i giovani Marcello Marchi 42 Incontro con Pietro Soggiu Maria Pia Lai Guaita 45 Gli Erbari Universitari Antonio Scrugli 48 Il paesaggio e la sua tutela Angelo Aru 54 L ambiente e le acque costiere Giovanni Barrocu 56 Il Lamarmora a Giacomo Tachis Angelo Aru 61 Sardegna e malaria di Ugo Carcassi Salvatore Fozzi 62 Fede e solennità nell architettura religiosa Michele Pintus 63 Scopri il Rotary e gli strumenti informatici Michele Rossetti 71 Una serata da fuoriclasse Maria Grazia Vescuso 72 La stelletta della vita Paolo Ritossa 73 Benvenuto ai nuovi soci 75 In visita al nostro Club il RC Moscou Pokrovka Giovanni Barrocu 76 Ricordo di Giovanni Pusceddu Marcello Marchi 78 Luigi Cimino, grande ingegnere e vero rotariano Giovanni Barrocu 80 LE RIUNIONI Le presenze 86 Hanno collaborato a questo numero: Lucio Artizzu Angelo Aru Giovanni Barrocu Antonio Cabras Gianni Campus Angelo Cherchi Vincenzo Cincotta Marinella Ferrai Cocco Ortu Rafaele Corona Paolo Fadda Salvatore Fozzi Maria Pia Lai Guaita Marcello Marchi Giuseppe Masnata Michele Pintus Paolo Ritossa Michele Rossetti Giovanni Sanjust Antonio Scrugli Maria Grazia Vescuso in copertina: Cagliari, Marina Piccola e la Sella del diavolo.

3 EDITORIALE giugno 2010 Rotary Club Cagliari 1 L albero e la foresta Lucio Artizzu Una saggia metafora ci avverte che il grosso albero secolare che crolla e si abbatte improvvisamente al suolo nel mezzo della foresta, produce un grande rumore. Al contrario, tutta la foresta nel cui seno è nato, cresce e si sviluppa ogni giorno nel silenzio più assoluto. Il Rotary potrebbe paragonarsi ad una foresta, che alleva tanti alberi senza clamore, ma li fa irrobustire e li rende utili alla natura. Oggi un altro anno rotariano si è dunque concluso e i risultati positivi, anche se silenziosi, si manifestano nelle molteplici attività che sono state svolte, senza il clamore dell albero che cade, ma nel silenzio costruttivo di una foresta che si sviluppa senza rumore. Sembra appena ieri che un anno intero sia trascorso; un anno aperto con una novità che, diciamocelo oggi, aveva destato agli inizi qualche perplessità. Il nostro Club, infatti, dopo 60 anni di attività interrompeva la Sua tradizione affidando la presidenza ad una donna, Marinella Ferrai Cocco Ortu; la cosa, forse, avrebbe destato meraviglia agli occhi dei padri fondatori che nel novembre del 1949 avevano posto le basi del nostro sodalizio. Il Club come ha avuto modo di mettere in risalto in altra occasione la presidente Cocco Ortu nel corso della sua lunga vita ha saputo guardarsi attorno raccogliendo le sfide imposte dai cambiamenti ed è stato capace sono ancora sue parole di interpretare i bisogni e le aspettative della città quasi identificandosi in essa. Un anno di intensa attività è trascorso molto velocemente e il giudizio che su di esso può esprimersi è obiettivamente ed ampiamente positivo. Certamente esso non è segnato da fatti eclatanti ma nel discreto silenzio la foresta è cresciuta con la consapevolezza dell impegno morale rotariano che si sublima soprattutto nello spirito del servizio in favore dei meno fortunati e soprattutto dell amicizia che accomuna anche i popoli. Diceva, infatti, Paul Harris che l efficienza del Rotary è dovuta proprio alla sua peculiarità, nell amicizia, e che i rotariani sono stati agevolati dal fatto che la loro amicizia non è mai stata circoscritta ai soci del club né ad una sola nazione. L anno rotariano che si conclude ha tenuto fede agli impegni prioritari che connotano il nostro sodalizio per cui possiamo esprimere una legittima soddisfazione per il lavoro svolto ed esternare alla presidente Marinella l apprezzamento del Club per il suo impegno costante che, col suo gradevole tratto umano caratterizzato dal sorriso, ha costantemente profuso. La familiare campanella che segna inizio e termine di ogni tappa dei giovedì dell anno rotariano, che sancisce the change of powers, lo scambio dei poteri, ora passa nelle mani dei un nuovo presidente, un vecchio rotariano qual è Antonio Cabras. Di lui conosciamo la dedizione e l amore per il Rotary, in particolare l impe-

4 2 Rotary Club Cagliari giugno 2010 gno per i giovani; conosciamo il suo culto per l amicizia e per l attivismo. Antonio Cabras (più comunemente per tutti Ninni ) saprà senz altro proseguire nella strada iniziata dal Rotary al suo sorgere con l impegno di rispondere alle esigenze dei tempi nuovi. Occorre far tesoro del passato, soprattutto studiandolo perché non c è avvenire se non se ne conoscono le radici. Solo così non sarà difficile onorare il monito che il nuovo Presidente Internazionale Klingsman ha proposto come priorità per il nuovo anno: «impegnarsi nella comunità»; un impegno che il nostro Club sotto la guida di Ninni non mancherà di esaltare. «Colmaci della Tua luce e della Tua forza affinché ciascuno di noi, impegnato nel Rotary al servizio dell uomo, possa trovare in ogni momento della sua giornata l occasione di soccorrere chi invoca amore, carità e comprensione». Questa è una delle invocazioni a Dio della splendida preghiera del Rotariano che così conclude: «Rendici partecipi della Tua grazia unitamente a tutte le persone care, ai poveri, ai tribolati, agli sbandati, agli oppressi». La recitiamo riuniti quando partecipiamo a cerimonie religiose in occasione di particolari eventi, lieti o tristi, del Club, ma ciascuno dovrebbe ripeterla in ogni tempo e lo spirito che la anima e l invito che rivolge coinvolgono anche il singolo socio, se pur non credente, sollecitando l offerta di un aiuto a chi povero, tribolato, sbandato, oppresso ne ha urgente bisogno. Il Club cerca di tradurre nella pratica questi alti principi, svolgendo, in più occasioni, interventi a parziale sostegno dell assistenza svolta dai Vincenziani nell Oasi San Vincenzo di Terra Mala. Un gruppo diretto da Padre Sergio Visca e da una infaticabile e capace Suor Anna e da altri, fra cui lodevoli volontari, ospita con ammirevole carità e intenso affetto molte persone che hanno in comune l appartenenza alle cosi dette fasce deboli della società. Sono per lo più bambini e giovani affidati da Enti o Istituzioni che si occupano di trovar loro cibo, alloggio, educazione, istruzione (molti giovani frequentano istituti scolastici pubblici ai quali vengono avviati ogni giorno), formazione lavorativa anche con attività diretta nell ambito della zona occupata dall oasi. Da ultimo soci del Club con i loro familiari hanno visitato l oasi d accoglienza portando dolci, capi di vestiario e giocattoli, accolti con commossa gioia e grande cordialità. Al di là del sostegno materiale che ogni volta può recarsi, l incontro suscita in quanti sono assistiti la sensazione che anche al di fuori degli addetti alla struttura che li ospita vi è chi ha comprensione per le loro situazioni di disagio: è un sentimento di solidarietà che investe anche il nostro animo e che ci ripaga ampiamente del frammento di tempo che abbiamo impiegato. È auspicabile, quindi, che l intervento continui ed, anzi, si accentui e richiami altri soci per accrescere il gruppo dei soliti noti.

5 giugno 2010 Rotary Club Cagliari 3 Consuntivo del Presidente uscente Un anno speciale riccodi iniziative Marinella Ferrai Cocco Ortu Quando Lucio Artizzu a fine aprile mi ha ricordato che dovevo preparare il consueto articolo di commiato del presidente uscente, in quanto si accingeva a chiudere il numero della Rivista del Club che scandisce la fine dell anno rotariano, ho pensato: come? Di già? Allora ho realizzato che il mio anno sta ormai volgendo velocemente al termine. E mentalmente sono tornata alla relazione di insediamento nella quale avevo tracciato le linee programmatiche di un anno che doveva essere speciale perché era l anno del 60 del Rotary Club Cagliari. Ho fatto così una sorta di esame di coscienza, che rendo pubblico ai soci, ripensando a tutto quello che mi ero proposta di attuare e analizzando cosa invece credo di aver concretamente realizzato al fine di tenere sempre alto il prestigio del club e contribuire alla sua crescita. Aggiungo, a mia scusante che, mancando comunque ancora due mesi al termine del mandato, ancora ho da fare. Ad esempio il viaggio del presidente, che lo è nel senso letterale del termine, perché sarò accompagnata da uno scarso manipolo di soci. La scelta condivisa è caduta su una crociera fluviale sul Volga, che toccherà San Pietroburgo e Mosca: sarà non solo un viaggio di piacere ma finalizzato ad accrescere i vincoli di amicizia nello spirito della fratellanza rotariana. A Mosca infatti ci aspettano i rotariani dei principali club della città e avremo occasione di restituire la visita agli amici del R.C. Moscou Pokrovka, che abbiamo avuto graditi ospiti in una memorabile serata allietata da un intermezzo musicale al piano dell incredibile piccolo Georgy Krizhnenko; mi piacerebbe in questa occasione creare l opportunità di un accordo di gemellaggio con il loro Rotary Club. Non intendo annoiarvi con un elenco che ripercorra cronologicamente gli avvenimenti, gli argomenti e le personalità che hanno reso più gradevoli i nostri incontri: mi limiterò quindi a tratteggiare ciò che di più efficace si è riusciti a fare. D altra parte il presidente è sì il propulsore della vita del club, ma le attività sono svolte grazie alla collaborazione di quei soci che, o membri del Direttivo, o Presidenti e componenti delle Commissioni, hanno messo al servizio del club tempo, competenza ed entusiasmo e che ringrazio con affetto; sento perciò il dovere di lasciare testimonianza nella rivista del loro operato, a futura memoria. Cari amici è grazie a voi che ho potuto portare avanti un anno che per me, per motivi familiari, è stato parecchio complicato, ma molto significativo nel mio percorso di vita, in cui l essere rotariana ha il suo peso. Mi tornano in mente, come dei flash, le occasioni più coinvolgenti. La cena di affiatamento, che riveste nel calendario degli impegni un ruolo rilevante, ha visto un alta percentuale di intervenuti, segno che la serata era stata giustamente percepita come un momento importante per rinnovare e vivificare i sentimenti di amicizia e di affiatamento fra i soci, che sono il nutrimento del club. Affiatamento, amicizia, assiduità: ho richiamato questi valori perché li ritenevo l elemento propulsore per l anno di lavoro che per me iniziava. Nella cornice suggestiva di villa Vivaldi, un bel giardino sotto le

6 4 Rotary Club Cagliari giugno 2010 stelle, siamo riusciti a creare un atmosfera particolare: sentimentale e poetica; la poesia è stata chiamata a contribuire al clima di gioia e di condivisione anch esso parte integrante dello spirito del Rotary e degli ideali che questo incarna. Grazie alla disponibilità e alla preparazione dotta e umanistica del caro socio Marcello Marchi, che ha curato la regia della serata, abbiamo ascoltato alcune poesie scritte, da poeti più o meno illustri, su Cagliari. Non posso non ricordare poi la conviviale del 10 settembre 2009 dedicata al grande ideale rotariano del servire per promuovere la pace, quando abbiamo avuto ospite la Brigata Sassari che si accingeva a partire in missione in Afghanistan. Come membri della grande famiglia del Rotary, ci eravamo da tempo attivati per dare un contributo concreto, non solo ideale e teorico, là dove era utile fare sentire la nostra solidarietà, alleviando le situazioni di disagio del popolo afgano. La mia presidenza ha portato così a conclusione un progetto iniziato due anni prima e la Brigata si è fatta carico di consegnare, a nome del Rotary Club Cagliari, le attrezzature elettromedicali all ospedale di Herat. Che emozione è stato vedere, nel servizio fotografico mandato dal Comandante del CIMIC Center del Provincial Reconstruction Team di Herat, la targa col nome del nostro Rotary Club collocata nell ospedale afgano. I progetti di servizio, quasi tutti nel segno della continuità, hanno dato concretezza alle quattro vie di azione rotariana. La Commissione sviluppo comunitario aspetti sociali, presieduta da Maria Pia Lai Guaita, ha realizzato la terza mattinata dedicata al più grande flagello dei nostri tempi, la droga. Nella maestosa cornice dell aula consiliare del palazzo vice-regio si è parlato di Mass Media e Prevenzione del fenomeno droga. Consapevolezza e responsabilità. La Commissione sugli aspetti sanitari grazie all impegno di Giuseppe Masnata, presidente di Vela solidale Sardegna ha organizzato col nostro Rotary club la consueta veleggiata nel golfo di Cagliari riservata alle imbarcazioni aventi a bordo almeno una persona diversamente abile. Successivamente, in collaborazione con la Fondazione Nave Italia Onlus, la stessa Commissione ha predisposto un progetto di riabilitazione dedicato a minori in situazione di disagio, ed abbiamo anche avuto ospite il comandante della Nave, Capitano di Fregata Giovanni Tedeschini, il quale ha così potuto illustrarci l attività di alto valore sociale di questo veliero della solidarietà. Le due commissioni sulla protezione dell ambiente l una presieduta e coordinata in inter-club da Mario Figus sull Ecoparco, e l altra da Giovanni Barrocu sulla gestione delle acque costiere sono state molto attive e anch esse proficue. La prima, infatti, ha portato a termine il Concorso internazionale di idee dal titolo Serbariu: dalla discarica all Ecoparco Minerario, al quale hanno partecipato nove concorrenti. Nella serata del 3 giugno presenteremo ai soci gli elaborati primi classificati. La seconda ha organizzato un Convegno sulla gestione del sistema delle acque costiere, ospitato nella sala dell Archivio di stato di Cagliari. Si tratta di un tema di grande attualità, perché l acqua costituisce una risorsa ambientale essenziale ma può anche essere causa di distruzione, danni e lutti laddove non correttamente governata. Un posto di primo piano merita la Commissione partner nel servire, grazie all infaticabile opera di Maria Luigia Muroni, per le azioni di servizio a favore dei giovani e per il coinvolgimento del mondo della scuola. Il RYLA, ideato e progettato da Maria Luigia, si è focalizzato su un tema di grande attualità, quale la Sicurezza nel lavoro: il ruolo del leader. Formazione e informazione del personale ; poi il Concorso Giovani, giunto alla sua 2 a edizione, intitolato al grande nostro socio scomparso Salvatore Campus, ed improntato sul tema L acqua risorsa fondamentale per la vita e fonte di ispirazione per artisti, filosofi, narratori e poeti, è un diritto naturale dell umanità è in pieno svolgimento. La consegna dei premi avverrà il 29 maggio presso l Aula Magna del Liceo scientifico Alberti.

7 giugno 2010 Rotary Club Cagliari 5 Cerimonia celebrativa per i sessant anni del club. Infine la Commissione Giovani vede in Franco Staffa un sicuro punto di riferimento per i giovani stranieri dello scambio-giovani, che trascorrono un anno di studio nelle nostre scuole. In quest anno rotariano il nostro Club ha avuto la soddisfazione di vedere assegnata ad una candidata, segnalata per la prima volta da noi del Rotary Club Cagliari, la borsa di studio degli ambasciatori. Alice Molino sta frequentando presso l Università di Edimburgo un master in Diritto dell Unione Europea. Non abbiamo dimenticato il sostegno alla campagna internazionale per la Polio Plus, che ha visto il Club contribuire ancora una volta con generosità. Il Club non ha neppure mancato di far sentire l attenzione ai bisogni delle nostre comunità. Abbiamo così trascorso alla vigilia di Natale una giornata all insegna della solidarietà con la Comunità dell Oasi Vincenziana, e continuiamo a sostenere l Associazione Mondo X del nostro socio onorario Padre Morittu, del quale ancora ricordiamo la Messa, ricca di contenuti spirituali, celebrata a Bonaria in memoria dei soci defunti del Club. Il ciclo di conversazioni che si sono tenute nelle nostre conviviali, hanno costituito un elemento essenziale del programma complessivo: devo quindi ringraziare Paolo Piccaluga, Presidente della Commissione programmi per la preziosa collaborazione. A tale proposito, ricordo, a titolo di esempio, che abbiamo avuto gradito ospite di prestigio il Prof. Giuseppe Frigo, Consigliere della Corte Costituzionale.

8 6 Rotary Club Cagliari giugno 2010 Targa del club collocata nell ospedale di Herat. Una parte di conversazioni sono state dedicate alla città abbiamo toccato poi temi di grande attualità, quali: Salute; Sicurezza sul Lavoro; Energia, Ambiente e sviluppo. Abbiamo potuto dare voce anche ai soci, soprattutto a quelli di nuova affiliazione. Un altro punto fermo della nostra attività rotariana è la rivista, anch essa momento qualificante di ogni nostro anno rotariano, che vede in Lucio Artizzu l insostituibile direttore di una pubblicazione che tutti i club ci invidiano. Mi sento poi di dover ringraziare con particolare calore Paolo Ciani e Salvatore Ferro. L uno, nel ruolo di Prefetto, ha garantito la riuscita delle riunioni e con la scelta diligente dei menù delle nostre cene ha reso più gradevoli le serate. L altro, Tesoriere, pur non essendo un tecnico, con una gestione precisa e scrupolosa ha riorganizzato la contabilità del Club, monitorando costantemente le entrate e le uscite, e recuperando crediti non riscossi, che creavano sofferenze di bilancio. Grazie a lui lascio il Club in ottima salute finanziaria. La comunicazione era uno dei settori sui quali il governatore ha richiamato l attenzione dei presidenti perché il Rotary non ha, nonostante tutto, l attenzione che merita da parte dei media, per difetto di informazione. I soci Mauro Manunza e Francesco Birocchi hanno curato con impegno e professionalità la diffusione delle nostre attività di servizio a mezzo stampa e TV. Venendo a parlare della vita del club nota positiva è stata l ingresso di quattro giovani soci: Paola Dessì, Paola Piras, Gustavo Cicconardi e Mons. Michele Francesco Fiorentino. Sono sicura che daranno importanti contributi al Club, e compensano, purtroppo, altrettante diminuzioni, tra cui la dolorosa scomparsa di un grande socio, Luigi Cimino. Il tema dei soci, punto dolente anche per altri Presidenti, è centrale, e mi offre la possibilità di svolgere una riflessione sull espansione dell effettivo. Si tratta di un problema che presenta diversi aspetti da esaminare congiuntamente, perché dalle nostre scelte dipende il futuro del Club. Il primo punto è la conservazione dell effettivo, perché spesso gli incrementi servono a fronteggiare qualche uscita fisiologica: l alto tasso di avvicendamento dei soci nei Club di tutto il mondo è uno di problemi più pressanti per il Rotary International. Il nostro Club deve, al tempo stesso, cercare di ringiovanirsi, dato che ha un età media dei soci molto elevata, 67 anni; questo è un impegno che coinvolge tutti: se è vero, infatti, che i nostri Soci anziani i quali hanno maturato nel club, in tanti anni di frequentazione, un patrimonio impagabile di esperienza che mettono al servizio dei più giovani (abbiamo avuto la gioia di festeggiare assieme al 60 del club quattro soci con quaranta e più anni di affiliazione) costituiscono la nostra memoria storica e l esempio degli ideali rotariani che tutti noi pratichiamo, è altrettanto inoppugnabile che abbiamo bisogno di forze fresche e nuove. Lo stesso Presidente Internazionale Kelly ci invita a cercare tra gli alumni, e io stessa ho guardato con interesse agli alumni del Club, che sono stati invitati a parlarci della loro

9 esperienza. Quale spunto di riflessione, caldeggio che, accogliendo il pressante invito del Presidente a non disperdere il patrimonio che essi rappresentano, si valuti seriamente l opportunità di accoglierli nel Club. Nel contempo dobbiamo allargare il grado di rappresentatività nel nostro Club Rotary della società in cui viviamo: ricordo che nel Club ci sono undici classifiche non rappresentate. Il messaggio che desidero trasmettervi di questa mia esperienza di presidente riprende il tema di quest anno, l evento principe del 2009/2010, cioè il 60 del Club, espressione della continuità del Rotary e la ragione stessa del mio anno di presidenza. Il Club ha voluto infatti dare un segnale di innovazione, affidando tale incarico, nell anno in cui raggiungeva questo importante traguardo, ad una donna, per la prima volta dalla sua nascita. La mia presidenza ha però avuto anche un altro significato più pregnante, e cioè che il Club ha saputo cogliere i cambiamenti della società, aprirsi ad essa, perché il Club è vitale. Già significativo il motto scelto per la celebrazione 60 anni al servizio della città per evidenziare il legame con Cagliari, legame che perdura e che ha portato risultati copiosi e importanti: la nostra attenzione verso la nostra comunità Cagliari è visibile nei tanti segni che lasciamo in giro per la città. Inutile soffermarsi ancora sul 60 anniversario, se non per ribadire che è stata una grande giornata per il Rotary Club Cagliari, e d altra parte la commissione appositamente creata, sotto la presidenza onoraria di Angelo Cherchi, e grazie all infaticabile organizzatore Salvatore Fozzi, un pilastro del club, è stata l artefice del grande evento che ha sancito la leadership del nostro Club in Sardegna. Basti pensare ai dati delle presenze la mattina in Municipio e la sera alla cena, al libro pubblicato a testimonianza dell evento, che sta avendo grande diffusione, all annullo filatelico, alla buona eco nella stampa e nei media grazie alla Commissione Pubbliche relazioni. giugno 2010 Rotary Club Cagliari Ognuno di noi serberà nella sua mente il ricordo di quella giornata storica, nella cornice della aula consiliare del Municipio di Cagliari, alla presenza delle massime autorità rotariane, civili e militari con l orgoglio e la consapevolezza del nostro passato. Abbiamo fatto una grande festa, ripercorrendo la storia degli uomini che sono stati il motore del Club, e ricordando le nostre azioni di servizio, realizzate a beneficio delle comunità. In quell occasione ho cercato di interpretare e mettere in luce il ruolo svolto dal Rotary Club Cagliari all interno della nostra città: allora come ora fondamentale ai fini della sua crescita democratica e per l impulso al suo tessuto culturale, professionale e imprenditoriale. Cari amici voglio infondervi l entusiasmo dei sessanta anni di esistenza del nostro sodalizio, uno stimolo ad una sempre maggiore presa di coscienza di che cosa vuol dire dichiararsi rotariani, a chiarire le scelte etiche e pratiche alle quali abbiamo aderito con l ingresso al club, sottolineandone i valori, primo fra tutti il servire al di sopra di ogni interesse personale, l amicizia e la leadership. Proseguiamo nel segno della continuità, ma nel progresso e con prestigio, perché la carica vitale e di servizio che il nostro Club esprime deve essere ulteriormente incrementata e proiettata verso mete ambiziose e prestigiose. Non abbiamo paura di rinnovarci pronti ad affrontare i bisogni e le sfide di un mondo in continuo cambiamento. Il motto del nuovo Presidente è Impegnamoci nelle comunità, uniamo i continenti; ma non dimentichiamoci mai come ha detto John Kelly, Presidente Internazionale , richiamandoci alle nostre responsabilità che il futuro del Rotary sarà sempre nelle nostre mani. Cari amici ancora grazie per l onore che mi avete fatto scegliendomi come primo presidente donna, quanto ai risultati mi rimetto al vostro benevolo giudizio. 7

10 8 Rotary Club Cagliari giugno 2010 I propositi del futuro presidente Gli obiettivi del nuovo anno Antonio Cabras Ninni, è prassi che il presidente entrante scriva un articolo per il bollettino». Nel mo- «Caro mento in cui Lucio Artizzu ha sollecitato questo adempimento, tutto mi sembrava facile. Poi Ho iniziato a riflettere e quello che appariva facile è diventato difficilissimo. Che cosa posso dire, ai miei amici rotariani, che non sembri banale? Debbo raccontare delle mie emozioni, che vanno dall orgoglio per essere stato chiamato a ricoprire un incarico prestigioso, al timore di essere inadeguato? Mi sembra un argomentare trito e scontato. Debbo parlare dei programmi del mio anno? Forse, ma certo vi è una sede più opportuna che è rappresentata dall assemblea. E allora? Allora ho deciso di parlare, anche se l argomento potrebbe apparire delicato, di alcune problematiche del club. Prima di tutto una premessa, doverosa e necessaria per non essere frainteso: considero il nostro club, il Rotary Club Cagliari, il più prestigioso (la modestia suggerirebbe di dire fra i più prestigiosi) della Sardegna e certamente uno dei più efficienti e validi del Distretto. Fatta questa premessa non debbo nascondere che vi possono essere aree di miglioramento. Tenterò quindi di affrontare alcuni argomenti, senza la presunzione di imporre il mio punto di vista, ma con la consapevolezza che il solo aprire un dibattito è un notevole passo avanti. L EFFETTIVO: Il nostro club ha attualmente centosei soci e da parecchi anni questo numero è pressoché invariato. La punta massima è stata di centodiciannove soci e il dimensionamento tra i cento ed i centoventi è, a giudizio di molti, ottimale. L età media è di circa sessantacinque anni; le perdite, per le cause più svariate, nell ultimo quinquennio sono state di sei soci anno. Questo lo stato dell arte. Da anni si parla della necessità di ringiovanire il club. Si tratta di intenderci sul significato della parola ringiovanire. Se si intende abbattere l età media siamo di fronte ad un problema irrisolvibile, se non stravolgendo la fisionomia del sodalizio: l ingresso, ogni anno, di cinque nuovi soci quarantacinquenni (cosa non facile da realizzare), serve a mantenere inalterata l età del club, che fatalmente cresce per il decorrere del tempo. Se invece si vuol significare che occorre inserire anche dei giovani, l approccio è, a mio parere, corretto. Non rileva l età media, ma che le varie fasce di età siano tutte sufficientemente rappresentate, soprattutto quelle attualmente più scoperte, che vanno dai trenta ai quaranta anni (un solo socio) e dai quaranta ai cinquanta anni (sette soci). Il dibattito è aperto. Esiste infatti una corrente di pensiero che vorrebbe risolvere il problema, ponendo un limite almeno morale, all età di ingresso dei nuovi soci. Se il mio approccio dovesse essere condiviso, la spinta sui giovani, necessaria

11 giugno 2010 Rotary Club Cagliari 9 per colmare i vuoti generazionali, non sarebbe in contrasto con candidature di persone meno giovani. Non dimentichiamoci che uno degli obiettivi primari, richiesto e perseguito dal Rotary Internazionale è l aumento dell effettivo e che per ottenerlo non bastano i giovani. Questo sull età. Altro argomento particolarmente sentito nel nostro club è la qualità dei soci da ammettere. L argomento è importantissimo ed occorre affrontarlo con chiarezza. Avere dei primi, nei vari settori professionali, è certamente un vantaggio, anche per l immagine esterna del club; se però quei primi, sono così presi dalla loro vita professionale da non poter dedicare un attimo del loro tempo al club, né come presenza, né tanto meno come funzionamento, il vantaggio può diventare un danno. Ancora peggio se si tratta di soci meteora, che prendono il distintivo e poi scompaiono. Il club per vivere e per essere efficiente ha bisogno di persone che, da un lato condividano gli ideali del Rotary, dall altro siano disponibili a dedicare una parte del loro tempo alla vita del club medesimo, altrimenti il lavoro (e di lavoro si tratta) ricade sempre sui soliti noti, e la massa è solo un carico da trascinare. E poi, mi domando e vi domando, come si concilia questa attenta selezione con la ricerca di soci giovani? La nostra società civile si è stratificata in modo tale che, di norma, si arriva alle posizioni di vertice in età matura e talora tarda. A mio giudizio il Rotary ha dato, almeno in parte, una risposta a questo problema: da anni Presidenti internazionali e Governatori ci esortano ad attingere nuovi soci anche fra i Rotaractiani, gli alumni, gli ex borsisti. Sono persone che non solo hanno vissuto gli ideali rotariani, ma che, per quegli ideali hanno già lavorato; Non sono dei primi e nemmeno dei secondi ; forse un domani lo diventeranno, ma certamente hanno tutte le caratteristiche dei validi rotariani e sono disponibili a impegnarsi per il club e per il Rotary. Tutto questo senza scartare i potenziali soci meno giovani, per i quali, l esame qualitativo è più semplice, ma che a mio giudizio, dovrebbe essere sempre unito ad un altro fondamentale interrogativo: socio presentatore, direttivo e commissione dovrebbero sempre chiedersi: «Questo signore, una volta ammesso, cercherà di essere parte integrante del club o intende solamente avere un distintivo da apporre sul bavero della giacca?» Un dibattito sull argomento è quanto mai necessario. Così come un dibattito sarebbe necessario sullo spazio da dare a nuove professioni, arti, mestieri, se si vuole che il club sia uno spaccato della società in cui viviamo. L ASSIDUITÀ Per quanto concerne la partecipazione alle riunioni settimanali, i nostri soci possono essere suddivisi, seppur con grande approssimazione, in quattro sottogruppi: quelli con una assiduità alta (circa trenta persone); quelli con una assiduità media, ma al di sotto di quanto previsto dal manuale di procedura (circa trenta persone); quelli con una assiduità bassa o sporadica (circa trenta persone); quelli che non si fanno mai vedere, spesso per cause giustificate (circa venti persone). Questa mini statistica mi porta a fare due considerazioni, una positiva ed una negativa. In negativo rilevo che il club vive ed opera con la metà dei soci, che come sappiamo non sono più giovanissimi e che la percentuale di assiduità intorno al 35%, ufficialmente comunicata al Distretto è la esatta fotografia di questa situazione.

12 10 Rotary Club Cagliari giugno 2010 In positivo rilevo che i tanti progetti di servizio, che ogni anno cerchiamo di realizzare e realizziamo, sono tarati sulla dimensione ufficiale dell organico e che quindi, ancora una volta, la buona volontà di alcuni riesce a supplire all inerzia di tanti. Ritorno però all assunto: aprire un dibattito per trovare metodi e soluzioni atte a migliorare l attuale situazione. E sull assiduità lo spazio di miglioramento potrebbe essere ampio, ma per quanto ci rifletta le soluzioni sono difficili da ipotizzare e da attuare. Personalmente scarto tutte quelle drastiche, anche se contemplate dal manuale di procedura, che avrebbero come conseguenza immediata, anche una diminuzione dell effettivo. E allora? Per quel che concerne il mio anno, mi farò parte diligente di intrattenere gli aspiranti soci e i loro presentatori su quanto sia importante la presenza di entrambi a tutte le riunioni. Effettuerò anche un controllo costante perché questo accada. Ma per i vecchi soci? Posso ipotizzare alcune azioni mirate di recupero, ma non riesco a vedere soluzioni globali. Sono però certo che con l aiuto di tutti voi, amici Rotariani delle soluzioni possono essere trovate. Il dibattito è aperto; attendo i vostri suggerimenti. IL CLUB ALL ESTERNO Terzo, ma non ultimo argomento di discussione è, da un lato l atteggiamento che i soci hanno verso le manifestazioni esterne, dall altro l immagine che cerchiamo di proiettare nella società in cui viviamo. Mi rendo perfettamente conto della enorme vastità di temi e sotto temi che si aprono per affrontarli occorrerebbero decine di riunioni, e non sarebbero esaustive butto giù una serie di domande alla rinfusa per le quali non ho risposta, anche se so che le risposte sarebbero importanti per la vita e la conduzione del club. Gradiamo le riunioni interclub? Gradiamo le varie riunioni distrettuali, siano esse assemblee, Idir o congressi od è sufficiente che il club sia rappresentato? Ci piacciono le tavole rotonde e le manifestazioni esterne che il club organizza o le viviamo come un dovere? Ci piacciono i viaggi e le gite di affiatamento o sono un di più? Cosa pensiamo dei gemellaggi, visto che quelli in essere si sono dissolti nel tempo? Ci piacciono le riunioni in cui vengono trattati temi rotariani? Siamo disposti a impegnarci all esterno per raccogliere fondi destinati alle varie iniziative od è più semplice tassarci e risparmiare così tempo e fatica? È importante che ciò che facciamo venga conosciuto all esterno? Siamo disposti a creare occasioni per essere più conosciuti, anche se questo ci può costare sacrifici di tempo e di denaro? Vogliamo cercare per la nostra rivista, che giudico un punto di forza per la nostra immagine, un più ampio bacino di lettori o ci sono sufficienti i nostri soci? Certamente le domande potrebbero continuare. E le risposte? CONCLUSIONI Ho scritto queste brevi righe che certo potrebbero sollevare anche qualche rimostranza, per amore del Rotary e del nostro club. Son però certo della comprensione degli amici rotariani e mi riprometto (in questo sollecitato da parecchi past presidents) di dedicare, nel corso del mio anno, alcune riunioni alla libera discussione su questi argomenti.

13 giugno 2010 Rotary Club Cagliari 11 Evoluzione temporale del Rotary International Il piano strategico del Rotary Angelo Cherchi Il Rotary International è nato il 23 febbraio Fin dalle origini la sua attività è stata guidata dalla tendenza ad agire i modo altruistico, sia in favore degli amici del club, sia degli appartenenti alla stessa attività professionale o alla stessa comunità sociale, nonché al mondo intero. Sono nate così negli anni 20 le quattro vie d azione del Rotary: Azione interna, Azione professionale, Azione di Pubblico interesse, Azione internazionale. Queste quattro vie d azione hanno guidato a lungo tutta l attività della nostra Associazione, che nel frattempo si era data una solida struttura organizzativa, basata sui Club Rotary, a loro volta riuniti in Distretti e guidati dal Rotary International. Alla fine degli anni Ottanta il Presidente internazionale Chuck Keller constatò che l impegno dei Governatori distrettuali stava diventando molto gravoso a causa del notevole aumento del numero dei Club e nominò una speciale Commissione triennale per studiare il problema: È nata così la figura del Rappresentante del Governatore, che si sta dimostrando veramente utile. Nel frattempo le dimensioni sia del Rotary International, sia della Fondazione Rotary, sono cresciute in modo notevole, obbligando alla creazione di numerose Commissioni con l intento di perfezionare la struttura del Rotary International sia della Fondazione entro il centenario della Fondazione, cioè entro il Come conseguenza di tutta questa attività è nato il Piano Strategico del Rotary International, che comprende anche la Fondazione Rotary, e che ha portato anche alla nascita della Pianificazione del Distretto e del Club Rotary efficiente, con la nascita delle nuove cinque Commissioni: Effettivo, Pubbliche relazioni del Club, Amministrazione del Club, Fondazione Rotary. Il piano strategico del Rotary International. La pianificazione strategica di una associazione permette lo sviluppo di una visione programmatica a lungo termine. Pertanto il Rotary International ha deliberato di stabilire un piano strategico, monitorato continuamente dal Consiglio Centrale e da una specifica Commissione. Il Piano del RI, che entrerà in attività con il primo luglio 2020, include anche il Piano strategico della Fondazione Rotary, e influenzerà l attività dei Distretti e dei Club. In sintesi, il Piano strategico del RI si caratterizza per i seguenti punti: possiede una Visione (ottenere il riconoscimento della sua attività di servizio in favore delle comunità di tutto il mondo); un motto (Servire al di sopra di ogni interesse personale); agire attraverso 3 linee (sostenere i Club; accrescere l azione umanitaria; incrementare l immagine pubblica del Rotary), sostenute da valori fondamentali (servizio, amicizia, diversità, integrità, leadership) allo scopo di realizzare la nostra specifica Missione (Servire gli altri mediante azioni permeate di buona volontà tramite una rete di imprenditori e professionisti e di personaggi di spicco della comunità). Il piano direttivo di club deriva dal Piano strategico del RI e dal piano direttivo del distretto, entrerà in attività con il prossimo luglio, permetterà di sviluppare obiettivi a lungo termine, garantirà la continuità delle attività di gestione del club, coinvolgerà attivamente tutti i soci.

14 12 Rotary Club Cagliari giugno 2010 La pianificazione strategica del Club, appositamente studiata dal RI parte inizialmente dalla Visione per programmare tre obiettivi triennali, da cui originano obiettivi annuali, che vengono trascritti in semplicissimi moduli prepararti dal RI. La pianificazione studiata viene confrontata con quella ottenuta da Club efficienti, i quali operano attraverso le classiche quattro Vie d azione ottenendo i seguenti risultati: conservare ed accrescere l effettivo; realizzare progetti in favore della comunità locale; sostenere la Fondazione Rotary; Formare dirigenti capaci di servire a livello di Club ed oltre. Questa organizzazione funzionale del Rotary Club dovrebbe consentire l attuazione dei propri progetti, ma anche di realizzare lo scopo del Rotary, che si riassume così: Lo scopo del Rotary consiste nel promuovere e diffondere l ideale del servire, inteso come propulsore di ogni attività. In particolare si propone di promuovere e diffondere: sviluppo di rapporti interpersonali come opportunità di servizio (azione interna); elevati principi morali nelle attività di lavoro (azione professionale); applicazione dell ideale del servire a favore della comunità (azione di interesse pubblico); sviluppo di buona volontà e di pace tra i popoli (azione internazionale). L attuazione del Piano direttivo dei Club offre molteplici vantaggi, tra cui emerge soprattutto la partecipazione dei Soci alla vita del Sodalizio. L attuazione del Piano si impernia sugli elementi essenziali di un club efficiente, comprendente l identificazione di tre-cinque obiettivi annuali da realizzare mediante l impegno di tutti i soci, da riunire più volte mediante apposite Assemblee, in consultazione con le strutture governatoriali. In particolare, il Rotary sottolinea la partecipazione dei dirigenti del Club alle riunione formative del Distretto, l attuazione di programmi di orientamento dei nuovi soci e di formazione continua di tutti i soci, particolarmente di sviluppo di attitudini dirigenziali. Le cinque Commissioni di base sono suggerite come le più valide nell attuazione delle attività del Club, guidate anche dal regolamento del Club, recentemente aggiornato, sempre modificabile sulla base delle regole di base del Rotary. La tempistica dell attuazione del piano direttivo del Club prevede le seguenti tappe: 1. preparazione del Piano (gennaio-giugno); 2. inizio dell attuazione (1 luglio); 3. valutazione del Piano (1 gennaio); 4. preparazione dell anno rotariano successivo (1 maggio). Allo scopo di favorire il lavoro dei Club, il Rotary International ha predisposto una Guida alla pianificazione strategica, partendo dalla Visione futura, e estendendosi per obbiettivi di tipo triennale, danti origine a obiettivi di tipo annuale. Le guide sono seguite da un scheda utilissima per favorire la stesura del proprio Piano. In fine il Rotary ha fornito una utilissima Guida alla Pianificazione dei Club Efficienti, atta ad identificare gli aspetti attivi e negativi del proprio Club nei riguardi di un Club efficiente. Un nuovo mozzo nell equipaggio Cincotta! Dal 19 febbraio, Giovanni, figlio di Gianmarco e di Anna Fasciolo, è sul vascello di famiglia: Auguri affettuosi dei soci al bambino, ai genitori, ai nonni Vincenzo e Franca, a tutti i loro cari per una navigazione lunga e serena.

15 giugno 2010 Rotary Club Cagliari Riflessioni rotariane L effettivo: Qualità nella Quantità Salvatore Fozzi 13 Questo è un tema scottante che da sempre crea dibattito all interno dei club Rotary ed è stato negli anni motivo di discussioni accese e polemiche, che in molti casi hanno determinato dimissioni anche clamorose. Cosa si intende per qualità: il Dizionario Zingarelli recita: «Elemento o insieme di elementi concreti che costituiscono la natura dell individuo e ne permettono la valutazione in base a una determinata scala di valori». Questo è il significato del vocabolo. Cosa si intende invece e come viene valutata la qualità in ambito rotariano, ed è questo l argomento che cercherò di sviluppare nel mio intervento. Premetto che non ho la presunzione e non desidero ricoprire il ruolo di colui che conosce le modalità o i sistemi per dare delle risposte o risolvere questo problema che da sempre fa discutere i club Rotary. Ma voglio anch io come voi cercare di capire, sviluppando questo mio modesto contributo, che vuole essere un momento di riflessione collettiva, nella ricerca dei criteri più appropriati per una serena valutazione del problema. Durante la lettura del volume La mia strada verso il Rotary, scritto dal nostro fondatore P. Harris, nel capitolo Il primo Rotary Club, mi è rimasto impresso un significativo passaggio che secondo me può essere utile come spunto per sviluppare questo tema. «Il gruppo (il primo) crebbe, in numero, ma anche nell amicizia, nello spirito di solidarietà gli uni verso gli altri e anche nei confronti della nostra città. Il banchiere e il panettiere, il pastore e l idraulico, l avvocato e il commerciante scoprirono che in fondo le loro ambizioni, i loro problemi, i successi ed i fallimenti erano molto simili. Capimmo quanto avevamo in comune. Scoprimmo la gioia di essere uno al servizio dell altro». Questo breve e profondo pensiero di P. Harris, indica chiaramente il grande valore che il nostro fondatore attribuiva alle qualità del socio come uomo e non solo a quelle che gli potevano derivare dai titoli accademici o professionali seppur importanti. Paul Harris ci indica chiaramente che la qualità non deve necessariamente intendersi come titolo o incarico, anche se di prestigio, che il socio ricopre nella società civile, ma debba essere interpretata prevalentemente come qualità morale dell individuo anche se lo stesso non è il numero uno, e anche quando egli svolga una attività di panettiere, di pastore o di idraulico. Il nostro fondatore mette inoltre in evidenza l importanza delle classifiche nell ambito dell ammissione dei nuovi soci. In molti casi, invece, la qualità dei soci viene interpretata solo in funzione dei titoli o degli incarichi ricoperti, senza tener conto che spesso questa interpretazione non è la migliore anche perché si corre il rischio che i soci importanti e titolati siano quelli sempre pieni di impegni e quindi hanno poco tempo per frequentare il club e questo va sicuramente a discapito dell assiduità che è invece uno dei cardini del nostro Rotary. Senza quindi trascurare i numeri occorre riporre particolare attenzione alle modalità di ammissione dei nuovi soci, valutando bene, prima che avvenga la loro cooptazione nei nostri club, le attitudini, i comportamenti e la disponibilità all impegno e al servizio, ed è per questo necessario ope-

16 14 Rotary Club Cagliari giugno 2010 rare una scelta oculata, attenta e rigorosa. Sarebbe un errore ammettere nuovi soci esclusivamente perché si sono verificate delle perdite dovute ai più svariati motivi, oppure ammettere dei candidati solo perché sono amici o ci vengono consigliati da amici e di cui spesso abbiamo una conoscenza superficiale. Se, prima dell ammissione fossero applicate le preziose regole contenute nel nostro manuale di procedura, sempre molto preciso e puntuale, si potrebbero evitare delle situazioni spiacevoli. Riprendiamo adesso il nostro argomento, facendo un passo indietro per vedere insieme come veniva in passato interpretato il termine qualità ed in particolare cosa accadeva negli anni di fondazione del Rotary italiano, che vi ricordo nacque a Milano, dove fu fondato il primo club il 29 febbraio 1923, su iniziativa di un ingegnere irlandese (Leo Giulio Culleton), residente in quella città per lavoro, che ne fu il promotore e l animatore. Questo primo club e non solo, ma anche gli altri fondati subito dopo, annoveravano tra i soci fondatori nomi di elevato prestigio nella vita imprenditoriale, professionale e politica dell epoca e personalità di spicco nella comunità, come Giovanni Agnelli, Borletti, Caproni, Achille Bossi, grande rotariano, che fu successivamente un importante e valido governatore, Giuseppe Volpi, Piero Pirelli, Gaetano Marzotto ed altri, e questo per citarne solo alcuni. Allora la qualità del socio veniva interpretata esclusivamente come numeri uno della società dell epoca e se non si possedevano questi requisiti non si veniva ammessi, e forse allora era giusto così. Con l espansione dei club in Italia, si è passati infatti dai 25 club del 1930 agli attuali 780, il Rotary non viene più considerato solo uno status symbol ma nella maggior parte dei club, ed in particolare nei piccoli centri, vengono accolti uomini, anche se non in possesso di prestigiosi titoli, ma dotati di elevate qualità morali e professionali, impegnati a rendersi utili verso il Rotary e verso la società. L esperienza del passato ci ha tra l altro insegnato che l ammissione, spesso non controllata, di un numero troppo grande di soci, ha comportato talvolta una caduta di qualità nei club, seguita da una successiva e importante riduzione dell effettivo. Per cui non solo qualità del socio, ma anche qualità del club. La qualità eccellente del rotariano non è una certificazione conseguita negli anni ma se vi era all atto dell ammissione, la stessa deve essere continuamente rinnovata, ed in particolare va rinnovata con una buona frequenza alle riunioni di club, cioè con una regolare assiduità. Il Rotary si capisce se si vive. Sappiamo che nel passato i club erano molto restrittivi nelle interpretazioni della regola dell assiduità e applicavano con severità il manuale di procedura dimissionando i soci che non rispettavano la percentuale della assiduità prevista dal nostro regolamento. Ma oggi i tempi sono cambiati. I club si stanno per fortuna gradatamente ringiovanendo, molte famiglie di appartenenti al Rotary hanno i due genitori che lavorano e devono seguire i loro figli sempre più impegnati nello sport e in attività extrascolastiche per cui hanno certamente meno tempo di un socio più anziano, che ha maggiore disponibilità giacché ha già raggiunto i propri traguardi professionali. I nostri Club hanno comunque bisogno di buoni soci, e i buoni soci sono spesso pieni di impegni anche se, da buoni rotariani, fanno tutto il possibile per partecipare in modo regolare alle riunioni. Ribadisco il concetto che è comunque sempre necessario prvilegiare la qualità innanzitutto, anche quella che potrà essere espressa in futuro nell ammissione di un giovane socio, che spesso è all inizio della propria carriera professionale. Non dimentichiamo inoltre che la partecipazione attiva, e quindi una regolare assiduità, in un club in cui la qualità diventa momento di espressione e di maturazione, è uno dei primi requisiti della stessa, onde evitare così che i nostri soci siano solo portatori di distintivo. L aumento dell effettivo resta un importante obiettivo da perseguire giacché lo stesso è segnale di vitalità del club e la crescita dei soci oltre che essere utile a ripianare le

17 perdite fisiologiche consente ai club di lavorare e di poter realizzare il non facile cammino dell efficienza nel rispetto del piano direttivo. L ammissione di un nuovo socio non si conclude certamente con la sola consegna del distintivo, il neo ammesso dovrà essere successivamente seguito soprattutto dal socio presentatore, ma di fatto da tutto il club, in modo da garantirne una buona formazione rotariana e il conseguente affiatamento con gli altri soci. Un altro importante problema, a cui voglio accennare è quello del mantenimento della compagine associativa migliorandone la conservazione, altro obiettivo cruciale da tenere sempre nella massima considerazione. Le dimissioni di un socio sono nella maggior parte dei casi una sconfitta per la leadership del club e rappresentano: o un errore nella selezione, e questo è spesso dovuto alla superficiale valutazione delle qualità del candidato, o una mancanza di affiatamento e di coinvolgimento all interno del club che ne determina il disinteresse e il successivo abbandono. Ambedue le situazioni devono portare i nostri dirigenti a profonde riflessioni sulla vita del club stesso. Un altro aspetto importante è quello dell espansione esterna, vale a dire la creazione di nuovi club, operazione che viene spesso osteggiata nel timore di concorrenze nel proprio territorio. In effetti, la creazione di nuovi club, è essenziale per la sopravvivenza stessa del Rotary e deve essere soprattutto orientata verso quei territori non adeguatamente coperti senza dimenticare che il club padrino ha il dovere di seguire ed aiutare il nuovo club nella crescita e nello sviluppo, sino alla sua completa autonomia e funzionalità. Anche in questo caso il RI raccomanda particolare attenzione nella individuazione dei futuri soci che comporranno il nuovo club, prevedendo una lista di candidati adeguata nella qualità degli stessi ma che sia anche rappresentativa dell effettiva realtà locale diversificando per età, sesso e professione. Tutti noi ci rendiamo conto di quanto non sia facile far convivere e conciliare la qualità con la quantità, ed è per questo che giugno 2010 Rotary Club Cagliari Paul Harris ad una delle prime riunioni del Rotary. ribadisco il concetto che il consolidamento del club passa comunque attraverso la qualità dei soci, termine che vuol significare efficienza del club ed è elemento imprescindibile sia per il sentimento di appartenenza che per l immagine esterna del Rotary, elementi fondamentali per una credibile azione di sviluppo dell effettivo. Il nostro Presidente Internazionale pone quest anno l accento, per quanto concerne lo sviluppo dell effettivo, su una crescita netta di almeno un socio per club e quella di ottenere un tasso minimo di conservazione pari all 80%. Mi sembrano obiettivi sensati e raggiungibili. Altre volte invece il tentativo di ricercare la quantità a tutti i costi da parte di alcuni Presidenti Internazionali che invitavano in maniera perentoria i governatori del loro anno a raggiungere dei traguardi finalizzati esclusivamente a sensibili aumenti della compagine associativa, non ha giovato sicuramente alla qualità e non ha fatto bene al Rotary. Quelli più anziani di noi ricorderanno che il Presidente Internazionale Dong Kurn Lee aveva richiesto, durante il suo anno, un aumento dell effettivo di circa rotariani da distribuirsi tra i club nel mondo (mediamente 4 nuovi soci a club al 15

18 16 Rotary Club Cagliari giugno 2010 netto delle perdite), iniziativa che non ha avuto il successo sperato ma si è rivelata un fallimento. L aumento dell effettivo deve essere considerato una crescita virtuosa e ponderata, seppur nel rispetto e nell osservanza del piano strategico che indica lo sviluppo dello stesso come colonna portante della nostra associazione, giacché è comunque necessario che il nostro sodalizio continui nella strada della crescita e del conseguente rafforzamento per poter perseguire efficacemente i propri scopi e le proprie finalità. Occorre quindi, ritornando al concetto iniziale del tema di questo mio breve articolo, privilegiare la qualità alla quantità ricercando nel contempo uno stile rotariano di grande qualificazione e livello. Ciò naturalmente non significa chiudersi all interno dei nostri club e non proseguire nello sforzo nell identificare classifiche e presenze nuove, ma sempre con livelli qualitativi adeguati al nostro sodalizio, in relazione alle quali il club dovrà cercare una rappresentanza più ampia di donne e di giovani e di leader nelle singole categorie senza dimenticare ex rotaractiani ed alumni, e ciò al fine di evitare o almeno di limitare quegli squilibri esistenti tra classifiche professionali super affollate e molte altre assolutamente assenti, situazioni che non giovano al buon funzionamento del club. Soci del primo Rotary club si riuniscono a Comely Bank, casa di Paul P. Harris, nel (da sinistra) Silvester Schiele, Montague Monty Bear, Harris, Bernard E. Barney Arntzen, Rufus F. Rough-house Chapin, Harry L. Ruggles, e Robert Fletcher. Il Rotary ci richiede: attitudini particolari, quali disponibilità al servizio, amore verso il prossimo, ricerca del consenso e dell amicizia, spessore culturale adeguato e solo con la qualità dei soci potremo soddisfare queste esigenze. Non è obbligatorio che tutti i club crescano di numero, ma molti di essi dovrebbero invece crescere in qualità, valore che si raggiunge tenendo sempre vivo l orgoglio dell appartenenza a questa importante e prestigiosa associazione internazionale unita alla attenzione nella formazione rotariana dei nostri soci. Voglio concludere con un altro breve brano tratto dal volume Origine e uomini del Rotary, tradotto dal nostro PDG Lucio Artizzu, in cui Paul Harris, commentando un pensiero sul Rotary che gli inviò un suo amico rotariano australiano, Sir Henry Braddon, dice: «Uno dei modi attraverso cui il Rotary sviluppa le qualità di un individuo è quello di preservare il ragazzo che c è in lui. Nel profondo del cuore di ogni buon uomo c è sempre un ragazzo, un ragazzo che guarda la vita come a una cosa meravigliosa, con occhi limpidi, senza pregiudizi o intolleranze, con vero entusiasmo, pronto all amicizia. È un triste giorno per un uomo quando il ragazzo in lui muore. Fino a quando un uomo è in grado di mantenere la sua mente elastica e il suo spirito aperto alle influenze degli amici, non diventerà mai vecchio. Il Rotary incoraggia ed aiuta a crescere tenendo vivo il ragazzo che c è in noi». SITO INTERNET DEL CLUB: del club:

19 giugno 2010 Rotary Club Cagliari Il cuore pulsante di Cagliari 17 Via Roma, una piazza sul mare Gianni Campus Dall Unità in poi, e forse anche da prima, in questo Paese ogni città che si rispetti ha una Via Roma. Avere una strada dedicata alla Capitale d Italia, sembra, infatti, quasi doveroso, e spesso tale omaggio è tributato anche all estero, dove, però ben difficilmente suscita gli stessi sentimenti di affettuosa appartenenza che accomunano gli Italiani quando, presto o tardi, finiscono per passeggiare nella loro particolare Via Roma. Le innumerevoli Via Roma, infatti, servono per questo: passeggiare. Esse sono, infatti, i luoghi della più sfrontata ed efficace partecipazione borghese alla vita della città, che normalmente ama esercitarci nel passeggio praticato e osservato praticare; come tutti i luoghi, sono soggette a regole identitarie, a rigorose manifestazioni antropologiche e sociali, ad abitudini ineludibili sebbene variabili nel tempo. Nelle varie Via Roma (forse dovremmo dire Via-Roma, celebrando anche formalmente il sintagma; o magari Viarromma, volendo restare sul locale), ovunque si trovino, siamo certi di essere in centro. In genere, infatti, basta chiedere a un tassista o al GPS di essere condotti in questa via, e la magia si compie automaticamente: eccoci qui, siamo nel centro della città, o del paese, senza distinzione di latitudine o di dimensione.

20 18 Rotary Club Cagliari giugno 2010 Se proprio vogliamo essere precisi, può capitare che ci si ritrovi in uno dei centri, e non sempre in quello più antico; in genere, saremo in quello laico, ossia vicino alla sede comunale piuttosto che alla chiesa più importante, sia essa una pieve o una cattedrale. E questo vuol dire che la Roma di cui si tratta senza nulla togliere al Centro della Cristianità sembra essere più prossima a Garibaldi che a Pio IX, e si direbbe non pare aver molto a che fare con Giulio Cesare, se non a partire da qualche metro sotto terra, dove la romanità vera ha spesso lasciato le sue remote tracce. La Via Roma cagliaritana non si sottrae a queste regole. Anzi, sembra un paradigma di tutti i luoghi comuni enunciabili in materia di via-romità: dai portici ai giardinetti, dal Municipio alla Stazione, c è proprio tutto, con l arricchimento recente del Consiglio Regionale e dei punk-a-bestia, che hanno spostato verso la seconda metà del secolo scorso una lancetta del tempo altrimenti saldamente orientata verso l Ottocento, urbanisticamente parlando. La concezione ottocentesca della strada ha, infatti, solide e sane motivazioni, la più percettibile delle quali è quella del definitivo smuramento della città. Finalmente, anche a Cagliari si erano, infatti, rimosse come in altre città europee, da Firenze a Vienna, prendendo atto della loro inutilità militare le mura che per secoli avevano separato qualcuno da qualcosa. Con il Largo Carlo Felice il cui smuramento riuniva Stampace con Marina la creazione della Via Roma attuale celebrava la liberazione verso il mare, e l unificazione della città intera con il porto ormai almeno in teoria smilitarizzato. L allineamento delle due nuove strade dopo la rimozione delle mura, e il loro reciproco squadrarsi appare in verità il frutto d un pensiero forte e fondativo, anche se curiosamente interrotto, in tempi recenti, dalla proterva pretesa di celebrare la monumentalità dell ultimo lacerto, rimasto infilzato come il mercoledì nel bel mezzo del porticato, fuori luogo almeno quanto appare fuori scala il suo vicino Palazzo del Consiglio Regionale. L incrocio fra Via Roma e il Largo aveva proposto, come già detto, ben altro: un cardine e un decumano, inteso uno a segnalare la linea della costa, l altro quella della massima pendenza della città sulla collina retrostante. Si tratta di segni fortissimi, geometricamente e geograficamente, ma soprattutto simbolicamente. La linea della costa altro non è, infatti, che il limite attraverso il quale Cagliari si affaccia verso il Mediterraneo, entrandovi e riflettendovisi come Alice nello specchio, in modo fisico e metafisico a un tempo. Dietro Cagliari, la Sardegna e forse l Europa. Quasi a ribadire quel primo segno, l altro: la direzione d un proiettarsi, d un vedere e d un esser visti; un segno lungo il quale montare, costruendo, per manifestare quella bianca città mediterranea della quale già Lawrence segnalava la facile vista e la difficile risalita. Intorno a quell incrocio non c era solo la città voluta con tanta decisione, con mercato, palazzo civico, alberghi, banche, cinema, poste, stazione e dogana: c era il sogno d un primato, l inizio d un percorso storico e ideale. Chi l ha voluto ha rifondato la città. Osservare le vecchie foto che ricordano come fosse quell incrocio di vie e di visoni fra Ottocento e Novecento, fra palazzi in costruzione e merci alla rinfusa sui moli riesce a far percepire quanto sia stata determinata l azione di chi ha voluto che la via Roma, com è, fosse. Palazzo Vivanet, il Palazzo del Comune, La Rinascente e così via, sino alla Darsena, sono stati voluti, infatti. La parola volere per chi governa una città, e non solo è spesso intesa come un segnale d arroganza, di spregiudicato orgoglio; in realtà, dietro quel volere, si cela non di rado il senso d un amore, d una dedizione propositiva, quasi materna (o paterna): come volere un figlio. Le cose una volta fatte, siano figli o città sembrano però più facili da fare di quanto non sia effettivamente stato; se può forse essere così per i figli più per i papà che per le

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