Proposta didattica per l individuazione del modello prestativo di una data specialità sportiva

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1 Proposta didattica per l individuazione del modello prestativo di una data specialità sportiva di CLAUDIO SCOTTON Direttore scientifico SCUOLA REGIONALE DELLO SPORT CONI LIGURIA Genova,

2 Corso sulla preparazione fisica di secondo livello PF2 : - In possesso di attestato di partecipazione PF1 - Studenti 2 e 3 anno SM - Istruttori di terzo livello FSN-DSA - Diplomati Isef, Laureati SM Gruppo eterogeneo! 2

3 Premessa L esperto nello sport? Colui che possiede la capacità di osservare, riconoscere e descrivere

4 Cap. 1 Introduzione 4

5 Per individuare il modello prestativo 1. Laboratorio o Centro ricerche 2. Disponibilità strumenti 3. Fondi per la ricerca 4. Personale qualificato specializzato e dedicato 5. Disponibiltà di atleti top level

6 L esempio: il grinder 1. Politecnico di Milano, BTS, Federvela e Suism di Torino 2. Metabolimetro, Telecamere optoelettroniche, elettromiografo 3. Sail Academy, Genova 4. Ricercatori delle due università. Ciascuno specializzato 5. Grinder di Coppa America

7 No money? No modello! Oppure: studio della letteratura sportiva e analisi occhiometrica

8 Un granello nel deserto? muscoli stabilizzatori compensazione posturale multilateralità schede di lavoro diario metodi d insegnamento frequenza cardiaca massima ridurre il peso adattamento cardiocircolatorio cardiofrequenzimetro sistema muscolo scheletrico adattamento allo stimolo supercompensazione interval training superallenamento carico di lavoro capacità coordinative metodo di allenamento test fisici specializzazione precoce performance bisogni sociali ed emotivi prestazione anaerobica capacità psicologiche remoergometro tavola propriocettiva idratazione ottimale misurazioni antropometriche metodo fartlek lavoro eccentrico circuit training implicazioni muscolari fitness simulazione gesto tecnico bilancieri e manubri griglia di allenamento periodo agonistico staff tecnico gradimento del lavoro insegnamento/apprendimento 8

9 Definizione di Allenamento Sportivo L Allenamento Sportivo è un processo pedagogicoeducativo complesso, bioeticamente fondato, che si sviluppa in lunghi archi di tempo, possibilmente a partire dall infanzia, e che si completa con l organizzazione sistematica dell esercizio fisico, ripetuto in quantità, con intensità e con grado di efficacia tali da produrre carichi sempre diversificati ma progressivamente crescenti, che stimolino i processi biologici di aggiustamento, di adattamento e di supercompensazione dell organismo e favoriscano l incremento delle capacità fisiche, psichiche, tecniche e tattiche dell atleta, al fine di accrescerne, consolidarne ed esaltarne ragionevolmente il rendimento in competizione (Bellotti 2002). 9

10 Obiettivo A costo di qualche omissione. Spunti di riflessione e conoscenze specifiche, fornendo una proposta didattica per orientarsi sul modello di prestazione (di una data specialità sportiva). Utili per chi che si occupi di allenamento tecnico-sportivo e di preparazione fisica rivolta agli sportivi adulti d élite. Il nostro focus sarà quindi dedicato all alto livello. 10

11 Un modello di allenamento per l alta prestazione: prevalenti aree di intervento Tattica Monitoraggio e valutazioni: mediche, fisiche, tecniche, tattiche, strategiche Tecnica Strategia usando il regolamento Aspettative sociali Atleta Rigenerazione Preparazione atletica Formazione Meteorologia Mental Training (e ) Multilateralità: riscaldamento e defaticamento 11

12 APRIAMO UNA PICCOLA PARENTESI Schematicamente, quali possono essere i fattori principali che influenzano l organizzazione e la programmazione dell allenamento? Ricerchiamone 3.

13 1. REGOLAMENTO e sviluppo tecnologico 3. CAPACITA MOTORIE e BIOENERGETICA 2. TECNICA ed evoluzione della tecnica TEST gara (Capacità psichiche Capacità tattiche) TEST atletico funzionali Modello schematico dei tre principali fattori che influenzano L ORGANIZZAZIONE E LA PROGRAMMAZIONE DELL ALLENAMENTO SPORTIVO 13

14 L unicità di ogni disciplina Preparare l atleta che gareggia nei 100 m maschili è uguale a preparare l atleta dei 100 m femminili? Preparare il portiere nel calcio a 11 è uguale a preparare il portiere nel calcetto a 5? Preparare

15 Regolamento, tecnica, bioenergetica e gruppi muscolari Regolamento: CIO, CONI, FSN-DSA Tecnica: provate a definire voi Bioenergetica e gruppi muscolari: vedi oltre

16 La tecnica sportiva è il modo più efficiente per svolgere un compito motorio, anche agonistico (Scotton 2013)

17 Definizione di TECNICA SPORTIVA La tecnica sportiva consiste nel selezionare ed eseguire abilità motorie sportive adeguatamente automatizzate ed anche nello svolgere attività ad impegno prevalentemente mentale, applicando all uomo le leggi fisiche e biologiche, allo scopo di raggiungere un risultato sportivo ottimale, nel rispetto delle regole. (Scotton 2003) 17

18 Da dove originano le onde della tecnica?

19 CAMMINARE CORRERE SALTARE LANCIARE ARRAMPICARSI ROTOLARE SU DIVERSI ASSI Lo sviluppo degli schemi motori di base è più evidente nella primissima infanzia per poi essere sempre più dipendente dagli stimoli ambientali e dalla istruzione specifica. PLACCARE (acchiappare) FINTARE RUOTARE SU DIVERSI ASSI GUIDARE LA PALLA (con mani, piedi, attrezzi) STRISCIARE COLPIRE CON UN ATTREZZO RESPINGERE ( murare, rilanciare) SPINGERE SPOSTARSI IN QUADRUPEDIA CALCIARE PARARE (bloccare la palla con le mani) SCANSARE AFFERRARE SCAVALCARE SOLLEVARE SOSTENERE TRASPORTARE 19

20 Abilità motoria Henry 1968 in Schmidt 2000 Nell abilità motoria sportiva la presa di decisione è minima e il controllo motorio è massimo (salto in alto, sollevamento pesi, cambiare una ruota sgonfia). Nell abilità cognitiva la presa di decisione è massima e il controllo motorio è minimo (giocare a scacchi, cuocere una pietanza, allenare uno sport). 20

21 ABILITA MOTORIE SPORTIVE STEREOTIPATE E NON STEROTIPATE (Scotton 2003) Le abilità motorie sportive stereotipate costituiscono movimenti semplici o complessi - riprodotti sempre allo stesso modo convenzionale che, se eseguiti fedelmente rispetto a modelli tecnici ottimali (teorici), contribuiscono in modo determinante al conseguimento del risultato sportivo. Le abilità motorie sportive non stereotipate si individuano nei movimenti delle specialità sportive in cui l esecuzione tecnica perfetta di un gesto è decisamente secondaria rispetto al controllo dei fattori imprevedibili della variazione ambientale e alla pertinenza delle scelte strategiche individuali e/o collettive. 21

22 Come si incrociano le onde della tecnica con le onde della bioenergetica e dei gruppi muscolari principalmente implicati in una data specialità sportiva? 22

23 Rapporti fra Capacità e Abilità motorie Abilità Motorie Movimenti che realizzano un gesto tecnico o azione motoria per attuare la tecnica di uno sport Si costruiscono sulle Il loro livello iniziale determina lo sviluppo delle la cui conoscenza, combinazione ed esplorazione eleva il livello delle la cui ulteriore formazione contribuisce ad affinare le Capacità Motorie Presupposti della prestazione - Coordinative - Organico muscolari Parzialmente tratto da Marcello F (2004). Aspetti metodologici dell attività motoria in età evolutiva. (slide). Roma, Coni, Corso allenat. IV liv. 23

24 Cap. 2 Materiali 24

25 Per individuare il modello prestativo basico? Classificare!

26 Alcune classificazioni degli sport o classificazioni a carattere sportivo Meccanismi erogatori di energia. (Dal Monte 1969, Bellotti e Al. 1978, Lubich 1990). Capacità motorie. (Fleishman 1964, Meinel 1984, Starosta 1986, Schnabel 1988, etc.). Contenuto della tecnica. (D Jackov e Farfel 1967, Harre 1972, Pozzo e Studeny 1987, Parlebas 1987 e 1989, Starosta 1988, Scotton 2003). 26

27 Classificare secondo il contenuto della tecnica

28 schemi motori di base cicliche stereotipate acicliche abilità motorie sportive non stereotipate (acicliche) senza attrezzi specialità sportive con attrezzi non propulsivi propulsivi Tassonomia basica tecnico-sportiva -Esclusivo alloggiamento dell atleta -Prioritario apporto apparato locomotore -Mezzo abbinato alla forza di gravità -Indispensabile elemento naturale propulsivo -Conduzione mezzo meccanico con motore -Due attrezzi + elemento naturale propulsivo 28

29 Quali e quante sono le specialità sportive secondo il contenuto della tecnica? Sono in continua crescita, oltre 830. Suddividere le specialità sportive nelle 10 macrofamiglie ripartite su 2 tabelle in relazione alla prevalenza di abilità motorie sportive stereotipate o non stereotipate. 29

30 Le macrofamiglie di sport delle tabelle generali N e S N1I Sport con immediato adeguamento posturale e/o del mezzo all ambiente. N2G Giochi sportivi. N2C Sport di combattimento-opposizione diretta. N2S Sport con postura statica ininfluente e prevalente impegno mentale. N3A Sport con impiego di animali. S1T Sport tecnicocompositori con valutazione qualitativa della forma. S2P Sport con prevalente impegno della precisione balistica. S3B Sport di tempo e/o misura, con azioni motorie di breve o media durata. S3P Sport di tempo e/o misura, con azioni motorie di lunga durata e senza pause. S3M Sport multispecialistici. 30

31 Specialità sportive caratterizzate dalla prevalenza di abilità motorie NON STEREOTIPATE OBIETTIVI FONDAMENTALI MACROFAMIGLIE DI SPORT FAMIGLIE DI SPORT ULTERIORI PARAMETRI SETTORI DELLE SPECIALITÀ Adeguare, in tempo reale, la tattica, la tecnica, individuale e/o collettiva (svolgendo azioni in contemporanea o in successione) e quella di conduzione/controllo del mezzo/attrezzo sportivo alle variazione dell ambiente naturale/artificiale o tendenzialemente standardizzato, cercando di ottenere la migliore prestazione (non di forma) di tempo e/o misura e/o punteggio Sport con immediato adeguamento posturale e/o del mezzo all ambiente Acqua/sott acqua Aria Terra Neve/Ghiaccio Con attrezzi propulsivi Senza attrezzi propulsivi Con attrezzi propulsivi Senza attrezzi propulsivi Con attrezzi propulsivi Senza attrezzi propulsivi Con attrezzi propulsivi Senza attrezzi propulsivi N1IH/cap N1IH/sap N1IA/cap N1IA/sap N1IT/cap N1IT/sap N1IN/cap N1IN/sap Intuire le situazioni tattiche e regolamentari contingenti, adeguando la propria tecnica e strategia organizzativa, individuale e/o collettiva, disorientando quelle dell avversario o degli avversari Giochi sportivi Sport di combattimentoopposizione diretta Con prevalente invio-rinvio di palla-attrezzo Con contesa di palla-attrezzo Usando solo attrezzi Con mani e/o piedi e/o attrezzi Usando solo attrezzi Con mani e/o piedi e/o attrezzi Colpendo prevalentemente con mani/piedi Colpendo solo con attrezzi Caratterizzati dalle prese di mano N2GI/usa N2GI/mpa N2GC/usa N2GC/mpa N2CM N2CA N2CP Sport con postura statica inifluente e prevalente impegno mentale Ad alto contenuto strategico non immediato Supportati da un intervento elettronico N2CS N2CE Per giochi sportivi N3AG Porre in risalto e dominare le qualità caratteriali e del movimento degli animali, producendo anche forme ginnicoacrobatiche da parte del cavaliere Sport com impiego di animali Per ricoprire distanze e/o superare ostacoli e/o rispettare tempi Per specialità tecnico-compositorie Usando attrezzi propulsivi Senza attrezzi propulsivi N3AD/uap N3AD/sap N3AT Per discipline multispecialistiche e multifamiglie N3AM 31

32 Specialità sportive caratterizzate dalla prevalenza di abilità motorie STEREOTIPATE OBIETTIVI FONDAMENTALI MACROFAMIGLIE DI SPORT FAMIGLIE DI SPORT ULTERIORI PARAMETRI SETTORI DELLE SPECIALITÀ A corpo libero S1TC Ricercare la massima valutazione da parte della giuria, grazie alla realizzazione di composizioni motorie, individuali o collettive (svolgendo azioni in contemporanea o in successione), sempre più acrobatiche, spettacolari, espressive, originali, rischiose, dense di virtuosismi Sport tecnico-compositori con valutazione qualitativa della forma Con piccoli attrezzi Ai grandi attrezzi Possibili grazie a un substrato acqueo e/o aereo Conduzione di un mezzo/attrezzo sportivo In acqua/sott acqua A terra In aria S1TP S1TG S1TR S1TM/h S1TM/t S1TM/a Su neve/ghiaccio S1TM/n Raggiungere il bersaglio nel modo più preciso e con il minor numero di errori Sport con prevalente impegno della precisione balistica Con il solo impiego delle mani Con l impiego di un attrezzo S2PM S2PA Ottenere la migliore prestazione, individuale e/o collettiva (svolgendo azioni in contemporanea o in successione), di tempo e/o misura - con eventuale trasformazione in punteggio -, in un impianto/ambiente sportivo stabile o prevalentemente stabile Sport di tempo e/o misura, con azioni motorie di breve o media durata Sport di tempo e/o misura, con azioni motorie di lunga durata e senza pause Senza attrezzi propulsivi A carattere ciclico Con attrezzi propulsivi Senza attrezzi propulsivi A carattere aciclico Con attrezzi propulsivi Senza attrezzi propulsivi A carattere ciclico Con attrezzi propulsivi A carattere aciclico S3BC/sap S3BC/cap S3BA/sap S3BA/cap S3PC/sap S3PC/cap S3PA Alcune prove degli sport multispecialistici, oltre allo scopo sopraindicato, hanno obiettivi che contraddistinguono altre macrofamiglie, caratterizzate da azioni motorie sportive sia stereotipate sia non stereotipate Sport multispecialistici Continuativi Non continuativi S3MC S3MN 32

33 Classificare secondo le caratteristiche bioenergetiche

34 Classificazione fisiologica-biomeccanica delle attività sportive (Dal Monte 1969). Classificazione delle specialità sportive caratterizzate dalla prevalente incidenza dei processi erogatori di energia nel determinare la prestazione (Bellotti e Al. 1978). Aggiornamento della classificazione fisiologica-biomeccanica delle attività sportive di Dal Monte (Lubich 1990). Classificazioni degli sport relative ai meccanismi erogatori di energia 34

35 Dal Monte 1969 Suddivisione di più di cento attività sportive in sei gruppi: 1. di potenza (durata 10 ), 2. di destrezza, 3. ad impegno prevalentemente anaerobico (20 a ), 4. ad impegno aerobico anaerobico massivo (40 a 4-5 ), 5. di tipo prevalentemente aerobico (oltre 4-5 ), 6. ad impegno aerobico anaerobico alternato. 35

36 Classificazione di oltre centoventi attività sportive suddivise fra quelle caratterizzate dalla prevalente incidenza del processo: 1. anaerobico alattacido nel determinare la prestazione, 2. anaerobico lattacido nel determinare la prestazione, 3. aerobico nel determinare la prestazione. Bellotti e Al

37 Infine ricapitolando: in relazione a quali caratteristiche si differenziano primariamente le specialità sportive? A livello dell incidenza dei processi erogatori di energia nel determinare la prestazione (NOTO!) 1. In relazione al lavoro anaerobico alattacido. 2. In relazione al lavoro anaerobico lattacido. 3. In relazione al lavoro aerobico. A livello della realizzazione della tecnica sportiva (POCO NOTO!) 1. In relazione alla prevalenza delle abilità motorie sportive stereotipate e ai relativi tre obiettivi fondamentali della tecnica. 2. In relazione alla prevalenza delle abilità motorie sportive non stereotipate e ai relativi tre obiettivi fondamentali della tecnica. 37

38 Cap. 3 Metodo 38

39 Per SPECIALITA SPORTIVA (propriamente detta) s intende ogni attività sportiva praticata almeno in ambito nazionale, a livello dilettantistico o professionistico, la cui associazione o federazione di rappresentanza, alla quale gli atleti agonisti devono essere tesserati, sia riconosciuta dagli organismi sportivi territoriali, in Italia dal Coni. La competizione deve essere regolata da norme tecniche e sanitarie, fatte rispettare da giudici sportivi che convalidino i risultati degli eventi calendarizzati, fra i quali sia presente una manifestazione in cui si assegni il titolo di campione nazionale assoluto della specialità sportiva. (Scotton 2003) 39

40 L esempio del windsurf olimpico FASI DELLA REGATA TEMPO PERCENTUALE ATTIVITA PREVALENTE Prepartenza Aerobica di destrezza Partenza 1 circa 2,5% Anaerobica lattacida Giri boa 2 circa 5% Di potenza Lati andature portanti 13 circa 32,5% Aerobica, anaerobica massiva Lati bolina 15 circa 37,5% Aerobica, anaerobica massiva Manovre ed ingaggi 9 circa 22,5% Aerobica, anaerobica massiva Durata (media) totale % Aerobica, anaerobica massiva 40

41 Gruppo Funzione Bolina ad Bolina ad Portanti ad Portanti ad Grado medio muscolare principale impegno impegno impegno impegno implicazione dinamico statico dinamico statico Collo Flex avanti X X XX XXXX (8) Flex indietro XXX XXXX X XXX (10) Rotazione XXX XXXX X X (9) Flex laterale X X X X (4) Trapezio Elevazione XXXX XXX XXXX XXX (14) monc. spalla Adduzione XXXX XXXX XXXX XXXX (12) scapole Abbassa monc. X X X X (4) spalla Spalle Anteposizione XXXX XXX XX XXX (12) Retroposiz. XXXX XXXX XXX XXXX (15) Abduzione X X X X (4) Braccio Flessione XXXX XXXX XXXX XXXX (16) Estensione XXX XX XXX XX (10) Avam Flessione mano XXXX XXXX XXXX XXXX (16) su avbr braccio Estensione mano X X X X (4) su avbr Pronazione e XX XX XX XX (8) Supinazione Pettorali Adduzione av X X XXX X (6) Anteposizione XXXX XXX XXX XXX (13) del braccio Disten. braccio XXX X XXX X (8) su petto Rotatore interno X X X X (4) Dorsali e Adduz. braccio XXX XXXX XXX XXXX (14) per dietro gr. rotondo Retroposiz. XXXX XXXX XXXX XXXX (16) Intrarotazione XXX XXXX XXX XXXX (14) Gr. e picc. Accollatori XXXX XXXX XXXX XXXX (16) romboideo scapole Lombari Estensione XXX XXXX XXX XXXX (14) del tronco Addominali Flex e rotazione XXXX XXXX XXXX XXXX (16) later. Flex anteriore XXX XX XXXX XXXX (13) C. Scotton, Modello prestativo,

42 Gruppo muscolare Funzione principale Bolina ad impegno dinamico Bolina ad impegno statico Portanti ad impegno dinamico Portanti ad impegno statico Grado medio implicazione Collo Flex avanti X X XX XXXX (8) Flex indietro XXX XXXX X XXX (10) Rotazione XXX XXXX X X (9) Flex laterale X X X X (4) Trapezio Elevazione monc. spalla XXXX XXX XXXX XXX (14) Adduzione scapole XXXX XXXX XXXX XXXX (12) Abbassa monc. spalla X X X X (4) Spalle Anteposizione XXXX XXX XX XXX (12) Retroposiz. XXXX XXXX XXX XXXX (15) Abduzione X X X X (4) Braccio Flessione XXXX XXXX XXXX XXXX (16) Estensione XXX XX XXX XX (10) Legenda grado d implicazione del singolo gruppo muscolare relativamente all andatura e alla modalità di conduzione della tavola: XXXX= alto XXX = medio XX= limitato X= trascurabile grado medio d implicazione del gruppo muscolare indipendentemente dall andatura e dalla modalità di conduzione della tavola: 1-4 trascurabile 5-8 limitato 9-12 medio alto (Scotton, 2005 ) 42

43 Per la compilazione delle schede al fine di individuare il modello prestativo Attenzione inizia l esercitazione!

44 SPECIALITA SPORTIVA Categoria femminile SI NO Record Caratteristiche associative e regolamentari Categoria maschile Categoria unica SI NO SI Record NO Categorie giovanili SI NO Federazione Sportiva Nazionale Disciplina Associata S E Z I O N E Federazione Sportiva Continentale Federazione Sportiva Mondiale S E C O N D A Settore professionistico Associazione atleti Professionisti Federazione arbitrale SI NO Altre federazioni o associazioni E stata presente ai Giochi Olimpici SI NO Sarà presente ai prossimi Giochi Olimpici Esiste un campionato nazionale SI SI NO NO C. Scotton, Modello prestativo,

45 SPECIALITA SPORTIVA Sport Caratteristiche tecniche primarie Abilità motorie sportive prevalenti Cicliche N1I Acicliche S1T N2G S2P Macrofamiglie di sport N2C S3B N2S S3P N3A S3M S E Z I O N E Famiglia di sport e ulteriori parametri (Modalità impiego attrezzi propulsivi) Settore della specialità sportiva P R I M A Caratteristiche tecniche secondarie Abilità motorie sportive non prevalenti Macrofamiglia di sport subordinata Cicliche Acicliche Famiglia di sport subordinata e ulteriori parametri C. Scotton, Modello prestativo,

46 SPECIALITA SPORTIVA Tipologia fisiologica Di potenza prevalente impegno di forza e biomeccanica (Dal Monte, Lubich) prevalente impegno impulsivo prevalente impegno propulsivo Di destrezza rilevante impegno muscolare impegno muscolare e scopo posturale e direzionale S E con scarso impegno muscolare Z I Prevalentemente anaerobico, da 20 a % masse muscolari: O elevate N medie E Aerobico anaerobico massivo, da 40 a 4-5 ridotte richieste distrettuali forza muscolare: T Prevalentemente aerobico, superiore a 4-5 non elevate E medie R Aerobico anaerobico alternato elevate Z A Attività a impegno combinato Processi erogatori di energia nel determinare la prestazione (Bellotti e Altri) Anaerobico alattacido Anaerobico lattacido Aerobico determinante elevato medio scarso nullo Grado di importanza delle capacità motorie e della componente tattica Forza Resistenza Rapidità Flessibilità Coordinazione Componente tattica C. Scotton, Modello prestativo,

47 Cap. 4 Risultati 47

48 Qualche esempio Vediamo alcuni lavori sotto forma di PPT contenenti l analisi del regolamento, della tecnica, della bioenergetica con i gruppi muscolari implicati

49 Considerazioni conclusive? Come la premessa! No money? Studio della letteratura sportiva e occhiometria!

50 Bibliografia specifica personale Scotton C (2003). Classificazione tecnica delle specialità sportive. Edizioni Calzetti e Mariucci, Perugia. Scotton C. Verso una definitiva classificazione tecnica delle specialità sportive. New Athletics: Research in Sport Sciences (ISSN ),2004;XXXI,185: Scotton C. Schede didattiche per le specialità sportive. Educazione fisica e sport nella scuola (ISSN ),2005;LVII,195/196: Scotton C. Le specialità, gli attrezzi e la tecnica nello sport. Educazione fisica e sport nella scuola (ISSN ),2007;LX,207/208: Scotton C. Tecnica sportiva, forma e valutazione del movimento. SdS-Scuola dello Sport (ISSN ),2008;XXVII,79: Scotton C (2012). L allenamento nella vela: principi generali e metodologia, Scienze motorie, ortopediche, riabilitative (ISSN ) (codice rivista E221056);60 (1): Scotton C, Basciotti R (2011). Circuit training per il velista, Sport & Medicina (ISSN ) (codice rivista E158914);XXVIII,5: Ferraris L, Ravaglia R, Scotton C (2010). Vela: le classi olimpiche. Medicina dello sport (ISSN ) (codice rivista E108056);63: Scotton C, Rambaudi A (2008). Cuore e muscoli per creare vento. Sport & Medicina (ISSN ) (codice rivista E158914);XXV,4: Scotton C, Sicignano F (2012). Test atletici di base e giovani velisti, Strength and Conditioning. Per una scienza del movimento dell uomo (ISSN ) (codice rivista E213700);I,3: Riva D, Scotton C, Ferraris L, Trevisson P (2005). La gestione del disequilibrio nella vela. SdS-Scuola dello Sport (ISSN ) (codice rivista E152418);XXIV,64:59-64 Scotton C (2009). La misurazione dell allenamento nella vela. SdS-Scuola dello Sport (ISSN ) (codice rivista E152418);XXVIII,82: Scotton C (2008). Un metodo di allenamento specifico per la vela. SdS-Scuola dello Sport (ISSN ) (codice rivista E152418);XXVII,76:51-55 Scotton C, Crivellini M, Ferraris L, Galli M (2006). Analsys of grinder movements of America s Cup boats A feasibility study. New Zealand Journal of Sports Medicine (ISSN ) (codice rivista E118764);34: Scotton C, Gollin M (2006). La programmazione dell allenamento. SdS-Scuola dello Sport (ISSN ) (codice rivista E152418);XXIV,71:

51 Bibliografia generale per gli approfondimenti Berger J., Hauptman M., La classificazione degli esercizi fisici, SdS, IV, 1985, 2, Hagedorn G., La multilateralità in allenamento e in gara, SdS, XII, 1993, Speciale talento, supplemento, 28/29, Parlebas P., Ferranti Boccalini G., Per una epistemologia dell educazione fisica, Educazione fisica e sport nella scuola, XL, 1987,82, Parlebas P., La sociomotricità. Aspetti cognitivi e affettivi, Educazione fisica e sport nella scuola, XLII, 1989, 94, Schnabel G., Il fattore tecnico coordinativo, SdS, VII, 1988, 13, Merni F., La valutazione delle tecniche sportive, SdS, VIII, 1989, 15, 9-13 e 16, Martin D., Tecnica sportiva e teoria dell allenamento, SdS, X, 1991, Speciale tecnica supplemento, 22, Neumeier A., Ritzdorf W., Il problema della tecnica individuale, SdS, III, 1984, 2, Rieder H., L insegnamento delle tecniche, SdS, II, 1983, 2, Harre D., Teoria dell allenamento, Roma, SSS, anno di pubblicazione non indicato (opera originale 1972). Martin D., Carl K., Lehnertz K., Tecnica sportiva e allenamento della tecnica, Didattica del movimento, 1995, 97/98, Starosta. W., Alcuni problemi della tecnica sportiva, SdS, VI, 1987, 9, e 10, Dal Monte A., La valutazione funzionale dell atleta, Firenze, Sansoni ed., Bellotti P., Benzi G., Dal Monte A., Donati A., Matteucci E., Vittori C., Classificazione degli sport e determinazione dei mezzi di allenamento, Atleticastudi, 1978, 3/4, Dal Monte A., Faina M., Valutazione dell atleta, Torino, UTET, Paci G., L acrobaticità come capacità motoria, Didattica del movimento, 1995, 97/98, Pozzo T., Studeny C., Thèorie et pratique des sports acrobatiques, Paris, Vigot, Meinel K., Teoria del movimento, SSS, Roma, Ulatowski T., La teoria dell allenamento sportivo, Roma, a cura del settore Documentazione della Scuola dello sport, I edizione Lodi M., Sport amatoriale e sport agonistico: il giusto equilibrio e le leggi che lo regolano, Atleticastudi, 1985, 6, Vernole A., Lo sport per i disabili, Didattica del movimento, 1995, 99, 28-33; 100, 24-33; 101, Krantz N., Le decathlon en athletisme, Revue AEFA, 1989, 110. Tirinnanzi M., L atleta dai cinque volti, SdS, IX, 1990, 19, 2-9. Merni F., Broccardo D., in Bellotti P., Matteucci E., Allenamento sportivo, Torino, UTET, Autori vari, Atti dei Seminari territoriali di aggiornamento 1993, Divisione Attività Didattica, Scuola dello Sport, Coni, Schmidt R.A e Wrisberg C.A (2000), Apprendimento motorio e prestazione. SSS, Roma, pp Bellotti, P., e Matteucci, E. (1999). Allenamento sportivo. Torino: UTET

52 Grazie per l attenzione 52

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