Corso di ECONOMIA DEI MERCATI E DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI INTERNAZIONALI mod. 2. Prof. Paola Schwizer LAMIB A.A. 2009/2010

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Corso di ECONOMIA DEI MERCATI E DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI INTERNAZIONALI mod. 2. Prof. Paola Schwizer LAMIB A.A. 2009/2010"

Transcript

1 Università degli Studi di Parma Corso di ECONOMIA DEI MERCATI E DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI INTERNAZIONALI mod L integrazione delle borse europee. La struttura della exchange industry, le forme, le cause e i percorsi dell integrazione Prof. Paola Schwizer LAMIB A.A. 2009/2010 Indice 1. La catena del valore della exchange industry 2. La struttura della exchange industry 3. Il funzionamento del mercato 4. Gli stakeholder 5. Il ruolo delle informazioni nell exchange industry 6. Le direzioni dell integrazione 7. I modelli di integrazione 8. I percorsi integrativi 9. Le spinte all integrazione 10. Il ruolo degli stakeholder nel processo di integrazione 2 1

2 1. La catena del valore della exchange industry Dalla seconda metà degli anni 90 i mercati mobiliari sono stati interessati da una serie di cambiamenti strutturali, che hanno coinvolto la natura e le modalità di gestione delle borse valori. Il riconoscimento della natura imprenditoriale all attività di gestione dei mercati borsistici, così come le necessità di affidarne la gestione a soggetti privati e di basarne il funzionamento su logiche concorrenziali, hanno rappresentato segnali forti di un cambiamento profondo ancora oggi in atto. Per comprendere la portata e delle dimensioni di tale cambiamento si rende necessario uno schema concettuale di riferimento, in base al quale inquadrare i singoli fenomeni evolutivi La catena del valore della exchange industry La borsa può essere definita come il luogo dove domanda e offerta di valori mobiliari si incontrano dando vita ad uno scambio o negoziazione. L exchange industry è l insieme delle attività che ruota attorno alle negoziazioni di valori mobiliari. La borsa offre 3 tipologie di servizio: a) Trading b) Price discovery c) Listing 4 2

3 1. La catena del valore della exchange industry a) Trading All interno di un mercato mobiliare la borsa ha il ruolo fondamentale di minimizzare i costi di ricerca della controparte, offrendo agli investitori un servizio di negoziazione (trading). A trarre beneficio dal servizio di trading sono anche gli emittenti. La presenza di un mercato secondario efficiente aumenta la liquidità dei singoli strumenti finanziari quotati, agevolandone il collocamento La catena del valore della exchange industry b) Price discovery Il price discovery è un servizio concettualmente distinto dal trading, anche se ad esso strettamente collegato. Sia gli emittenti che gli investitori, grazie alla diffusione delle informazioni sulle quotazioni, ottengono dal mercato un attività di monitoraggio sul valore del titolo (servizio di valutazione) non disponibile per beni privi di un mercato regolamentato. L informazione contenuta nei prezzi di borsa crea quindi valore anche per coloro che non sono intenzionati a porre in essere una negoziazione. 6 3

4 1. La catena del valore della exchange industry c) Listing Per gli emittenti la quotazione non è esclusivamente un requisito per accedere alla fase di negoziazione. Essi ottengono dal listing un servizio apprezzabile a prescindere dall interesse concreto verso il trading. Grazie ad esso gli emittenti ottengono visibilità sul mercato e una certificazione circa la solidità economicofinanziaria dell impresa La catena del valore della exchange industry Listing Trading Price discovery Dato che il listing è concettualmente a monte del servizio di trading, la relazione che lega tra loro i servizi di borsa vede il listing alimentare la fase di trading, dalla cui osservazione deriva il price discovery. Con la fase di trading non si conclude la negoziazione. Dopo l accordo sulle condizioni dello scambio (trading) è necessario procedere al regolamento dello stesso. Si hanno quindi la verifica delle posizioni in essere per un singolo soggetto (clearing) e la regolazione dello scambio (settlement), durante le quali l accordo preso inizialmente trova esecuzione con la consegna dei titoli a fronte del pagamento del prezzo pattuito. 8 4

5 1. La catena del valore della exchange industry d) Attività accessorie Attività necessarie al corretto funzionamento della exchange industry, sono infine la custodia e la gestione degli strumenti negoziati (custody). La gestione delle relazioni con l emittente, relative ai pagamenti periodici (cedole, dividendi, ecc.), nonché l esercizio degli eventuali diritti di voto, sono due esempi di servizi che rientrano nella fase di custody La catena del valore della exchange industry Listing Trading Clearing Settlement Custody Il custody esaurisce la catena del valore della exchange industry che è quindi articolata nella sequenza listingtrading-clearing-settlement-custody. 10 5

6 1. La catena del valore della exchange industry Rispetto al passato, le singole fasi della catena del valore sono sempre meno frequentemente affidate al medesimo soggetto. La conoscenza delle singole attività svolte nella exchange industry e dei legami esistenti tra le varie fasi della catena del valore costituisce quindi una chiave di lettura attraverso la quale interpretare i fenomeni di integrazione dei mercati mobiliari. La gestione del clearing e del settlement in diversi mercati da parte di un medesimo soggetto, così come l utilizzo in diverse borse delle medesime procedure di trading, sono, ad esempio, preziosi elementi valutazione in merito al grado di integrazione di diversi mercati La struttura della exchange industry Se fino alla prima metà degli anni 90 hanno convissuto sui mercati diversi concetti di borsa valori, successivamente si è registrata una convergenza verso un concetto di mercato più o meno condiviso a livello internazionale. Concetti chiave: Mercato pubblico vs. mercato privato Market view vs. firm view Demutualizzazione vs. privatizzazione Market vs. exchange 12 6

7 2. La struttura della exchange industry Nei Paesi anglosassoni il mercato mobiliare nasce come un fenomeno mutualistico. Esso è visto come una cooperativa di intermediari che si organizzano per svolgere un attività di scambio di valori mobiliari. In quanto tale il mercato ha quindi forma privata, ma il carattere mutualistico ne identifica la natura no-profit. L intervento dello Stato, finalizzato alla tutela del risparmio, si limita ad un attività di vigilanza sull operato di un entità (la borsa) che viene riconosciuta come una forma di aggregazione tra privati cittadini. Nei Paesi dell Europa continentale il mercato si è affermato come un bene pubblico. L attività di borsa, interessando direttamente il pubblico risparmio, viene sottoposta ad una forte attività di controllo da parte dello Stato. La tutela del risparmio è un valore così sentito da portare ad un presidio diretto della pubblica amministrazione dell attività di gestione degli scambi. La borsa è quindi un soggetto sostanzialmente pubblico La struttura della exchange industry La contrapposizione tra un concetto di mercato privato (mutualistico) ed un concetto di mercato pubblico rientra nell ambito di quella che è stata definita in letteratura come la market view della exchange industry, secondo la quale il concetto alla base dell intermediazione mobiliare è il concetto di mercato. La market view è stata la scuola di pensiero dominante fino alla seconda metà degli anni 90, quando al concetto di borsa come mercato si è progressivamente sostituito quello di borsa come impresa (firm view). Alla base di questo cambiamento c è il riconoscimento della natura imprenditoriale dell attività di borsa. Se questa si concretizza nell organizzazione, nella gestione e nella supervisione delle attività di scambio, allora si è in presenza di un processo produttivo aziendale. La gestione del mercato diventa un attività di impresa che, in quanto tale, non è riconducibile né ad uno schema mutualistico né ad un impostazione pubblicistica. Se la borsa è un attività di impresa questa va gestita con un orientamento al profitto e secondo logiche distanti da quelle pubbliche. 14 7

8 2. La struttura della exchange industry Il passaggio dalla market view alla firm view è avvenuto tramite la demutualizzazione dei mercati. Sono stati i mercati mutualistici i primi ad abbandonare una forma giuridica cooperativa a favore di una forma societaria. L espressione demutualizzazione, che richiama l abbandono della natura mutualistica del mercato, è stata però utilizzata anche per i mercati a controllo pubblico, nonostante per questi la natura del cambiamento non abbia riguardato forme mutualistiche, ma si sia concretizzata nell abbandono di soluzioni di diritto pubblico a favore di forme societarie proprie del diritto privato. Il fenomeno della demutualizzazione indica quindi qualsiasi trasformazione che conduce una borsa ad assumere la forma di società a scopo di lucro basata sul controllo azionario. Bisogna però distinguere la demutualizzazione dalla privatizzazione del mercato. Un mercato demutualizzato non è necessariamente privatizzato. Un mercato a controllo pubblico può essere trasformato in una società per azioni ma, al cambiamento della forma sociale, può non seguire né un trasferimento del controllo, che rimane statale, né un cambiamento nelle logiche di gestione, che rimangono pubblicistiche. Pur in presenza di una demutualizzazione non si può quindi parlare di un effettiva privatizzazione del mercato La struttura della exchange industry In seguito alla demutualizzazione dei mercati si afferma la separazione del concetto di mercato mobiliare (market) dal concetto di borsa valori (exchange). Se l attività di borsa ha natura imprenditoriale e viene svolta da una società privata, si ammette implicitamente la possibilità che all interno di uno stesso mercato possano operare diverse società-mercato attive nella gestione degli scambi di valori mobiliari. Mentre quindi nella market-view la struttura del mercato coincide necessariamente con una singola borsa, nella firm-view vi è la possibilità che la struttura di un mercato (market) comprenda diverse borse (exchange). 16 8

9 2. La struttura della exchange industry Per definire la struttura di un mercato è necessario osservarne: 1) le dimensioni (grado di segmentazione del mercato presenza di barriere all ingresso o all uscita) e le prospettive di sviluppo 2) il grado di differenziazione dei prodotti (e la conseguente segmentazione/frammentazione del mercato) 3) l esistenza al suo interno di possibili economie di scala (e quindi la tendenza all aggregazione) 4) le politiche di intervento dei pubblici poteri 5) il livello tecnologico caratteristico dei processi produttivi Il funzionamento del mercato Per definire il funzionamento di un mercato di borsa è necessario valutare: 1) il meccanismo utilizzato per la formazione dei prezzi 2) la gestione del tempo nell attività di trading 3) il grado di dipendenza dalla tecnologia della gestione degli scambi 4) il livello di trasparenza del mercato Il funzionamento complessivo di un mercato è il risultato delle scelte fatte dalla società di gestione sugli aspetti descritti. Dato che una exchange definisce il funzionamento del proprio mercato tenendo conto delle proprie caratteristiche, di quelle degli investitori e del quadro regolamentare nella quale è inserita, exchange differenti definiranno assetti funzionali differenti. Non è quindi possibile identificare in astratto il funzionamento ottimale di una exchange. 18 9

10 3. Il funzionamento del mercato 1) Il meccanismo di formazione dei prezzi: order-driven: il prezzo di mercato è il risultato del confronto tra le proposte di negoziazione in acquisto e le proposte di negoziazione in vendita. Gli investitori immettono sul mercato proposte in acquisto ed in vendita contenenti indicazioni sia sul prezzo sia sulla quantità. I contratti che trovano abbinamento vengono conclusi e determinano il prezzo di mercato, che è quindi un dato di sintesi degli scambi effettivamente avvenuti quote-driven: il prezzo di mercato è definito da un intermediario (market maker) che, definendo delle quotazioni in acquisto ed in vendita, si assume l impegno di concludere contratti per una quantità indefinita. Il prezzo del singolo strumento non è quindi un valore che sintetizza le condizioni di scambi avvenuti sul mercato, ma è un offerta incondizionata lanciata da un intermediario che, impegnandosi a concludere un numero indefinito di contratti, offre un servizio di liquidity-providing. Il market maker ha la possibilità di rivedere le condizioni offerte e quindi, anche nel meccanismo quote-driven, il prezzo 19 risente dell incontro tra domanda e offerta 3. Il funzionamento del mercato 1) Il meccanismo di formazione dei prezzi: Order-driven Quote-driven un solo prezzo per il singolo strumento qualità del servizio di pricing adatto a mercati liquidi, caratterizzati da uno scarso rischio in merito a forti oscillazioni nei prezzi il market maker ha la possibilità di proporre prezzi differenti per le proposte in acquisto e le proposte in vendita; lo spread tra le due quotazioni costituisce la remunerazione riconosciuta dal mercato all intermediario per il servizio di liquidità fornito qualità del servizio di liquidity providing Dato che i problemi di liquidità caratterizzano soprattutto i mercati più giovani ed in generale quelli di dimensioni ridotte, la scelta dei sistemi quote-driven è tipica dei mercati di piccole dimensioni, mentre per i mercati sviluppati la soluzione prevalente è l adozione di un sistema order-driven

11 3. Il funzionamento del mercato 2) La gestione del tempo nell attività di trading gestione delle negoziazioni seriale gestione delle negoziazioni parallela Ad intervalli, si raccolgono le proposte di negoziazione in acquisto ed in vendita sul singolo titolo; al termine dell intervallo, tramite un meccanismo di asta competitiva, viene calcolato il prezzo di mercato in base al quale vengono conclusi tutti i contratti della giornata sul titolo medesimo; vincola gli investitori, consentendo loro transazioni sui singoli titoli solo per un breve periodo al giorno: il servizio di price discovery garantito risulta notevolmente più limitato Ogni titolo è oggetto di negoziazione durante l intero arco della giornata; la gestione parallela è attivabile attraverso un sistema automatizzato degli scambi che consente l abbinamento immediato delle proposte in acquisto con le proposte in vendita; mette gli investitori in condizione di sfruttare al meglio le informazioni price sensitive e di beneficiare di un servizio di price discovery continuo La preferenza di una trattazione seriale rispetto ad una trattazione parallela si basa sul trade-off tra qualità del servizio di pricing e tempestività di intervento sul mercato Il funzionamento del mercato 3) Il grado di dipendenza dalla tecnologia della gestione degli scambi Mercati outcry Mercati electronic based Il prezzo di mercato è definito da una persona fisica (banditore) che, posizionato all interno di uno spazio recintato (floor), definisce il prezzo mediando le proposte di negoziazione espresse verbalmente dagli intermediari Deve essere abbinato ad un sistema ad asta a chiamata (gestione seriale) Gli operatori immettono gli ordini utilizzando dei terminali, attraverso i quali possono comunque avere accesso ad informazioni circa le richieste degli altri operatori. Il prezzo delle singole transazioni è determinato da un sistema automatizzato in base ad un algoritmo di ottimizzazione predefinito. Soluzioni miste, che integrano modalità floor-based con modalità electronic-based, sono ipotizzabili E in grado di supportare sia un meccanismo di asta continua (parallela) sia un sistema di asta a chiamata (seriale) 22 11

12 3. Il funzionamento del mercato 4) Il livello di trasparenza del mercato Il livello di trasparenza del mercato riguarda la quantità di informazione che la singola exchange mette a disposizione degli operatori. Si distingue tra trasparenza pre-trade e trasparenza post-trade. La trasparenza pre-trade indica l ampiezza del set informativo offerto agli investitori prima dell immissione degli ordini. Nel caso di mercati electronic-based il livello di trasparenza si riferisce prevalentemente alla possibilità di leggere, in tutto o in parte, il book delle proposte di negoziazione sul singolo titolo quotato. Il grado di trasparenza pre-trade può essere tale da rendere completamente pubblici entrambi i lati del mercato (domanda e offerta), fornendo indicazioni anche sull identità dell investitore che ha immesso l ordine. L exchange può invece considerare come riservate tutte o parte di tali informazioni e decidere di restringere quindi il grado di trasparenza pre-trade. La trasparenza post-trade riguarda l identità della controparte con la quale è stato concluso lo scambio. L exchange può scegliere di comunicare tale informazione o mantenere l anonimato degli scambisti Gli stakeholder Con il termine stakeholder viene indicato ogni soggetto portatore di un interesse, anche indiretto, nei confronti del mercato mobiliare. Il passaggio da una struttura del mercato mobiliare fortemente accentrata ad una struttura più aperta che affidi a soggetti differenti le diverse fasi della catena del valore, ha visto aumentare notevolmente il numero degli stakeholder della exchange industry

13 4. Gli stakeholder Gli stakeholder tipici: le società di gestione del mercato (exchange) gli intermediari ammessi a negoziare in borsa (member) gli altri intermediari (non-member) gli investitori gli emittenti di valori mobiliari le autorità di vigilanza Gli stakeholder I nuovi stakeholder: società specializzate nel post-trading (clearing e settlement di strumenti finanziari) azionisti di borsa (owner) fornitori di tecnologia Alternative Trading System (ATS) Agenzie di rating Agenzie di stampa 26 13

14 4. Gli stakeholder La società di gestione (exchange) è il principale stakeholder del mercato. Core business della exchange sono l organizzazione e la gestione degli scambi. L exchange si occupa della predisposizione delle strutture logistiche, della fissazione delle regole di mercato, del pricing dei servizi di borsa e del controllo sul regolare svolgimento delle negoziazioni. L interesse della exchange nei confronti dell intermediazione mobiliare è quindi un interesse diretto. Il ruolo centrale assunto nella exchange industry ne fa uno stakeholder in grado di condizionare profondamente i comportamenti degli altri portatori di interessi. A seguito della demutualizzazione, l interesse specifico di una exchange è diventato il raggiungimento di un profitto derivante dalla gestione del mercato. Il suo comportamento e le sue scelte sono orientati a massimizzare i guadagni provenienti dalle attività di listing, di trading e di informationselling. L obiettivo finale del profitto è ottenuto tramite obiettivi intermedi quali l aumento del numero di titoli quotati, l incremento dei volumi di negoziazione ed il miglioramento della liquidità garantita agli investitori Gli stakeholder I member (partecipanti diretti al mercato) sono rappresentati da un numero limitato di intermediari autorizzati e rappresentano il canale di accesso al mercato sia per gli investitori che per gli intermediari non autorizzati (non-member). I member sono i diretti utilizzatori del servizio di trading offerto dalla exchange. In virtù dell autorizzazione ricevuta, essi godono di un vantaggio competitivo rispetto agli altri intermediari, che concretizzano con i ricavi da servizi ottenuti per l attività di brokeraggio loro offerta. Dato che gli intermediari svolgono un attività imprenditoriale, anch essi operano una massimizzazione del profitto

15 4. Gli stakeholder L interesse dei member entra in conflitto anche con gli interessi degli owner. L owner, in quanto azionista della exchange, si avvantaggia dei risultati positivi della società che gestisce il mercato. L owner-member ha interesse, in quanto owner, a massimizzare i proventi derivanti dalle fee richieste ai member. Contemporaneamente, in quanto member, agirà al fine di minimizzare i costi di accesso al mercato. Nell ipotesi in cui l assetto proprietario della exchange mostri una maggioranza di owner-member, gli interessi della exchange ed il relativo comportamento non coincidono più con quelli degli owner Gli stakeholder Gli intermediari non autorizzati (non-member) si rivolgono alla exchange sia come acquirenti di servizi (tramite i member) sia come fornitori di liquidità. Il rapporto tra intermediario e mercato è quindi duplice e si basa sull interesse dell intermediario di disporre di un mercato efficiente e sull interesse del mercato ad attrarre liquidità

16 4. Gli stakeholder Ad essere legati da un interesse reciproco sono anche gli investitori e gli intermediari. L investitore ha interesse a negoziare valori mobiliari a condizioni efficienti, mentre l intermediario ha interesse ad aumentare i propri volumi di negoziazione. Come in tutti i network, dove l utilità dei singoli utilizzatori aumenta all aumentare del numero complessivo degli utilizzatori e dei servizi disponibili, anche nella exchange industry l interesse degli investitori verso la borsa è positivamente correlato alla liquidità da questa garantita e al numero di strumenti su di essa negoziabili Gli stakeholder Gli interessi che spingono gli emittenti di valori mobiliari a rivolgersi ad una exchange possono essere diversi. Dal servizio di listing gli emittenti ottengono un incremento di liquidità sul singolo strumento finanziario che ne aumenta l appetibilità. Avere un titolo negoziato consente all emittente di monitorare il valore di mercato del titolo. Dato che l ammissione a quotazione avviene in seguito ad una verifica sostanziale di parametri patrimoniali, economici e finanziari, il listing è equiparabile ad una certificazione di qualità sullo stato di salute dell emittente simile a quella ottenibile da un agenzia di rating. La quotazione di uno strumento su una exchange incrementa inoltre la visibilità dell emittente sulla piazza finanziaria di riferimento. Il servizio di listing può quindi rientrare in una strategia di marketing finalizzata a diffondere la conoscenza della società in specifici mercati o a livello internazionale. Dato che, per le exchange, l incremento dei titoli negoziabili equivale ad un aumento dei servizi offerti agli investitori, esse hanno un interesse a quotare nuovi strumenti

17 4. Gli stakeholder L interesse delle società specializzate nel post trading e, in particolar modo, nel clearing e nel settlement degli strumenti finanziari è l ampliamento della propria influenza sul mercato teso a raggiungere una situazione di monopolio che garantirebbe loro l ottimizzazione del processo produttivo. Posizionandosi successivamente alla fase di trading, queste società operano trasversalmente nel mercato, gestendo l attività post-trading su diverse exchange Gli stakeholder I fornitori di tecnologia hanno come interesse principale quello di progettare, realizzare e gestire i trading engine utilizzati dalle exchange che adottano una struttura electronic based. L obiettivo tendenziale è la realizzazione di piattaforme di negoziazione che riescano ad affermarsi come standard tecnologici su diverse piazze finanziarie. Ciò che rende questi stakeholder particolarmente interessanti è la possibilità che essi decidano di assumere il controllo societario di una exchange. Se infatti l adozione di un sistema di negoziazione electronic based trasferisce sui fornitori di tecnologia la responsabilità del funzionamento complessivo della borsa, questi, entrando in possesso delle competenze necessarie per la gestione del mercato, sono incentivati ad assumerne il controllo, al fine di appropriarsi dei profitti derivanti dalla gestione degli scambi. Il controllo azionario ottenuto tramite un offerta pubblica sul capitale della società di gestione si configura per i fornitori di tecnologia come una forma di integrazione a valle del proprio processo produttivo, nonché come una diversificazione settoriale del proprio business

18 4. Gli stakeholder Gli ATS sono, a tutti gli effetti, degli stakeholder del mercato. La natura alternativa che ne suggerisce la distanza dai mercati ufficiali ne fa dei concorrenti sui servizi di trading. Gli interessi portati avanti dagli ATS sono riconducibili ad un ampliamento dei volumi negoziati che avviene a scapito dei mercati principali Il ruolo delle informazioni nell exchange industry La gestione delle informazioni e soprattutto la possibilità che le diverse strutture informatiche (sia hardware che software) siano interconnesse tra loro possono rappresentare un punto cruciale nei processi di integrazione dei mercati. La condivisione dei medesimi trading engine da parte di diverse borse o la compatibilità più o meno elevata tra trading engine e diverse piattaforme di post-trading, possono essere elementi di forte aggregazione o possono, viceversa, rappresentare ostacoli decisivi allo sviluppo di progetti di integrazione tra diversi soggetti. Se infatti la possibilità di creare meccanismi di raccordo tra soluzioni informatiche scarsamente compatibili è pur possibile, la possibilità che i costi o i tempi di esecuzione degli scambi aumentino, riducendo il grado di efficienza complessiva del servizio di negoziazione, sono elementi da tenere in alta considerazione nel valutare il grado di integrabilità dei mercati

19 6. Le direzioni dell integrazione In ogni mercato nazionale la segmentazione del mercato prevede tre comparti azionario, obbligazionario e derivato per ognuno dei quali è possibile separare tutte le fasi della catena del valore (listing, trading, clearing, settlement e custody). Si possono distinguere forme di integrazione verticale e orizzontale, su un singolo mercato o su più mercati. Ciascuna di essa presenta alcuni vantaggi. Si parla di integrazione verticale quando, all interno di un singolo mercato, si passa da una struttura in cui le singole fasi del processo produttivo sono gestite da soggetti distinti, ad una struttura che prevede la gestione congiunta di una o più fasi da parte di un singolo soggetto. L integrazione avviene orizzontalmente quando uno stesso soggetto aumenta la propria operatività su una singola fase del processo produttivo I modelli di integrazione Nell ambito dei processi di integrazione orizzontale e verticale trovano articolazione diverse soluzioni integrative che differiscono per forza forme di integrazione deboli (quotazioni multiple/multi-listing attivo e passivo; alleanze): giungono raramente a un cambiamento radicale del mercato; gli scarsi vincoli da queste contemplate, agendo soprattutto sull operatività del mercato piuttosto che sulla sua struttura, lasciano sostanzialmente invariato il numero ed i rapporti tra i diversi soggetti forme di integrazione forti (collegamenti in rete/network spaghetti model/hub and spoke; fusioni; acquisizioni ostili; concorrenza pura): provocano cambiamenti strutturali, consentendo di ridisegnare l intero assetto del mercato. In questi casi viene ridefinito il numero dei soggetti coinvolti e sono messi in discussione gli equilibri preesistenti tra i diversi stakeholder e grado di autonomia riconosciuto ai soggetti coinvolti: progetti che tutelano l identità dei soggetti coinvolti vs. progetti per i quali l integrazione passa attraverso la creazione di nuove entità che sostituiscono in tutto o in parte quelle degli aderenti 38 19

20 7. I modelli di integrazione a) Le quotazioni multiple multi-listing attivo la quotazione sulle diverse borse avviene su iniziativa dell emittente multi-listing passivo è la borsa che, nel tentativo di attrarre la liquidità di un titolo già negoziato su un altro mercato, decide autonomamente di ammetterlo alla negoziazione I modelli di integrazione a) Le quotazioni multiple La classificazione delle quotazioni multiple all interno delle forme deboli dell integrazione è dovuta alla scarsa probabilità che tutti gli emittenti decidano spontaneamente di quotarsi in tutte le piazze finanziarie. Altrettanto improbabile è che tutte le borse decidano di ampliare il numero di titoli quotati ammettendo alle negoziazioni tutti i titoli dei mercati esteri. Riguardo al multi-listing attivo, lo scetticismo verso tale soluzione trova giustificazione nel fatto che gli emittenti che optano per una seconda quotazione tendono generalmente a scegliere un solo ulteriore mercato, nella convinzione che questo garantisca loro i migliori risultati in termini di liquidità e visibilità nel panorama internazionale. Le quotazioni multiple comportano una duplicazione nei costi di listing. Le fee periodiche sono da riconoscere distintamente ad ogni exchange, così come le comunicazioni periodiche e le documentazioni richieste. Gli sforzi necessari per il mantenimento delle quotazioni multiple, aggravati dalla possibilità che gli standard e le procedure per l assolvimento degli obblighi di listing siano a loro volta diversi, rischiano così di non trovare adeguato ritorno. Il rischio di frammentare la liquidità del titolo in una pluralità di piazze (con conseguente aumento della volatilità delle quotazioni) e l obbligo di sottostare ai controlli di diverse autorità di vigilanza assottigliano ulteriormente le probabilità di successo del modello. La circostanza che il multi-listing passivo viene praticato dalle borse solo sui principali titoli, cioè quelli che offrono migliori prospettive in termini di volumi di negoziazioni, riduce 40 ulteriormente le probabilità di un unificazione del mercato tramite multi-listing. 20

21 7. I modelli di integrazione b) Le alleanze Forme di integrazione che in genere si sviluppano orizzontalmente rispetto al mercato. I soggetti coinvolti appartengono quindi alla medesima fase del processo produttivo di borsa. Esempi: armonizzazione di procedure di listing, trading o post-trading fissazione di standard comuni su aspetti regolamentari ed operativi definizione di requisiti comuni per il listing condivisione di una medesima piattaforma elettronica di negoziazione I modelli di integrazione c) I network Collegamenti in rete (network) per l integrazione dell attività di trading spaghetti model: l interazione tra i partecipanti è garantita attraverso un collegamento diretto tra i trading book delle varie borse (modello cooperativo) hub and spoke: presuppone la creazione di una nuova entità (hub) dedicata allo smistamento delle proposte di negoziazione in transito da una trading venues (spoke) all altra (modello gerarchico) 42 21

Indice. Capitolo 1 La securities industry in Italia: profili introduttivi

Indice. Capitolo 1 La securities industry in Italia: profili introduttivi Presentazione XI Capitolo 1 La securities industry in Italia: profili introduttivi 1.1. Articolazione del capitolo 1 1.2. Alcune definizioni preliminari 2 1.2.1. Premessa 2 1.2.2. Valori mobiliari, strumenti

Dettagli

L integrazione dei mercati mobiliari europei

L integrazione dei mercati mobiliari europei Università di Roma Tor Vergata Facoltà di Economia Dipartimento Sefemeq L integrazione dei mercati mobiliari europei (Gianni Nicolini*) * Ricercatore di Economia degli intermediari finanziari presso il

Dettagli

INTRODUZIONE ALLA FINANZA AZIENDALE. Docente: Prof. Massimo Mariani

INTRODUZIONE ALLA FINANZA AZIENDALE. Docente: Prof. Massimo Mariani INTRODUZIONE ALLA FINANZA AZIENDALE Docente: Prof. Massimo Mariani SOMMARIO La creazione del valore Che cos è la finanza aziendale Obiettivi degli stakeholders Massimizzazione del valore Massimizzazione

Dettagli

IL SISTEMA FINANZIARIO ED EFFICIENZA DEI MERCATI. Docente: Prof. Massimo Mariani

IL SISTEMA FINANZIARIO ED EFFICIENZA DEI MERCATI. Docente: Prof. Massimo Mariani IL SISTEMA FINANZIARIO ED EFFICIENZA DEI MERCATI Docente: Prof. Massimo Mariani 1 SOMMARIO Il sistema finanziario I mercati finanziari La comunicazione finanziaria L efficienza dei mercati finanziari Anomalie

Dettagli

Modalità operative di trasmissione degli ordini

Modalità operative di trasmissione degli ordini Modalità operative di trasmissione degli ordini 18/06/2012 INDICE 1. PREMESSA 3 1.1 Scopo 4 1.2 Riferimenti Normativi 4 1.3 Definizioni 4 2. QUALITÀ DELL ESECUZIONE 6 3. FATTORI DI ESECUZIONE 7 3.1 Eccezioni

Dettagli

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Lezione di Corporate e Investment Banking Università degli Studi di Roma Tre Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Massimo Caratelli, febbraio 2006 ma.caratelli@uniroma3.it

Dettagli

Documento di sintesi della

Documento di sintesi della Documento di sintesi della STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI Aggiornamento del settembre 2015 1 PREMESSA La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata

Dettagli

Gli impatti della MiFID sui mercati: il punto di vista di TLX. Head of Market Supervision

Gli impatti della MiFID sui mercati: il punto di vista di TLX. Head of Market Supervision Gli impatti della MiFID sui mercati: il punto di vista di TLX Milano, 18 dicembre 2006 Stefano Cuccia Head of Market Supervision 1 I normali ambiti di attività dei mercati 1.Listing (ammissione alla negoziazione

Dettagli

Governance e performance nei servizi pubblici locali

Governance e performance nei servizi pubblici locali Governance e performance nei servizi pubblici locali Anna Menozzi Lecce, 26 aprile 2007 Università degli studi del Salento Master PIT 9.4 in Analisi dei mercati e sviluppo locale Modulo M7 Economia dei

Dettagli

LE STRATEGIE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE

LE STRATEGIE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE LE STRATEGIE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE Prof. Fabio Musso Università degli Studi di Urbino Facoltà di Economia fabio.musso@uniurb.it pagina 1 Fasi del processo di sviluppo della strategia di internazionalizzazione

Dettagli

Capitolo 9. di internazionalizzazione delle PMI. Alessandro Baroncelli, Luigi Serio - Economia e gestione delle imprese

Capitolo 9. di internazionalizzazione delle PMI. Alessandro Baroncelli, Luigi Serio - Economia e gestione delle imprese Capitolo 9 Reti d impresa d e processi di internazionalizzazione delle PMI Indice Le principali teorie e modelli di internazionalizzazione Le esperienze di internazionalizzazione delle pmi italiane La

Dettagli

Economia e gestione delle imprese

Economia e gestione delle imprese Prof. Antonio Renzi Economia e gestione delle imprese Parte sesta Governo delle imprese e assetti proprietari 1 Argomenti 1. Gli assetti proprietari 2. Proprietà e organo di governo 3. La struttura dell

Dettagli

CAPITOLO 11 G. Pellicelli INTEGRAZIONE VERTICALE E INTEGRAZIONE ORIZZONTALE

CAPITOLO 11 G. Pellicelli INTEGRAZIONE VERTICALE E INTEGRAZIONE ORIZZONTALE UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI URBINO Carlo Bo FACOLTA' DI ECONOMIA CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN ECONOMIA AZIENDALE CAPITOLO 11 G. Pellicelli INTEGRAZIONE VERTICALE E INTEGRAZIONE ORIZZONTALE Alessandro

Dettagli

RACCOMANDAZIONI COMMISSIONE

RACCOMANDAZIONI COMMISSIONE 28.12.2007 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 344/65 RACCOMANDAZIONI COMMISSIONE RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE del 17 dicembre 2007 relativa ai mercati rilevanti di prodotti e servizi del settore

Dettagli

Corso di Intermediari Finanziari e Microcredito. I mercati finanziari

Corso di Intermediari Finanziari e Microcredito. I mercati finanziari Corso di Intermediari Finanziari e Microcredito I mercati finanziari Mercati creditizi e mobiliari I mercati si identificano con l insieme degli scambi di strumenti finanziari; Il collegamento tra unità

Dettagli

IL PROCESSO DI QUOTAZIONE DI BORSA: UN PERCORSO AD OSTACOLI MERCATI, ATTORI, TEMPISTICA, COMUNICAZIONE di Giovanni Pelonghini

IL PROCESSO DI QUOTAZIONE DI BORSA: UN PERCORSO AD OSTACOLI MERCATI, ATTORI, TEMPISTICA, COMUNICAZIONE di Giovanni Pelonghini IL PROCESSO DI QUOTAZIONE DI BORSA: UN PERCORSO AD OSTACOLI MERCATI, ATTORI, TEMPISTICA, COMUNICAZIONE di Giovanni Pelonghini 1 DECIDERE DI QUOTARSI LA DECISIONE DI QUOTARSI RAPPRESENTA UNA SCELTTA STRATEGICA

Dettagli

IL CASO: Hewlett-Packard

IL CASO: Hewlett-Packard IL CASO: Hewlett-Packard Proposta acquisizione Compaq con duplice finalità (Fiorina): 1) conseguimento economie di scala; 2) ingresso nel mercato dei servizi. Pareri sfavorevoli alla fusione (Hewlett e

Dettagli

La privatizzazione della Borsa e il nuovo quadro normativo

La privatizzazione della Borsa e il nuovo quadro normativo La Privatizzazione della Borsa e il nuovo Quadro normativo Il processo di riorganizzazione e sviluppo dei mercati finanziari avviato con la legge 1/1991 - relativa alla disciplina dell attività di intermediazione

Dettagli

Relatori. Dott. Paolo Pepe Analisi & Mercati Fee Only Tel 06.45.48.10.63. Dott. Enrico Ales Analisi & Mercati Fee Only Tel 06.45.48.10.

Relatori. Dott. Paolo Pepe Analisi & Mercati Fee Only Tel 06.45.48.10.63. Dott. Enrico Ales Analisi & Mercati Fee Only Tel 06.45.48.10. Relatori Dott. Paolo Pepe Analisi & Mercati Fee Only Tel 06.45.48.10.63 Dott. Enrico Ales Analisi & Mercati Fee Only Tel 06.45.48.10.63 1 Analisi & Mercati Fee Only s.r.l. è una società di consulenza finanziaria

Dettagli

DOCUMENTO INFORMATIVO SULLE POLITICHE ADOTTATE DALLA BANCA IN MATERIA DI CONFLITTI DI INTERESSE

DOCUMENTO INFORMATIVO SULLE POLITICHE ADOTTATE DALLA BANCA IN MATERIA DI CONFLITTI DI INTERESSE DOCUMENTO INFORMATIVO SULLE POLITICHE ADOTTATE DALLA BANCA IN MATERIA DI CONFLITTI DI INTERESSE In conformità alle disposizioni di cui all art. 25 del Regolamento congiunto Banca d Italia e Consob del

Dettagli

LA MORFOLOGIA DEI GRUPPI AZIENDALI

LA MORFOLOGIA DEI GRUPPI AZIENDALI LA MORFOLOGIA DEI GRUPPI AZIENDALI INDICE Le tipologie di gruppo Le strutture dei gruppi LE TIPOLOGIE DI GRUPPI I gruppi aziendali possono essere classificati in relazione a diverse variabili prese come

Dettagli

5. VERSO IL MERCATO FINANZIARIO UNICO IN EUROPA *

5. VERSO IL MERCATO FINANZIARIO UNICO IN EUROPA * 71 5. VERSO IL MERCATO FINANZIARIO UNICO IN EUROPA * Il processo di integrazione finanziaria in Europa è attualmente in pieno svolgimento. La realizzazione del mercato unico degli strumenti e dei servizi

Dettagli

ECONOMIA DEI GRUPPI DELLE IMPRESE TURISTICHE

ECONOMIA DEI GRUPPI DELLE IMPRESE TURISTICHE ECONOMIA DEI GRUPPI DELLE IMPRESE TURISTICHE Dott.ssa Francesca Picciaia Università di Perugia Facoltà di Economia LE FORME AGGREGATIVE NELLE IMPRESE TURISTICHE 2 IL CONTESTO DI RIFERIMENTO Globalizzazione

Dettagli

Risparmio gestito in Italia: trend ed evoluzione dei modelli di business

Risparmio gestito in Italia: trend ed evoluzione dei modelli di business Risparmio gestito in Italia: trend ed evoluzione dei modelli di business I risultati della survey Workshop Milano,12 giugno 2012 Il campione 30 SGR aderenti, rappresentative di circa il 75% del patrimonio

Dettagli

Obiettivi aziendali e compiti della finanza

Obiettivi aziendali e compiti della finanza Finanza Aziendale Analisi e valutazioni per le decisioni aziendali Obiettivi aziendali e compiti della finanza Capitolo 1 Indice degli argomenti 1. Creazione di valore come idea guida 2. L impresa come

Dettagli

L analisi Competitiva

L analisi Competitiva L analisi Alessandro De Nisco Università del Sannio COSA E L ANALISI COMPETITIVA? Affinchè l impresa possa svolgere con successo la propria attività, è fondamentale che essa svolga un monitoraggio costante

Dettagli

IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO. Gli effetti di una profonda trasformazione

IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO. Gli effetti di una profonda trasformazione IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO Gli effetti di una profonda trasformazione 1 LA TRASFORMAZIONE DEL SISTEMA BANCARIO TENDENZE DI FONDO DELLO SCENARIO MACROECONOMICO LA RISPOSTA DELLE BANCHE Progresso tecnologico

Dettagli

Università degli Studi di Roma Tor Vergata Facoltà di Economia Dottorato di ricerca in Banca e Finanza XVI Ciclo

Università degli Studi di Roma Tor Vergata Facoltà di Economia Dottorato di ricerca in Banca e Finanza XVI Ciclo Università degli Studi di Roma Tor Vergata Facoltà di Economia Dottorato di ricerca in Banca e Finanza XVI Ciclo Tesi di dottorato Un modello interpretativo dei processi di integrazione dei mercati mobiliari

Dettagli

Anteprima Estratta dall' Appunto di Trade e marketing e business

Anteprima Estratta dall' Appunto di Trade e marketing e business Anteprima Estratta dall' Appunto di Trade e marketing e business Università : Università degli studi di Bologna Facoltà : Economia Indice di questo documento L' Appunto Le Domande d'esame e' un sito di

Dettagli

INTRODUZIONE. i quaderni di minerva bancaria - 1/2014 5

INTRODUZIONE. i quaderni di minerva bancaria - 1/2014 5 Il mercato del risparmio gestito, che negli anni 90 era stato caratterizzato da una crescita impetuosa, nell ultimo decennio è stato interessato da distinte dinamiche locali influenzate da una molteplicità

Dettagli

DOMANDE di RIEPILOGO

DOMANDE di RIEPILOGO DOMANDE di RIEPILOGO UNITA A - ANALISI ECONOMICA DELL IMPRESA Lez2 Nuove teorie dell impresa La teoria manageriale Quali problemi fondamentali delle moderne organizzazioni delle imprese non sono stati

Dettagli

ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE

ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE Allegato C alla delibera n. 417/06/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE L analisi dell impatto regolamentare richiede di valutare: 1. l ambito di intervento, con particolare riferimento alle

Dettagli

Bisogno di investimento del risparmio

Bisogno di investimento del risparmio Bisogno di investimento del risparmio Domanda e Offerta di strumenti di investimento del risparmio Bisogno di investimento Strumenti bancari (contratti bilaterali) depositi tempo; PcT; CD Strumenti di

Dettagli

Prof. Carlo Salvatori 1. UNA VISIONE D ASSIEME 5. BANCA VERSUS MERCATO. UniversitàdegliStudidiParma

Prof. Carlo Salvatori 1. UNA VISIONE D ASSIEME 5. BANCA VERSUS MERCATO. UniversitàdegliStudidiParma UniversitàdegliStudidiParma Banca e Finanza in Europa Prof. 1 5. BANCA VERSUS MERCATO 1. Una visione d assieme 2. I mercati: le tipologie 3. I mercati creditizi: gli intermediari 4. Gli intermediari in

Dettagli

Lezione 1 Impresa e scelte strategiche

Lezione 1 Impresa e scelte strategiche Lezione 1 Impresa e scelte strategiche Economia e Organizzazione Aziendale Modulo 3 - La strategia aziendale Unità didattica 1 - Strategia: contenuti, oggetti, finalità Antonio Dallara Caratteristiche

Dettagli

Economia degli intermediari finanziari 2/ed Capitolo 9 La strategia e l organizzazione delle attività di intermediazione finanziaria Esercizio 1

Economia degli intermediari finanziari 2/ed Capitolo 9 La strategia e l organizzazione delle attività di intermediazione finanziaria Esercizio 1 Capitolo 9 La strategia e l organizzazione delle attività di intermediazione finanziaria Esercizio 1 Volendo rappresentare il settore dei servizi finanziari fate riferimento: a. ai tre tipi di intermediazione

Dettagli

ANALISI DELLA TRASPARENZA NEI MERCATI OBBLIGAZIONARI EUROPEI MATTEO CASSIANI, CFA

ANALISI DELLA TRASPARENZA NEI MERCATI OBBLIGAZIONARI EUROPEI MATTEO CASSIANI, CFA ANALISI DELLA TRASPARENZA NEI MERCATI OBBLIGAZIONARI EUROPEI MATTEO CASSIANI, CFA Rimini, 18 maggio 2012 Il Quadro Normativo: La Revisione della MiFID La Struttura del Mercato L Esperienza degli Stati

Dettagli

Corso di Analisi Strategiche. Analisi di Settore. Prof. V.Maggioni Facoltà di Economia S.U.N.

Corso di Analisi Strategiche. Analisi di Settore. Prof. V.Maggioni Facoltà di Economia S.U.N. Analisi di Settore Prof. V.Maggioni Facoltà di Economia S.U.N. Il settore è il luogo economico delle imprese che esercitano reciprocamente la concorrenza (Guido, 2000). Il confine settoriale è definito

Dettagli

Marketing & Sales: le reazioni alla crisi

Marketing & Sales: le reazioni alla crisi Marketing & Sales: le reazioni alla crisi I risultati di un indagine empirica 1 1. IL CAMPIONE ESAMINATO 2 Le imprese intervistate Numero imprese intervistate: 14 Imprese familiari. Ruolo centrale dell

Dettagli

I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione

I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione Premessa Obiettivo di questo breve documento è fornire una contributo in vista dell incontro dell 8 luglio; a tale

Dettagli

Progetto MiFID. Documento di sintesi della STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI

Progetto MiFID. Documento di sintesi della STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI Documento di sintesi della STRATEGIA DI TRASMISSIONE ED ESECUZIONE DEGLI ORDINI Aggiornamento del luglio 2013 1 PREMESSA La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata dal

Dettagli

di Antonio Ferrandina Marketing e Vendite>> Sistemi di management

di Antonio Ferrandina Marketing e Vendite>> Sistemi di management EDILIZIA di Antonio Ferrandina Marketing e Vendite>> Sistemi di management DEFINIZIONE DEL SETTORE Nel settore edilizio possono essere individuati 2 micro-settori: edilizia residenziale in conto proprio:

Dettagli

Come usare gli ETF. Valerio Baselli e Azzurra Zaglio Morningstar Editor&Analyst team. Rimini, 17 maggio 2012

Come usare gli ETF. Valerio Baselli e Azzurra Zaglio Morningstar Editor&Analyst team. Rimini, 17 maggio 2012 Come usare gli ETF Valerio Baselli e Azzurra Zaglio Morningstar Editor&Analyst team Rimini, 17 maggio 2012 Cosa sono gli Etf? Gli Etf sono una particolare categoria di fondi d investimento mobiliare quotati

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI DELLA STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI ADOTTATA DALLA BANCA

DOCUMENTO DI SINTESI DELLA STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI ADOTTATA DALLA BANCA DOCUMENTO DI SINTESI DELLA STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI ADOTTATA DALLA BANCA 1. LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata

Dettagli

Corso di Marketing Industriale

Corso di Marketing Industriale U N I V E R S I T A' D E G L I S T U D I D I B E R G A M O Corso di Marketing Industriale Prof. Ferruccio Piazzoni L analisi di competitività dei segmenti I Mktg-L06 SISTEMA DI SORVEGLIANZA DELLA CONCORRENZA

Dettagli

Attività dello Specialista

Attività dello Specialista Attività dello Specialista Massimo Turcato Responsabile Equity Capital Markets e Advisory Banca Akros Palermo, 15 novembre 2007 MISSIONE E PRINCIPI COSTITUTIVI DEL MAC Missione Principi costitutivi 1 Forte

Dettagli

Processo che consente di identificare la ripartizione ottimale di medio-lungo periodo delle risorse finanziarie tra le diverse classi di attività.

Processo che consente di identificare la ripartizione ottimale di medio-lungo periodo delle risorse finanziarie tra le diverse classi di attività. Glossario finanziario Asset Allocation Consiste nell'individuare classi di attività da inserire in portafoglio al fine di allocare in maniera ottimale le risorse finanziarie, dati l'orizzonte temporale

Dettagli

MONITORING PMI capacità di innovazione e dinamiche di sviluppo, bisogni e aspettative delle PMI del Distretto

MONITORING PMI capacità di innovazione e dinamiche di sviluppo, bisogni e aspettative delle PMI del Distretto MONITORING PMI capacità di innovazione e dinamiche di sviluppo, bisogni e aspettative delle PMI del Distretto Marco Cantamessa Emilio Paolucci Politecnico di Torino e Istituto Superiore Mario Boella Torino,

Dettagli

I possibili modelli di implementazione di un mercato mobiliare integrato a livello europeo

I possibili modelli di implementazione di un mercato mobiliare integrato a livello europeo Università degli studi di Roma Tor Vergata Dottorato di ricerca in Banca e Finanza XVI ciclo Spring paper I possibili modelli di implementazione di un mercato mobiliare integrato a livello europeo Gianni

Dettagli

ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE

ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE Allegato B alla delibera n. 380/06/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE L analisi dell impatto regolamentare richiede di valutare: a) l ambito dell intervento regolamentare proposto, con particolare

Dettagli

info Prodotto Eurizon Cedola Attiva Più Luglio 2019 A chi si rivolge

info Prodotto Eurizon Cedola Attiva Più Luglio 2019 A chi si rivolge Eurizon Cedola Attiva Più Luglio 2019 info Prodotto Eurizon Cedola Attiva Più Luglio 2019 è un Fondo comune di diritto italiano, gestito da Eurizon Capital SGR, che mira ad ottimizzare il rendimento del

Dettagli

STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI

STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI N B.4 Approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 10/12/2015 Data di efficacia: 14/12/2015 INDICE 1 PREMESSA... 3 2 BEST EXECUTION...

Dettagli

Comunicazione d impresa

Comunicazione d impresa Comunicazione d impresa Lorenza Rossini Anno 2005-2006 Programma I concetti fondamentali Le aree della comunicazione d impresa Gli strumenti e i mezzi della comunicazione Il piano di comunicazione Alcuni

Dettagli

Configurazioni del Bilancio Sociale. Oggi più di ieri e sicuramente meno di domani, il centro di produzione, ovvero il centro di

Configurazioni del Bilancio Sociale. Oggi più di ieri e sicuramente meno di domani, il centro di produzione, ovvero il centro di Configurazioni del Bilancio Sociale Oggi più di ieri e sicuramente meno di domani, il centro di produzione, ovvero il centro di interessi, deve fare i conti con un contesto ampio e complesso che esprime,

Dettagli

Area Marketing. Approfondimento

Area Marketing. Approfondimento Area Marketing Approfondimento LA COMUNICAZIONE LA COMUNICAZIONE CONOSCENZE La comunicazione è una delle politiche del marketing mix e può essere definita come il complesso di azioni poste in essere dall

Dettagli

Gestione Finanziaria delle Imprese. private equity e venture capital

Gestione Finanziaria delle Imprese. private equity e venture capital GESTIONE FINANZIARIA DELLE IMPRESE Private Equity e Venture Capital Il private equity e il venture capital Anni 80 Con venture capital si definiva l apporto di capitale azionario, da parte di operatori

Dettagli

ECONOMIA DELLE AZIENDE TURISTICHE

ECONOMIA DELLE AZIENDE TURISTICHE ECONOMIA DELLE AZIENDE TURISTICHE PROF.SSA EMANUELA DE CARLO E STEFANIA BARTOLINI A.A. 2013-2014 Libera Università di Lingue e comunicazione IULM Introduzione Il corso di economia delle aziende turistiche

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL PATRIMONIO Approvato dal Consiglio di Indirizzo nella seduta del 14 febbraio 2014 1 SOMMARIO AMBITO DI APPLICAZIONE Pag. 3 1. PRINCIPI GENERALI Pag. 3 1.1. Finalità del

Dettagli

ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI

ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI ECONOMIA DEI SISTEMI INDUSTRIALI Ing. Marco Greco m.greco@unicas.it 0776/994353 X LEZIONE 6/0/0 Esercizio 9.7 Due imprese, A e B, decidono simultaneamente l output da produrre, tenendo conto che la domanda

Dettagli

1 P a g e. Versione 1.0 del 2 aprile 2010

1 P a g e. Versione 1.0 del 2 aprile 2010 Linee Guida per l applicazione agli strumenti finanziari negoziati su EuroTLX delle misure Consob di Livello 3 in tema di prodotti finanziari illiquidi Versione 1.0 del 2 aprile 2010 1 P a g e Premessa

Dettagli

Marketing- Unità Didattica 4 L analisi delle forze conìcorrenziali

Marketing- Unità Didattica 4 L analisi delle forze conìcorrenziali ANALISI DELLE FORZE CONCORRENZIALI Un impresa detiene un vantaggio competitivo sui concorrenti quando ha una redditività più elevata (o, a seconda dei casi, quando può conseguire una maggiore quota di

Dettagli

STRATEGIE DI CRESCITA DELLE PUBLIC UTILITIES. Francesca Lecci

STRATEGIE DI CRESCITA DELLE PUBLIC UTILITIES. Francesca Lecci STRATEGIE DI CRESCITA DELLE PUBLIC UTILITIES Francesca Lecci Agenda Le dimensioni del comparto delle public utilities: fabbisogno di crescita Le strategie di crescita Le alleanze strategiche Definizione

Dettagli

POLICY STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI

POLICY STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI Data documento 19/11/2012 Pagina 1/13 POLICY STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI DELLA BANCA D ALBA CREDITO COOPERATIVO SC Redatto da In collaborazione con Servizio Compliance e Antiriciclaggio

Dettagli

I.2 L analisi economico-finanziaria: redditività conseguita, redditività attesa e creazione di valore economico

I.2 L analisi economico-finanziaria: redditività conseguita, redditività attesa e creazione di valore economico Introduzione I.1 Premessa Analizzare la situazione economico-finanziaria di un impresa significa poter affrontare alcune questioni critiche della gestione dell azienda e cioè essere in grado di poter rispondere

Dettagli

1. Orientamento al prodotto 2. Orientamento alle vendite 3. Orientamento al mercato 4. Orientamento al marketing

1. Orientamento al prodotto 2. Orientamento alle vendite 3. Orientamento al mercato 4. Orientamento al marketing L ATTIVITA COMMERCIALE DELL AZIENDA: MARKETING Attività e processi mediante i quali l azienda è presente sul mercato reale su cui colloca i propri prodotti. Solitamente il marketing segue un preciso percorso,

Dettagli

Strategie e percorsi alternativi di sviluppo aziendale

Strategie e percorsi alternativi di sviluppo aziendale Lezione 7 Strategie e percorsi alternativi di sviluppo aziendale prof. ssa Clara Bassano Corso di Economia e Gestione delle Imprese A.A. 2005-2006 I percorsi di sviluppo: la formulazione delle strategie

Dettagli

IL SERVIZIO DI CONSULENZA FINANZIARIA. Avv. Luca Zitiello, 22 settembre 2011

IL SERVIZIO DI CONSULENZA FINANZIARIA. Avv. Luca Zitiello, 22 settembre 2011 IL SERVIZIO DI CONSULENZA FINANZIARIA Avv. Luca Zitiello, 22 settembre 2011 1 Inquadramento normativo - la Mifid La Mifid ha introdotto nuove ed importanti modifiche alla disciplina del servizio di consulenza

Dettagli

Verso una reale promozione della Borsa del Gas in Italia: possibili interventi, proposte degli operatori ed esperienze estere

Verso una reale promozione della Borsa del Gas in Italia: possibili interventi, proposte degli operatori ed esperienze estere Verso una reale promozione della Borsa del Gas in Italia: possibili interventi, proposte degli operatori ed esperienze estere Il modello IGEX (Italian Gas Exchange) Un progetto di: Realizzato con il supporto

Dettagli

4. I RICAVI DA SERVIZI DELLE BANCHE ITALIANE

4. I RICAVI DA SERVIZI DELLE BANCHE ITALIANE 48 4. I RICAVI DA SERVIZI DELLE BANCHE ITALIANE Il basso livello dei tassi d interesse che caratterizza ormai da parecchi anni i mercati finanziari in Italia e nel mondo sembra avere determinato una riduzione

Dettagli

Organizzazione: teoria, progettazione e cambiamento

Organizzazione: teoria, progettazione e cambiamento Organizzazione: teoria, progettazione e cambiamento Edizione italiana a cura di G. Soda Capitolo 6 La progettazione della struttura organizzativa: specializzazione e coordinamento Jones, Organizzazione

Dettagli

PROGETTO CONTROLLO GESTIONE. Per la P.M.I. Per l Artigianato

PROGETTO CONTROLLO GESTIONE. Per la P.M.I. Per l Artigianato PROGETTO CONTROLLO GESTIONE Per la P.M.I. Per l Artigianato Valutare costantemente l'andamento economico della attività dell'azienda per stabilire se la sua struttura dei costi è adeguata per confrontarsi

Dettagli

Indice Banca IMI IMINext Reflex

Indice Banca IMI IMINext Reflex Indice Banca IMI Specialisti per la finanza... pag. 4 IMINext Una linea di prodotti di finanza personale... pag. 5 Reflex Un paniere ufficiale... pag. 6 I mercati a portata di mano... pag. 7 Una replica

Dettagli

STRATEGIA DI ESECUZIONE DI MPS CAPITAL SERVICES BANCA PER LE IMPRESE S.P.A. INFORMATIVA SULLA STRATEGIA DI ESECUZIONE ORDINI

STRATEGIA DI ESECUZIONE DI MPS CAPITAL SERVICES BANCA PER LE IMPRESE S.P.A. INFORMATIVA SULLA STRATEGIA DI ESECUZIONE ORDINI INFORMATIVA SULLA STRATEGIA DI ESECUZIONE ORDINI 1. Definizioni Strategia di Esecuzione o anche semplicemente Strategia : le misure, i meccanismi e le procedure adottate da MPS Capital Services - Banca

Dettagli

L ORGANIZZAZIONE DELLA BANCA: MODELLI E STRUTTURE ORGANIZZATIVE

L ORGANIZZAZIONE DELLA BANCA: MODELLI E STRUTTURE ORGANIZZATIVE L ORGANIZZAZIONE DELLA BANCA: MODELLI E STRUTTURE ORGANIZZATIVE 1 MODELLI ISTITUZIONALI-ORGANIZZATIVI: SI FA RIFERIMENTO A MODELLI DI INTERMEDIAZIONE BANCA UNIVERSALE GRUPPO POLIFUNZIONALE BANCA SPECIALIZZATA

Dettagli

I riflessi sugli assetti gestionali e organizzativi

I riflessi sugli assetti gestionali e organizzativi I riflessi sugli assetti gestionali e organizzativi III 1 La sostenibilità del piano strategico e i riflessi sul finanziamento dell Istituto Come sottolineato nella Premessa, la capacità della Consob di

Dettagli

Realizzare la valutazione inclusiva

Realizzare la valutazione inclusiva LA VALUTAZIONE NELLE CLASSI COMUNI IT Realizzare la valutazione inclusiva La fase conclusiva del progetto La valutazione nelle classi comuni dell Agenzia ha visto un dibattito e una spiegazione del concetto

Dettagli

Il mercato primario Le offerte di azioni

Il mercato primario Le offerte di azioni Il mercato primario Le offerte di azioni Tecnicamente le offerte di azioni sono di due tipi: OFFERTE PUBBLICHE DI SOTTOSCRIZIONE (OPS), quando oggetto di offerta sono azioni di nuova emissione provenienti

Dettagli

Il rapporto fra finanziamento e qualità delle prestazioni nelle ASL e nelle aziende ospedaliere. A cura di Michele Borgia

Il rapporto fra finanziamento e qualità delle prestazioni nelle ASL e nelle aziende ospedaliere. A cura di Michele Borgia Il rapporto fra finanziamento e qualità delle prestazioni nelle ASL e nelle aziende ospedaliere A cura di Michele Borgia Struttura dell intervento I. Caratteristiche originarie e carenze : II. Istituzioni

Dettagli

La strategia finanziaria

La strategia finanziaria La strategia finanziaria Strategie di posizionamento (rivolte all esterno) AZIENDA strategia sociale CONTESTO SOCIALE posizionamento sociale Analisi degli input strategici esterni MERCATI FINANZIARI finanziatori

Dettagli

1.2 Il concetto di settore nella teoria economica: criteri economici e regole empiriche di definizione dei confini settoriali

1.2 Il concetto di settore nella teoria economica: criteri economici e regole empiriche di definizione dei confini settoriali 1.2 Il concetto di settore nella teoria economica: criteri economici e regole empiriche di definizione dei confini settoriali OBIETTIVI SPECIFICI COMPRENDERE L INCERTEZZA INTRINSECA NELLA DEFINIZIONE DEI

Dettagli

Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini

Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini Introduzione Lo scopo di questo documento è fornire informazioni sulla strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini di Mediobanca - Banca di Credito

Dettagli

MANTENERE LE RELAZIONI CON I CLIENTI FINALI

MANTENERE LE RELAZIONI CON I CLIENTI FINALI MANTENERE LE RELAZIONI CON I CLIENTI FINALI Il mantenimento delle relazioni con i clienti finali e il processo mediante il quale il fornitore soddisfa nel tempo le esigenze del cliente definite di comune

Dettagli

Strategia di Trasmissione degli Ordini Versione n. 02

Strategia di Trasmissione degli Ordini Versione n. 02 Strategia di Trasmissione degli Ordini Versione n. 02 Approvata con delibera CdA del 04/09/ 09 Fornite ai sensi dell art. 48 c. 3 del Regolamento Intermediari Delibera Consob 16190/2007. LA NORMATIVA MIFID

Dettagli

Indice. 1. Il marketing -----------------------------------------------------------------------------------------------3

Indice. 1. Il marketing -----------------------------------------------------------------------------------------------3 LEZIONE GESTIONE STRATEGICA DEGLI ACQUISTI DOTT.SSA ROSAMARIA D AMORE Indice 1. Il marketing -----------------------------------------------------------------------------------------------3 1.1. Prima

Dettagli

COGENIAapprofondimenti. Il progetto di quotazione in borsa. Pagina 1 di 7

COGENIAapprofondimenti. Il progetto di quotazione in borsa. Pagina 1 di 7 Il progetto di quotazione in borsa Pagina 1 di 7 PREMESSA Il documento che segue è stato realizzato avendo quali destinatari privilegiati la Direzione Generale o il responsabile Amministrazione e Finanza.

Dettagli

Principi per la vigilanza sugli stabilimenti esteri delle banche

Principi per la vigilanza sugli stabilimenti esteri delle banche Principi per la vigilanza sugli stabilimenti esteri delle banche (Maggio 1983) I. Introduzione Il presente documento 1 delinea alcuni principi ai quali il Comitato ritiene dovrebbe essere informata la

Dettagli

21 gennaio 2013. I commenti pervenuti saranno elaborati e resi noti in forma aggregata e anonima.

21 gennaio 2013. I commenti pervenuti saranno elaborati e resi noti in forma aggregata e anonima. RACCOLTA DI CAPITALI DI RISCHIO TRAMITE PORTALI ON-LINE: QUESTIONARIO PER L INDAGINE CONOSCITIVA 21 gennaio 2013 Le risposte al questionario dovranno pervenire entro il giorno 8 febbraio 2013: on line

Dettagli

DANTON INVESTMENT SA. Equilibrium. Il futuro non si prevede SI COSTRUISCE

DANTON INVESTMENT SA. Equilibrium. Il futuro non si prevede SI COSTRUISCE Equilibrium Il futuro non si prevede SI COSTRUISCE 2 Gestioni Patrimoniali Computerizzate Grazie ai notevoli investimenti realizzati negli anni, la DANTON INVESTMENT SA può oggi vantare di possedere uno

Dettagli

«Confidi 2.0»: il nuovo corso dei Confidi

«Confidi 2.0»: il nuovo corso dei Confidi «Confidi 2.0»: il nuovo corso dei Confidi #1] Premessa, scenario #2] Missione: «Confidi 2.0» #3] Sintesi delle nuove attività Milano, Lunedi 5 ottobre 2015 Leonardo Marseglia - Fidicomet Milano 1 Premessa

Dettagli

Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio

Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio Allegato 1 REVISIONE DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE DEL COMPARTO Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio SINTESI DEI COMPORTAMENTI ORGANIZZATIVI

Dettagli

MiFID. La direttiva che rivoluziona i mercati finanziari europei. Tutti pronti?

MiFID. La direttiva che rivoluziona i mercati finanziari europei. Tutti pronti? MiFID La direttiva che rivoluziona i mercati finanziari europei. Tutti pronti? MiFID: la direttiva Negli ultimi anni il panorama finanziario europeo ha vissuto un importante riorganizzazione strutturale

Dettagli

Mediolanum Vita S.p.A. Estratto della POLITICA DI GESTIONE DEI CONFLITTI DI INTERESSE

Mediolanum Vita S.p.A. Estratto della POLITICA DI GESTIONE DEI CONFLITTI DI INTERESSE Mediolanum Vita S.p.A. Estratto della POLITICA DI GESTIONE DEI CONFLITTI DI INTERESSE Consiglio di Amministrazione del 18 marzo 2013 PREMESSA Mediolanum Vita S.p.A. (di seguito anche "l impresa o la compagnia

Dettagli

ESTRATTO DELLA POLITICA PER LA GESTIONE DELLE SITUAZIONI DI CONFLITTO DI INTERESSE GENERALI Investments Europe S.p.A. SGR

ESTRATTO DELLA POLITICA PER LA GESTIONE DELLE SITUAZIONI DI CONFLITTO DI INTERESSE GENERALI Investments Europe S.p.A. SGR ESTRATTO DELLA POLITICA PER LA GESTIONE DELLE SITUAZIONI DI CONFLITTO DI INTERESSE GENERALI Investments Europe S.p.A. SGR Politica per la gestione dei conflitti d interesse di GENERALI INVESTMENTS EUROPE

Dettagli

Comunicazione FINMA 52 (2013) 18. November 2013. Einsteinstrasse 2, 3003 Berna Tel. +41 (0)31 327 91 00, fax +41 (0)31 327 91 01 www.finma.

Comunicazione FINMA 52 (2013) 18. November 2013. Einsteinstrasse 2, 3003 Berna Tel. +41 (0)31 327 91 00, fax +41 (0)31 327 91 01 www.finma. Comunicazione FINMA 52 (2013) 18. November 2013 Negoziazione su titoli propri con lo scopo di approntare un adeguato livello di liquidità degli stessi, alla luce delle nuove disposizioni in materia di

Dettagli

Capitolo 1 Il sistema finanziario e il sistema reale 3. Capitolo 2 I saldi finanziari settoriali e l intermediazione finanziaria 29

Capitolo 1 Il sistema finanziario e il sistema reale 3. Capitolo 2 I saldi finanziari settoriali e l intermediazione finanziaria 29 00.romaneNadotti:Layout 1 25-09-2009 15:15 Pagina vi Gli Autori Prefazione Ringraziamenti dell Editore In questo volume... Il sito xiii xiv xvi xvii xxiii PARTE I Concetti fondamentali Capitolo 1 Il sistema

Dettagli

ALLEGATO B ALLA DELIBERA N. 606/07/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE

ALLEGATO B ALLA DELIBERA N. 606/07/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE Allegato B alla Delibera n. 606/07/CONS ALLEGATO B ALLA DELIBERA N. 606/07/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE Allegato B alla Delibera n 606/07/CONS 1 ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE

Dettagli

Dicembre 2013. Ampliamento delle fonti di finanziamento per le PMI e Minibond nel Piano Destinazione Italia

Dicembre 2013. Ampliamento delle fonti di finanziamento per le PMI e Minibond nel Piano Destinazione Italia Dicembre 2013 Ampliamento delle fonti di finanziamento per le PMI e Minibond nel Piano Destinazione Italia Cristiano Tommasi, Annalisa Dentoni-Litta e Francesco Bonichi, Allen & Overy Nell ambito del documento

Dettagli

L euro e l integrazione dei mercati bancari e finanziari

L euro e l integrazione dei mercati bancari e finanziari EURO 6 L euro e l integrazione dei mercati bancari e finanziari Giovanni Berneschi Dopo anni di attesa e di preparazione, a partire dal 1 gennaio 2002 l Euro ha preso il posto di dodici monete nazionali

Dettagli

Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta. Quadri sulla gestione

Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta. Quadri sulla gestione 6 Il catalogo MANAGEMENT Si rivolge a: Imprenditori con responsabilità diretta Quadri sulla gestione Impiegati con responsabilità direttive Dirigenti di imprese private e organizzazioni pubbliche, interessati

Dettagli

IL RISK MANAGEMENT NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE ITALIANE

IL RISK MANAGEMENT NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE ITALIANE IL RISK MANAGEMENT NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE ITALIANE Sintesi dei risultati della seconda edizione dell Osservatorio Realizzato da: In collaborazione con: RISKGOVERNANCE 1 INDICE DEI CONTENUTI Copyright

Dettagli