Censimento industria e servizi

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1 Censimento industria e servizi Pagine tratte dal sito aggiornato al 24 marzo 2014

2 Censimento Industria e Servizi Il Censimento generale dell industria e dei servizi 2011 si è articolato in tre diverse rilevazioni che hanno riguardato un campione di 260mila imprese, oltre 470mila istituzioni no profit e 13mila istituzioni pubbliche. A differenza dei censimenti svolti fino ad oggi, la rilevazione delle imprese non ha coinvolto direttamente tutte le aziende circa 4,5 milioni ma un campione pari a circa 260mila unità (tutte quelle con 20 e più addetti e circa 190mila unità produttive di piccole e piccolissime dimensioni). Le informazioni strutturali delle imprese sono state ricavate dai registri statistici e dalle fonti amministrative, mentre la rilevazione dei dati tramite il questionario offre la possibilità di approfondimenti sulla competitività e la capacità innovativa delle imprese. Oltre 470mila istituzioni no profit sono state inserite in una lista pre-censuaria predisposta dall Istat mediante l integrazione di fonti amministrative e statistiche. La rilevazione ha colto diversi aspetti del settore no profit, in particolare le strutture organizzative, le attività svolte e i servizi resi, le reti di relazioni instaurate, le risorse umane ed economiche impiegate, la tipologia di utenza, gli strumenti di comunicazione e le modalità di raccolta fondi. Dalle circa 13mila istituzioni pubbliche che sono state coinvolte nella rilevazione, inserite dall Istat in una lista pre-censuaria predisposta sulla base di archivi amministrativi e fonti statistiche specifiche dei settori di pertinenza, sono state acquisite non solo informazioni tradizionali sul settore pubblico, ma anche dati relativi a nuove tematiche quali l amministrazione sostenibile, l ICT e le caratteristiche e modalità di erogazione dei servizi sul territorio.

3 Addetti Passando all'esame dei risultati, il Censimento ha rilevato in Italia imprese, istituzioni pubbliche e istituzioni no profit che insieme occupano nel complesso 19,946 milioni di addetti. Rispetto al Censimento del 2001 si registra un aumento delle imprese (+8,4%) e in misura ancora più significativa delle istituzioni no profit (+28%), mentre le istituzioni pubbliche sono in diminuzione (-21,8%). In termini di addetti la variazione è pari al +4,5% nelle imprese, +39,3% nelle istituzioni no profit e -11,5% nelle istituzioni pubbliche. Nelle grandi città, gli addetti delle unità locali di imprese, istituzioni pubbliche e no profit evidenziano un aumento rispetto al censimento 2001 solo in cinque realtà. Roma, dove nel complesso si rilevano 1,2 milioni di posti di lavoro pari al 46,2% degli abitanti, è la città dove nel complesso cresce di più l'offerta di lavoro rispetto al censimento precedente (+10,2%). Milano, con quasi 883mila posti di lavoro e una percentuale molto più alta rispetto alla popolazione residente (71,1%), realizza un aumento decennale del 9,2%. Poi, su dimensioni molto distanti, Palermo con oltre 188mila addetti (28,7% degli abitanti) registra un aumento pari all'8,1%. Genova (257mila addetti, 43,9 addetti ogni 100 abitanti, +6,3%) e Padova (121mila, 59 addetti ogni 100 residenti, +4,7%) sono le sole altre grandi città a realizzare un aumento nell'offerta di lavoro. Per tutti gli altri grandi comuni si verifica una diminuzione nel numero assoluto degli addetti: Bologna in particolare (più di 195mila addetti), è una delle città che manifesta la flessione maggiore (-5,0%), pur mantenendo nel rapporto con la popolazione residente un valore superiore a quello di molte altre città (52,7%). Consulta i risultati nazionali del Censimento sul sito Istat

4 Imprese A livello nazionale, al 31 dicembre 2011, le imprese attive sono risultate , con un aumento dell'8,4 per cento rispetto al Per quanto riguarda l'occupazione, la rilevazione censuaria sulle imprese ha registrato 11,3 milioni di lavoratori dipendenti, 5,1 milioni di indipendenti, quasi 422 mila esterni e oltre 123 mila temporanei. L incremento occupazionale rispetto al 2001 (+4,5 per cento) è inferiore a quello verificato per le imprese. Imprese attive nel 2011 e variazioni percentuali rispetto al 2001 Le città con il maggior numero di sedi centrali di impresa sono naturalmente Roma (più di 244mila imprese) e Milano (più di 174mila). Le due metropoli sono anche le città con il maggior incremento percentuale di imprese rispetto al censimento 2001 (+18,8% e +11,5% rispettivamente). Trieste, dove sono state rilevate più di 13mila imprese attive nel 2011, è l'unica città a registrarne una diminuzione rispetto al censimento precedente. Le imprese che hanno sede centrale a Bologna sono , con un incremento rispetto al 2001 pari al +2,3%. Le unità locali si prestano però maggiormente ai confronti territoriali: sono oltre quelle che hanno sede a Roma e più di 185mila a Milano. La crescita per la capitale è stata considerevole: +18,9%. A Milano la variazione rispetto al 2001 è pari a +11,8%. Tutte le altre città sono su livelli molto inferiori. Il minor numero di unità locali è a Taranto (più di 11mila), mentre Trieste registra la più accentuata diminuzione percentuale, pari al - 3,5%.

5 A Bologna sono state rilevate unità locali di imprese (+2,1% rispetto al Censimento 2001). Le unità locali di impresa di Roma danno lavoro a quasi un milione di addetti: 36 persone ogni 100 abitanti. Roma è anche la città dove l'occupazione che fa capo alle imprese ha registrato in dieci anni l'aumento maggiore. Più di 773mila addetti è l'occupazione generata a Milano dalle imprese, in crescita rispetto al 2001 del 12,4%. A Milano vi sono 62,3 posti di lavoro nelle unità locali di impresa ogni 100 abitanti (il valore massimo). Le altre città presentano una dimensione occupazionale di gran lunga inferiore; rispetto al 2001 gli andamenti del numero di addetti alle unità locali di impresa risulta assai differenziato tra le città: si va da Palermo dove l'incremento è pari al +13,7% a Bologna che si distingue per il calo più consistente dell'occupazione nelle imprese (-7,6%). A Bologna tuttavia, nonostante questa diminuzione, le unità locali delle imprese danno lavoro a 40 persone su 100 abitanti.

6 Istituzioni no profit A livello nazionale, al 31 dicembre 2011, le istituzioni no profit attive sono risultate , in notevole aumento rispetto al 2001 (+28%). Una crescita ancora più sostenuta si è verificata per gli addetti che nel 2011 sono risultati 681mila, con un aumento sul 2001 pari al +39,3%. Istituzioni no profit attive nel 2011 e variazioni percentuali rispetto al 2001 Roma è la città con il più alto numero di istituzioni no profit con sede principale sul suo territorio; Taranto all'opposto è la città con il numero inferiore. A Bologna sono state le istituzioni no profit censite. Il numero di istituzioni no profit è cresciuto in tutte le città: solo a Napoli il loro numero risulta praticamente costante rispetto al 2001; al contrario, Messina è la città con l'aumento più sostenuto (+63,4%). A Bologna l'incremento è stato pari al 19,5%. Anche per le unità locali le considerazioni sono pressappoco le stesse: si conferma il notevole sviluppo a Messina e la stagnazione a Napoli.

7 La città con il più alto numero di addetti alle unità locali no profit è Roma, seguita da Milano. Non per tutte le città comunque lo sviluppo del no profit ha implicato anche un aumento dell'offerta di lavoro nel settore. Eccezione vistosa è Napoli dove gli addetti al settore no profit sono calati del 20,9%; ma anche a Taranto, Venezia, Catania e Bari l'occupazione in questo settore evidenzia una diminuzione. Al contrario a Messina si è registrato un aumento occupazionale relativo pari al 68,9%, a Padova del 63,5% e a Bologna del 56,6%. Rispetto alla popolazione residente, Napoli risulta avere 0,6 addetti nel campo del no profit ogni 100 abitanti, Taranto 0,8. Per contro, a Padova il settore occupa 3,4 addetti ogni 100 residenti, 2,8 a Milano e 2,7 a Bologna.

8 Istituzioni pubbliche A livello nazionale, al 31 dicembre 2011, le istituzioni pubbliche sono risultate , in forte calo rispetto al 2001 (-21,8%). Per quanto riguarda l'occupazione, nelle istituzioni pubbliche sono risultati impiegati 2,84 milioni di addetti (con una diminuzione pari al -11,5% rispetto al 2001). Istituzioni pubbliche rilevate nel 2011 e variazioni percentuali rispetto al 2001 Come ovvio, la capitale si distingue dalle altre grandi città perché sede centrale di molte istituzioni, mentre gli altri grandi comuni risultano concentrati in un range relativamente ridotto. E' interessante però evidenziare come rispetto al 2001 il numero delle istituzioni pubbliche risulti in diminuzione in tutte le città, da un minimo pari al -8% di Bari ad un massimo del -48% per Milano. Il calo per Bologna è pari al -33,9%. Riguardo alle unità locali, invece, in alcune realtà locali si verifica un aumento: il massimo è a Firenze dove si verifica un incremento delle unità locali di istituzioni pubbliche pari al 16%. Per Palermo e Roma l'aumento è pari al 9%. Al capo opposto troviamo Bologna, che risulta la città dove più si è ridotto percentualmente tra i due censimenti il numero delle unità locali (-23,4%).

9 Anche l'occupazione pubblica risulta in calo ovunque. La città che registra il calo più contenuto di dipendenti pubblici è Palermo (-4,1%); ma anche per Padova, Torino e Venezia la diminuzione risulta relativamente modesta (entro il 5%). Al contrario, le realtà locali dove più si è contratta percentualmente l'occupazione pubblica (tra il 20 e il 22% in meno) sono Taranto, Napoli, Catania, Messina e Genova. Bologna fa parte delle città che hanno registrato una contrazione modesta (-4,8%). Rispetto alla popolazione residente, il rapporto è tra i 6 dipendenti pubblici su 100 abitanti di Milano e Genova e gli 11 di Padova. A Bologna lavorano 10,2 addetti alle unità locali di istituzioni pubbliche ogni 100 residenti.

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