Nozioni di psicologia applicata ai giovani atleti. Dott.ssa Claudia Fiorini, psicologa

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1 Nozioni di psicologia applicata ai giovani atleti

2 Un po di teoria: cos è la motivazione L allenatore quale costruttore di un ambiente motivante Motivare la squadra e l atleta

3 PER QUALE MOTIVO, QUESTA SERA, SIAMO QUI AD ASCOLTARE? CON QUALI ASPETTATIVE E MOTIVAZIONE?

4 E CIO CHE DETERMINA IL NOSTRO COMPORTAMENTO IN TERMINI DI DIREZIONE, INTENSITA E PERSISTENZA IN ALTRE PAROLE DETERMINA IL COMPORTAMENTO AGONISTICO DEI NOSTRI RAGAZZI

5 E un processo alla base di ogni forma di APPRENDIMENTO ogni PERFORMANCE SPORTIVA a qualsiasi livello ogni RISULTATO sportivo

6 Gioco a pallavolo per Divertimento Per stare insieme agli altri Per vincere, per affermarmi, per migliorare, per essere stimati dagli altri motivato al successo Per mantenermi in forma fisica o in salute.

7 1. PERCEZIONE SOGGETTIVA DI COMPETENZA 2. CONCEZIONE PERSONALE DI SUCCESSO (O DI FALLIMENTO). MOTIVAZIONE Investimento nell attività, impegno, persistenza, pensieri ed emozioni associati al compito.

8 Si confronta con se stesso rispetto ai miglioramenti personali e l acquisizione di nuove abilità Si impegna con costanza Tende a preferire competizioni più facili E l orientamento naturale dei bambini La percezione di competenza è auto-referenziata

9 MAGGIOR IMPEGNO MINOR ATTENZIONE AL RISULTATO RICERCA DI STRATEGIE PER MIGLIORARE ABILITA FISICA CHE SI COSTRUISCE E SI MODELLA SI AUTOGRA- TIFICA

10 Si confronta con gli altri rispetto ai risultati che ottiene Vittoria e sconfitta sono gli unici parametri Persevera nell attività fino a quando non è sicuro di vincere La percezione di competenza è eteroreferenziata

11 MINOR IMPEGNO ECCESSIVA ATTENZIONE AL RISULTATO ANSIA ELEVATA ABILITA FISICA CHE NON SI MODIFICA (TALENTO) MAGGIORI DUBBI SULLE CAPACITA

12 Attraverso domande Osservando i comportamenti Osservando la loro attivazione emotiva.

13 In un tempo lontano viveva in Cina un potente imperatore il cui figlio, principe ereditario, cresceva negli agi e nella dissolutezza al punto tale che un giorno l imperatore decise che gli occorreva un valido precettore. Fu chiamato a corte un sapiente mandarino a cui l imperatore disse: tu farai in modo che, seguendo i tuoi insegnamenti, il principe divenga saggio e giusto. Se non saprai fare ciò pagherai con la testa. Sconvolto il mandarino andò dal suo vecchio maestro con il quale si lamentò a lungo: il principe è un pigro, uno svogliato, timoroso dei cambiamenti e incline a seguire ogni giorno un sentimento e una moda diversi. Chi più sventurato di me, maestro! Cosa posso fare?. Il vecchio maestro rimase in silenzio a fissare il fuoco presso cui sedevano ed infine disse: sono contento che ti sia toccato in sorte un tale incarico poiché per assolverlo dovrai lavorare a lungo anzitutto per cambiare te stesso.

14 COMPITO EDUCARE RISCHIO DI MORIRE-ANSIA ASPETTATIVE SUL PRINCIPE: NESSUNA MANDARINO CENTRATO SU DI SE NON SUL COMPITO E SULL ALTRO Morale: solo se il principe si sentirà amato, compreso, sostenuto e valorizzato forse sarà motivato a cambiare. Quindi il primo a dover cambiare è il mandarino che deve riuscire a vedere con occhi nuovi il principe.

15 ORIENTATO AL RISULTATO Attenzione a: risultato, errore e prestazione scadente. Più cura di atleti più bravi? Stimolo molto la competizione all interno del gruppo? Feedback principale: vinco o perdo INSEGNO A VALUTARE LA PRESTAZIONE SUL RISULTATO E NON MOTIVO IL RAGAZZO A MIGLIORARE ORIENTATO ALLA COMPETENZA Attenzione a: sviluppo delle competenze, al riconoscimento dell impegno, valorizzo il contributo di tutti, pongo enfasi sulla collaborazione coi compagni? Feedback: il miglioramento INSEGNO AI RAGAZZI COME AUTOVALUTARSI E MIGLIORARE, AL DI LA DEL RISULTATO.

16 I comportamenti più motivati sono quelli che sottendono un organismo verso stimoli piacevoli e compensativi Altrimenti scattano meccanismi di astensione o evitamento in situazioni sgradevoli o antipatiche

17 Se il comportamento è finalizzato al raggiungimento del piacere (essere capace e vincere) La motivazione è associata ad un rinforzo affettivo positivo. Questo è costruito sui ricordi o esperienze passate.

18 Si possono costruire fasi intermedie di associazione motivazione-forte attivazione emotiva positiva: ALLENAMENTO

19 SUPERO L OSTACOLO AUTO RINFORZO: SONO FORTE, CONSAPEVOLE DEI MEZZI INDIVIDUALI MI IMPEGNO SEMPRE DI PIU

20 SONO ATLETI CHE SI AUTORICOMPENSANO OGNI VOLTA CHE: SUPERANO UN OSTACOLO IMPARANO QUALCOSA DI NUOVO SUPERANO L AVVERSARIO OTTENGONO UNA VITTORIA SONO EFFICACI IN ALLENAMENTO

21 SUPERO L OSTACOLO Rinforzo esterno: ho vinto il trofeo, ho vinto dei soldi, ora il mio allenatore mi dice che sono bravo, ho vinto il giorno di riposo, il pubblico mi ha applaudito Mi impegno di più ma per un tempo limitato, il rinforzo è un valore aggiunto e una volta soddisfatta la necessità non ne sento più il bisogno.

22 Per valutare la mia. performance o per essere motivato ho sempre bisogno di rinforzi positivi o punizioni

23 DA MOTIVAZIONI ESTRINSECHE A MOTIVAZIONI INTRINSECHE

24 1. Di che tipo era? 2. Ha influito sulla vostra attenzione? 3. Sulla vostra disponibilità a migliorarvi come allenatori?

25 se vinciamo lunedì non facciamo allenamento, oppure se perdiamo doppia seduta di allenamento. MODELLO EDUCATIVO CENTRATO SUL PREMIO-PUNIZIONE. Se per voi conta questa squadra fate questo per me, Non mi dovete deludere. MODELLO EDUCATIVO CENTRATO SULLA SOTTOMISSIONE

26 Ti sei impegnato tanto per arrivare ad affrontare questa partita, abbi fiducia, comunque vada sono fiero di te oppure Hai fatto un buon lavoro ora non importa il risultato MODELLO CENTRATO SULL ATLETA.

27 Definire obiettivi Variare la tipologia di allenamento Far ruotare i ruoli all interno della squadra Dare riposo Affidare ai ragazzi più responsabilità Cambiare il luogo di allenamento.

28 NE TROPPO FACILI NE TROPPO DIFFICILI: è quell obiettivo in cui il successo è assai prevedibile ma l insuccesso ancora possibile oppure è quell obiettivo dove è ammissibile l insuccesso ma non è esclusa la possibilità di farcela. ATTENZIONE: NON SI PROVA SODDISFAZIONE QUANDO SI VINCE FACILMENTE CONTRO L ULTIMA IN CLASSIFICA. MA NON SI PROVA NEMMENO SENSO DI FALLIMENTO, TRISTEZZA O RABBIA SE NON RIESCO A RISPONDERE IN ARABO, VISTO CHE E UNA MATERIA CHE NON HO MAI STUDIATO.

29 CONTROLLO INTERNO CONTROLLO ESTERNO SI SENTONO RESPONSABILI E CAPACI DI GESTIRE LA SITUAZIONE E UN SOGGETTO PIU DETERMINATO, VISIBILMENTE PIU DETERMINATO LA RESPONSABILITA E ALL ESTERNO PREVALE IN LORO IL TIMORE DELL INSUCCESSO NON SONO IN GRADO DI PORSI OBIETTIVI REALISTICI

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