Progettazione Costruzioni ed Impianti IMPIANTI TECNOLOGICI CAP. II IMPIANTO IDRICO : IMPIANTO DI DISTRIBUZIONE INTERNA E FOGNATURA

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1 Progettazione Costruzioni ed Impianti IMPIANTI TECNOLOGICI CAP. II IMPIANTO IDRICO : IMPIANTO DI DISTRIBUZIONE INTERNA E FOGNATURA

2 Rete di distribuzione interna - Schemi Colonne verticali di grossa sezione e lunghe diramazioni orizzontali con tubazioni di acciaio zincato tipo Mannesmann, di sezione decrescente COMPORTA UNA MINORE PERDITA DI CARICO

3 Rete di distribuzione interna - Schemi Due o più colonne verticali con brevi diramazioni orizzontali. In tal caso è necessario un contatore divisionale per ogni condotta distributrice. Scelta obbligata se i servizi sono posizionati ad una distanza elevata tra di loro.

4 Rete di distribuzione interna - distribuzione a collettore Per la distribuzione di piano è preferibile la cosiddetta distribuzione a collettore. Ogni punto di erogazione è servito singolarmente da un proprio tubo, posato in soluzione unica senza giunzioni, che parte da un collettore centrale di distribuzione ed arriva alle singole utenze. Si evitano le giunture, scongiurando eventuali perdite, che quindi non possono esserci Si installa velocemente e semplicemente l'impianto, riducendo i tempi e i costi di posa La chiusura di un utenza non pregiudica il funzionamento delle altre I collettori devono essere posizionati in una cassetta dedicata, in un punto facilmente accessibile per facilitare le eventuali operazioni di manutenzione. Nella stessa cassetta vanno posti un collettore per l acqua calda ed un collettore per l acqua fredda

5 Rete di distribuzione interna - UNI 9182/2010 Il dimensionamento e la realizzazione di una rete idrica vanno eseguiti in accordo con la norma UNI 9182/2010 : Impianti di alimentazione e distribuzione d'acqua fredda e calda - Criteri di progettazione, collaudo e gestione.

6 Rete di distribuzione interna - Pianta sistema di adduzione 1 Pollice = 2,54 cm per esempio : 3/8 = 0,9525 cm

7 Rete di distribuzione interna - UNI 9182/2010 Spazi minimi La UNI 9182/2010, definisce in particolar modo gli spazi minimi da adottare tra gli apparecchi sanitari di un bagno, che sono: distanza tra il fianco del vaso (wc) ed un muro laterale: almeno 15 cm; distanza minima tra vaso e bidet: 20 cm; distanza minima tra il bidet e la doccia o la vasca: 20 cm; distanza minima tra il vaso e la doccia o la vasca: 10 cm; distanza minima tra il bidet ed il lavabo: 10 cm; distanza minima tra il vaso ed il lavabo: 10 cm; distanza minima tra due lavabi: 10 cm; distanza minima tra il lavabo e la doccia o la vasca: 5 cm; tutti gli apparecchi hanno bisogno di una distanza minima pari a cm 55 da una parete frontale o da un altro sanitario posto frontalmente;

8 Rete di distribuzione interna - UNI EN ALCUNE DEFINIZIONI Acque reflue: Acque contaminate dall uso che confluiscono nel sistema di scarico; compreso le acque meteoriche se scaricate in un sistema di scarico di acque reflue. Acque reflue domestiche: Acque contaminate dall uso e solitamente scaricate da WC, docce, vasche da bagno, bidè, lavabi, lavelli e pozzetti a terra. Acque grigie: Acque reflue che non contengono materia fecale o urina. Acque meteoriche: Acque derivanti da precipitazioni naturali. Sistema di scarico: Sistema composto da condutture di scarico ed altri componenti per la raccolta e lo scarico delle acque reflue per mezzo della gravità. Sistema misto: Sistema di scarico provvisto di una conduttura unica per lo smaltimento delle acque meteoriche e delle acque reflue. Sistema separato: Sistema di scarico provvisto di condutture separate per lo smaltimento delle acque meteoriche e delle acque reflue (sistema contemplato da quasi tutti i regolamenti nazionali e locali). Colonna di scarico: Tubazione principale che convoglia le acque reflue provenienti dagli apparecchi sanitari. Sfiato della colonna di scarico: Prolungamento di una colonna di scarico verticale al di sopra dell innesto della diramazione più alta, con estremità che termina all aria aperta. Sifone: Dispositivo avente lo scopo di impedire il passaggio di aria maleodorante mediante una tenuta idraulica. Profondità della tenuta idraulica (H): Profondità dell acqua che dovrebbe essere eliminata da un sifone completamente pieno, prima che i gas ed i cattivi odori a pressione atmosferica possano attraversare il sifone (indicata con H in alto nella figura).

9 Rete di distribuzione interna - Schemi impianto di scarico Gli impianti di scarico sono di due tipi: a doppio tubo, con un doppio sistema di scarico che tiene separate le acque nere (liquami, WC) dalle bianche (lavandino, bidet, lavatrice...), oppure a tubo singolo nel quale confluiscono sia le acque nere sia quelle bianche. Lo scarico a doppio tubo offre il vantaggio di maggior igiene essendoci due tubi separati non e' possibile il riflusso delle acque nere, nè del loro sgradevole odore, attraverso gli scarichi dei lavandini, bidet e vasche da bagno. Lo scarico monotubo e' adottato di solito nei condomini e nei grandi complessi edilizi, dove i bagni e le cucine degli appartamenti sono sovrapposti. La normativa vigente prevede che le reti di scarico possono essere realizzate con tubazioni in ghisa, piombo, gres, calcestruzzo, materiale plastico, acciaio zincato, acciaio rivestito. Si registra un ricorso massiccio alle tubazioni in materiale plastico, la qualcosa ha velocizzato la relativa posa in opera, nonché ha permesso di contenere sensibilmente i costi. Le materie plastiche maggiormente utilizzate per la realizzazione delle condotte di scarico sono il PVC, il polipropilene, il polietilene ad alta densità.

10 Rete di distribuzione interna Componenti impianto di scarico

11 Rete di distribuzione interna Il Sifone Il collegamento tra le singole apparecchiature igieniche e le condutture di scarico è costituito da un tubo ricurvo (in metallo, plastica o PVC) detto sifone, caratterizzato da una forma ricurva a forma di U, oppure S, all'interno del quale rimane sempre un pò d'acqua che impedisce il ritorno e l'uscita degli odori sgradevoli. Tuttavia, proprio a causa della sua forma ricurva, il sifone rallenta il deflusso delle acque di scarico, favorendo il deposito delle sostanze in sospensione con conseguente ostruzione della condotta. I sifoni sono quindi sempre ispezionabili, in modo da poter asportare le sostanze che ne causano l intasamento.

12 Rete di distribuzione interna Diramazioni di scarico Le diramazioni di scarico sono tratti di tubazione che collegano i sifoni alle colonne verticali di scarico. Per il dimensionamento delle diramazioni di scarico, delle colonne verticali e della rete di ventilazione, utilizzeremo il metodo delle unità di scarico (US) raccomandato dalla Norma UNI Per trovare il diametro delle varie diramazioni di scarico è necessario calcolare l unità di scarico totale gravante su ogni diramazione e fare riferimento alla tabella che relaziona le US con il diametro in mm.

13 Rete di distribuzione interna Diramazioni di scarico su parete L allacciamento alla colonna deve avvenire con raccordi aventi angolo con la verticale inferire a 90. Raccordo a largo raggio REGOLE DI BUONA PROGETTAZIONE Allacciamento al sifone. Diametro uguale o maggiore al canotto. Tubo con diametro superiore al canotto del sifone. Schema scorretto Schema corretto

14 Rete di distribuzione interna Colonne di scarico Tubazione di scarico : allaccio alla colonna

15 Rete di distribuzione interna Colonne di scarico Sono le tubazioni, generalmente verticali, che accolgono i liquami provenienti dalle diramazioni e li convogliano ai collettori di scarico. É la parte dell impianto dove maggiormente si creano le condizioni di pressione determinanti vari fenomeni ai sifoni degli apparecchi. Gli sbalzi di pressione si differenziano molto a seconda dell altezza e del tipo di deviazione al piede della colonna (in genere a 90 e 45, come in fig. 1 e fig. 2). 1) Aria aspirata durante lo scarico. 2) Acqua di scarico proveniente dalle diramazioni 3) Zona di pressione (deviazione) 4) Zona neutra 5) Zona di depressione (vuoto) Fig. 1 Fig. 2

16 Rete di distribuzione interna Colonne di scarico REGOLE DI BUONA PROGETTAZIONE Per il dimensionamento della colonna è necessario tener conto delle unità di carico totali e che: le colonne devono essere della stessa sezione in tutta la loro lunghezza. le colonne in cui confluiscono vasi non possono avere un diametro minore di 100 mm. in una colonna non devono confluire più di tre vasi nello stesso piano, attraverso una sola diramazione. Fondamentale è inoltre il rispetto di altre 2 regole ai fini del corretto dimensionamento della colonna : La colonna deve essere eseguita dalla base fino oltre la copertura del tetto e non avere in nessun caso un diametro inferiore ad una qualsiasi diramazione che in essa affluisce. Il diametro viene determinato dal numero delle diramazioni ad essa allacciate e dalla loro portata.

17 Rete di distribuzione interna Ventilazione primaria La ventilazione primaria è formata dal prolungamento della colonna di scarico. Ha la funzione di collaborare al mantenimento dell equilibrio delle pressioni nel sistema di scarico e di fornire un efficace aerazione. Questo sistema viene adottato dove le diramazioni di allacciamento degli apparecchi alla colonna di scarico sono brevi e gli appartamenti serviti sono in numero limitato. É sicuramente il tipo di impianto più diffuso ed è la soluzione tecnica più economica. Le colonne di ventilazione primaria sono di fatto il prolungamento della stessa colonna di scarico.

18 Rete di distribuzione interna Ventilazione secondaria La ventilazione secondaria è costituita da una tubazione di ventilazione posta accanto alla colonna di scarico a cui vengono allacciati i collettori di ventilazione che raccolgono le diramazioni provenienti dai sifoni nei singoli apparecchi. É un sistema che richiede la posa in opera di numerose tubazioni di ventilazione con conseguente aumento dei costi per materiale ed installazione; inoltre, per una corretta esecuzione, si rende necessaria la disposizione sia della colonna che degli apparecchi ad essa collegati su una stessa parete e ciò per evitare che eventuali ostacoli, come porte e finestre, impediscano alla diramazione di raccordarsi alla colonna di ventilazione.

19 Rete di distribuzione interna Ventilazione secondaria Per i costi notevoli e la grande capacità di scarico, il suo impiego viene riservato ad edifici ad uso collettivo, di grandi altezze e con notevoli contemporaneità di scarico per colonna.

20 Rete di distribuzione interna - Allontanamento acque di scarico Le acque di scarico sono raccolte da appositi collettori e inviate alla fognatura cittadina (nel caso sia presente). Un centro urbano può disporre di una fognatura separata per acque nere e bianche oppure una fognatura mista. Nel primo caso tutti gli scarichi dell abitazione sono convogliati da un unica tubazione nella fognatura comunale, in cui è presente un pozzetto di ispezione alla base della colonna verticale, sistemato all esterno dell edificio. Schema di fognatura con canalizzazioni separate

21 Rete di distribuzione interna Fosse biologiche a due camere Nel caso di fognatura mista è vietato immettere nella fognatura cittadina le acque nere se prima non sono state preventivamente depurate. Saranno dunque presenti due colonne distinte per smaltire rispettivamente acque nere e chiare (fig. slide precedente). Le acque chiare possono essere immesse nella fogna urbana inserendo ai piedi della colonna di scarico un pozzetto di ispezione. Quelle nere devono invece essere convogliate in fosse biologiche.

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