ACCORDO DI PROGRAMMA TRA COMUNE DI FIRENZE E Azienda ASL 10 DI FIRENZE PREMESSA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "ACCORDO DI PROGRAMMA TRA COMUNE DI FIRENZE E Azienda ASL 10 DI FIRENZE PREMESSA"

Transcript

1 ACCORDO DI PROGRAMMA TRA COMUNE DI FIRENZE E Azienda ASL 10 DI FIRENZE PREMESSA - Il Comune è l Ente titolare delle funzioni in materia di servizi sociali ai sensi dell art. 9 L.142/90 - Il Comune gestisce gli interventi di propria competenza secondo le diverse modalità indicate dall art. 7, comma 2, lettere a), b) e c) della L.R. 72/97 - Le attività di integrazione socio-sanitaria previste al Titolo V L.R. 72/97 vengono esercitate secondo il criterio della unicità del soggetto gestore individuato ai sensi del combinato disposto degli articoli 18, comma 2, e 38 della L.R. 72/97 - Ai sensi della L.R. 22/2000 art. 9, comma 4 la zona di Firenze dell Azienda USL 10 coincide con il territorio del Comune di Firenze; - Tra il Comune di Firenze e l Azienda USL deve essere sottoscritto un accordo di programma per la realizzazione in forma integrata di specifici interventi per categorie di utenti ed aree d azione previste dal Titolo V della LR 72/97 - Il regime di accordi di programma, previsto dall art. 27 della L. 142/90 e dall art. 14 LR 72/97 trova attuazione nella proposizione di piani di intervento nell ambito territoriale della zona socio-sanitaria. - L accordo di programma è sottoscritto dalle competenti istituzioni allo scopo di definire ai sensi dell art. 14 LR 72/97: - finalità, oggetto, durata; - risorse umane, finanziarie e strumentali necessarie; - gli operatori da impiegare con specificazione delle loro caratteristiche professionali e delle qualifiche rivestite, in riferimento alle attività da gestire; - il coordinamento tecnico dei servizi e i protocolli operativi attraverso i quali garantire l erogazione integrata degli interventi socio-sanitari; - le modalità di verifica periodica e finale dello stato di attuazione dell accordo di programma e dei risultati finali; Art. 1 Obiettivi dell Accordo di programma Ai sensi e per gli effetti dell applicazione della L.R. 72/97, tra il Comune di Firenze e la Azienda USL 10 viene stipulato accordo di programma concernente la gestione delle prestazioni sociosanitarie, atte a soddisfare mediante percorsi assistenziali integrati, bisogni di salute della persona che richiedono unitariamente prestazioni sanitarie e azioni di protezione sociale in grado di garantire, anche nel lungo periodo, la continuità tra le azioni di cura e quelle di riabilitazione. L accordo di programma attua gli indirizzi e i programmi approvati dal programma operativo di zona e dal piano zonale di assistenza che con esso è territorialmente coincidente (art.11 L.R. 72/1997, art. 55 L.R.22/2000, Delibera del Consiglio Regionale n.41 del 17 febbraio 1999 "Piano Sanitario Regionale 1999/2001, Parte II, capo I, punto 4). Art. 2 Responsabilità

2 Nella determinazione degli impegni che vengono assunti con il presente accordo di programma e per gli effetti che da essi derivano per il cittadino utente vengono individuati tre livelli di responsabilità: a) il primo livello di carattere istituzionale è identificato, per la parte comunale, nell Assessore alle Politiche Socio Sanitarie e Presidente della Conferenza di Zona di Firenze, e per la parte dell Azienda Sanitaria, nel Direttore Generale della Azienda USL 10; b) il secondo livello di carattere gestionale identificato a livello di Zona sociosanitaria nel Responsabile di Zona della Azienda USL 10 e, per quanto concerne il Comune di Firenze, nel Direttore della Direzione 18, Sicurezza Sociale e Igiene Pubblica; c) il terzo livello di carattere organizzativo/operativo identificato: a livello di distretto/quartiere nel Direttore di Distretto e nel Dirigente di Quartiere per quanto di competenze e nei responsabili della struttura organizzativa di Assistenza Sociale di Distretto/Quartiere nominati d intesa fra il Comune e l Azienda USL, con i necessari atti amministrativi. a livello di azioni di area, progetti, singoli interventi, nei responsabili di unità operative o di procedimento. Art. 3 Finalità Le finalità generali che il Comune di Firenze e la Azienda USL 10 intendono conseguire con il presente accordo di programma sono: affermare il principio della unicità e globalità della persona utente; favorire l accesso e la fruizione dei servizi sociosanitari attraverso l omogeneizzazione dei criteri e delle procedure; ottimizzare il coordinamento delle risorse; operare mediante interventi personalizzati nel pieno rispetto della dignità dei singoli; evitare rinvii o disguidi nell assunzione in carico dei bisogni; favorire l accesso ai servizi con la creazione di punti di raccolta della domanda e di informazione che siano unici per tutti i bisogni sociosanitari. Le attività oggetto dell Accordo sono individuate nei Titoli V e VI della L.R. 72/97 e nei progetti obiettivo approvati con deliberazione del C.R. n. 41 del 17/02/99 "Piano Sanitario Regionale 1999/2001". Le parti fanno comunque riferimento al Decreto Legislativo 19 giugno 1999 n. 229, ed in particolare a quanto previsto dall art. 3 septies e, in quanto occorrer possa, alla normativa che in materia sarà emanata nel corso della durata dell Accordo. Art. 4 Priorità Gli obiettivi e gli indirizzi prioritari per il 2000 sono quelli fissati dalla Conferenza di zona e precisamente: a) riorganizzazione del sistema dei servizi sociali

3 b) programmazione integrata delle attività sociali con quelle ad alta integrazione sanitaria di cui all art.3 septies del D.lvo n.229 del 19 giugno 1999, mediante integrazione operativa Comune/Azienda USL e programmazione decentrata c) adozione di strumenti di informazione e concertazione idonei, reti di protezione sociale, percorsi di inclusione sociale e sono perseguiti al fine di: 1. Mantenere la persona nel proprio contesto di vita attraverso interventi a sostegno della famiglia e della persona con prestazioni svolte in regime domiciliare e diurno ovvero nel contesto della vita quotidiana 2. Utilizzare il ricorso ai servizi residenziali in via subordinata ed esperendo modalità che circoscrivono di norma ad un periodo programmato la prestazione, sulla base di un definito piano di intervento 3. Adottare modalità di intervento mirate al recupero, al reinserimento, all autonomia, alla salvaguardia della vita affettiva e di relazione. Art. 5 Livello Istituzionale Il Comune e l Azienda USL svolgono funzioni di programmazione e di valorizzazione delle politiche sociali integrate e di tutte le attività sociosanitarie e di integrazione con le attività socio-assistenziali per il perseguimento del benessere del cittadino, per promuovere e garantire la tutela della salute, per il superamento di stati di emarginazione, disagio e sofferenza. Questo primo livello è chiamato a garantire la strategia in ordine agli obiettivi nonché l effettiva integrazione delle risorse e dei fattori produttivi, nell erogazione dell assistenza. Spetta pertanto al livello istituzionale la verifica dell andamento dell accordo e dei suoi risultati. A tale scopo questo si avvarrà della attività e delle elaborazioni della commissione paritetica di cui al successivo art. 9. Spetta all Assessore alle Politiche Socio-Sanitarie del Comune di Firenze e Presidente della Conferenza di Zona di Firenze, e al Direttore Generale dell Azienda USL 10 dare indirizzi per i successivi programmi di implementazione, innovazione e sperimentazione, connessi in tutto o in parte alle aree di intervento dell Accordo, i quali costituiranno obiettivo di lavoro per la Commissione tecnico-paritetica. Per l attuazione di quanto più sopra previsto, il livello istituzionale si riunirà almeno due volte l anno e di tale incontri verrà redatto idoneo verbale, valido agli effetti di cui sopra. Costituiscono fattori dell accordo a livello istituzionale: a. il personale b. le risorse Per realizzare l integrazione effettiva ed operativa delle attività, l Azienda USL ed il Comune mettono a disposizione personale e risorse finanziare in quantità non inferiori a quelle presenti alla data odierna secondo quanto indicato nell allegato "A". Ulteriori programmi di sviluppo, in ottemperanza ai piani di zona, dovranno prevedere gli eventuali maggiori oneri di personale, strumentali e finanziari. Il personale assegnato mantiene la dipendenza giuridica dall ente di appartenenza.

4 Per quanto riguarda il personale che nel corso della durata dell Accordo venisse a mancare a causa di dimissioni, pensionamento, maternità, malattia lunga o a seguito di altre fattispecie previste dalla normativa, ciascun ente provvederà alla sostituzione di quello mancante afferente alla dotazione propria di cui all allegato sopra richiamato. Nel caso in cui uno degli Enti richieda all altro di attivare la sostituzione per quanto di propria competenza, questo dovrà provvedere al relativo rimborso. Per quanto riguarda il personale che sia per rendersi necessario per il potenziamento dei programmi previsti o per l attivazione di nuovi programmi, ciascun ente dovrà contribuire per la quota che verrà posta a carico rispettivamente dal progetto stesso. Costituiscono elementi di valorizzazione dell Accordo e supporto all implementazione e al consolidamento dell integrazione socio-sanitaria, la formazione e l aggiornamento permanente del personale. I due Enti si impegnano pertanto a concertare programmi di formazione finalizzati al raggiungimento degli obiettivi previsti dal presente Accordo di programma. In questo spirito e nell ottica di accompagnare il processo di integrazione sociosanitaria, le parti concordano di attivare da subito un primo progetto di formazione della durata di un anno, destinato agli operatori del sociale interessati dall Accordo stesso, che troverà finanziamento nel suo totale di spesa in proporzione al personale di ciascun ente. Art. 6 Livello gestionale Si conviene che gli atti amministrativi riguardanti le prestazioni sociosanitarie vengono adottati dalle singole amministrazioni secondo procedure condivise in appositi protocolli da sottoscrivere precisando che il Responsabile della struttura organizzativa di assistenza sociale di Distretto/Quartiere assume i compiti di referente per tutte le attività sociali con valenza sanitaria e socioassistenziali e, in virtù del presente accordo, assume titolo a proporre e/o adottare gli atti amministrativi di competenza della Azienda USL e del Comune, in applicazione del disposto di cui all art.20, comma 7 della L.R. 72/97. Entro il 28 febbraio 2001 saranno sottoscritti i protocolli relativi all area Salute mentale e Tossicodipendenze. Al riguardo le parti si impegnano a ricercare modalità che sempre più facilitino l unitarietà anche dei percorsi amministrativi. Attraverso un "tavolo tecnico di zona", individuato dalla Commissione di cui all art.9 del presente Accordo vengono concertate, monitorate e risolte eventuali problematiche gestionali in materia. La composizione di detto tavolo viene definita annualmente e rinnovata di anno in anno parzialmente, onde consentire da un lato la continuità del lavoro dei suoi componenti e dall altro la graduale partecipazione di più operatori a detta esperienza. Detto gruppo si riferisce col proprio operato alla Commissione ex art. 9 ed a questa fornirà, a richiesta, gli elementi indicati e gli esiti dei monitoraggi attivati. Art. 7 Livello operativo

5 Il livello operativo (tecnico-professionale) è quello di Quartiere/Distretto. Il personale sociale dipendente dalla Azienda USL, assegnato al distretto di competenza, ed il personale sociale dipendente dal Comune, assegnato al SAST di competenza, operano in maniera integrata nella struttura organizzativa di assistenza sociale di Distretto/Quartiere. La responsabilità della struttura organizzativa di assistenza sociale di Distretto/Quartiere è attribuita ad un unico operatore, individuato come indicato all art.2 c), il quale risponde del suo operato sia al direttore del distretto che al dirigente del quartiere. Gli apporti professionali degli operatori sociali all interno delle articolazioni territoriali saranno garantiti secondo le modalità previste dai protocolli di area di cui al precedente art. 6. La presa in carico professionale avviene da parte di un unico operatore il quale, una volta definito il piano di intervento, segue la situazione attivando tutte le risorse necessarie del Comune e della Azienda USL. Nelle situazioni in cui occorre una valutazione multiprofessionale (SERT, UFMA-UFMI, UVG, GOM, GOIF ed altri eventuali), la presa in carico deve essere proposta dagli operatori di riferimento alle équipes specifiche, delle quali l operatore sociale costituisce la componente sociale per quel caso. Il responsabile della struttura organizzativa di assistenza sociale di Distretto/Quartiere è componente dell Ufficio di Coordinamento distrettuale, ai sensi dell art.56, comma 4 della legge regionale 22/2000. Art. 8 Aree di azione ed interventi specifici Formano parte integrante del presente accordo di programma gli allegati sub A) sottoindicati. Le parti si impegnano a formulare contestualmente all adozione del Piano zonale di assistenza sociale e del Programma operativo di zona, i documenti aggiuntivi sub B), riferiti alle aree di azione ed agli interventi specifici da realizzare. sub "A") 1. analisi dei fenomeni, come contenuti nella Relazione Sanitaria dell Azienda USL 10 di Firenze per l anno 1999 (Deliberazione del Direttore Generale n.696 del 21/04/2000) e nella Relazione Sociale allegato A del Piano Sociale Integrato di zona (Deliberazione n. 2 del della zona socio-sanitaria di Firenze) 2. gli interventi già in essere; 3. le risorse professionali, strumentali, strutturali e finanziarie impegnate e utilizzate nel sub "B") 1. programma di sviluppo del livello di interventi 2. piano economico e copertura finanziaria 3. modalità di gestione 4. individuazione delle quote di spesa a carico del Comune di Firenze e della Azienda USL 10, fatte salve le determinazioni degli atti di coordinamento ed indirizzo previsti dal D.lgs.229/1999 e degli atti normativi, regolamentari e amministrativi della Regione Toscana.; 5. tempi e modalità di verifica dei risultati attesi

6 6. convenzioni da mettere in atto con altri soggetti, con oneri definiti a carico dei contraenti. Art. 9 Commissione tecnica paritetica Il Comune e la Azienda USL costituiscono per la durata dell Accordo una commissione tecnica paritetica sullo stato di attuazione dell accordo e per la verifica dei risultati e per la stesura dei nuovi programmi d sviluppo, in attuazione degli indirizzi dati dal livello istituzionale. L aggiornamento dell accordo ha cadenza annuale e dovrà consentire l inserimento degli impegni relativi nel PAL, nel Programma operativo di zona e nel Piano zonale di assistenza sociale. La commissione tecnica paritetica è costituita come segue: il Direttore della Direzione Sicurezza Sociale ed Igiene Pubblica del Comune il Responsabile di Zona della Azienda USL il Dirigente dei Servizi territoriali del Comune il Coordinatore dei Servizi sociali dell Azienda USL un Dirigente di Quartiere o un suo delegato un Direttore Sanitario di Distretto Questi ultimi due saranno nominati dal livello istituzionale e verranno rinnovati dopo due anni. È compito di detta Commissione fornire al livello istituzionale gli elementi per verificare l andamento dell Accordo nonché l utilizzo delle risorse (personale e finanziamenti), sia esistenti che necessarie per gli eventuali nuovi programmi di sviluppo. Oltre che rispondere ad eventuali richieste in merito, detta Commissione procederà alla redazione annuale di una relazione che consenta tali valutazioni. Al fine di programmare, governare e verificare i campi oggetto del presente accordo, le parti si impegnano fin d ora a definire livelli informativi comuni perseguendo modalità di dialogo e compatibilità. I rispettivi sistemi informativi dovranno contribuire al monitoraggio delle attività e dei servizi fornendo i dati conoscitivi necessari, anche con indicatori specificatamente individuati. Una prima proposta per la raccolta sistematica dei dati e l individuazione dei prodotti funzionali alla programmazione, gestione e verifica dei risultati delle attività interessate dal presente accordo, dovrà essere predisposta a cura della Commissione di cui al presente articolo entro 1 anno dalla data di sottoscrizione del presente accordo. Essa sarà assistita dalle necessarie competenze tecniche interne a ciascun ente e/o acquisite allo scopo. Art.10 Operatività dell accordo Il presente accordo, per quanto riguarda gli effetti operativi e quindi anche la messa a disposizione del personale e delle risorse di cui al precedente art. 5, diviene operativo dal Art. 11 Compartecipazione alla spesa per gli interventi da parte dei cittadini

7 La compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini ammessi a fruire delle prestazioni è determinata secondo le modalità e le misure disciplinate dal Regolamento del Comune di Firenze. Gli importi derivanti dalla suddetta compartecipazione costituiscono quota delle risorse finanziarie del Comune di Firenze. Art. 12 Collegio di vigilanza Il Collegio di vigilanza previsto dall art. 27, comma 6, della L. 142/90 è costituito dall Assessore alle Politiche Socio - Sanitarie, che lo presiede e dal Direttore Generale della Azienda USL 10. Art. 13 Adeguamenti Per agevolare l operatività degli adempimenti del presente accordo il Coordinatore Sociale, d intesa con il Responsabile di Zona della Azienda USL 10 e il Direttore della Direzione 18 del Comune di Firenze potranno elaborare congiuntamente programmi immediatamente operativi in relazione a specifiche necessità che dovessero emergere, che prevedano l impiego di ulteriori risorse finanziarie, patrimoniali, strumentali, di personale, dei due Enti, nonché apportare variazioni ai programmi che si dovessero rendere necessarie, per la realizzazione degli obiettivi generali stabiliti dal presente accordo. Di tali programmi dovrà essere data notizia immediata al livello istituzionale. Art. 14 Decorrenza e durata dell accordo di programma L operatività del presente accordo programma decorre dal 1 maggio L accordo di programma ha validità a partire dalla data di sottoscrizione fino al e può essere prorogato con esplicita disposizione all interno del Piano integrato di zona di cui alla L.R. 72/97. Art. 15 Approvazione con atti formali e pubblicazione accordo di programma Il Comune di Firenze e la Azienda USL 10 aderenti all accordo di programma approvano con atto formale il medesimo, che viene pubblicato a cura del Sindaco del Comune di Firenze sul B.U.R.T. ai sensi dell art. 27 della L. 142/90 e art. 10 L.R.T. 76/96. Letto, approvato e sottoscritto in data 29 dicembre 2000 COMUNE DI FIRENZE L Assessore alle Politiche Socio - Sanitarie Dott. Giacomo Billi Allegati ex art. 8, sub A) Omissis Azienda ASL 10 Il Direttore Generale Dott. Paolo Menichetti ENTI LOCALI - Accordi di Programma (Boll. n 22 del 30/05/2001, parte Seconda, SEZIONE IV ) COMUNE DI FIRENZE

REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE

REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE COMUNE DI BAGNOLO IN PIANO Provincia di Reggio Emilia REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n. 10 del 22.03.2006 Pubblicato

Dettagli

Pagina 1 di 7 REGOLAMENTO DEI DISTRETTI SANITARI E SOCIALI DI BASE

Pagina 1 di 7 REGOLAMENTO DEI DISTRETTI SANITARI E SOCIALI DI BASE Pagina 1 di 7 REGOLAMENTO DEI DISTRETTI SANITARI E SOCIALI DI BASE ART. 1 IL DISTRETTO SANITARIO SOCIALE Il distretto sanitario sociale è la struttura tecnico-funzionale di base per la erogazione dei servizi

Dettagli

REGOLAMENTO UNITARIO PERLA GESTIONE DELLE UNITA DI VALUTAZIONE INTEGRATE E PER L ACCESSO ALLE PRESTAZIONI SOCIOSANITARIE

REGOLAMENTO UNITARIO PERLA GESTIONE DELLE UNITA DI VALUTAZIONE INTEGRATE E PER L ACCESSO ALLE PRESTAZIONI SOCIOSANITARIE REGOLAMENTO UNITARIO PERLA GESTIONE DELLE UNITA DI VALUTAZIONE INTEGRATE E PER L ACCESSO ALLE PRESTAZIONI SOCIOSANITARIE Adottato con delibera G. C. n. 108 del 24.2.2005 Articolo 1 - L INTEGRAZIONE SOCIOSANITARIA

Dettagli

154 31.3.2010 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 13 DELIBERAZIONE 22 marzo 2010, n. 363

154 31.3.2010 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 13 DELIBERAZIONE 22 marzo 2010, n. 363 154 31.3.2010 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 13 DELIBERAZIONE 22 marzo 2010, n. 363 Protocollo d intesa Costituzione di un Centro regio nale per la promozione e lo sviluppo dell auto

Dettagli

Comune di Terni Provincia di Terni A.T.C. & Partners Mobilità F.I.S.H. Umbria ONLUS PROTOCOLLO DI INTESA

Comune di Terni Provincia di Terni A.T.C. & Partners Mobilità F.I.S.H. Umbria ONLUS PROTOCOLLO DI INTESA PROTOCOLLO DI INTESA per la non discriminazione e le pari opportunità attraverso il pieno riconoscimento del diritto alla mobilità e all accessibilità PREMESSO TRA Comune di Terni Provincia di Terni l

Dettagli

Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio

Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio Il quadro Istituzionale organizzativo in Regione Veneto Dirigente Regionale Servizi Sociali dott. Mario Modolo

Dettagli

L anno duemilasei (2006) in questo giorno del mese di in Firenze,, per il presente atto a cui intervengono:

L anno duemilasei (2006) in questo giorno del mese di in Firenze,, per il presente atto a cui intervengono: SCHEMA DI CONVENZIONE TRA COMUNE DI FIRENZE, AZIENDA SANITARIA DI FIRENZE E A.MI.G. ONLUS INERENTE LA REALIZZAZIONE IN FORMA INTEGRATA DI GRUPPI APPARTAMENTO PER N.10 PERSONE CON DISAGIO PSICHICO E SOCIALE

Dettagli

PROTOCOLLO DI INTESA

PROTOCOLLO DI INTESA Comune Capofila San Benedetto del Tronto Acquaviva Picena Campofilone Carassai Cossignano Cupra Marittima Grottammare Massignano Monsampolo del Tronto Montalto delle Marche Montefiore dell Aso Monteprandone

Dettagli

PROVINCIA DI LECCO Allegato alla deliberazione della Giunta Provinciale n. 42 del 07.06.2010

PROVINCIA DI LECCO Allegato alla deliberazione della Giunta Provinciale n. 42 del 07.06.2010 PROVINCIA DI LECCO Allegato alla deliberazione della Giunta Provinciale n. 42 del 07.06.2010 All.2 Schema di Convenzione tra la Provincia di Lecco e l'azienda Sanitaria Locale di Lecco per la regolazione

Dettagli

D.G.R.n.94-4335 del 13.11.2006

D.G.R.n.94-4335 del 13.11.2006 D.G.R.n.94-4335 del 13.11.2006 Approvazione criteri per l assegnazione contributi ai Soggetti gestori delle funzioni socioassistenziali per le attività delle Equipe Adozioni e per la promozione dell affidamento

Dettagli

PROTOCOLLO DI INTESA

PROTOCOLLO DI INTESA PROTOCOLLO DI INTESA tra UNIONE NAZIONALE COMUNI COMUNITÀ ENTI MONTANI (UNCEM) TOSCANA e Unione dei Comuni montani CASENTINO Azienda USL 8 di Arezzo per la prosecuzione del progetto MONTAGNA IN SALUTE

Dettagli

A relazione dell'assessore Ferrari:

A relazione dell'assessore Ferrari: REGIONE PIEMONTE BU48 03/12/2015 Deliberazione della Giunta Regionale 9 novembre 2015, n. 21-2388 Approvazione Protocollo di Intesa fra la Caritas Diocesana di Vercelli, il Comune di Vercelli, la Provincia

Dettagli

VISTI. Il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, Testo unico delle leggi sull ordinamento degli enti locali ;

VISTI. Il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, Testo unico delle leggi sull ordinamento degli enti locali ; PROTOCOLLO OPERATIVO PER LA PROMOZIONE DI PROGETTI DI INSERIMENTO LAVORATIVO E STABILIZZAZIONE DEI RAPPORTI DI LAVORO DI PERSONE IN STATO DI DISAGIO SOCIALE (PROGRAMMA PARI) VISTI Il Decreto Legislativo

Dettagli

Presidenza del Consiglio dei Ministri

Presidenza del Consiglio dei Ministri Presidenza del Consiglio dei Ministri CONFERENZA UNIFICATA (ex art. 8 del D.Lgs. 28 agosto 1997, n. 281) SEDUTA DEL 2 MARZO 2000 Repertorio Atti n. 221 del 2 marzo 2000 Oggetto: Accordo tra Governo, regioni,

Dettagli

Direzione Servizi Educativi e di Protezione Sociale. Determinazione Dirigenziale n. 2246 del 29/12/2014

Direzione Servizi Educativi e di Protezione Sociale. Determinazione Dirigenziale n. 2246 del 29/12/2014 Determinazione Dirigenziale n. 2246 del 29/12/2014 Centro di Responsabilità 22 Centro di Costo 138 e 139 pratica n. 3374819 Oggetto: Concessione dell Accreditamento Definitivo ai sensi della Deliberazione

Dettagli

Il sistema di governo della programmazione. Ruoli, compiti, responsabilità e funzioni dei soggetti coinvolti nel processo programmatorio

Il sistema di governo della programmazione. Ruoli, compiti, responsabilità e funzioni dei soggetti coinvolti nel processo programmatorio Il sistema di governo della programmazione Ruoli, compiti, responsabilità e funzioni dei soggetti coinvolti nel processo programmatorio Gli organismi coinvolti nel processo programmatorio Assemblea Distrettuale

Dettagli

CONTRATTO DI SERVIZIO. tra:

CONTRATTO DI SERVIZIO. tra: In data. 2011 è stipulato il seguente: CONTRATTO DI SERVIZIO tra: l Azienda Unità Sanitaria 11, (successivamente denominata AUSL), Codice Fiscale e Partita IVA 04616830487, con sede legale in Empoli, Via

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA TRA LA REGIONE TOSCANA, LE UNIVERSITA DI FIRENZE PISA E SIENA E LE AZIENDE OSPEDALIERO-UNIVERSITARIE

PROTOCOLLO D INTESA TRA LA REGIONE TOSCANA, LE UNIVERSITA DI FIRENZE PISA E SIENA E LE AZIENDE OSPEDALIERO-UNIVERSITARIE PROTOCOLLO D INTESA TRA LA REGIONE TOSCANA, LE UNIVERSITA DI FIRENZE PISA E SIENA E LE AZIENDE OSPEDALIERO-UNIVERSITARIE PER LA IMPLEMENTAZIONE DELL ATTIVITA DI DIDATTICA E DI RICERCA ALL INTERNO DELLE

Dettagli

196 23.12.2009 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 51 DELIBERAZIONE 14 dicembre 2009, n. 1154

196 23.12.2009 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 51 DELIBERAZIONE 14 dicembre 2009, n. 1154 196 23.12.2009 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 51 DELIBERAZIONE 14 dicembre 2009, n. 1154 Linee di indirizzo Modello di convenzione fra Provincie, Aziende UU.SS.LL., Società della Salute/

Dettagli

Comune di Signa Provincia di Firenze REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER LA GESTIONE IN FORMA ASSOCIATA DELL UFFICIO PENSIONI

Comune di Signa Provincia di Firenze REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER LA GESTIONE IN FORMA ASSOCIATA DELL UFFICIO PENSIONI Comune di Signa Provincia di Firenze REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER LA GESTIONE IN FORMA ASSOCIATA DELL UFFICIO PENSIONI Approvato con delibera di Giunta Comunale n. 116 del 29/07/2002 modificato con

Dettagli

COMUNE DI CISTERNA DI LATINA MEDAGLIA D ARGENTO AL VALOR CIVILE REGOLAMENTO CENTRO DIURNO DISABILI L AGORA

COMUNE DI CISTERNA DI LATINA MEDAGLIA D ARGENTO AL VALOR CIVILE REGOLAMENTO CENTRO DIURNO DISABILI L AGORA COMUNE DI CISTERNA DI LATINA MEDAGLIA D ARGENTO AL VALOR CIVILE REGOLAMENTO CENTRO DIURNO DISABILI L AGORA Allegato alla delibera di C.C. n.32 dell 11/05/07 1 ART.1 (Definizione) Il Centro diurno per disabili

Dettagli

REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI I REGOLAMENTI PROVINCIALI: N. 85 PROVINCIA DI PADOVA

REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI I REGOLAMENTI PROVINCIALI: N. 85 PROVINCIA DI PADOVA I REGOLAMENTI PROVINCIALI: N. 85 PROVINCIA DI PADOVA REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI Approvato con D.C.P. del 14.3.2013 n. 6 reg. e modificato con D.C.P. del 28.4.2014 n. 22 reg. INDICE Art. 1 Art. 2

Dettagli

PROGRAMMA PROVINCIALE SPERIMENTALE SULLA DISABILITA (L.R. 41/96 ARTT. 5 21) TRIENNIO 2011 2013 PIANO DI ATTUAZIONE

PROGRAMMA PROVINCIALE SPERIMENTALE SULLA DISABILITA (L.R. 41/96 ARTT. 5 21) TRIENNIO 2011 2013 PIANO DI ATTUAZIONE PROGRAMMA PROVINCIALE SPERIMENTALE SULLA DISABILITA (L.R. 41/96 ARTT. 5 21) TRIENNIO 2011 2013 PIANO DI ATTUAZIONE Definizione obiettivi: descrizione degli obiettivi di piano riferiti agli obiettivi generali

Dettagli

ATTO. REGIONE LIGURIA - Giunta Regionale LA GIUNTA REGIONALE

ATTO. REGIONE LIGURIA - Giunta Regionale LA GIUNTA REGIONALE O GG E TTO : Rimodulazione del Fondo di solidarietà per la gravi disabilità rinominato "CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA' PER LA RESIDENZIALITA' E SEMIRESIDENZIALITA (DISABILI, PAZIENTI PSICHIATRICI E PERSONE

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 28 DEL 13-11-2006 REGIONE BASILICATA. Disciplina degli aspetti formativi del contratto di apprendistato.

LEGGE REGIONALE N. 28 DEL 13-11-2006 REGIONE BASILICATA. Disciplina degli aspetti formativi del contratto di apprendistato. Page 1 of 9 LEGGE REGIONALE N. 28 DEL 13-11-2006 REGIONE BASILICATA Disciplina degli aspetti formativi del contratto di apprendistato. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE BASILICATA N. 71 del 17

Dettagli

INTEGRAZIONE ALL ACCORDO DI PROGRAMMA DEL PIANO DI ZONA 2005-2007 PER L ADOZIONE DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006 DEL DISTRETTO N. 1

INTEGRAZIONE ALL ACCORDO DI PROGRAMMA DEL PIANO DI ZONA 2005-2007 PER L ADOZIONE DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006 DEL DISTRETTO N. 1 INTEGRAZIONE ALL ACCORDO DI PROGRAMMA DEL PIANO DI ZONA 2005-2007 PER L ADOZIONE DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006 DEL DISTRETTO N. 1 IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 8 NOVEMBRE 2000, N. 328 E DELLA LEGGE REGIONALE

Dettagli

Piano Sociale di Zona

Piano Sociale di Zona Piano Sociale di Zona 2010-12 Molfetta-Giovinazzo Protocollo Operativo Istituzione dell équipe integrata, multidisciplinare e multiprofessionale, per l affido familiare e l adozione Organizzazione, Funzioni,

Dettagli

Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo

Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Articolo 1 Finalità ed obiettivi 1. Il presente regolamento definisce le linee fondamentali di organizzazione

Dettagli

REGOLAMENTO DEI CRITERI DI COMPARTECIPAZIONE E DI ACCESSO ALLE PRESTAZIONI SOCIALI E SOCIOSANITARIE

REGOLAMENTO DEI CRITERI DI COMPARTECIPAZIONE E DI ACCESSO ALLE PRESTAZIONI SOCIALI E SOCIOSANITARIE REGOLAMENTO DEI CRITERI DI COMPARTECIPAZIONE E DI ACCESSO ALLE PRESTAZIONI SOCIALI E SOCIOSANITARIE I N D I C E Art. 1 Oggetto Art. 2 Ambito di applicazione Art. 3 Determinazione della quota di compartecipazione

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SEGRETARIATO SOCIALE PROFESSIONALE DEL COMUNE DI AVELLINO PIANO DI ZONA AMBITO A3

REGOLAMENTO DEL SEGRETARIATO SOCIALE PROFESSIONALE DEL COMUNE DI AVELLINO PIANO DI ZONA AMBITO A3 REGOLAMENTO DEL SEGRETARIATO SOCIALE PROFESSIONALE DEL COMUNE DI AVELLINO PIANO DI ZONA AMBITO A3 ART.1 ISTITUZIONE DEL SEGRETARIATO SOCIALE PROFESSIONALE DI AMBITO In conformità al quadro normativo definito

Dettagli

PARTE TERZA MISURAZIONE VALUTAZIONE E TRASPARENZA DELLE PERFORMANCE INVIDUALI E COLLETTIVE. VALUTAZIONE AREE POSIZIONI ORGANIZZATIVE

PARTE TERZA MISURAZIONE VALUTAZIONE E TRASPARENZA DELLE PERFORMANCE INVIDUALI E COLLETTIVE. VALUTAZIONE AREE POSIZIONI ORGANIZZATIVE ALLEGATO A PARTE TERZA MISURAZIONE VALUTAZIONE E TRASPARENZA DELLE PERFORMANCE INVIDUALI E COLLETTIVE. VALUTAZIONE AREE POSIZIONI ORGANIZZATIVE CAPO I NUCLEO DI VALUTAZIONE ART. 92 - NUCLEO DI VALUTAZIONE

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DELL ASSEGNO DI ASSISTENZA PER ANZIANI

REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DELL ASSEGNO DI ASSISTENZA PER ANZIANI REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DELL ASSEGNO DI ASSISTENZA PER ANZIANI Art. 1 - FINALITA In accordo con gli indirizzi nazionali fissati dal Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2001-2003

Dettagli

LEGGE PROVINCIALE N. 8 DEL 22-07-2009 REGIONE TRENTO (Prov.)

LEGGE PROVINCIALE N. 8 DEL 22-07-2009 REGIONE TRENTO (Prov.) LEGGE PROVINCIALE N. 8 DEL 22-07-2009 REGIONE TRENTO (Prov.) Disposizioni per la prevenzione e la cura dell Alzheimer e di altre malattie neurodegenerative legate all invecchiamento e per il sostegno delle

Dettagli

REGOLAMENTO del Sistema Integrato di Valutazione

REGOLAMENTO del Sistema Integrato di Valutazione REGIONE TOSCANA REGIONE TOSCANA Azienda USL3 di Pistoia REGOLAMENTO del Sistema Integrato di Valutazione - AREA della DIRIGENZA MEDICA e VETERINARIA - 1 Finalità La gestione degli incarichi e delle verifiche

Dettagli

CONVENZIONE PER LA GESTIONE ASSOCIATA DEL SERVIZIO PERSONALE

CONVENZIONE PER LA GESTIONE ASSOCIATA DEL SERVIZIO PERSONALE CONVENZIONE PER LA GESTIONE ASSOCIATA DEL SERVIZIO PERSONALE SCHEMA CONVENZIONE PER LA GESTIONE ASSOCIATA DEL SERVIZIO PERSONALE L anno il giorno del mese di TRA Il Comune di con sede in via n., Codice

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 19-05-2006 REGIONE VALLE D'AOSTA

LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 19-05-2006 REGIONE VALLE D'AOSTA LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 19-05-2006 REGIONE VALLE D'AOSTA Disciplina del sistema regionale dei servizi socio-educativi per la prima infanzia. Abrogazione delle leggi regionali 15 dicembre 1994, n. 77,

Dettagli

REGIONANDO 2000 REGIONE LAZIO ASSESSORATO SALVAGUARDIA E CURA DELLA SALUTE

REGIONANDO 2000 REGIONE LAZIO ASSESSORATO SALVAGUARDIA E CURA DELLA SALUTE REGIONANDO 2000 REGIONE LAZIO ASSESSORATO SALVAGUARDIA E CURA DELLA SALUTE PROGETTO TRIENNALE DI POTENZIAMENTO DELL ASSISTENZA DOMICILIARE NEL LAZIO, ANNI 1998/2000. Premessa Il programma di assistenza

Dettagli

INTESA TRA I COMUNI DI DUINO AURISINA/DEVIN-NABREZINA, SGONICO/ZGONIK E MONRUPINO/REPENTABOR (AMBITO 1.1), IL COMUNE DI TRIESTE (AMBITO 1.

INTESA TRA I COMUNI DI DUINO AURISINA/DEVIN-NABREZINA, SGONICO/ZGONIK E MONRUPINO/REPENTABOR (AMBITO 1.1), IL COMUNE DI TRIESTE (AMBITO 1. INTESA TRA I COMUNI DI DUINO AURISINA/DEVIN-NABREZINA, SGONICO/ZGONIK E MONRUPINO/REPENTABOR (AMBITO 1.1), IL COMUNE DI TRIESTE (AMBITO 1.2), IL COMUNE DI MUGGIA E SAN DORLIGO DELLA VALLE / DOLINA (AMBITO

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA CITTADINA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE AUTONOME STATALI E PARITARIE DELL INFANZIA E DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE

REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA CITTADINA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE AUTONOME STATALI E PARITARIE DELL INFANZIA E DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA CITTADINA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE AUTONOME STATALI E PARITARIE DELL INFANZIA E DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Finalità 1.1 Il

Dettagli

Convenzione per programmi di inserimento lavorativo in cooperative sociali

Convenzione per programmi di inserimento lavorativo in cooperative sociali Convenzione per programmi di inserimento lavorativo in cooperative sociali la Provincia di Rimini la Azienda Unità Sanitaria Locale di Rimini le Associazioni imprenditoriali provinciali di Rimini: Confindustria

Dettagli

Deliberazione Giunta Esecutiva n. 34 del 24/09/2012

Deliberazione Giunta Esecutiva n. 34 del 24/09/2012 Deliberazione Giunta Esecutiva n. 34 del 24/09/2012 Oggetto: Approvazione Protocollo di Intesa tra Centro Affidi Comune di Firenze e il Coordinamento UBI MINOR Coordinamento Associativo per la tutela e

Dettagli

FAC SIMILE ATTIVITA FISICA ADATTATA (AFA)

FAC SIMILE ATTIVITA FISICA ADATTATA (AFA) FAC SIMILE ATTIVITA FISICA ADATTATA (AFA) ACCORDO FRA LA SOCIETA DELLA SALUTE DI FIRENZE E L ASSOCIAZIONE.. La Società della Salute di Firenze (codice fiscale 94117300486), in seguito denominata anche

Dettagli

Deliberazione Giunta Esecutiva n. 42 del 3 dicembre 2010

Deliberazione Giunta Esecutiva n. 42 del 3 dicembre 2010 Deliberazione Giunta Esecutiva n. 42 del 3 dicembre 2010 Oggetto: Approvazione Protocollo di Intesa tra Centro Affidi Comune di Firenze e Forum Toscano delle Associazioni per i diritti della Famiglia -

Dettagli

MONTERONI DI LECCE REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO DI PIANO AMBITO TERRITORIALE DI LECCE ART.1 ISTITUZIONE DELL UFFICIO DI PIANO

MONTERONI DI LECCE REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO DI PIANO AMBITO TERRITORIALE DI LECCE ART.1 ISTITUZIONE DELL UFFICIO DI PIANO LECCE (capofila) ARNESANO CAVALLINO LEQUILE LIZZANELLO MONTERONI DI LECCE SAN CESARIO DI LECCE SAN DONATO DI LECCE SAN PIETRO IN LAMA SURBO REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO DI PIANO AMBITO TERRITORIALE

Dettagli

PIANO PROVINCIALE DISABILI 2014-2016 OLTRE LA CRISI ANNO 2014 SISTEMA DOTALE - AVVISO 3) TIROCINI E ADOZIONI LAVORATIVE

PIANO PROVINCIALE DISABILI 2014-2016 OLTRE LA CRISI ANNO 2014 SISTEMA DOTALE - AVVISO 3) TIROCINI E ADOZIONI LAVORATIVE PIANO PROVINCIALE DISABILI 2014-2016 OLTRE LA CRISI ANNO 2014 SISTEMA DOTALE - AVVISO 3) TIROCINI E ADOZIONI LAVORATIVE 1) RIFERIMENTI NORMATIVI Legge 8 novembre 1991 n. 381: Disciplina delle cooperative

Dettagli

Comune di Molinella REGOLAMENTO DEI SERVIZI DOMICILIARI

Comune di Molinella REGOLAMENTO DEI SERVIZI DOMICILIARI Comune di Molinella REGOLAMENTO DEI SERVIZI DOMICILIARI Approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 93 del 22/12/2014 INDICE 1. I servizi domiciliari nel Sistema integrato sociale, socio-sanitario

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA. per la realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali

PROTOCOLLO D INTESA. per la realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali PROTOCOLLO D INTESA per la realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali Distretto Socio-sanitario n.2 Serra S. Bruno, ASL 8 Vibo Valentia L anno 2005 (duemilacinque) addì, negli

Dettagli

Servizio Politiche attive per il Lavoro Servizio Formazione professionale. Titolo. Parti. Tra

Servizio Politiche attive per il Lavoro Servizio Formazione professionale. Titolo. Parti. Tra Servizio Politiche attive per il Lavoro Servizio Formazione professionale Protocollo Titolo CONVENZIONE QUADRO PER L INSERIMENTO LAVORATIVO NELLE COOPERATIVE SOCIALI DEI LAVORATORI DISABILI CON GRAVI DIFFICOLTA

Dettagli

Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO. (Anno 2011)

Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO. (Anno 2011) Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO (Anno 2011) INDICE: Art. 1 Costituzione, natura e sede Art. 2 Competenze e funzioni Art. 3 Rapporti

Dettagli

Delibera del Direttore Generale n. 853 del 08/09/2015

Delibera del Direttore Generale n. 853 del 08/09/2015 Servizio Sanitario Nazionale - Regione dell Umbria AZIENDA UNITA SANITARIA LOCALE UMBRIA N. 2 Sede Legale Provvisoria: Viale Donato Bramante 37 Terni Codice Fiscale e Partita IVA 01499590550 Delibera del

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE COMUNE DI MONTECCHIO MAGGIORE Provincia di Vicenza REGOLAMENTO DEL SERVIZIO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE COMITATO VOLONTARIO PROTEZIONE CIVILE MONTECCHIO MAGGIORE Via del Vigo 336075 Montecchio Maggiore

Dettagli

COMUNE DI LIMONE PIEMONTE REGOLAMENTO RELATIVO ALLA

COMUNE DI LIMONE PIEMONTE REGOLAMENTO RELATIVO ALLA COMUNE DI LIMONE PIEMONTE REGOLAMENTO RELATIVO ALLA VALUTAZIONE DEL PERSONALE E FUNZIONAMENTO DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE Approvato con deliberazione G.C. n. 45 del 27-02-2007 Modificato con deliberazione

Dettagli

REGOLAMENTO AZIENDALE DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO DI DIREZIONE

REGOLAMENTO AZIENDALE DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO DI DIREZIONE SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE REGIONE PUGLIA AZIENDA SANITARIA LOCALE DELLA PROVINCIA DI FOGGIA REGOLAMENTO AZIENDALE DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO DI DIREZIONE Articolo 1 Costituzione

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo.

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. Consiglio dei Ministri: 05/04/2007 Proponenti: Esteri ART. 1 (Finalità

Dettagli

CONSIGLIO REGIONALE DELLA CALABRIA III^ Commissione Permanente Attività Sociali - Sanitarie - Culturali - Formative

CONSIGLIO REGIONALE DELLA CALABRIA III^ Commissione Permanente Attività Sociali - Sanitarie - Culturali - Formative Disegno di legge n. 41/9^ Norme per il sostegno delle persone non autosufficienti. Fondo per la non autosufficienza Proponente: Giunta regionale Depositato presso la Segreteria Assemblea del Consiglio

Dettagli

REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE ASSEGNO CURA ANZIANI

REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE ASSEGNO CURA ANZIANI COMUNE DI CENTO COMUNE CAPOFILA GESTIONALE SERVIZI SOCIO ASSISTENZIALI ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE ALTO FERRARESE REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE ASSEGNO CURA ANZIANI 1 ai sensi della delibera G. R. 26 luglio

Dettagli

I punti caratterizzanti del programma RAC sono costituiti da: integrazione sociosanitaria; personalizzazione dell intervento;

I punti caratterizzanti del programma RAC sono costituiti da: integrazione sociosanitaria; personalizzazione dell intervento; Allegato alla Delib.G.R. n. 43/ 43 del 6.12.2010 Progetto Potenziamento del programma Ritornare a casa Il presente Progetto viene proposto sulla base di quanto previsto dalle direttive di attuazione al

Dettagli

PROTOCOLLO DI INTESA

PROTOCOLLO DI INTESA PROTOCOLLO DI INTESA per l attuazione della Medicina Penitenziaria ex Decreto Lgs. 22.6.1999, n. 230 tra - Regione Puglia, - Provveditorato Regionale dell Amministrazione Penitenziaria per la Puglia, -

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA TRA

PROTOCOLLO D INTESA TRA PROTOCOLLO D INTESA TRA Provincia di Roma Dipartimento III - Servizio I Politiche del Lavoro e Servizi per l Impiego - SILD e Dipartimenti di Salute Mentale della ASL della Provincia di Roma e Associazioni

Dettagli

VERBALE DI ACCORDO. premesso che

VERBALE DI ACCORDO. premesso che 1 VERBALE DI ACCORDO A Parma, il 25 giugno 2013 tra la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza SpA anche nella sua qualità di Capogruppo, la Banca Popolare FriulAdria SpA, la Cassa di Risparmio della Spezia

Dettagli

- Di rinviare a successivi provvedimenti la ripartizione e la destinazione delle risorse residue.

- Di rinviare a successivi provvedimenti la ripartizione e la destinazione delle risorse residue. 70 17.9.2008 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 38 b) Bilancio: integrazione di ulteriori 70.000 c) Tempi di realizzazione: 1 anno d) Soggetti da coinvolgere: Soggetti toscani partecipanti

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA TRA

PROTOCOLLO D INTESA TRA PROTOCOLLO D INTESA TRA L ISTITUTO NAZIONALE PER L ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO DIREZIONE REGIONALE PER LA TOSCANA (d ora in avanti INAIL) con sede in Firenze, via Bufalini n. 7, rappresentato

Dettagli

Convenzione tra il Comune di Casatenovo e le Scuole dell Infanzia Paritarie di Casatenovo

Convenzione tra il Comune di Casatenovo e le Scuole dell Infanzia Paritarie di Casatenovo Convenzione tra il Comune di Casatenovo e le Scuole dell Infanzia Paritarie di Casatenovo TRA Il Comune di Casatenovo (C.F. 00631280138) con sede a Casatenovo (LC), Piazza della Repubblica 7, legalmente

Dettagli

TESTO DI LEGGE APPROVATO DAL CONSIGLIO REGIONALE ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE DELLA LIGURIA NELLA SEDUTA DEL 6 MARZO 2007

TESTO DI LEGGE APPROVATO DAL CONSIGLIO REGIONALE ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE DELLA LIGURIA NELLA SEDUTA DEL 6 MARZO 2007 REGIONE LIGURIA TESTO DI LEGGE APPROVATO DAL CONSIGLIO REGIONALE ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE DELLA LIGURIA NELLA SEDUTA DEL 6 MARZO 2007 INTERVENTI DI PREVENZIONE DELLA VIOLENZA DI GENERE E MISURE

Dettagli

( Decreto Legislativo 150/09 Decreto Brunetta) TITOLO I: Principi generali ( articoli 11 e 28 del d.lgs. 150/09)

( Decreto Legislativo 150/09 Decreto Brunetta) TITOLO I: Principi generali ( articoli 11 e 28 del d.lgs. 150/09) Regolamento di disciplina della misurazione, valutazione e trasparenza della performance ( Decreto Legislativo 150/09 Decreto Brunetta) Il presente Regolamento è assunto ai sensi degli artt. 16 e 31 del

Dettagli

REGOLAMENTO DI DISCIPLINA DEGLI INTERVENTI RIVOLTI A PERSONE DISABILI

REGOLAMENTO DI DISCIPLINA DEGLI INTERVENTI RIVOLTI A PERSONE DISABILI Regolamento comunale n. 79 COMUNE di MADONE Provincia di Bergamo REGOLAMENTO DI DISCIPLINA DEGLI INTERVENTI RIVOLTI A PERSONE DISABILI Approvato con deliberazione dal Consiglio Comunale n. 14 del 26 febbraio

Dettagli

Legge Regionale 23 Novembre 2006, n. 20. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza. (BUR N. 34 del 9 dicembre 2006)

Legge Regionale 23 Novembre 2006, n. 20. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza. (BUR N. 34 del 9 dicembre 2006) Legge Regionale 23 Novembre 2006, n. 20. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza. (BUR N. 34 del 9 dicembre 2006) Art.1 (Oggetto e finalità) 1. La Regione con la presente legge, in armonia

Dettagli

Protocollo d Intesa. tra

Protocollo d Intesa. tra Allegato 1 delib. As n. 2_2015 Protocollo d Intesa tra l Associazione ONLUS La vita oltre lo specchio, il Comune di Pisa, la Società della Salute di Pisa e l Azienda USL 5 di Pisa. PREMESSO - che nel Gennaio

Dettagli

Modifiche alla legge regionale 24 febbraio 2005, n. 40 (Disciplina del servizio sanitario regionale)

Modifiche alla legge regionale 24 febbraio 2005, n. 40 (Disciplina del servizio sanitario regionale) Modifiche alla legge regionale 24 febbraio 2005, n. 40 (Disciplina del servizio sanitario regionale) Sommario Preambolo Art. 1 Modifiche all articolo 71 della l.r. 40/2005 Art. 2 Inserimento del capo II

Dettagli

REGIONE PIEMONTE BU2 15/01/2015

REGIONE PIEMONTE BU2 15/01/2015 REGIONE PIEMONTE BU2 15/01/2015 Codice DB1906 D.D. 24 ottobre 2014, n. 234 Approvazione Protocollo d'intesa tra la Direzione Politiche Sociali e politiche per la famiglia e l'organizzazione Federazione

Dettagli

Nomina delle figure del sistema sicurezza della scuola

Nomina delle figure del sistema sicurezza della scuola Nomina delle figure del sistema sicurezza della scuola Il dirigente scolastico, nel suo ruolo di Datore di lavoro ai sensi dell art. 17, comma 1, lettera b del D.Lgs. 81/2008, è obbligato (si tratta di

Dettagli

LA GIUNTA REGIONALE. VISTA la legge regionale 7 dicembre 2001, n. 32 concernente Interventi a sostegno della famiglia ;

LA GIUNTA REGIONALE. VISTA la legge regionale 7 dicembre 2001, n. 32 concernente Interventi a sostegno della famiglia ; DELIBERAZIONE N.1177 DEL 23/12/2005 Oggetto: L.r. 7 dicembre 2001, n. 32 Interventi a sostegno della famiglia. Individuazione degli interventi prioritari, nonché delle modalità e dei criteri di riparto

Dettagli

In esecuzione della Determinazione Dirigenziale n.. del SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE

In esecuzione della Determinazione Dirigenziale n.. del SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE ALLEGATO B) all Avviso Schema di CONVENZIONE TRA COMUNE DI FORLì E ASSOCIAZIONE DI (VOLONTARIATO /PROMOZIONE SOCIALE) (nome). PER L ATTUAZIONE DEL PROGETTO CRESCERE NEL CENTRO PREMESSO - che l Amministrazione

Dettagli

UNCEM Toscana, con sede in Firenze, Via Cavour 15, codice fiscale 90001910489, rappresentata dal dott. Oreste Giurlani in qualità di Presidente,

UNCEM Toscana, con sede in Firenze, Via Cavour 15, codice fiscale 90001910489, rappresentata dal dott. Oreste Giurlani in qualità di Presidente, PROTOCOLLO DI INTESA tra UNIONE NAZIONALE COMUNI COMUNITÀ ENTI MONTANI (UNCEM) TOSCANA e SOCIETA DELLA SALUTE VALDICHIANA SENES4 per l adesione al progetto MONTAGNA IN SALUTE Un programma di prevenzione

Dettagli

Protocollo di intesa. tra. L Istituto Nazionale per l Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) REGIONE LAZIO.

Protocollo di intesa. tra. L Istituto Nazionale per l Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) REGIONE LAZIO. Protocollo di intesa L Istituto Nazionale per l Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) tra e REGIONE LAZIO per l erogazione di prestazioni di assistenza sanitaria da parte dell istituto

Dettagli

REGOLAMENTO PER L INTEGRAZIONE/INCLUSIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ

REGOLAMENTO PER L INTEGRAZIONE/INCLUSIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ Istituto Statale di Istruzione Superiore Devilla Dessì La Marmora - Giovanni XXIII Via Donizetti, 1 Via Monte Grappa, 2-07100 Sassari, Tel 0792592016-210312 Fax 079 2590680 REGOLAMENTO PER L INTEGRAZIONE/INCLUSIONE

Dettagli

DELIBERAZIONE N. DEL. Direzione Regionale: INFRASTRUTTURE, AMBIENTE E POLITICHE ABITATIVE Area: RETI INFRASTRUTTURALI

DELIBERAZIONE N. DEL. Direzione Regionale: INFRASTRUTTURE, AMBIENTE E POLITICHE ABITATIVE Area: RETI INFRASTRUTTURALI REGIONE LAZIO DELIBERAZIONE N. DEL 409 04/08/2015 GIUNTA REGIONALE PROPOSTA N. 11006 DEL 10/07/2015 STRUTTURA PROPONENTE Direzione Regionale: INFRASTRUTTURE, AMBIENTE E POLITICHE ABITATIVE Area: RETI INFRASTRUTTURALI

Dettagli

REGOLAMENTO DEL REGISTRO PROVINCIALE E DELLA CONSULTA DEI SERVIZI SOCIALI E DEL TERZO SETTORE. TITOLO I (Registro Provinciale del Terzo Settore)

REGOLAMENTO DEL REGISTRO PROVINCIALE E DELLA CONSULTA DEI SERVIZI SOCIALI E DEL TERZO SETTORE. TITOLO I (Registro Provinciale del Terzo Settore) REGOLAMENTO DEL REGISTRO PROVINCIALE E DELLA CONSULTA DEI SERVIZI SOCIALI E DEL TERZO SETTORE TITOLO I (Registro Provinciale del Terzo Settore) ART. 1 (Principi fondamentali) La Provincia Regionale di

Dettagli

IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 8 NOVEMBRE 2000, N. 328, DELLA LEGGE REGIONALE 12 MARZO 2003, N. 2

IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 8 NOVEMBRE 2000, N. 328, DELLA LEGGE REGIONALE 12 MARZO 2003, N. 2 INTEGRAZIONE ALL ACCORDO DI PROGRAMMA DEL PIANO DI ZONA 2005-2007, PER L ADOZIONE DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2007 DEL DISTRETTO DI CESENA VALLE SAVIO E DEI PROGRAMMI PROVINCIALI IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE

Dettagli

La legge individua due diverse tipologie di autorizzazioni:

La legge individua due diverse tipologie di autorizzazioni: IMPORTANTI NOVITA PER CHI DEVE APRIRE UNO STUDIO PROFESSIONALE Legge regionale n. 10 del 21.07.2006 AUTORIZZAZIONE ALL ESERCIZIO DI ATTIVITA SANITARIE. La Legge Regionale n. 10 del 21.07.2006 ha provveduto

Dettagli

Regolamento. Funzionamento del Servizio Sociale Professionale. Ambito S9

Regolamento. Funzionamento del Servizio Sociale Professionale. Ambito S9 Regolamento Funzionamento del Servizio Sociale Professionale Ambito S9 1 Art.1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO In conformità del quadro normativo definito dalla legge 328/2000, della legge regionale 11/2007 (art.

Dettagli

Legge Regionale Sardegna 22/8/2007 n. 9 (B.U.R 31/8/2007 n. 28) Norme in materia di polizia locale e politiche regionali per la sicurezza

Legge Regionale Sardegna 22/8/2007 n. 9 (B.U.R 31/8/2007 n. 28) Norme in materia di polizia locale e politiche regionali per la sicurezza Legge Regionale Sardegna 22/8/2007 n. 9 (B.U.R 31/8/2007 n. 28) Norme in materia di polizia locale e politiche regionali per la sicurezza Articolo 1 - Oggetto e finalità Oggetto e finalità 1. La presente

Dettagli

PROTOCOLLO DI INTESA TRA UFFICIO COMUNE SERVIZI SOCIALI DEL LIVELLO OTTIMALE VALDARNO INFERIORE, LA SOCIETA DELLA SALUTE DEL VALDARNO INFERIORE E

PROTOCOLLO DI INTESA TRA UFFICIO COMUNE SERVIZI SOCIALI DEL LIVELLO OTTIMALE VALDARNO INFERIORE, LA SOCIETA DELLA SALUTE DEL VALDARNO INFERIORE E PROTOCOLLO DI INTESA TRA UFFICIO COMUNE SERVIZI SOCIALI DEL LIVELLO OTTIMALE VALDARNO INFERIORE, LA SOCIETA DELLA SALUTE DEL VALDARNO INFERIORE E L AZIENDA USL 11 DI EMPOLI PER L UTILIZZO DEL PROGRAMMA

Dettagli

Delibera della Giunta Regionale n. 323 del 03/07/2012

Delibera della Giunta Regionale n. 323 del 03/07/2012 Delibera della Giunta Regionale n. 323 del 03/07/2012 A.G.C. 20 Assistenza Sanitaria Settore 3 Interventi a favore di fasce socio-sanitarie particolarmente 'deboli' Oggetto dell'atto: "ADOZIONE DELLA SCHEDA

Dettagli

ARSAGO SEPRIO - BESNATE - CARDANO AL CAMPO CASORATE SEMPIONE - FERNO GOLASECCA LONATE POZZOLO - SOMMA LOMBARDO - VIZZOLA TICINO

ARSAGO SEPRIO - BESNATE - CARDANO AL CAMPO CASORATE SEMPIONE - FERNO GOLASECCA LONATE POZZOLO - SOMMA LOMBARDO - VIZZOLA TICINO Art. 1 - Premessa La Legge 328/00 e la Legge Regionale n. 3/2008 sono volte ad assicurare alle persone ed alle famiglie un sistema integrato di interventi e servizi sociali, finalizzato alla promozione

Dettagli

Regolamento Servizio Assistenza Domiciliare Minori Premessa

Regolamento Servizio Assistenza Domiciliare Minori Premessa Regolamento Servizio Assistenza Domiciliare Minori Premessa A seguito della stesura del protocollo operativo, approvato dal Direttivo della Comunità Montana Valle Seriana Superiore con Delibera n. 27 del

Dettagli

COMUNE DI VALLE MOSSO Provincia di Biella REGOLAMENTO

COMUNE DI VALLE MOSSO Provincia di Biella REGOLAMENTO REGOLAMENTO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE (L.R. 14/4/2003, N. 7 D.P.G.R. 18/10/2004, nn. 7R e 8R) ART. 1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO Il presente regolamento disciplina, nel rispetto dei principi fondamentali

Dettagli

L anno 2010 il giorno del mese di.., presso in Via n., Premesso che

L anno 2010 il giorno del mese di.., presso in Via n., Premesso che Protocollo d intesa metodologico-operativo tra la Provincia di Fermo Settore Formazione Professionale, Scuola e Politiche del Lavoro e Settore Politiche Sociali, gli Ambiti Territoriali Sociali XIX e XX

Dettagli

tutto quanto sopra premesso e considerato, tra:

tutto quanto sopra premesso e considerato, tra: Protocollo d intesa tra la Regione Piemonte e la Direzione Investigativa Antimafia - Centro Operativo di Torino per le modalità di fruizione di dati informativi concernenti il ciclo di esecuzione dei contratti

Dettagli

FEP 2007/2013 SPESE AMMISSIBILI MISURA ASSISTENZA TECNICA

FEP 2007/2013 SPESE AMMISSIBILI MISURA ASSISTENZA TECNICA FEP 2007/2013 SPESE AMMISSIBILI MISURA ASSISTENZA TECNICA Settembre 2009 Indice Introduzione...3 1. Azioni e relative spese ammissibili...3 1.1 Acquisizione di personale di supporto...3 1.2 Valutazione...4

Dettagli

COMUNE DI CETONA. Provincia di Siena. Regolamento del Nido Intercomunale d'infanzia di Piazze ART. 1 OGGETTO

COMUNE DI CETONA. Provincia di Siena. Regolamento del Nido Intercomunale d'infanzia di Piazze ART. 1 OGGETTO COMUNE DI CETONA Provincia di Siena Regolamento del Nido Intercomunale d'infanzia di Piazze ART. 1 OGGETTO Il presente regolamento disciplina l attività di gestione del Nido Intercomunale d Infanzia di

Dettagli

REGIONE DEL VENETO AZIENDA UNITA LOCALE SOCIO SANITARIA N. 6 VICENZA PROVVEDIMENTO DEL DIRIGENTE RESPONSABILE

REGIONE DEL VENETO AZIENDA UNITA LOCALE SOCIO SANITARIA N. 6 VICENZA PROVVEDIMENTO DEL DIRIGENTE RESPONSABILE REGIONE DEL VENETO AZIENDA UNITA LOCALE SOCIO SANITARIA N. 6 VICENZA PROVVEDIMENTO DEL DIRIGENTE RESPONSABILE Servizio Risorse Umane e Relazioni Sindacali delegato dal Direttore Generale dell Azienda con

Dettagli

REGOLAMENTO DEI DISTRETTI SANITARI DELLA ASL ROMA H

REGOLAMENTO DEI DISTRETTI SANITARI DELLA ASL ROMA H REGOLAMENTO DEI DISTRETTI SANITARI DELLA ASL ROMA H INDICE Articolo 1- Ambito di applicazione... 3 Articolo 2- Fonti normative... 3 Articolo 3- Definizione... 3 Articolo 4- Obiettivi e finalità del Distretto...

Dettagli

CITTÀ DI MORBEGNO PROVINCIA DI SONDRIO

CITTÀ DI MORBEGNO PROVINCIA DI SONDRIO CITTÀ DI MORBEGNO PROVINCIA DI SONDRIO N 155 N 14052 di prot. DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE Oggetto : APPROVAZIONE PROTOCOLLO D INTESA CON LA PROVINCIA DI SONDRIO RELATIVO ALLA GESTIONE COORDINATA

Dettagli

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA DELIBERAZIONE N. 69/ 23 DEL 10.12.2008

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA DELIBERAZIONE N. 69/ 23 DEL 10.12.2008 REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA DELIBERAZIONE N. 69/ 23 Oggetto: LR 20/ 97, art. 3. Finanziamento di progetti d intervento a favore di persone con disturbo mentale e di persone con disabilità intellettive.

Dettagli

INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELLA COOPERAZIONE (BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA n. 16 del 9 dicembre 2010)

INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELLA COOPERAZIONE (BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA n. 16 del 9 dicembre 2010) REGIONE LIGURIA LEGGE REGIONALE 7 DICEMBRE 2010 N. 19 INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELLA COOPERAZIONE (BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA n. 16 del 9 dicembre 2010) Il Consiglio regionale

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA TRA. Ministero dell Economia e delle Finanze Ragioneria Generale dello Stato

PROTOCOLLO D INTESA TRA. Ministero dell Economia e delle Finanze Ragioneria Generale dello Stato PROTOCOLLO D INTESA TRA Ministero dell Economia e delle Finanze Ragioneria Generale dello Stato E Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture PREMESSO CHE la legge 31

Dettagli

Il sistema integrato di interventi e servizi sociali ed il piano di zona. www.ulss.tv.it

Il sistema integrato di interventi e servizi sociali ed il piano di zona. www.ulss.tv.it Il sistema integrato di interventi e servizi sociali ed il piano di zona www.ulss.tv.it Principi costituzionali Art. 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo

Dettagli

PROVINCIA DI CROTONE REGOLAMENTO

PROVINCIA DI CROTONE REGOLAMENTO PROVINCIA DI CROTONE REGOLAMENTO DEL REGISTRO DELLE ASSOCIAZIONI E DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO AVENTI SEDE NEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI CROTONE Articolo 1 Finalità ed Istituzione dell Albo

Dettagli

DELIBERAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE

DELIBERAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE 36016 Thiene (VI VI) N. 27/2014 di reg. DELIBERAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE Con l'assistenza dei signori: In data: 16/01/2014 Direttore Amministrativo Direttore Sanitario Direttore dei Servizi Sociali

Dettagli