Impianti elettrici e abbattimento delle barriere architettoniche (seconda parte)

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1 Pubblicato il: 04/01/2005 Aggiornato al: 18/01/2005 (seconda parte) di Gianluigi Saveri Relativamente all impianto elettrico devono essere rimosse tutte quelle barriere che non permettono o che in qualunque modo limitano la possibilità di usufruire, in tutta comodità e sicurezza, dell impianto elettrico da parte dei portatori di handicap. Di seguito sono elencate e brevemente descritte le principali disposizioni in materia di superamento e di eliminazione delle barriere architettoniche. 1. Circolare Ministero Lavori pubblici CIRCOLARE MINISTERO LAVORI PUBBLICI 19 GIUGNO 1968, N "NORME PER ASSICURARE L'UTILIZZAZIONE DEGLI EDIFICI SOCIALI DA PARTE DEI MINORATI FISICI E PER MIGLIORARNE LA GODIBILITÀ IN GENERALE" migliorare la godibilità generale e ad assicurare la piena utilizzazione degli edifici sociali da parte dei minorati fisici, attraverso l'eliminazione degli ostacoli fisici che vengono indicati come barriere architettoniche favorire il processo di reinserimento del minorato fisico nella società e promuovere un processo di sensibilizzazione degli organi interessati e, più largamente, dell'opinione pubblica, strutture edilizie a carattere collettivo, con particolare riguardo al settore dell'edilizia sociale (non solo edilizia sociale ma anche edilizia collettiva in generale ed edilizia residenziale), sia per le nuove costruzioni che per le costruzioni già esistenti, nel caso che queste ultime siano sottoposte a ristrutturazione. Le norme hanno valore integrativo e non sostitutivo di altre vigenti regolamentazioni ed in modo specifico di quelle relative alla progettazione ed esecuzione di opere ed edifici costruiti dallo Stato e da enti pubblici. Prescrizioni particolari Sistemazioni esterne - parcheggi, percorsi pedonali (pavimentazione, cigli). Struttura edilizia: accessi, piattaforma di distribuzione, rampe, pavimentazione, porte, pavimenti, scale, gradini, corrimano, parapetto, pavimentazione, corrimano, corridoi e passaggi, porta, apertura e chiusura. Locali speciali: sale per riunioni o spettacoli, locali di ufficio accessibili al pubblico, locali igienici, lavabo, specchio, corrimani, campanello elettrico di segnalazione. Impianti ed apparecchiature elettriche (Estratto dalla circolare) Impianti ed apparecchiature elettriche 1

2 Ascensori Generalità L'ascensore è il principale mezzo di traslazione verticale all'interno della struttura edilizia, pertanto ne deve essere prevista l'installazione negli edifici sociali con più di un piano fuori terra, ogni qualvolta la generalità del pubblico debba accedere ai piani in elevazione. Caratteristiche L'ascensore, per essere utilizzabile dalla generalità del pubblico deve: avere una cabina di dimensioni minime di m.1,50 di lunghezza e di m.1,20 di larghezza; avere la porta della cabina di luce libera minima pari a m.0,90; avere una luce libera sul ripiano di fermata, anteriormente alla porta della cabina, di almeno m.2,00 (vedi 2.2.2); avere l'arresto ai piani dotato di un sistema di autolivellamento del pavimento della cabina con quello del piano di fermata o, in assenza di tale caratteristica, essere sottoposto, oltre che alla manutenzione di uso, anche ad una frequente correzione dei dislivelli di fermata; avere le porte, interne ed esterne, a scorrimento laterale automatico. Specificazioni Il sistema di apertura delle porte deve essere dotato di idoneo meccanismo per l'arresto e l'inversione della chiusura delle porte stesse (cellula fotoelettrica, costole mobili, ecc.), in caso di ostruzione del vano porta. Le porte di un ascensore automatico devono rimanere aperte per almeno 8 secondi, e il tempo di chiusura non deve essere inferiore a 4 secondi. Lo stazionamento della cabina ai piani di fermata deve avvenire con porte chiuse. La bottoniera di comando interna ed esterna deve avere il bottone più alto ad un'altezza massima di m.1,20 dal pavimento. Nell'interno della cabina, oltre il campanello allarme, deve essere posto il citofono ad un'altezza massima di m.1,20. Impianti telefonici pubblici Generalità Al fine di consentire l'uso di impianti telefonici pubblici da parte anche di persone a ridotte o impedite capacità motorie, deve prevedersi la possibilità, da valutare in sede appropriata, di dotare gli edifici sociali di cabine telefoniche particolarmente dimensionate e attrezzate, o di apparecchi telefonici a parete per i quali deve essere applicato quanto di seguito specificato circa la posizione dell'apparecchio e degli accessori. Caratteristiche La cabina telefonica, utilizzabile da persone a ridotte o impedite capacità motorie, deve essere accessibile mediante un percorso continuo orizzontale o raccordato con rampe. Il dislivello massimo fra il pavimento interno della cabina telefonica e il pavimento esterno non deve superare i cm.2,5. La porta di accesso deve avere una luce netta minima di m.0,85 (vedi 2.2.6) e deve essere sempre apribile verso l'esterno. Le dimensioni minime della cabina telefonica devono essere di m.1,20 per m.1,20. Specificazioni L'apparecchio telefonico deve essere situato nella parete opposta all'accesso ad un'altezza massima di m.0,90 dal pavimento. Sulla stessa parete deve prevedersi un sedile ribaltabile a scomparsa, avente piano di appoggio ad un'altezza di m.0,45. La mensola porta elenchi deve essere posta ad un'altezza di m.0,80. La porta di accesso deve consentire la libera visuale fra interno ed esterno, e deve essere dotata di apposito corrimano orizzontale, posto ad una altezza di m.0,80 dal pavimento, per l'apertura a spinta. Deve essere sempre garantita un'adeguata ventilazione della cabina, eventualmente integrata da apparecchiature elettriche di aspirazione. L'impianto di illuminazione può 2

3 essere previsto con interruttore a piattaforma, solo quando questo non determini dislivelli tra il pavimento esterno ed interno superiori a cm.2,5. Apparecchi elettrici di comando e segnalazione Generalità Apparecchi elettrici di comando. Negli edifici sociali tutti gli ambienti accessibili da parte della generalità del pubblico, devono essere dotati di apparecchi elettrici di comando situati in modo da non richiederne la manovra da parte del pubblico stesso. In tutti quei casi ove risulta indispensabile la manovra degli apparecchi elettrici di comando da parte del pubblico, devono essere seguite le prescrizioni di seguito riportate. Apparecchi elettrici di segnalazione. Negli edifici sociali, tutti gli ambienti accessibili da parte della generalità del pubblico, devono essere dotati di idonei apparecchi di segnalazione visiva e acustica, al fine di fornire immediate e sintetiche informazioni al pubblico stesso. Caratteristiche Apparecchi elettrici di comando. Tutti gli apparecchi elettrici di comando (interruttori, campanelli di allarme, ecc.), manovrabili da parte della generalità del pubblico, devono essere posti ad una altezza massima di m.0,90 dal pavimento. Devono inoltre essere facilmente individuabili e visibili anche in caso di illuminazione nulla (piastre o pulsanti fluorescenti, ecc.). Apparecchi elettrici di segnalazione. Gli apparecchi elettrici di segnalazione ottica devono essere posti ad una altezza compresa fra i m.2,50 e i m.3,00 dal pavimento. Tutti gli apparecchi elettrici di segnalazione devono essere posti, nei vari ambienti, in posizione tale da consentire l'immediata percezione visiva ed acustica. Specificazioni Apparecchi elettrici di comando. Gli apparecchi elettrici di comando devono essere preferibilmente azionabili mediante leggera pressione. Apparecchi elettrici di segnalazione. Gli apparecchi elettrici di segnalazione devono fornire contemporaneamente informazioni visive e sonore. 3

4 2. Legge 30 marzo 1971 LEGGE 30 MARZO 1971, n. 118, DI CONVERSIONE DEL D.L. 30 GENNAIO 1971, N. 5 NUOVE NORME IN FAVORE DEI MUTILATI E INVALIDI CIVILI (GAZZETTA UFFICIALE n. 82 DEL 2 APRILE 1971) ARTICOLO 27 e CIRCOLARE MINISTERO INTERNO 22 MARZO 1972 "LOCALI PER PUBBLICI SPETTACOLI E MANIFESTAZIONI - ATTUAZIONE DISPOSIZIONI PREVISTE DALL'ARTICOLO 27 DELLA LEGGE 30 MARZO 1971, N. 118, RECANTE "NUOVE NORME IN FAVORE DEI MUTILATI E INVALIDI CIVILI" facilitare la vita di relazione dei mutilati e invalidi civili edifici pubblici o aperti al pubblico, istituzioni scolastiche, prescolastiche o di interesse sociale di nuova edificazione, servizi di trasporti pubblici (in particolare i tram e metropolitane) comuni e esercenti attività aperte al pubblico in edifici e luoghi di nuova edificazione o costruiti prima dell'entrata in vigore della presente legge. 4

5 3. Dpr 27 aprile 1978 DPR 27 APRILE 1978, N. 384 "REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELL'ARTICOLO 27 DELLA LEGGE 30 MARZO 1971, N. 118, A FAVORE DEI MUTILATI E INVALIDI CIVILI, IN MATERIA DI BARRIERE ARCHITETTONICHE E TRASPORTI PUBBLICI" (G.U. N. 204 DEL 22 LUGLIO 1978) Il presente provvedimento è stato abrogato dall'articolo 32 del DPR , n. 503 che lo ha sostituito. 5

6 4. Legge 28 febbraio 1986 LEGGE 28 FEBBRAIO 1986,N. 41 "DISPOSIZIONI PER LA FORMAZIONE DEL BILANCIO ANNUALE E PLURIENNALE DELLO STATO -LEGGE FINANZIARIA 1986" ARTICOLO 32 - COMMI 20, 21, 22 (G.U. N S.O. ALLA G.U. N. 39 DEL 17/02/1994) predisposizione dei piani di eliminazione delle barriere architettoniche. edifici, spazi e servizi pubblici. per i comuni 6

7 5. Legge 9 gennaio 1989 LEGGE 9 GENNAIO 1989, N. 13 "DISPOSIZIONI PER FAVORIRE IL SUPERAMENTO E L'ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE NEGLI EDIFICI PRIVATI" (G.U. N. 21 DEL 26/01/1989) Eliminare o superare le barriere architettoniche in sede di progettazione garantendo l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità. La progettazione deve comunque prevedere: accorgimenti tecnici idonei all'installazione di meccanismi per l'accesso ai piani superiori, ivi compresi i servoscala; idonei accessi alle parti comuni degli edifici e alle singole unità immobiliari; almeno un accesso in piano, rampe prive di gradini o idonei mezzi di sollevamento; l'installazione, nel caso di immobili con più di tre livelli fuori terra, di un ascensore per ogni scala principale raggiungibile mediante rampe prive di gradini. 1. agli edifici privati di nuova costruzione, residenziali e non, ivi compresi quelli di edilizia residenziale convenzionata; 2. agli edifici di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata ed agevolata; 3. alla ristrutturazione degli edifici privati di cui ai precedenti punti 1 e 2; 4. agli spazi esterni di pertinenza degli edifici di cui ai punti precedenti 7

8 6. Circolare Ministero dei Lavori Pubblici n. 1669/U.L. CIRCOLARE DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI N. 1669/U.L. CIRCOLARE ESPLICATIVA DELLA L. 9 GENNAIO 1989, N. 13 Applicazione della legge n. 13/1989 superare ed eliminare le barriere architettoniche negli edifici privati. erogare contributi alle persone disabili per il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche e localizzative negli edifici e negli alloggi di edilizia residenziale privata. Le procedure e modalità operative si presentano suddivise in tre parti relativamente a: nuove costruzioni e ristrutturazioni - prescrizioni riguardanti la costruzione di nuovi edifici ed alla ristrutturazione di interi edifici esistenti; innovazioni opere da attuare sugli edifici esistenti, volte a rimuovere le barriere architettoniche; procedimento per la concessione dei contributi - regole per ottenere la concessione di contributi a fondo perduto per la realizzazione di interventi mirati per il superamento e l eliminazione delle barriere architettoniche. Nuovi edifici o ristrutturazione di interi edifici, compresi quelli di edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata ed agevolata, realizzati successivamente all'entrata della legge. In osservanza di quanto prescritto dal D. M. dei lavori pubblici del 14 /06/1989, n. 236 "Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche. 8

9 7. DM 14 giugno 1989 DM 14 GIUGNO 1989, N. 236 "PRESCRIZIONI TECNICHE NECESSARIE A GARANTIRE L'ACCESSIBILITÀ, L'ADATTABILITÀ E LA VISITABILITÀ DEGLI EDIFICI PRIVATI E DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA SOVVENZIONATA E AGEVOLATA, AI FINI DEL SUPERAMENTO E DELL'ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE" (S.O. ALLA GAZZ. UFF. N. 145 DEL 23 GIUGNO 1989) (Regolamento di attuazione dell'articolo 1 della Legge 9 gennaio 1989, n.13 "Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata" superamento ed eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata. edifici privati di nuova costruzione, residenziali e non, ivi compresi quelle di edilizia residenziale convenzionata; edifici di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata ed agevolata, di nuova costruzione; ristrutturazione degli edifici privati di cui ai precedenti punti 1. e 2., anche se preesistenti all'entrata in vigore del decreto. Il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche e localizzative secondo con i criteri indicati dall'allegato A "Criteri di progettazione 9

10 8. Legge 5 febbraio 1992 LEGGE 5 FEBBRAIO 1992, N. 104 LEGGE-QUADRO PER L ASSISTENZA, L INTEGRAZIONE SOCIALE E I DIRITTI DELLE PERSONE HANDICAPPATE (S.O. ALLA GAZZETTA UFFICIALE N. 39 DEL 17 FEBBRAIO 1992) dettare i principi dell'ordinamento in materia di diritti, integrazione sociale e assistenza della persona. Edifici pubblici o privati aperti al pubblico, relativamente alle barriere architettoniche; Viabilità e segnaletica stradale, relativamente alle barriere localizzative; Attività sportive, turistiche e ricreative. Adeguamento degli edifici, degli spazi e dei servizi pubblici, privati e aperti al pubblico secondo criteri, tempi e modalità stabiliti dalle rispettive leggi e prescrizioni tecniche di riferimento. 10

11 9. Dpr n. 503 del 24 luglio 1996 DECRETO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA N. 503 DEL 24 LUGLIO 1996 REGOLAMENTO RECANTE NORME PER L ELIMINAZIONE DELLA BARRIERE ARCHITETTONICHE NEGLI EDIFICI, SPAZI E SERVIZI PUBBLICI (S.O. ALLA GAZZETTA UFFICIALE N. 227 DEL 27 SETTEMBRE 1996) eliminare gli impedimenti comunemente definiti "barriere architettoniche". si applica agli edifici e spazi pubblici di nuova costruzione, ancorché di carattere temporaneo, o a quelli esistenti qualora sottoposti a ristrutturazione. Si applicano altresì agli edifici e spazi pubblici sottoposti a qualunque altro tipo di intervento edilizio suscettibile di limitare l'accessibilità e la visitabilità, almeno per la parte oggetto dell'intervento stesso.si applicano inoltre agli edifici e spazi pubblici in tutto o in parte soggetti a cambiamento di destinazione se finalizzata all'uso pubblico, nonché ai servizi speciali di pubblica utilità. per i comuni. 11

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