MICHELA CANEPARI CORSO DI TRADUZIONE DALL INGLESE ALL ITALIANO. Seconda edizione

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1 MICHELA CANEPARI CORSO DI TRADUZIONE DALL INGLESE ALL ITALIANO Seconda edizione

2 MICHELA CANEPARI CORSO DI TRADUZIONE DALL INGLESE ALL ITALIANO Seconda edizione Milano 2007

3 EDUCatt - Ente per il Diritto allo Studio Universitario dell Università Cattolica Largo Gemelli 1, Milano - tel fax (produzione); (distribuzione) web: ISBN: L immagine di copertina è di Nicholas Currey. Questo volume è stato stampato nel mese di marzo 2011 presso la LITOGRAFIA SOLARI - Peschiera Borromeo (Milano)

4 Indice Ringraziamenti... 7 Lista delle abbreviazioni...10 Prefazione...11 PARTE PRIMA La traduzione: storia e sviluppi...15 I Translation Studies...18 I Cultural Studies...24 Il lavoro del traduttore...30 PARTE SECONDA Il contesto...41 Culture-bound expressions ed il cultural background del traduttore I sussidi del traduttore: dizionari, enciclopedie e risorse on/off line Il registro Idiom, usi figurati del linguaggio e la scrittura del linguaggio parlato Titoli e sottotitoli Gli stili di scrittura Sigle e abbreviazioni Le unità di misura Il cotesto L ordine delle parole e le inflessioni della lingua Reference: anafore e catafore I segni di interpunzione ed i segni ortografici Gli articoli Le espressioni composte Le forme verbali: costruzione, modo e tempo Appendice Testi citati

5 Indice dei passi antologici 48 Hours in Nice A Big Hand for B.C A Brief History of the Future The Origins of the Internet A Brief History of Time From The Big Bang to Black Holes...54 A Cure for Winter Blues A Guide to Spain A Nice Walk...74 A Place Where the Past is not Another Country A Rite of Passage That Wasn t a Saga All Aboard the Nordic Travelator Associations and Trusts B.C BA and Air France to Ground Concorde Bank Leaves Rates on Hold Borghini s Discorsi...49 Brighton, Sweet Brighton! Britain Cuts its Forecast for Growth Broom-Hilda Rides Again Broom-Hilda Rides Again...97 Campbell R. Harvey s Hypertextual Finance Glossary...62 Can the Subaltern Speak?...48 Carmageddon II Carpocalypse Now...99 China Budget Deficit to Expand Clause 4 of the New Labour Party Coast to Coast...76 Confidence Falls in Euro Zone Corsica and its Contradictions Couch Potatoes Currency Exchange Dal Big Bang ai buchi neri una breve storia del tempo Dead Famous: Mary, Queen of Scots and her Hopeless Husbands Depth Chargers

6 Different Kinds of Pies...64 Discover the World of Art and its Masters Dune Roaming English vs. englishes Ethnoaccountancy Empty Cookie Jar Festivals and Seasonal Events...45 Figuring Lacan Fitness First in 204m Management Buyout Fodor s Guidelines Hampton Court Palace: Surrey KT8 9AU Hermes Trismegistus...80 Image, Music, Text Indicazioni editoriali Fodor s Inside Base Camp With Tom Foreman Iraqi Tactics Italians Obsessions...52 L incantatrice Mint and Lemon Roast Lamb...77 Mom s Apple Pie Money Matters Native American Prophecies...81 No Taxation Without Representation Office Depot Offers to Buy French Peer Orientalism Party On In Petersburg The Great Paying Back a Mortgage Playing the Fairway Projects and Organization of The World Tourism Organization...68 Protection of Property Interests...83 Psychobabble Read Your Horoscope Now...79 Recession Room Service: Four Seasons, Istanbul, Turkey Skeleton Coast Camp: Desert For Wildlife Smart Travel Tips A to Z Snoopy Annual

7 Sony Leads Charge to Cash in on Iraq Spain s Third City Sees Winter Off With a Bang...88 Talking about Banks The Best Hotel in France The Call of the Wild The Cat in the Hat...92 The Complete Guide to Australian Beaches The Enchantress The Matrix...89 The Mortgage...60 The People from Belize The Puppet Master s Strings The Role of Metaphor in the Production of Ideology The Truth about Transylvania The Windows Interface Guidelines for Software Design The Windows Interface Guidelines for Software Design The World of Islam The World Tourism Organization The World Trade Organization Trading into the future US Shares Remain Flat by Late Afternoon Welcome to Greece!...58 Welcome to your Backyard What to Do and What to Eat on the Garden Route White Woman Listen!

8 Ringraziamenti Come sempre, ringrazio Nick Currey, che nonostante la distanza rimane un punto fermo nella mia attività di ricerca. Vorrei inoltre esprimere la mia gratitudine agli studenti che nel corso degli anni hanno seguito le mie lezioni stimolando, con i loro dubbi e i loro suggerimenti, la stesura del presente testo. 7

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10 Sarebbe ingenuo pensare che una traduzione possa risolversi in un doppione dell originale, un calco, un imitazione o una parafrasi; così come sarebbe presuntuoso pretendere che la traduzione sia la stessa opera dell originale con un lessico diverso. Come ha detto Ortega y Gasset, la traduzione è un genere a sé, diverso dagli altri generi letterari e con finalità proprie; per la semplice ragione che la traduzione non è l opera, ma un cammino verso l opera. (Maria José Lancastre e Antonio Tabucchi, traduttori de Il Livro do Desassossego di Fernando Pessoa). The fact that we are able to produce an equivalent in English for every words in a foreign language text does not mean that we can give an adequate translation of the text. Translation implies that we have the capacity to enter into the mind, the world, and the culture of the speakers or writers and that we can express their thought in a manner that is not only parallel to the original, but also acceptable to the target language. Nearly all language is translatable cultural references, proverbs, idioms and jokes can at least be replaced by equivalents which carry a message that is conceptually identical in both languages. (Frederick Fuller, traduttore).

11 Lista delle abbreviazioni ST TT SL TL SC TC TR Source Text (testo fonte) Target Text (testo d arrivo) Source Language (lingua fonte) Target Language (lingua d arrivo) Source Culture (cultura fonte) Target Culture (cultura d arrivo) Target Reader (lettore d arrivo)

12 Prefazione Il presente volume vuole essere un sussidio essenzialmente pratico per gli studenti che seguono corsi di traduzione dall inglese all italiano e, come si intuisce dalla tipologia di testi proposti, si rivolge in particolare a chi desidera concentrarsi su testi di tipo diverso, non necessariamente letterario. Nonostante non voglia essere un manuale teorico di traduzione, le brevi note teoriche fornite in apertura dovrebbero stimolare l interesse dello studente e risultare utili per comprendere il panorama in cui si colloca il lavoro del traduttore 1. Il volume è quindi suddiviso in più parti. Nella prima parte verranno fornite alcune informazioni sullo sviluppo della traduzione e delle discipline dei translation e dei cultural studies, mentre nelle rimanenti sezioni si affronteranno ogni volta dei problemi di ordine pratico relativi ad aspetti particolari della lingua, con particolare attenzione agli aspetti contrastivi inglese-italiano. I consigli pratici dati nel corso del testo, unitamente ad alcune delle indicazioni generalmente fornite ai traduttori dalle case editrici, dovrebbero aiutare gli studenti a sviluppare strategie utili sia in sede d esame sia per eventuali incarichi retribuiti. Ovviamente, il presente testo non ha la pretesa di insegnare a tradurre bene. Rimane infatti dubbio che la traduzione possa essere insegnata, soprattutto perché la traduzione in senso generale può essere intesa più come un arte che una scienza. In effetti è possibile, come in questa sede, dare dei principi generali agli studenti, ma dopo questo primo stadio, il 1 Come apparirà evidente, nel corso del volume si è scelto di adottare la forma maschile universale (riferendosi quindi all autore, al lettore, al traduttore e così via), semplicemente per una questione di comodità e scorrevolezza. L introduzione delle corrispettive forme femminili, infatti, avrebbe purtroppo appesantito notevolmente il testo. Con tale scelta, comunque, non si vuole assumere alcuna posizione ideologica e, al contrario, si spera che quanto contenuto in queste pagine possa stimolare i lettori e le lettrici a vedere sempre, al di là delle formule maschili di convenienza, l altro femminile che da sempre rimane nascosto nella maggior parte degli scritti. 11

13 risultato finale dipende veramente dalla conoscenza e dalla sensibilità linguistica che il traduttore ha acquisito sia nella lingua di partenza che in quella di arrivo. Inevitabilmente, nelle traduzioni letterarie si perde qualcosa dell originale, ma in alcuni casi la traduzione viene considerata addirittura un opera migliore dell originale 2. Come dovrebbe a mio avviso essere fatto in ogni circostanza, quindi, in questi casi la traduzione viene considerata un lavoro nuovo, anche se derivato da un altro testo, e non semplicemente una trasposizione da una lingua ad un altra. In ogni caso, il detto italiano Traduttore traditore sembra giustificato. Eppure, nonostante non sia possibile dare dei principi assoluti, anche nel campo della traduzione, come per qualsiasi altra disciplina, la riflessione, lo studio e l esercizio, possono migliorare le prestazioni. Come diceva William Weaver, traduttore de Il nome della rosa di Umberto Eco, infatti, Translation, unfortunately, is something you learn only by doing (1983, p. 4). Su questa base, dopo brevi sezioni introduttive in cui si sollevano specifici problemi di traduzione, lo studente troverà una selezione di testi in cui tali problematiche sono sembrate particolarmente rilevanti, e di cui occasionalmente verrà fornita una traduzione in Appendice. Ovviamente i testi possono essere utilizzati come materiale per esercitazione ignorando l aspetto particolare su cui una certa sezione verte (per una maggiore comodità si è pertanto pensato di elencare i testi in ordine alfabetico), ma nel suo complesso il volume vuole essere un sussidio in grado di aiutare lo studente nel suo percorso verso una traduzione ragionata. 2 Questa è l opinione talvolta espressa sulla traduzione del The Rubáiyát of Omar Khayyám fatta dall autore inglese Edward Fitzgerald. 12

14 PARTE PRIMA

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16 La traduzione: storia e sviluppi Contrariamente alla disciplina dei translation studies, sviluppatasi in tempi molto recenti, la traduzione è una pratica molto antica, nata essenzialmente come esigenza in seguito all incontro tra culture differenti. Prima dell invenzione e la diffusione della scrittura, la traduzione era chiaramente istantanea e orale. Una volta che le nostre comunità hanno adottato la scrittura, si è iniziato a pensare alla traduzione come alla conversione di un testo scritto in una lingua in un altro testo scritto, anche se recentemente c è stato un grande sviluppo dell oralità della traduzione grazie all emergere di traduttori ed interpreti simultanei professionisti, impiegati soprattutto in occasione di conferenze e convegni internazionali. Gli scopi della traduzione, sia scritta che orale, sono evidentemente i medesimi, anche se è innegabile che la traduzione di un testo scritto permette una maggiore precisione stilistica ed una tecnica più raffinata. Già nella poliglotta Babilonia di Hammurabi, 3 gli scribi traducevano in lingue diverse gli editti commerciali. Durante il suo regno, in effetti, ci furono cambiamenti in quasi tutte le sfere della vita pubblica, e se Hammurabi non riuscì ad istituire un sistema burocratico efficiente, si deve essenzialmente al suo stile personale di governo e al fatto che durante l ultima parte del suo regno fu ripetutamente coinvolto in guerre. Fu probabilmente la mancanza di un sistema amministrativo funzionale a 3 Hammurabi, sesto re della prima dinastia dell antica Babilonia che regnò circa dal 1792 al 1750 a.c., è famoso per il suo Codice, per molto tempo considerato il più antico della storia. Il codice è costituito da un insieme delle decisioni legali di Hammurabi, raccolte verso la fine del suo impero ed iscritte su una stele posta nel tempio di Marduk, il dio nazionale di Babilonia. Le 282 leggi si riferiscono a vari aspetti economici della società del tempo (prezzi, tariffe e commercio), alla situazione delle famiglie (matrimonio e divorzio), al diritto penale (casi di furto e aggressione) e a quello civile (schiavismo e debiti). Le punizioni variavano a seconda dello stato dei perpetratori e delle circostanze. Il testo deriva dal diritto sumero, e anche se il testo esistente è in lingua semita, e nessuna versione sumera sembra essere sopravvissuta, il codice doveva essere applicato ad un reame più vasto ed integrava tradizioni e genti semite e sumere. 15

17 determinare, dopo la sua morte, il rapido deterioramento della sua importanza nella storia della Mesopotamia. In ogni caso, possiamo dire che il grande impulso alla pratica della traduzione venne dato, intorno al 130 a.c., dalle traduzioni del Vecchio Testamento in Greco. In seguito, fu San Gerolamo, il famoso traduttore della Bibbia in latino dagli originali ebraico e greco, a sottolineare i problemi legati alla pratica della traduzione. Nel 382, infatti, il Papa Damasus chiese a Gerolamo una traduzione in latino della Bibbia sulla base di tutte le versioni che venivano utilizzate all epoca. Dopo aver tradotto i salmi e alcuni libri dal greco, Gerolamo decise di produrre una traduzione dell intero Vecchio Testamento basata direttamente sull originale ebraico, un processo che terminò intorno al 405. La traduzione di Gerolamo non venne accettata immediatamente, e nel corso dei secoli vari curatori e correttori produssero nuove edizioni della Vulgata, fino ad arrivare al XIII secolo, quando l Università di Parigi ne produsse un importante edizione. Nel 1546 il Concilio di Trento decretò che la Vulgata sarebbe stata la sola Bibbia in latino, e chiese che venisse stampata con il minor numero possibile di errori. La Vulgata pubblicata durante il pontificato di Clemente VIII nel 1592 divenne quindi il testo biblico più autorevole per la Chiesa Cattolica, e nonostante nell età moderna se ne siano prodotte diverse edizioni critiche, fu solo nel 1965 che il secondo Concilio Vaticano assegnò ad una commissione il compito specifico di rivedere la traduzione originale. I problemi della traduzione di Gerolamo, come egli stesso riconobbe, erano essenzilamente legati al fatto che lingue diverse non agiscono in isolamento, ma operano all interno di culture differenti. Gli studiosi moderni che traducono la Bibbia nelle lingue di popoli distanti dall Europa, sono ben consci del fatto che è molto difficile trovare, per esempio, un equivalente di agnello, quando la target-audience non possiede né una tradizione di sacrifici espiatori né l associazione (del tutto culturale) fra agnello e innocenza. Queste riflessioni corrispondono in parte a quelle compiute, in tempi recenti, dal teologo inglese Ronald Knox, che nel 1945 produsse una traduzione in inglese del Nuovo Testamento. Cinque anni più tardi, inoltre, pubblicò il Vecchio Testamento e il volume On Englishing the 16

18 Bible, in cui prende in esame i diversi problemi che si presentano al traduttore. Le prime riflessioni sull arte del tradurre, comunque, si hanno già nella Roma antica. Infatti, non solo Quintiliano, Orazio, Catullo e Plinio diedero tutti grandi contributi allo studio della traduzione, ma fu proprio Cicerone ad elaborare per primo una delle questioni che avrebbero tormentato i traduttori di tutte le epoche, e cioè se sia preferibile una traduzione letterale (in cui il traduttore è fedele alle parole del testo), oppure una traduzione libera (in cui la preferenza viene accordata al pensiero contenuto nel testo). Mentre Cicerone tendenzialmente preferiva una traduzione libera, le traduzioni della Bibbia prodotte durante il Medioevo (notoriamente periodo di espansione del Cristianesimo) erano caratterizzate da un approccio letterale a causa di una forma di riverenza nei confronti della Sacra Scrittura. Sempre nello stesso periodo furono comunque numerose anche le traduzioni di testi medici, filosofici, matematici ecc. in lingua ebraica e greca. Durante il Rinascimento, poi, la nascita e l affermazione delle lingue nazionali porteranno ad un cambiamento radicale dello stesso atto del tradurre, dal momento che non si traduce più solo dal latino e dal greco, ma anche dalle lingue che venivano prima considerate volgari. Indubbiamente, la figura di spicco nel mondo della traduzione del Rinascimento è Martin Lutero, che nel 1522 pubblicò la sua traduzione del Vecchio Testamento, anche se forse è più nel mondo profano che si moltiplicano le meditazioni sull arte del tradurre. È interessante notare che nel XVII e XVIII secolo, la traduzione dei testi laici era caratterizzata da una libertà senza precedenti, come testimonia la traduzione delle Odi Pindariche di Abraham Cowley, fortemente criticate da Dryden, il cui lavoro di riflessione sull arte della traduzione servì forse da ispirazione anche per George Campbell di Aberdeen (che nel 1789 pubblicò un volume sulla storia e la teoria della traduzione legato alle Sacre Scritture), Alexander Fraser Tytler (che l anno successivo pubblicò The Principles of Translation), e naturalmente Matthew Arnold, che riprodusse Omero in esametri. 17

19 Per ragioni di spazio e di scopi, si vuole limitare questo brevissimo excursus alle notizie più essenziali, arrivando così al secolo scorso che, grazie a personalità come Ferdinande de Saussure e Roman Jakobson, fu caratterizzato da un forte impulso allo studio della teoria della traduzione. A Saussure, si devono infatti alcune delle dicotomie che sarebbero diventate fondamentali nell ambito della linguistica. Il linguista svizzero elaborò i concetti di langue (linguaggio come sistema) e parole (l espressione linguistica dei singoli parlanti), signifié (il concetto) e signifiant (la parte tangibile del segno, per esempio suoni, disegni, inchiostro, gesti ecc.), sostenendo che il rapporto che unisce la cosa o il concetto alla parola non è naturale ma arbitrario, e che ogni elemento all interno del sistema linguistico assume un significato in base alla sua differenza dagli altri segni. Jackobson, invece, linguista russo appartenente al Circolo strutturalista di Praga, nel saggio Aspetti linguistici della traduzione, affronta il problema dello stretto rapporto tra linguistica e traduzione, indicando tre tipi essenziali di traduzione a seconda che il traduttore interpreti i segni linguistici di una lingua per mezzo di altri segni della stessa lingua (riformulazione), per mezzo di un altra lingua (traduzione propriamente detta) o per mezzo di sistemi di segni non linguistici (trasmutazione). I Translation Studies La disciplina che si occupa della teoria della traduzione è relativamente giovane e nasce, nella seconda metà del XIX secolo, dall interesse sviluppato per questa pratica da teorici dell informazione, linguisti e addirittura ingegneri e matematici. Impostando la ricerca secondo la logica dei calcolatori, inizialmente ci si concentra sulla parola e sulla trasposizione terminologica che non supera il livello della frase, cercando di elaborare un modello normativo e prescrittivo con cui dare delle regole al traduttore. Tra la fine degli anni sessanta e l inizio degli anni ottanta, però, troviamo i segnali di una reazione a questa disciplina aprioristica, in cui si privilegiano i testi letterari fino a quel momento esclusi dallo studio. Le teorie della traduzione crescono come disciplina indipendente durante gli anni ottanta, quando si inizia a parlare di translation studies. 18

20 Secondo questa disciplina, l equivalenza fra testo originale e traduzione rimane un concetto relativo, dal momento che ci possono essere varie traduzioni sia a livello formale sia a livello funzionale. Pertanto, sarà compito del traduttore decidere di volta in volta, in base al testo da tradurre, al contesto storico e a quello socio-culturale tanto del source text quanto del target text, il grado di equivalenza cui mirare. La disciplina dei translation studies nasce come risposta ad esigenze sentite per lo più nel campo della letteratura comparata, ma fu anche una reazione a quello che veniva considerato un fallimento in ambito letterario e linguistico. L approccio linguistico, infatti, se da un lato aveva il vantaggio di dare allo studio della traduzione basi meno intuitive, dall altro tendeva ad escludere non solo qualsiasi approccio che potesse essere considerato nonscientifico, ma anche i testi letterari come oggetto di studio. In ogni caso, se è vero che si assiste ad una reazione antilinguistica, è pur vero che notevoli sono stati i contributi di questa disciplina alla traduzione, anche perché gli studiosi della traduzione non erano solo scontenti degli aspetti linguistici della traduttologia ma anche degli approcci letterari tradizionali, in particolare il livello piuttosto basso cui era relegata la traduzione (e di conseguenza i traduttori) nell ambito letterario. Di grande importanza fu ovviamente la compilazione, nel 1972, del testo-base della disciplina, cioè The Name and Nature of Translation Studies di J. S. Holmes, in cui l autore esprimeva il desiderio di elevare il lavoro di ricerca nell ambito della traduzione al rango di disciplina completa, sostenendo che la pratica non dovesse mai essere separata dalla teoria e che la teoria della traduzione dovesse aprirsi ai nuovi sviluppi che si stavano verificando in altre discipline. Gli obiettivi dei translation studies potrebbero quindi essere riassunti come: descrivere il fenomeno della traduzione come processo e stabilire i principi generali attraverso cui il fenomeno della traduzione può essere spiegato e previsto. Di conseguenza, la disciplina si occupa per esempio della descrizione delle traduzioni esistenti, oppure della discussione della funzione delle traduzioni all interno della situazione socio-culturale del sistema ricevente, o ancora dei processi mentali implicati nell atto del tradurre. 19

21 Recentemente, inoltre, si sono sviluppate numerose teorie cosiddette parziali, classificate in base al mezzo che i traduttori utilizzano nello svolgimento della traduzione, alla lingua utilizzata e alla cultura coinvolta nel processo, al livello del discorso interessato (singola parola o testo intero), alla tipologia di testi su cui ci si concentra (per esempio testi appartenenti ad un genere specifico, oppure testi più o meno contemporanei) e così via. I translation studies, inoltre, si occupano dell uso che si fa della traduzione, e ovviamente la parte più importante di questo aspetto riguarda l insegnamento (sia della lingua straniera in generale che della pratica della traduzione in particolare). Una seconda area di ricerca riguarda gli strumenti a disposizione del traduttore (lessicografia e grammatica), mentre una terza area si interessa di diffondere le informazioni riguardo il ruolo e la posizione del traduttore nelle nostre società. La prima fase dei translation studies è stata molto influenzata dal formalismo russo (per esempio si cercava di dare maggiore importanza alla letterarietà come disciplina e ogni testo veniva considerato nella sua specificità ed analizzato sia sincronicamente che diacronicamente), e uno dei testi fondamentali rimane Translating Poetry: Seven Strategies and a Blueprint del 1975, in cui Lefevere, su basi metodologiche diverse (fonetica, letterale, metrica, in prosa, ritmica e verso libero), descrive sette tipi di traduzione. Ovviamente la traduzione della poesia, soprattutto se tradotta in altra poesia, presenta delle difficoltà del tutto particolari, e generalmente più difficile è il componimento originale, più difficile è la sua resa in una lingua diversa. Questo perché spesso il poeta sfrutta tutte le risorse linguistiche a sua disposizione, calibrando attentamente la scelta delle parole con l ordine a loro assegnato, le costruzioni grammaticali utilizzate, i vari aspetti fonologici della lingua, il metro, la rima, l assonanza, l alliterazione ecc. È naturale che le risorse a disposizione del poeta differiscano da lingua a lingua e, per esempio, la metrica inglese e tedesca si basa sulle differenze di accenti, il latino ed il greco utilizzano dei metri quantitativi (ponendo in contrasto sillabe lunghe e sillabe brevi), mentre una lingua come il francese dà simile importanza sia all accento che alla lunghezza della sillaba. 20

22 Il traduttore si vede quindi costretto a trovare, nella propria lingua, risorse stilistiche corrispondenti a quelle utilizzate nella lingua originale. Proprio perché considerazioni di tipo lessicale, grammaticale e metrico sono strettamente correlate, in poesia spesso una traduzione soddisfacente prenderà le distanze da una traduzione strettamente letterale in cui il testo è tradotto parola per parola. Infatti, più il poeta fa affidamento sui vari aspetti formali del linguaggio, più i suoi versi saranno incastonati in quella lingua particolare e, di conseguenza, più difficile sarà tradurli in modo adeguato 4. Si capisce quindi come lo studio della traduzione in poesia abbia suscitato non poco interesse e, a livello teorico, parecchie difficoltà. Fu proprio Lefevere ad elaborare il concetto di riscrittura, che comprende tutte le forme di manipolazione testuale e che quindi, oltre alla traduzione vera e propria, include tipologie testuali quali gli adattamenti per il teatro e per il cinema, la letteratura per l infanzia, le edizioni ridotte, le antologie ecc. Ad Itamar Even-Zohar, si deve invece il concetto di polisistema inteso come insieme dei sistemi letterari che comprendono sia le forme elevate sia quelle più basse. Mentre inizialmente i teorici dei translation studies tendevano a credere nella capacità soggettiva del traduttore di proporre un testo equivalente a quello originale, che a sua volta influiva sulle convinzioni letterarie e culturali di una data società, gli esponenti della teoria polisistemica partivano da premesse opposte. Essi ritenevano infatti che alla base dei presupposti estetici del traduttore ci sono proprio le norme sociali e le 4 All altro capo dello spettro del traduttore, troviamo invece la prosa tecnica dedicata ad argomenti scientifici di interesse internazionale, probabilmente il materiale più semplice da tradurre. In questi casi, infatti, il traduttore può approfittare del fatto che in questi settori vi è stata una unificazione culturale, espressa anche nelle corrispondenze lessicali e affinità stilistiche caratteristiche di testi di questo tipo. È significativo che sia stato proprio a quest ultimo aspetto della traduzione che si sono applicate alcune tecniche meccaniche e informatiche, sebbene con limitate prospettive di successo. I traduttori automatici, grazie ai quali la macchina produce una traduzione accurata di un testo in un altra lingua senza necessità di ulteriori interventi umani, si sono infatti concentrati sul linguaggio tecnico e scientifico, essenzialmente a causa del loro vocabolario ristretto e la loro uniformità stilistica. Si sono fatti anche tentativi di traduzione automatica nel campo della letteratura, ma il successo in quest area sembra al momento molto remoto. 21

23 convenzioni letterarie della cultura ricevente, e che sono quindi esse ad influenzare le sue successive decisioni in materia di traduzione. Grazie alla teoria polisistemica, quindi, non solo le traduzioni e i rapporti interletterari tra culture vengono descritti in modo più adeguato, ma addirittura l effettiva evoluzione letteraria e linguistica e i rapporti interletterari all interno del sistema vengono analizzati e messi in luce attraverso la traduzione. Come il suo collega Even-Zohar, Gideon Toury (esponente della corrente cosiddetta target-oriented, secondo la quale il traduttore opera principalmente nell interesse della cultura e della lingua di arrivo), adotta il concetto di polisistema, e nell articolo The Nature and the Role of Norms in Literary Translation delinea la sua definizione di norme di traduzione, suddividendole in: iniziali (su cui i traduttori si basano per decidere se aderire alle norme del testo di partenza, a quelle del testo di arrivo o alle norme di entrambi i sistemi); preliminari (che includono fattori come quelli che regolano la scelta dell opera e della strategia generale di traduzione all interno del polisistema), ed operative (che corrispondono alle decisioni prese durante il processo di traduzione). Per brevità, anche qui si arriverà velocemente a tempi più vicini a noi, dal momento che proprio durante l ultimo decennio gli studi sulla traduzione si sono moltiplicati e hanno finalmente raggiunto una certa rilevanza scientifica. Non solo infatti le pubblicazioni in questo campo sono aumentate notevolmente, ma si assiste anche alla formazione di nuovi gruppi influenti, come il gruppo canadese che effettua ricerche su questioni di traduzione del Canada francofono. Anche a livello universitario, si impone quindi la necessità, sia da parte degli studenti che dei docenti, di assimilare completamente e realmente il fatto che il processo di traduzione non è un fenomeno così immediato come si possa pensare, neppure quando si traduce da una lingua seconda nella propria lingua madre. Che la traduzione di una lingua implichi la traduzione della cultura che in quella lingua trova espressione sembra un fatto ormai universalmente accettato. La nozione della traduzione come trasposizione meccanica di parole da una lingua all altra è stata infatti soppiantata dall idea del traduttore come mediatore culturale, cioè un personaggio che funga da intermediario tra il lettore e l autore di un testo, e che attraverso il suo 22

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