Rassegna Stampa. Martedì 12 Novembre 2013

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1 Rassegna Stampa 2 Novembre 203

2 Sommario Testata Data Pag. Titolo p.. SAN RAFFAELE ASCA.it //203 Al S. Raffaele un Congresso internazionale sulla sindrome di Down Dica33.it //203 Sindrome di Down: rivoluzionare l'approccio per dare un futuro a chi ne è colpito Avvenire 07//203 7 Sindrome Down la ricerca ora punta a curare (Dall'Olio Caterina) ASCA.it 05//203 Salute: Sindrome di Down, in Italia 38mila casi. Colpito bimbo su 200 Lazionauta.it 05//203 Sindrome di Down: 38 mila i casi in Italia 6 Oggisalute.it 05//203 2 Sindrome di Down, congresso internazionale l'8 e 9 novembre a Roma Quotidiano Sanità.it 05//203 Sindrome di Down: 38 mila casi in Italia. A Roma un Congresso internazionale 9colonne.it 05//203 Salute, sindrome down: 38 mila i casi in Italia AgenParl.it 05//203 Sanita' Lazio: San Raffaele, congresso l'8 su Sindrome Down AgenziaRepubblica.it 05//203 Sindrome di Down: 38mila i casi in Italia 3 Dire.it 05//203 Salute. Sindrome Down, venerdì a Roma congresso internazionale West-Info.eu 05//203 Focus sulla Sindrome di Down

3 ASCA.it Lunedì //203 Direttore Responsabile Diffusione Testata (dato non disponibile) 7 L'impresa ospedaliera/ Al S. Raffaele un Congresso internazionale sulla sindrome di Down Congresso internazionale a Roma promosso dall'lrccs San Raffaele sulla sindrome di Down che punta a sottolineare tra le altre cose, l'importanza della ricerca non soltanto m campo biomedico ma anche nel campo riabilitativo L'appuntamento promosso dal Dipartimento di Scienze delle Disabilita congenite ed evolutive motorie e sensoriali e' stato realizzato m collaborazione con l'international Association forthe Scientific Study of Intellectual Disabilities [lassid) Sono 38 mila gli italiani con la Sindrome di Down anche detta Tnsomia 2 Ne nasce affetto bambino su 200 Le anomalie cromosomiche interessano circa il 9% di tutti i concepimenti ma solo lo 0.6% ne presenta una alla nascita a causa dell'altissimo tasso di aborti spontanei Ci sono due aspetti fondamentali della ricerca internazionale da tenere presenti da un lato - osserva Giorgio Albertini, direttore del Dipartimento promotore dell'evento - occorre non considerare più' solo il bambino nella prospettiva del suo diventare adolescente, adulto e, oggi, anche anziano, e dali altro bisogna avvicinarsi allo sviluppo con una mentalità multidimensional" Gli specialisti riuniti per l'iniziativa hanno un obiettivo dichiarato cioè' "abbattere i luoghi comuni" e studiare come il cesello dei bambini down interagisca con l'ambiente tenendo conto che tutti gli elementi di questo - famiglia, scuola percorso riabilitativo, integrazione sociale influiranno positivamente o negativamente su di lui In questo campo - afferma Albertini - ambiente e quasi più importante dei supporti farmacologici" SAN RAFFAELE Pag.

4 Dica33.it Lunedì //203 Sindrome di Down: rivoluzionare l'approccio per dare un futuro a chi ne è colpito «Obiettivo: cambiare il modo di considerare la sindrome di Down. «Perché», spiega Giorgio Albertini, direttore del dipartimento di Scienze delle disabilità congenite ed evolutive, motorie e sensoriali dell'lrcss San Raffaele Pisana di Roma che ha organizzato a Roma un congresso internazionale sulla Sindrome di Down, «è indispensabile partire da due aspetti fondamentali della ricerca internazionale: in primo luogo non considerare più solo il bambino nella prospettiva del suo diventare adolescente, adulto e, oggi, anche anziano; secondariamente, è necessario sviluppare una mentalità multidimensionale». Cos'è la Sindrome di Down La Sindrome di Down, anche detta Trisomia 2, è una condizione cromosomica causata dalla presenza di tutta o di parte di una terza copia del cromosoma 2 ed è la più comune anomalia cromosomica nell'uomo. Secondo alcune ricerche, in Italia ci sono circa persone con la sindrome di Down di cui il 6 per cento ha più di 25 anni. E un bambino su.200 ne nasce affetto. Le anomalie cromosomiche interessano circa il 9 per cento di tutti i concepimenti, ma solo lo 0,6 per cento ne presenta una alla nascita a causa dell'altissimo tasso di aborti spontanei. Grazie allo sviluppo della medicina e alle maggiori cure la durata della vita delle persone colpite da questa sindrome si è molto allungata: oggi si può parlare di un'aspettativa di vita di 62 anni, destinata ulteriormente a crescere in futuro. Un nuovo approccio sia riabilitativo che educazionale Sviluppare nuovi modelli per relazionarsi con i malati significa osservare una persona sotto i suoi molteplici aspetti: l'aspetto biomedico, l'aspetto dello sviluppo motorio, l'azione comunicativo-linguistica, lo sviluppo cognitivo che comprende anche le funzioni neuro psicologiche di base, la salute mentale. «Altro obiettivo», spiega ancora Albertini, «è quello di abbattere i luoghi comuni: ogni bambino down nasce con un suo patrimonio neuronaie, ed è immerso nell'ambiente della sua famiglia, della scuola, del percorso riabilitativo, dell'integrazione sociale». Nuovo approccio significa anche analizzare il rapporto tra cervello (inteso come genetica) e ambiente, tenendo presente che il cervello dell'uomo è programmato per lasciarsi condizionare positivamente o negativamente dal contesto in cui si trova: per questo l'ambiente è ormai quasi più importante delle terapie farmacologiche. Le cause della sindrome di Down Purtroppo a tutt'oggi non sappiamo ancora con precisione a cosa siano dovute le alterazione cromosomiche che portano alla sindrome di Down. Si ritiene che l'insorgenza delle anomalie cromosomiche sia un fenomeno "naturale", in qualche SAN RAFFAELE Pag. 2

5 Dica33.it Lunedì //203 modo legato alla fisiologia della riproduzione umana. Le ricerche dicono che il principale fattore di rischio è l'età materna al momento del concepimento. Nel 998 è stata calcolato da Bray in queste fasce di probabilità il rischio: ETÀ MATERNA RISCHIO 6-20 anni su anni su anni su anni su anni su anni su 47 over 45 anni su 2 Chi sono e come crescono i bambini con sindrome di Down Lo sviluppo del bambino con sindrome di Down avviene con un certo ritardo, ma secondo le stesse tappe degli altri bambini. Avranno semplicemente tempi più lunghi per imparare a camminare, parlare, giocare... Dal punto di vista riabilitativo non si tratta di compensare o recuperare una particolare funzione, quanto di organizzare un intervento educativo globale che favorisca la crescita e lo sviluppo del bambino in una interazione dinamica tra le sue potenzialità e l'ambiente circostante. Questo significa che bisogna sempre avere presente il principio che ogni bambino è diverso dall'altro e necessita quindi di interventi che rispettino ogni individualità e i diversi tempi. Sfatare i tabù Fino a pochi anni fa l'idea più diffusa sulle persone con sindrome di Down era quella di considerarle persone ritardate mentalmente. Oggi la pratica quotidiana dimostra come sia possibile una vita autonoma anche per chi è affetto dalla sindrome. Qualcosa dunque sta cambiando. La maggior parte dei bambini con sindrome di Down, se l'ambiente intorno a lui ha la capacità di promuoverne lo sviluppo, può raggiungere un buon livello di autonomia personale, imparare a curare la propria persona, a cucinare, a uscire e fare acquisti. Avere cioè una vita propria. Non ci sono dati statistici sul numero delle persone con sindrome di Down che lavorano, ma, anche se la legislazione attuale non ne favorisce adeguatamente l'avvio, grazie all'impegno di operatori e, soprattutto, delle famiglie, si stanno moltiplicando i casi di esperienze positive nel mondo del lavoro. Ora si tratta di trovare il supporto delle istituzioni: l'importanza della ricerca non è soltanto in campo biomedico ma anche nel campo riabilitativo, in modo da ridurre il gap tra le conoscenze teoriche e gli spazi applicativi. SAN RAFFAELE Pag. 3

6 7 Direttore Responsabile Marco Tarquinio Diffusione Testata Giovedì 07//203 Sindrome Down la ricerca ora punta a curare omani e venerdì, a Roma, si I «svolgerà il «Congresso intertill* nazionale sulla Sindrome di Down» presso la Domus Mariae di Palazzo Carpegna organizzato dal Dipartimento di Scienze delle disabilità congenite ed evolutive, motorie e sensoriali dell'ircss San Raffaele Pisana di Roma. Cambiare il modo di considerare la sindrome di Down è l'obiettivo del convegno. La ricerca in questo campo in tutto il mondo è poca, ma molto ramificata. C'è quella genetica in senso stretto, che ha la finalità di inattivare o eliminare il cromosoma 2 in eccesso, causa madre della sindrome. «Questo filone nasce da un'intuizione di Jérôme Lejeune del spiega Pierluigi Strippoli, professore di Biologia applicata all'università di Bologna - e ancora oggi non è chiaro se questa tecnica, per ora testata su cellule in laboratorio, sia applicabile all'uomo». Poi c'è la cosiddetta stimolazione della neurogenesi «sulla scorta dell'osservazione che alcuni antidepressivi stimolano la neurogenesi dell'ippocampo, regione cerebrale compromessa nella sindrome di Down». L'ultima via possibile è quella di intensificare la ricerca di base per capire quali sono gli specifici geni del cromosoma 2 responsabili dei sintomi. «Lo scopo è quello di agire su queste funzioni che si suppongono accelerate rallentandole - continua lo scienziato - per ripristinare un comportamento normale della cellula». «La pista in cui Lejeune credeva di più era trovare una terapia biochimica farmacologica che potesse influire su enzimi o proteine specifiche dopo la dimostrazione del loro ruolo prioritario nella manifestazione dei sintomi. Noi stiamo provando a seguire questa strada con un originale progetto dinicosperimentale che può essere visto e sostenuto sul sito apolloll.isto. unibo.it». Caterina Dall'Olio SAN RAFFAELE Pag. 4

7 ASCA.it 05//203 Direttore Responsabile Diffusione Testata (dato non disponibile) 7 O/(XJNDIUIOF Salute: Sindrome di Down, in Italia 3Smila casi. Colpito i bimbo SU 2OO 05 Novembre (ASCA) - Roma, 5 nov- Sindrome di Down, anche detta Tnsomia 2 i casi m Italia sono circa e attualmente un bambino su 200 ne nasce affetto Le anomalie cromosomiche interessano circa il 9% di tutti i concepimenti, ma solo lo 0,6% ne presenta una alla nascita a causa dell'altissimo tasso di aborti spontanei La fotografa e' scattata dall'ircss San Raffaele Pisana di Roma, il cui Dipartimento di Scienze delle Disabilita' Congenite ed Evolutive, Motorie e Sensoriali promuove I'8 e 9 novembre a Roma un "Congresso internazionale sulla Sindrome di Down" presso la Domus Manae di Palazzo Carpegna m Via Aurelia 48 Un appuntamento realizzato m collaborazione con l'international Association for the Scientific Study of Intellectual Disabilities (lassid) Un focus sulla sindrome, dall'approccio riabilitativo a quello educazionale Una due giorni per discutere, approfondire, valutare ed informare Cambiare il modo di considerare la sindrome di Down questo l'obiettivo del convegno capitolino, che, spiega Giorgio Albertini, direttore del Dipartimento di Scienze delle Disabilita'Congenite ed Evolutive, Motorie e Sensoriali dell'istituto, "muove da due aspetti fondamentali della ricerca internazionale Da un lato occorre non considerare pm' solo il bambino nella prospettiva del suo diventare adolescente, adulto e, oggi, anche anziano, e dall'altro bisogna avvicinarsi allo sviluppo con una mentalità' multidimensional" "E'come osservare una persona sotto i suoi molteplici aspetti l'aspetto biomedico, l'aspetto dello sviluppo motorio, l'azione comunicativo-lmguistica, lo sviluppo cognitivo (che non e'soltanto l'intelligenza m generale ma comprende anche le funzioni neuro psicologiche di base) cosi'com e la salute mentale Altro obiettivo", precisa Albertini, "e'quello di abbattere i luoghi comuni ogni bambino down nasce con un suo patrimonio neuronaie, ed e' immerso nell'ambiente della sua famiglia, della scuola, del percorso riabilitativo, dell'integrazione sociale tutti questi elementi contribuiranno a renderlo un individuo unico e irripetibile Si tratta quindi di uscire, per cosi'dire, dalla profezia per entrare nella logica della scoperta" 'Verrà'infatti analizzato il rapporto tra cervello (inteso come genetica) e ambiente, tenendo conto che il cervello dell'uomo e' programmato geneticamente per la plasticità', cioè' per lasciarsi condizionare positivamente o negativamente dal contesto m cui si trova Quindi m questo campo l'ambiente e' quasi più' importante dei supporti farmacologici" Interverranno ospiti di fama internazionale, tra cui Sue Buckley (Emeritus Professor of Developmental Disability, University of Portsmouth, UK), Rhonda Faragher, (Vice-Chair of the International Association for the Scientific Study of Intellectual Disabilities, Down Syndrome Special Interest Research Group SIRG), Matthew Janicki (Research Associate Professor of human development at the Institute of Disabihtyand Human Development at the Universityof Illinois, Chicago) red/mpd SAN RAFFAELE Pag. 5

8 Lazionauta.it 05//203 Sindrome di Down: 38 mila i casi in Italia ( 05//203 ÇH O..CO M M. ENI I A Roma l'8 e il 9 novembre 203 a Roma è in programma il Congresso internazionale promosso dal San Raffaele. Per uscire dalla logica della profezia ed entrare in quella della scoperta Sindrome di Down, anche detta Trisomia 2: i casi in Italia sono circa e attualmente un bambino su.200 ne nasce affetto. Le anomalie cromosomiche interessano circa il 9% di tutti i concepimenti, ma solo lo 0,6% ne presenta una alla nascita a causa dell'altissimo tasso di aborti spontanei. La fotografia è scattata dall'ircss San Raffaele Pisana di Roma, il cui Dipartimento di Scienze delle Disabilità Congenite ed Evolutive, Motorie e Sensoriali promuove l'8 e 9 novembre a Roma un "Congresso internazionale sulla Sindrome di Down" presso la Domus Mariae di Palazzo Carpegna in Via Aurelia 48. Un appuntamento realizzato in collaborazione con l'international Association for the Scientific Study of Intellectual Disabilities (lassid). Un focus sulla sindrome, dall'approccio riabilitativo a quello educazionale. Una due giorni per discutere, approfondire, valutare ed informare. Cambiare il modo di considerare la sindrome di Down: questo l'obiettivo del convegno capitolino, che, spiega il Prof. Giorgio Albertini, direttore del Dipartimento di Scienze delle Disabilita' Congenite ed Evolutive, Motorie e Sensoriali dell'istituto, «muove da due aspetti fondamentali della ricerca internazionale. Da un lato occorre non considerare più solo il bambino nella prospettiva del suo diventare adolescente, adulto e, oggi, anche anziano, e dall'altro bisogna avvicinarsi allo sviluppo con una mentalità multidimensional». «E' come osservare una persona sotto i suoi molteplici aspetti: l'aspetto biomedico, l'aspetto dello sviluppo motorio, l'azione comunicativo-linguistica, lo sviluppo cognitivo (che non è soltanto l'intelligenza in generale ma comprende anche le funzioni neuro psicologiche di base) così come la salute mentale. Altro obiettivo», precisa Albertini, «è quello di abbattere i luoghi comuni: ogni bambino down nasce con un suo patrimonio neuronaie, ed è immerso nell'ambiente della sua famiglia, della scuola, del percorso riabilitativo, dell'integrazione sociale: tutti questi elementi contribuiranno a renderlo un individuo unico e irripetibile. Si tratta quindi di uscire, per così dire, dalla profezia per entrare nella logica della scoperta». «Verrà infatti analizzato il rapporto tra cervello (inteso come genetica) e ambiente, tenendo conto che il cervello dell'uomo è programmato geneticamente per la plasticità, cioè per lasciarsi condizionare positivamente o negativamente dal contesto in cui si trova. Quindi in questo campo l'ambiente è quasi più importante dei supporti farmacologici». «Nonostante il lavoro delle associazioni internazionali e delle associazioni italiane dei genitori», conclude Albertini, «purtroppo la prospettiva dell'integrazione lavorativa, o lo sviluppo delle case famiglia sono aspetti che vengono portati avanti più con la volontà delle associazioni che con il supporto delle istituzioni. In questo convegno vogliamo anche sottolineare l'importanza della ricerca non soltanto in campo biomedico ma anche nel campo riabilitativo, in modo da ridurre il gap tra le conoscenze teoriche wwwlazionauta it/sindrome-di-down-38-mila-i-casiin-italia//2 SAN RAFFAELE Pag. 6

9 Lazionauta.it 05//203 06//3Sindrome di Down 38 mila i casi in Italia Lazionauta e gli spazi applicativi». Interverranno ospiti di fama internazionale, tra cui Karen Watchman (University of West Of Scotland); Ariel Tenenbaum (Direttore del Down Syndrome National Center, Hadassah University Medicai Center, Jerusalem, Israel); Mary C. Hogan (National Task Group on Intellectual Disabilities and Dementia Practices). SAN RAFFAELE Pag. 7

10 G2 Sito internet 05// La fotografia e scattata dal San Raffaele Pisana di Roma, il cui dipartimento di Scienze delle disabilita congenite ed ff evolutive, motorie e sensoriali promuove l'8 e 9 novembre a ^ Roma un 'Congresso internazionale sulla sindrome di Down' alla Domus Manae di Palazzo Carpegna in Via Aurelia 48 Sindrome di Down, anche detta Trisomia 2 i casi in Italia sono circa 38 mila e attualmente un bambino su.200 ne nasce affetto Le anomalie cromosomiche interessano circa il 9 percento di tutti i concepimenti, ma solo lo 0,6 ne presenta una alla nascita a causa dell'altissimo tasso di aborti spontanei Focus sulla Sindrome di Down. Dall'approccio riabilitativo z quello educazioni]* Una due giorni per discutere, approfondire, valuta«ed informare. SINDROME di DOWN Un appuntamento realizzato m collaborazione con l'international association for the scientific study of intellectual disabilities (lassid) Un focus sulla sindrome, dall'approccio riabilitativo a quello educazionale Una due giorni per discutere, approfondire, valutare e informare Cambiare il modo di considerare la sindrome di Down, questo l'obiettivo del convegno capitolino, che, spiega Giorgio Albertini, direttore del dipartimento, 'muove da due aspetti fondamentali della ricerca internazionale Da un lato occorre non considerare più solo il bambino nella prospettiva del suo diventare adolescente, adulto e, oggi, anche anziano, e dall'altro bisogna awicinarsi allo sviluppo con una mentalità multidimensional' 'È come osservare una persona sotto i suoi molteplici aspetti l'aspetto biomedico, l'aspetto dello sviluppo motorio, l'azione comunicative-linguistica, lo sviluppo cognitive (che non e soltanto l'intelligenza m generale ma comprende anche le funzioni neuro psicologiche di base) cosi come la salute mentale Altro obiettive - precisa Albertini - e quello di abbattere i luoghi comuni ogni bambino down nasce con un suo patrimonio neuronaie ed e immerso nell'ambiente della sua famiglia, della scuola, del percorso riabilitative, dell'integrazione sociale tutti questi elementi contribuiranno a renderlo un individuo unico e irripetibile Si tratta quindi di uscire, per cosi dire, dalla profezia per entrare nella logica della scoperta' Verrà infatti analizzato il rapporto tra cervello (inteso come genetica) e ambiente, tenendo conto che il cervello dell'uomo e programmato geneticamente per la plasticità, cioè per lasciarsi condizionare positivamente o negativamente dal contesto in cui si trova Quindi m questo campo l'ambiente è quasi più importante dei supporti farmacologici 'Nonostante il laverò delle associazioni internazionali e delle associazioni italiane dei genitori - conclude Albertini - purtroppo la prospettiva dell'integrazione lavorativa, o lo sviluppo delle case famiglia sono aspetti che vengono portati avanti più con la volontà delle associazioni che con il supporto delle istituzioni In questo convegno vogliamo anche sottolineare l'importanza della ricerca non soltanto in campo biomedico ma anche nel campo riabilitativo, m modo da ridurre il gap tra le conoscenze teonche e gli spazi applicativi Interverranno ospiti di fama internazionale, tra cui Sue Buckley (emeritus professor of Developmental disability, University of Portsmouth, UK), Rhonda Faragher (vice-chair of the International association for the scientific study of intellectual disabilities, Down syndrome special interest research group Sirg), Matthew Janicki (Research associate professor of human development at the Institute of disability and human development at the university of Illinois, Chicago) Approfondimenti SAN RAFFAELE Pag. 8

11 Quotidiano Sanità.it 05//203 Mercoledì 05 NOVEMBRE 203 Sindrome di Down: 38 mila casi in Italia. A Roma un Congresso internazionale L'evento, promosso dalvirccs San Raffaele, si svolgerà l'8 e il 9 novembre e punterà a sottolineare, tra le altre cose, l'importanza della ricerca non soltanto in campo biomedico ma anche nel campo riabilitativo. Le anomalie cromosomiche interessano circa il g% delle gravidanze, ma nasce solo lo 0,6%. Sono 38 mila gli italiani con la Sindrome di Down, anche detta Trisomia 2. Ed attualmente ne nasce affetto bambino su.200. Le anomalie cromosomiche interessano circa il 9% di tutti i concepimenti, ma solo lo 0,6% ne presenta una alla nascita a causa dell'altissimo tasso di aborti spontanei. La fotografia è scattata dall'ireos San Raffaele Pisana di Roma, il cui Dipartimento di Scienze delle Disabilità Congenite ed Evolutive, Motorie e Sensoriali promuove l'8 e 9 novembre a Roma un "Congresso internazionale sulla Sindrome di Down". Un appuntamento realizzato in collaborazione con l'international Association for the Scientific Study of Intellectual Disabilities (lassid). Un focus sulla sindrome, dall'approccio riabilitativo a quello educazionale. Una due giorni per discutere, approfondire, valutare ed informare. Cambiare il modo di considerare la sindrome di Down: questo l'obiettivo del convegno capitolino, che, spiega Giorgio Albertini, direttore del Dipartimento di Scienze delle Disabilita' Congenite ed Evolutive, Motorie e Sensoriali dell'istituto, "muove da due aspetti fondamentali della ricerca internazionale. Da un lato occorre non considerare più solo il bambino nella prospettiva del suo diventare adolescente, adulto e, oggi, anche anziano, e dall'altro bisogna avvicinarsi allo sviluppo con una mentalità multidimensionale". "E' come osservare una persona sotto i suoi molteplici aspetti: l'aspetto biomedico, l'aspetto dello sviluppo motorio, l'azione comunicativo-linguistica, lo sviluppo cognitivo (che non è soltanto l'intelligenza in generale ma comprende anche le funzioni neuro psicologiche di base) così come la salute mentale. Altro obiettivo - precisa Albertini - è quello di abbattere i luoghi comuni: ogni bambino down nasce con un suo patrimonio neuronaie, ed è immerso nell'ambiente della sua famiglia, della scuola, del percorso riabilitativo, dell'integrazione sociale: tutti questi elementi contribuiranno a renderlo un individuo unico e irripetibile. Si tratta quindi di uscire, per così dire, dalla profezia per entrare nella logica della scoperta". Verrà infatti analizzato il rapporto tra cervello (inteso come genetica) e ambiente, "tenendo conto che il cervello dell'uomo è programmato geneticamente per la plasticità, cioè per lasciarsi condizionare positivamente o negativamente dal contesto in cui si trova. Quindi in questo campo l'ambiente è quasi più importante dei supporti farmacologici", aggiunge l'esperto. "Nonostante il lavoro delle associazioni internazionali e delle associazioni italiane dei genitori - conclude Albertini - purtroppo la prospettiva dell'integrazione lavorativa, o lo sviluppo delle case famiglia sono aspetti che vengono portati avanti più con la volontà delle associazioni che con il supporto delle istituzioni. In questo convegno vogliamo anche sottolineare l'importanza della ricerca non soltanto in campo biomedico ma anche nel campo riabilitativo, in modo da ridurre il gap tra le conoscenze teoriche e gli spazi applicativi". Al congresso interverranno, tra gli altri, Sue Buckley (Emeritus Professor of Developmental Disability, University of Portsmouth, UK), Rhonda Faragher, (Vice-Chair of the International Association for the wwwquotidianosanita it/ stampa_articolo php?articolo_id=7877/2 SAN RAFFAELE Pag. 9

12 Quotidiano Sanità.it 05//203 06M/3Sindrome di Down: 38 mila casi in Italia. A Roma un Congresso internazionale Scientific Study of Intellectual Disabilities, Down Syndrome Special Interest Research Group SIRG), Matthew Janicki (Research Associate Professor of human development at the Institute of Disability and Human Development at the University of Illinois, Chicago). SAN RAFFAELE Pag. 0

13 9colonne.it 05//203 SALUTE, SINDROME DOWN: 38 MILA I CASI IN ITALIA (9Colonne) Roma, 5 nov - Sindrome di Down, anche detta Trisomia 2: i casi in Italia sono circa e attualmente un bambino su.200 ne nasce affetto. Le anomalie cromosomiche interessano circa il 9% di tutti i concepimenti, ma solo lo 0,6% ne presenta una alla nascita a causa dell'altissimo tasso di aborti spontanei. La fotografia è scattata dall'ircss San Raffaele Pisana di Roma, il cui Dipartimento di Scienze delle Disabilità Congenite ed Evolutive, Motorie e Sensoriali promuove venerdì e sabato a Roma un Congresso internazionale sulla Sindrome di Down presso la Domus Mariae di Palazzo Carpegna. Un appuntamento realizzato in collaborazione con l'international Association for the Scientific Study of Intellectual Disabilities (lassid). Cambiare il modo di considerare la sindrome di Down: questo l'obiettivo del convegno. Secondo Giorgio Albertini, direttore del Dipartimento di Scienze delle Disabilità Congenite ed Evolutive, Motorie e Sensoriali dell'istituto "da un lato occorre non considerare più solo il bambino nella prospettiva del suo diventare adolescente, adulto e, oggi, anche anziano, e dall'altro bisogna avvicinarsi allo sviluppo con una mentalità multidimensionale", "altro obiettivo è quello di abbattere i luoghi comuni: ogni bambino down nasce con un suo patrimonio neuronaie, ed è immerso nell'ambiente della sua famiglia, della scuola, del percorso riabilitativo, dell'integrazione sociale: tutti questi elementi contribuiranno a renderlo un individuo unico e irripetibile. Si tratta quindi di uscire, per così dire, dalla profezia per entrare nella logica della scoperta. Verrà infatti analizzato il rapporto tra cervello (inteso come genetica) e ambiente, tenendo conto che il cervello dell'uomo è programmato geneticamente per la plasticità, cioè per lasciarsi condizionare positivamente o negativamente dal contesto in cui si trova. Quindi in questo campo l'ambiente è quasi più importante dei supporti farmacologici". SAN RAFFAELE Pag.

14 AgenParl.it 05//203 SANITA' LAZIO: SAN RAFFAELE, CONGRESSO L'8 SU SINDROME DOWN (AGENPARL) - Roma, 5 nov - Sindrome di Down, anche detta Trisomia 2: i casi in Italia sono circa e attualmente un bambino su.200 ne nasce affetto. Le anomalie cromosomiche interessano circa il 9% di tutti i concepimenti, ma solo lo 0,6% ne presenta una alla nascita a causa dell'altissimo tasso di aborti spontanei. La fotografia è scattata dall'ircss San Raffaele Pisana di Roma, il cui Dipartimento di Scienze delle Disabilità Congenite ed Evolutive, Motorie e Sensoriali promuove l'8 e 9 novembre a Roma un "Congresso internazionale sulla Sindrome di Down" presso la Domus Mariae di Palazzo Carpegna in Via Aurelia 48. Un appuntamento realizzato in collaborazione con l'international Association for the Scientific Study of Intellectual Disabilities (lassid). Un focus sulla sindrome, dall'approccio riabilitativo a quello educazionale. Una due giorni per discutere, approfondire, valutare ed informare. Cambiare il modo di considerare la sindrome di Down: questo l'obiettivo del convegno capitolino, che, spiega il Prof. Giorgio Albertini, direttore del Dipartimento di Scienze delle Disabilita' Congenite ed Evolutive, Motorie e Sensoriali dell'istituto, "muove da due aspetti fondamentali della ricerca internazionale. Da un lato occorre non considerare più solo il bambino nella prospettiva del suo diventare adolescente, adulto e, oggi, anche anziano, e dall'altro bisogna avvicinarsi allo sviluppo con una mentalità multidimensionale". "E come osservare una persona sotto i suoi molteplici aspetti: l'aspetto biomedico, l'aspetto dello sviluppo motorio, l'azione comunicativo-linguistica, lo sviluppo cognitivo (che non è soltanto l'intelligenza in generale ma comprende anche le funzioni neuro psicologiche di base) così come la salute mentale. Altro obiettivo", precisa Albertini, "è quello di abbattere i luoghi comuni: ogni bambino down nasce con un suo patrimonio neuronaie, ed è immerso nell'ambiente della sua famiglia, della scuola, del percorso riabilitativo, dell'integrazione sociale: tutti questi elementi contribuiranno a renderlo un individuo unico e irripetibile. Si tratta quindi di uscire, per così dire, dalla profezia per entrare nella logica della scoperta". "Verrà infatti analizzato il rapporto tra cervello (inteso come genetica) e ambiente, tenendo conto che il cervello dell'uomo è programmato geneticamente per la plasticità, cioè per lasciarsi condizionare positivamente o negativamente dal contesto in cui si trova. Quindi in questo campo l'ambiente è quasi più importante dei supporti farmacologici'v'nonostante il lavoro delle associazioni internazionali e delle associazioni italiane dei genitori", conclude Albertini, "purtroppo la prospettiva dell'integrazione lavorativa, o lo sviluppo delle case famiglia sono aspetti che vengono portati avanti più con la volontà delle associazioni che con il supporto delle istituzioni. In questo convegno vogliamo anche sottolineare l'importanza della ricerca non soltanto in campo biomedico ma anche nel campo riabilitativo, in modo da ridurre il gap tra le conoscenze teoriche e gli spazi applicativi". SAN RAFFAELE Pag. 2

15 AgenziaRepubblica.it 05//203 05//203 0:56 - Sindrome di Down: 38 mila i casi in Italia A Roma l'8 e il 9 novembre il Congresso internazionale promosso dal San Raffaele. Per uscire dalla logica della profezia ed entrare in quella della scoperta Congresso Internazionale sulla SINDROME, di DOWN Focus sulla Sindrome di Down. Dall'approccio riabilitativa a quello educazlonalcv Una due giorni per discutere. approfondire. _-^-_ valutare ed Intarmare, i Sindrome di Down, anche detta Trisomia 2: i casi in Italia sono circa e attualmente un bambino su.200 ne nasce affetto. Le anomalie cromosomiche interessano circa il 9% di tutti i concepimenti, ma solo lo 0,6% ne presenta una alla nascita a causa dell'altissimo tasso di aborti spontanei. La fotografia è scattata dall'irccs San Raffaele Pisana di Roma, il cui Dipartimento di Scienze delle Disabilità Congenite ed Evolutive, Motorie e Sensoriali promuove l'8 e 9 novembre a Roma un "Congresso internazionale sulla Sindrome di Down"presso la Domus Mariae di Palazzo Carpegna in Via Aurelia 48. Un appuntamento realizzato in collaborazione con l'international Association for the Scientific Study of Intellectual Disabilities (lassid). Un focus sulla sindrome, dall'approccio riabilitativo a quello educazionale. Una due giorni per discutere, approfondire, valutare ed informare. Cambiare il modo di considerare la sindrome di Down: questo l'obiettivo del convegno capitolino, che, spiega il Prof. Giorgio Albertini, direttore del Dipartimento di Scienze delle Disabilita' Congenite ed Evolutive, Motorie e Sensoriali dell'istituto, «muove da due aspetti fondamentali della ricerca internazionale. Da un lato occorre non considerare più solo il bambino nella prospettiva del suo diventare adolescente, adulto e, oggi, anche anziano, e dall'altro bisogna avvicinarsi allo sviluppo con una mentalità multidimensionale». «E' come osservare una persona sotto i suoi molteplici aspetti: l'aspetto biomedico, l'aspetto dello sviluppo motorio, l'azione comunicativo-linguistica, lo sviluppo cognitivo (che non è soltanto l'intelligenza in generale ma comprende anche le funzioni neuro psicologiche di base) così come la salute mentale. Altro obiettivo», precisa Albertini, «è quello di abbattere i luoghi comuni: ogni bambino down nasce con un suo patrimonio neuronaie, ed è immerso nell'ambiente della sua famiglia, della scuola, del percorso riabilitativo, dell'integrazione sociale: tutti questi elementi contribuiranno a renderlo un individuo unico e irripetibile. Si tratta quindi di uscire, per così dire, dalla profezia per entrare nella logica della scoperta». «Verrà infatti analizzato il rapporto tra cervello (inteso come genetica) e ambiente, tenendo conto che il cervello dell'uomo è programmato geneticamente per la plasticità, cioè per lasciarsi condizionare positivamente o negativamente dal contesto in cui si trova. Quindi in questo campo l'ambiente è quasi più importante dei supporti farmacologici». SAN RAFFAELE Pag. 3

16 AgenziaRepubblica.it 05//203 «Nonostante il lavoro delle associazioni internazionali e delle associazioni italiane dei genitori», conclude Albertini, «purtroppo la prospettiva dell'integrazione lavorativa, o lo sviluppo delle case famiglia sono aspetti che vengono portati avanti più con la volontà delle associazioni che con il supporto delle istituzioni. In questo convegno vogliamo anche sottolineare l'importanza della ricerca non soltanto in campo biomedico ma anche nel campo riabilitativo, in modo da ridurre il gap tra le conoscenze teoriche e gli spazi applicativi». Interverranno ospiti di fama internazionale, tra cui Sue Buckley (Emeritus Professor of Developmental Disability, University of Portsmouth, UK), Rhonda Faragher, (Vice-Chair of the International Association for the Scientific Study of Intellectual Disabilities, Down Syndrome Special Interest Research Group SIRG), Matthew Janicki (Research Associate Professor of human development at the Institute of Disability and Human Development at the University of Illinois, Chicago). SAN RAFFAELE Pag. 4

17 Dire.it 05//203 SALUTE. SINDROME DOWN, VENERDÌ A ROMA CONGRESSO INTERNAZIONALE PROMOSSO DAL SAN RAFFAELE (DIRE) Roma, 5 nov. - Sindrome di Down, anche detta Trisomia 2: i casi in Italia sono circa e attualmente un bambino su.200 ne nasce affetto. Le anomalie cromosomiche interessano circa il 9% di tutti i concepimenti, ma solo lo 0,6% ne presenta una alla nascita a causa dell'altissimo tasso di aborti spontanei. La fotografia e' scattata dall'ircss San RAFFAELE Pisana di Roma, il cui Dipartimento di Scienze delle Disabilita' Congenite ed Evolutive, Motorie e Sensoriali promuove l'8 e 9 novembre a Roma un "Congresso internazionale sulla Sindrome di Down" presso la Domus Mariae di Palazzo Carpegna in Via Aurelia 48. Un appuntamento realizzato in collaborazione con l'international Association for the Scientific Study of Intellectual Disabilities (lassid). Un focus sulla sindrome, dall'approccio riabilitativo a quello educazionale. Una due giorni per discutere, approfondire, valutare ed informare. Cambiare il modo di considerare la sindrome di Down: questo l'obiettivo del convegno capitolino, che, spiega il Prof. Giorgio Albertini, direttore del Dipartimento di Scienze delle Disabilita' Congenite ed Evolutive, Motorie e Sensoriali dell'istituto, "muove da due aspetti fondamentali della ricerca internazionale. Da un lato occorre non considerare più' solo il bambino nella prospettiva del suo diventare adolescente, adulto e, oggi, anche anziano, e dall'altro bisogna avvicinarsi allo sviluppo con una mentalità' multidimensionale". "E come osservare una persona sotto i suoi molteplici aspetti: l'aspetto biomedico, l'aspetto dello sviluppo motorio, l'azione comunicativo-linguistica, lo sviluppo cognitivo (che non e' soltanto l'intelligenza in generale ma comprende anche le funzioni neuro psicologiche di base) cosi' come la salute mentale. Altro obiettivo", precisa Albertini, "e quello di abbattere i luoghi comuni: ogni bambino down nasce con un suo patrimonio neuronaie, ed e' immerso nell'ambiente della sua famiglia, della scuola, del percorso riabilitativo, dell'integrazione sociale: tutti questi elementi contribuiranno a renderlo un individuo unico e irripetibile. Si tratta quindi di uscire, per cosi' dire, dalla profezia per entrare nella logica della scoperta". Verrà' analizzato "il rapporto tra cervello (inteso come genetica) e ambiente, tenendo conto che il cervello dell'uomo e' programmato geneticamente per la plasticità', cioè' per lasciarsi condizionare positivamente o negativamente dal contesto in cui si trova- continua la nota- Quindi in questo campo l'ambiente e' quasi più' importante dei supporti farmacologici". Nonostante il lavoro delle associazioni internazionali e delle associazioni italiane dei genitori, conclude Albertini, "purtroppo la prospettiva dell'integrazione lavorativa, o lo sviluppo delle case famiglia sono aspetti che vengono portati avanti più' con la volontà' delle associazioni che con il supporto delle istituzioni. In questo convegno vogliamo anche sottolineare l'importanza della ricerca non soltanto in campo biomedico ma anche nel campo riabilitativo, in modo da ridurre il gap tra le conoscenze teoriche e gli spazi applicativi". Interverranno ospiti di fama internazionale, tra cui Sue Buckley (Emeritus Professor of Developmental Disability, University of Portsmouth, UK), Rhonda Faragher, (Vice-Chair of the International Association for the Scientific Study of Intellectual Disabilities, Down Syndrome Special Interest Research Group SIRG), Matthew Janicki (Research Associate Professor of human development at the Institute of Disability and Human Development at the University of Illinois, Chicago). SAN RAFFAELE Pag. 5

18 West-Info.eu 05//203 Focus sulla Sindrome di Down Oggi in Italia sono 38mila le persone affette da sindrome di Down. Si registra un caso ogni 200 nascite. Questi i dati diffusi dal San Raffaele di Roma in concomitanza del "Congresso internazionale sulla Sindrome di Down", che si terrà P8 e il 9 Novembre a Roma. L'obiettivo è quello di cambiare il modo di considerare questa malattia e sottolineare l'importanza della ricerca non soltanto in campo biomedico, ma anche nell'approccio riabilitativo e quello educazionale. Infatti per chi nasce con tale anomalia cromosomica risulta fondamentale l'ambiente in cui si vive, a volte più dei supporti farmacologici. SAN RAFFAELE Pag. 6

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