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3 di Luigi Pepe C aro Collega, Ti scrivo per condividere con Te un iniziativa unica, nella storia del Nostro Ordine professionale. Vorremmo realizzare una pubblicazione, un libro, sui più illustri medici della Storia della Provincia di Lecce. I personaggi che si sono distinti per il loro impegno professionale e umano e che hanno lasciato una traccia indelebile nel ricordo delle comunità di appartenenza, vuoi per le loro conquiste scientifiche e professionali vuoi per l abnegazione con cui hanno prestato la loro professione. Personalità di chiara fama e di indubbio valore, le cui storie e le cui vite vorremmo racchiudere in un libro, per rendere loro omaggio. Per non dimenticare nessuno che meriti di essere valorizzato per le qualità professionali o umane che Ti ho illustrato, chiedo la Tua partecipazione perché ci vengano segnalati colleghi, vissuti anche molti secoli fa, di cui Tu hai notizia, oltre che, ovviamente, colleghi vicini alla Tua comunità o alla Tua famiglia. In attesa di un tuo cortese contributo Ti saluto cordialmente Dott. Luigi Pepe Presidente ps: Per comunicazioni e segnalazioni sull argomento chiama a: segreteria dell Ordine: dott. Maurizio Muratore: dott. Gino Peccarisi:

4 Maurizio Muratore La pillola per dimenticare il dolore B asta brutti ricordi: una semplice pillola associata a terapia psicanalitica è in grado di cancellare dal cervello di una persona, affievolendoli e rendendoli meno nitidi, i ricordi che hanno generato traumi non risolti, recenti o remoti. Il farmaco di cui i media hanno parlato come della pillola per dimenticare è il propanololo, già in produzione e commercio da diverse decine d anni ed impiegato come beta-bloccante (un antagonista di recettori dell adrenalina) in alcuni casi di ipertensione, di emicrania e di angina pectoris. Durante l uso si era notato un effetto collaterale, che ora si vorrebbe sfruttare in senso terapeutico, e cioè che i soggetti che lo assumevano avevano spesso dei disturbi della memoria. Si tratta più in particolare di interferenze non tanto con il ricordo di un episodio in sé, quanto con la memoria della sofferenza che si associa a tale episodio, e che evoca comportamenti di contrattacco nella speranza di diminuire l angoscia determinata dall esperienza negativa. Tale effetto è mediato da alcune strutture particolari dell encefalo, quali l amigdala (sede principale della paura e delle azioni aggressive) e porzioni del lobo frontale dove viene integrata l esperienza emotiva con le facoltà cognitive e dove avviene la programmazione psicomotoria delle azioni. In sostanza quello del propanololo è un effetto che riduce (non elimina) la risonanza emotiva di un avvenimento, e presuppone che il ricordo di cui si tratta sia abbastanza recente da essere conservato in questi circuiti neuronali, poiché i ricordi più antichi vengono poi depositati attraverso meccanismi che coinvolgono l acido ribonucleico (RNA) all interno di taluni neuroni e quindi sono meno sensibili a questo meccanismo. L equipe ha svolto la sperimentazione, della durata di 10 giorni, su 19 pazienti volontari che avevano subito forti traumi in seguito a incidenti, tentativi di rapina o violenza sessuale, avvenuti almeno dieci anni prima. Dopo una settimana di somministrazione e cure i ricercatori hanno notato chiari segni di minore stress in chi era stato iniettato il «propanololo», rispetto ai pazienti sottoposti ad altre terapie. 4

5 Ai volontari è stato chiesto di ricordare l episodio di cui erano stati vittime, e il gruppo trattato con il farmaco sperimentale ha mostrato uno stato emotivo decisamene migliore e minori irregolarità dal punto di vista fisico, per esempio assenza di accelerazioni cardiache generalmente registrate in casi di questo genere, anche a distanza di tempo. I ricercatori hanno spiegato come funzionerebbe il farmaco: innanzitutto, i ricordi nel nostro cervello vengono inizialmente immagazzinati in uno stato fluido, molto malleabile, per cristallizzarsi poi nel corso del tempo e solidificarsi all interno della memoria. Il «propanololo» ha pertanto la capacità di agire sui ricordi che sono immagazzinati nel cervello da tempo, e quindi già calcificati e solidi, rendendoli nuovamente fluidi e malleabili e dando loro la possibilità di non risolidificarsi. Le situazioni in cui verrebbe proposto il ricorso al propanololo sarebbero quelle di recenti eventi traumatici, quali catastrofi, incidenti, stupri e simili, che possono andare a costituire quella sequela di sintomi che classifichiamo sotto il nome di disturbo post-traumatico da stress. Naturalmente, come per tutti gli altri farmaci, potrebbero esservi anche altri e meno nobili impieghi, per esempio per ridurre il senso di sofferenza e di colpa di killers o mercenari e renderli più capaci di compiere misfatti, o eccessi nel senso di voler eliminare anche la minima fonte di dispiacere. Non tutti sono comunque entusiasti della scoperta e c è chi solleva dubbi etici sul farmaco che minaccia l identità dell essere umano. Un farmaco del genere, inoltre, potrebbe impedire a chi deciderà di servirsene, di imparare dai propri errori. I ricercatori sostengono che questo tipo di trattamento potrebbe essere applicato per la rimozione di eventi fortemente traumatici quali violenze, stupri, guerre o, quanto meno, per rendere più efficace la terapia psicologica di sostegno volta al superamento di questi traumi. La costruzione del carattere e della psiche di un individuo è il prodotto di molteplici esperienze, alcune positive, altre ancora entusiasmanti, ma anche negative o traumatiche, però tutte complessivamente contribuiscono a formare l individuo. In altri termini, cosa sarebbe la vita senza il dolore, senza la paura, senza l ansia? Si finirebbe con il non apprezzare nemmeno la felicità, quella autentica, quella che non si può sintetizzare in laboratorio o produrre artificialmente. Credo si debba fare anche una riflessione più generale sul significato dell emozione, che rappresenta un patrimonio dell essere umano, anche se a volte viene esasperata dalle circostanze fino a limiti di inaccettabile sofferenza. Si tratta di una funzione umana, anche utile come il dolore fisico, che ci avverte di qualche problema nel corpo, o del dolore morale, che ci indica qualche conflittualità non risolta dentro di noi. Costituisce un aspetto inalienabile della nostra storia, delle nostre esperienze che fanno crescere anche quando sgradevoli, soprattutto della nostra identità, che quando messa in crisi può portare fino all alienazione psichica. Il fatto di eliminarla solo perché sgradita porta ad un essere artificiale, estraneo a se stesso, che non sa più porsi il senso della propria continuità e del proprio significato esistenziale: credo si finirebbe per incrementare una situazione di vuoto che oggi è già fin troppo presente e alla fine, ci fa ritrovare in altra forma e in altre proporzioni proprio l angoscia da cui cercavamo di fuggire. Un esperienza dolorosa, anche quella traumatica, solitamente viene superata non per espulsione, ma per integrazione nel sé della persona, e questo richiede un lungo travaglio interno, un richiamare più volte alla memoria l episodio per riuscire a padroneggiarlo e a significarlo, come testimoniano i caratteristici e ripetuti incubi notturni nella fase di uscita psicologica da un trauma violento. Per dirla freudianamente ricordare, ripetere, rielaborare. 5

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10 di Gino Peccarisi Se anche la sanità cede ai coupon UNO SCHERMO ED IL WEB PRENDONO IL POSTO DEL RAPPORTO MEDICO-PAZIENTE. CHE OGGI, PIÙ CHE PARLARE COL PROFESSIONISTA, FA I CONTI DEL COSTO DELLE PRESTAZIONI I n Italia la crisi ha fatto esplodere un disagio sociale ai limiti della tolleranza. Per troppo tempo il malcontento è stato attenuato e mascherato dall ottimismo di politici miopi che hanno ritardato la risoluzione dei problemi. In tale situazione la riduzione dei consumi in tutti i settori ha fatto nascere outlet e discount che in parte hanno calmierato i prezzi. La corsa al ribasso, in molti casi a scapito della qualità, ha coinvolto anche la sanità. Da più parti è possibile trovare sul mercato pacchetti di prestazioni con sconti pubblicizzati fino all 80%. Accanto all abbigliamento, ai generi alimentari, all elettronica è possibile ora trovare occasioni per sostenere esami di laboratorio, strumentali e visite mediche a prezzi concorrenziali. Fino a poco tempo fa non era prevedibile che anche la salute potesse essere fatta oggetto di mercimonio, possibile per il coinvolgimento dei professionisti compiacenti. Bisogna schierarsi per non creare false illusioni e aspettative impossibili da realizzare. Il fenomeno di un dissennato cambiamento nel campo sanitario si è imposto anche nel nostro abituale rapporto con la malattia e il malato. Prima ancora di recarsi negli ambulatori, i nostri pazienti hanno già consultato il web e acquisito informazioni utili a prospettare una terapia e una possibile diagnosi. Si sta perdendo quel contatto che umanizzava un rap- 10

11 porto basato sul contatto fisico e sull ascolto a scapito di una distaccata e impersonale ricerca su un monitor che sembra trovare risposte immediate a ogni tua esigenza. Ed anche quando non sei direttamente impegnato nella ricerca, ti compare, come d incanto, sul computer o nella tua posta mail, un suggerimento per curarti, anche se non ne hai bisogno, con lo sconto accattivante dell 80%. Capita ora l offerta di una visita dermatologica con mappatura nei, rilascio del referto, come se questo per un medico fosse un optional, a soli 19 euro; un cheek up ecografico con ben sette ecografie mirate su fegato, aorta, reni, pancreas, milza, prostata e testicoli o utero e mammelle a soli 29 euro. Con l inclusione di tiroide, linfonodi del collo e ghiandole salivari il costo viene maggiorato di 10 euro. Nelle offerte non mancano analisi emato-chimiche di routine con marcatori tumorali a scelta a 18 euro. Alcuni anni fa eravamo assoggettati a tariffe minime a garanzia del rispetto degli standard qualitativi e della dignità professionale e per impedire la concorrenza sleale. La professione rischia di snaturarsi, maltrattata da colleghi che associandosi al social shopping sul web offrono le loro prestazioni a prezzi risibili, in concorrenza con gli stessi ticket previsti dal SSN. Ad attirare maggiormente le attenzioni sono i pacchetti di screening a prezzi veramente convenienti che non possono essere veritieri. Le prestazioni sono difficili da garantire perché i compensi devono essere ulteriormente decurtati delle tasse e della percentuale da riconoscere agli organizzatori di questo libero mercato via etere. La Federazione nazionale e gli Ordini dei medici territoriali dovrebbero vigilare per garantire che le prestazioni vengano effettivamente garantite a quanto propagandato e non siano solo un espediente per attirare clienti solo una volta, nella speranza che, nei consulti successivi, potrà essere proposta la tariffa intera. Aumenta la sfiducia nella classe medica già vessata dalle campagne mediatiche sulla cosiddetta malasanità e si crea la sensazione che gli onorari nella categoria siano sproporzionati e ingiustificati in ogni caso. In campo odontoiatrico il fenomeno è ancora più marcato. Una visita con orto panoramica e detartrasi, offerta a soli 10 euro, campeggia con grande evidenza sulla cartellonistica delle stazioni di servizio in autostrada. È evidente che è impossibile garantire standard di qualità in tali condizioni per cui non è raro trovare assistenti e collaboratori di studio cimentarsi in pratiche 11

12 mediche senza averne le competenze, delegati da medici coinvolti in scelte indotte da mera e meschina motivazione economica. Quando i professionisti che decidono di proporsi per questo tipo d iniziative low cost si renderanno conto che i clienti, attirati dal risparmio non saranno disponibili a rimanere legati al medico quando decidesse di proporre il giusto onorario professionale, ritorneranno a un atteggiamento deontologicamente più corretto. E, intanto, la sfiducia e il divario fra il medico e il suo paziente aumentano e il rapporto s incrina. Sulla possibilità che un professionista si avvalga dei metodi proposti dai social shopping per acquisire clienti non si può dare un giudizio, perché ognuno imposta la propria attività nel modo come ritiene più giusto. Tuttavia è opportuno che gli organi preposti al controllo vigilino sulla correttezza delle prestazioni offerte all utenza nella consapevolezza che i compensi al netto delle spese e delle detrazioni fiscali sono prossimi allo zero. Se la crisi che da qualche tempo ci attanaglia ha spinto i più a modificare il proprio tenore di vita e ad adattarsi alla recessione in corso ricercando il risparmio e la convenienza in tutti i settori, la Sanità dovrebbe essere tenuta fuori da tali trasformazioni. Il momento di crisi che attanaglia anche il nostro Paese potrebbe spingere a un patto di solidarietà fra professionisti per modulare le tariffe, ma non può essere svenduta una prestazione frutto di studio e costante aggiornamento. Occorre infine ricordare che le denunce contro i medici sono in aumento e che pubblicità presenti anche sui canali nazionali ricordano all utenza che si hanno anche dieci anni di tempo per denunciare un medico per presunta malasanità. E in gioco la salute dei cittadini che si giovano di un SSN efficiente che attende una razionalizzazione per eliminare gli sprechi e ridistribuire le risorse. Bisogna infine ricordare che le prestazioni dei medici non sono tutte uguali e bisogna pretendere, indipendentemente dai costi, l esatta diagnosi e l adeguato trattamento per tutelare la nostra integrità fisica. Gli Ordini professionali dovrebbero svolgere con attenzione e perseveranza un attento controllo sugli iscritti per garantire il cittadino ed assicurare che l operato sia confacente alla deontologia professionale alla quale tutti siamo assoggettati. 12

13 Il telefonino, la tua croce RIPENSARE AL RUOLO DELLA TECNOLOGIA E DELL ECONOMIA NELLO SVILUPPO UMANO PER CRESCERE MEGLIO E IN UN MONDO PIÙ PULITO di Mariano Dimonte* N el maggio 2011 l Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza (> 300 MHz) come agenti potenzialmente cancerogeni (classe 2b) (1). Pertanto oggi, ufficialmente, il telefono cellulare, forte emettitore di radiofrequenze, va considerato non più come un innocuo giocattolo, ma come un oggetto in grado di favorire lo sviluppo di tumori, in particolare di gliomi cerebrali. Visto che questo rischio riguarda svariati miliardi di persone nel mondo, e si prevede una pandemia di tumori cerebrali nei prossimi anni (2), l applicazione effettiva e tempestiva del principio di precauzione in questo settore è completamente giustificata. Vietare l uso del cellulare ai bambini e ragazzi, i più esposti al rischio biologico e di contrarre dipendenze mediali, utilizzare il cellulare il meno possibile e per comunicare cose importanti, contrastare l espansione indiscriminata dei mezzi di comunicazione e intrattenimento senza filo (wireless) a favore di alternative tecniche non radiogene, l offerta crescente di sempre nuovi prodotti e applicazioni che rinforzano o inducono abuso e dipendenza nei confronti del telefonino, riportare la socialità sul terreno dell interazione diretta, faccia-a-faccia, sarebbero significativi interventi di prevenzione. 13

14 Ma questa prevenzione non è affatto facile da attuarsi, avendo la telefonia mobile, in soli trent anni dalla sua introduzione, rivoluzionato la vita umana ed essendosi ormai radicata profondamente nei costumi sociali, in ogni luogo e cultura, anzi accingendosi presto a raggiungere ogni abitante della terra per la sua facile accessibilità. Realisticamente quindi, escludendo che si possa immaginare una vita senza più telefonini, e che si riesca a limitare il commercio di un prodotto trainante per l economia mondiale, la prevenzione significa cercare di convincere le persone a ridurre il più possibile l uso del telefonino in modo da proteggere il cervello da una irradiazione eccessiva, e allo stesso tempo, contenendo le necessità di potenziamento sul territorio delle reti wireless, diminuire il contributo dell elettrosmog alla cancerogenesi da inquinamento ambientale (3). Ancora più impegnativo è l obiettivo di contrastare i fenomeni patologici di massa dell abuso, inteso come uso incontrollato, sfrenato del telefonino, e della telefonino-dipendenza: sintomi d astinenza, disturbi fisici, psichici e comportamentali legati alla mancanza del telefonino, occupazione di gran parte del tempo al telefono o a messaggiare, interferenza con le altre attività quotidiane, il lavoro, ecc. (4). Rispetto poi ad altre dipendenze mediali, come quella da videogiochi (playstation, slot machine, ecc.) e internet (navigazione, social networks, ecc.), il fenomeno della telefonino-dipendenza sembra ancora più complesso, in rapporto alla natura multimediale (meccanismi di rinforzo da parte di una molteplicità di stimoli e situazioni gratificanti), alla pervasività, al tipo di comunicazione realizzabile con questo mezzo: ubiquitaria, in movimento, istantanea, permanente (5). La problematica legata alla prevenzione nei confronti degli effetti negativi del fenomeno sociale della telefonia mobile appare dunque estremamente complessa. Non si tratta infatti soltanto di prevedere e prevenire i seri danni alla salute dei cittadini legati ad una massiccia esposizione elettromagnetica (a parte i tumori cerebrali e altri tipi di neoplasie, l uso del telefonino può causare disturbi cardiovascolari, neurologici, riproduttivi, articolari, del sonno, ecc.) e di impedire gli infortuni (stradali, sul lavoro, domestici, ecc.) dovuti alla distrazione determinata da telefonate e messaggini, ma anche di esplorare e riflettere sui risvolti sociologici e antropologici di una pratica che condiziona così pesantemente la vita umana. Per esempio l apporto del telefonino rende gli effetti cognitivi della comunicazione mediata (vedi la dispercezione della realtà dovuta alla con-fusione tra realtà e virtualità e al superamento delle tradizionali categorie concettuali e fisiche di spazio e tempo) ancora più rilevanti (6). L impossibilità a staccarsi dal telefonino, tanto da poterlo ormai accettare come una protesi elettronica 14

15 fissata saldamente al corpo, ci deve far riflettere seriamente anche sulle possibili conseguenze intellettive ed evolutive del processo in atto di ibridizzazione biotecnologica dell essere umano, così come l uso prevalente del pollice nella digitazione della tastiera prevedibilmente muterà la forma e la funzione della mano nelle prossime generazioni. Per non parlare di come la cultura giovanile si vada prevalentemente formando in un mondo di schermi e display, e della diffusione di nuovi linguaggi scritti e parlati che riproducono fedelmente la velocità, la superficialità e la frammentarietà della comunicazione mediata tecnologicamente. A fronte di questa complessità possiamo però pensare che un intervento di prevenzione in uno qualsiasi di questi ambiti trascinerebbe risultati importanti negli altri. Come a dire che se, da medici, puntassimo a ridurre l incidenza delle patologie legate all elettrosmog convincendo la popolazione ad un uso più sobrio e attento del telefonino, probabilmente contribuiremmo a determinare ricadute positive anche in termini ecologici (meno telefonino meno elettrosmog, immondizia elettronica, metalli pesanti dispersi nell ambiente, consumo di risorse non rinnovabili), di miglioramento dell intelligenza collettiva (meno danni cerebrali da elettrosmog, attività di pensiero più libera, autonoma, critica), di legami sociali più significativi (ritorno ad una comunicazione interpersonale vera, solida, ricca di senso e contenuti), culturali (rivalorizzazione dell esperienza pratica e dei mezzi tradizionali di apprendimento e trasmissione del sapere, ecc.). Bisogna allora rendere finalmente effettivo il principio di precauzione in questo settore, come prevedrebbe la classificazione OMS, con l obiettivo di frenare l uso sfrenato e incontrollato del telefonino, e più in generale l espansione delle nuove tecnologie della comunicazione e dell intrattenimento wireless (W-LAN, Wi-Fi, ecc.). In generale il momento informativo, ovvero la divulgazione della nocività del telefonino, è sicuramente importante nell ambito della prevenzione, ma non bastano certo spot, pagine di giornali, manifesti, etichette, leggi e divieti per dissuadere da comportamenti a rischio e liberare dalle dipendenze, specie se si tratta di fenomeni di massa (7). Se si vuole puntare ad un drastico ridimensionamento collettivo dell uso del cellulare, in modo da contribuire a ridurre l incidenza di tumori e altre malattie radioindotte (4), bisogna quindi utilizzare tutti quegli interventi di tipo pedagogico e culturale a disposizione per innescare un cambiamento dei comportamenti e degli atteggiamenti individuali e dei gruppi. 15

16 Inoltre, poiché allarmi e proibizioni possono alimentare trasgressioni e impulsi autolesionistici, cioè essere controproducenti, l intervento preventivo non può dunque essere soltanto di tipo medicalizzante ( non usare il cellulare perché fa male alla salute ), ma si deve inserire nello specifico contesto in cui la cultura dell abuso telefonico si è radicata. Per modificare le idee, le visioni del mondo, i comportamenti e gli atteggiamenti agganciati all uso del cellulare bisogna cioè aprire confronti e discussioni che aiutano a maturare le motivazioni al cambiamento, non trascurando la consapevolezza delle dinamiche con cui il business riesce a indurre nella società sempre nuovi bisogni e rinforzare le dipendenze, da sostanze, oggetti e pratiche, come lo shopping e la cura del look. Ma si tratta anche di esplorare i meccanismi con cui il telefonino condiziona la nostra personale esistenza, rendendoci la vita sempre più comoda, facile e veloce, e chiedersi se questi vantaggi significano effettivamente un netto guadagno in qualità della vita; di riconoscere come e perché il telefonino, protesizzando il corpo umano, riesce a riempire il vuoto esistenziale e rappresentare per molti il senso stesso della vita; di contrastare il marketing che intercetta abilmente i bisogni della società liquida e permette al business di consolidare la natura egoistica, materialistica e consumistica della società globalizzata, grazie anche all abuso dei nuovi media; di chiedersi perché, assurdamente, nell era delle tecnologie della informazione e della comunicazione, la solitudine, la depressione, l incomunicabilità, l aridità dei rapporti personali, l omofobia, il razzismo, stanno raggiungendo livelli insostenibili. Insomma parlare di prevenzione nei confronti dei possibili danni derivanti dall abuso della telefonia mobile significa agire a multipli livelli per favorire la nascita e la diffusione di una contro-cultura che ridimensioni, in ultima analisi, il ruolo dell economia e della tecnologia nella vita umana, che guardi alla sviluppo umano e sociale in termini di ben-essere (spirituale, integrazione sociale, salvaguardia ambientale, qualità della vita) piuttosto che ben-avere (ricchezza monetaria, accumulo di cose, dipendenza dagli oggetti). L educazione al pensiero autonomo e al consumo critico, responsabile ed ecosostenibile potrebbe disintossicarci da computer, cellulari e dallo smog cancerogeno emesso da antenne e circuiti elettronici. Considerando che proprio i bambini e i ragazzi sono i più accaniti maneggiatori di tecnologie e consumatori di novità, oltre che il target privilegiato della pubblicità e del marketing ed essere molto più vulnerabili degli adulti agli agenti tossici, allora sia la scuola, luogo non deputato solo alla trasmissione di nozionismo 16

17 ma in cui si può attuare un confronto e discussione sulle tematiche qui accennate per una più completa formazione umana e culturale dei ragazzi, sia i medici, in particolare i medici di famiglia e i pediatri, sempre più spesso consultati per fatti di natura prettamente esistenziale o sociopatica, sono tenuti a intervenire per dare il loro prezioso contributo alla prevenzione. Riferimenti bibliografici 1. International Agency for Research on Cancer/World Health Organization. IARC classifies radiofrequency electromagnetic fields as possibly carcinogenic to humas. Press release n.208; 31 may Levis AG, Minicucci N, Ricci P, Gennaro V, Garbisa S. Mobile phone and head tumours: it is time to read and highlight data in a proper way. Epidemiol Prev 2011, 35: Dimonte M. Elettrosmog, progresso, salute. Levante Ed, Sansone RA, Sansone LA. Cell phone: the psychosocial risks. Innov Clin Neurosci 2013; 10: Dimonte M, Ricchiuto G. Mobile phone and young people. A survey pilot study to explore the controversial aspect of a new socialphenomenon. Minerva Pediatrica 2006, 58: Ruiz-Olivarez R, Lucena V, Jose Pino M, Herruzo J. Analysis of behavior related to use of the internet, mobile telephones, compulsive shopping and among university students. Addiciones 2010; 22: Pedrero Perez EJ, Rodriguez Monje MT, Ruiz Sanchez de Leon JM. Mobile phone abuse or addiction. Review of the literature. Addiciones 2102, 24: *Radiologo, medico nucleare, sociologo International Society Doctors for Environments (ISDE)-Italia 17

18 Donare il sangue del cordone. Una scelta di vita LO STATO DELL ARTE DELL ASL DI LECCE E LE DONAZIONI DAL 2009 AL 2012 di Maurizio Petracca *, Veronica Pascali **, Ferdinando Valentino *** Che cos è la donazione del sangue cordonale La donazione del sangue cordonale consiste nella donazione di cellule staminali contenute nel cordone ombelicale del neonato. La scoperta della loro presenza al suo interno risale al Da allora fino ad oggi numerose sono state le scoperte e le applicazioni in campo medico. A rendere tanto speciali e preziose queste particolari cellule staminali è la loro natura simil-embrionale e la peculiarità di possedere un immaturità immunologica che consente loro di superare le barriere di compatibilità permettendo di effettuare un trapianto che avrà come risultato un miglior attecchimento ed un minor rischio di rigetto. Chi può fare la donazione del cordone Tutti i futuri genitori possono esprimere il desiderio di donare questa preziosa fonte di cellule staminali, ma la reale possibilità di farlo verrà decretata al termine di specifici esami. Innanzitutto devono sottoporsi ad un colloquio informativo durante il quale verrà loro spiegato tutto l iter procedurale, entrambi i genitori dovranno poi compilare un questionario individuale ed anonimo che riguarda la loro storia clinica e familiare per escludere l eventuale presenza di malattie infettive (HIV, HBV, HCV ecc ) e/o malattie genetiche ereditarie, le quali potrebbero essere trasmesse attraverso sangue cordonale. Una volta risultati idonei i genitori potranno firmare il consenso informato che permetterà di portare a buon fine l atto della donazione stessa. Al momento della donazione, inoltre, dovranno valutarsi anche altri requisiti sia materno-fetali che ostetrici: 18

19 requisiti materni. Possono donare tutte le future mamme che non abbiano avuto una gravidanza a rischio, che abbiano concluso la 37esima settimana e il cui bambino non presenti malformazioni congenite; requisiti ostetrici. I principali requisiti che rendono l unità cordonale non idonea sono: gestazione inferiore a 37 settimane, liquido amniotico fortemente tinto e profilassi anti Rh post amniocentesi. I requisiti che rendono, invece, l unità cordonale idonea sono: peso del neonato maggiore di g e peso della placenta maggiore di 700 g; parametri di qualità, la cui presenza è fondamentale: TNC (Totale Cellule Nucleate). In caso di trapianto i valori di TNC devono essere 3,5 x 107/kg di peso corporeo del paziente ricevente; CD34+, l antigene espresso nelle cellule emopoietiche più indifferenziate; CFU-GM (Numero Unità Formanti Colonie), cellule pluripotenti precursori nel lignaggio del sangue che formano le cellule che possono differenziarsi in granulociti e macrofagi. Come si effettua la donazione del sangue cordonale Il cordone ombelicale deve presentarsi integro, deve avere i vasi sanguigni congesti, e deve avere una lunghezza di circa cm. Anche la placenta deve essere integra. La donazione può essere espletata sia in sala parto subito dopo l espulsione del feto, sia dopo il secondamento. In entrambi i casi bisogna incanulare la vena ombelicale (figura 1); far defluire il sangue per caduta nella sacca (figura 2); aprire il sacchetto di anticoagulante per lavare bene i tubi e impedire la formazione di coaguli; chiudere l ago con il dispositivo di sicurezza e saldare il tutto con apposita saldatrice; verificare le condizioni di idoneità del cordone e della placenta. Ed infine controllare che la sacca sia integra (figura 3), conservarla a 4 C nella frigoemoteca in dotazione e inviarla alla Banca di appartenenza entro 30 h. Segnalare, se necessario, qualsiasi deviazione della procedura di raccolta, annotando il problema riscontrato sull etichetta note, apposta sulla sacca. Banca pubblica o banca privata? In Italia le Banche di raccolta del sangue cordonale sono strutture sanitarie pubbliche che, per conto del Servizio Sanitario Nazionale, coordinano sul territorio tutte le attività riguardanti la donazione volontaria, la raccolta, la conservazione (attività di banking) e la distribuzione nel caso di un eventuale trapianto. Inoltre, sono riunite, secondo il Decreto Ministeriale del 18/11/2009 in una Rete Nazionale che ne collega le 19

20 20 attività. Le Banche svolgono le loro attività secondo standard definiti da linee guida nazionali e internazionali (FACT-NETCORD) di comprovata qualità ed efficacia. Il FACT è l accreditamento internazionale. Il NETCORD è l organizzazione internazionale che riunisce le banche cordonali presenti nei diversi Paesi del mondo. Per quanto riguarda la conservazione del sangue cordonale per uso autologo è necessario sottolineare che al momento non esistono evidenze scientifiche consolidate a sostegno della reale utilità di tale pratica. In Italia è comunque approvata la raccolta, per tale fine, in strutture pubbliche, ma non ne è consentito il relativo bancaggio. Per questo motivo i genitori che intendono conservare il sangue cordonale per uso autologo devono esportare la propria unità cordonale in banche private estere. Ma perché è inutile ricorrere alle Banche Private? Un bambino affetto da patologia che si gioverebbe della terapia con cellule staminali, non può utilizzare le proprie perché potrebbero trasmettere la stessa malattia che si intende curare. Inoltre la probabilità che un bambino si ammali nei primi 15 anni di vita è talmente bassa che l utilizzo di SCO (Sangue Cordone Ombelicale) autologo è dello 0,0010%. A tal proposito è bene sapere che le cellule staminali cordonali mantengono la loro vitalità per un massimo di anni, dopodichè risultano inutilizzabili. Nelle Banche Pubbliche, per di più, le unità prelevate

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