CLASSIFICAZIONE IN BASE AL DISTURBO MOTORIO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "CLASSIFICAZIONE IN BASE AL DISTURBO MOTORIO"

Transcript

1 LEZIONE: CLASSIFICAZIONE DEL DISTURBO MOTORIO PROF. FELICE CORONA

2 Indice 1 CLASSIFICAZIONE IN BASE AL DISTURBO MOTORIO FORMA SPASTICA FORMA ATETOSICA FORMA ATASSICA FORMA RIGIDA FORMA CON TREMORE FORMA ATONICA FORMA MISTA CLASSIFICAZIONE IN BASE ALLE FORME CLINICHE MONOPLEGIA PARAPLEGIA EMIPLEGIA TETRAPLEGIA DOPPIA EMIPLEGIA SINTOMI ASSOCIATI AL DISTURBO MOTORIO TURBE SENSITIVE TURBE SENSORIALI I DISTURBI DEL LINGUAGGIO L'EPILESSIA I DISTURBI PSICHICI E PSICOMOTORI I DISTURBI DEL CARATTERE LE PARALISI CELEBRALI INFANTILI CHE COS'È UNA PARALISI CEREBRALE INFANTILE LE CAUSE DELLE PARALISI CELEBRALI INFANTILI FATTORI PRENATALI FATTORI PERINATALI FATTORI POSTNATALI LA DIAGNOSI DELLA P.C.I BIBLIOGRAFIA di 16

3 1 Classificazione in base al disturbo motorio L'American Academy for Cerebral Palsy, propone una classificazione che distingue sette gruppi fondamentali di paralisi cerebrale infantile considerando il disturbo motorio Forma spastica Queste alterazioni si caratterizzano con un danno prevalente delle vie piramidali, deputate alla coordinazione dei movimenti volontari, manifestando conseguentemente la perdita della motricità. La forma spastica consiste nell'aumento patologico del tono posturale, dovuto all'inefficienza del potere inibitorio del primo motoneurone e alla superefficienza del secondo neurone di moto. L aspetto tipico di questa paralisi si presenta con un'ipertonia evidente più accentuata a carico dei muscoli flessori degli arti superiori e degli estensori di quelli inferiori, coinvolgendo nello specifico le parti corporee terminali (l avambraccio, la mano, la gamba e il piede). Si rileva, inoltre, un'accentuazione del riflesso di stiramento con una resistenza massima all'inizio che si ritira poi improvvisamente (effetto del coltello a serramanico) Forma atetosica In questa forma si evidenziano disturbi di tipo extrapiramidale a causa delle lesioni localizzate a livello corticale. La presenza di alterazioni ipercinetiche (aumento dei movimenti involontari) caratterizza questa paralisi, manifestando movimenti subcontinui, irregolari nella ampiezza e nella frequenza nonché piuttosto lenti. L alternanza di questi fenomeni rendono il movimento volontario inadeguato ed inefficiente dal punto di vista funzionale. L'atetosi può essere associata da ipotonia e da ipertonia muscolare, interessando in particolar modo i distretti muscolari della mimica facciale, della fonazione e degli arti superiori. 3 di 16

4 1.3. Forma atassica Questa lesione cerebrale si evidenzia con un danno a carico dei propriocettori (recettori che raccolgono gli stimoli provenienti dall'interno di un organo). Le persone affette da questa forma mostrano un disturbo con evidente incapacità di coordinare i movimenti, manifestata con un'alterazione dell'equilibrio in stazione eretta, instabilità nel cammino, incoordinazione e tremore della mano. Si rileva un notevole ritardo nello sviluppo motorio che aumenta in particolare modo quando questi bambini iniziano a camminare. Per acquisire maggior equilibrio nel movimento è tipico in questi soggetti il muoversi in stazione eretta a gambe larghe e rigide. Si presentano a volte con queste alterazioni, altre che compromettono la vista, l'udito ed il linguaggio interessando l'emissione della parola, che viene scandita in modo particolare Forma rigida Questa forma di paralisi si caratterizza da ipertonia muscolare plastica di tipo extra piramidale con una conseguente resistenza uniforme nei movimenti passivi di flesso-estensione interessando nella stessa misura sia i segmenti prossimali che quelli distali Forma con tremore La caratteristica di tale forma è piuttosto rara e la manifestazione clinica sono i tremori. La rappresentazione di tali fenomeni sono l ipercinesia fine, rapida e ripetitiva, presente in particolare modo nei segmenti distali (sono soprattutto interessate le mani) Forma atonica È molto rara e si caratterizza da una drastica riduzione del tono muscolare. 4 di 16

5 1.7. Forma mista Determina quadri clinici poliedrici e si combina delle precedenti forme di p.c.i. che possono essere classificati tenendo in considerazione il sintomo prevalente. Si distinguono con ipertonie di tipo piramidale o extrapiramidale, distonia atetoide e atassia. 5 di 16

6 2 Classificazione in base alle forme cliniche Il disturbo motorio può evidenziare le seguenti forme cliniche di p.c.i. in base alla distribuzione topografica 2.1. Monoplegia Questa forma è caratterizzata dalla perdita della mobilità di un solo arto. Tale quadro è molto raro, perché solitamente si tratta di una emiplegia o una diplegia nella quale l'arto, che apparentemente non sembra colpito, conserva una discreta attività funzionale Paraplegia Il deficit motorio è sempre bilaterale e si localizza ai soli arti inferiori. Si osservano di solito anche dei lievi difetti motori agli arti superiori che possono però essere, sia di tipo spastico che rigido Emiplegia Interessa la sola metà del corpo (quella contro laterale cerebrale). Le alterazioni prevalenti dell'arto superiore sono di tipo spastico Tetraplegia Queste lesioni motorie frequentemente più gravi, interessano tutti e quattro gli arti e sono inabilitati da un deficit prevalentemente di tipo rigido e con una frequenza minore può essere di tipo spastico Doppia emiplegia Consiste in una emiplegia bilaterale di tipo spastico che interessa in particolare modo gli arti superiori. 6 di 16

7 3 Sintomi associati al disturbo motorio Poiché l'encefalo è la sede di una quantità di funzioni relazionali importantissime, una lesione encefalica può portare ad una alterazione multiforme di tali attività. Si possono perciò distinguere sei gruppi principali di turbe che si accompagnano a disturbi motori: 3.1 Turbe sensitive Si possono notare con frequenza disturbi della sensibilità generale, sia a carico della sensibilità superficiale che di quella profonda. Tale alterazione crea uno scompiglio notevole nel modo di essere del bambino. 3.2 Turbe sensoriali Questo gruppo è composto da particolari alterazioni (uditive e visive), che con più frequenza si verificano nel caso di p.c.i. rispetto a tutti gli altri sintomi. Circa la metà dei bambini affetti da p.c.i. accusano disturbi della vista. Le principali alterazioni visive sono: lo strabismo, la diminuzione della vista e l'alterazione del nervo ottico e della retina. Si possono notare inoltre, alcune restrizioni de! campo visivo, le quali non permettono al bambino colpito di avere delle esperienze sensoriali complete. Più raramente si possono avere altri difetti, come la cataratta, il nistagmo (instabilità dei globi oculari ) e I'anoftalmia (non sviluppo dell'apparato visivo). Ai disturbi della vista si accompagnano quelli uditivi che sono presenti in circa il 30% di tutti i casi L'alterazione uditiva si manifesta con ipoacusia, che consiste in una diminuzione dell'attività uditiva e disacusia; in tal caso è la percezione dei fenomeni più acuti ad essere compromessa. Risulta quindi alterata la percezione delle consonanti, le quali hanno molta più rilevanza delle vocali e sono necessarie ai fini della comprensione del linguaggio. 7 di 16

8 3.3 I disturbi del linguaggio Sono presenti nella maggioranza dei casi. La forma più frequente di questo gruppo è la disartria che si divide in spastica, distonica e atassica. Nel primo caso il linguaggio di un bambino affetto da p.c.i. appare conglutinato, semplificato e molto spesso incomprensibile mentre il secondo caso è caratterizzato da un'espressione molto tremolante, spesso difficile da capire. La disartria atassica, invece, si distingue per il noto quadro della parola scandita, dovuto ad un'incapacità nel coordinare i muscoli interessati alla fonazione. Con minor frequenza si verificano altri disturbi come le disfasie (difetto di elaborazione del linguaggio distinguendo afasie motorie e afasie sensoriali), le dislalie e le disfonie. Questi ultimi due disturbi sono dovuti ad un'ipoacusia. 3.4 L'epilessia Interessa circa il 40% di tutti i casi di p.c.i. I disturbi convulsivi sono di tipo parziale, non intendendo perciò un'epilessia essenziale. Tuttavia non si conosce con certezza quale sia la causa che la determina 3.5 I disturbi psichici e psicomotori Si manifestano in modo costante nelle p.c.i. anche se si verificano in forme diverse e con un'intensità non uniforme. Fanno parte di questo gruppo di disturbi sia i difetti globali che quelli lacunare come le disprassie, le agnosie, le afasie e i disturbi dello schema corporeo, i quali sono riconosciuti come dei deficit di organizzazione psicologica dell'esperienza elementare. In base ad alcune statistiche si è osservato che in circa il 50% di tutti i cerebroplegici il quoziente intellettivo è inferiore di molto a 70. Mentre l'altra meta dei casi è affetta da un deficit lieve, nonché da una forma così insignificante di insufficienza mentale che possono essere considerati come dei soggetti aventi un'intelligenza «normale». 8 di 16

9 3.6 I disturbi del carattere Sono ulteriori difetti presenti nel bambino affetto da p.c.i. Queste alterazioni sono dovute alla notevole eccitabilità che questi soggetti presentano, che si manifesta in seguito alla lesione organica e alle limitate esperienze che essi vivono. Come conseguenza di questo stato di eccitazione insorgono alcuni sentimenti: l'insicurezza e l'ansia, che inducono i bambini ad avere enormi conflitti fra il proprio modo di essere (l'io) e la realtà esterna. Tutto ciò è la causa di reazioni sia aggressive che depressive, che, nei casi limite, possono sfociare in un isolamento autistico. 9 di 16

10 4 Le Paralisi Celebrali Infantili 4.1 Che cos'è una paralisi cerebrale infantile È molto difficile dare una definizione e fare una descrizione che vada ad attribuire unità a questo gruppo eterogeneo di sindromi, anche se dal punto di vista clinico può essere considerato come un raggruppamento di quadri sintomatologici diversi, accomunati da un evidente disturbo motorio di origine encefalica. 4.2 Le cause delle paralisi celebrali infantili I fattori determinanti le p.c.i. sono molteplici e a volte è difficile stabilire le cause per ogni singolo caso. Ciò si verifica perché spesso tale patologia è determinata da varie lesioni per cui è molto difficile stabilire una correlazione fra la causa e la lesione organica. I fattori etiologici si possono distinguere in : fattori prenatali (agenti prima della nascita) fattori perinatali (agenti durante la nascita) fattori postnatali (agenti dopo la nascita) 4.3 Fattori prenatali Alcuni studiosi includono in questo gruppo di fattori anche quelli ereditari. Fra le p.c.i. vengono incluse specifiche malattie ereditarie, come la paraplegia spastica, i tremori congeniti e l'atetosi familiare, che sono determinate da alterazioni di natura genetica dello sviluppo del sistema nervoso. 10 di 16

11 Fra le cause prenatali dobbiamo collocare al primo posto l'anossia cerebrale che è indotta da alterazioni placentari (distacco intempestivo, impianto anomalo, infarto della placenta), oppure da compressione del cordone ombelicale in fase intrauterina o da vari disturbi materni, come l'ipotensione e l'anemia. L'anossia del feto provoca quadri di grave ipotensione arteriosa con conseguente danno cerebrale, perché si viene a determinare una grossa diminuzione di apporto sanguigno nel sangue placentare e di conseguenza fetale. Vi sono poi le infezioni virali materne che hanno una fondamentale responsabilità sulla determinazione della p.c.i. e tra di esse in particolare modo la rosolia che ha un'azione dannosa nell'embrione nei primi tre mesi di gravidanza. Anche la toxoplasmosi materna può determinare nel feto una encefalite da toxoplasma. In genere tutte le infezioni virali della madre possono causare delle lesioni encefaliche. L'esposizione ai raggi X della donna incinta, soprattutto nel primo trimestre di gravidanza, causa cospicue alterazioni cerebrali del feto. Proprio per questo sono sconsigliati gli esami radiologici alle donne in gravidanza. I disturbi dismetabolici sono da considerarsi come un'ulteriore causa di p.c.i., fra cui il diabete. Vi è poi il cosiddetto ittero nucleare, anch'esso causa di p.c.i., in quanto si viene ad instaurare un processo tossico a carico del sistema nervoso. Generalmente gli itteri neonatali sono dovuti all'incompatibilità sanguigna materno-fetale, (fattore Rh). Inoltre le deficienze vitaminiche o proteiche hanno una grossa influenza sulla morbosità del feto e sull'immaturità. Infine la prematurità e l'immaturità sono condizioni molto particolari, in quanto il bambino appare particolarmente vulnerabile dal punto di vista neurologico: infatti sia nell'immaturo che nel prematuro esiste una particolare fragilità capillare, per cui aumenta il rischio di eventi emorragici cerebrali e trombosi al momento del parto. Tutte queste cause prenatali danno origine ad alterazioni nervose del feto di tipo malformativo. 4.4 Fattori perinatali Fra il gruppo di fattori connatali, l'anossia del neonato è la causa più considerevole di p.c.i. ed é spesso associata a lesioni vascolari, che determinano emorragie e necrosi dell'encefalo. Anche se l'encefalo del bambino appena nato può resistere per un maggior tempo alla mancanza di ossigeno rispetto agli adulti, un'anossia di lunga durata che interessa una vasta zona cerebrale, provoca danni irreversibili che possono interessare anche l'area che comanda il movimento. L'anossia o l'asfissia nel periodo perinatale è causata da lesioni traumatiche dei vasi, da 11 di 16

12 torsione del cordone ombelicale, da ostruzioni respiratorie meccaniche (aspirazione del liquido amniotico) e da alterazioni della pressione sanguigna determinata dalla somministrazione di farmaci alla madre nel momento del travaglio. Rientrano in questo gruppo di fattori i traumi diretti all'encefalo, in caso di parto distocico o per l'utilizzo di particolari strumenti come il forcipe e la ventosa. Quest'ultime non hanno molta rilevanza dato che alcune statistiche recenti evidenziano una minor correlazione fra tali fattori e l'insorgenza di p.c.i. Sia le lesione anossiche che traumatiche sono molto piu' pericolose se il feto presenta delle fragilità vascolari (tipica del bambino immaturo). 4.5 Fattori postnatali I fattori postnatali rispetto a tutti gli altri, hanno statisticamente una minima incidenza nel determinare le p.c.i. Non tutti gli autori sono d'accordo nello stabilire uno stesso limite al periodo cronologico in cui la causa agisce, determinando danni al tessuto cerebrale. Alcuni studiosi, sono convinti che la causa patogena agisca in un periodo limitato che va dalla nascita a pochi giorni o settimane dopo il parto, altri invece prolungano il periodo fino ad alcuni anni di vita. Nonostante ciò la maggioranza degli studiosi sono concordi nello stabilire il limite cronologico d'azione al dodicesimo mese di vita. Infatti entro il primo anno il processo mielizzante delle fibre nervose del S.N.C. dovrebbe ormai essersi completato. Tra le cause postnatali vanno inclusi inoltre tutti i processi di tipo infiammatorio sia delle meningi che dell'encefalo, e perciò tutte le encefaliti e encefalopatie parainfettive o postinfettive che potrebbero dare luogo a p.c.i. in un bambino nel primo anno di vita. Inoltre a tali cause infettive si devono aggiungere tutte le lesioni cerebrali verificatesi nel periodo postnatale e in genere provocate da traumi cranici, turbe vascolari e neoplasie. Quest'ultimo gruppo di fattori una volta verificatisi creano delle alterazioni di tipo infiammatorio, che danno esito a fatti cicatriziali, i quali vanno ad ostacolare il successivo sviluppo del nevrasse. 4.6 La diagnosi della p.c.i. Nel caso in cui un neonato abbia subito traumi prima, durante, e dopo il parto, si può formulare una diagnosi di lesione cerebrale. La diagnosi della p.c.i. solitamente è possibile quando 12 di 16

13 il bambino, affetto da questa sindrome, presenta particolari ed inconfondibili segni che si verificano pochi giorni dopo la nascita e che fanno pensare ad una sofferenza cerebrale. Infatti il bambino mostra una cute molto pallida, dovuta alle conseguenze secondarie di una anemia grave, oppure a lesioni del tessuto cerebrale con una particolare espressione del viso, sguardo fisso e occhi sbarrati, e il volto esprime una intensa sofferenza ed ansia. Altro segno caratteristico è la presenza di una certa difficoltà nella respirazione (dispnea) e una incapacità nella alimentazione, nonostante risulti presente il riflesso della suzione. In presenza di tali fatti è necessario attuare un controllo generale con un esame neurologico in modo da verificare in che misura il cervello ha subito dei danni. Non è così semplice, però, diagnosticare precocemente tale patologia, soprattutto perché le ripercussioni del danno cerebrale sull'apparato motorio si notano col tempo. 13 di 16

14 14 di 16

15 Bibliografia AAVV, DSM IV, Manuale Diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Masson, 1999 Aguillar J., Ponces Verges J., Corominas J., Roldan AM (1980), "Interrelazione fra affettività e neuromotricità nel bambino con paralisi cerebrale durante i primi anni di vita", in: Saggi, 6, 2. La Nostra Famiglia editore, pp Bartoleschi B., Novelletto A. (1967), "L'influenza di gravi malattie fisiche nella prima infanzia sullo sviluppo mentale", Rivista di Psicoanalisi, 13: Bottos M., (2003), Paralisi cerebrale Infantile. Dalla "Guarigione all'autonomia". Diagnosi e proposte riabilitative, Piccin Ed., Padova Ferrari A., (1988), "Paralisi cerebrale infantile: problemi manifesti e problemi nascosti", in: Giornale Italiano Medicina Riabilitativa, 3 (II), Ferrari A., (1990), Presupposti per il trattamento rieducativi nelle sindromi spastiche della paralisi cerebrali infantile, Eur. Med. Phys. 26: Ferrari, A., Cioni G., (2005), Le forme spastiche delle paralisi cerebrali infantili, Springer, Milano,2005 Negri, R. (1988), La grande occasione per il pieno dispiegamento delle potenzialità del soggetto con danno motorio cerebrale, in: Giornale Italiano Medicina Riabilitativa 1988, 3(II), Negri, R.(1991), "Il ruolo delle dinamiche emotivo-affettive nella comunicazione e nell'apprendimento del bambino con grave tetraplegia", Saggi, 17 (1), th ANNUAL CONGRESS OF THE ECSS Sport Science by the Sea Estoril, Portogallo 9-12 luglio Poster: Hypothesis for a search of sport activities in technological field for different abled person. Disability and virtual sport (Ipotesi di ricerca per l attività sportiva in ambiente tecnologico per i soggetti disabili. Disabilità e sport virtual) (Galdieri M., D Elia F., Salvia M., Raiola G., Corona F., Sibilio M.) Poster: Hypothesis of empirical research in order to investigate the possible relationship between bodily experience and spatial representation (Ipotesi di ricerca empirica per indagare le possibili relazioni tra esperienza corporea e rappresentazione spaziale) (Lipoma M., Raiola G., Carlomagno N., Mango P., Corona F., Sibilio M.) 15 di 16

16 Corona F. - Relatore alla 4 International Scientific Conference on Kinesiology Science and profession Challenge for the future - Section Adapted Physical Activity and Sport for the Disabled on The psychomotor didactic - the corporality between prevention and learning in Opatjia, Croatia, September 7 11, 2005 Sabbadini G., (1995), Manuale di neuropsicologia dell'età evolutiva, Feltrinelli, Bologna Sibilio M., Educational Sports and Physical Activities for disability, contributo scientifico di Corona F.: Definition of disability according to the International classifications e Physical education and sports for disabled, Savaria University Press, Szombathely Hungary, di 16

PARALISI CEREBRALE INFANTILE

PARALISI CEREBRALE INFANTILE PARALISI CEREBRALE INFANTILE E descritta come un disturbo neurologico cronico non progressivo derivante da una lesione cerebrale insorta durante uno stadio di sviluppo precoce (prenatale, perinatale, neonatale)

Dettagli

Disabilità. vita quotidiana

Disabilità. vita quotidiana Disabilità e vita quotidiana Caracciolo Antonio Fisioterapista Coordinatore Servizio DAT (Domotica, Ausili, Terapia occupazionale) IRCCS Fondazione Don Carlo Gnocchi, Milano Di chi parliamo. Handiccappati

Dettagli

Gaze disorders in cerebral palsy (anomalie dello sguardo nelle paralisi cerebrali infantili)

Gaze disorders in cerebral palsy (anomalie dello sguardo nelle paralisi cerebrali infantili) Riccardo Frosini Gaze disorders in cerebral palsy (anomalie dello sguardo nelle paralisi cerebrali infantili) XXII INCONTRO DI STRABOLOGIA E NEUROFTALMOLOGIA Bosisio Parini 2015 Paralisi cerebrali infantili

Dettagli

Emiatrofia cerebrale e microftalmia

Emiatrofia cerebrale e microftalmia Emiatrofia cerebrale e microftalmia TROMBOSI TROMBOSI Prevenzione dell handicap congenito Nel 1 gruppo di casi genetici con rischio di ricorrenza, la prevenzione può attuarsi attraverso una corretta diagnosi

Dettagli

Patologia del linguaggio in età evolutiva

Patologia del linguaggio in età evolutiva Patologia del linguaggio in età Ritardi e evolutiva disordini di acquisizione del linguaggio Disturbi del linguaggio Quadri clinici molto eterogenei : disturbi del linguaggio secondari le difficoltà linguistiche

Dettagli

PROBLEMI FISICI DEL DISABILE

PROBLEMI FISICI DEL DISABILE PROBLEMI FISICI DEL DISABILE Scale di valutazione funzionale e classificazione della disabilita Classificazione malattie (eziologia, clinica) nell ICD della Organizzazione Mondiale Sanità 1970 Non riportata

Dettagli

INSUFFICIENZA MENTALE

INSUFFICIENZA MENTALE INSUFFICIENZA MENTALE ENCEFALOPATIE INFANTILI NON EVOLUTIVE Paralisi Cerebrali Infantili (P.C.I.) ad eziologia lesionale fetale tardiva o perinatale; Encefalopatie malformative ad eziologia prenatale precoce;

Dettagli

I DEFICIT COGNITIVI NELL ICTUS

I DEFICIT COGNITIVI NELL ICTUS I DEFICIT COGNITIVI NELL ICTUS Manuale informativo per il paziente e la sua famiglia INTRODUZIONE L'ictus colpisce in Italia 194.000 soggetti ogni anno e di questi 80% sono primi episodi ed il 20% recidive.

Dettagli

Glossario. MED/39 Neuropsichiatria In MODULO A - 5 CFU

Glossario. MED/39 Neuropsichiatria In MODULO A - 5 CFU MED/39 Neuropsichiatria In MODULO A - 5 CFU Magda Verdecchia, Monica Terribili, Paolo Curatolo (Con la collaborazione di Martina Balestri, Roberta Bombardieri, Simona Pennacchia) Glossario Scuola IaD Roma,

Dettagli

CORSO DI PSICOLOGIA DELL EDUCAZIONE

CORSO DI PSICOLOGIA DELL EDUCAZIONE CORSO DI PSICOLOGIA DELL EDUCAZIONE A.A. 2012-2013 SCIENZE INFERMIERISTICHE POLO DI PISA II ANNO V LEZIONE Dott.ssa Chiara Toma I DISTURBI DELLO SVILUPPO Disturbi del linguaggio Autismo e disturbi pervasivi

Dettagli

Orario disponibile nel calendario ufficiale del corso di Laurea di Fisioterapia ORARIO DI RICEVIMENTO DEGLI STUDENTI

Orario disponibile nel calendario ufficiale del corso di Laurea di Fisioterapia ORARIO DI RICEVIMENTO DEGLI STUDENTI FACOLTÀ MEDICINA E CHIRURGIA ANNO ACCADEMICO 201/2014 CORSO DI LAUREA (o LAUREA Laurea Fisioterapia MAGISTRALE) CORSO INTEGRATO Riabilitazione Fisioterapica in ambito pediatrico TIPO DI ATTIVITÀ Caratterizzante

Dettagli

LA FIABA. UN INTERVENTO EDUCATIVO PER L INTEGRAZIONE DI BAMBINI AFFETTI DA TETRAPARESI SPASTICA

LA FIABA. UN INTERVENTO EDUCATIVO PER L INTEGRAZIONE DI BAMBINI AFFETTI DA TETRAPARESI SPASTICA LA FIABA. UN INTERVENTO EDUCATIVO PER L INTEGRAZIONE DI BAMBINI AFFETTI DA TETRAPARESI SPASTICA di Vincenzo Gullotta La paralisi cerebrale infantile è una turba persistente ma non immutabile della postura,

Dettagli

Formazione on line per 6 ore dell insegnamento di Clinica delle minorazioni: medicina fisica e riabilitativa

Formazione on line per 6 ore dell insegnamento di Clinica delle minorazioni: medicina fisica e riabilitativa Formazione on line per 6 ore dell insegnamento di Clinica delle minorazioni: medicina fisica e riabilitativa Utilizzando gli appunti trasmessi il corsista approfondisca i seguenti temi ed esponga le proprie

Dettagli

PATOLOGIE IN ETA PRENATALE

PATOLOGIE IN ETA PRENATALE PATOLOGIE IN ETA PRENATALE PREMATURITA La WHO definisce il parto pretermine come il parto che avviene prima delle 37 settimane di gravidanza 6-10% dei parti sono pretermine ma di questi 50% > 35 settimane.

Dettagli

RAPPORTO ANNUALE SINTETICO SULLA NATIMORTALITA. Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa

RAPPORTO ANNUALE SINTETICO SULLA NATIMORTALITA. Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa RAPPORTO ANNUALE SINTETICO SULLA NATIMORTALITA Anno 2013 Area Sistemi di Governance Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa Trento Luglio 2014 A cura di Riccardo Pertile Mariangela Pedron Silvano Piffer

Dettagli

Disturbi ossessivi compulsivi? Sono disturbi invalidanti? Trattamento farmacologico?

Disturbi ossessivi compulsivi? Sono disturbi invalidanti? Trattamento farmacologico? ALCUNE DOMANDE DEL COMPITO SCRITTO DI NEUROLOGIA DEL 31 GENNAIO Mielite trasversa, caratteristiche cliniche. SLA Lobo più colpito nel morbo d Alzheimer Sede più frequente di emorragia intraparenchimale

Dettagli

SERVIZIO DI OCULISTICA

SERVIZIO DI OCULISTICA SERVIZIO DI OCULISTICA Cellula gangliare Bastoncello Nervo ottico Retina Cono Vasi sanguigni della retina Coroide Cornea Iride Pupilla Cristallino Corpo ciliare Corpo vitreo Sclera ASSOCIAZIONE ITALIANA

Dettagli

Screening neonatale: un semplice test per proteggere la salute dei bimbi

Screening neonatale: un semplice test per proteggere la salute dei bimbi Screening neonatale: un semplice test per proteggere la salute dei bimbi Informazioni per i genitori A cosa serve lo screening neonatale Questa pubblicazione serve ad illustrare perché è così importante

Dettagli

Urgenza nella donna gravida

Urgenza nella donna gravida Capitolo 11 Urgenza nella donna gravida A cura di Stefano Stipa 1 1 Medico 1 1. Urgenza nella donna gravida Obiettivi Formativi: 1) Assistenza al parto; 2) Primo Soccorso alla donna gravida e al neonato.

Dettagli

La rosolia nella donna in gravidanza

La rosolia nella donna in gravidanza Corso di aggiornamento obbligatoria Arezzo, 16/06/2007 La rosolia nella donna in gravidanza Dott. Ario Joghtapour Specialista in Ginecologia e Ostetricia e Fisiopatologia della Riproduzione Dott. Francesco

Dettagli

Dr. med. Lucio Bronz FMH Ostretricia e medicina feto-materno Piazza Indipendenza 4 6500 Bellinzona www.drbronz.ch TEST PRENATALI

Dr. med. Lucio Bronz FMH Ostretricia e medicina feto-materno Piazza Indipendenza 4 6500 Bellinzona www.drbronz.ch TEST PRENATALI Dr. med. Lucio Bronz FMH Ostretricia e medicina feto-materno Piazza Indipendenza 4 6500 Bellinzona www.drbronz.ch TEST PRENATALI Introduzione Cromosoma Cellula Nucleo Ormai a tutti è noto il ruolo del

Dettagli

Definizione di ipovisione

Definizione di ipovisione Definizione di ipovisione L ipovisione è una condizione di ridotta capacità visiva, bilaterale ed irreversibile, tale da condizionare l autonomia dell individuo. L acutezza visiva o acuità visiva o visus

Dettagli

Patologia infettiva oculare coesistente

Patologia infettiva oculare coesistente Azienda Ospedaliera Pediatrica SANTOBONO PAUSILIPON ANNUNZIATA S.S.D. Centro di Riferimento Regionale per la Diagnosi ed il Trattamento della Retinopatia della Prematurità Direttore dott. Salvatore Capobianco

Dettagli

MASTER UNIVERSITARIO DI 1 LIVELLO RIABILITAZIONE EQUESTRE. Anni Accademici 2013/2014-2014/2015 PROGRAMMA

MASTER UNIVERSITARIO DI 1 LIVELLO RIABILITAZIONE EQUESTRE. Anni Accademici 2013/2014-2014/2015 PROGRAMMA MASTER UNIVERSITARIO DI 1 LIVELLO IN RIABILITAZIONE EQUESTRE Anni Accademici 2013/2014-2014/2015 PROGRAMMA PROGRAMMA di NEUROLOGIA NEUROLOGIA Sviluppo del Sistema Nervoso e sue alterazioni Motricità fetale

Dettagli

SEZIONE DI CORSO BRESCIA CREMONA MANTOVA

SEZIONE DI CORSO BRESCIA CREMONA MANTOVA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BRESCIA Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali CORSO DI STUDIO IN FISIOTERAPIA CARTELLA DIDATTICO-RIABILITATIVA Anno Accademico STUDENTE SEZIONE DI CORSO BRESCIA CREMONA

Dettagli

LA RIABILITAZIONE NEUROCOGNITIVA & L ESERCIZIO TERAPEUTICO CONOSCITIVO

LA RIABILITAZIONE NEUROCOGNITIVA & L ESERCIZIO TERAPEUTICO CONOSCITIVO LA RIABILITAZIONE NEUROCOGNITIVA & L ESERCIZIO TERAPEUTICO CONOSCITIVO Le varie teorie della riabilitazione motoria Nel corso degli anni si sono sviluppate varie teorie: Teoria motivazionale : è usata

Dettagli

Cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento?

Cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento? Cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento? Considerati parte della famiglia dei Disturbi Evolutivi Specifici, i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) affliggono alcune specifiche abilità che

Dettagli

DISABILITA MOTORIA E AUSILI

DISABILITA MOTORIA E AUSILI DISABILITA MOTORIA E AUSILI I.P.S.I.A. San Benedetto del Tronto 21 aprile 2008 Prof.ssa Olmo Serafina Il disturbo del movimento è la conseguenza di lesioni che possono interessare diverse strutture corporee

Dettagli

DOMANDE FREQUENTI. CST srl Neuromotor Controlling Operators. NEMOCO srl. Cro System Trading CRO SYSTEM E UN BREVETTO INTERNAZIONALE

DOMANDE FREQUENTI. CST srl Neuromotor Controlling Operators. NEMOCO srl. Cro System Trading CRO SYSTEM E UN BREVETTO INTERNAZIONALE COME AGISCE IL CRO SYSTEM? Ottimizza la performance muscolare potenziando marcatamente la sensibilità propriocettiva, ovvero la raccolta di informazioni da muscoli, articolazioni ed ossa, su cui si basa

Dettagli

SORDITA IMPROVVISE EZIOLOGIA

SORDITA IMPROVVISE EZIOLOGIA SORDITA IMPROVVISE Il termine sordità improvvisa indica una perdita uditiva ad insorgenza rapida e brusca, in un periodo non superiore alle 12 ore, a carico dell orecchio interno, uni- (85%) o bilaterale.

Dettagli

Il massaggio consiste in manipolazioni che si praticano sui tessuti molli a fini terapeutici.

Il massaggio consiste in manipolazioni che si praticano sui tessuti molli a fini terapeutici. Il massaggio consiste in manipolazioni che si praticano sui tessuti molli a fini terapeutici. Ogni seduta deve essere iniziata con particolare cautela, onde saggiare la reattività del soggetto ed evitare

Dettagli

ipovisione moderata (centrale o periferica) ipovisione grave (centrale o periferica)

ipovisione moderata (centrale o periferica) ipovisione grave (centrale o periferica) ANALISI DELLE A.S. 2010-2011 SENZA ALTRI HANDICAP ASSOCIATI INFANZIA PRIMARIA I II BOLOGNA 6 8 4 11 29 FERRARA 2 7 11 FORLI' - CESENA 1 4 1 7 13 MODENA 1 7 5 7 20 PARMA 1 3 4 5 13 PIACENZA 1 4 4 2 11 RAVENNA

Dettagli

DIAGNOSI PRENATALE DELLE ANOMALIE CROMOSOMICHE

DIAGNOSI PRENATALE DELLE ANOMALIE CROMOSOMICHE SERVIZIO DI ECOGRAFIA E DIAGNOSI PRENATALE DIAGNOSI PRENATALE DELLE ANOMALIE CROMOSOMICHE 1 CROMOSOMI Cosa sono i cromosomi? I cromosomi si trovano nel nucleo della cellula, sono costituiti da proteine

Dettagli

SORDITA INFANTILE A VARESE

SORDITA INFANTILE A VARESE La sordità infantile - L esperienza di Varese Definiamo sordità o ipoacusia la disfunzione dell organo dell udito. Essa comporta una disabilità significativa solo se è bilaterale. Classifichiamo la sordità

Dettagli

CONSULENZA PRECONCEZIONALE

CONSULENZA PRECONCEZIONALE CONSULENZA PRECONCEZIONALE Questo articolo è rivolto a tutte le coppie che desiderano un figlio, o che non escludono di averlo in futuro, e che vogliono conoscere con maggior precisione quali siano le

Dettagli

Dr.ssa Maria Grazia Russo Responsabile U. O. Riabilitazione ASL BA. Dr.ssa Laura Caforio Tecnico ortopedico

Dr.ssa Maria Grazia Russo Responsabile U. O. Riabilitazione ASL BA. Dr.ssa Laura Caforio Tecnico ortopedico Manfredonia, 15 17 novembre 2010 Valutazione e Prescrizione ORTESI, PROTESI ed AUSILI I SISTEMI DI POSTURA PER LA PERSONA GRAVEMENTE DISABILE Dr.ssa Maria Grazia Russo Responsabile U. O. Riabilitazione

Dettagli

Infermieristica clinica applicata alla medicina materno infantile

Infermieristica clinica applicata alla medicina materno infantile UNIVERSITA DEGLI STUDI di CAGLIARI Corso di Laurea in Infermieristica Sede di Nuoro Infermieristica clinica applicata alla medicina materno infantile Docente: Dott.ssa INFERMIERISTICA CLINICA IN AREA MATERNO

Dettagli

Patologie delle vie ottiche postchiamsatiche e della corteccia visiva

Patologie delle vie ottiche postchiamsatiche e della corteccia visiva Patologie delle vie ottiche postchiamsatiche e della corteccia visiva Optic radiation: anatomy Patologie delle vie ottiche postchiamsatiche e della corteccia visiva Caratterizzati da emianopsia omonima.

Dettagli

L intervento riabilitativo nel paziente con SLA SLA 2010 DALLA RICERCA ALLE CURE PALLIATIVE -30 ottobre 2010- Livia Colla SOC Medicina Riabilitativa-P.O.Casale M.to- ASLAL Riabilitazione un processo di

Dettagli

LUCA ROCCHETTI U.O. GENETICA MEDICA AVR SINDROME DI BLOCH SULTZBERGER O INCONTINENTIA AI PIGMENTI DI TIPO 2

LUCA ROCCHETTI U.O. GENETICA MEDICA AVR SINDROME DI BLOCH SULTZBERGER O INCONTINENTIA AI PIGMENTI DI TIPO 2 LUCA ROCCHETTI U.O. GENETICA MEDICA AVR SINDROME DI BLOCH SULTZBERGER O INCONTINENTIA AI PIGMENTI DI TIPO 2 PRIMA INFANZIA: LESIONI CUTANEE DALLO SVILUPPO CARATTERISTICO ( dermatite bollosa congenita )

Dettagli

Annesso 1 RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO

Annesso 1 RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO Annesso 1 RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Ciò permetterà la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. Agli operatori sanitari

Dettagli

Patologia infettiva oculare coesistente

Patologia infettiva oculare coesistente Azienda Ospedaliera Pediatrica SANTOBONO PAUSILIPON ANNUNZIATA S.S.D. Centro di Riferimento Regionale per la Diagnosi ed il Trattamento della Retinopatia della Prematurità Direttore dott. Salvatore Capobianco

Dettagli

BREVE SINTESI E GLOSSARIO SUL DIABETE MELLITO

BREVE SINTESI E GLOSSARIO SUL DIABETE MELLITO BREVE SINTESI E GLOSSARIO SUL DIABETE MELLITO 1. Definizione 2. Classificazione 2.1. Diabete mellito di tipo 1 2.2. Diabete mellito di tipo 2 2.3. Diabete gestazionale 2.4. Altre forme di diabete 2.5.

Dettagli

DIAGNOSI PRENATALE DEI DIFETTI CONGENITI

DIAGNOSI PRENATALE DEI DIFETTI CONGENITI DIAGNOSI PRENATALE DEI DIFETTI CONGENITI DIFETTI CONGENITI Le anomalie congenite sono condizioni che si instaurano tra il momento del concepimento e la nascita. LA DIAGNOSI PRENATALE insieme di tecniche

Dettagli

L Orizzonte di Lorenzo. Il bambino che stiamo aspettando ha un problema al cuore: che cosa dobbiamo fare e che cosa possiamo fare?

L Orizzonte di Lorenzo. Il bambino che stiamo aspettando ha un problema al cuore: che cosa dobbiamo fare e che cosa possiamo fare? L Orizzonte di Lorenzo Nostro figlio ha un problema al cuore. Che fare? Bergamo 3/10/2010 Il bambino che stiamo aspettando ha un problema al cuore: che cosa dobbiamo fare e che cosa possiamo fare? A. Borghi

Dettagli

5 modulo didattico - Patologia cromosomica.

5 modulo didattico - Patologia cromosomica. 5 modulo didattico - Patologia cromosomica. G0 IL CICLO CELLULARE DI UNA CELLULA DI MAMMIFERO Avviene ogni volta che la cellula si divide Le tappe fondamentali del processo sono: Separazione dei due filamenti

Dettagli

CARTA SERVIZI I CONSIGLI DELL ISTITUTO OTTICO ISOLANI 7 MOTIVI PER EFFETTUARE UNA VISITA DAL VOSTRO MEDICO OCULISTA DI FIDUCIA

CARTA SERVIZI I CONSIGLI DELL ISTITUTO OTTICO ISOLANI 7 MOTIVI PER EFFETTUARE UNA VISITA DAL VOSTRO MEDICO OCULISTA DI FIDUCIA CARTA SERVIZI I CONSIGLI DELL ISTITUTO OTTICO ISOLANI 7 MOTIVI PER EFFETTUARE UNA VISITA DAL VOSTRO MEDICO OCULISTA DI FIDUCIA Questo opuscolo ha la funzione di informare sull importanza della prevenzione

Dettagli

Profilo delle diverse tipologie di BES

Profilo delle diverse tipologie di BES Profilo delle diverse tipologie di BES Con la Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 e la CM n. 8 del 6 marzo 2013 che ha per oggetto l attuazione della direttiva Strumenti d intervento per alunni

Dettagli

SCREENING UDITIVO NEONATALE

SCREENING UDITIVO NEONATALE CORSO 1 DIAGNOSTICA SENSORIALE E NEUROSENSORIALE SCREENING UDITIVO NEONATALE Angelo Rizzo UTIN P.O. Ingrassia Palermo Rappresentazione schematica del sistema uditivo ricezione trasduzione elaborazione

Dettagli

1) Docente, dal 1985, del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. Aspetti della patologia fetale in gravidanza.

1) Docente, dal 1985, del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. Aspetti della patologia fetale in gravidanza. 1) Docente, dal 1985, del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. Aspetti della patologia fetale in gravidanza. 2) Docente, dal 1995, della Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia. - Diagnosi

Dettagli

Attività Adattata. Lezione 1. a.a. 2013-2014. Monica Emma Liubicich

Attività Adattata. Lezione 1. a.a. 2013-2014. Monica Emma Liubicich Attività Adattata Lezione 1 a.a. 2013-2014 Monica Emma Liubicich Secondo le Nazioni Unite i disabili nel mondo sono 650 milioni: 10% della popolazione In Italia circa 3.000.000, il 4,8% della popolazione

Dettagli

POSSIBILITA E LIMITI DELLA DIAGNOSI PRENATALE

POSSIBILITA E LIMITI DELLA DIAGNOSI PRENATALE POSSIBILITA E LIMITI DELLA DIAGNOSI PRENATALE 1 Durante la gravidanza vi verranno offerti alcuni test che forniscono informazioni sulla eventuale presenza di malformazioni nel vostro bambino prima che

Dettagli

Obiettivi. Identificare le emergenze ostetrico/ ginecologiche. Assistere la donna durante la fase di travaglio e parto fisiologico

Obiettivi. Identificare le emergenze ostetrico/ ginecologiche. Assistere la donna durante la fase di travaglio e parto fisiologico CAPITOLO 6 Obiettivi Identificare le emergenze ostetrico/ ginecologiche Assistere la donna durante la fase di travaglio e parto fisiologico Assistere il neonato Assistere la donna con complicanze da parto

Dettagli

TAVOLO TECNICO INTER ASSOCIATIVO PER L ORTODONZIA E LA LOGOPEDIA

TAVOLO TECNICO INTER ASSOCIATIVO PER L ORTODONZIA E LA LOGOPEDIA SIDO - LOGOPEDIA 1 TAVOLO TECNICO INTER ASSOCIATIVO PER L ORTODONZIA E LA LOGOPEDIA Premesse La Società Italiana di Ortodonzia (SIDO) ha inteso, sotto la presidenza del dottor Claudio Lanteri (2014), di

Dettagli

F1 - CORSO INTEGRATO DI RIABILITAZIONE NEUROMOTORIA E NEUROPSICOLOGICA

F1 - CORSO INTEGRATO DI RIABILITAZIONE NEUROMOTORIA E NEUROPSICOLOGICA CORSI INTEGRATI TERZO ANNO, SECONDO SEMESTRE F1 - CORSO INTEGRATO DI RIABILITAZIONE NEUROMOTORIA E NEUROPSICOLOGICA Obiettivi del corso integrato: Conoscenze approfondite dei principi e dei metodi di riabilitazione

Dettagli

DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO: DIAGNOSI E INTERVENTO IN AMBITO SCOLASTICO

DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO: DIAGNOSI E INTERVENTO IN AMBITO SCOLASTICO DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO: DIAGNOSI E INTERVENTO IN AMBITO SCOLASTICO «Figlio della borghesia di stato, cresciuto in una famiglia affettuosa, senza conflitti, circondato da adulti responsabili

Dettagli

DIAGNOSI DIFFERENZIALE IN DCM. Dott.Pasquale Cozzolino Laser in DisordiniCranioMandibolari

DIAGNOSI DIFFERENZIALE IN DCM. Dott.Pasquale Cozzolino Laser in DisordiniCranioMandibolari DIAGNOSI DIFFERENZIALE IN DCM Dott.Pasquale Cozzolino Laser in DisordiniCranioMandibolari NELL AMBITO DELLE SINDROMI DA DOLORE OROFACCIALE LA NEVRALGIA DEL DEL NERVO TRIGEMINO E UNA SINDROME NEUROOGICA

Dettagli

PARALISI CEREBRALI INFANTILI E PARAPLEGIE SPASTICHE EREDITARIE

PARALISI CEREBRALI INFANTILI E PARAPLEGIE SPASTICHE EREDITARIE 09-capitolo 19-07-2006 10:31 Pagina 246 L. PAVONE, V. PAVONE, M. RUGGIERI PARALISI CEREBRALI INFANTILI E PARAPLEGIE SPASTICHE EREDITARIE 9 PARALISI CEREBRALI INFA N T I L I L. PAVONE, V. PAV O N E Il termine

Dettagli

POSTURA, DEGLUTIZIONE,FONAZIONE: CONFRONTO ANALOGIE e TRATTAMENTO MULTIDISCIPLINARE

POSTURA, DEGLUTIZIONE,FONAZIONE: CONFRONTO ANALOGIE e TRATTAMENTO MULTIDISCIPLINARE learning 9 E 10 NOVEMBRE 2007 Hotel 3 Fontane Via del Serafico, 51 POSTURA, DEGLUTIZIONE,FONAZIONE: CONFRONTO ANALOGIE e TRATTAMENTO MULTIDISCIPLINARE Razionale Il corso teorico-pratico, tenuto in collaborazione

Dettagli

Lodi 17 maggio 2013 Gli aspetti relativi alla consulenza prenatale

Lodi 17 maggio 2013 Gli aspetti relativi alla consulenza prenatale Lodi 17 maggio 2013 Gli aspetti relativi alla consulenza prenatale Faustina Lalatta Medico genetista Responsabile UOD Genetica Medica Dipartimento area salute della donna, del bambino e del neonato Direttore

Dettagli

Malattia di Behçet. Cosa il paziente deve conoscere. Sintomi,, Cause e Trattamento

Malattia di Behçet. Cosa il paziente deve conoscere. Sintomi,, Cause e Trattamento Malattia di Behçet Cosa il paziente deve conoscere Sintomi,, Cause e Trattamento Che cosa è la Malattia di Behçet I sintomi di questa malattia sono stati descritti per la prima volta nel 500 prima di Cristo

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA. FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA Dipartimento di Neuroscienze Cattedra di Medicina Riabilitativa

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA. FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA Dipartimento di Neuroscienze Cattedra di Medicina Riabilitativa UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA Dipartimento di Neuroscienze Cattedra di Medicina Riabilitativa 1 Come integrare didattica frontale ed esperienza sul campo

Dettagli

IL PEDIATRA E LE IPOACUSIE DOTT. LUCIA RUGGIERI - ASL RMF

IL PEDIATRA E LE IPOACUSIE DOTT. LUCIA RUGGIERI - ASL RMF IL PEDIATRA E LE IPOACUSIE DOTT. LUCIA RUGGIERI - ASL RMF PEDIATRA SORDITA : Rara? diagnosi tardiva? Follow up? scarsa conoscenza delle nuove tecnologie di diagnosi e terapia audiologica Ritardo terapia

Dettagli

SISTEMA RIPRODUTTIVO TOSSICITA RIPRODUTTIVA

SISTEMA RIPRODUTTIVO TOSSICITA RIPRODUTTIVA TOSSICITA RIPRODUTTIVA disfunzione indotta da sostanze xenobiotiche che colpiscono i processi di gametogenesi dal loro stadio più precoce all impianto del prodotto del concepimento nell endometrio. La

Dettagli

VIET TAI CHI e la mia salute

VIET TAI CHI e la mia salute VIET TAI CHI e la mia salute Autore: VIVIANA ALEXANDRA DURE 1 PRIMA PARTE Molte volte sentiamo parlare di malattie rare, per tante di queste purtroppo non ci sono cure. E nella ricerca che molti hanno

Dettagli

Condizioni generali e specifiche di erogazione delle prestazioni di medicina fisica e riabilitativa

Condizioni generali e specifiche di erogazione delle prestazioni di medicina fisica e riabilitativa Allegato 1 alla D.G.R. n. 11/7 del 21.3.2006 Condizioni generali e specifiche di erogazione delle prestazioni di medicina fisica e riabilitativa Le prestazioni afferenti alla branca specialistica di medicina

Dettagli

Crisi convulsive Sostanze psicoattive

Crisi convulsive Sostanze psicoattive CROCE ROSSA ITALIANA COMITATO PROVINCIALE DI ROMA Crisi convulsive Sostanze psicoattive CROCE ROSSA ITALIANA - a cura del Capo Monitore V.d.S. Iannozzi Emanuela CRISI CONVULSIVE Susseguirsi di movimenti

Dettagli

Urgenze neurologiche

Urgenze neurologiche CROCE ROSSA ITALIANA Volontari del Soccorso- TERME EUGANEE Urgenze neurologiche Soccorso preospedaliero alle principali turbe del sistema nervoso OBIETTIVI: cenni di anatomia e fisiologia del sistema nervoso

Dettagli

dr.ssa Fernanda Bernabei

dr.ssa Fernanda Bernabei I disturbi specifici dell apprendimento dr.ssa Fernanda Bernabei 1 IL DISTURBO SPECIFICO DELL APPRENDIMENTO Il disturbo specifico si presenta in genere come una difficoltà specifica isolata, in contrasto

Dettagli

La Malattia di Alzheimer: approccio neuropsicologico

La Malattia di Alzheimer: approccio neuropsicologico La Malattia di Alzheimer: approccio neuropsicologico Dott.ssa Sara Fascendini Centro Alzheimer, Fondazione Europea di Ricerca Biomedica (FERB), Ospedale Briolini, Gazzaniga (BG) CHE COSA È LA DEMENZA?

Dettagli

Utilizzo della Classificazione ICF Esperienza della Regione Lazio

Utilizzo della Classificazione ICF Esperienza della Regione Lazio Utilizzo della Classificazione ICF Esperienza della Regione Lazio ICF, OUTCOME e RIABILITAZIONE Perugia, 24 giugno 2011 Gabriella Guasticchi - Rita De Giuli Perché l ICF nel Sistema Informativo per l Assistenza

Dettagli

MALATTIE DEL MIDOLLO SPINALE. www.fisiokinesiterapia.biz

MALATTIE DEL MIDOLLO SPINALE. www.fisiokinesiterapia.biz MALATTIE DEL MIDOLLO SPINALE www.fisiokinesiterapia.biz Anatomia Anatomia LESIONI DEL MIDOLLO SPINALE Una lesione trasversale acuta del midollo comporta - la paralisi flaccida immediata (deficit di forza

Dettagli

GRUPPO DI LAVORO AREA VOCAZIONALE DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO. Neuropsichiatra Infantile

GRUPPO DI LAVORO AREA VOCAZIONALE DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO. Neuropsichiatra Infantile ALLEGATO D GRUPPO DI LAVORO AREA VOCAZIONALE DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO Neuropsichiatria Infantile - Torino Lista dei componenti del gruppo: S.C. Neuropsichiatria Infantile ASL 1 - Torino Dott.ssa

Dettagli

Progetto Memento. Diagnosi precoce della malattia di Alzheimer e mantenimento della autonomia psicofisica

Progetto Memento. Diagnosi precoce della malattia di Alzheimer e mantenimento della autonomia psicofisica Progetto Memento Diagnosi precoce della malattia di Alzheimer e mantenimento della autonomia psicofisica Progetto Memento Diagnosi precoce della malattia di Alzheimer e mantenimento della autonomia psicofisica

Dettagli

12. Modulo di luglio 2002: Salute e lavoro

12. Modulo di luglio 2002: Salute e lavoro 12. Modulo di luglio 2002: Salute e lavoro I quesiti da 69 a 85 vanno posti a tutte le persone tra i 16 e i 64 anni. Il modulo riguarda la salute dell intervistato in relazione al lavoro; più precisamente

Dettagli

Centro Oftalmologico Mediterraneo s.r.l Dir. Sanitario: Prof Bruno Lumbroso

Centro Oftalmologico Mediterraneo s.r.l Dir. Sanitario: Prof Bruno Lumbroso Centro Oftalmologico Mediterraneo s.r.l Dir. Sanitario: Prof Bruno Lumbroso www.brunolumbroso.it IL GLAUCOMA Prof. Bruno Lumbroso CHE COS'É IL GLAUCOMA? Il glaucoma é una malattia oculare causata dall'aumento

Dettagli

L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEL/LA ALUNNO/A AUDIOLESO/A 22.10.2009

L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEL/LA ALUNNO/A AUDIOLESO/A 22.10.2009 L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEL/LA ALUNNO/A AUDIOLESO/A 22.10.2009 Psicologa: Dr.ssa Bibiana Bonapace L organo dell udito L orecchio é suddiviso in tre parti: orecchio esterno orecchio medio orecchio interno

Dettagli

Dolore e disabilità (il dolore del bambino e della famiglia) dr Valter Sonzogni USC Anestesia e Rianimazione I AO Papa Giovanni XXIII, Bergamo

Dolore e disabilità (il dolore del bambino e della famiglia) dr Valter Sonzogni USC Anestesia e Rianimazione I AO Papa Giovanni XXIII, Bergamo Dolore e disabilità (il dolore del bambino e della famiglia) dr Valter Sonzogni USC Anestesia e Rianimazione I AO Papa Giovanni XXIII, Bergamo Dolore: un problema, un mistero Il dolore l animale lo evita,

Dettagli

LEZIONE 1 1 INTRODUZIONE ALLA NEUROPSICOLOGIA

LEZIONE 1 1 INTRODUZIONE ALLA NEUROPSICOLOGIA INTRODUZIONE ALLA LEZIONE INTRODUZIONE ALLA 2007 Università degli studi e-campus - Via Isimbardi 0-22060 Novedrate (CO) - C.F. 0854905004 Tel: 03/7942500-7942505 Fax: 03/794250 - info@uniecampus.it INTRODUZIONE

Dettagli

COS E LA MALATTIA DI ALZHEIMER?

COS E LA MALATTIA DI ALZHEIMER? COS E LA MALATTIA DI ALZHEIMER? E la forma più frequente di demenza. La DEMENZA è la perdita delle funzioni intellettive (il RICORDARE, il PENSARE, il RAGIONARE) di gravità tale da rendere la persona malata

Dettagli

Convegno: CURARE LA MALATTIA DI PARKINSON: la collaborazione delle diverse figure professionali. Cremona 25 NOVEMBRE 2011

Convegno: CURARE LA MALATTIA DI PARKINSON: la collaborazione delle diverse figure professionali. Cremona 25 NOVEMBRE 2011 LA TARTARUGA ONLUS Convegno: CURARE LA MALATTIA DI PARKINSON: la collaborazione delle diverse figure professionali Cremona 25 NOVEMBRE 2011 Abstract degli interventi Diagnosticare la Malattia di Parkinson

Dettagli

La sordità: classificazioni, facoltà di linguaggio ed educazione vocale

La sordità: classificazioni, facoltà di linguaggio ed educazione vocale Poesia in LIS La sordità: classificazioni, facoltà di linguaggio ed educazione vocale Lagonegro settembre 2010 Dr.ssa Benedetta Marziale Sportello sulla sordità Istituto Statale Sordi di Roma La sordità

Dettagli

IL SISTEMA NERVOSO I TRAUMI CRANICI E VERTEBRALI

IL SISTEMA NERVOSO I TRAUMI CRANICI E VERTEBRALI CROCE ROSSA ITALIANA GRUPPO DI TRENTO IL SISTEMA NERVOSO I TRAUMI CRANICI E VERTEBRALI CORSO PER ASPIRANTI VOLONTARI DEL SOCCORSO V.d.S. I.P. Franco Onere ANATOMIA E FISIOLOGIA Il sistema nervoso si distingue

Dettagli

BOLOGNA 6 2 1 8 18 21 0 56 FERRARA 0 0 2 4 4 6 1 17 FORLI' - CESENA 3 2 1 2 17 0 0 25

BOLOGNA 6 2 1 8 18 21 0 56 FERRARA 0 0 2 4 4 6 1 17 FORLI' - CESENA 3 2 1 2 17 0 0 25 ANALISI DELLE A.S. 2-2 SENZA ALTRI HANDICAP ASSOCIATI INFANZIA PRIMARIA I II BOLOGNA 4 25 4 3 56 FERRARA 6 3 8 7 FORLI' - CESENA 3 6 9 7 25 MODENA 9 5 8 53 più 2 protesizzati PARMA 2 6 29 PIACENZA 4 7

Dettagli

Quali sono le malattie reumatiche più importanti?

Quali sono le malattie reumatiche più importanti? Quali sono le malattie reumatiche più importanti? L ARTROSI, una patologia legata alla degenerazione delle cartilagini e del tessuto osseo nelle articolazioni, è la malattia reumatica più frequente. Il

Dettagli

VISITA PRE-CONCEZIONALE

VISITA PRE-CONCEZIONALE VISITA PRE-CONCEZIONALE Avete deciso che è arrivato il momento giusto di avere un bambino è avete già iniziato a prepararvi anche emotivamente al coinvolgimento necessario e all impegno a lungo termine

Dettagli

I rischi chimici e biologici in gravidanza

I rischi chimici e biologici in gravidanza www.adapt.it, 19 luglio 2011 I rischi chimici e biologici in gravidanza di Andrea Trevisan e Michele Mongillo Introduzione Il d.lgs. n. 151/2001 «Testo unico delle disposizioni legislative in materia di

Dettagli

D.S.A. DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

D.S.A. DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO D.S.A. DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO DEFINIZIONE E CARATTERISTICHE: Non indicano disabilità a livello cognitivo globale, il Q.I. è nel range della norma con un punteggio superiore a 85 (le normali

Dettagli

Gestione di pazienti con sindromi miopatiche Prof. Enrico Granieri Clinica Neurologica Università di Ferrara

Gestione di pazienti con sindromi miopatiche Prof. Enrico Granieri Clinica Neurologica Università di Ferrara Gestione di pazienti con sindromi miopatiche Prof. Enrico Granieri Clinica Neurologica Università di Ferrara Coinvolgimento muscolo Fisioterapia Test obiettivo della forza scheletrico muscolare - ipotonia

Dettagli

GRAVIDANZA GEMELLARE

GRAVIDANZA GEMELLARE DOTT. DOMENICO MOSSOTTO SPECIALISTA IN OSTETRICIA E GINECOLOGIA GRAVIDANZA GEMELLARE La gravidanza gemellare è un evento che avviene per ovulazione multipla (vedi caso A, illustrato successivamente), o

Dettagli

METODOLOGIE RIABILITATIVE IN LOGOPEDIA VOL. 15

METODOLOGIE RIABILITATIVE IN LOGOPEDIA VOL. 15 METODOLOGIE RIABILITATIVE IN LOGOPEDIA VOL. 15 Collana a cura di Carlo Caltagirone Carmela Razzano Fondazione Santa Lucia, IRCCS, Roma Maria Donata Orfei Carlo Caltagirone Gianfranco Spalletta I disturbi

Dettagli

PATOLOGIE MEDICHE in EMERGENZA

PATOLOGIE MEDICHE in EMERGENZA PATOLOGIE MEDICHE in EMERGENZA COSA SONO, COME SI RICONOSCONO, COME SI OPERA Patologia Ischemica (Infarto) Cuore (infarto) Cervello (Ictus) Scompenso Cardiaco Difficoltà Respiratorie Shock Che cosa sono,

Dettagli

Alterazioni dell oculomotricità nelle lesioni corticali. Sandra Strazzer Bosisio Parini

Alterazioni dell oculomotricità nelle lesioni corticali. Sandra Strazzer Bosisio Parini Alterazioni dell oculomotricità nelle lesioni corticali Sandra Strazzer Bosisio Parini Il sistema oculomotore Il sistema oculomotore è il sistema motorio che controlla la posizione degli occhi con 2 funzioni

Dettagli

GERMOGLIARE onlus. Gravidanze e Neonati ad Alto Rischio

GERMOGLIARE onlus. Gravidanze e Neonati ad Alto Rischio Gravidanze e Neonati ad Alto Rischio Dott. F. Stoppoloni, Responsabile U.O.S. Gravidanze ad alto rischio Dott. G. Salvia, Responsabile U.O.S. Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale Osp. Buon Consiglio

Dettagli

Meccanismi Biochimici delle Neurodegenerazioni

Meccanismi Biochimici delle Neurodegenerazioni Meccanismi Biochimici delle Neurodegenerazioni Lesson1 Lesson2 Lesson3 Lesson4 Lesson5 Lesson6 INDEX Intro Aggregazione proteica: ripiegamento delle proteine sistema di controllo qualità delle proteine

Dettagli

European Brain Injury Society

European Brain Injury Society European Brain Injury Society GIORNATA DI STUDIO Vulnerabilita della persona con cererebrolesione acquisita : fra buon trattamento e maltrattamento. Aspetti medici, medico legali, psicologici, etici e

Dettagli

PROFESSIONI NELL AMBITO DELLA PSICOLOGIA, PSICHIATRIA E ASSISTENZA SOCIALE

PROFESSIONI NELL AMBITO DELLA PSICOLOGIA, PSICHIATRIA E ASSISTENZA SOCIALE PROFESSIONI NELL AMBITO DELLA PSICOLOGIA, PSICHIATRIA E ASSISTENZA SOCIALE L incontro si è tenuto Martedì 22 Aprile alle ore 14:00 presso il Liceo Galvani I relatori erano i seguenti: Andrea Biancardi,

Dettagli

ADHD: AttentionalDeficit HyperactivityDisorder

ADHD: AttentionalDeficit HyperactivityDisorder 1 1. COS E ADHD: AttentionalDeficit HyperactivityDisorder E Un disturbo evolutivo dell autoregolazione del comportamento che si manifesta soprattutto con difficoltà di mantenimento dell attenzione, gestione

Dettagli

I PREREQUISITI FUNZIONALI

I PREREQUISITI FUNZIONALI I PREREQUISITI FUNZIONALI Lezione 4 DOMINANZA E LATERALIZZAZIONE 26/02/09 1 DOMINANZA E LATERALIZZAZIONE Calabrese, cit., pp. 97-106; Le Boulch, Lo sviluppo psicomotorio..., Roma, pp.114-117; Gesell, i

Dettagli