C.d.S. Scienze della Formazione PEDAGOGIA SPECIALE BARI,05 MAGGIO 2015 DOTT.SSA ISABELLA BENNARDI

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1 C.d.S. Scienze della Formazione PEDAGOGIA SPECIALE BARI,05 MAGGIO 2015 DOTT.SSA ISABELLA BENNARDI

2 ASPETTI NORMATIVI LEGGE 8 OTTOBRE 2010,N170 DIRETTIVA MINISTERIALE 27 DICEMBRE 2012 strumenti d intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l inclusione scolastica Linee Guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento Decreto interministeriale dell art 7 legge 170 Circolare Miur n 8 del 6 marzo 2013 Nota ministeriale 2563 del 22/11/2013,la personalizzazione degli apprendimenti,la valorizzazione delle diversità.

3 DISTURBI DI LETTURA Nel DSM IV e V si afferma che la capacità di lettura è espresso dal livello di capacità di lettura raggiunto,apprezzato per precisione, velocitàe comprensione della lettura misurato da test standardizzati somministrati individualmente. Tali livelli si situano al di sotto di quanto ci si aspetterebbe prendendo in esame alcuni punti fondamentali: Età cronologica

4 Valutazione psicometrica del soggetto Livello d istruzione adeguato all età.

5 ART 1 La presente legge riconosce la dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia quali disturbi specifici di apprendimento, di seguito denominati dsa che si manifestano in presenza di capacita cognitive adeguate, quindi in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione per alcune attivita della vita quotidiana.

6 ART 1 Hanno diritto ad usufruire della legge n 170 gli studenti che presentano problematiche specifiche in presenza di competenze intellettive nella norma.trattasi di Disturbi specifici del linguaggio; Disturbi della coordinazione motoria; Disprassia; Adhd(Attention deficit hyperactivity disorder), in comorbilità con uno o più disturbi dell età evolutiva: disturbi d ansia,dell umore,della condotta in adolescenza, oppositivo provocatorio dsa

7 LA DISLESSIA Disturbo specifico della lettura caratterizzato dalla difficoltà ad effettuare lettura accurata e fluente Si dicono specifici perché sono circoscritti solo ad alcuni processi indispensabili all apprendimento e vengono chiamati automatismi decodifica associazione fonema grafema.

8 CIRCUITI COINVOLTI

9 CIRCUITI CEREBRALI COINVOLTI (tratto da Le età della mente di A.Oliverio e A. Oliverio- Ferraris) Le difficoltà di un bambino dislessico hanno origine nel suo cervello, nell'emisfero di sinistra, che è congegnato in modo da avere aree specifiche per le diverse funzioni linguistiche: -corteccia LOBO OCCIPITALE (parte) per identificazione delle lettere scritte; -corteccia LOBO TEMPORALE per identificazione del significato delle parole; -corteccia LOBO FRONTALE (parte inferiore) dove si svolgono i processi di tipo fonologico

10 LE DIFFICOLTA DELLA DISLESSIA

11 DIFFICOLTA FONOLOGICHE Confusione di segni diversamente orientati nello spazio: la p e lab, lad e laq, lau e lan ecc. Confusione di segni che si differenziano per piccoli particolari: lam e lan, lac e lae. Omissioni di grafemi: fonte con fote. Difficoltà lessicale o ortografiche Separazione illegali : in sieme per insieme. Scambi di grafemi : quore per cuore.

12 Nel DSM IV si specifica che esiste in genere un insieme di difficoltà nella capacità del soggetto di comporre testi scritti,evidenziati da errori grammaticali scarsa organizzazione di capoversi e errori di punteggiatura.

13 LA DISGRAFIA La disgrafia è un disturbo della scrittura di natura motoria a un deficit nei processi di realizzazione grafica. La disgrafia è poco chiara, irregolare nella forma e La disgrafia è poco chiara, irregolare nella forma e nella dimensione.

14 LA DISORTOGRAFIA La disortografia è un disturbo di scrittura dovuto a deficit nei processi di cifratura che compromettono la correttezza delle abilità.il soggetto commette errori ortografici di gran lunga superiori per numero rispetto al suo grado di istruzione. Errori disortografici: Di tipo fonologico fento per vento Non fonologici licuore per liquore Inversioni li per il, la per al

15 LA DISCALCULIA La discalculia evolutiva si distingue in due profili: Deficit nelle componenti di cognizione numerica ovvero strategie di composizione e scomposizione di quantità e strategie di calcolo a mente. Deficit relativo alle procedure esecutive e al colcolo ovvero lettura e scrittura dei numeri,incolonnamento recupero dei fatti numerici e gli algoritmi del calcolo scritto. Gli errori più frequenti:errori a base lessicale 4 al posto di 7,

16 Errori base sintattica: riconoscimento sbagliato del valore posizionale Errori nel recupero di fatti aritmetici 3+3=9 oppure 5x2=7 Errori di procedure di calcolo.

17 ART 1 I due principali strumenti di classificazione dei disturbi sono: DSM V e ICD 10 La dislessia viene riconosciuta sulla diagnosi dal codice F 81.0 disturbo specifico di lettura; La disortografia F.81.1 disturbo specifico della compitazione; La discalculia F81.2 disturbo specifico delle abilità di calcolo

18 ART 1 Si intende per disortografia un disturbo specifico della scrittura che si manifesta in difficolta nei processi di transcodifica Si intende per discalculia un disturbo specifico che si manifesta con una difficolta negli automatismi del calcolo e dell elaborazione dei numeri La dislessia, la disgrafia,la disortografia e la discalculia possono coesistere insieme o separatamente

19 ART2 FINALITA Garantire il diritto all istruzione, Favorire il successo scolastico anche attraverso misure di supporto Ridurre i disagi relazionali Adottare forme di verifica e di valutazione adeguatae alle necessita formative degli studenti Preparare gli insegnanti e sensibilizzare i genitori alle problematiche dei dsa

20 ART 2 Favorire la diagnosi precoce e percorsi didattici riabilitativi Incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia, scuola, servizi sanitari e istituire percorsi di formazione Assicurare eguali opportunita di sviluppo delle capacita in ambito sociale e professionale

21 ART 3 LA DIAGNOSI La diagnosi dei dsa è effettuata nell ambito del servizio nazionale e legislazione vigente. NOTA R.P. n 353 accordo tra governo e regioni il predetto accordo sancisce che il percorso diagnostico deve essere attivato solo dopo la messa in atto, da parte della scuola, degli interventi educativi didattici previsti. Nell art.1 comma 4 viene stabilito che nel caso i servizi pubblici non siano in grado di garantire il rilascio della certificazione in tempi utili per le attività didattiche possono prevedere percorsi specifici quindi accreditamento di soggetti privati.

22 Per gli studenti che nonostante adeguate attività di potenziamento presentano persistenti difficoltà, la scuola trasmette apposita comunicazione alla famiglia. E compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese E compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole delle infanzie, attivare previa comunicazione alle famiglie interventi tempestivi idonei ad individuare i casi sospetti sulla base dei protocolli regionali. L esito di tali prove non costituisce diagnosi di dsa.

23 Agli studenti con diagnosi DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti compensativi e dispensativi Agli studenti DSA le istituzioni scolastiche garantiscono: Didattica personalizzata Introduzione di strumenti compensativi compresi mezzi di apprendimento alternativi L insegnamento delle lingue straniere,l uso di strumenti compensativi che favoriscono la comunicazione verbale

24 ART. 4 FORMAZIONE PER I DOCENTI

25 ART 5 MISURE EDUCATIVE E DIDATTICHE DISUPPORTO Gli studenti con diagnosi DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti compensativi e dispensativi Agli studenti DSA le istituzioni scolastiche garantiscono : Didattica personalizzata Introduzione di strumenti compensativi compresi mezzi di apprendimento alternativi L insegnamento delle lingue straniere,l uso di strumenti compensativi che favoriscono la comunicazione verbale

26 A Agli studenti con DSA sono garantite durante il percorso di istruzione adeguate forme di verifica e di valutazione.

27 ART 6 MISURE PER I FAMIGLIARI I famigliari fino al primo grado del primo ciclo impegnati nell assistenza alle attività scolastiche a casa hanno il diritto di usufruire di orari di lavori flessibili.

28 D M 27 /12 /2012 STRUMENTI D INTERVENTOPER GLI ALUNNI BES E ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE PER L INCLUSIONE SCOLASTICA. Valore strategico dei centri territoriali,essi collaborano con Valore strategico dei centri territoriali,essi collaborano con le istituzioni scolastiche offrendo ausili ai docenti e potenziamento delle tecnologie.

29 LINEE GUIDA SUI DSA 12/7/2011 Il documento pone l attenzione su alcuni aspetti: Comorbilità Osservazione in classe Osservazione delle prestazioni atipiche Osservazione degli stili di apprendimento Didattica personalizzata Didattica individualizzata Strumenti compensativi Piano didattico personalizzato

30 C.Mn8,6 FEBBRAIO 2013 Per perseguire la politica dell Inclusione,la Direttiva fornisce indicazioni alle istituzioni scolastiche,che dovrebbero esplicitarsi a livello delle singole scuole tra cui : Gruppo di lavoro per l inclusione di seguito chiamato GLI e svolge le seguenti funzioni: Rilevazioni dei BES presenti nella scuola Raccolta e documentazione di interventi didattici mirati (ricerca azione, cooperative learning)e messi in rete tra le scuole

31 Focus group e supporto ai colleghi Rilevazione, monitoraggio e valutazione del livello di inclusività della scuola Raccolta e coordinamento delle proposte dai singolo GLH Elaborazione del PAI al termine di ogni anno scolastico entro il mese di giugno Il gruppo di lavoro costituisce l interfaccia con i CTS L Inclusione deve trovare esplicitazione diretta nel POF

32 PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO

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