Diamo voce al silenzio Progetto per la prevenzione ed il contrasto al maltrattamento e abuso in danno dei minori PROPOSTA PROGETTUALE

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1 N.O.T. Nucleo Operativo Territoriale Via Adriano Aurofino Salerno Contro Abuso e Maltrattamento sui minori tel fax Via Vernieri, Salerno Tel / 4425 tel.fax Sede Zonale di Capaccio-Paestum Cell Via Magna Graecia, Capaccio (SA) Tel e fax PROPOSTA PROGETTUALE Diamo voce al silenzio Progetto per la prevenzione ed il contrasto al maltrattamento e abuso in danno dei minori Annualità 2014/2015 1

2 TITOLO : DIAMO VOCE AL SILENZIO Progetto per la prevenzione ed il contrasto al maltrattamento e all abuso 1. Legittimazione del progetto I dati nazionali forniti dal Ministero di Giustizia riportano un significativo incremento di casi di maltrattamento ed abuso sessuale in danno dei minori. Tra le cause, oltre la sempre maggiore fragilità delle strutture familiari e l incidenza della crisi economica, che sempre più frequentemente priva i nuclei familiari dei necessari servizi di sostegno, un ruolo preponderante del fenomeno sembra rivestire il facile accesso dei minori a INTERNET e ai siti con finalità pedofile che aumentano il rischio dell adescamento (grooming) e, tramite strumenti come la web cam, la mercificazione sessuale. Si comprende pertanto come un fenomeno così diffuso e complesso, multidimensionale, trasversale a tutte le fasce sociali e, per le considerazioni sopra dette, subdolamente diffuso e in aumento esponenziale, deve essere affrontato con un approccio multidisciplinare dall intera comunità, intesa non solo come aggregato di agenzie e istituzioni con funzioni educative e di tutela nei confronti dei minori, ma anche come insieme di persone aventi il fine comune del benessere del bambino. L intervento più efficace dovrebbe consistere in una intensiva educazione dei genitori e degli adulti in generale, completata da un azione sistematica della scuola che, nell accompagnare il percorso di crescita di ogni bambino, dovrebbero fornirgli anche le conoscenze e le competenze necessarie per prevenire gli abusi in un azione sinergica con quella della famiglia e delle agenzie presenti sul territorio. Nello specifico, l'attuazione di strategie preventive dovrebbe essere orientata a migliorare le competenze parentali, le risorse sociali, familiari e personali e le abilità individuali nell'affrontare eventi sfavorevoli o situazioni di svantaggio e ad individuare le condizioni di disagio che possono tradursi in fattori di rischio. Ciò che sfugge all osservazione dei genitori, può e deve essere colto nella situazione scolastica. E necessario quindi che tutti i professionisti che vi operano, oltre alle tradizionali competenze, siano in possesso di quelle conoscenze indispensabili per rilevare tempestivamente le richieste di aiuto dei bambini, riconoscere i sintomi indicativi di una possibile esperienza di abuso e attuare gli interventi a sostegno e tutela dell infanzia. 2. Ambito di attuazione del progetto L ambito di attuazione è rappresentato dal territorio di riferimento del Comune di Capaccio e del Distretto Sanitario di Capaccio, con il coinvolgimento degli Istituti Comprensivi e dei servizi sociali del Comune e del piano di zona Ambito sociale S07. 2

3 3. La prevenzione basata sugli interventi educativi Il progetto di prevenzione di natura educativa è predisposto ed indirizzato a due diverse popolazioni: a) ai genitori e agli adulti in genere, che possono essere aiutati e sostenuti nel proprio compito di accompagnamento educativo nei confronti dei minori, così da insegnare loro le strategie di autodeterminazione e autodifesa; b) ai bambini stessi, affinché direttamente apprendano, all'interno di un setting educativo quale è la scuola, le tecniche di autodifesa e autodeterminazione nei confronti delle situazioni di rischio. In effetti la scuola, essendo la migliore alleata della famiglia nell'educazione dei figli, gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione degli abusi in età evolutiva. I curricola didattici costituiscono il modo preferito per insegnare ai bambini, con criteri che rispettano il loro stadio di crescita e di sviluppo, i principi di sicurezza e di protezione personale (self-safety e self-protection) 4. Obiettivi Generali e Specifici del progetto Obiettivo Generale: potenziare il benessere della comunità; promuovere il diritto del bambino ad essere protetto da ogni forma di violenza. Obiettivi Specifici : ridurre il numero dei casi di bambini vittime di abusi; fornire informazioni corrette e complete ai genitori e alla comunità adulta; formare genitori ed insegnanti all'utilizzo di alcuni strumenti educativi di prevenzione primaria nei confronti dei figli e gruppi-classe, calibrati su differenti fasce di età. 5. Risultati Attesi Miglioramento delle conoscenze del fenomeno degli abusi e della rete territoriale di tutela al fine di rendere gli interventi di prevenzione più efficienti ed efficaci; potenziamento delle competenze degli adulti a livello informativo, comunicativo, relazionale e metodologico atte a proporre percorsi educativi all'interno delle famiglie e della scuola; sviluppo delle capacità dei minori a livello informativo, comunicativo, relazionale atte a facilitare la rivelazione di comportamenti abusanti da parte di adulti. 6. Modalità di Intervento Le aree di intervento sono attuate in base alla tipologia di target cui sono rivolte. Nella annualità 2014/2015 si prevedono: 3

4 a) Azioni rivolte a famiglie con bambini di età compresa tra i 3 e i 12 anni In tale ambito verranno realizzate le seguenti azioni: Incontro informativo sul progetto; incontri formativi finalizzati al rafforzamento delle competenze genitoriali e familiari distribuzione, tramite gli insegnanti, di materiale informativo ed educativopreventivo. b) Azioni rivolte al mondo della scuola Tali azioni coinvolgeranno, dirigenti, insegnanti e personale delle scuole attraverso corsi di formazione ad hoc: Presentazione ai Dirigenti Scolastici delle finalità del progetto e delle modalità organizzative; partecipazione alla programmazione delle modalità organizzative; 5 Corsi di formazione per insegnanti e personale della scuola; restituzione e condivisione dei dati raccolti al termine degli interventi c) Azioni rivolte alla collettività e mirate all'incremento del livello di sensibilizzazione pubblica sul tema della violenza e degli abusi Tali azioni coinvolgeranno l'intera collettività e consisteranno in: Pubblicizzazione attraverso organi di stampa, mass-media locali Convegno conclusivo di presentazione dei risultati dell'intervento triennale 7. Metodologia delle Principali Azioni Previste A) Corso di formazione per insegnanti e personale ATA Prevede l'effettuazione di un corso teorico-pratico che si articola in 4 incontri di formazione della durata di tre ore ciascuno effettuato in orario pomeridiano e a cadenza settimanale. Lo schema del corso prevede: 1 ) Test di ingresso. ABC di un fenomeno che c'è ma non si vede. Incontro teoricopratico. 2 ) La scuola di fronte al fenomeno degli abusi. Laboratorio di emozioni, materiale audiovisivo 3 ) Interventi efficaci ed efficienti: la rete territoriale. Brain-storming. 4 )Lezione aperta interattiva sulla base di quanto richiesto dai discenti nel primo incontro 2) Corso per genitori Prevede l'effettuazione di 3 incontri a cadenza settimanale, da svolgersi in orario pomeridiano a) Abc di un fenomeno che c'è ma non si vede. Incontro teorico. Filmato Dibattito b) La prevenzione. Le potenzialità educative nella prevenzione degli abusi. La Rete Territoriale. Filmato. Dibattito c) Emozioni. La negazione del fenomeno. Evoluzione psicopatologica dei bambini abusati. Filmato. Dibattito. 4

5 3) Corso per gli alunni Alunni Scuola Materna e prime tre classi delle Elementari (2 incontri di due ore). 1 e 2 Modulo orappresentazione di due fiabe e laboratorio di emozioni Alunni IV-V elementare e scuola media (due incontri della durata di due ore) 1 Modulo oabc della sessualità e delle violenze in genere obrainstorming, proiezione di un filmato, giochi interattivi e laboratorio di emozioni 2 Modulo oa chi rivolgersi. La negazione e la rimozione. Conseguenze del non detto orappresentazione di due fiabe / filmato e laboratorio di emozioni COORDINAMENTO E SUPERVISIONE DEL PROGETTO A tutti i docenti verrà offerta la possibilità di partecipare ad incontri di coordinamento e di supervisione con i relativi esperti e responsabili secondo una cadenza mensile, ciò al fine di facilitare la realizzazione e la verifica sul campo delle azioni che saranno implementate a livello locale. Il coordinamento tecnico-scientifico sarà effettuato dal personale del Distretto sanitario con la supervisione del NOT. Il coordinamento organizzativo sarà compito dell'onmic. 5

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