IRPA. Associazione Italiana di Radioprotezione. Anno XL volume 172 numero 1,2 aprile 2013 ISSN e-issn X.

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1 IRPA Associazione Italiana di Radioprotezione 2013 bollettino Anno XL volume 172 numero 1,2 aprile 2013 ISSN e-issn X

2 IRPA Associazione Italiana di Radioprotezione AIRP affiliata alla International Radiation Protection Association (IRPA) Consiglio Direttivo Marie Claire Cantone, Presidente Sandro Sandri, Vicepresidente Mauro Magnoni, Segretario Antonella Morgia, Tesoriere Daniele Giuffrida Francesco Mancini Salvatore Procopio 2013 bollettino Associazione Italiana di Radioprotezione Direttore responsabile Marie Claire Cantone Comitato di redazione Daniela de Bartolo Francesco Mancini Tipografia Pixart Printing Progetto grafico MV Comunicazione, Milano Per informazioni e corrispondenza T F Registrazione del Tribunale di Milano n. 228 del 10 aprile 2008 Distribuzione gratuita ai soci AIRP Tutti i soci dell AIRP sono vivamente invitati a contribuire al Bollettino inviando articoli, commenti, recensioni, notizie e informazioni su argomenti di specifico interesse per la radioprotezione. I contributi dovranno essere firmati dall autore o dagli autori. Gli articoli pubblicati riflettono esclusivamente le opinioni degli autori. Anno XL Volume 172 n. 1, 2 - aprile 2013 ISSN e-issn X Editoriale L ottimizzazione applicata alle emergenze M. C. Cantone...3 Articoli Formazione e training in radioprotezione in Europa: ETRAP 2013 F. Mancini...5 La radioprotezione del paziente e degli operatori in alcune pratiche di cardiologia interventistica Prime valutazioni sull impiego del dap come stima della dose C. Niero, M. Bertotto, M. Marinaro, N. Manente, M. Piovesan...21 Calcolo dell attività tramite la misura del rateo di dose γ per sorgenti a geometria lineare e superficiale M. Magnoni...29 Nota tecnica: interconfronto regionale sulle metodologie di valutazione degli impianti alle radiofrequenze D. de Bartolo, S. Mossetti, E. Nava, M. Zavatti...35 Il controllo delle esposizioni ai campi elettromagnetici: novità e lavori in corso D. de Bartolo, S. Mossetti, E. Nava, M. Zavatti...41 Manifestazioni scientifiche 49 Corso della Scuola Superiore di Radioprotezione Carlo Polvani Strumenti e metodi di indagine per la valutazione dell esposizione umana a radiazione ottica non coerente G. D Amore...45 In copertina Immagine di una aberrazione intracromosomica con inversione paracentrica (M. P. Hande, 2003)

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4 Editoriale L ottimizzazione applicata alle emergenze Le situazioni di esposizione di emergenza, come definite dalla ICRP, sono situazioni inaspettate che posso portare alla esposizione di membri del popolazione o di lavoratori, così come alla contaminazione ambientale, e possono richiedere sia interventi urgenti di protezione, che azioni di protezione anche a lungo termine. La valutazione dei rischi rilevanti e le azioni di risposta devono essere pianificate in anticipo, con livelli di dettaglio in dipendenza del tipo di istallazione e delle specifiche circostanze. Le esposizioni conseguenti ad una emergenza possono seguire percorsi differenti che spesso si sovrappongono ed agiscono simultaneamente. Il quadro può essere complesso ed intrinsecamente imprevedibile, quindi le misure di protezione necessarie non sono esattamente note in anticipo e la situazione di emergenza richiede una capacità di impostazione che sia in grado di seguire la reale evoluzione degli eventi con la dovuta flessibilità. Con le pubblicazioni ICRP 103, 109 e 111 sono stati introdotti nuovi concetti nella gestione delle emergenze e nel recupero dalle stesse, con possibili implicazioni a livello nazionale negli approcci per la simulazione delle contromisure. In precedenza ICRP aveva raccomandato nel processo decisionale, relativo all inserimento e implementazione di misure protettive, l uso dei livelli di riferimento riferiti alla dose evitabile. Questo approccio che considera il livello di dose al di sopra del quale è giustificata l azione e al di sotto del quale non è richiesta nessuna azione, ovvero nessuna ottimizzazione della protezione, non è più ritenuto un approccio valido. La Commissione ora raccomanda di focalizzarsi sulla ottimizzazione della protezione con una più ampia visione strategica, piuttosto che su misure strettamente individuali. Nel piano di emergenza, è ora necessario valutare la dose proiettata, cioè la dose che può essere ricevuta da un individuo della popolazione, attraverso tutte le possibili vie di esposizione, per un intervallo di tempo che iniziando dall incidente si concluda nel momento in cui vengono adottati interventi di protezione 1,2. Questo nell ottica di rendersi conto del livello delle conseguenze sanitarie, che si avrebbe se non venissero prese misure protettive, in particolare nel caso di rischio di danni deterministici, e con la conseguenza di poter determinare più chiaramente il livello di risorse da assegnare alla strategia di protezione. Inoltre nelle ultime raccomandazioni, il concetto di livello di riferimento, come livello di dose o rischio residuo, al di sopra del quale viene giudicato non adeguato pianificare che vi possano essere esposizioni, viene proposto anche per le situazioni di esposizioni di emergenza, in considerazione della pianificazione anticipata delle eventuali azioni protettive. Nel periodo Post-Fukushima, alla luce delle lessons learned, è emersa una chiara motivazione per riesaminare gli attuali approcci della radioprotezione, gli standard e i programmi di emergenza e post-emergenza, su alcuni punti particolari come l ottimizzazione, i limiti di dose in emergenza, la transizione tra una situazione di esposizione di emergenza e una situazione di esposizione esistente, le implicazioni per l evacuazione, il ricovero e la post-emergenza, e infine i livelli di riferimento per i lavoratori ed il pubblico. Ci si chiede, ad esempio, fino a che punto sia realmente applicabile il principio di ottimizzazione durante l emergenza e come si configura il rapporto fra il limite di dose di 500 msv, nel caso di operazioni di soccorso urgenti e quello di 100 msv, indicato per altre operazioni di soccorso, considerando anche che nei casi di salvataggio di vite umane ICRP non indica restrizioni di dose se il beneficio per gli altri supera i rischi per il soccorritore. Altri punti importanti da riesaminare riguardano le modalità di gestire la transizione tra la fase di emergenza e quella di post-emergenza, passando alle situazioni di esposizione esistente. Per la valutazione vi è la 3

5 necessità di trattare in modo integrato tutte le vie di esposizione per situazioni di esposizione sia accidentali che esistenti, differenziandosi così notevolmente dal concetto normalmente considerato di singoli percorsi di esposizione sulla cui base prevedere azioni di radioprotezione quali ricorrere ad un rifugio, evacuare e/o distribuire compresse di iodio stabili. Il livello di riferimento e l approccio di gestione integrato si traduce in un nuovo obiettivo per la pianificazione preliminare e per l ottimizzazione, che si poggia sulla dose residua, dopo una certo periodo di tempo, tipicamente definito come un anno. Questo valore può essere visto come l obiettivo per qualsiasi strategia di gestione. Nessuno dei modelli esistenti tratta in modo completo i concetti inclusi nelle nuove raccomandazioni, anche se nell ambito del sistema Real-time On-line DecisiOn Support (RODOS) 3 sono stati fatti degli sforzi per avere una dimostrazione degli effetti che possono risultare dall applicazione delle raccomandazioni ICRP sulla gestione delle contromisure. I paesi membri EU usano criteri di intervento per le contromisure, che si riflettono nei modelli matematici inseriti nei moderni sistemi di supporto decisionale e al momento l approccio usato per la definizione dei livelli di intervento differisce da paese a paese. Ad esempio nell ambito del sistema RODOS, mentre alcuni paesi usano la valutazione della dose evitabile, in linea con le precedenti raccomandazioni ICRP, altri usano la dose proiettata come indicato nelle nuove raccomandazioni 4. Inoltre per andare verso una ottimizzazione delle contromisure, che fino ad ora, pur essendo raccomandata, non trova una realizzazione nei modelli di simulazione, è necessario utilizzare nuovi modelli, che tengano conto di tutte le vie di esposizione, inclusa la catena alimentare. Sarà quindi necessario includere una routine specifica che consenta al decisore di ottimizzare la strategia delle contromisure in funzione delle informazioni che si rendono via via disponibili. Tale operazione richiede un maggior numero di interazioni e potrebbe rendere più complesso l uso dei modelli, in contrasto con la necessità di un utilizzo semplice ed immediato dei modelli simulazione. Progetti e gruppi di lavoro, come ad esempio Emergency Preparedness and Action Levels (EPAL) gruppo di lavoro di Heads of the European Radiological protection Competent Authorities 5 (HERCA); EGIRES Expert Group on Implementation of New International Recommendations for Emergency Exposure Situations e WPNEM Working Party of Nuclear Emergency Matters della Nuclear Energy Agency 6,7 (NEA) e ancora la European Platform on Preparedness for Nuclear and Radiological Emergency Response and Recovery 8 (NERIS), nell ambito della quale si è sviluppato il progetto europeo PREPARE- Innovative integrative tools and platforms to be prepared for radiological emergencies and post-accident response in Europe 9, hanno un ruolo importante nel proporre modifiche da introdurre nei modelli dell attuale supporto decisionale per la preparazione delle emergenze e nel fornire esempi e linee guida nell ottica di tenere in considerazione al meglio quanto raccomandato dalla pubblicazione ICRP 103. Marie Claire Cantone BIBLIogRAFIA 1. ICRP Publication 109, Application of the Commission s Recommendations for the Protection of People in Emergency Exposure Situations, ICRP Publication 111, Application of the Commission s Recommendations to the Protection of People Living in Long-term Contaminated Areas After a Nuclear Accident or a Radiation Emergency, Realtime Online Decision Support System for nuclear emergency management de/rodos.html 4. Preparedness fornuclear and radiological emergency response and recovery: Implementation of ICRP Recommendations. Radioprotection, volume 48, supplement 5, Editors: T.Duranova, W. Raskob, R. Mustonen, T. Schneider 5. Heads of the European Radiological protection Competent Authorities 6. WPNEM, EGIRES, Nuclear Energy Agency 7. Discussion on Implementation of ICRP recommendations Concerning reference Levels and Optimization. NEA/CRPPH/R 2013, February NERIS European Platform 9. Progetto Europeo PREPARE 4

6 Articoli Formazione e training in radioprotezione in Europa: ETRAP 2013 Francesco Mancini Sogin s.p.a Centrale di Caorso 1. Introduzione In tutte le attività nelle quali si utilizzano radiazioni ionizzanti un adeguata formazione, a tutti i livelli, nel campo della radioprotezione è di fondamentale importanza. Incontri internazionali, pubblicazioni e raccomandazioni internazionali sempre più sottolineano la necessità di istruzione e formazione in tale ambito, e focalizzano la loro attenzione in particolare sui seguenti punti: - formazione di base e formazione specialistica sulle radiazioni artificiali e naturali; - definizione di standard per il riconoscimento delle competenze e delle esperienze; - aggiornamento e verifica delle competenze acquisite. In passato sono stati organizzati incontri a livello europeo in materia di istruzione e formazione nel campo della radioprotezione. Questi incontri incentrati sul confronto delle esperienze hanno favorito l introduzione di un approccio armonizzato in materia di istruzione e formazione a livello europeo. Il primo incontro si è tenuto a Saclay (Francia) nel 1999, il secondo ha avuto luogo a Madrid (Spagna) nel 2003, il terzo a Bruxelles (Belgio) nel 2005 e il quarto 2009 a Lisbona (Portogallo). Al fine di proseguire su quanto è stato fatto fino ad ora, l European Nuclear Society (ENS) ha organizzato a Vienna, tra il 12 ed il 15 Marzo 2013, la 5 Conferenza Internazionale sulla Formazione in Radioprotezione, ETRAP 2013, in collaborazione con la IAEA ed il sostegno delle principali associazioni internazionali nel campo della radioprotezione: IRPA, EUTERP ed EC. Il convegno è stato organizzato per rivolgersi ad un vasto pubblico: autorità politiche, tecnici di radiologia industriale, esperti NORM, tecnici nucleari, ricercatori di scienze sociali, esperti di sicurezza, esperti di radioprotezione, fisici medici ed autorità di controllo. Inoltre, si è posto l obiettivo di rafforzare i contatti tra le varie organizzazioni, persone e network che si occupano di istruzione e formazione in radioprotezione. Particolare attenzione è stata rivolta anche ai giovani professionisti per garantire il trasferimento di conoscenze ed aiutare a costruire il futuro della radioprotezione. L esigenza di dare impulso alla formazione in radioprotezione deriva anche dagli ultimi sviluppi nel campo della energia e tecnologia nucleare in alcuni Stati Membri della Unione Europea che ha portato ad una riduzione delle risorse impiegate anche nel campo della formazione. C è la preoccupazione nel settore nucleare che le risorse allocate dalla Unione Europea nell educazione e training non siano in grado di rispondere ai bisogni degli Stati Membri nei decenni a venire sia per i programmi di energetici sia per quelli di decommissioning. Nell industria nucleare è inoltre particolarmente sentita l importanza di porre in atto meccanismi che consentano il trasferimento delle conoscenze per assicurare che la conoscenza, il know-how e l esperienza delle attuali professionisti non vada persa per le giovani generazioni che entrano ora nel mondo dell industria nucleare. Nel presente lavoro si mettono in evidenza alcuni degli aspetti più rilevanti trattati nel convegno ETRAP 2013, in particolare: - indicazioni dell EURATOM sulla formazione in radioprotezione; - iniziative ed indicazioni della IAEA sulla formazione in radioprotezione; - risultati del progetto europeo ETRAPII sulle esigenze formative del Radiation Protection Expert (RPE) e del Radiation Protection Officer (RPO). 5

7 2. Formazione e Training in radioprotezione nella proposta delle nuove BASIC SAFETY STANDARD dell EURATOM 2.1 Le basi legali europee della radioprotezione Il trattato stabilito dalla European Atomic Energy Community, più conosciuto come Trattato EURATOM, è la prima legge che regolamenta gli stati membri dell Unione Europea nel campo dell energia nucleare. I principali compiti del Trattato Euratom, entrato in vigore nel 1958, sono definiti nell art. 2, che possono riassumersi nella salvaguardia della salute dei lavoratori e del pubblico contro il pericolo proveniente dalle radiazioni ionizzanti. Il Capitolo III del Trattato offre le basi legali per la definizione delle Basic Safety Standard (BSS) dell Euratom per la protezione della salute dei lavoratori e del pubblico. La prima versione delle BSS Euratom è datata al 1959 e l ultima al 1996, Direttiva 96/29/Euratom [3]. In accordo con l articolo 31 del Trattato Euratom, le BSS sono elaborate dalla Commissione dopo aver ottenuto l opinione di un gruppo di esperti in salute pubblica, comunemente chiamati Gruppo Articolo 31. Le BSS Euratom sono state integrate con altre direttive, nel campo delle esposizioni mediche con la Direttiva 97/43/Euratom [4], e nel campo dei lavoratori esterni con la Direttiva 90/641/Euratom [5]. 2.2 Revisione delle BSS dell Euratom Il processo di revisione delle attuali BSS è partito più di cinque anni fa. La decisione di partire con la revisione era motivata, anche, dall arrivo delle raccomandazioni ICRP del 2007 [6], così come dalla necessità di aggiornare la legislazione Europea della radioprotezione e allinearla con gli ultimi sviluppi scientifici e tecnologici. Seguendo inoltre la tendenza generale di semplificare e codificare la legislazione europea fu presa la decisione di integrare i diversi atti legislativi in un unica legislazione che coprisse tutte le categorie di esposizione e tutte le situazione di esposizione. 2.3 Formazione e training nell attuale legislazione Europea L attuale legislazione europea tratta della formazione nel campo della radioprotezione in differenti atti legislativi. Le Direttive Euratom che trattano dell argomento sono la Direttiva 96/29/Euratom (Basic Safety Standard), la Direttiva 90/641/Euratom sui lavoratori esterni, la Direttiva 2003/122/Euratom [7] sulle sorgenti alta attività e la Direttiva 97/43/Euratom sull esposizioni Mediche. Direttiva 96/29/Euratom Le BSS Euratom definiscono la figura dell esperto qualificato, come la persona che ha le conoscenze e la pratica necessarie per effettuare verifiche fisiche, tecniche o radiochimiche che gli consentano di poter valutare le dosi, e per fornire indicazioni in modo da assicurare l efficace protezione degli individui ed il corretto funzionamento dei dispositivi di protezione, e le cui capacità ad operare come esperto qualificato siano riconosciute da autorità competenti. Afferma inoltre che all esperto qualificato possano essere assegnate le responsabilità tecniche per la radioprotezione dei lavoratori e dei membri del pubblico. In aggiunta all esperto qualificato, la Direttiva richiede il riconoscimento dalle competenti autorità nazionali per il servizio dosimetrico, il servizio di medicina del lavoro e per i medici. Agli Stati Membri è delegato il compito di assicurare ed organizzare la formazione ed il training per queste figure professionali e per questi servizi. La Direttiva richiede inoltre che siano forniti agli individui professionalmente esposti l informazione ed il training necessari sotto la responsabilità della persona fisica o legale che svolge l attività (il Datore di Lavoro). Direttiva 90/641/Euratom La Direttiva per i lavoratori esterni richiede che la formazione sulla radioprotezione sia fornita ai lavoratori, che non sono direttamente impiegati dal loro datore di lavoro ma che operano in una Zona Controllata esercita da un altro datore di lavoro. Questa responsabilità dovrebbe essere opportunamente condivisa tra il datore di lavoro e l esercente responsabile della pratica. Directive 2003/122/Euratom La Direttiva 2003/122/Euratom contiene requisiti aggiuntivi che riguardano i lavoratori coinvolti nella gestione delle HASS (sorgenti ad alta attività). Tra questi requisiti è incluso il training che deve essere focalizzato sulla possibile perdita di controllo della sorgente. Un elemento importante della Direttiva HASS è che il training dovrebbe essere ripetuto ad intervalli regolari e documentato. 6

8 Direttiva 97/43/Euratom La Direttiva 97/43/Euratom per esposizioni mediche richiede che i medici, i fisici medici esperti (MPE) e tutti gli individui coinvolti negli aspetti pratici delle procedure mediche radiologiche ricevano formazione teorica e pratica adeguata per gli scopi della pratica e per gli aspetti più rilevanti della radioprotezione. La direttiva richiede una formazione ed un training continuo dopo la qualifica ed a seguito dell introduzione di nuove tecniche. Si incoraggia inoltre l introduzione di corsi di radioprotezione di base nel curriculum delle scuole per medici e dentisti. 2.4 Formazione e training nella revisione delle BSS Euratom La revisione delle BSS Euratom da ulteriore importanza alla formazione e training nella radioprotezione, raggruppando le principali disposizioni in un capitolo dedicato, il Capitolo IV: Radiation Protection Education, Training and Information. Infrastrutture nazionali per la formazione ed il training Nella revisione è data grossa importanza alle infrastrutture nazionali per l educazione ed il training in radioprotezione. Si riportano espliciti requisiti per gli Stati Membri della Unione Europea affinché sia assicurato un sistema legislativo ed amministrativo che consenta di fornire un appropriata formazione, training ed informazione in radioprotezione a tutti gli individui i cui compiti richiedono specifiche competenze nella radioprotezione. In particolare per gli esperti e per i servizi che richiedono il riconoscimento delle relative autorità competenti. Servizi ed esperti per la radioprotezione La proposta delle Euratom BSS contengono alcune importanti cambiamenti nella definizione dei servizi ed esperti preposti ad assicurare la radioprotezione così come il loro ruolo e le loro responsabilità. Il più importante cambiamento nella revisione delle Euratom BSS in tale ambito è indiscutibilmente la ridefinizione dell attuale esperto qualificato con l introduzione di due figure, il Radiation Protection Expert (RPE) ed il Radiation Protection Officer (RPO). Questo cambiamento deriva direttamente dalle raccomandazioni della Piattaforma EUTERP [18], che era stata originariamente creata dalla Commissione Europea e più tardi trasformata nella Fondazione indipendente EUTREP. Radiation Protection Expert (RPE) L RPE, che sostituisce in linea generale l attuale Esperto Qualificato così come definito nella Direttiva 96/29/ Euratom, svolge il ruolo di consulente della radioprotezione per la protezione degli individui. La definizione di RPE riporta infatti che: un individuo che ha le conoscenze, l addestramento e l esperienza necessarie per dare indicazioni di radioprotezione per assicurare un efficace protezione degli individui, e le cui capacità per fare questo siano riconosciuto dalle autorità competenti. Il ruolo dell RPE è ulteriormente specificato nel Capitolo X sul controllo regolatorio, che limita il suo campo di azione alle esposizioni occupazionali ed a quelle della popolazione. Il Capitolo X inoltre definisce le più importanti aree, che dovrebbero essere coperte dalle indicazioni dell RPE: - benestare nuove istallazioni e/o modificate sorgenti di radiazioni; - classificazione delle zone controllate e delle zone sorvegliate; - classificazione dei lavoratori; - definizione dei programmi di monitoraggio delle aree di lavoro e degli individui; - strumenti di monitoraggio da utilizzare; - metodi per la dosimetria individuale; - ottimizzazione e definizione dei vincoli di dose appropriati; - programma di qualità; - programma di monitoraggio ambientale; - requisiti sui depositi di rifiuti radioattivi; - dispositivi per prevenire accidenti ed incidenti; - la predisposizione ed risposta alle situazioni di esposizione di emergenza. La proposta di revisione delle BSS Euratom prevede anche che, quando opportuno, i compiti dell RPE possano essere svolti ad un gruppo di specialisti che nel complesso hanno le necessarie competenze. Radiation Protection Officer (RPO) L RPO nella revisione delle BSS Euratom è definito come un individuo tecnicamente competente nella materia della radioprotezione per un dato tipo di pratica che è nominato dal datore di lavoro per controllare 7

9 l implementazione dei dispositivi di radioprotezione. Quindi è stata fatta una chiara separazione tra RPE, che agisce come una sorta di consulente per il datore di lavoro che stabilisce i dispositivi di radioprotezione da utilizzare, ed l RPO che dovrebbe esercitare la sorveglianza su regole e procedure già esistenti. Nella proposta di revisione delle BSS non si richiede la nomina dell RPO per tutte le pratiche ma lascia agli Sati Membri la possibilità di individuare le pratiche per cui si rende necessaria. In modo simile all RPE i compiti dell RPO possono essere svolti da una unità di radioprotezione che in questo caso sarà definita dal datore di lavoro. medical Physical Expert (mpe) Il MPE, attualmente definito nella Council Directive 97/43/Euratom, svolge sia attività pratiche che di indirizzo. Questa impostazione è stata mantenuta nella revisione delle BSS, dove il MPE è stato definito come un individuo che ha le conoscenze, training ed esperienza per mettere in atto o dare indicazioni sulla materia relativa alla fisica delle radiazioni applicata al campo medico, le cui competenze siano riconosciute dalla autorità competente. Le nuove proposte di BSS fanno una distinzione tra RPE (ed RPO) ed MPE molto più chiara; il primo tratta le esposizioni occupazionali e del pubblico e l altro le esposizioni mediche (pazienti, volontari in ricerca biomedica..). In modo simile al RPE (ed RPO) la proposta di revisione delle BSS stabilisce che, ove appropriato, i compiti del MPE possano essere svolti da un gruppo di specialisti con la necessaria competenza. 3. LA strategia della IAEA nella FoRmAzIonE E TRAInIng della RAdIoPRoTEzIonE 3.1 INTRODUzIONE Nell esercizio delle sue funzioni la IAEA è autorizzata a stabilire ed adottare standard di sicurezza per la protezione della salute e la minimizzazione dei pericoli per la vita e le proprietà e fornire indicazioni per l applicazione di questi standard. I Safety Standard della IAEA non sono legalmente vincolanti per gli Stati Membri ma possono essere adottati nei regolamenti e nelle leggi di singoli Stati. 3.2 APPLICAzIONE DEI SAFETY STANDARD IAEA La IAEA ha sviluppato diversi approcci e meccanismi per supportare gli Stati Membri per l applicazione dei Safety Standard; che includono servizi di radioprotezione, cooperazione tecnica, scambio di informazioni, formazione di networking e la promozione dell educazione e del training. Quindi le attività di formazione e training supportate dalla IAEA sono principalmente finalizzate a supportare gli Stati Membri per il soddisfacimento dei propri Safety Standard. Figura 1 Safety Standards IAEA e formazione 8

10 Le attività della IAEA nella formazione e training nella sicurezza seguono le risoluzioni 1 della General Conference, il più alto organismo della IAEA composto dai rappresentanti di tutti gli Stati Membri, e riflettono i Safety Standard IAEA [8], [9] e [10]. Questi sono sviluppati, in linea con i principi generali forniti nella IAEA Strategic approach to Education and Training in Radiation, Trasport and Waste Safety, [11]. 3.3 Strategia e approccio della IAEA per la formazione ed il training Strategia L approccio strategico della IAEA è quello di far si che gli Stati Membri realizzino infrastrutture sostenibili per costruire e mantenere competenze nella sicurezza delle radiazioni, nel trasporto e gestione dei rifiuti radioattivi coerentemente con i propri Safety Standard. Uno dei principali obiettivi della IAEA è infatti facilitare lo sviluppo e l implementazione di una strategia nazionale per la formazione ed il training nei singoli Stati Membri. Questo aiuterà i governi nella definizione delle strategie e delle politiche nazionali per la sicurezza a rispondere ai Safety Requirements IAEA del Governmental, Legal and Regulatory Framework for Safety [12]. Attori coinvolti Il successo dell implementazione della strategia IAEA richiederà un efficace interazione tra: IAEA, per sviluppare e fornire i mezzi e le competenze e per assistere i Stati Membri per l applicazione dei Safety Standard. Questo include lo sviluppo di materiale per la formazione, piani di studio, la guida sulla metodologia per stabilire una strategia nazionale ed il training nella radioprotezione; Regional Traning Center (RTCs): per fornire formazione, in collaborazione con IAEA, agli Stati Membri; per disseminare e promuovere una guida metodologica per stabilire la strategia nazionale per la formazione ed il training; Stati Membri: per stabilire una strategia nazionale per la formazione ed il training incluso lo sviluppo di programmi di formazione e training in linea con i Safety Standard. Figura 2 Paesi Membri che ospitano un Regional Training Centre I tre principali attori saranno coinvolti ciascuno per compiti specifici, giocando ciascuno un ruolo maggiore in certe fasi dell implementazione, come descritto nella tabella 1. 1 IAEA General Conference Resolution GC(45)/RES/10C, GC(46)/RES/9, GC(47)/RES/7, GC(48)/RES/10, GC(49)/ RES/9, GC(50)/RES/10, GC(51)/RES/11, GC(52)/RES/9, GC(53)/RES/10, GC(54)RES/7 and GC(55)RES/9 9

11 Tabella 1 Attività ed attori nelle differenti fasi dell implementazione della IAEA Strategic approach to education and training in radiation, transport and waste safety, [11]. Attività Fase I Preparazione Definizione delle competenze, costruzione di tools e guide per stabilire una strategia nazionale per la formazione Fase II Promozione Disseminazione e promozione di tools e guide a livello regionale tra Stati Membri Fase III Implementazione Sviluppo ed implementazione della strategia nazionali negli Stati Membri Attori IAEA RTCs Stati Membri 3.4 Strategia nazionale per la formazione ed il training Guida per la definizione di una strategia nazionale Le linee guida su come implementare i requisiti per l educazione ed il training nella sicurezza per le radiazioni, trasporto e gestione rifiuti sono indicati nella Safety Guide: Building Competence in Radiation Protection and the Safe Use of Radiation Sources [9]. La guida presenta inoltre un approccio strutturato e sistematico per aiutare gli Stati Membri a stabilire una strategia per la formazione ed individuare le necessità di formazione nel campo della radioprotezione e della sicurezza delle sorgenti radioattive con un utilizzo efficace delle risorse fisiche ed umane disponibili a livello nazionale ed internazionale. Il processo La definizione della strategia nazionale per la formazione, ed il training può essere considerata articolata in 4 fasi interconnesse, dove il risultato di una fase è il punto di partenza della fase successiva, con un loop che si chiude con la verifica ed il feedback, come mostrato in Figura 3. Figura 3 Fasi per la definizione della strategia nazionale per la formazione nella sicurezza per le radiazioni Fase 1 - Valutazione delle necessità La prima fase del processo è valutare i bisogni di formazione e training. Si costituisce di tre punti: - raccolta delle informazioni sulle installazioni e le attività; - analisi di requisiti specifici nella formazione e traning in ambito legislativo e normativo; - valutazione del numero di personale con una categoria professionale identificata con necessità di formazione. Fase 2 - Definizione del programma È basato sui risultati della fase 1, il focus della fase 2 è la definizione di un programma di educazione e training che dovrà soddisfare tutte le necessità identificate. Dovrebbero essere analizzate le capacità di condurre corsi di formazione per identificare i gaps con le necessità evidenziate nella fase precedente. L analisi dovrà prendere in considerazione: - la disponibilità di fornitori di corsi con strutture e risorse umane adeguate; - il tipo di interventi educativi richiesti (basic, scentifici, etc..); - la necessità di definire nuovi requisiti regolatori, in particolare conformi con gli Standard IAEA; - lo sviluppo di piani di studio e relativo materiale di formazione. 10

12 Un enfasi particolare dovrà essere posta per la formazione ed il training degli Esperti Qualificati e degli RPO con la definizione di quei meccanismi che consentano il riconoscimento o la nomina. Fase 3 - Sviluppo ed implementazione La fase 3 della strategia è mettere in pratica il programma nazionale di formazione e training. Ci sono due step per questa fase: - lo sviluppo di appropriati tools e meccanismi ove necessario, per l implementazione delle attività individuate nel programma di formazione; - l implementazione del programma di formazione nazionale. Lo sviluppo includerà la definizione dei criteri per il contenuto ed il format dei corsi e/o per i fornitori quando richiesto dai regolamenti nazionali, e la definizione di procedure di esame, in particolare quando il completamento con successo della formazione conferisce qualifica o status (per esempio esperto Qualificato ed RPO). Fase 4 - Valutazione dell efficacia Nella fase 4, dovrebbe essere valutata e monitorata l efficacia del programma nazionale di formazione e training in modo da assicurare che: - le opzioni adottate per soddisfare le necessità continuino ad essere efficaci; - sia fornito ed implementato l intero programma. Realisticamente ci si dovrà aspettare che ogni programma nazionale di formazione vari nel tempo per rispondere ai cambiamenti, per migliorare le competenze nazionali e per le evoluzioni tecnologiche, normative e legali. 3.5 Supporto della IAEA per la costruzione di infrastrutture per la formazione ed il training Meccanismi per assistere gli stati membri La IAEA fornisce assistenza diretta agli Stati Membri con una serie di meccanismi, ad esempio offrendo missioni di valutazioni (e.g. EduTA); eventi interinanti di formazione e training e sviluppando piani di studio standardizzati ed implementando visite scientifiche. Progetti di cooperazione per promuovere la definizione di una strategia nazionale per la formazione ed il training Sono stati definiti progetti di cooperazione dalla IAEA Secretariat and Member States per costruire competenze nella sicurezza dalla radiazioni e supportare gli stati membri nello stabilire la strategia nazionale per la formazione e training. Attualmente sono in corso 4 progetti, uno per ogni IAEA Technical Cooperation Programme 2 : Africa, Asia, Europa, and America Latina. Sotto questi progetti sono stati organizzati sette workshop nelle principali lingue degli Stati Membri della IAEA. Monitoraggio dei progressi fatti dagli Stati Membri RASIMS (Radiation Safety Information Management System) è una piattaforma web (http://rasims.iaea. org) che consente agli Stati Membri e la IAEA di raccogliere congiuntamente ed analizzare le informazioni riguardanti le infrastrutture nazionali per la radioprotezione, trasporto e sicurezza dei materiali radioattivi. RASIMS è focalizzato sugli Stati Membri che hanno ricevuto assistenza dall Agenzia, sebbene tutti gli altri possano fornire dati sulle loro strutture nazionali. Le informazioni su RASIMS sono raggruppate in Thematic Safety Areas (TSA) per assicurare che siano riportati tutti gli aspetti rilevanti dei Safety Standard IAEA: TSA1: Regulatory Infrastructure TSA2: Radiological Protection in Occupational Exposure TSA3: Radiological Protection in Medical Exposure TSA4: Public and Environmental Radiological Protection TSA5: Emergency Preparedness and Response TSA6: Education and Training in Radiation, Transport & Waste Safety TSA7: Transport safety La TSA6 è l area specifica per la formazione ed il training, strutturata per raccogliere informazioni sul contesto normativo e legislativo e per la definizione di una strategia di formazione nazionale

13 4. ENETRAP II 4.1 Introduzione ENETRAP II è un progetto europeo (European Network on Education and Training in Radiological Protection II), finanziato dal Programma EURATOM connesso al VII Programma Quadro dall Unione. L obiettivo generale del progetto è quello di sviluppare standard di riferimento europei di alta qualità per l istruzione e la formazione (E&T) in materia di radioprotezione (RP), in particolare per quanto riguarda l RPE e l RPO. Un altro obiettivo è l introduzione di un passaporto di formazione della radioprotezione per agevolare e rendere efficace e trasparente il mutuo riconoscimento. 4.2 Aree di attività Il progetto ENETRAPII si articola in 10 workpackage (WP): WP1: Coordinamento del progetto; WP2: Definizione dei requisiti e della metodologia per l identificazione degli RPEs; WP3: Definire i requisiti per le competenze di RPO e stabilire una guida per la formazione degli RPO; WP4: Stabilire lo standard di riferimento per la formazione RPE; WP5: Sviluppo e meccanismi di applicazione per la valutazione del materiale didattico, eventi e fornitori; WP6: Creazione di un database per gli eventi formativi e per gli organizzatori dei corsi (includendo OJT) in accordo con gli standard concordati; WP7: Sviluppo di alcuni esempi di corsi formativi (libri di testo, moduli di e-learning); WP8: Organizzazione di sessioni pilota, metodologie di test proposte e monitoraggio dell efficacia degli schemi formativi; WP9: Introduzione del passaporto di formazione e sistema di riconoscimento reciproco dei RPE; WP10: Collaborazione per la costruzione di nuove generazioni innovative di specialisti in materia di radioprotezione. Nel proseguo del lavoro si prenderanno in considerazione soprattutto i risultati del WP2 e del WP3, relativi rispettivamente alla definizione dei requisiti per le figure dell RPE e dell RPO. 5. Definizione della formazione standard per RPE: l approccio ECVET 5.1. Introduzione Nel progetto ENETRAPII, per definire le necessità di formazione dell RPE, è stato deciso di implementare il sistema ECVET (European Credit System for Vocational Educational and Training) [16]. L applicazione di tale sistema, basato sul EQF (European Qualification Framework), ha portato a descrivere la figura dell RPE attraverso il Learning Outcomes (LO) (risultati dell apprendimento) in termini di Competenze (Knowledge, Skills, Attitude (KSA). Se si da una definizione breve del RPE, è infatti difficile identificarne le principali competenze usando la sola definizione: Persons having the knowledge, training and experience needed to give radiation protection advice in order to ensure effective protection of individuals, whose capacity to act as radiation protection expert is recognized by the competent authorities Il sistema ECVeT: Sistema Europeo di crediti per l istruzione e la formazione professionale La Commissione definisce il sistema europeo di crediti per l istruzione e la formazione professionali (ECVET) come un quadro metodologico utile per descrivere le certificazioni, in termini di unità di apprendimento, con punti di credito associati. L ECVET è un sistema europeo di accumulazione, capitalizzazione e trasferimento di unità di apprendimento riguardante l istruzione e la formazione professionali in Europa. Tale sistema consente di attestare e registrare i risultati delle formazioni svolte da una persona in diversi contesti, sia all estero sia attraverso un percorso formale o informale di apprendimento. I risultati di tali acquisizioni possono essere trasferiti verso i contesti di origine delle persone interessate, ove possono essere accumulati e ne può essere ottenuta la certificazione. La diversità dei sistemi nazionali che definiscono i livelli e il contenuto di certificazione non favorisce la mobilità transnazionale di chi è in formazione. L ECVET consentirebbe pertanto di rimediare a tale situazione favorendo la mobilità delle persone in formazione attraverso l intera Europa. Gli Stati membri restano liberi di adottare la raccomandazione e di realizzare questo sistema. Essi sono quindi invitati, a titolo volontario, ad applicare progressivamente misure volte ad utilizzare il sistema ECVET a decorrere dal

14 L ECVET dovrebbe essere attuato attraverso partenariati e reti sulla base di accordi di apprendimento (protocolli d intesa) che costituiscono un quadro adatto per il trasferimento dei crediti. ECVET è un sistema connesso con altre iniziative Europee, come EQF (European Qualifications Framework), EQAVET (European quality assurance in vocational education and training) ed Europass, che fanno parte del nuovo sistema europeo dell apprendimento. 5.3 Il nuovo sistema europeo dell apprendimento Il nuovo sistema di apprendimento si basa su alcuni concetti chiavi quali Qualification e Learning Outcomes. In particolare: Qualifica significa un risultato formale di un processo di valutazione e validazione che è stato ottenuto quando un ente competente determina che un individuo ha ottenuto risultati di apprendimento corrispondenti a dati standard. Figura 4 Schema del nuovo sistema europeo per l apprendimento Figura 5 Qualifica e Learning outcomes nel sistema di apprendimento europeo Gli obiettivi di questo sistema sono di favorire la mobilità, la trasparenza di certificazioni e qualifiche ed implementare percorsi di riconoscimento reciproco attraverso la trasparenza dei sistemi. Al fine di definire questo sistema la Commissione Europea, oltre ad ECVET, ha sviluppato altri progetti di supporto, vale a dire EQF, EQAVET ed Europass. EQF: Quadro Europeo delle Qualifiche L EQF [21], quadro europeo delle qualifiche, si propone di mettere in relazione i sistemi nazionali delle qualifiche dei diversi paesi di un quadro comune di riferimento europeo con l utilizzo di otto livelli di classificazione: dal livello 1 (base) al livello 8 (il più specializzato). L EQF si occupa di qualifica e non di diploma accademico. 13

15 Nella tabella 3 EQF gli otto livelli sono descritti dai tre descrittori principali: Knowledge, (conoscenza), Skills (abilità) e Competence (competenze) All interno del progetto ENETRAP II, è stato valutato, che il livello appropriato per la figura dell RPE è quello compreso tra un valore 5 e 7, a seconda dei ruoli e dei compiti attribuiti all RPE. EQAVET EQAVET è un sistema di qualità con indicatori di qualità i quali dovrebbero essere utilizzati dai diversi Stati membri per riconoscere reciprocamente il livello EQF di una specifica formazione. EUROPASS L Europass dovrebbe essere visto come un estensione del CV tradizionale, che renda le competenze e le qualifiche in modo chiaro e facilmente comprensibile in Europa. L Europass si basa su cinque documenti: CV, Passaporto delle Lingue, Europass Mobilità, Supplemento al Diploma, Supplemento al Certificato. Implementazione ECVET L obiettivo, nei prossimi anni, è quello di un introduzione graduale del sistema ECVET nei diversi Stati membri con la possibilità di introdurlo nelle raccomandazioni europee del Il sistema ECVET è sicuramente un sistema complesso da applicare. Si parte dalla definizione dei Learning Outcomes per ogni data parte del corso (Unit), ogni Unit deve essere caratterizzata da punti ECVET; successivamente i Learning Outcones vanno valutati, validati e riconosciuti. La Commissione ha inoltre istituito per il riconoscimento reciproco dei corsi erogati, uno strumento di collaborazione tra i diversi partner, il Memorandum of Understanding (MoU) ed il Learning Agreement (Accordo di apprendimento), tra l erogatore del corso e lo studente, per la trascrizione della formazione avvenuta sull Europass. a) Learning outcomes (risultati dell apprendimento) I Learning Outcomes (risultati dell apprendimento) è quello che si dichiara che un discente conosca, capisca ed è in grado di fare al termine di un processo di apprendimento; i risultati dell apprendimento sono definiti in termini di conoscenze, abilità e competenze. Figura 6 Learning outcomes nel sistema di apprendimento europeo Il Learning Outcomes riflette un approccio innovativo nel modo di concepire e descrivere l apprendimento, poiché l attenzione non è più riferita alle componenti dell apprendimento (Learning input) quali: contenuti, durata dei percorsi, tipologia dell istituto ecc.. ma sui risultati dell apprendimento (Leraning outcomes) quali: conoscenza, skill e competenza (KSC). I descrittori utilizzati dalla Commissione sono infatti (KSC): - Conoscenza: si intende il risultato dell assimilazione di informazioni attraverso l apprendimento. Conoscenze sono un insieme di fatti, principi, teorie e pratiche, relative a un settore di lavoro o di studio. - Abilità: indicano le capacità di applicare conoscenze, portare a termine compiti e risolvere problemi. - Competenze: indicano la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e / o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale. 3 Recommendation of the European Parliament and of the Council of 23 April 2008 on the establishment of the European Qualifications Framework for lifelong learning 14

16 Nel quadro del ENETRAP II, per la formazione dell RPE, sono stati creati diversi Learning Outcomes da raggiungere dopo la partecipazione ad una certa parte del corso. Come detto in precedenza, la proposta è quella che il livello EQF per la figura dell RPE sia da collocare tra il valoro 5 ed il valore 7. b) Unità di apprendimento Un unità è una componente della qualifica costituita da una serie coerente di conoscenze, abilità e competenze che possono essere valutate e validate. Le Unità descrivono ciò che gli studenti possono imparare ed i risultati di apprendimento che gli studenti sono tenuti a raggiungere. Grazie al sistema ECVET, alle unità possono essere riconosciuti dei crediti. Più crediti di apprendimento possono essere aggregati se si riferiscono allo stesso campo di conoscenze, abilità o atteggiamenti. Nel progetto ENETRAP II, sono stati combinati diversi moduli per il corso di RPE ed è stato associato un unità ad ogni modulo. Per ogni unità, sono stati assegnati punti ECVET. c) Punti di credito ECVET L attribuzione ad una qualifica di punti ECVET si basa sull utilizzo di una convenzione in base alla quale sono attribuiti 60 punti ai risultati di apprendimento attesi in un anno di formazione a tempo pieno, sia formazione professionale e sia formazione formale. Ad ogni unità è assegnato un numero di punti in base al peso relativo nell ambito della qualifica. d) La mobilità attraverso il trasferimento e l accumulo di punti ECVET Il ciclo che ECVET propone per realizzare la mobilità è rappresentato in Figura 7. Il processo inizia da un fornitore (sending provider), che invia lo studente da formare con la stipula di un Accordo di Apprendimento (Learning Agreement) ad un altro fornitore (host provider). L host provider forma lo studente, valuta i learning outcomes ed assegna i crediti. I crediti possono essere registrati e trascritti nell Europass. Nella fase finale sono validati i crediti e sono riconosciuti i Learning outcomes a cui corrisponde una certa quantità di punti ECVET previsti per quella qualifica. Figura 7 Mobilità ed accumulo di punti ECVET e) protocollo di intesa e mutuo riconoscimento Se uno studente segue un corso dal fornitore A o fornitore B, se i due fornitori hanno un protocollo d intesa (MoU), essi accetteranno i punti ECVET che siano dati dall uno o dall altro fornitore. f) accordo di Learning L accordo di apprendimento è un accordo a livello operativo nel quadro degli scambi di mobilità. Questo 15

17 documento include informazioni dettagliate sulle qualifiche interessate, allo scambio di mobilità e le condizioni per la valutazione, e almeno la convalida e il riconoscimento dei crediti. ECVET e competenza La definizione di competenza non è sufficiente da descrivere quantitativamente e quindi facile da verificare successivamente in termini di conoscenze, di saper-fare e di saper-essere. Per questo motivo è stato introdotto oltre ai dei tre descrittori standard (conoscenza, abilità e attitudine (sistema KSA)) il concetto di sub-competenza. Sub-competenze legate alle attività di RPE Per esempio, quando diciamo che l RPE dovrebbe avere la competenza in dosimetria questa competenza è troppo generale e dovrebbe essere suddivisa in sub competenze (SC1: dispositivi dosimetrici passivi, SC2: dispositivi dosimetrici attivi, SC3: principi di dosimetria interna). Per ogni sub competenza, si definiscono i Learning outcomes (risultati di apprendimento) che saranno suddivisi in Learning outcomes relativi al Knowledge (KLo), Learning outcomes relativi agli Skill (SLo) e, infine, Learning outcomes relativi alle Attitudes (ALo). E importante notare che per una data sub competenza, i tre risultati di apprendimento non sono necessariamente presenti in tabella. Una sub competenza, prevalentemente manuale sarà descritta utilizzando il descrittore Learning outcomes for Skill (Klo) che non include necessariamente una descrizione associata ad atteggiamenti od a conoscenze. E più importante per un azienda conoscere ciò che la persona è in grado di fare, dopo un periodo di formazione, piuttosto che quello che ha appreso. 5.4 Il programma di formazione ENETRAP II La Figura 8 rappresenta lo schema del progetto globale di formazione europeo in radioprotezione (European Radiation Training Scheme). I moduli della Base comune sono una parte obbligatoria della formazione che deve essere integrata almeno da un modulo specialistico. La Base comune è costruita intorno a tre moduli, chiamati anche Unità. In questi tre moduli sono trattati, i principi generali della radioprotezione, mentre informazioni più dettagliate saranno date poi nei moduli specialistici. Prendiamo ad esempio l argomento emergenze: nell Unità 3 della Base comune, le situazioni di emergenza sono discusse in modo generale. È nei moduli specialistici che si tratterranno le specificità delle emergenze. Ad esempio, per un RPE che lavorerà nel campo delle centrali nucleari, sarà organizzato un corso sulle emergenze che si possono incontrare in un impianto nucleare di potenza; che sarà diverso da quello per un RPE che si occuperà di NORM. Altra tipologia di moduli solo quelli indipendenti, i moduli opzionali, relativi a temi specifici quali: impianti nucleari e reattori di ricerca, gestione dei rifiuti e smantellamento, aree di ricerca non nucleare, medicali e materiali naturali radioattivi (NORM). La scelta dei moduli dipenderà dal campo in cui l RPE sarà impegnato. Figura 8 ENETRAP II, schema di formazione per RPE 16

18 6. Standard europei di riferimento per la formazione RPO 6.1 Introduzione Il draft della direttiva Euratom - versione del 30 maggio 2012 [3], che sostituirà la direttiva 96/29/Euratom definisce il Radiation Protection Officer (RPO) come: un individuo tecnicamente competente in materia di radioprotezione per un determinato tipo di pratica che è designato dall impresa per sorvegliare l applicazione dei requisiti di radioprotezione dell impresa. Il Capitolo IV della direttiva richiede un quadro legislativo e amministrativo adeguato affinché sia fornita adeguata istruzione, formazione ed informazione di radioprotezione a tutti gli individui a cui è richiesta competenze specifiche in questa materia. Tale indicazione sarà quanto più vera per la figura dell RPO. 6.2 Ruolo e funzione dell RPO Il progetto ENETRAP ha evidenziato un ampia diversità di approccio nel ruolo RPO all interno della Comunità Europea. In certi paesi (ad esempio l Irlanda, il Regno Unito,) il ruolo è limitato ad attività di semplice supervisione, che richiedono solo una conoscenza di base delle problematiche di radioprotezione, in altri paesi (ad esempio in Germania, Finlandia, Croazia) il ruolo è più sostanziale, e richiede un più elevato livello di conoscenze e di capacità. Più in generale non si nota a livello europeo una netta distinzione di ruoli e compiti tra RPE ed RPO, distinzione che risulta fondamentale anche per la gestione delle competenze e quindi dei percorsi formativi. Secondo la revisione delle BSS Euratom i compiti che un RPO può svolgere all interno della propria attività lavorativa sono: - assicurare l attuazione di procedure e norme; - sorvegliare l attuazione del programma di monitoraggio delle aree di lavoro; - mantenere la registrazione delle sorgenti radioattive detenute dalla pratica; - effettuare valutazioni periodiche della condizione dei sistemi di allarme di sicurezza; - sorvegliare l attuazione del programma di monitoraggio personale; - controllare l attuazione del programma di sorveglianza sanitaria; - informare i neoassunti delle norme e procedure, - autorizzare i piani di lavoro; - partecipare alla definizione delle disposizioni per la prevenzione e risposta delle situazioni di esposizione di emergenza; - collaborare con l RPE. La direttiva prevede che i compiti del RPO possano essere svolti anche da un servizio di radioprotezione. Il concetto di RPO si applica a tutte le attività che richiedono l utilizzo delle radiazioni ionizzanti, settore medico, nucleare, industriale, di ricerca. Data la specificità dei diversi settori di applicazioni le funzioni di RPO sono molto dipendenti dalla tipologia di attività svolta. Tuttavia, vi sono una serie di compiti fondamentali che l RPO deve svolgere, indipendentemente dalla attività in cui esso lavora. 6.3 Guida alla creazione di competenze di RPO L RPO è spesso il principale punto di riferimento per la radioprotezione in un azienda. Come tale, è il principale riferimento per il datore di lavoro, per l RPE e per l autorità di controllo. Pertanto, il datore di lavoro prima di nominare una persona RPO deve garantire che sia adeguatamente formata e competente in materia di radioprotezione. In alcuni paesi europei, esiste un quadro normativo che specifica i prerequisiti ed i contenuti formativi e la durata della formazione, nonché l esperienza necessaria perché la persona sia nominata come RPO (ad esempio in Germania, Austria e Francia). Questo quadro normativo guida le aziende nella scelta dei corsi formativi obbligatori e le indirizza verso altre iniziative di formazione. Requisiti istruzione L RPO dovrebbe avere come minimo un livello di istruzione secondaria corrispondente ad un curriculum scientifico o tecnico che va dai 10 ai 12 anni. Tuttavia, il livello di istruzione di un RPO dipenderà dalle capacità e dai requisiti tecnici richiesti dal lavoro, nonché dalle esigenze di radioprotezione. Per strutture complesse e con la possibilità di dosi significative, si dovrebbe richiedere un livello di istruzione superiore. Requisiti dell addestramento L istruzione e la formazione sono solo due di una serie di attributi che deve avere una persona competente ed idonea a fungere da RPO. La formazione di base, comune a tutti gli RPO, dovrà essere integrata dall esperienza pratica. 17

19 Per esempio, un RPO con una formazione di base in radioprotezione può essere considerato competente per una pratica semplice, come ad esempio per i misuratori di livello industriali. Tuttavia non sarà adatta come RPO per radiografia industriale senza prima avere ricevuto una formazione specifica ed un adeguato addestramento. Ne consegue che la formazione per RPO si dovrà comporre di due categorie: la formazione di base, comuni a tutte le pratiche e la formazione integrativa relativa a elementi di specifici di radioprotezione. Esperienza di lavoro L esperienza lavorativa richiesta per un RPO può essere compresa fra settimane ed anni, a seconda della complessità della pratica, il livello di rischio da radiazioni coinvolti e le caratteristiche dell ambiente di lavoro, Abilità e attitudini Requisiti Un RPO competente ed efficace dovrà avere anche caratteristiche personali specifiche, quali buone capacità di comunicazione ed un approccio pragmatico alla risoluzione di problemi. Una valutazione completa della competenza di un RPO dovrà tener conto anche di queste capacità. 6.4 Formazione RPO in diverse aree di lavoro Gli RPO come detto possono lavorare in una grande varietà di settori: medico, industriale e di ricerca. Può essere utile come avviene in Germania, definire programmi di formazione per categorie professionali o gruppi di competenze che indichino la durata ed il contenuto dei corsi (vedi l esempio di Figura 9). Una suddivisione possibile può essere la seguente: - manipolazione di materiale radioattivo, sorgenti radioattive ed impianti che producono radiazioni ionizzanti (incl. acceleratori e ciclotroni); - medicina, odontoiatria; - apparecchiature a raggi x (tecnica, medica (senza pazienti), medicina veterinaria); - centrali nucleari e reattori di ricerca. Figura 9 Esempio programma formazione di RPO che opera con dispositivi RX 18

20 6.5 Mantenimento delle competenze La competenza del RPO dovrà essere mantenuta nel tempo, con aggiornamenti periodici; si può considerare adeguato un aggiornamento periodico ogni cinque anni, anche se in certe situazioni potranno essere necessari aggiornamenti più frequenti. Il datore di lavoro deve fornire, se del caso, i mezzi necessari per il mantenimento e l aggiornamento delle competenze registrando le attività formative eseguite. 7. Conclusioni La formazione nel campo della radioprotezione è un tema molto sentito a livello europeo ed internazionale. Le organizzazioni internazionali che definiscono norme e leggi nel campo della radioprotezione (es. IAEA, EC, etc..) pongono sempre più in evidenza l importanza della formazione e la necessità da parte degli stati di dotarsi di strutture organizzative e tecniche e di sistemi regolatori che favoriscano un adeguato percorso formativo per chi lavora in tale ambito. Questo risulta evidente dalle revisioni in corso delle Basic Safety Standard, sia della IAEA sia della Commissione Europea, che prevedono capitoli dedicati alla formazione ed al training. Le nuove BSS prevedono due figure principali che operano nel campo della radioprotezione, il Radiation Protection Expert (RPE) ed il Radiation Protection Officer (RPO), per i quali sono da definirne in modo puntuale ruoli, responsabilità e competenze. Tale necessità ha portato la Commissione Europea a dar vita al progetto ENETRAP II per sviluppare standard di riferimento e conseguenti percorsi formativi anche nell ottica di un armonizzazione e riconoscimento reciproco delle due figure professionali. Nel progetto ENETRAP II per definire le necessità di formazione dell RPE e dell RPO è stato deciso di utilizzare il sistema ECVET (European Credit System for Vocational Educational and Training) con l obiettivo di favorire la mobilità, la trasparenza di certificazioni e qualifiche ed il riconoscimento reciproco. Si segnala infine la preoccupazione dell industria nucleare ad assicurare il trasferimento delle conoscenze alle giovani generazioni che sempre meno sono attratte dal settore nucleare, questo rende necessario l impiego di risorse, mezzi e strumenti che attraggano i giovani e permettano di mantenere le competenze per gli anni futuri. BIBLIOGRAFIA 1. Treaty establishing the European Atomic Energy Community, consolidated version. Official Journal C-84 of 30 March W. Kilb, The European Atomic Energy Community and its primary and secondary law. International Nuclear Law: History, Evolution and Outlook, OECD 2010, NEA No Council Directive 96/29/Euratom of 13 May 1996, laying down basic safety standards for the health protection of the general public and workers against the dangers of ionizing radiation. Official Journal L-159 of , Council Directive 97/43/Euratom of 30 June 1997 on health protection of individuals against the dangers of ionizing radiation in relation to medical exposure, and repealing Directive 84/466/EURATOM. Official Journal L-180 of , Council Directive 90/641/Euratom of 4 December 1990 on the operational protection of outside workers exposed to the risk of ionizing radiation during their activities in controlled areas, Official Journal L-349 of , The 2007 Recommendations of the International Commission on Radiological Protection, ICRP Publication 103. Ann. ICRP 37(2-4). 7. Council Directive 2003/122/Euratom of 22 December 2003 on the control of high-activity sealed radioactive sources and orphan sources. OJ L-346 of 31/12/2003, INTERNATIONAL ATOMIC ENERGY AGENCY, Radiation Protection and Safety of Radiation Sources: International Basic Safety Standards - Interim Edition, IAEA Safety Standards Series GSR Part 3 (Interim), IAEA, Vienna (2011). 9. INTERNATIONAL ATOMIC ENERGY AGENCY, Building Competence in Radiation Protection and the Safe Use of Radiation Sources, IAEA Safety Standards Series No. RS-G-1.4, IAEA, Vienna (2001). 10. INTERNATIONAL ATOMIC ENERGY AGENCY, Training in Radiation Protection and the Safe Use of Radiation Sources, Safety Reports Series No. 20, IAEA, Vienna (2001). 11. Strategic approach to Education and Training in Radiation, Transport and Waste Safety, , Note by the Secretariat, IAEA, Vienna, September

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