Provider Italiani HOWTO

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1 Provider Italiani HOWTO Alberto Menegazzi, v1.5, 10 Novembre 1996 Questo documento accenna alla teoria che sta dietro il collegamento PPP e come si configura la propria macchina per collegarsi ai provider italiani Contents 1 Introduzione 1 2 Il protocollo TCP/IP Siti e indirizzi Collegamenti seriali Cosa serve per collegarsi Configurazione generale del PPPD Debug e Kdebug IP statici e dinamici I sistemi di autenticazione Configurazione per i diversi provider Video OnLine Italia On Line Micronet Inet Nettuno Energy FlashNET Informazioni addizionali Se funziona? Se non funziona? Se continua a non funzionare? Contributi Conclusione Introduzione Questo HOWTO si prefigge di aiutare gli utenti di Linux a configurare il proprio sistema per connettersi ai provider italiani spiegando esclusivamente quel minimo che serve del protocollo TCP/IP, senza

2 2. Il protocollo TCP/IP 2 l approfondimento di documenti quali il Net-2-HOWTO o la Network Administration Guide a cui rimando per chi fosse seriamente interessato all argomento. L ultimo aggiornamento di questo HOWTO è reperibile presso il sito ftp del PLUTO user group < Il documento è diviso in due parti. Una prima parte di introduzione al funzionamento del protocollo TCP/IP nella quale si spiega come configurare correttamente il proprio sistema. Una seconda parte nella quale si parla delle particolarità di ogni provider e delle ulteriori configurazioni che vanno effettuate di quest ultimo. Mentre la prima parte è d obbligo per tutti, della seconda ognuno può leggersi unicamente il preambolo e il paragrafo dedicato al proprio provider. Per quanto riguarda la configurazione della posta, vi suggerisco di rifarvi ad un altro HOWTO scritto in italiano al quale collaboro, il Posta Off Line HOWTO scritto da Mirko Caserta e che sarà presto reperibile sempre presso il sito ftp del PLUTO user group < 2 Il protocollo TCP/IP 2.1 Siti e indirizzi Tutti i siti Internet comunicano attraverso un protocollo comune, il TCP/IP, che in realtà, non è un singolo protocollo ma un insieme di protocolli. Per quel che ci riguarda ci limiteremo ad analizzare i due protocolli caratteristici del TCP/IP e cioè... il TCP e l IP. Ogni computer collegato a Internet (compreso il vostro quando è collegato al provider) è identificato in modo univoco da una quaterna di numeri (tipo ) ognuno dei quali va da 0 a 255 separati tra loro da un punto: questo numero si chiama IP. Quando, a collegamento tra PC e provider avvenuto, si contatta un host tramite il suo nome alfabetico (tipo o sunsite.unc.edu), nella realtà viene richiesto ad una computer sulla rete (che si chiama nameserver) la traduzione del nome alfabetico nel corrispettivo numerico. In questo modo, tutti i pacchetti che transitano per la rete portano con sè solo gli indirizzi numerici del computer di provenienza e di arrivo, permettendo ai computer intermedi attraverso cui i pacchetti viaggiano di smistarli correttamente mediante un meccanismo che non stiamo qui a descrivere dato che non è il luogo. Quello che interessa ora è capire come un computer da casa si collega alla rete tramite rete telefonica. 2.2 Collegamenti seriali Esistono due tipi di protocolli che permettono a due computer dotati di TCP/IP di collegarsi utilizzando un collegamento seriale tipo due modem attraverso una linea telefonica, due modem attraverso una linea ISDN o due computer collegati per mezzo di un cavo dalle due porte seriali. Questi protocolli si chiamano SLIP (Serial Line Internet Protocol) e PPP (Point-to-Point Protocol). Storicamente il PPP è venuto dopo e si pone come un evoluzione dello SLIP, in quanto, oltre a fornire un collegamento come quello di SLIP, comprime automaticamente i dati, può spedire pacchetti di dati di protocolli diversi tra loro (TCP/IP di Unix e IPX/SPX di Novell) oltre a molte altre caratteristiche di scarso interesse a questo punto del documento.

3 2. Il protocollo TCP/IP 3 Il kernel di Linux li supporta tutti e due ed esistono svariati programmi che configurano Linux per questi due collegamenti : i più conosciuti sono PPPD e DIP. 2.3 Cosa serve per collegarsi Per collegarsi è necessario aver compilato il kernel avendo risposto sì ai seguenti punti : Supporto della rete TCP/IP Protocollo SLIP Protocollo PPP I protocolli SLIP o PPP possono essere eventualmente compilati come moduli e caricati solamente quando sono necessari. Qualora non abbiate installato il kerneld per la gestione automatica dei moduli, ricordatevi che i moduli generati non sono solo ppp.o e slip.o, ma sopratutto slhc.o che va caricato prima degli altri due e scaricato dopo! Oltre a ciò, servono i programmi di connessione. I più conosciuti sono pppd per il protocollo PPP e dip per il protocollo SLIP. Questo documento tratta solo la connessione PPP. 2.4 Configurazione generale del PPPD Il pppd (al momento in cui scrivo è in fase di beta testing la versione 2.3) è un programma molto particolare. E un demone, ovvero uno di quei programmi che, una volta lanciati, si mettono in background (per utilizzare una terminologia Win) e funzionano senza che l utente se ne accorga. Il pppd gestisce il traffico di pacchetti TCP/IP, praticamente assolve il ruolo del Distinct o del Trumpet sotto Windows. Le molteplici opzioni, che potete scorrere nel man di pppd, possono essere passate sia attraverso la linea di comando sia raccolte nel file /etc/ppp/options. Le opzioni spiegate in questa prima parte, dato che dipendono unicamente dalla configurazione di Linux e dall hardware del computer, sono da considerarsi universali per i collegamenti via modem a prescindere da qualunque provider e conviene quindi raccoglierle nel file /etc/ppp/options. Le opzioni spiegate nella seconda parte dipendono strettamente dal provider a cui ci si collega e conviene quindi raccoglierle come parametri di comando per il pppd in uno script apposito così da lasciare la libertà di poter accedere a provider diversi. (Per chi non sapesse cos è uno script : è un piccolo programma scritto con i comandi della shell. Praticamente un file.bat, per chi conoscesse solo DOS) Il parametro fondamentale da inserire nel file /etc/ppp/options è: connect /etc/ppp/chat-script Questo parametro dice a PPPD che vogliamo chiamare un punto della rete Internet il quale a sua volta sta aspettando che qualcuno si colleghi, ma che il collegamento PPP sarà disponibile solo dopo aver compiuto una serie di operazioni contenute nello script /etc/ppp/chat-script. Ricordatevi di fare in modo che lo script abbia l autorizzazione ad essere eseguito, ovvero, dopo averlo creato, attivate le flag di eseguibilità con chmod u=rwx /etc/ppp/chat-script

4 2. Il protocollo TCP/IP 4 Nella seconda parte troverete questo script per ogni provider commentato dettagliatamente. L opposto di connect è passive, che dice a pppd di attendere che qualcuno chiami per effettuare una connessione PPP con una certa porta seriale. Ma come si fa a dire a pppd che porta seriale deve utilizzare? Questo è il secondo parametro : la porta di comunicazione. La scelta è da farsi tra i device utilizzabili: /dev/cua0 /dev/cua1 /dev/cua2 per la COM1: per la COM2: per la COM3: e via dicendo oppure, se avere già spiegato a Linux a quale porta è collegato il vostro modem (per esempio tramite il setup della Slackware) : /dev/modem Inoltre bisogna dire a che velocità volete comunicare con la seriale a cui è collegato il modem, generalmente un numero superiore alla velocità di collegamento qualora abbiate un modem che supporta la compressione, esempio : Non tutte le velocità sono però lecite se si usa il PPPD 2.1.1, che è la versione migliore di pppd se si utilizza un kernel della seria 1.2.x. In questo caso, infatti, la porta può funzionare al massimo a baud. Come andare più forte quindi? Semplice (o quasi). Basta dire al kernel di lavorare a velocità maggiori ogni qual volta si presenta Per far ciò si usa il comando setserial (e bene metterlo in /etc/rc.d/rc.local) con la seguente sintassi : setserial /dev/cua1 spd vhi oppure setserial /dev/cua1 spd hi Il parametro spd vhi indica al kernel di lavorare a baud (o a baud se si indica spd hi) anche se l applicazione richiede baud. Dato però che ci sono programmi che comunicano con la seriale senza impostarne la velocità è bene farlo sempre nell /etc/rc.d/rc.local con il comando : stty < /dev/cua1 Dato che nella maggior parte delle volte non si utilizza un collegamento seriale diretto, è ottima cosa dire al PPPD che state utilizzando un modem attraverso due opzioni : modem crtscts Il tipo di pacchetti che deve passare attraverso il collegamento seriale è regolato dal netmasking il cui valore, dato il tipo di classe di domini che vengono rilasciati ai provider in Italia, dovrebbe essere : netmask

5 2. Il protocollo TCP/IP 5 Qualora notiate negli script di collegamento dei programmi per Win valori di netmask diversi, sostituiteli e fatemi sapere. Il PPPD è comunque in grado di dedurre da solo il valore del netmask dal tipo di IP che viene assegnato senza che l utente indichi alcunchè. L ultimo parametro globale è : defaultroute il quale dice a Linux che il collegamento che state effettuando è quello per il resto del mondo : Internet. 2.5 Debug e Kdebug Per analizzare le fasi cruciali del collegamento, qualora qualcosa non funzionasse, il PPPD mette a disposizione due opzioni, debug e kdebug, che mostrano all utente la fase di negoziazione precedente al collegamento definitivo. Tramite l analisi di queste informazioni, per la verità un po criptiche, si può capire se il collegamento non è andato a buon fine per un parametro sbagliato o per una password scorretta. Queste due opzioni non stampano a video il log di quello che si stanno comunicando il PPPD e il provider, ma le indirizza al SYSLOGD che si occupa di visualizzarle o di salvarle su un file in funzione di come è stato configurato. Il SYSLOGD è un demone, come il PPPD (hanno in comune l ultima lettera : che strano!!!), che si occupa di registrare tutti i messaggi di log che gli vengono inviati dal kernel e dai programmi. Il settaggio di questo demone risiede nel file /etc/syslog.conf. Per PPPD bisogna aggiungere a questo file la seguente linea : local2.* /dev/console Per PPPD invece la seguente : daemon.*,kern.* /dev/console Mi raccomando per gli utenti con un syslog precedente alla versione 1.3 : tra * e /dev non ci vogliono spazi ma TAB! Per far accettare nuove opzioni al syslog, esso va killato con l opzione -HUP, anche se a me sembra più sicuro fare reboot ogniqualvolta lo si modifica. Per chi volesse più informazioni su questo potentissimo strumento di Linux può leggersi il man syslog.conf o /usr/doc/sysklogd/readme.linux. In questo modo le informazioni sulla connessione vengono a video. Per vedere le stesse informazioni durante una sessione X Windows basta eseguire il programma xconsole che apre una finestra nella quale reindirizza tutto quello che andrebbe sulla console di testo. Qualora si volesse salvare il contenuto per vederlo successivamente e capire quello che è accaduto, basta sostituire nel file /etc/syslog.conf il file /dev/console con il path di un file dove si vuole finisca il contenuto. Qualora non vi funzioni il collegamento e abbiate intenzione di spedirmi un per chiedermi perchè non funziona, esigo che mi alleghiate all il file di testo (possibilmente compresso) contenete il risultato del syslog in modo che io capisca precisamente cosa è accaduto. Al termine di questo documento è spiegata la procedura precisa per ottenere sicuramente una risposta da me. L opzione debug genera solo informazioni generali, mentre kdebug tira in ballo anche le comunicazioni con il kernel e ammette una sub-opzione che dipende dalla versione del PPPD che specifica quanto approfondite si vogliono le informazioni. Io consiglio : debug kdebug 1

6 2. Il protocollo TCP/IP IP statici e dinamici Ad ogni provider, oltre al proprio, vengono assegnati un numero finito di IP da assegnare a coloro che si collegano. Generalmente la quantità di IP dipende dai modem disponibili al collegamento e quindi a quanti utenti si possono collegare contemporaneamente di modo tale da assegnare ad ogni utente che si collega un IP a caso tra quelli a disposizione non ancora utilizzati. Prima di effettuare il collegamento SLIP, l utente deve essere a conoscenza dell IP che gli è stato assegnato. Con il PPP non è necessario. Infatti il protocollo PPP è stato disegnato in modo tale che, durante la fase di negoziazione, chi chiama possa dedurre quale IP gli sia stato assegnato al computer che sta chiamando inserendo nel file /etc/ppp/options l opzione : noipdefault Qualora il vostro IP sia sempre quello, si ometterà noipdefault e si inseriranno i due IP separati da due punti (:), ovvero il proprio IP e quello del provider al quale ci si collega : <IP proprio>:<ip del provider> Questa opzione, però, è del tutto ridondante in quanto Linux è comunque in grado da solo di dedurre queste informazioni se avete compilato correttamente /etc/hosts ed /etc/resolv.conf come spiegato più avanti. 2.7 I sistemi di autenticazione Il protocollo PPP supporta due diversi tipi di autenticazione, ovvero quei sistemi attraverso cui il provider verifica chi c è dall altra parte della linea : il PAP (Password Authentication Protocol) ed il CHAP (Cryptographic Handshake Authentication Protocol). Le differenze non sono sostanziali, a parte che il CHAP è più sicuro perchè cripta tutte le password che scambia, mentre il più utilizzato sembra essere il PAP. Esiste un terzo sistema, derivato dal CHAP, creato da Microsoft e chiamato MSCHAP80 dagli autori di PPPD. Anch esso non scambia password in chiaro, come CHAP, ma non è compatibile con esso. La ragione della sua esistenza è dovuta alla certificazione di sicurezza C2 richiesta a tutti i fornitori del dipartimento della difesa americana, che richiede, tra le altre cose, la criptazione di tutte le password trasmesse. Microsoft ha così dovuto creare questo nuovo standard per certificare NT quando è nato. Sebbene MSCHAP80 non sia stato accettato come standard a sè stante dalle organizzazioni di standardizzazione che si occupano di Internet, esso può essere causa di malfunzionamenti nel collegamento con macchine NT o 95 malgrado esistano opzioni per disabilitarlo dai pannelli di configurazione dei sistemi operativi Microsoft. PPPD può supportare questa opzione solo se viene modificato opportunamente il Makefile prima di compilarlo. Nelle distribuzioni binarie esso è generalemente disabilitato. Comunque il sistema generato da Microsoft è così stupido che, per accedere al sistema, basta intercettare la password criptata! In funzione del metodo di autenticazione che utilizza il provider, dovrete compilare opportunamente i file /etc/ppp/pap-secrets o /etc/ppp/chap-secrets, due file che ammettono lo stesso formato: client server secret IP-address L ultimo parametro è inutile per chi chiama. Gli altri tre corrispondono, nell ordine a : login nome-del-server-che-risponde password Nel secondo campo consiglio sempre di lasciare un *, dato che non sempre, con i centralini a ricerca automatica, risponde lo stesso server. Gli altri due campi dipendono dal provider, ma spesso sono la login e la

7 3. Configurazione per i diversi provider 7 password assegnati. Fate attenzione a rendere questi due files leggibili solo da coloro che possono e non da tutti! Nella sezione che segue viene spiegato cosa scrivere in questo file in funzione di ogni provider. 3 Configurazione per i diversi provider La configurazione in funzione dei vari provider passa attraverso l aggiornamento di due file e la creazione di uno script di collegamento. Il primo dei due file da aggiornare è /etc/hosts dove vanno aggiunti il proprio IP assegnato, qualora fossimo sicuri che sia sempre quello (tipo Inet), oltre all IP numerico del proprio provider seguito dall indirizzo alfabetico. Il secondo file da aggiornare è /etc/resolv.conf che spiega a Linux come tradurre gli indirizzi alfabetici in indirizzi numerici. Infatti oltre al campo che contiene il dominio di appartenenza del proprio computer (ad esempio : domain vol.it) va inserito anche l indirizzo numerico del nameserver a cui chiedere la conversione (ad esempio : nameserver ). Spesso l indirizzo del nameserver coincide con quello del provider inserito nel file /etc/hosts. Qualora si utilizzi un provider non incluso in questo documento, tentate di indicare il nameserver con la tecnica indicata sopra. Lo script da creare è il sopracitato /etc/ppp/chat-script che istruisce un piccolo programmino (chat) tramite una semplice sintassi aspetta-la-sequenza-di-caratteri manda-la-sequenzadi-caratteri a comporre il numero di telefono e compilare automaticamente quelle richieste che talvolta precedono l accesso al servizio PPP o SLIP. Fate molta attenzione quando scrivete il file /etc/ppp/chat-script : gli argomenti passati a chat devono stare su un unica linea e non devono essere separati da a capo! Ricordatevi che /etc/ppp/chat-script è un file che va eseguito e quindi deve avere l autorizzazione ad essere eseguito. Per essere sicuri, digitate : chmod 777 /etc/ppp/chat-script dopo che lo avete creato. 3.1 Video OnLine Nel file /etc/hosts va inserito il seguente campo vol.it Nel file /etc/resolv.conf vanno inseriti i seguenti campi domain vol.it nameserver Video On Line supporta l IP dinamico e tutti i modem sono in attesa per essere collegati direttamente al servizio PPP con autenticazione PAP con la propria login come campo client e la propria password come secret. Quindi nel file /etc/ppp/pap-secrets dovrete inserire il seguente campo : <propria-login> * <propria-password>

8 3. Configurazione per i diversi provider 8 Lo script di connessione /etc/ppp/chat-script è il seguente : #! /bin/shchat -v -t60 "" "ATDP-numero-di-telefono" "CONNECT" 3.2 Italia On Line Italia On Line supporta Linux in modo molto avanzato. Infatti ha creato un client ad hoc per ovviare un problema di ragione storica. Se prestate attenzione, nei nuovi client di IOL (sia per Win che per Linux), al momento di scegliere il numero di telefono al quale connettersi, c è il modo di segnalare se attivare o meno l autenticazione PAP. Di default questa è disattivata sui primi nodi di Italia On Line (primi nel senso di età : i più vecchi) mentre è attivata su quelli nuovi. Questo perchè la dirigenza inizialmente aveva scelto di utilizzare le stesse chiavi di autenticazione PAP per TUTTI gli utenti in quanto non si fidavano a consegnare nelle mani di Windows NT (il software che utilizzano tutt ora e che è stato causa di gran parte dei problemi) un database PAP di utenti. Così inizialmente tutto funzionava perfettamente inserendo nel file /etc/ppp/pap-secret : marco * marco Stessa login e password per tutti (Marco è il nome del programmatore del client Win di IOL). In questo modo, però, si poteveno connettere tutti a sbafo e senza limitazioni di orario! Così è stato inventato un sistema per cui, oltre al PAP, chi si connette viene controllato dal server al quale si è connessi il quale verifica che sui computer connessi giri il client di IOL e accerta i dati che sono stati inseriti nel client al momento della connessione. Qualora il client non stia girando o i dati non corrispondano a quelli sottoscritti come abbonamento, dopo 5 minuti la linea viene buttata giù. Così per gli utenti Linux, per i quali per un certo tempo non è esistito un client, non c era niente da fare, anche se avevano pagato l abbonamento. Ora invece esiste un client che funziona molto bene ed evita agli utenti di smazzarsi con la configurazione di Linux. Scorrendo la man page allegata al client, si legge che basta copiarlo in qualche directory (tipo /usr/local/bin), aggiungere al programma /etc/ppp/ip-up la linea : [ -p /tmp/iol.pipe ] && echo connect > /tmp/iol.pipe al file /etc/hosts le seguenti righe : domain iol.it nameserver nameserver e il client fa tutto da solo come quello per Win, compreso compilare correttamente anche /etc/ppp/pap-secrets. Se però utilizzate già un provider prima di IOL, fatevi una copia di /etc/ppp/pap-secrets perchè il client di IOL lo va a sovrascrivere! 3.3 Micronet Micronet non supporta nessun sistema di autenticazione in quanto prima di accedere alla connessione PPP bisogna aver inserito login e password. Nel file /etc/hosts va inserito il seguente campo : micronet.it

9 3. Configurazione per i diversi provider 9 Nel file /etc/resolv.conf vanno inseriti i seguenti campi : domain micronet.it nameserver Lo script di connessione /etc/ppp/chat-script è il seguente : #! /bin/shchat -v -t60 "" "ATDP-numero-di-telefono" "CONNECT" "" "rname:" "proprio-user-name" "sword:" "propria-password" "net.it>" "ppp" Attenzione! A collegamento avvenuto, qualora abbiate attive le opzioni di debug, noterete che sistematicamente appaiono due informazioni riguardanti l LCP. Noterete che sono una recv REQ, una richiesta da parte del server, seguita da una send REP. Non ho ancora capito se è a causa di qualche settaggio che va aggiunto o se è una procedura normale. Ho comunque verificato di persona che il collegamento non presenta nessun problema, anche per ore di seguito. 3.4 Inet Inet assegna un IP ad ogni utente, quindi non bisogna mettere l opzione noipdefault nel file /etc/ppp/options. Non supporta sistemi di autenticazione in quanto prima di accedere alla connessione PPP si deve passare attraverso due login. Nel file /etc/hosts vanno inseriti i seguenti campi : inet.it <proprio_ip> <nome_propria_macchina>.inet.it <nome_propria_macchina> Nel file /etc/resolv.conf vanno inseriti i seguenti campi : domain inet.it nameserver Lo script di connessione /etc/ppp/chat-script è il seguente : #! /bin/shchat -v -t60 "" "ATDP-numero-di-telefono" "CONNECT" "" "rname:" "proprio-user-name" "sword:" "prima-password" "net.it>" "ppp" "tname:" "proprio-user-name" "sword" "seconda-password" "system" 3.5 Nettuno Nettuno assegna un IP ad ogni utente, quindi non bisogna mettere l opzione noipdefault nel file /etc/ppp/options. Non supporta sistemi di autenticazione in quanto prima di accedere alla connessione PPP si deve passare attraverso un login. Nel file /etc/hosts vanno inseriti i seguenti campi : <proprio IP> <nome propria macchina>.mo.nettuno.it <nome propria macchina> Nel file /etc/resolv.conf vanno inseriti i seguenti campi

10 4. Informazioni addizionali 10 domain mo.nettuno.it nameserver nameserver Lo script di connessione /etc/ppp/chat-script è il seguente : #! /bin/shchat -v -t60 "" "ATDP-numero-di-telefono" "CONNECT" "" "rname:" "proprio-user-name" "ssword" "propria-password" ">" "ppp" "ostname" "proprio-ip" "word" "password-per-ppp" 3.6 Energy Nel file /etc/resolv.conf vanno inseriti i seguenti campi : domain energy.it nameserver Lo script di connessione /etc/ppp/chat-script è il seguente : #! /bin/shchat -v -t60 "" "ATDP-numero-di-telefono" "CONNECT" 3.7 FlashNET Nel file /etc/resolv.conf vanno inseriti i seguenti campi : domain DOMAIN nameserver IP.IP.IP.IP Dove al posto di DOMAIN e IP.IP.IP.IP vanno inseriti il domain ed l IP del server a cui vi connettete in funzione del nodo. Questi dati ve li dovete far dare dal vostro provider. Lo script di connessione /etc/ppp/chat-script è il seguente : #! /bin/shchat -v -t60 "" "ATX3M0DTnumero" "ogin:" "propria-login" "sword:" "propria-password" "ain (? help) :" "i" FlashNET non supporta alcun metodo di autenticazione in quanto chiede di fare login prima di mettere a disposizione il collegamento PPP. 4 Informazioni addizionali 4.1 Se funziona? Se il collegamente sembra funzionare, conviene testarlo nel seguente modo. Per primo digitate ifconfig che dovrebbe stampare : lo Link encap Local Loopback inet addr Bcast Mask UP LOOPBACK RUNNING MTU 2000 Metric 1 RX packets 0 errors 0 dropped 0 overrun 0

11 4. Informazioni addizionali 11 ppp0 TX packets 0 errors 0 dropped 0 overrun 0 Link encap Point-to-Point Protocol inet addr P-t-P Mask UP POINTOPOINT RUNNING MTU 1500 Metric 1 RX packets 33 errors 0 dropped 0 overrun 0 TX packets 42 errors 0 dropped 0 overrun 0 Questa è una lista dei collegamenti effettuati. Il lo è il collegamento con se stessi, il ppp0 è quello con il proprio provider. Gli IP rappresentati sono quello del vostro provider e quello che il vostro provider vi ha assegnato. Ora provate con ping z.z.z.z dove z.z.z.z è l IP del vostro provider. Se il collegamento è andato a buon fine, vedrete apparire qualcosa di simile : waddington:~$ ping PING ( ): 56 data bytes 64 bytes from : icmp_seq=0 ttl=255 time=268 ms 64 bytes from : icmp_seq=1 ttl=255 time=247 ms 64 bytes from : icmp_seq=2 ttl=255 time=266 ms ^C ping statistics packets transmitted, 3 packets received, 0% packet loss round-trip min/avg/max = 247/260/268 ms ovvero una lista di pacchetti di 64 byte mandati solo per testare la qualità del collegamento e vedere i tempi di risposta. Si interrompe con Control-C. Ora provate con ping sunsite.unc.edu, ovvero testate i tempi di risposta del sito sunsite.unc.edu. Non impressionatevi se l ordine di grandezza dei tempi di risposta è una o due volte più grande di quella tra voi ed il vostro server : il pacchetto che mandate arriva in America e poi torna indietro. Se non ottenete risposta, il problema può avere due cause : o non avete spiegato che per raggiungere un qualsiasi sito dovete passare per il vostro service provider, ovvero vi siete scordati l opzione defaultroute, oppure non avete inserito l indirizzo corretto del nameserver nel file /etc/resolv.conf. Per avere un indicazione sull efficienza del collegamento, il comando pppstats vi da informazioni circa il numero di pacchetti che stanno transitando attraverso la linea seriale e quante correzioni vengono effettuate. 4.2 Se non funziona? Se il comando ifconfig non vi tabula il collegamento ppp0 il problema può risidere in varie cause. Intanto dovete assicurarvi che esista una file ip-up nel vostro path e che esso sia eseguibile, anche se completamente è vuoto, pppd tenta di eseguirlo appena ottenuto il collegamento e non trovandolo spesso il collegamento si interrompe. 4.3 Se continua a non funzionare? Se non riuscite a risolvere i problemi di connessione da soli, contattatemi mandandomi un nel cui subject sia compresa la parola PIHOWTO maiuscola, spiegandomi dettagliatamente i vostri problemi e allegando un file.tgz o.zip contenente : Il file /etc/ppp/options Il file /etc/hosts

12 4. Informazioni addizionali 12 Il file /etc/resolv.conf Il file dove registrate il risultato del syslog Il file /etc/ppp/pap-secrets, ma solo se vi fidate! La parola PIHOWTO serve per indirizzare la vostra posta in una apposito folder contenente mail importanti alle quali io risponderò sicuramente, anche se non posso garantire in che tempi. Ricordate che mail che non seguiranno questa specifica o che non avranno allegato i file richiesti (il risultato del syslog è indispensabile!!!!), saranno quasi certamente CESTINATI senza nessun reply! 4.4 Contributi Si ringrazia per la preziosa collaborazione : Riccardo Castello Mirko Caserta Paolo Dell Aquila Marco Markino Sacchi e tutti i provider che hanno collaborato. 4.5 Conclusione Mi scuso per aver fatto attendere per questo ulteriore aggiornamento, specialmente con lo staff di Italia On Line del quale mi sono prima lamentato senza aver poi tempestivamente modificato il mio documento quando IOL ha rilasciato il client per Linux, ma mi ero ripromesso di pubblicarlo solo quando avessi settato correttamente un sistema di posta degno di questo nome in modo da avere la posta divisa per argomento nei vari folder. Mi scuso anche per coloro ai quali non ho risposto prima dell estate per casini di posta con Eudora quando ancora giravo con Win, rassicurandoli che ora risponderò loro certamente se seguiranno le indicazioni elencate sopra. Mi scuso anche con coloro che mi avevano spedito informazioni circa altri provider che io ho perso sempre nel marasma di Eudora, invitandoli a rispedirmele per aggiornare ulteriormente questo HOWTO. Con la presente, esorto chiunque mi possa dare un mano a farlo, il mio indirizzo è : Aspetto informazioni sugli altri provider italiani per aggiornare il documento, dati di ogni genere come script di connessione per il Trumpet o per il Distinct assieme al file socket.ini che riporta l indirizzo del nameserver (mi raccomando il nameserver!). Aspetto anche conferme che le istruzioni che ho dato sono corrette, specialmente quello di Video OnLine che ultimamente, avendo cambiato gestione, potrebbe aver cambiato anche settaggi. Non ho provato fisicamente tutti i provider. Presumo di aver scritto anche qualche imprecisione, spero che siate clementi nel correggermi. Attendo anche eventuali domande di chiarimento in seguito alle quali migliorerò l HOWTO nelle sue parti più oscure e grazie alle quali amplierò la parte riguarda la diagnostica. Grazie in anticipo a tutti per la collaborazione!!! Alberto Menegazzi

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