Fanghi di escavazione Problema ancora senza soluzione?

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1 Fanghi di escavazione Problema ancora senza soluzione?

2 Ordinarie operazioni di ricavatura di un corso d acqua

3 Il problema fanghi in Toscana Per evidenziare l estensione del problema a livello regionale è stato stimato che: 1' sono i metri cubi medi annui stimati di materiale derivante dalle operazioni di ricavatura su un totale di circa Km di corsi d'acqua in manutenzione che hanno bisogno di periodica attività di ricavatura sul territorio di competenza dei Consorzi di bonifica toscani. Considerando un peso specifico pari a 2 t/mc (valore corrispondente a materiale idrato), tale volume corrisponde a t (in caso di materiale essiccato la stima scende a t). per lo smaltimento a discarica con codice CER si ha un costo stimato per i soli oneri di discarica, di circa 90 per tonnellata, mentre con codice CER si ha un costo di 70 per tonnellata. - il solo costo di smaltimento a discarica è quindi dell ordine del centinaio di milioni di euro/anno, il doppio della contribuenza totale emessa dai consorzi toscani.

4 Il percorso legislativo regionale e nazionale (1) Nel 2007 la Regione Toscana, su impulso di Urbat, ha approvato un progetto per uno studio sulla caratterizzazione dei fanghi di escavazione, gli effetti del loro spandimento sul terreno e la produzione di linee guida operative per le operazioni di sfangamento. Nel gennaio 2008, a studio appena partito, D.Lgs. 4 del 16/01/2008 aveva portato un positivo, ma non risolutivo cambiamento nella normativa: «D.lgs 152/ Art Limiti al campo di applicazione 1. Non rientrano nel campo di applicazione della parte quarta del presente decreto: a-b) omissis; c) i materiali vegetali, le terre e il pietrame, non contaminati in misura superiore ai limiti stabiliti dalle norme vigenti, provenienti dalle attività di manutenzione di alvei di scolo ed irrigui.

5 Il percorso legislativo regionale e nazionale (2) Nel 2010, quando lo studio è ormai in fase di chiusura, viene emanato il IV Decreto Correttivo al D.lgs 152/2006 che modifica ancora l art Fatti salvi gli obblighi derivanti dalle normative comunitarie specifiche, sono esclusi dall'ambito di applicazione della Parte Quarta del presente decreto i sedimenti spostati all'interno di acque superficiali ai fini della gestione delle acque e dei corsi d'acqua o della prevenzione di inondazioni o della riduzione degli effetti di inondazioni o siccità o ripristino dei suoli se è provato che i sedimenti non sono pericolosi ai sensi della decisione 2000/532/CE della Commissione del 3 maggio 2000, e successive modificazioni.

6 Il percorso legislativo regionale e nazionale (3) La proposta di Linee Guida Urbat i risultati dello studio Urbat- IGG CNR Sulla base di tali risultati e della citata modifica dell art. 185 che esclude dal campo di applicazione della normativa sui rifiuti i fanghi qualora NON PERICOLOSI, Urbat ha proposto alla Regione Toscana una metodologia volta ad escludere la pericolosità dei fanghi e a permetterne una gestione agile in perfetta sicurezza. Stabilire la pericolosità di un materiale senza conoscere i composti utilizzati è complesso. Sicuramente se il fango rispetta i limiti analitici della colonna B dell allegato 5 della parte IV del D.lgs n 152/2006 cioè i valori di riferimento più elevati (siti ad uso commerciale ed industriale) per le terre e rocce da scavo è non pericoloso viceversa, se li supera, non è detto che lo sia. La proposta di linee guida inviata alla Regione individua una tabella analitica di riferimento che definisce i parametri ritenuti più significativi, in modo da uniformare le indagini analitiche e circoscrivere i parametri e gli elementi contaminanti che i Consorzi devono preliminarmente ricercare tra quelli più comuni e/o più significativi.

7 Il percorso legislativo regionale e nazionale (3) La proposta di Linee Guida Urbat i risultati dello studio Urbat- IGG CNR La proposta di linee guida trasmessa alla Regione Toscana è quindi di: definire una tabella per i limiti delle caratteristiche chimico fisiche dei sedimenti permettendo così di individuare per i materiali di ricavatura degli alvei quali siano i limiti di contaminazione per la definizione di pericoloso da assumersi nell applicazione dell art. 185 del D.Lgs 152/2006 (esclusione dalla normativa sui rifiuti); definire un protocollo operativo e gestionale basato su una programmazione annuale di interventi, previa esecuzione di campionamenti.

8 Tabella proposta da Urbat

9 Il percorso legislativo regionale e nazionale (4) La regione Toscana non ha inteso fare propria la proposta di linee guida ma ha pensato di intervenire modificando la propria legge sui rifiuti LRT n 25/2008 introducendo l art. 20 octies con la LRT n 41 del 5 agosto 2011, n. 41. «Ai fini dell applicazione dell articolo 185, comma 3, del d.lgs. 152/2006, per acque superficiali si intende l area occupata dal medesimo corpo idrico superficiale così come definito dall articolo 54 comma 1, lettere l) ed n), del medesimo d.lgs. 152/2006, nel limite delle fasce di pertinenza fino ad un massimo di dieci metri dal ciglio di sponda o dal piede esterno dell argine ove esistente.» La Corte costituzionale con sentenza 159 del 27 giugno 2012 ha poi dichiarato l'illegittimità della norma

10 Il percorso legislativo regionale e nazionale (5) Il recente DM 161/2012 Regolamento recante la disciplina dell utilizzazione delle terre e rocce da scavo è applicabile anche ai materiali estratti da alvei e corpi idrici che sono assimilati ai materiali da scavo come previsto dall art. 1 lettera b. Il problema è che con l applicazione del DM si torna nuovamente alla disciplina integrale delle terre e rocce da scavo con le Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC), di cui alle colonne A e B Tabella 1 allegato 5, al Titolo V parte IV del D.Lgs n 152 del 2006 e s.m.i., con riferimento alla specifica destinazione d'uso urbanistica, o ai valori di fondo naturali.

11 Il nuovo regolamento sull utilizzazione delle terre e rocce da scavo i fanghi sono sempre rifiuti?

12 Il nuovo regolamento sull utilizzazione delle terre e rocce da scavo i fanghi sono contaminati?

13 In sintesi Il nuovo regolamento è sostanzialmente peggiorativo, in quanto mantiene i fanghi nell ambito della normativa sulle terre e rocce da scavo, introducendo nuovi obblighi e appesantimenti procedurali (piano di utilizzo, inter autorizzativo che coinvolge Comune, Provincia, Agenzia Regionale per la Protezione dell Ambiente)

14 Nel frattempo Comunicazione attraverso i media locali I Consorzi toscani continuano a vivere una situazione di enorme difficoltà: i canali si interrano; i pochi interventi che vengono eseguiti in un ottica emergenziale comportano spese ingentissime. Interventi puntuali con smaltimento a discarica dei fanghi

15 Che fare? La strada della regolamentazione regionale si è rivelata del tutto inefficace. Urbat chiede ad ANBI di promuovere tutte le azioni necessarie per arrivare all approvazione di nuove norme nazionali specificatamente studiate per i fanghi di escavazione, norme che tengano quindi conto della particolarità della materia al fine di superare la forzosa e fuorviante assimilazione alle terre e rocce da scavo. Urbat chiede inoltre ad ANBI di farsi promotrice di un momento di confronto tra Unioni Regionali per approfondire differenze di approccio e buone pratiche da condividere sul tema

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