Prof. Maria Nicola GADALETA DISPENSA N. 16

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Prof. Maria Nicola GADALETA DISPENSA N. 16"

Transcript

1 Prof. Maria Nicola GADALETA Facoltà di Scienze Biotecnologiche Corso di Laurea in Biotecnologie Sanitarie e Farmaceutiche Biochimica e Tecnologie Biochimiche DISPENSA N. 16 ENZIMI IV: Inibizione reversibile: competitiva, incompetitiva, non competitiva. Inibizione irreversibile: uso di inibitori irreversibili per la rivelazione dei siti attivi degli d Enzimi

2 Inibizione enzimatica Una sostanza che diminuisce la velocità di una reazione biochimica è detta inibitore.

3 L Inibizione può essere: Reversibile: attività catalitica ripristinata dopo la rimozione dell inibitore(i) 1. competitiva 2. incompetitiva 3. mista o non competitiva e non competitiva pura I + E EI analisi cinetica di I possibile mediante Michaelis e Menten I + ES ESI Irreversibile: 1. inattivazione

4 1. Inibizione reversibile di tipo competitivo α = 1 + [I] K I Caratteristiche: 1. L inibitore ha struttura simile al substrato e compete con esso per il sito attivo dell E. 2. Viene sempre rimossa da un aumento di [S]. A una [S] abbastanza elevata si raggiunge la stessa Vmax che si ha in assenza dell Inibitore. 3. Aumento di Km apparente = Km aumenta di un fattore pari ad α = apparente diminuzione dell affinità E S 4. Vmax invariata = efficienza catalitica invariata (non cambia il n di turnover dell E) Esempio di farmaci che agiscono da inibitori competitivi: statine, sulfamidici, metotrexato, AZT.

5 Gli inibitori competitivi sono inibitori reversibili che si legano al sito attivo, alterando la Km ma non la Vmax. da: P.C Champe

6 Farmaci come inibitori competitivi: 1)statine Statine: analoghi strutturali di S. Agenti antiiperlipidemici, inibiscono la tappa di controllo (committed step) della sintesi del colesterolo rallentandone la sintesi e quindi riducendone il livello plasmatico. HMG CoA = idrossimetilglutarilcoa da: P.C Champe

7 2)AZT L AZT agisce da inibitore competitivo del dttp nella sintesi del DNA: viene inserito nella catena di nuovo DNA ma la interrompe non avendo l OH disponibile per l aggancio del nuovo trifosfato. La trascrittasi inversa del virus è molto più affine all AZT delle DNA polimerasi cellulari per cui viene preferenzialmente bloccata la replicazione virale. La somministrazione di AZT può,però, avere effetti collaterali.

8 (sintesi dell acido folico nei batteri, importante per riproduzione e accrescimento) 3) Sulfamidici: con essi iniziò la moderna chemioterapia. Innocui per l uomo che assumono acido folico dall esterno. (sintesi dell acido folico) Ac. 4 aminon 10 metilfolico 1000 volte più affine di S. Blocca divisione cellule leucemiche da: Ritter

9 L inibizione competitiva può essere sfruttata anche per curare per es. soggetti che abbiano ingerito metanolo, solvente industriale e componente delle miscele anticongelanti, o glicoletilenico, anticongelante dei radiatori delle automobili. La loro tossicità è dovuta alla tossicità dei loro prodotti di ossidazione, aldeidi e acidi organici (formaldeide). Nel metabolismo di questi solventi alcolici è coinvolta l alcooldeidrogenasi. L etanolo compete efficacemente con il metanolo o con il glicoletilenico come substrato dell enzima alcooldeidrogenasi, evitando la trasformazione di questi composti in metaboliti tossici.

10 Gli studi sugli inibitori competitivi hanno dato anche informazioni sulla conformazione del sito attivo degli enzimi (vedi es.succinico deidrogenasi) Glutarato,malonato e ossalacetato hanno 2 cariche negative alle estremità della molecola come il substrato: ciò ha suggerito l esistenza di due cariche positive,opportunamente distanziate, all interno del sito attivo dell enzima succinico deidrogenasi

11 2. Inibizione incompetitiva L inibitore non si combina con l enzima libero e non influenza la reazione E + S ES. Il sito per I compare solo dopo la formazione del complesso ES formando un complesso inattivo ESI E + S ES E + P ES + I ESI α = 1 + [I] K 1 Caratteristiche: 1. L inibitore distorce il sito attivo dell enzima inattivandolo. 2. Un aumento di [S] non rimuove gli effetti dell inibitore. 3. Aumenta all aumentare di S. 4. Diminuiscono Km e Vmax entrambe di un fattore α. 5. È rara nelle reazioni a un S ma comune in quella a due S.

12 3. Inibizione mista o non competitiva α = 1 + [I] K 1 α = 1 + [I] K 1 Caratteristiche: 1. L inibitore non è correlato a S dal punto di vista della struttura. 2. L inibitore si combina con l E in un punto diverso dal sito attivo; si può legare a E o a ES 3. Non è rimossa da un aumento di [S]. 4. La Vmax risulta diminuita di un fattore α = efficienza catalitica diminuita = diminuzione costante e apparente di [Et]. 5. La Km può aumentare o diminuire dipende da α o α 6. Quando α = α Km non varia e si parla di inibizione non competitiva pura.

13 da: P.C Champe

14 Esempi di inibizione non competitiva In generale, agiscono da inibitori non competitivi i reagenti che possono combinarsi reversibilmente con qualche gruppo funzionale dell E, essenziale per la catalisi. Ioni di metalli pesanti come il Pb 2+ e Hg 2+, comunemente presenti nell ambiente, inibiscono reversibilmente alcuni enzimi che possiedono gruppi SH: per es. Pb sulla ferrochetalasi, enzima importante per la biosintesi dell EME che contiene un gruppo SH.

15 I reagenti che si usano negli studi in vitro, se non sono estremamente puri, possono contenere, in tracce, ioni di metalli pesanti sotto forma di impurezze. Per prevenire la loro azione inbitoria sull attività degli enzimi,si aggiungono alla miscela di incubazione chelanti come l EDTA. I chelanti però possono danneggiare enzimi che richiedono metalli come cofattori (per es. Mg2+ e Ca2+ ):in questo caso il metallo che serve da cofattore viene aggiunto all miscela di incubazione in modo che risulti in eccesso rispetto all EDTA(EtilenDiaminaTetraAcetato)

16 EDTA

17 Inibizione non competitiva pura: quando α è uguale ad α ; viene alterata solo la Vmax mentre Km non viene alterata da: P.C Champe

18 da: Vote & Voet da: Nelson & Cox (IV ed.)

19 INIBIZIONE IRREVERSIBILE 1. E detta anche INATTIVAZIONE e consiste in una modificazione permanente dell E. Il complesso EI non può più dissociarsi dopo la sua formazione. 2. Corrisponde ad una diminuzione costante di [E] 3. Può essere causata da: a) ioni metallici o molecole che si legano covalentemente a E b) agenti fisici, come radiazioni e calore 4. Si instaura lentamente per cui è incompleta all inizio, ma aumenta continuamente nel tempo, in seguito alla modificazione di una frazione sempre crescente di E. 5. Agiscono in questo modo gli alogeni, l H 2 O 2, l alcool, l etere, le formaline e in genere tutti gli antisettici, gli agenti alchilanti come l acido iodoacetico, la iodoacetamide e gli agenti fosforilanti: DIFP. 6. Una classe speciale di inibitori irreversibili sono gli inibitori suicidi.

20 Va ricordato che i gruppi funzionali degli E, necessari per l attività catalitica,sono normalmente i gruppi chimici più accessibili dall esterno,dovendo venire a contatto con il substrato

21

22 L aspirina come inibitore irreversibile delle cicloossigenasi salicilico L acido acetilsalicilico (aspirina,) antinfiammatorio, modifica covalentemente e inibisce in maniera irreversibile la cicloossigenasi I (COX I, costitutiva, presente nelle piastrine, nello stomaco e nel rene) e la COX II, inducibile, responsabili della sintesi di prostaglandine infiammatorie. L aspirina acetila le COX sulla Ser 530 bloccando l accesso dell arachidonato al sito attivo dell enzima, mentre i farmaci non steroidei (NSAID, non steroid anti inflammatory drugs) come l indometacina inibiscono le COX bloccando reversibilmente il canale dell enzima per l arachidonato. Poiché il blocco delle COX blocca anche la sintesi del trombossano A 2, un potente vasocostrittore e un agonista che stimola l aggregazione piastrinica, l aspirina è usata nella profilassi degli eventi trombotici che possono portare all attacco di cuore e all infarto. Essa riduce il rischio di reinfarto del 15%. L aspirina è somministrata anche nell infarto acuto del miocardio per inibire la partecipazione delle piastrine allo sviluppo del trombo nell arteria coronarica.

23 Inibitori irreversibili (inattivatori) e identificazione di residui di AA essenziali per la catalisi. Molti gruppi funzionali essenziali per la catalisi sono stati identificati grazie al fatto che essi sono i gruppi più accessibili dall esterno,dovendo venire a contatto con il substrato :essi,di conseguenza,sono anche i primi a venire a contatto con sostanze chimiche che li modificano in maniera irreversibile: la proteina modificata viene quindi idrolizzata a peptidi e, attraverso la cromatografia, si identifica l AA che ha reagito.

24 1)Azione agente alchilante: es. acido iodoacetico R-H + I-CH 2 -COOH HI + R-CH 2 -COOH es. RNasi: a ph 5.5 alchilazione ----> perdita dell attività catalitica AlchilazioneIstidina forme inattive di RNasi nell anello imidazolico AlchilazioneIstidina 12 Solo questi AA sono alchilati si è concluso che solo questi AA sono coinvolti nell atttività catalitica della RNasi Con l acido iodoacetico reagisce anche l SH della cisteina

25 2) Azione agente fosforilante : diisopropilfosfofluoroidrato DIPF = composto organofosforico tossico: analogo dello stato di transizione dei serin-enzimi (tripsina, chimotripsina, elastasi, fosfoglucomutasi e acetilcolinaesterasi). DIPF reagisce con la serina attiva dell E formando un derivato fosforilato inattivo. Il Pi tetraedrico somiglia allo stato di transizione tetraedrico di molti E idrolitici. La Ser 195 della chimotripsina è stata individuata attraverso questo inibitore.

26

27 L acetilcolinaesterasi idrolizza l acetilcolina,un neurotrasmettitore, in acetato e colina. Con DIPF si ha un blocco dell E che porta a una costante stimolazione neuronale. gas nervini: neurotossine Acetilcolina impulso nervoso acetilcolinaesterasi

28 Inibitori suicidi Gli inibitori suicidi sono molto specifici (spesso specifici per un solo enzima). Son poco reattivi da soli, diventano attivi solo dopo aver occupato il sito attivo di un E e aver formato il complesso ES. Sono detti anche: inattivatori basati sul meccanismo; agiscono da cavalli di Troia per l enzima (che li riconosce come propri Substrati) Questi inibitori hanno permesso il disegno razionale dei farmaci: farmaci basati sul meccanismo, molto efficaci e privi di effetti collaterali.

29 Penicillina = molecola naturale che agisce come un inibitore suicida. Inibisce la glicopeptide transpeptidasi,un enzima coinvolto nella sintesi della parete cellulare batterica.

30 Normalmente la glicopeptide-transpeptidasi batterica scinde il legame peptidico tra 2 residui di D-alanina. La penicillina nel suo anello beta-lattamico contiene un legame peptidico stirato che assomiglia allo stato di transizione della normale reazione di scissione,per cui la penicillina si lega molto saldamente nel sito attivo dell enzima. Appena l enzima batterico tenta di rompere questo legame peptidico della penicillina,quest ultima si lega covalentemente alla Serina del sito attivo dell enzima,inattivando così l enzima stesso.

31 TPCK (tosil-l-fenilalaninaclorometilchetone) : un inibitore suicida sintetizzato in laboratorio. Analogo dello stato di transizione del substrato naturale della chimotripsina: gruppo di posizionamento sul sito di legame del sito attivo dell E: simile legame sensibile -CO-CH 2 -Cl (agente alchilante) invece di -CO-NH Legame di TPCK al sito attivo: alchilazione di His 57 invece di idrolisi di S

32 Analoghi dello stato di transizione sintetici: sono costruiti per inattivare gli enzimi e per identificare i gruppi coinvolti nella catalisi (marcatura per affinità) L essenza della catalisi sta nel legame selettivo dello stato di transizione: chimotripsina: O - del C carbonilico nello stato tetraedrico.gli stati di transizione dei S tuttavia non possono essere isolati perché instabili.invece si possono sintetizzare, in laboratorio, molecole simili allo stato di transizione del substrato che per definizione devono legarsi all enzima più fortemente di S. Sono stati utilizzati per dimostrare che gli E sono più affini allo stato di transizione di S che a S o come farmaci. Pauling anni 40 previde la progettazione razionale di farmaci: sintesi di analoghi dello stato di transizione dei substrati che si legano più fortemente dei S agli E e inibiscono la reazione.

33 Gli analoghi dello stato di transizione sintetizzati in laboratorio: a) Sono modelli che forniscono informazioni sui meccanismi catalitici b) possono servire come inibitori potenti e specifici degli enzimi c) possono essere utilizzati come immunogeni per produrre un ampia gamma di nuovi catalizzatori: abzimi (antibody enzyme) usando come antigeni gli analoghi dello stato di transizione di S. Un anticorpo che si lega a un analogo dello stato di transizione di S dovrebbe poter catalizzare la reazione S P (Gemks 1969). Sono stati sintetizzati anticorpi monoclonali contenenti analoghi dello stato di transizione di esteri o di carbonati i quali hanno dimostrato una efficienza catalitica di 10 7 volte.

34 Gli studi sugli inibitori hanno dato le seguenti informazioni: - sequenza delle reazioni metaboliche - meccanismo e intermedi di catalisi - specificità degli E per S - natura dei gruppi funzionali del sito attivo - partecipazione di certi gruppi funzionali al mantenimento della conformazione attiva dell E Importanza in vivo dell inibizione: l inibizione di certi enzimi da parte di metaboliti specifici costituisce un elemento importante nella regolazione del metabolismo intermedio. Inibitori come farmaci: almeno la metà dei 10 farmaci più prescritti negli USA agiscono come inibitori enzimatici: statine,azt, aspirina,penicilline, ACE inibitori, ecc.

35 FINE

36

37

38 Il Captoril è un farmaco che inibisce l enzima di conversione dell angiotensina (ACE). Dopo 5 giorni di trattamento la pressione sanguigna ritorna a livelli normali.

Prof. Maria Nicola GADALETA DISPENSA N. 16

Prof. Maria Nicola GADALETA DISPENSA N. 16 Prof. Maria Nicola GADALETA E-mail: m.n.gadaleta@biologia.uniba.it Facoltà di Scienze Biotecnologiche Corso di Laurea in Biotecnologie Sanitarie e Farmaceutiche Biochimica e Tecnologie Biochimiche DISPENSA

Dettagli

Cinetica enzimatica Inibitori enzimatici

Cinetica enzimatica Inibitori enzimatici Cinetica enzimatica Inibitori enzimatici CINETICA ENZIMATICA Determinazione della velocità della reazione e di come questa cambia in risposta a modificazioni dei parametri sperimentali E il metodo più

Dettagli

Le PROTEINE sono i biopolimeri maggiormente presenti all interno delle cellule, dal momento che costituiscono dal 40 al 70% del peso a secco.

Le PROTEINE sono i biopolimeri maggiormente presenti all interno delle cellule, dal momento che costituiscono dal 40 al 70% del peso a secco. Le PROTEINE sono i biopolimeri maggiormente presenti all interno delle cellule, dal momento che costituiscono dal 40 al 70% del peso a secco. Svolgono funzioni biologiche di fondamentale importanza e possono

Dettagli

Farmaci del sistema nervoso autonomo

Farmaci del sistema nervoso autonomo Farmaci del sistema nervoso autonomo Farmaci colinergici Esercitano i loro effetti farmacologici sul sistema nervoso parasimpatico che utilizza Acetilcolina come mediatore chimico L acetilcolina (Ach)

Dettagli

BIOLOGIA GENERALE 22-24 ottobre 2007

BIOLOGIA GENERALE 22-24 ottobre 2007 Biologia generale Massolo Alessandro massolo@unifi.it; Tel. 347-9403330 BIOLOGIA GENERALE 22-24 ottobre 2007 Facoltà di Psicologia Tecniche di Psicologia Generale e Sperimentale Alessandro Massolo Dip.

Dettagli

Attivitá e cinetica enzimatica

Attivitá e cinetica enzimatica Attivitá e cinetica enzimatica PAS : Classe di insegnamento A60 Biologia e scienze A.A. 2013/2014 09/05/2014 Cinetica Enzimatica La cinetica enzimatica è misurata come velocità di conversione del substrato

Dettagli

Biosintesi non ribosomiale di metaboliti peptidici bioattivi

Biosintesi non ribosomiale di metaboliti peptidici bioattivi Biosintesi non ribosomiale di metaboliti peptidici bioattivi Principali bersagli degli antibiotici Gli antibiotici derivano per la maggior parte da composti naturali Strutture di alcuni peptidi bioattivi

Dettagli

IL MODELLO DI MICHAELIS E MENTEN PER LA CINETICA ENZIMATICA.

IL MODELLO DI MICHAELIS E MENTEN PER LA CINETICA ENZIMATICA. CORSO DI CHIMICA E PROPEDEUTICA BIOCHIMICA FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA. IL MODELLO DI MICHAELIS E MENTEN PER LA CINETICA ENZIMATICA. Un enzima è una proteina capace di catalizzare una specifica reazione

Dettagli

Regolazione del metabolismo del glucosio

Regolazione del metabolismo del glucosio Regolazione del metabolismo del glucosio Regolazione coordinata di glicolisi e gluconeogenesi Glicolisi e gluconeogenesi sono regolate in modo reciproco La regolazione è a livello dei punti di deviazione

Dettagli

- CINETICA ENZIMATICA

- CINETICA ENZIMATICA - CINETICA ENZIMATICA ENZIMI: - CATALIZZATORI aumenta la V di una reazione chimica senza subire trasformazioni durante l intero processo - PROTEINE gli enzimi sono proteine di struttura 3 o talora 4 -

Dettagli

Corso di Laurea in Farmacia Insegnamento di BIOCHIMICA. Angela Chambery Lezione 17

Corso di Laurea in Farmacia Insegnamento di BIOCHIMICA. Angela Chambery Lezione 17 Corso di Laurea in Farmacia Insegnamento di BIOCHIMICA Angela Chambery Lezione 17 Enzimi Concetti chiave: Gli enzimi si differenziano dai catalizzatori chimici di uso comune per velocità, condizioni, specificità

Dettagli

SINTESI DELL RNA. Replicazione. Trascrizione. Traduzione

SINTESI DELL RNA. Replicazione. Trascrizione. Traduzione SINTESI DELL RNA Replicazione Trascrizione Traduzione L RNA ha origine da informazioni contenute nel DNA La TRASCRIZIONE permette la conversione di una porzione di DNA in una molecola di RNA con una sequenza

Dettagli

Continua. Peptidasi H 2 O

Continua. Peptidasi H 2 O Continua Peptidasi H 2 O Classificazione delle peptidasi 1. Meccanismo catalitico 2. Tipo di reazione catalizzata 3. Struttura molecolare e omologia 1. Meccanismo catalitico (mostrato per la chimotripsina)

Dettagli

Gli enzimi. L azione degli enzimi è caratterizzata da alcune proprietà fondamentali:

Gli enzimi. L azione degli enzimi è caratterizzata da alcune proprietà fondamentali: Gli enzimi Nel metabolismo energetico le cellule producono notevoli quantità di CO 2 che deve essere eliminata con l apparato respiratorio. Il trasferimento della CO 2 dalle cellule al sangue e da esso

Dettagli

ENZIMI Alcuni sono costituiti solo da a.a. Altri richiedono per la loro attività catalitica la presenza di COFATTORI

ENZIMI Alcuni sono costituiti solo da a.a. Altri richiedono per la loro attività catalitica la presenza di COFATTORI ENZIMI Tutti gli enzimi sono proteine Elevata specificità e senza la formazione di sottoprodotti Non vengono modificati o consumati durante la reazione alla fine si ritrovano inalterati Agiscono in condizioni

Dettagli

Gli enzimi sono catalizzatori nelle reazioni dei sistemi biologici Essi non sono gli unici catalizzatori biologici, esistono infatti:

Gli enzimi sono catalizzatori nelle reazioni dei sistemi biologici Essi non sono gli unici catalizzatori biologici, esistono infatti: Cinetica enzimatica Gli enzimi sono catalizzatori nelle reazioni dei sistemi biologici Essi non sono gli unici catalizzatori biologici, esistono infatti: ribozimi e abzimi Quasi tutti gli enzimi sono proteine

Dettagli

Biosintesi dei triacilgliceroli

Biosintesi dei triacilgliceroli Biosintesi dei triacilgliceroli Destino della maggior parte degli acidi grassi sintetizzati o ingeriti: Ø triacilgliceroli (riserva) Ø fosfolipidi (membrane) in base alle necessità metaboliche I triacilgliceroli

Dettagli

METABOLISMO DEL Glucosio

METABOLISMO DEL Glucosio METABLISM DEL Glucosio Il metabolismo del glucosio può essere suddiviso nelle seguenti vie metaboliche: Glicolisi ssidazione del glucosio in acido piruvico e acido lattico. Via del pentoso fosfato Via

Dettagli

Valitutti, Taddei, Kreuzer, Massey, Sadava, Hills, Heller, Berenbaum

Valitutti, Taddei, Kreuzer, Massey, Sadava, Hills, Heller, Berenbaum Dal carbonio agli OGM VERSO L UNIVERSITÀ Le domande sono tratte dalle prove di ammissione emesse annualmente dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca (MIUR) e le soluzioni sono evidenziate

Dettagli

ENZIMI. Un enzima è un catalizzatore (acceleratore) di reazioni biologiche.

ENZIMI. Un enzima è un catalizzatore (acceleratore) di reazioni biologiche. ENZIMI ENZIMI Un enzima è un catalizzatore (acceleratore) di reazioni biologiche. Catalizzatore = sostanza in grado di accelerare lo svolgimento di una reazione chimica e quindi di aumentarne la sua velocità,

Dettagli

Elettroforesi. Elettroforesi: processo per cui molecole cariche si separano in un campo elettrico a causa della loro diversa mobilita.

Elettroforesi. Elettroforesi: processo per cui molecole cariche si separano in un campo elettrico a causa della loro diversa mobilita. Elettroforesi Elettroforesi: processo per cui molecole cariche si separano in un campo elettrico a causa della loro diversa mobilita. A qualunque ph diverso dal pi le proteine hanno una carica netta quindi,

Dettagli

ENZIMI CINETICA ENZIMATICA

ENZIMI CINETICA ENZIMATICA ENZIMI PERCHE UNA REAZIONE AVVENGA, SI DEVONO SODDISFARE TRE CONDIZIONI I SUBSTRATI DEVONO ENTRARE IN COLLISIONE LA COLLISIONE DEVE AVVENIRE CON ORIENTAMENTO CORRETTO I REAGENTI DEVONO AVERE ENERGIA SUFFICIENTE

Dettagli

Enzimi. Nomenclatura:

Enzimi. Nomenclatura: Enzimi Nelle cellule, ad una temperatura di soli 37 C, avvengono reazioni (di ossidazione, di idrolisi, di sintesi, etc,) a velocità straordinarie, che richiederebbero temperature e pressioni elevate.

Dettagli

Prof. Maria Nicola GADALETA

Prof. Maria Nicola GADALETA Prof. Maria Nicola GADALETA E-mail: m.n.gadaleta@biologia.uniba.it Facoltà di Scienze Biotecnologiche Corso di Laurea in Biotecnologie Sanitarie e Farmaceutiche Biochimica e Biotecnologie Biochimiche DISPENSA

Dettagli

Regolazione della trascrizione. Operoni catabolici nei procarioti (controllo negativo)

Regolazione della trascrizione. Operoni catabolici nei procarioti (controllo negativo) Regolazione della trascrizione Operoni catabolici nei procarioti (controllo negativo) I geni possono essere accesi e spenti In un organismo pluricellulare adulto, vi sono molti tipi di cellule differenti,

Dettagli

Importanza degli enzimi in Medicina

Importanza degli enzimi in Medicina ENZIMI Importanza degli enzimi in Medicina 1. Chiave per capire errori del metabolismo 2. Importanti nelle reazioni di detossificazione 3. Targets di chemioterapia 4. Essenziali per formulare il razionale

Dettagli

Niccolò Taddei Biochimica

Niccolò Taddei Biochimica Niccolò Taddei Biochimica VERSO L UNIVERSITÀ Le domande sono tratte dalle prove di ammissione emesse annualmente dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca (MIUR) e le soluzioni sono

Dettagli

Prof. Maria Nicola GADALETA

Prof. Maria Nicola GADALETA Prof. Maria Nicola GADALETA E-mail: m.n.gadaleta@biologia.uniba.it Facoltà di Scienze Biotecnologiche Corso di Laurea in Biotecnologie Sanitarie e Farmaceutiche Biochimica e Biotecnologie Biochimiche DISPENSA

Dettagli

Corso di Laurea in Farmacia Insegnamento di BIOCHIMICA Angela Chambery

Corso di Laurea in Farmacia Insegnamento di BIOCHIMICA Angela Chambery Corso di Laurea in Farmacia Insegnamento di BIOCHIMICA Angela Chambery Lezione 26 La gluconeogenesi Concetti chiave: Il fegato e il rene possono sintetizzare glucosio da lattato, piruvato e amminoacidi.

Dettagli

Traduzione dell informazione genetica (1)

Traduzione dell informazione genetica (1) Traduzione dell informazione genetica (1) 1 Traduzione dell informazione genetica (2) Il processo negli eucarioti richiede: 70 diverse proteine ribosomiali >20 enzimi che attivano i precursori degli amminoacidi

Dettagli

Metabolismo: Introduzione

Metabolismo: Introduzione Metabolismo: Introduzione METABOLISMO Insieme delle reazioni chimiche coordinate e integrate che hanno luogo in tutte le cellule C A T A B O L I S M O Ossidazioni esoergoniche Alimenti: Carboidrati Lipidi

Dettagli

Mediatore chimico. Recettore. Trasduzione del segnale. Risposta della cellula

Mediatore chimico. Recettore. Trasduzione del segnale. Risposta della cellula Mediatore chimico Recettore Trasduzione del segnale Risposta della cellula I mediatori chimici sono prodotti da cellule specializzate e sono diffusi nell organismo da apparati di distribuzione Sistemi

Dettagli

glicogeno Glucosio 6-P Piruvato Acetil CoA Intermedi del ciclo di Krebs

glicogeno Glucosio 6-P Piruvato Acetil CoA Intermedi del ciclo di Krebs PIRUVAT glicogeno Glicogeno sintesi glicogenolisi Glucosio Glucosio 6-P Ribosio 5-P glicolisi Gluconeogenesi Amino acidi Piruvato Acetil CoA lattato Intermedi del ciclo di Krebs Concentrazione di glicogeno

Dettagli

INSOLUBILI IN ACQUA E SOLUBILI NEI SOLVENTI ORGANICI NON POLARI

INSOLUBILI IN ACQUA E SOLUBILI NEI SOLVENTI ORGANICI NON POLARI LIPIDI Una delle quattro principali classi di sostanze biologicamente attive. I lipidi (la parola deriva dal greco lípos, grasso) sono costituenti delle piante e degli animali, caratterizzati da particolari

Dettagli

PURIFICAZIONE DI DNA

PURIFICAZIONE DI DNA PURIFICAZIONE DI DNA Esistono diverse metodiche per la purificazione di DNA da cellule microbiche, più o meno complesse secondo il grado di purezza e d integrità che si desidera ottenere. In tutti i casi

Dettagli

Tutte le reazioni che avvengono nelle cellule sono reazioni catalizzate I catalizzatori di tali reazioni prendono il nome di enzimi Gli enzimi sono

Tutte le reazioni che avvengono nelle cellule sono reazioni catalizzate I catalizzatori di tali reazioni prendono il nome di enzimi Gli enzimi sono Tutte le reazioni che avvengono nelle cellule sono reazioni catalizzate I catalizzatori di tali reazioni prendono il nome di enzimi Gli enzimi sono grosse molecole proteine e ribozimi (RNA) TEORIA DELLE

Dettagli

Nota dell editore Presentazione

Nota dell editore Presentazione 00PrPag 3-08-2007 11:42 Pagina V Autori Nota dell editore Presentazione XI XIII XV Parte I Chimica 1 Struttura dell atomo 3 Teorie atomiche 3 Costituenti dell atomo 4 Numeri quantici 5 Tipi di orbitali

Dettagli

INIBIZIONE ENZIMATICA REVERSIBILE

INIBIZIONE ENZIMATICA REVERSIBILE INIBIZIONE ENZIMATICA REVERSIBILE La reazione enzimatica in vitro o in vivo può essere INIBITA REVERSIBILMENTE. Un inibitore (I) legandosi all enzima interferisce con la sua attività modificando la Vmax,

Dettagli

I derivati del benzene e la loro chimica

I derivati del benzene e la loro chimica I derivati del benzene e la loro chimica Benzene: 6 e- π Questi composti sono chiamati aromatici è hanno 4N + 2 e- π in un anello planare (regola di Hückel). La delocalizzazione di questi e- π stabilizza

Dettagli

Metalli in medicina. L utilizzo dei metalli in medicina ha radici ben antiche. Il ferro ed il

Metalli in medicina. L utilizzo dei metalli in medicina ha radici ben antiche. Il ferro ed il Metalli in medicina L utilizzo dei metalli in medicina ha radici ben antiche. Il ferro ed il rame, per esempio, erano utilizzati nella Grecia antica. Già da secoli il Hg 2+ era utilizzato nel trattamento

Dettagli

I composti organici della vita: carboidrati, lipidi, proteine e acidi nucleici

I composti organici della vita: carboidrati, lipidi, proteine e acidi nucleici I composti organici della vita: carboidrati, lipidi, proteine e acidi nucleici La seta della tela di ragno è un insieme di macromolecole, dette proteine. Sono le caratteristiche fisico-chimiche di queste

Dettagli

CHIMICA ORGANICA. Gli alcoli

CHIMICA ORGANICA. Gli alcoli 1 E1-ALCOLI CIMICA OGANICA ALCOLI Formula generale Desinenza -olo Gli alcoli Gli alcoli sono, dopo gli idrocarburi, i composti organici più comuni, che è possibile considerare come derivati dagli alcani

Dettagli

INTERVENTO DI CLAUDIA RICCARDI PLASMAPROMETEO - Dipartimento di Fisica Università degli Studi di Milano - Bicocca

INTERVENTO DI CLAUDIA RICCARDI PLASMAPROMETEO - Dipartimento di Fisica Università degli Studi di Milano - Bicocca INTERVENTO DI CLAUDIA RICCARDI PLASMAPROMETEO - Dipartimento di Fisica Università degli Studi di Milano - Bicocca La ricerca come strumento per lo sviluppo aziendale: sinergia tra università e industria

Dettagli

Monossido d azoto NO (Nitric Oxide) Messaggero del segnale cellulare. Molecola regolatoria nel sistema nervoso centrale e periferico

Monossido d azoto NO (Nitric Oxide) Messaggero del segnale cellulare. Molecola regolatoria nel sistema nervoso centrale e periferico Monossido d azoto NO (Nitric Oxide) Ruolo biologico: Messaggero del segnale cellulare Molecola regolatoria nel sistema cardiovascolare Molecola regolatoria nel sistema nervoso centrale e periferico Componente

Dettagli

ossigeno e ne facilita la diffusione dai capillari all ambiente intracellulare.

ossigeno e ne facilita la diffusione dai capillari all ambiente intracellulare. Ricostituzione e attività pseudoenzimatica della mioglobina modificata Giulia Bertelegni e Carolina Ferrari I.I.S. A.Maserati Facoltà di Scienze MM.FF.NN. Dipartimento di Chimica generale Università degli

Dettagli

Meccanismo tio-templato delle NRPS

Meccanismo tio-templato delle NRPS Meccanismo tio-templato delle NRPS Meccanismo tio-templato delle NRPS Per l attività delle NRPS è necessaria l aggiunta della 4- fosfopanteteina sulla serina del sito attivo del dominio di tiolazione.

Dettagli

Prof. Maria Nicola GADALETA DISPENSA N. 19

Prof. Maria Nicola GADALETA DISPENSA N. 19 Prof. Maria Nicola GADALETA E-mail: m.n.gadaleta@biologia.uniba.it Facoltà di Scienze Biotecnologiche Corso di Laurea in Biotecnologie Sanitarie e Farmaceutiche Biochimica e Tecnologie Biochimiche DISPENSA

Dettagli

Il ciclo dell acido citrico

Il ciclo dell acido citrico Il ciclo dell acido citrico Il catabolismo di proteine, grassi e carboidrati avviene nelle tre fasi della respirazione cellulare Il piruvato viene ossidato ad acetil-coa e CO 2 La decarbossilazione

Dettagli

Corso di Laurea in Farmacia Insegnamento di CHIMICA BIOLOGICA. Angela Chambery Lezione 2

Corso di Laurea in Farmacia Insegnamento di CHIMICA BIOLOGICA. Angela Chambery Lezione 2 Corso di Laurea in Farmacia Insegnamento di CHIMICA BIOLOGICA Angela Chambery Lezione 2 Versatilità del carbonio nel formare legami covalenti La chimica degli organismi viventi è organizzata intorno al

Dettagli

Transferasi che hanno come coenzima FOSFOPANTOTEINA E COENZIMA A (derivati dalla VITAMINA B3 )

Transferasi che hanno come coenzima FOSFOPANTOTEINA E COENZIMA A (derivati dalla VITAMINA B3 ) Transferasi che hanno come coenzima FSFPANTTEINA E ENZIMA A (derivati dalla VITAMINA B3 ) Altre transferasi hanno come oe: Vitamina B3 (sintetizzata in vegetali e molti procarioti anche ospiti dell intestino

Dettagli

Prof. Maria Nicola GADALETA

Prof. Maria Nicola GADALETA Prof. Maria Nicola GADALETA Email: m.n.gadaleta@biologia.uniba.it Facoltà di Scienze Biotecnologiche Corso di Laurea in Biotecnologie Sanitarie e Farmaceutiche Biochimica e Biotecnologie Biochimiche DISPENSA

Dettagli

Biotecnologie ed OGM. Prima parte: DNA ricombinante e microorganismi geneticamente modificati.

Biotecnologie ed OGM. Prima parte: DNA ricombinante e microorganismi geneticamente modificati. Biotecnologie ed OGM Prima parte: DNA ricombinante e microorganismi geneticamente modificati. COSA SONO LE BIOTECNOLOGIE? Si dicono Biotecnologie i metodi tecnici che permettono lo sfruttamento di sistemi

Dettagli

Metabolismo dei composti azotati: aminoacidi e nucleotidi

Metabolismo dei composti azotati: aminoacidi e nucleotidi Metabolismo dei composti azotati: aminoacidi e nucleotidi Metabolismo degli aminoacidi I composti azotati L azoto contenuto nella cellula è presente soprattutto negli AMINOACIDI delle proteine e nelle

Dettagli

Helena Curtis N. Sue Barnes

Helena Curtis N. Sue Barnes Helena Curtis N. Sue Barnes LA RESPIRAZIONE CELLULARE INDICE Demolizione del glucosio Glicolisi Fermentazione lattica Fermentazione alcolica Respirazione cellulare Ciclo di Krebs Catena di trasporto degli

Dettagli

La catalasi: un enzima in azione

La catalasi: un enzima in azione Percorso di Didattica laboratoriale La catalasi: un enzima in azione Scuola Secondaria di Secondo Grado IISS - IPSIA E. Majorana Bari Classe IV B Docente: Miralma Serio Organizzatore cognitivo: Le trasformazioni

Dettagli

Metabolismo degli amminoacidi

Metabolismo degli amminoacidi Metabolismo degli amminoacidi Gli amminoacidi derivati in gran parte dalla degradazione delle proteine della dieta o intracellulari possono essere ossidati per generare e energia. La quantità di energia

Dettagli

Selezione test GIOCHI DELLA CHIMICA

Selezione test GIOCHI DELLA CHIMICA Selezione test GIOCHI DELLA CHIMICA CLASSE A Velocità - Equilibrio - Energia Regionali 2010 36. Se il valore della costante di equilibrio di una reazione chimica diminuisce al crescere della temperatura,

Dettagli

Metodi di studio delle interazioni proteina-proteina. Metodi biochimici

Metodi di studio delle interazioni proteina-proteina. Metodi biochimici Metodi di studio delle interazioni proteina-proteina Metodi biochimici Interazioni proteina-proteina Giocano un ruolo fondamentale nell organizzazione strutturale e funzionale della cellula Interazioni

Dettagli

NUCLEOTIDI e ACIDI NUCLEICI

NUCLEOTIDI e ACIDI NUCLEICI NUCLEOTIDI e ACIDI NUCLEICI Struttura dei nucleotidi Il gruppo fosfato conferisce carica negativa e proprietà acide FUNZIONI DEI NUCLEOTIDI MOLECOLE DI RISERVA DI ENERGIA L idrolisi dei nucleosidi trifosfato

Dettagli

Come funzionano gli oligo Antisenso? RNA WORLD. mrna. Regolare l espressione genica tramite molecole di RNA. Come funzionano gli oligo antisenso?

Come funzionano gli oligo Antisenso? RNA WORLD. mrna. Regolare l espressione genica tramite molecole di RNA. Come funzionano gli oligo antisenso? RNA WORLD RNA Come funzionano gli oligo Antisenso? mrna Non coding RNA AAAAAAA rrna trna snrna snorna RNA Antisenso sirna Arresto della traduzione Proteina incompleta o nessuna sintesi MECCANISMO PASSIVO

Dettagli

METABOLISMO DEL GLICOGENO

METABOLISMO DEL GLICOGENO METABOLISMO DEL GLICOGENO Struttura del glicogeno DEMOLIZIONE DEL GLICOGENO: GLICOGENOLISI 1) distacco progressivo di unità glucosidiche con formazione di glucosio-1- fosfato: enzima: glicogeno fosforilasi

Dettagli

CENNI DI ELETTROCHIMICA

CENNI DI ELETTROCHIMICA CENNI DI ELETTROCHIMICA Gli elettrodi a membrana sono elettrodi che permettono la determinazione rapida e selettiva, per potenziometria diretta, di numerosi cationi ed anioni. Il meccanismo di formazione

Dettagli

Il flusso dell informazione genetica il ruolo dei polimeri di nucleotidi

Il flusso dell informazione genetica il ruolo dei polimeri di nucleotidi Il flusso dell informazione genetica il ruolo dei polimeri di nucleotidi trascrizione traduzione DNA RNA Proteina replicazione DNA replicazione: sintesi del DNA trascrizione: sintesi del RNA traduzione:

Dettagli

Prof. Maria Nicola GADALETA DISPENSA N. 18

Prof. Maria Nicola GADALETA DISPENSA N. 18 Prof. Maria Nicola GADALETA E-mail: m.n.gadaleta@biologia.uniba.it Facoltà di Scienze Biotecnologiche Corso di Laurea in Biotecnologie Sanitarie e Farmaceutiche Biochimica e Tecnologie Biochimiche DISPENSA

Dettagli

Enzimi REDOX. Deidrogenasi

Enzimi REDOX. Deidrogenasi Enzimi REDOX Gli enzimi coinvolti in processi redox possono essere classificati in tre categorie: deidrogenasi,, ossigenasi e ossidasi Deidrogenasi Riciclo del cofattore Nei processi redox enzimatici deve

Dettagli

Come si traccia un alimento di origine animale? Dalle lasagne con carne di cavallo. alla realtà di ogni giorno

Come si traccia un alimento di origine animale? Dalle lasagne con carne di cavallo. alla realtà di ogni giorno Editoriale n.10 Newsletter aprile 2013 Come si traccia un alimento di origine animale? Dalle lasagne con carne di cavallo alla realtà di ogni giorno Identificare la specie, un obiettivo fondamentale quando

Dettagli

dieta vengono convertiti in composti dei corpi chetonici.

dieta vengono convertiti in composti dei corpi chetonici. Metabolismo degli aminoacidi Metabolismo degli aminoacidi Gli aminoacidi introdotti in eccesso con la dieta vengono convertiti in composti precursori del glucosio, degli acidi grassi e dei corpi chetonici.

Dettagli

Mutagenesi: introduzione di alterazioni in una sequenza nucleotidica. Mutagenesi random: le mutazioni avvengono a caso su un tratto di DNA.

Mutagenesi: introduzione di alterazioni in una sequenza nucleotidica. Mutagenesi random: le mutazioni avvengono a caso su un tratto di DNA. Mutagenesi: introduzione di alterazioni in una sequenza nucleotidica Mutagenesi random: le mutazioni avvengono a caso su un tratto di DNA. In genere si ottengono trattando il DNA con agenti chimici (es.

Dettagli

La trascrizione nei procarioti. Prof. Savino; dispense di Biologia Molecolare, Corso di Laurea in Biotecnologie

La trascrizione nei procarioti. Prof. Savino; dispense di Biologia Molecolare, Corso di Laurea in Biotecnologie La trascrizione nei procarioti Concetti base Nucleoside base purinica o pirimidinica legata alla posizione 1 dell anello pentoso Nucleotide base azotata-pentoso-fosfato Concetti base La trascrizione comporta

Dettagli

DIAGNOSTICA ENZIMATICA

DIAGNOSTICA ENZIMATICA DIAGNOSTICA ENZIMATICA GLI ENZIMI SI DOSANO SU DIVERSI LIQUIDI BIOLOGICI: - PLASMA O SIERO - Altre matrici: URINE, SALIVA, ESSUDATI, ecc. I CONTESTI DIAGNOSTICI IN CUI SI USANO QUESTI DOSAGGI SONO DUE:

Dettagli

Funzioni della membrana plasmatica

Funzioni della membrana plasmatica TRASPORTO M.P. -Omeostasi cellulare Funzioni della membrana plasmatica Mantenimento della conc. intracell. di ioni e molecole entro valori corretti Scambi interno - esterno Non c è consumo E Consumo E

Dettagli

scaricato da www.sunhope.it

scaricato da www.sunhope.it Recettori a tirosina chinasi I recettori a tirosina chinasi presentano vari domini Una regione di legame (extracellulare) Una regione transmembrana Una coda intracellulare con numerose tirosine scaricato

Dettagli

Le Biomolecole I parte. Lezioni d'autore di Giorgio Benedetti

Le Biomolecole I parte. Lezioni d'autore di Giorgio Benedetti Le Biomolecole I parte Lezioni d'autore di Giorgio Benedetti LE BIOMOLECOLE Le biomolecole, presenti in tutti gli esseri viventi, sono molecole composte principalmente da carbonio, idrogeno, azoto e ossigeno.

Dettagli

Da dove prendono energia le cellule animali?

Da dove prendono energia le cellule animali? Da dove prendono energia le cellule animali? La cellula trae energia dai legami chimici contenuti nelle molecole nutritive Probabilmente le più importanti sono gli zuccheri, che le piante sintetizzano

Dettagli

Segnalazione cellulare e trasduzione del segnale. Comunicazione fra le cellule

Segnalazione cellulare e trasduzione del segnale. Comunicazione fra le cellule Segnalazione cellulare e trasduzione del segnale Comunicazione fra le cellule Le cellule comunicano e interagiscono tra loro tramite il fenomeno della segnalazione cellulare Una cellula segnalatrice produce

Dettagli

ENZIMI. Gli enzimi sono dei catalizzatori biologici

ENZIMI. Gli enzimi sono dei catalizzatori biologici ENZIMI Gli enzimi sono dei catalizzatori biologici catalizzatore: una sostanza che senza subire variazioni produce come effetto macroscopicamente apprezzabile un incremento della velocità di reazione La

Dettagli

L adattamento dei batteri. Strategie di adattamento

L adattamento dei batteri. Strategie di adattamento L adattamento dei batteri Strategie di adattamento mutazione trasferimento genico orizzontale regolazione dell espressione genica regolazione della trascrizione regolazione della traduzione regolazione

Dettagli

Cofattori e vitamine

Cofattori e vitamine Enzimi: concetti di base e meccanismi di catalisi enzimatica a. Classificazione, meccanismo d azione b. Esempi di reazioni catalizzate c. Descrizione di alcune tipiche proteine enzimatiche. Cofattori e

Dettagli

FARMACODINAMICA RECETTORI ED EFFETTORI

FARMACODINAMICA RECETTORI ED EFFETTORI FARMACODINAMICA I recettori per i farmaci Prof. Renato Bernardini RECETTORI ED EFFETTORI Farmaco (Φαρµακον) = principio attivo Recettore = macromolecole deputate alla trasmissione di un segnale chimico

Dettagli

FARMACOCINETICA 2 ELIMINAZIONE DEI FARMACI. L eliminazione di un farmaco avviene per escrezione del farmaco immodificato o dei suoi metaboliti.

FARMACOCINETICA 2 ELIMINAZIONE DEI FARMACI. L eliminazione di un farmaco avviene per escrezione del farmaco immodificato o dei suoi metaboliti. FARMACOCINETICA 2 Farmacologia generale 1 ELIMINAZIONE DEI FARMACI L eliminazione di un farmaco avviene per escrezione del farmaco immodificato o dei suoi metaboliti. Le principali vie di escrezione sono:

Dettagli

unità C2. Le trasformazioni energetiche nelle cellule

unità C2. Le trasformazioni energetiche nelle cellule unità 2. Le trasformazioni energetiche nelle cellule Il trasporto nelle cellule avviene senza consumo di energia con consumo di energia trasporto passivo trasporto attivo attraverso il doppio strato fosfolipidico

Dettagli

Il dr. Alessandro Rizzi dichiara di NON aver ricevuto negli ultimi due anni compensi o finanziamenti da Aziende Farmaceutiche e/o Diagnostiche

Il dr. Alessandro Rizzi dichiara di NON aver ricevuto negli ultimi due anni compensi o finanziamenti da Aziende Farmaceutiche e/o Diagnostiche Il dr. Alessandro Rizzi dichiara di NON aver ricevuto negli ultimi due anni compensi o finanziamenti da Aziende Farmaceutiche e/o Diagnostiche CINETICA DEL TROMBOSSANO E ALTRI ASPETTI DELLA FUNZIONALITA

Dettagli

Energia nelle reazioni chimiche. Lezioni d'autore di Giorgio Benedetti

Energia nelle reazioni chimiche. Lezioni d'autore di Giorgio Benedetti Energia nelle reazioni chimiche Lezioni d'autore di Giorgio Benedetti VIDEO Introduzione (I) L energia chimica è dovuta al particolare arrangiamento degli atomi nei composti chimici e le varie forme di

Dettagli

SDD - Seconde Equilibrio e ph. Equilibrio e ph. Obiettivo

SDD - Seconde Equilibrio e ph. Equilibrio e ph. Obiettivo 1 Obiettivo Capire che cosa è il ph, apprendere le leggi fondamentali che lo controllano e capire qualitativamente le applicazioni delle soluzioni tampone. Prerequisiti Il concetto di equilibrio (che comunque

Dettagli

Distribuzione dell etanolo

Distribuzione dell etanolo Farmacocinetica dell Etanolo Salvatore Salomone Dipartimento di Farmacologia Sperimentale e Clinica FACOLTA' DI MEDICINA & CHIRURGIA UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI CATANIA Perché è importante conoscere il

Dettagli

TRASDUZIONE DEL SEGNALE

TRASDUZIONE DEL SEGNALE TRASDUZIONE DEL SEGNALE TRASDUZIONE DEL SEGNALE Specificità (specificità riconoscimento) Amplificazione e diversificazione della risposta (cascata enzimatica) Integrazione tra segnali Spegnimento del segnale

Dettagli

BIOCHIMICA e BIOTECNOLOGIE degli ALIMENTI

BIOCHIMICA e BIOTECNOLOGIE degli ALIMENTI Seconda Università degli Studi di Napoli DiSTABiF Anno Accademico 2013-14 Corso di Laurea Magistrale in SCIENZE DEGLI ALIMENTI E DELLA NUTRIZIONE UMANA Insegnamento di BIOCHIMICA e BIOTECNOLOGIE degli

Dettagli

PROTEINE. Amminoacidi

PROTEINE. Amminoacidi PROTEINE Le proteine sono le macromolecole alla base delle attività cellulari. Sono oltre diecimila per cellula, dove svolgono differenti funzioni: Sono ad esempio: enzimi: aumentano la velocità delle

Dettagli

USO CONCOMITANTE DI INIBITORI DI POMPA E TERAPIE ANTITROMBOTICHE

USO CONCOMITANTE DI INIBITORI DI POMPA E TERAPIE ANTITROMBOTICHE Italian Council of Cardiology Practice Varese, 20-21-22 giugno 2014 «CUORE E OLTRE NUOVE PROPOSTE DI DIAGNOSI E TERAPIA» Congresso Regionale e Nazionale Collegio Federativo di Cardiologia USO CONCOMITANTE

Dettagli

ID55/2005 PROGETTO R&S Lo sviluppo di nuovi inibitori delle istone deacetilasi per un approccio epigenetico alla terapia dei tumori.

ID55/2005 PROGETTO R&S Lo sviluppo di nuovi inibitori delle istone deacetilasi per un approccio epigenetico alla terapia dei tumori. SCHEDE TECNICHE INTERVENTI CONCLUSI ATI CONGENIA - CONGENIA Srl Milano - DAC Srl Milano - NIKEM RESEARCH Srl Bollate MI - ISTITUTO EUROPEO DI ONCOLOGIA Milano - ISTITUTO FIRC DI ONCOLOGIA MOLECOLARE Milano

Dettagli

PROTEINE RESPIRATORIE DEI VERTEBRATI EMOGLOBINA E MIOGLOBINA

PROTEINE RESPIRATORIE DEI VERTEBRATI EMOGLOBINA E MIOGLOBINA PROTEINE RESPIRATORIE DEI VERTEBRATI EMOGLOBINA E MIOGLOBINA Svolgono la loro funzione legando reversibilmente l OSSIGENO. Aumentano la solubilità dell ossigeno nel plasma, da 3ml/L a 220 ml/l. La mioglobina

Dettagli

04/04/14. Fondamenti di biochimica Terza edizione. Le ghiandole principali del sistema endocrino. Capitolo 13 La segnalazione biochimica

04/04/14. Fondamenti di biochimica Terza edizione. Le ghiandole principali del sistema endocrino. Capitolo 13 La segnalazione biochimica Fondamenti di biochimica Terza edizione Donald Voet Judith G. Voet Charlotte W. Pratt La segnalazione biochimica Copyright 2013 Zanichelli editore S.p.A. Gli ormoni Conce& chiave 13.1 Gli ormoni endocrini

Dettagli

GIOCHI DELLA CHIMICA

GIOCHI DELLA CHIMICA GIOCHI DELLA CHIMICA FASE D ISTITUTO (TRIENNIO) 21 marzo 2016 La prova è costituita da 50 quesiti. ALUNNO CLASSE Scrivi la risposta a ciascuna domanda nel foglio risposte allegato. 1. Quale dei seguenti

Dettagli

Tratto dal libro Come vivere 150 anni Dr. Dimitris Tsoukalas

Tratto dal libro Come vivere 150 anni Dr. Dimitris Tsoukalas 1 Tratto dal libro Come vivere 150 anni Dr. Dimitris Tsoukalas Capitolo 7 Enzimi, le macchine della vita Piccole macchine regolano la funzione del corpo umano in un orchestrazione perfetta e a velocità

Dettagli

DOMINI E MODULI 02/04/2014. Domini modulari delle proteine 2

DOMINI E MODULI 02/04/2014. Domini modulari delle proteine 2 Domini modulari delle proteine 1 Proteine della matrice DOMINI E MODULI La maggior parte dei peptidi consiste in disposizioni lineari di regioni globulari, ripiegate in modo indipendente, dette domini,

Dettagli

www.fisiokinesiterapia.biz

www.fisiokinesiterapia.biz www.fisiokinesiterapia.biz FARMACODINAMICA La farmacodinamica può essere definita come lo studio degli effetti biochimici e fisiologici dei farmaci e dei loro meccanismi d azione. Gli obiettivi dell analisi

Dettagli

La regolazione genica nei virus

La regolazione genica nei virus La regolazione genica nei virus Lic. Scientifico A. Meucci Aprilia Prof. Rolando Neri I VIRUS INDICE Caratteristiche dei virus: il capside e il genoma virale Classificazione virale Fasi del ciclo riproduttivo

Dettagli

Il glicogeno (riserva di glucosio) è immagazzinato nel fegato e nei muscoli (con finalità diverse )

Il glicogeno (riserva di glucosio) è immagazzinato nel fegato e nei muscoli (con finalità diverse ) Glicogeno Glicogeno...1 Glicogenolisi...3 Glicogenosintesi...7 Regolazione ormonale della glicogenolisi e delle glicogenosintesi...13 Il recettore del glucagone e quello dell adrenalina sono 2 GPCR (G-Protein

Dettagli

ETANOLO. Tuttavia influenza sia positivamente che negativamente diverse funzioni fisiologiche.

ETANOLO. Tuttavia influenza sia positivamente che negativamente diverse funzioni fisiologiche. L etanolo, nonostante l elevato valore energetico, non può essere considerato un nutriente poiché: non svolge una funzione plastica non è essenziale. Tuttavia influenza sia positivamente che negativamente

Dettagli

IL CALCARE NON SI FORMA PIÙ ED ELIMINA QUELLO ESISTENTE!

IL CALCARE NON SI FORMA PIÙ ED ELIMINA QUELLO ESISTENTE! MANUALE TECNICO IL CALCARE NON SI FORMA PIÙ ED ELIMINA QUELLO ESISTENTE! Indice : - Introduzione - Come si forma il calcare? - Processo di nucleazione - Azione dell inibitore sulla formazione del calcare

Dettagli